LA RIVELAZIONE DI GESÙ
A MARIA VALTORTA
È PAROLA DI DIO
CHI LA RIFIUTA PECCA CONTRO LO SPIRITO SANTO

La maledizione del Re dei re, pende sulla gerarchia cattolica colpevole del delitto più grande verso l’umanità.
INTRODUZIONE
L’Opera di Gesù.
Gesù chiama, la rivelazione fata a Maria Valtorta: “la mia Opera”. In questo studio, dimostro che, la grande rivelazione fata da Gesù, per noi, mediante la sua serva Maria Valtorta, è Parola di Dio, secondo le profezie bibliche, secondo l’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo, e secondo le dichiarazioni dello stesso autore, Gesù di Nazareth che, essendo vero Dio e vero uomo, è impossibile che menta. perciò contestarla, da parte delle nostre gerarchie, significa aperta disubbidienza a Dio che per concomitanza porterà allo scisma, se la gerarchia non si ravvede lasciando liberi i fedeli nella loro attività pastorale alla luce di questa rivelazione, perché “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 5,29). “Ruggisce il leone: chi mai non trema? Il Signore Dio ha parlato: chi può non profetare? (Am 3,5-7).
Non licet
La maledizione del Re dei re e Signore dei signori, Gesù Cristo Figlio del Dio vivente è stata già emessa il 16 giugno 1950. Festa del S. Cuore. Se la Gerarchia non si ravvede lasciando ai fedeli libero apostolato alla luce di questa rivelazione, la maledizione colpirà la cristianità globale, così come colpì tutto Israele per il peccato della sua gerarchia. Non è lecito negare l’origine soprannaturale della rivelazione di Gesù a Maria Valtorta per ch’è delitto imperdonabili essendo peccato contro lo Spirito Santo.
1. IL LIBRO DEL SIGNORE.
Isaia chiama la rivelazione di Gesù a Maria Valtorta: Il Libro del Signore (Is 34,16). Dimostrazione
La profezia
1“Cercate nel Libro del Signore e leggete: nulla vi manca, poiché la bocca del Signore lo ha comandato, e il suo spirito li raduna”. (Is 34,16).
2Il Libro profetizzato da Isaia, per essere letto come Libro del Signore, deve avere questi requisiti: 1° Il contenuto del libro deve essere completo, nulla deve mancare alla integrità del Libro. 2° La stesura del libro deve essere stato comandato dal Signore. 3° Tutto il libro deve essere ispirato dallo Spirito Santo.
Compimento della profezia.
1° Nulla vi manca (Is 34,16)
3Tra i libri esaminati con questo criterio, uno solo raduna i tre elementi ed è il Libro rivelato da Gesù a Maria Valtorta, pubblicato dal Centro Editoriale Valtortiano con il titolo “l’Evangelo come mi è stato rivelato”; per questo il profeta lo chiama il Libro del Signore, perché Gesù è l’autore e fa scrivere al suo portavoce il Vangelo del Regno di Dio che Lui predicò duemila anni fa, Vangelo che a noi arrivò in quattro versioni, Matteo, Marco Luca e Giovani, sostanzialmente uguali, stilisticamente diversi dell’unico Vangelo che Gesù predicò. Lo studio comparato delle quattro versioni, con il Vangelo rivelato a M.V., dà la certezza che tutto quello che conosciamo delle memorie di Gesù, grazie a queste quattro versioni, si trova integralmente contenuto nel Vangelo rivelato a M.V., e la certezza sta nel fatto che M.V. non ha copiato nessuna delle quattro versioni, questo prova che è libro del Signore perché nulla manca delle quattro versioni, nel Vangelo rivelato a Maria Valtorta.
2° Poiché la bocca del Signore lo ha comandato (Is 34,16)
3Si conosce a chi appartiene un libro, per la dichiarazione del suo autore, ora in nessuna parte, in nessun modo, per nessuna ragione la scrittrice del libro rivelato, ha dichiarato di essere l’autrice, lei è solo portavoce, il Signore ha dato parola e visione, lei stessa testimonia che la bocca del Signore ha comandato la stesura di questo libro, quando dice, “Gesù mi ordina: «Prendi un quaderno tutto nuovo. Copia sul primo foglio il dettato del giorno 16 agosto… Ubbidisco e copio[1]. Così comincia la stori del libro del Signore, per mandato del Signore stesso.
4La stesura di questo libro è stata comandata dal Signore, quindi, è il Libro del Signore e va letto come parola di Dio
3° Il suo spirito li raduna (Is 34,16)
Lo aveva già profetizzato il Signore, quando disse:
5“Il Consolatore, Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). Ciò che disse Gesù duemila anni fa, lo Spirito Santo lo conferma in questo tempo, facendolo scrivere al Portavoce che Gesù stesso Chiama: Piccolo Giovanni, per significarci, che il Vangelo di Gesù, fatto scrivere al Piccolo Giovani, sostituirà il Vangelo scritto dell’Apostolo Giovani, perché Gesù è venuto portandoci il suo Vangelo quale egli lo predicò nel suo tempo mortale, quindi il Vangelo di Giovanni cede il posto al Vangelo di Gesù, secondo il Piccolo Giovanni, come profetizzo Gesù, quando rispose a Pietro, quando domandò per Giovanni: “Signore, e lui?”. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi” (Gv 21,22). Gesù non è venuto per abolire i vangeli, ma per completarli e unificarli armonizzarli nell’unico Vangelo quale Lui lo predicò. Questo ha voluto far capire a Pietro, quando disse: “Se voglio che egli rimanga finché io venga”. Ubi Maior minor cessat. Il minore cede il posto al superiore. Nessuno dei quattro vangeli è completo, né armonizzandoli tutti i quattro fanno il Vangelo completo come Gesù lo predico. Il Vangelo secondo il piccolo Giovanni riporta a noi tutte le parole, fatti le memorie di Gesù, esattamente come disse Isaia: “nulla vi manca, poiché la bocca del Signore lo ha comandato e il suo spirito li raduna” (Is 34,16). Il Profeta sta dicendo che tutti i ricordi stampati in questo libro li ha radunati lo spirito del Signore e il Signore lo conferma, quando disse: “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome egli vi ricorderà tutto ciò chi Io vi ho detto” (Gv. 14,16). Perciò questo libro non è opera di M.V., ma dello Spirito Santo; essendo libro dello Spirito Santo, tutto il libro è inspirato dello Spirito Santo, quindi va letto come parola di Dio.
Dice Gesù:
6«Bene farebbero a meditare la pagina del Vangelo dove Io, Maestro dei maestri, Sapienza, Parola e Verità incarnata, dico che i peccati contro lo Spirito Santo non saranno perdonati.
7Ed in verità questa è opera dello Spirito dello Spirito di Dio, e dell’Amore del Padre e del Figlio, dello Spirito che sa ogni vero e viene a dirlo agli uomini presi nel turbine attuale, nei turbini anzi perché possano difendersi dalle dottrine infernali»
8Consapevoli e sicuri, affermiamo che il Vangelo rivelato da Gesù a Maria Valtorta è Libro del Signore, nel quale dobbiamo cercare, d’ora in poi, le verità insegnate dal Signore in quel tempo e leggerli nel nostro tempo, dal momento che nulla manca delle sue memorie, poiché la volontà del Signore lo ha deciso e lo Spirito Santo lo ha fatto scrivere per noi.
2. IL LIBRO DI MEMORIE
Malachia chiama la rivelazione di Gesù a Maria Valtorta: Il Libro di memorie (Ml 3,16-20). Dimostrazione
La profezia
1“Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore – mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve. Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
2Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla“[2].
Compimento della profezia.
I timorati di Dio
“Parlarono tra di loro i timorati di Dio”.
3Chi sono i timorati di Dio? Ci dà luce, la data in cui interviene il Signore a far scrivere il libro delle sue memorie, il 22 aprile 1943, in quel momento tragico della storia, i timorati di Dio dell’America, il Regno unito e altre nazioni parlarono tra di loro per intervenire contro la Germania e fermare la seconda guerra mondiale.
L’ascolto del Signore.
“Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò”.
4Da come concluse la guerra, si può capire, anche, le cose che ascoltò il Signore, ascoltò che i timorati di Dio, tra loro c’era anche la Russia comunista, si aliarono non per lottare per la causa di Dio, uniti nella fede, ma per fermare l’empio e distruggere i suoi piani, e così fu, i vincitori si divisero il bottino e segnarono le nuove frontiere, e di Dio ne anche se ne parlo, non fu, quindi, la vittoria di Dio, ma delle arme che il Signore aveva già maledette da quando disse a Pietro: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono La mano alla spada di spada periranno” (Mt 26,52), “non resistere al malvagio”, “ama tuo nemico”, tutto dimenticato, i timorati parlarono, loro decisero, Dio poteva starsene nel suo cielo.
Il Libro di memorie
“Un libro di memorie”
5Allora Dio dovette intervenire direttamente facendo scrivere al suo messaggero un libro di memorie, per svegliare le coscienze cristiane alla realtà della sua presenza, facendo scrivere un libro di memorie davanti a lui, ma tal era il disinteresse sulle cose di Dio, da parte del cristianesimo globale di quel tempo, che questo intervento servi a nulla; sono passati eventi clamorosi, come il concilio vaticano II, ma de questo intervento, silenzio totale; sono sorti Papi luminari come Giovanni Paolo II, ma di questo intervento, ne anche una parola; sono nati movimenti ecclesiali celeberrimi, proprio loro attualmente, insieme a tutti i vescovi cattolici, complottano contro questo intervento, facendo tacere qualunque voce volesse far ricordare che c’è “il libro di memorie scritto davanti al Signore”, per salvare la sua proprietà dal diluvio di fuoco che sta per venire sull’umanità; attualmente solo silenzio glaciale da parte dei detentori dell’autorità, da quando hanno archiviato il libro, dopo aver negato l’imprimatur alla sua prima pubblicazione.
Scritto davanti al Signore
“Fu scritto davanti a lui”.
6E che questo libro di memorie sia stato scritto davanti al Signore lo dimostra il fatto che, ogni capitolo di queste memorie, inizia con le parole del Portavoce, che dice: “Comincio a vedere”, quindi è davanti alla persona della quale scrive le sue memorie, e finisce ogni capitolo dicendo, “Non vedo più niente”, quindi, non aggiunge nulla del suo. Il Portavoce, davanti a Gesù, ha scritto le memorie di Gesù e basta. Così si è compiuta la profezia annunziata dal profeta: “Un libro di memorie fu scritto davanti a lui”. Questo libro contiene le memorie rivelate da Gesù a Maria Valtorta, pubblicate col titolo: “l’Evangelo come mi è stato rivelato”, già tradotte in tutte le lingue, facendo onore all’unico libro scritto davanti al Signore in tutta la storia dell’umanità.
“Per i timorati e cultori del Signore”.
7Convinto che tutti i cristiani temessero il Signore e onorassero il suo nome, cominciai a recarmi dovunque mi invitavano a formare gruppi di preghiera alla luce di queste rivelazioni e grande fu la mia amara sorpresa, quando puntualmente ero chiamato dai Vescovi per sentirmi dire sempre la stessa antifona: “Per favore non parli di Maria Valtorta nella mi Diocesi”, e al mio chiarimento: “Non parlo di Maria Valtorta, ma del Vangelo eterno e della dottrina divina rivelate da Gesù a Maria Valtorta”, ottenevo la stessa antifona per risposta: “La chiesa non si è ancora pronunciata”. Approfondendo le mie ricerche sul pronunciamento o meno della Chiesa, mi trovai con la dolorosissima sorpresa che l’autorità della chiesa si era già pronunciata negandone l’origine soprannaturale della rivelazione, con dichiarazione del Segretario Generale della CEI che dichiara così:
8le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente come forme letterarie di cui si è servita l’autrice per narrare, a suo modo la vita di Gesù.
+ Dionigi Tettamanzi Segretario Generale».
La dichiarazione del Segretario Generale della CEI è invalida
9La vita di Gesù, scritta da Maria Valtorta, del quale scritto, il Segretario Generale nega la sua origine divina è il Libro di memorie che, secondo il profeta Malachia, fu scritto davanti al Signore (Ml 3,16) ed è lo stesso Libro del Signore che, secondo il profeta Isaia, fu scritto per comando del Signore e per opera dello Spirito Santo; “Cercate nel Libro del Signore e leggete, poiché la bocca del Signore lo ha comandato e il suo spirito li raduna” (Is 34,16). Ora un libro comandato dal Signore, scritto davanti al Signore, con intervento del suo Spirito Santo, è di origine soprannaturale. Quindi la dichiarazione di Dionigio Tettamanzi Segretario Generale della CEI è invalida, perché nega la verità rivelata dallo Spirito Santo che afferma che questo libro è del Signore e non di Maria Valtorta, nel caso di non ritrattazione, il Segretario Generale della CEI, Dionigio Tettamanzi, è colpevole di peccato contro lo Spirito Santo, perciò la sua dichiarazione è invalida. E i fedeli sono liberi, per non peccare contro lo Spirito Santo, anche loro, di attivare il loro apostolato alla luce delle rivelazioni di Gesù a Maria Valtorta.
Conseguenze nefaste
10Questo è certo che “un libro di memorie fu scritto davanti al Signore per coloro che lo temono e che onorano il suo nome”. Questo ci porta a concludere senza errore, che quelli che non accettano la natura soprannaturale di questo libro, non temono il Signore ne onorano il suo nome e perdono il diritto alle promesse di questo dono del suo infinito amore:
1° “Essi diverranno – dice il Signore – mia proprietà nel giorno che io preparo”. I negatori dell’origine soprannaturale di quest’Opera non saranno mai proprietà del Signore, rimanendo volontariamente esposti all’ineludibile ira del Signore
2° “Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve”. Chi rifiuta quest’Opera non serve suo Padre celeste, perciò non ci sarà compassione di Dio per lui nell’ora della grande tribolazione
3° “Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve”. Non c’è conversione per i derisori di Dio perché sono empi, increduli e duri di cuore
4° La fine degli ingiusti negatori della rivelazione è già segnata: “Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà in modo da non lasciar loro né radice né germoglio”.
5° “Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla“.
Dice Gesù:
11«… e vi ordino di credere a queste parole, ve lo ordino nella mia piena Maestà di Dio e Maestro divino, che può ordinare ai suoi sudditi così come ordinò ai suoi patriarchi e profeti ciò che era da non farsi e da credersi e da eseguirsi per essere suo Popolo eletto sulla Terra e suoi figli eterni nel Regno eterno. …
12…vi ordino di crederlo: l’Opera riporta esattamente il mio pensiero, le mie azioni, le manifestazioni mie, e le parole e azioni di mia Madre, dei Dodici, e di chi si agitava intorno a Me e a noi tutti.
13Prendete tranquilli l’Opera così come ve l’ho fatta dare. È giusta. Ed è soprannaturale»[3].
14Chi dice che quest’Opera non è soprannaturale dà del bugiardo a Gesù
3. LA STRADA APPIANATA, LA VIA SANTA.
Il profeta Isaia chiama la rivelazione di Gesù a Maria Valtorta: La strada appianata chiamata Via santa (Is 35,8-10).
Dimostrazione
Annunzio della profezia
1“Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa; nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà, vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto. (Is 35,8-10)
Compimento della profezia.
1° La strada appianata.
“Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa”
2Gesù ha detto: “Io sono la via. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me (Gv 614,6). Non esiste altra via santa che porti al Padre, al infuori di questa. La esistenza di questa unica Via che Gesù ci ha lasciato dopo tre anni di evangelizzazione, è arrivata a noi in quattro versioni che sono modi e stili diversi e testimonianze personali che ricordano le memorie di tre anni di evangelizzazione di Gesù, dalla quale evangelizzazione, Gesù profetizzò, quando disse: “Questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti (Mt 24,14), non disse questi vangeli, ma questo Vangelo e cioè quello che Lui predicava, non le versioni del Vangelo, anche Giovanni vede nel mistero dei tempi, nelle sue visioni profetiche, un solo Vangelo eterno (Ap 14.6-7). Quindi, Isaia, dicendo: “Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa” profetizza l’adempimento della profezia di Gesù e della visione profetica dell’Apostolo,
2° Nessun impuro la percorrerà
“nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà”
3Infatti, gli impuri che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne, non gustano la via appianata dello spirito e perciò non la percorrono. Gli stolti non vi si aggireranno, lo stolto invece che vive solo seguendo i desideri della carne, arriva alla morte dello spirito e vive da animale, perciò nemmeno si aggira intorno alla strada appianata dello spirito perché l’uomo animale non percepisce le cose spirituali. Non ci sarà più il leone perché l’uomo che vive secondo l’istinto satanico dell’orgoglio è in rivolta contro Dio, perché non si sottomette alla sua legge. Nessuna bestia feroce la percorrerà, perché l’uomo violento, feroce, bestiale, superbo che vive secondo la legge del più forte, non piace al Signore. Gli impuri, gli stolti, gli orgogliosi e superbi non percorrono questa strada appianata, non perché è proibita a loro, ma perché è santa e non c’è comunione tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra la verità e la menzogna, la santità e il peccato, fra Cristo e Satana.
4Tra quelli che, allegando scuse personali mi hanno restituito il testo della rivelazione, non uno menava vita esemplare, per non dire altro; tra quelli che hanno perseverato su questa via santa, ho visto impuri diventare puri, superbi diventare umili, iracondi diventare miti; e tra quelli di buona volontà ho visto diventare operatori parrocchiali e praticanti esemplari avviarsi decisamente alla santità. Prova superata, certezza confermata. Questa rivelazione è la strada appianata per gente di buona volontà.
3° “Vi cammineranno i redenti”
5I redenti sono i salvati da Cristo che camminano secondo lo Spirito e vivono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito e seguono i desideri dello Spirito che portano alla vita e alla pace, sono sotto il dominio dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in loro, appartengono a Dio perché hanno lo Spirito di Cristo. I redenti che vogliono arrivare alla meta della loro redenzione, perseverano in questa Via santa perché la ha stabilita il Redentore. Per il redento che non vuole questa strada appianata non c’è redenzione
4° Ritorneranno i riscattati
“Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore”
6Questa è la strada per il ritorno dei riscattati del Signore. I riscattati sono tutti quelli che, allontanandosi dal Signore sono rimasti imprigionati nelle trappole del mondo, del demonio della carne, per questi, il Signore, ha pagato il riscatto e ha offerto, con questa rivelazione, la strada per il loro ritorno. Da questa strada ritorna il resto d’Israele e le chiese separate. Per chi non vuole questa strada, offerta dal Signore, non c‘è riscatto quindi non c’è ritorno, ci sarà solo tristezza e pianto.
5° Felicità perenne splenderà sul loro capo.
“e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”.
7Ciò che convince del carattere soprannaturale di questa strada è la felicità perenne eterna che esperimentano quelli che la percorrono, come dice il profeta: “verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”. Nessuna strada umana può dare questa esperienza di felicità perenne, l’effetto sarebbe superiore alla causa che lo produce.
Dice Gesù:
9«Sai, Maria, quello che fai? Quello che faccio, anzi, nel mostrarti il Vangelo? Un tentativo più forte di portare gli uomini a Me. Tu lo hai desiderato con preghiere ardenti. Non mi limito più alla parola. Li stanca e li stacca. È una colpa, ma è così. Ricorro alla visione, e del mio Vangelo, e la spiego per renderla più chiara e attraente. A te do il conforto del vedere. A tutti do il modo di desiderare di conoscermi. E, se ancora non servirà e come crudeli bambini getteranno il dono senza capirne il valore, a te resterà il mio dono e ad essi il mio sdegno. Potrò una volta ancora fare l’antico rimprovero: “Abbiamo sonato e non avete ballato; abbiamo intonato lamenti e non avete pianto”. Ma non importa. Lasciamo che essi, gli inconvertibili, accumulino sul loro capo i carboni ardenti, e volgiamoci alle pecorelle che cercano di conoscere il Pastore. Io son Quello, e tu sei la verga che le conduci a Me» [4].
4. IL LIBRO DELLE PAROLE MIRACOLOSE
Il profeta Isaia chiama la rivelazione di Gesù a Maria Valtorta: Il Libro delle parole miracolose (Is 29,18-20.23-24).
Dimostrazione
Annunzio della profezia
1“Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo di Israele.
2Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo, saranno eliminati quanti tramano iniquità, poiché vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio di Israele. Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza e i brontoloni impareranno la lezione”. (Is 29,18-20.23-24)
Compimento della profezia.
Udranno i sordi le parole di un libro.
“Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno”
3Le parole che facevano udire i sordi, facevano vedere i ciechi, uscivano dalla bocca di Gesù Messia durante la sua evangelizzazione in Israele, la profezia, invece, annunzia che i sordi di un altro tempo la udranno, ma non dalla bocca di un uomo, ma dalle pagine di un libro e udendo le parole di questo libro anche i cechi vedranno, vuol dire che non si tratta di un libro qualunque né di parole di chiunque, ma di un libro sacro e di parole divine perché solo Dio ha il potere di fare miracoli, infatti da Gesù stesso viene la conferma di questa verità, quando dice: “Questo libro sono Io”. Gesù è la Parola di Dio Padre. Ora, se la Parole si è fatta pane per cibare la mia anima è più facile che si faccia libro per illuminare il mio spirito. Quindi la parola di questo libro che fa udire i sordi e fa vedere i ciechi è parola di Gesù, è parola di Dio.
Gli umili si rallegreranno di nuovo.
“Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo di Israele”.
4Dal fatto che la profezia dice, a continuazione, che Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, vuol dire che il Signore, il Taumaturgo di Israele, di nuovo opererà miracoli nel nostro tempo, ma questa volta da un libro e perché specifica la profezia che i più poveri gioiranno nel Santo di Israele vuol confermare che è proprio Lui, Gesù di Nazareth, il Santo d’Israele che da un libro opererà i suoi miracoli. E che questo è il libro di memorie dell’evangelizzatore d’Israele, che torna in questo tempo per la nuova evangelizzazione non più come Dio incarnato nell’uomo, o come Dio incarnato nel pane, ma come Dio incarnato nel libro già visto dall’Apostolo Giovanni come il Vangelo eterno; e poi se il Verbo si è fatto Uomo per redimerci, poi si è fatto Pane per nutrirci, che meraviglia c’è se ora si fa libro per guidarci al suo Regno?
I ciechi e i sordi del tempo contemporaneo.
5La profezia specifica che solo gli umili e i più poveri gioiranno della presenza di Gesù in questo libro, quindi non tutti i sordi o i ciechi guariranno, ci sarà sempre una percentuale di ciechi e sordi spirituali che rimarrà tale.
6Per quelli che in questo tempo vedendo questo libro del Signore rimangono sordi alle parole di questo libro e cechi alla presenza del Signore in questo libro, aveva già fato profetizzare il Signore:
7“Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere.
Chi è cieco, se non il mio servo?
Chi è sordo come colui al quale io mandavo araldi?
Chi è cieco come il mio privilegiato?
Chi è sordo come il servo del Signore?
8Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione, hai aperto gli orecchi, ma senza sentire”[5].
9È evidente l’allusione ai detentori dell’autorità che vedono, ma non pongono attenzione, che aprono gli orecchi, ma senza sentire, ma colmo della stoltezza è che si valgono di questo loro andicap per proibire agli altri che vedano e sentano e testimonino al mondo le meraviglie di questa rivelazione. Così facendo cadono nel peccato degli ipocriti, condannati da Gesù, quando disse: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci (Mt 23,13).
Il Tiranno non sarà più.
“Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo, saranno eliminati quanti tramano iniquità”.
10Il tirano del mondo è il Maligno, come insegna Dio, quando dice: “Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno”[6]. Questo tirano è stato già giudicato, come disse Gesù: “Il principe di questo mondo è stato giudicato”[7]. Ma è ancora nel mondo formando beffardi, criminali e quanti tramano iniquità, ma con la venuta di questo Libro, che è la voce di Dio Padre che viene dal cielo a glorificare il Figlio come già testimoniò una volta, quando disse: “L’ho glorificato, e di nuovo lo glorificherò!”[8], e il Padre che è più forte del tirano di questo mondo, come sta scritto: Il Padre mio è più forte di tutti[9]. Ora di nuovo glorificherà il Figlio, gettando fuori il tirano insieme a beffardi e operatori di iniquità, come disse Gesù: “Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori”[10]. Sarà gettato fuori incatenato in compimento della visione profetica dell’Apostolo Giovanni: “Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni”[11]. Veramente nulla ci potrà più danneggiare durante il Regno messianico, perché il Tirano non ci sarà più.
Lavoro delle mani di Gesù.
“Poiché vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio di Israele”.
10Gesù chiama la rivelazione fatta a Maria Valtorta: “La mia Opera”, e cioè lavoro delle sue mani e quando per mezzo del profeta disse: “vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro” ha voluto significare che conoscendo la su Opera, lavoro delle sue mani, cioè questo libro in momenti comunitari di studio o di preghiera impareremo a santificare il nome di Dio, a santificare il Santo d’Israele nostro Salvatore, impareremo il timor di Dio
11Per santificare il nome del Signore occorre conoscerlo: “Il mio popolo conoscerà il mio nome”[12], e questo Libro, questo insegna; bisogna amarlo: “Al tuo nome si volge tutto il nostro amore”[13], e questo Libro a questo forma; è necessario servirlo: Il sacerdote e il levita “farà il servizio nel nome del Signore”[14] e questo Libro a questa meta porta; “E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre”[15] e l’Opera di Gesù, lavoro delle sue mani, cioè questo libro, questo vuole.
I brontoloni impareranno la lezione.
“Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza e i brontoloni impareranno la lezione”.
12Quando Gesù dice: Date tutto per la mia opera, sofferenze, sacrifici, preghiere, incluso la vita”, è perché questo lavoro delle sue mani, è rivolto a far cambiare il destino dell’umanità che va alla deriva. In questo Libro sta la Sapienza che gli spiriti traviati devono apprendere e le Lezioni che i brontoloni devono imparare. A conferma di ciò, ascoltiamo le parole di Gesù
Dice Gesù:
13«Vedi, Maria. Se Io ti avessi dato soltanto belle pagine, letterariamente parlando, non ti avrei dato nulla. Nulla di utile, nulla di vero valore. Una musica ti avrei dato. E anche una di quelle musiche vuote, leggere, che accarezzano soltanto l’udito ma non stimolano in chi le ascolta pensieri eletti. Perché vi è della musica che è preghiera, che è lezione, che è elevazione a contemplazioni nel soprannaturale, musica nelle cui note veramente vibra e traspare non tanto il genio dell’uomo ma la potenza di Dio Creatore dell’uomo.
14Ma Io parlo delle musiche vuote. A queste paragonerei le mie pagine se fossero solo armonia di parole e perfezione stilistica. Ma in esse è la Sapienza. La mia Sapienza. È la Verità, la mia Verità. In esse è la Carità, la mia Carità. È Dio perciò. Ecco perché esse hanno valore. E guai a chi non cerca e non trova in esse questo loro vero valore!
15Ora se al piccolo Giovanni Io ho voluto dare un aumento di conoscenza di Me e del mio insegnamento, perché dovrebbe questo farvi increduli e duri? Aprite, aprite intelletto e cuore, e beneditemi per quanto vi ho dato»[16].
Gesù quale era nel suo tempo.
16Rifiutare questa rivelazione e poi impedire ad altri lavorare per questa rivelazione è, come dice il Signore, chiudere il regno dei cieli davanti a sé stessi, per non entrare, e non lasciare entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci, e ancor peggio è proibire a Gesù la sua missione di salvatore del genero umano, perché questo libro è Gesù stesso che se presenta a noi quale era nel suo tempo mortale, ascoltiamo la conferma di Gesù.
Dice Gesù:
17«Vi è forse parola o atto scritto, nell’Opera che ho dettata e illustrata, che possa convincervi di peccato, di un solo peccato, del vostro Maestro?
18Quell’opera sono Io. Non solo sono Io che la detto e la illustro, ma sono Io che la vivo, Io che mi vi presento quale ero ai miei giorni mortali, “[17]
5. IL VANGELO ETERNO
Il Vangelo eterno (Ap 14,6-7) che San Giovanni vede nella visione apocalittica è Il Vangelo rivelato da Gesù a Maria Valtorta. Dimostrazione
Annunzio della profezia.
1“Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli, gridava a gran voce: “Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque” (Ap 14,6-7).
Compimento della profezia.
Il soggetto della profezia è l’angelo.
“Vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo”
2Chi è questo angelo che volando in mezzo al cielo porta un vangelo eterno? Il profeta Malachia ci aiuta a capire chi è questo angelo, quando dice: “Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate”[18]. Malachia identifica il Signore che noi cerchiamo, con l’angelo dell’alleanza, che noi sospiriamo, ma l’angelo della alleanza che noi sospiriamo è Gesù che ha sancito la nuova alleanza col suo sangue, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza”[19]. Se dunque l’angelo dell’alleanza, che noi sospiriamo è il Signore Gesù che noi cerchiamo e questo Gesù fu l’annunziatore del Vangelo del Regno, conseguentemente l’angelo portante il Vangelo eterno è Gesù che viene per rivelazione a riportarci il Vangelo che dobbiamo annunziare alle nazioni in questo tempo difficile[20].
L’oggetto della profezia è Il Vangelo eterno.
“Recava un vangelo eterno”
3Che relazione esiste tra il Vangelo eterno e il Vangelo del Regno che Gesù predicò nel suo tempo mortale e i quattro vangeli che noi conosciamo da sempre? Gesù parla di un solo Vangelo, quando disse: “Questo Vangelo del Regno sarà predicato attraverso il mondo intero”[21] (. Non ha detto “Questi Vangeli” ma Vangelo, per darci ad intendere che Lui ha predicato un solo Vangelo da annunziarlo al mondo intero, Perciò è chiaro che nei quattro Vangeli va visto un solo Vangelo perché nessuno dei quattro è sostanzialmente diverso dal Vangelo che predicò Gesù. In questo concorda l’Apostolo Paolo, quando dice: “Se qualcuno di voi predicherà un Vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema”[22] Quindi, fondati nell’autorità del Signore, nell’autorità dei quattro evangelisti che hanno presentato quattro versioni di un solo Vangelo, e nell’autorità dell’Apostolo Paolo, affermiamo con certezza che il Vangelo è e sarà sempre uno soltanto. Perciò il Vangelo eterno, visto da Giovanni, è lo stesso Vangelo che Gesù predicò nel suo tempo e lo rivelo a Maria Valtorta nel nostro tempo, perché se Gesù, in tempi differenti, venisse a portare un Vangelo diverso da quello che Lui stesso aveva predicato, sarebbe anatema. Quindi, il Vangelo del Regno che Gesù predicò nel suo tempo è il Vangelo eterno che, in questo tempo, Gesù è venuto a rivelarlo alla sua Chiesa.
4Inoltre, come già abbiamo accennato, dallo studio comparato del Vangelo rivelato a Maria Valtorta o Vangelo eterno, con i quattro vangeli, dimostra che i contenuti dei quattro vangeli, si trovano integralmente nel Vangelo eterno, Chi legge il Vangelo eterno legge i quattro vangeli cronologicamente armonizzati e nelle loro parti mancanti completati perfettamente, come dice il profeta: “nulla vi manca, poiché la bocca del Signore lo ha comandato e il suo spirito li raduna”[23]. Chi crede nei quattro vangeli non può negare il Vangelo eterno, senza cadere in assurda contradizione, perché sarebbe come credere in quattro rami di un albero che non ha mai esistito, i quattro vangeli sono versioni di un solo vangelo che Gesù predicò e che ora lo ha rivelato facendolo scrivere quale egli stesso lo predicò, perciò con la rivelazione del Vangelo eterno non cessano i quattro vangeli ma continuano ad esistere integrati nella sua unità che ora è il Vangelo eterno da annunziare a tutte le nazioni.
Finalità: annunziarlo a tutte le nazioni
“Vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo”.
5Due libri, il Vangelo del Regno, predicato in un tempo, e il Vangelo eterno, scritto in altro tempo, avendo lo stesso autore e lo stesso contenuto, non sono più due, ma uno solo e questo lo conferma il fatto che tutti e due sono destinati ad essere annunziati agli stessi soggetti nello stesso tempo. Così sta detto del Vangelo del Regno che Gesù predicò nel suo tempo: “Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine”[24]. Quindi annunziato a tutte le genti nel tempo del giudizio. Ugualmente è detto del Vangelo eterno: “L’angelo recava un vangelo eterno da annunziato agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo, perché è giunta l’ora del suo giudizio[25]. Lo conferma il Signore, quando per Malachia dice: “Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro ogni ingiustizia”[26].
6Che il Vangelo rivelato da Gesù a Maria Valtorta, sia il Vangelo eterno visto in visione profetica, dall’Apostolo Giovani, lo conferma lo stesso Gesù nel discorso seguente, ascoltiamolo
Dice Gesù:
7«Al dragone rosso con sette teste dieci corna e sette diademi sulle teste, che con la coda trae dietro la terza parte delle stelle del Cielo e le fa precipitare – e in verità vi dico che esse precipitano ancor più in basso che sulla Terra – e che perseguita la Donna, alle bestie del mare e della terra che molti, troppi, adorano, sedotti come sono dai loro aspetti e prodigi, opponete il mio Angelo volante nel mezzo del Cielo tenendo il Vangelo eterno ben aperto anche sulle pagine sin qui chiuse, perché gli uomini possano salvarsi per la sua luce dalle spire del gran Serpente dalle sette facce, che li vuole affogare nelle sue tenebre, e al mio ritorno Io ritrovi ancora la fede e la carità nel cuore dei perseveranti, e siano questi numerosi più di quanto l’opera di Satana e degli uomini non danno a sperare che possano essere»[27].
Il Vangelo eterno ha per unico autore Gesù
Dice Gesù:
8«Ho dato, attraverso te, tutte le prove. In te non è peccato di ribellione, di simulazione, di superbia. Sei vittima mansueta del loro volere. Per la tua crocifissione è sicuro che tu non puoi scrutare libri di dottori. Per la tua coltura è certo che tu non puoi scrivere quelle pagine. E che altro vogliono, se questo a loro non basta per dire: ‘Sì. È lo Spirito di Dio qui presente’? Errore dogmatico non ve ne è, in verità non ve ne è nell’Opera.
9Se lo Spirito ha dato luci (luci di grazia) per far luminoso in pieno quanto questa o quella scuola in 20 secoli ha solo illuminato con un raggio in un punto, benedicano Dio per la sua grazia e non dicano: ‘Ma noi diciamo diversò’.
10Chi è la Sapienza? È serva o regina loro?» [28].
11«Io sono che detto. E Io non conosco l’errore perché sono la luminosa infinita Sapienza»[29].
Il Vangelo eterno è Opera dello Spirito Santo
Dice Gesù:
11«Bene farebbero a meditare la pagina del Vangelo dove Io, Maestro dei maestri, Sapienza, Parola e Verità incarnata, dico che i peccati contro lo Spirito Santo non saranno perdonati.
12Ed in verità questa è opera dello Spirito dello Spirito di Dio, dell’Amore del Padre e del Figlio, dello Spirito che sa ogni vero e viene a dirlo agli uomini presi nel turbine attuale, nei turbini anzi perché possano difendersi dalle dottrine infernali»
6. IL PICCOLO
LIBRO APERTO
DA DIVORARE
Annunzio della profezia.
1“Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Nella mano teneva un piccolo libro aperto.
2Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: “Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta ritto sul mare e sulla terra”. Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: “Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele”. Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. Allora mi fu detto: “Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re“[30].
Compimento della profezia.
L’angelo possente.
3“Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco”
Gesù Trasfigurato.
4L’unico personaggio che nella storia dell’umanità apparve avvolto in una nube, con la faccia come il sole e il corpo vestito di luce, fu Gesù di Nazareth il giorno della trasfigurazione, come si legge nel Vangelo di Matteo, “Gesù fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo“[31].
Gesù l’angelo possente.
5Il discepolo Giovanni, testimone dell’evento storico di Gesù Messia Trasfigurato, ebbe la visione dell’evento futuro di Gesù Maestro e Signore, apparso nella figura dell’angelo possente che viene 6con la fronte cinta dell’arco baleno, per significare che viene a stabilire la terza alleanza sancita sulla Parola scritta nel nostro cuore[32]; che viene 7con la faccia come il sole, per significare che con la terza alleanza si instaurerà il suo Regno messianico che brillerà come il sole nel universo; che viene 8con le gambe come colonne di fuoco, per significare che le fondamenta del suo Regno saranno due colonne di fuoco, il suo Sangue che purifica come il fuoco e la sua Parola che illumina come il sole; che viene 9portando un piccolo libro aperto, per significare che viene come il Germoglio di Davide ad aprire il libro sigillato: “A vinto il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”[33]. Viene 10come spirito possente, per significare che viene dopo la sua vittoria sulla morte che come Agnello dopo essere stato sgozzato[34] a ricevuto dal Padre il libro che contiene il Vangelo completo, per questo i quattro essere viventi, i quattro evangelisti, si prostrano cedendo il posto all’unico Vangelo che sarà annunziato a tutta l’umanità; il libro che contiene la verità tutta intera del Antico e Nuovo testamento, per questo i ventiquattro vegliardi, i dodici capi delle tribù d’Israele e i dodici Appostoli di Gesù si prostrarono davanti all’Agnello, cedendo a Lui solo ogni potere, onore, gloria.
Il piccolo libro aperto
“Nella mano teneva un piccolo libro aperto”.
11Oltre ciò che è stato prima accennato, Il piccolo libro aperto che, per il materiale contenuto, è piccolo, rispetto alla grande rivelazione del Vangelo eterno, la sua lettura è dolce come il miele per il sapore divino delle verità divine rivelate, ma è amara come il fiele per la comprensione delle verità apocalittiche svelate senza misteri, perché, in questo piccolo libro, il Signore rivela il segno dei tempi, la infame apostasia del cristianesimo, l’apertura dei sigilli, il nefasto regno dell’Anticristo, il Ritorno glorioso del nostro Messia Re e il suo Regno messianico.
Importanza della lettura di questa rivelazione.
12Il tempio del Signore è il cuore dell’uomo e il Regno del Signore incomincia dal cuore dell’uomo, la via per la quale il Signore intra nel suo tempio è la parola rivelata in ogni tempo, ma in questo tempo difficile, la via appianata per la quale il Signore entra nel suo tempio è la parola rivelata nel Vangelo eterno[35] e la parola rivelata nel Piccolo libro aperto[36] via preparata dal messaggero mandato dal Signore che è Piccolo Giovanni (Maria Valtorta). Or Cosi sta scritto: “Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate (Gesù Messia rivelato nel Vangelo eterno); subito entrerà nel suo tempio l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate (Gesù Maestro e Signore rivelato nel piccolo libro aperto), ecco viene, dice il Signore degli eserciti”[37].
13La profezia dice: e subito entrerà nel suo tempio il Signore, siccome la parola è la via per la quale Dio entra nel suo tempio, dunque per la lettura del Vangelo eterno o del piccolo libro aperto, subito il Signore, che noi cerchiamo l’angelo dell’alleanza, che noi sospiriamo entrerà nel cuore dell’uomo, entrerà nel suo Tempio. Il compimento di questa divina rivelazione, si realizza nell’accettazione e lettura di questo dono e si annulla nel rifiuto nefasto di questo gratuito dono di Dio.
“Prendilo e divoralo”[38]
14È stato Dio Padre a comandarci, per primo, di ascoltare suo figlio prediletto in questo libro, quando nel giorno della trasfigurazione, disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo“[39]
15Il Signore ci comanda una lettura volonterosa, accesa, ardente, infuocata, appassionata che corrisponda a una volontà, coraggiosa, generosa, eroica, che proceda da un cuore amico, amante, affezionato, innamorato, perché è dono di Dio, Dio di irraggiungibile perfezione, compiuta bellezza, infinita potenza, insuperabile bontà, indistruttibile compassione, immensurabile sapienza, amore divenuto Dio, Dio amore, amore che ci vuole immergere nel gorgo incandescente delle sue fiamme e ci vuole aspirare verso la beatitudine che è morte dell’uomo vecchio e vita dello spirito nuovo per avere Dio con completo possesso quando per la nostra propria volontà di prendere e divorare il piccolo libro aperto, saremo riusciti a comprenderlo e meritarlo per fonderci nella sua perfezione.
Il Signore Dio ha parlato
16“In verità, il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo consiglio ai suoi servitori, i profeti. Ruggisce il leone: chi mai non trema? Il Signore Dio ha parlato: chi può non profetare?” (Am 3,7-8)
Questa rivelazione è Parola di Dio
Dice Gesù:
17«In ginocchio, con l’animo umile degli umili, davanti a Colui che vi parla perché ha pietà di voi, pastori, e agnelli. Perché solo quanto Io vi do vi serve per la vita eterna. Il resto è fieno che dopo essere digerito viene espulso e diviene immondezza. Entrerete in Cielo per esservi perfezionati traendo vita luminosa dalla Parola che è Vita e Luce»[40].
18Dopo questa avvertenza del Signore, non accada alle Autorità ecclesiastiche di lottare contro Dio, impedendo o addirittura proibendo ogni attività apostolica alla luce della rivelazione di Gesù a Maria Valtorta.
Parabola del banchetto disprezzato
19La parabola del banchetto disprezzato dagli invitati, applicata alla rivelazione di Dio disprezzata dai cristiani impegnati.
20“Uno dei commensali, disse a Gesù: “Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”. Gesù rispose: “Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone.
21Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”[41].
Applicazione della parabola.
22L’uomo de la parabola è Gesù di Nazareth. La grande cena è la grande Opera composta dal Vangelo eterno e dal Piccolo libro aperto che contengono la rivelazione dei tesori del Regno di Dio. L’ora della cena è il tempo in cui uno viene invitato a leggere quest’Opera. I servi sono tutti quanti invitano alla lettura di questa soprannaturale Opera.
23Il primo invitato che rifiuta il banchetto rappresenta alla Gerarchia di vescovi che per tema di curar il campo delle loro Diocesi si sentono giustificati, e non accolgono l’Opera rivelata. Rischiano di non assaggiare mai più la cena del Signore.
24Il secondo invitato che rifiuta il banchetto, rappresenta ai signori Parroci che per tema di andar a provare le paia di buoi, coppie matrimoniali, gruppi diversi, comunità parrocchiali e attività varie, si sentono giustificati, e non accolgono l’Opera rivelata. Rischiano di non assaggiare mai più la cena del Signore.
25Il terso invitato che rifiuta il banchetto rappresenta ai laici impegnati che per tema della moglie, attività parrocchiale, catechesi, missione, evangelizzazione, gruppi di preghiere e sinodi, si sentono giustificati, e non accolgono l’Opera rivelata da Gesù. Rischiano di non assaggiare mai più la cena del Signore.
26Ormai il rischio non è un pericolo futuro, ma un fatto deplorevolmente presente, perché il grande Banchetto del Signore, che è questa soprannaturale rivelazione, è stato rifiutato da tutti quelli che si considerano giustificati dalla assurda, bugiarda e diabolica dichiarazione del Segretario Generale della CEI.
Considerate le conseguenze
7. CONSEGUENZE DEL RIFIUTO DELL’OPERA
Conseguenze nefaste.
Rende vana ogni preghiera[42].
Dice Gesù:
1«Essi così? Tu pure così. Mai più parlerai sul segreto. Neppure se vi sono resipiscenze tardive. Mai più. Per nessun motivo mai più. La loro accusa rende vana ogni loro richiesta. Stolti sarebbero se ricorressero ad una pretesa veggente, eretica, simulatrice. Tale ti dicono? E sia. Ma non ti interroghino più per non disvelarsi troppo per quel che sono: mentitori coscienti nel loro giudizio su te».
Attira i guai sul mondo[43]
2A proposito di una profezia divina che non vollero accettare (dettato 23-12-1948).
3Tre giorni dopo viene arrestato il Primate d’Ungheria ed ha inizio in quello Stato alla [sic] scristianizzazione e persecuzione.
4Poi è la volta della Cecoslovacchia dove anche molto clero defeziona…
5Poi persecuzioni ad ogni chiesa (cristiano-cattolica, o solo cristiana) in Bulgaria, Romania e parte della Grecia.
6Poi è la volta della Polonia e altri Stati Baltici.
7Infine la bolscevizzazione della Cina con distruzione delle Missioni, e alleanza della Cina di Mao (400 milioni di individui) con la Russia…
8E non è finita! Ecco metà Germania sovietizzata…
E poi?…
[Le righe seguenti, scritte con inchiostro diverso, sembrano aggiunte a distanza di tempo]
9E poi, dal 24-6-50 guerra in Corea…
10E in Italia, con la primavera 1950, fioriscono i Pionieri, ossia i Fanciulli comunisti, bestemmiatori per obbligo, profanatori per obbligo, corrotti per obbligo, ecc. ecc.
Assicura l’ungo e penoso purgatorio[44].
11Il Purgatorio. In esso, col viso emergente dalle fiamme e la cocolla e la veste apparenti da esse, P. Cordovani, con un volto sbigottito e insieme implorante. Mi guarda, ma non riesce a dire niente. Parla solo il suo sguardo doloroso e contrito.
12Per lui parla il Signore. Dice: «Lo vedi? Lo riconosci? È là. E vi starà per molto, molto, molto, e per l’unica causa di avermi e averti e avere combattuto Me, te e l’Opera, agendo contro la Sapienza, la Carità, la Giustizia. Segna ciò che vedi, brevemente, e ciò che Io dico, con la massima esattezza. Perché è verità, per chi vedi e per molti di coloro che agirono o agiranno come lui».
Segni su chi non vuole l’Opera di Gesù.
È segno di condanna[45]
Dice Gesù:
13«Quali segni si vogliono ancora? La tua vita è tutta un segno. Un segno sempre più forte più procede verso la liberazione dal carcere terreno.
14È segno per chi vuole vedere. Ma per chi non vuole vedere nessun segno avrebbe altro valore fuorché quello di esser tentazione e condanna. “Se non credono a Mosè e ai profeti non crederanno neppure a chi resuscitasse per loro dandogli un segno: il segno richiesto da essi per credere”[46]. È vecchia storia!
15Non so quale altro segno più grande dei molti che hai loro fornito con la tua vita e il tuo contegno antico e recente potresti dare. Per chi non volle credere neppure l’apparizione del Risorto fu utile. Lasciali dire. Un segno certo lo darai, e anche essi lo daranno. Io lo so. Un segno di vita in Dio tu. Un segno di vita nella carne d’Adamo essi. Perché la carne d’Adamo pecca, se non nella concupiscenza della carne, nelle altre due concupiscenze: le peggiori e più gravi perché le meno domabili e perché sono le concupiscenze delle parti più elette dell’uomo.
Si diventa paglia destinata al fuoco.
16Quanti saranno condannati per aver agito male con te e con l’Opera! L’Opera, essendo mia, è come Me segno di contraddizione, mezzo di salute per chi l’accoglie, mezzo di condanna per chi la schernisce o anche soltanto la ostacola.
17Tu, essendo un piccolo Cristo, sei come Io lo fui oggetto di contraddizione. Però ricorda. Il Battista diceva di Me “Egli col suo ventilabro in mano pulirà la sua aia e raccoglierà il frumento nel suo granaio, ma la paglia la brucerà col fuoco inestinguibile”[47]. Il mio ventilabro è il mio inesorabile e perfetto giudizio su tutte le creature e sulle loro azioni. Non come appaiono, sotto menzogneri aspetti, ma nella loro segreta verità.
Solo il frumento entrerà nel granaio del Signore.
18Non entrerà il loglio, che quando vegeta e fiorisce appare più bello del frumento, nel mio granaio. Ma solo il grano eletto, invano mortificato dal loglio che lo avvinse nei suoi viticci ornandosi nel contempo di inutili fiori e di velenosi semi prodotti da quei fiori che erano solo apparenza. Il frumento entrerà nel mio granaio. Ossia i miei veri servi. Quelli che non hanno aspetto appariscente, ma sono tutta spiga buona, tutta farina da ostie. Quelli entreranno da Me, nella mia Dimora eterna. E fatti, da “ostie”, beati in eterno, vedranno quelli che li sfarinarono sotto la macchina della loro autorità ingiusta gemere e gridare: “Perché non riconoscemmo il Signore? Perché non accogliemmo i suoi ‘piccoli’ in suo Nome? Perché non demmo loro quel sorso giustizia che invocavano da noi?”.
Destino di chi respinge l’Opera di Gesù.
19Ma ormai il giudizio sarà stato dato e ognuno avrà ciò che ha meritato d’avere, e nulla servirà a mutarlo. Ti dico: Per alcuni sarà giudizio eterno. Per altri si consumerà nei secoli e poi avranno perdono perché avranno espiato.
20Ma non uno di quelli che mi respinsero – e chi respinge l’Opera respinge Me, e chi inchioda l’Opera inchioda Me, e chi nega questo Pane della mia Parola alle turbe languenti pecca nella duplice carità verso Me-Dio, verso il prossimo suo – ma non uno di chi male opera contro l’Opera sarà esente da duro castigo. E tu conoscerai i nomi dei principali tuoi avversar! perché te li indicherà prima la loro morte e il genere della stessa, poi il vederli là dove espieranno il loro peccato».
Maligno contegno verso Gesù e l’Opera.
È riprovevole attentato a Dio nelle anime[48]
21«La mia Divina Misericordia aveva dato l’Opera per misericordia d’infinite anime, perdute o sulla via di perdersi, laiche e anche consacrate, perché riavessero Salvezza eterna.
22L’Opera era l’applicazione pratica delle opere di misericordia spirituali che Io ho insegnato: “Istruire gli ignoranti, convertire i peccatori…”.
23Chi l’ha bloccata da anni, senza giustizia e senza vero motivo, anzi solo per un riprovevole motivo, non ha capito il fine, lo scopo, la potenza del mio dono ed ha ferito profondamente il mio Cuore e si è reso responsabile della morte spirituale di tante creature e di una grande mancanza di carità e giustizia verso di te.
24Io l’ho già detto, nel secondo anno di Vita Pubblica, nel primo volume: “Ogni anima che si travia o che viene traviata, ed è traviamento lo svisare a sé stessi e ad altri la mia Parola e la mia opera ed impedirne la diffusione, nuoce a Dio nelle anime che si perdono. Ogni anima che si perde è una ferita fatta a Me: Dio e Salvatore”.
25E poiché da ormai cinque anni mi si ferisce senza sosta, con l’ingiusta azione verso l’Opera, ho chiuso il fiume della Divina Sapienza che volevo riversare in te, mia cisterna d’amore e di grazia per le anime, dandoti le spiegazioni dell’Apocalisse, delle altre Epistole Paoline e di quelle di Pietro, Giacomo e Giuda d’Alfeo. Tutte le lettere apostoliche».
È diabolica azione contro Gesù[49]
26«Hai visto bene. Sono proprio Io, sul Monte delle Beatitudini, mentre spiego le Beatitudini e con esse le opere di Misericordia. Ah! quelle opere e quelle beatitudini che ho così ben spiegato, e con esse i Dieci Comandamenti, all’Acqua Speciosa, per il bene di un gregge vastissimo di pecore ferite o sperse!
27Perché così lungo astio e cecità contro il mio grande dono d’amore e contro il mio amatissimo strumento? Non è valsa, ad ammonire i novelli miei nemici, la morte improvvisa dei sette? Anima mia, mia violetta nascosta ma così olezzante d’amore, mia cisterna, mio granaio, mia sconosciuta grande apostola, se tu vedessi come soffro per questo contegno verso Me, l’Opera e te! Ne soffro come soffrii per l’ingiusta, anzi per la diabolica azione di Giuda di Keriot, per l’ingiusto processo contro Me, Giusto perfetto, per il contegno del Popolo mio, da Me sempre beneficato e che non mi volle, come non vuole te, mia voce, luce, arma di bene per infinite anime».
Prove per sentirsi in grazia o no davanti a Dio[50].
Nulla giustifica l’ostinazione verso l’Opera.
28«Io non violo la libertà d’arbitrio che ho data all’uomo. Mi limito ad indicare con chiare parole e con spirituali consigli cosa è bene fare per meritare la mia benedizione sulla Terra e la gloria eterna in Cielo, oppure il mio castigo qui e oltre. Così fece il Padre mio con gli angeli e con Adamo ed Eva, perché così va fatto per confermare o no in grazia. Così faccio Io con tutti gli uomini di ogni classe e condizione sociale: dai re ai poveri, dai Sacerdoti ai laici, dai dotti agli ignoranti.
29Sottopongo tutti alla prova che li deve confermare in grazia o far cadere in disgrazia. Ma guai a coloro che, come i Progenitori, per spirito di superbia e invidia fanno mal uso della libertà d’arbitrio che Io ho loro data, onde saggiare le loro virtù così come l’orafo saggia la purezza del metallo nel crogiolo! A loro verrà data la stessa condanna di Adamo ed Eva, espulsi dal Paradiso terrestre, separati dalla vicinanza del Padre Creatore, decaduti dalla Grazia, condannati per anni al Limbo. Anche costoro, e non nel Limbo, ma nel Purgatorio, che è luogo ben più tormentoso, sino alla fine dei secoli espieranno le loro colpe di superbia, invidia, astio, ingiustizia e soprattutto mancanza di carità verso il prossimo, ossia te e tutte quelle anime che per l’Opera avrebbero ritrovato fede e quindi Vita e Salvezza eterna.
Relatività del peccato contro l’Opera di Gesù[51].
A chi molto fu dato, molto sarà richiesto.
30Di tutte queste anime, che non poterono salvarsi l’anima per colpa loro, dovranno rendermi conto, ed espiare il mal uso che fecero della libertà d’arbitrio che Io ho loro lasciata. Non solo, ma illuminata, sostenuta, guidata coi carismi propri che il Sacerdozio conferisce ad ogni Ministro del Clero, tanto più ampi e potenti più il loro grado religioso e la loro coltura teologica è grande. Più grande la loro carica e coltura e più severo il castigo per la loro colpa. Io te lo dico. Ah! questi Pastori d’anime che vietano alle pecore e agli agnelli il pascolo sano e non si danno da fare per salvarle quando sono smarrite e in pericolo, quali colpe commettono, quale dolore mi danno!
Chi respinge l’Opera, Gesù respingerà lui.
31Vano sarà poi, nel giudizio particolare, invocare il mio perdono, la mia Misericordia, allora! Non potrò che rispondere loro: “Vi detti pane e acqua di vita per chi aveva fame e sete e avete respinto Me e il mio dono. Ora Io respingo voi. Andate ed espiate, ciascuno in proporzione della colpa che fece. Voi non m’avete voluto riconoscere nell’Opera. Ora Io non riconosco voi. Andate. Io sono Misericordia, è vero, sono Carità, è vero. Ma sono anche Giustizia perfetta. E ora faccio agire la Giustizia mia, questa sola, posto che finché aveste vita respingeste Me: Misericordia e Carità. Nulla giustifica la vostra azione e ostinazione verso l’Opera. Quindi nulla può far mutare il mio giudizio divino. Andate ed espiate!
A peccato ostinato, espiazione senza misura.
32Altra cosa che non posso perdonarvi e che dovete espiare: la vostra mancanza di verità verso il mio strumento. Avete sempre mentito con lei e verso di lei, maestra a voi, lei, povera creatura, di verità. Espiate anche questo, che non è mai troppo l’espiare per chi ostinatamente mancò. Quale misericordia posso darvi, se voi mai misericordia aveste? Andate ed espiate».
Espiazione di Chi pecca contro l’Opera.
33Gesù rispose a questo modo alla mia domanda, fatta mentre il Ss. Sacramento passava presso casa mia: «Perché, Signore, non forzi, con un atto di potenza, coloro che si oppongono da anni alla pubblicazione dell’Opera?». E terminò: «Sono sempre Colui che rimproverò i colpevoli del Tempio. Non muto. Espiate, come essi; poi, dopo la mia Morte, Risurrezione, Ascensione, espiarono, con la perdita di tutto: Tempio, potere, ricchezze, patria e anche vita materiale e spirituale». Chi ha intelligenza comprenda che, per il rifiuto dell’Opera di Gesù i cristiani cattolici romani espieranno, con la perdita di tutto: Tempio, potere, ricchezze, patria e anche vita materiale e spirituale e questo per ubbidire a una gerarchia incredula e dura di cuore.
Lacrime per l’Opera contestata
Pianto della Vergine della Rivelazione[52].
[Dice Maria:]
34Sono la Vergine della Rivelazione. Lo fui da quando ancor ero in seno a mia madre, perché, essendo Immacolata, sempre tutto seppi e compresi, anche le cose più oscure. Vorrei che la Rivelazione che t’è stata data fosse nota al mondo, perché sarebbe rete di pesca miracolosa, luce nelle tenebre di tanti cuori, sale, pane, vino di Vita eterna. E ho infinito dolore perché la ostacolano, e piango perciò su chi impedisce la diffusione dell’Opera, e su te e chi muore in peccato per questa privazione».
Maria piange di dolore[53].
35«Sì, è vero. La mia immagine si è inumidita del mio pianto, qui, in camera tua, ieri sera. E avrei voluto poter piangere di gioia, per te, per l’opera, per le anime. Invece! Ho pianto di dolore! Dolore, perché proprio mentre sta per iniziare l’Anno Mariano, anno in cui più necessaria che mai sarebbe stata la pubblicazione dell’Opera che mi avrebbe fatta conoscere come nessun’opera scritta su Me neppure dai più valenti mariologhi, vivi o defunti, fece mai, e col farmi conoscere, così esattamente e conformemente alla verità storica della mia vita, alla verità evangelica e teologica, avrebbe portato a Dio, a mezzo mio, infinite anime, vedo più che mai che l’Opera, per molti motivi: d’interesse, di invidia, di superbia, d’ingiustizia, non uscirà in tempo.
Effetto universale dell’Opera contestata[54].
36Soffro per te, per tutte le anime che, non avendo l’opera, non avranno salvezza in quest’Anno Mariano, e anche per Me e per il Figlio mio che, dall’alto dei Cieli, e nella luce di Dio, vediamo tutta l’enormità di questa mala azione universale, privando il mondo di luce, salvezza spirituale, privando noi di veder compiuta la Volontà nostra, per il bene delle anime. Privando infine te di quanto sarebbe tuo pieno, santo diritto di avere: il mezzo potente di salvare, in questo tempo tragico, pieno di eresie, persecuzioni, delitti, tante anime. Il tuo unico santo desiderio sin dai tuoi più teneri anni, il tuo perfetto amore per esse, per cui ti offristi “vittima” perché essi avessero conversione, redenzione, e infine gloria eterna.
Gesù piange lacrime di sangue.
37Questo impedire che Io e il Figlio da me nato si sia conosciuti in tutta la nostra perfezione, è per Me e per Gesù un dolore che fa piangere a Me pianto amarissimo e a Lui lacrime di Sangue. L’ora della Passione e del Calvario, per l’odio ingiusto della folla, per l’avidità del traditore, per l’uccisione dell’Agnello di vera Redenzione, si ripete in pieno, e questo mi affligge quanto, e più ancora, mi afflisse il tradimento di Giuda, la fuga degli Apostoli, il Processo, le torture, la morte del Figlio mio».
8. la Maledizione del Re dei re[55]
Dono d’infinita Misericordia.
Apparizione di Gesù Re dei re.
(ricopio per ordine avuto il 12-6-1953. Solo oggi [19-6-1953] ritrovo il foglio in questione e trascrivo).
1Mi appare Gesù nella gloria del Cielo. Il Gesù glorioso, imponente, vero Re dei re e Signore dei signori, come fu dopo la sua Risurrezione e Ascensione. Scosta con le Mani bellissime il manto regale, fermato al sommo del Petto da un aureo cesello e ricadente molto oltre i piedi, formando un ampio strascico oltre la veste, lunghissima tanto da coprire totalmente i suoi piedi.
2Lo ammiro, notando a quale perfettissima, anche in potenza di forme, armonia fisica e potenza regale e divina Egli è giunto dopo aver tutto compiuto sulla Terra.
3Dal manto scostato appare il suo Ss. cuore, vero Cuore, ma anche vera fiamma o fuoco di un fulgore insostenibile. Da esso scende un fulgidissimo raggio a cono, che sempre più si allarga più s’avvicina alla Terra. Anche dalle Mani trafitte scendono raggi uguali, e così, da sotto la veste, certo dai Piedi trafitti. Cinque lame di fuochi ardentissimi, di una luce sfolgorante, che scendono sulla Terra.
4L’aspetto di Gesù, che volta le spalle ad oriente e guarda verso occidente, è severo ma non irato. Anzi quando si volge a parlarmi è dolce, poi, man mano che parla, diviene il terribile Rex tremendae majestatis, il Gesù punitore dei mercanti e strozzini del Tempio, degli ingiusti Farisei e Scribi.
Dono dato in tempo per salvare l’umanità.
Mi dice:
5«Ecco, la Carità infinita, che è il mio Attributo, aveva, da questo Cuore Misericordioso, tratto un nuovo dono d’infinita Misericordia, di divina Misericordia per gli uomini: l’Opera[56]. Essa doveva servire a fortificare negli spiriti le tre Virtù Teologali e le quattro Virtù Cardinali, a dare il mio Amore, l’esatta misura dell’estensione di esso a coloro che stanno per essere travolti dall’odio di Satana, dall’Anticristo e dai suoi servi.
6E l’avevo dato in tempo, prima della scadenza tremenda, perché fosse diffuso, manna e medicina alle moltitudini perché non muoiano, fatti senza fede dagli eventi, maledicendo Dio o negandone l’Essere, perché, diranno, se ci fosse non permetterebbe queste cose, Lui, che ci dissero che tutto può. L’avevo data in tempo, chiedendo ai miei Servi primi, i Sacerdoti, che sono pastori d’anime, la ben piccola, facile, giusta, meritoria fatica di concederne la pubblicazione, fatica minuscola rispetto al mio grandissimo Dono e alla tua grandissima fatica, compiuta nelle tue condizioni fisiche e morali. L’avevo data in tempo, Io che sono la Sapienza e tutto so, che sono Carità e tutto faccio per amore, che sono Onniveggenza e so l’ora giusta per ogni evento o manifestazione. Ho parlato in tutti i modi, con le preghiere, con le profezie già compiute, con rimproveri anche, ai Pastori non pastori che, stoltamente sicuri del loro benessere, non hanno visceri di Pastori per i loro agnelli.
Dono irriso, deriso, calpestato,
7Hanno irriso, deriso, calpestato il mio Volere d’amore. Hanno afflitto, condannato ad una lunga passione i miei servi. Hanno agito secondo il loro volere, per partito preso, non suffragato dalla benché minima ragione di agire come agiscono, privando le anime del mio dono.
8Che aspettano? Che una rovina mondiale permetta loro di dire, per giustificarsi della loro mala azione: “Data l’ora particolare che sconvolge il mondo, siamo impossibilitati a concedere, come gli altri lo sarebbero, a stampare”? No. Quella ragione non è valida. Perché sono tre anni che Io ho terminato e ho chiesto che facessero sì che molti potessero tornare a Me per quelle Parole di Vita. E sono tre anni che loro si oppongono a ciò[57].
9Si oppongono agendo come agiscono, privando le anime dall’aver conforto nelle ore che incombono. Se in un molto prossimo domani l’Umanità venisse travolta in un nuovo turbine di ferocia, rispetto al quale l’ultimo del 40-45 sarebbe stato un nulla, nel vostro perire fra angosce d’inferno non avreste, poveri figli miei, e per colpa di coloro che hanno contravvenuto al mio Volere, impedendo la pubblicazione e diffusione dell’Opera, non avreste il conforto di quelle parole, atte a non farvi morire disperati. Ed Io, dai Cieli, maledirò costoro che si arrogarono il diritto di privarvi di quel dono che Io avevo dato per suprema luce e conforto nell’ora tremenda.
Non licet.
La Maledizione del Re dei re
10Io maledico! Perché mi si impedisce, e proprio da parte di uomini miei servi, di essere il Re dei re e il Signore dei signori anche in Terra come lo sono in Cielo, il Re Universale ed Eterno, padrone di beneficare i suoi sudditi, il Pastore dei pastori fra il mio gregge assalito da tanti nemici materiali, morali e spirituali, ai quali ogni libertà è concessa, anche quella di usare i mezzi di natura per farne armi micidiali di distruzione, non solo della Creazione di Dio, ma anche della fede nell’Onnipotenza e Bontà di Dio. Armi contro le quali, con le stesse bugiarde scuse addotte dai miei nemici di Palestina per giustificare, per tentare di giustificare le loro azioni verso di Me – le armi usate dai farisei, scribi, sadducei, erodiani, tutti falsi servi di Dio, bugiardi credenti perché non unirono gli atti giusti alle parole, simoniaci che, davanti all’oro e al potere, e per essi, calpestarono la giustizia – fra l’utile umano e sovrumano scelgono il primo per averne il bene umano. E ne hanno male, invece, e ne avranno, in Terra e in Cielo. Perché essi non alzano la loro voce di uomini liberi, di uomini di verace, buona volontà, per dire, costasse anche il capo, “Non licet” contro il più grande delitto verso l’Umanità, così come il mio eroico Precursore osò urlare al suo re terreno?
11Io maledico! Tutti questi maledico e maledirò se non si pentono, se non riparano al loro atto ingiusto[58]. Questi cocciuti di dura cervice, di collo duro che non si piega sotto il giogo santo del mio Volere di Dio. Questi duri di cuore che non hanno pietà di te[59], né delle turbe bisognose del Pane della mia Parola. Questi che non sanno dire ai potenti d’ogni razza e nazione: “Basta di odio e di stragi, e di ingiuste azioni! Perché Dio, quel Dio che voi dite d’amare, ma, in verità, o non lo fate o lo fate molto imperfettamente, predica l’amore e non l’odio. Perché Dio, quel Dio che negate nelle sue opere di misericordia, sapienza, carità, e che perseguitate, perseguitando coloro che, da Me scelti per miei strumenti, opprimete opprimendoli anche nella libertà di spirito, già scaglia su di voi”, [sic]
Che cosa è la maledizione del Re dei re.
12Vedi, o Maria, queste spade fiammeggianti che escono dalle ferite che l’amore per gli uomini aprì in Me, Uomo-Dio, Salvatore e Redentore? Sono Misericordia. Ma solo per i buoni. Per te. Per quelli che, come te, sono veri figli del Padre Dio.
13Ma sono anche spada a due tagli, come quella di cui parla il mio diletto apostolo Giovanni, l’Aquila, l’Amore nel complesso apostolico, nella sua Apocalisse[60]. Sono spade che tagliano, fulmini che colpiscono chi ha suscitato il mio divino corruccio. E Io, costoro, li maledico e respingo da Me[61].
14E la mia maledizione è sferza che percuote, e quel segno mai più si cancella, i mercanti e barattieri, i falsi dottori del Tempio nuovo, falsi perché hanno i segni esteriori, quelli soli, dell’essere miei servi, ma non hanno il segno spirituale di essere i miei servi; quel segno che è luce che illumina a vedere il vero, sapienza a distinguere con vera giustizia, carità che è dare ciò che è bene alle anime, giustizia senza la quale la santità cade.
15È sferza spirituale, ma non meno giusta e vera, pari a quella con cui percossi, una e una volta, i mercanti e barattieri del Tempio antico, e sferza di parole con cui colpii e abbattei i falsi sacerdoti del Tempio sul Moria, poi caduto come essi per castigo divino.
16Perché lo zelo per la Casa del Padre mio – ed è Casa del Padre l’assemblea di tutti i fedeli cristiani, figli adottivi di Dio, rinati, per il mio sacrificio, a questo grado di adozione e alla Grazia, figli sbigottiti, oppressi, che voi, come ben previdi, e come predicai ai miei primi Sacerdoti di non fare, non confortate, non nutrite, non guidate con quanto vi ho dato a questo scopo e, peggio ancora, impedite a Me di farlo con quelle pagine di Vita vera – lo zelo, dicevo, per la Casa del Padre, dei suoi figli d’adozione e fratelli miei per il sangue umano, che voi cooperate a trarre in sconforto e dubbio sulla veridicità del dono e sulla misericordia mia, mi infiamma di sdegno e consuma la mia Pazienza.
Invito alla conversione
17Guai a voi, servi ribelli! Pace a voi, miei fidi agnelli! Ecco quel Cuore che attende il vostro ravvedersi per perdonarvi! Ma che più ancora versa i suoi fiumi di pace su coloro che voi fate schiavi del vostro ingiusto prepotere, povero, transitorio prepotere che in un attimo può divenire cenere, polvere, nulla!
18Sappiate che essi, i vostri oppressi, sono in Me più di voi con le vostre potenze e grandezze di labile durata, e patiscono con Me, come Io sono in loro e patisco in loro. Essi meritano perciò, al termine della loro esistenza fedele, tutto il gaudio del Cielo, e lo avranno, per mitigare quanto faceste loro soffrire in Terra e dimenticare, in una beatitudine senza fine e senza limite, tutto il dolore che ebbero per averli, voi, moralmente e spiritualmente tenuti prigionieri per tanto tempo, sempre timorosi di altre più azioni vostre, crudeli e ingiuste, su loro che meritavano ogni onore».
19Gesù richiude, dopo qualche minuto dalla cessazione del suo parlare, il suo manto e scompare. Ma per altri dieci giorni, ossia sino allo scoppio della guerra in Corea, mi si mostra così, senza parlare ma afflittissimo, pur nella sua sfolgorante bellezza.
Conclusione:
20Avute le prove bibliche dell’origine soprannaturale di questa grande rivelazione e mostrate le inconfutabili nefaste conseguenze del rifiuto della natura divina di questa rivelazione, in più firmata la condanna di questo rifiuto con sentenza irrevocabile del nostro Gesù Cristo, Re dei re, Signore dei signori e Giudice universale. Le cose rimangono così:
21La Buona novella rivelata da Gesù a Maria Valtorta è il vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo (Ap 14,6-79. I quattro vangeli non sono aboliti, ma completati e armonizzati nell’unico Vangelo eterno. Gesù è venuto i vangeli cedono il posto al Vangelo di Gesù
22La dottrina rivelata da Gesù a Maria Valtorta è il piccolo libro aperto da divorarlo per “profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re” (Ap 10,1-11). La dottrina insegnata, finora, dalla Chiesa cattolica, quella buona, non è abolita è completata e perfezionata e unificata alla dottrina rivelata da Gesù a Maria Valtorta, perché la nostra dottrina tradizionale senza la nuova Dottrina rivelata da Gesù è incompleta e perciò non giova a profetizzare su popoli e nazioni future.
In questo tempo di satanismo Gesù si è rivelato.
23Quest’Opera è manifestazione, è rivelazione, è venuta del FIGLIO DELL’UOMO, in compimento della Sua profezia: “La venuta del Figlio dell’Uomo sarà come nei giorni di Noè e di Lot. Così sarà il tempo in cui il Figlio dell’Uomo si rivelerà”[62]. La Malvagità di oggi ha superato la Malizia di quei tempi, fedelmente Gesù ha compiuto la sua promessa, è venuto portando a noi il suo dono d’infinita misericordia. Così come il Verbo venne a Nazareth fatto Uomo, per redimere; rimasse con noi fatto Pane, per nutrirci; Ora il Verbo è tornato a noi fatto Libro, per la Evangelizzazione delle nazioni; è venuto Gesù a preparare il suo popolo al possesso del Regno che viene dopo l’Anticristo, La porzione di cristiani, di qualsiasi chiesa, che si unirà al Vangelo e alla dottrina di Gesù, formerà il suo piccolo resto che lo Spirito Santo guiderà al possesso del Regno, attraverso la grande tribolazione nel tempo dell’Anticristo.
24Gesù è la Vite vera, chi accetta il suo Vangelo eterno e la sua dottrina rivelata, rimane in Gesù come i tralci uniti alla vite; chi non accetta il Vangelo e la dottrina rivelata da Gesù a Maria Valtorta, si squalifica da solo e si stacca dal Corpo mistico di Cristo e muore.
25“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,1.4-5).
26“Se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. (2Cor 4,3-4)
S O M M A R I O
INTRODUZIONE
Non licet
1. IL LIBRO DEL SIGNORE.
La profezia
Compimento della profezia.
1° Nulla vi manca
2° Poiché la bocca del Signore lo ha comandato
3° Il suo spirito li raduna
Dice Gesù:
2. IL LIBRO DI MEMORIE
La profezia
Compimento della profezia.
I timorati di Dio
L’ascolto del Signore.
Il Libro di memorie
Scritto davanti al Signore
“Per i timorati e cultori del Signore”.
La dichiarazione del Segretario Generale della CEI è invalida
Conseguenze nefaste
Dice Gesù:
3. LA STRADA APPIANATA, LA VIA SANTA.
Annunzio della profezia
Compimento della profezia.
1° La strada appianata.
2° Nessun impuro la percorrerà
3° “Vi cammineranno i redenti”
4° Ritorneranno i riscattati
5° Felicità perenne splenderà sul loro capo.
Dice Gesù:
4. IL LIBRO DELLE PAROLE MIRACOLOSE
Annunzio della profezia
Compimento della profezia.
Udranno i sordi le parole di un libro.
Gli umili si rallegreranno di nuovo.
I ciechi e i sordi del tempo contemporaneo.
Il Tiranno non sarà più.
Lavoro delle mani di Gesù.
I brontoloni impareranno la lezione.
Dice Gesù:
Gesù quale era nel suo tempo.
Dice Gesù:
5. IL VANGELO ETERNO
Annunzio della profezia.
Compimento della profezia.
Il soggetto della profezia è l’angelo.
L’oggetto della profezia è Il Vangelo eterno.
Finalità: annunziarlo a tutte le nazioni
Dice Gesù:
Il Vangelo eterno ha per unico autore Gesù
Dice Gesù:
Il Vangelo eterno è Opera dello Spirito Santo
Dice Gesù:
6. IL PICCOLO LIBRO APERTO DA DIVORARE
Annunzio della profezia.
Compimento della profezia.
L’angelo possente.
Gesù Trasfigurato.
Gesù l’angelo possente.
Il piccolo libro aperto
Importanza della lettura di questa rivelazione.
“Prendilo e divoralo”
Il Signore Dio ha parlato
Questa rivelazione è Parola di Dio
Parabola del banchetto disprezzato
Applicazione della parabola.
7. CONSEGUENZE DEL RIFIUTO DELL’OPERA
Conseguenze nefaste.
Rende vana ogni preghiera.
Attira i guai sul mondo
Assicura l’ungo e penoso purgatorio.
Segni su chi non vuole l’Opera di Gesù.
È segno di condanna
Si diventa paglia destinata al fuoco.
Solo il frumento entrerà nel granaio del Signore.
Destino di chi respinge l’Opera di Gesù.
Maligno contegno verso Gesù e l’Opera.
È riprovevole attentato a Dio nelle anime
È diabolica azione contro Gesù
Prove per sentirsi in grazia o no davanti a Dio.
Nulla giustifica l’ostinazione verso l’Opera.
Relatività del peccato contro l’Opera di Gesù.
A chi molto fu dato, molto sarà richiesto.
Chi respinge l’Opera, Gesù respingerà lui.
A peccato ostinato, espiazione senza misura.
Espiazione di Chi pecca contro l’Opera.
Lacrime per l’Opera contestata
Pianto della Vergine della Rivelazione.
Maria piange di dolore.
Effetto universale dell’Opera contestata.
Gesù piange lacrime di sangue.
8. la Maledizione del Re dei re
Dono d’infinita Misericordia.
Apparizione di Gesù Re dei re.
Dono dato in tempo per salvare l’umanità.
Dono irriso, deriso, calpestato,
Non licet.
La Maledizione del Re dei re
Che cosa è la maledizione del Re dei re.
Invito alla conversione
Conclusione:
In questo tempo di satanismo Gesù si è rivelato.
[1] Scritto il 22 agosto 1944. Maria Valtorta, Il Poema dell’uomo Dio I, 1.
[2] Malachia 3,16-20
[3] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 6 dicembre 1947 – ed. CEV.
[4] Maria Valtorta – L’Evangelo come mi è stato rivelato – 45.9 – 4 febbraio 1944 – ed. CEV.
[5] Is 42,18-20
[6] (1 Gv 5,19)
[7] (Gv 16,8)
[8] (Gv 12,28)
[9] (Gv 10,29)
[10] (Gv 12,30-31)
[11] (Ap 20,1-3)
[12] (Is 52,6)
[13] (Is 26,8)
[14] (Dt 18,5.6-7)
[15] (Col 3,17)
[16] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 30settembre 1947 – ed. CEV.
[17] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 18 febbraio 1947 – ed. CEV.
[18] (Ml 3,1)
[19] (Mt 26,27-28)
[20] (Mt 24,37-40; Lc 17,26-30)
[21] Mt 24,14)
[22] (Gal 1,9;2 Cor 11,4)
[23] Is 34,16
[24] (Mt 24,14)
[25] (Ap 14,6-7)
[26] (Ml 3,5)
[27] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 3 febbraio 1947 (Daniele 7) – ed. CEV.
[28] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 16 agosto 1949– ed. CEV.
[29] Maria Valtorta – I Quaderni del 1945-1950 – 2 aprile 1947 – ed. CEV.
[30] Apocalisse 10,1-2. 8-11
[31] (Mt 17,1-2.5)
[32] “Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nella loro mente, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Conoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato” (Ger 31,33-34)
[33] “E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: “Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?”. Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. Uno dei vegliardi mi disse: “Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli. (Ap 5,1-5).
[34] “Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi” (Ap 5,6-8).
[35] (Ap 14,6-7)
[36] (Ap 10,1-11).
[37] Malachia 3,1
[38] (Ap 10,9)
[39] (Mt 17,5).
[40] MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1945-50, ed. CEV, 28 gennaio 1947
[41] (Lc 14,15-24)
[42] Martedì 1° marzo 1949.
[43] [1949-1950 ?]
[44] 6-6-1950.
[45] 10-3-1949.
[46] Lc 16, 31
[47] Mt 3, 12
[48] Scritto il 17 maggio 1953.
[49] Scritto il 30 maggio 1953.
[50] 14 giugno 1953, ore 19,45, mentre passa la Processione del Corpus Domini sull’angolo.
[51] 14 giugno 1953, ore 19,45, mentre passa la Processione del Corpus Domini sull’angolo.
[52] 2° sabato di Fatima. 4-7-53, 53,16, Pag.220
[53] Scritto il 9 ottobre 1953.
[54] Scritto il 9 ottobre 1953.
[55] 16-6-1950. Festa del S. Cuore.
[56] Gesù chiama l’Opera, tutta la rivelazione fatta a Maria Valtorta in beneficio di tutta l’umanità
[57] Ancora 7 anni si opposero e finalmente dopo 10 anni, negando la natura soprannaturale di quest’Opero proibirono la pubblicazione.
[58] L’effetto della maledizione e condizionato al pentimento e riparazione dell’atto ingiusto
[59] Si riferisce al portavoce Maria Valtorta
[60] Ap 2, 12
[61] Quindi Begoglio con tutta la sua cricca è già respinto no è più papa se non si pente e ripara l’atto ingiusto.
[62] (Mt 24,37-40; Lc 17,26-30)
