LIETO ANNUNZIO DELLO SPIRITO SANTO.
Libro 1
Secondo i testimoni dell’Antico testamento.
A cura di Fray Jesus Maria de Cabanaconde
S.O.S Servo Ordine Salvatori
S O M M A R I O
1. MOSE’ UMILE SERVO DELLO SPIRITO ONNIPOTENTE,
1. Lo Spirito è fiamma di fuoco (Es 3,1-6).
2. Il servo dello Spirito (Es 3,7-15)
3. L’autorità carismatica. (Es 4,1-9)
4, L’interprete del servo dello Spirito. (Es 4,10-17).
5. Il bastone docile allo Spirito. (Es 7,8-13)
6. Lo Spirito guidava il suo popolo. (Es 4,10-17).
7. Il vento dello Spirito. (Es 14,15-23).
8. La mano potente dello Spirito Santo (Es 14,24-31)
9. Lo Spirito di guarigione (Es 15,22-27).
10. Il confidente. (Es 33,12-17).
11. Il supplicante. (Es 33,12-17).
12. Il veggente. (Es 33,18-23; Es 34,5-9)
13. Il testimone. (Es 34,29-35).
14. La tenda della testimonianza. (Es 35,7-11).
15. Gli operai dello Spirito Santo. (Es 35,30-35).
16. La benedizione trinitaria. (Nm 6,22-27).
17. La docilità allo Spirito Santo. (Nm 9,15-23).
18. L’effusione dello Spirito. (Nm 11,11.14.16-17.24-30).
19. La prova della fede. (Nm 20,1-13).
20. La pedagogia dello Spirito Santo. (Dt 8,1-6).
21. Il transito del servo di Dio. (Dt 34,1.5-7.10-12).
22. Il testimone dello Spirito Santo. (Sir 45,1-5).
2. GIOSUE’ L’UOMO DELLO SPIRITO SAGGIO E POTENTE.
1. Mandato dallo Spirito Santo (Dt 34,9; Gs 1,1-3.5).
2. Condizioni dell’aiuto divino.
4. Con l’aiuto dallo Spirito (Gs 10,1-15).
5. Il Regno soffre violenza (Gs 11,15-16.19-20).
7. Il testimone dello Spirito Santo (Sir 46,1-6).
3. GEDEONE L’UOMO INVESTITO DALLO SPIRITO SANTO.
1. Conseguenza dell’infedeltà (Gdc 6,1-6).
4. Restauratore del culto allo Spirito Santo (Gdc 6,25-32).
5. Investito dallo Spirito Santo (Gdc 6,33-35).
6. Discernimento della profezia (Gdc 6,36-40).
7. Rigorosa scelta operata dallo Spirito (Gdc 7,1-8).
8. Presagio di vittoria (Gdc 7,9-15).
9. Vittoria dello Spirito (Gdc 7,16-22).
10. Lo Spirito S. regnerà su di voi (Gdc 8,22-23.28-29).
4. ABIMELECH ATTRATTO DELLO SPIRITO CATTIVO.
1. la politica umana (Gdc 9,1-6).
2. Il governo del rovo (Gdc 9,7-21).
3. Opera dello spirito cattivo (Gdc 9,22-24.42-49).
4. Fine del politicante umano (Gdc 9,50-57)
5. SANSONE CONSACRATO ALLO SPIRITO D’INDISTRUTIBILE COMPASSIONE.
1. Sacro fin dal seno materno (Gdc 13,1-7)
2. Lo spirito del nome misterioso (Gdc 13,8-25).
3. La strategia dello Spirito (Gdc 14,1-9).
4. Carisma e natura umana (Gdc 14,10-20).
5. Carisma e interessi personali.
6. Investito dallo Spirito (Gdc 15,9-20).
7. Il carisma esposto al pericolo (Gdc 16,1-3).
8. non si tenta invano il Signore (Gdc 16,4-21).
9. Ricupero del carisma e martirio volontario (Gdc 16,22-31).
Insegnamento di Gesù Maestro e Signore.
10. Condizioni per essere liberatori.
11. Non si tenta invano il Signore
12. Pentimento e volontà di rinunciare al peccato.
6. SAMUELE SERVO, GIUDICE E PROFETA DELLO SPIRITO SANTO.
1. La preghiera esaudita (1 Sam 1,9-18).
2. Consacrato al Signore (1 Sam 1,19-28; 2,11).
3. A chi dà, sarà dato (1 Sam 2,18-21).
4. La Voce dello Spirito Santo (1 Sam 3,1-9).
5. Profeta dello Spirito Santo (1 Sam 3,10-21).
6. Giudice durate il governo teocratico (Gdc 7,2-6).
7. Lo Spirito Santo difende il suo popolo (Gdc 7,7-12).
8. Il governo teocratico (1 Sam 7,13-17).
9. Il popolo rigetta il governo teocratico (Gdc 8,1-9)
10. Gli inconvenienti del governo umano (1 Sam 8,10-22).
11. Attestato del delegato di Dio (Gdc 12,1-6).
12. Sotto il governo di Dio (Gdc 12,7-15).
13. Il peccato di votare un governo (Gdc 12,16-25).
14. Ecco il Testimone dello Spirito Santo (Sir 46,13-20).
17. Il ritorno del governo teocratico:
7. DAVIDE IL RE CONSACRATO ALLO SPIRITO D’INSUPERABILE BONTA’.
1. Consacrato con l’unzione (1 Sam 16,1-13).
2. Il soave cantore di Dio (1 Sam 16,14-23).
3. Un campione secondo il mondo (1 Sam 17,1-11).
4. Un campione secondo lo Spirito (1 Sam 17,32-39).
5. La vittoria appartiene allo Spirito Santo (1 Sam 17,40-51.54).
6. Un patto d’amicizia (1 Sam 18,1-5).
7. Un cattivo spirito di gelosia (1 Sam 18,6-16).
8. Lo Spirito Santo difende il suo consacrato (1 Sam 19,18-24).
9. Il Consacrato perseguitato (1 Sam 27,1-4).
11. Il timore del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,1-11).
12. La gioia del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,12-15).
13. Sacrifici di comunione (2 Sam 6,16-19).
14. L’umiltà del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,20-23).
15. Lo Spirito non chiede un tempio di cedro (2 Sam 7,1-6).
16. Il vero tempio dello Spirito è l’uomo.
17. Il peccato del consacrato con l’unzione (2 Sam 11,1-11.14-17.26-27).
18. La pedagogia dello Spirito Santo (2 Sam 12,1-6).
19. Contrizione di spirito (2 Sam 12,7-14).
20. Ecco il testimone dello Spirito (Sir 47,2-11).
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
21. Il Volto di Dio nel cuore dell’uomo
22. La contrizione vera del cuore, vero olocausto.
8. SALOMONE IL RE DELLO SPIRITO D’INMENSURABILE SAPIENZA.
1. Il re del cuore saggio (1 Re 3,3-15).
2. La sapienza dello Spirito (1 Re 3,16-28).
3. La dedicazione del tempio (1 Re 7,48-51).
4. Apparizione divina e profezia sul tempio.
5. Il Dono dello Spirito Santo (1 Re 5,9-14).
6. Un uomo mortale come tutti (Sap 7,1-6).
7. L’innamorato della Sapienza (Sap 7,7-14).
8. Istruito dalla Sapienza (Sap 7,15-21).
9. Traditore della Sapienza (1 Re 11,1-8).
10. Conseguenze nefaste (1 Re 11,9-13).
11. Ecco il testimone dello Spirito (Sir 47,12-22).
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
Il vero Tempio di Dio (M. Valtorta 3-7-1944)
12. Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo:
13. Culto spirituale nel Regno spirituale. (M. Valtorta Poema. Vol. 3, n.3).
Il Potere di Cristo nell’uomo. M. (M. Valtorta Quaderni 1-11-1943)
14. Avere la Sapienza è possedere Dio
9. L’UOMO DI DIO E L’UOMO DELLO SPIRITO DI DIO.
1. l’uomo di dio (1 Re 12,20-25).
2. Lo scisma religioso (1 Re 12,26-33).
3. L’uomo dello spirito di Dio (1 Re 13,1-10).
4. La disubbidienza è ribellione (1 Re 13,11-19).
5. La paga del peccato è la morte (1 Re 13,20-34).
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
L’ubbidienza M. Valtorta Quaderni 16-12-1943
6. L’Obbedienza è il segno del servo di Dio
7. L’ubbidienza è la prova del servo di Dio.
8. L’ ubbidiente, specchio della volontà di Dio.
10. MICHEA IL PROFETA DELLO SPIRITO DI VERITA’.
2. I profeti dello spirito di menzogna (1 Re 22,5-12).
3. Il profeta dello Spirito di verità (1 Re 13,29-28).
4. Il profeta si conosce quando la sua profezia si compie (1 Re 22,29-38).
5. La fine dei profeti mercenari (Mich. 3,5-8).
6. La colpa dei capi politici e religiosi (Michea 3,9-12).
7. L’ingiustizia universale (Michea. 7,1-7).
8. Il Re Messia, già venuto Michea. 5,1-3).
9. L’era messianica (Michea 4, 1-5).
10. L’era dello Spirito Santo.
11. Ordine cronologico dei tempi futuri:
11. ELIA IL PROFETA DELLO SPIRITO DI FUOCO ARDENTE.
1. A gli ordini dello Spirito del Signore (1 Re 17,1-6).
2. Il miracolo della farina e dell’olio (1 Re 17,7-16).
3. La resurrezione del fanciullo (1 Re 17,17-24).
4. Il coraggio di ubbidire allo Spirito (1 Re 18,1-19).
5. La prova del fuoco (1 Re 18,20-40).
6. La potenza della preghiera (1 Re 18,41-46).
7. In camino verso lo Spirito (1 Re 19,1-8).
8. L’incontro personale con lo Spirito (1 Re 19,9-14).
9. Ministero carismatici (1 Re 19,15-18).
10. La scelta del successore (1 Re 19,19-21).
11. Potere dell’uomo dello Spirito Santo (2 Re 1,1-17).
12. Fedeltà del discepolo (2 Re 2,1-6)..
13. Elia sale in un turbine di fuoco verso il cielo (2 Re 2,7-13).
14. Ecco il profeta-Testimone dello Spirito Santo (Sir 48,1-11).
15. La preghiera dell’uomo giusto è potente
16. Gli spiritualizzati saranno rapiti in cielo
17. Il Regno dei cieli è vicino
18. Prima risorgeranno i morti in Cristo:
20. Quindi saremo rapiti in nuvole
21. Chi sarà rapito, chi lasciato e chi perirà
22. Vegliate e pregate in ogni momento
12. ELISEO IL PROFETA DELLO SPIRITO DI PACE.
1. Cammina con la forza di Elia (2 Re 2,14-18)..
2. Due miracoli dell’uomo di Dio (2 Re 2,19-25).
3. Spirito di solidarietà (2 Re 4,1-7).
4. Spirito di gratitudine (2 Re 4,8-17).
5. Limiti del carisma (2 Re 4,18-28).
6. La potenza dello spirito di miracolo (2 Re 4,29-37).
7. Spirito di accoglienza e servizio (2 Re 4,38-44).
Lo spirito di guarigione e di conoscenza.
8. Il governo senza carisma di guarigione (2 Re 5,1-7).
9. Il carisma di guarigione (2 Re 5,8-14).
10. Esercizio gratuito del carisma (2 Re 5,15-19).
11. Spirito di conoscenza e autorità (2 Re 5,20-27).
12. Spirito di bontà, docilità e semplicità (2 Re 6,1-7).
13. La potenza del carisma (2 Re 6,8-14).
14. La potenza dello Spirito (2 Re 6,15-17).
15 La potenza della preghiera (2 Re 6,18-20).
16. La potenza della carità (2 Re 6,21-23).
La salvezza viene dallo Spirito Santo.
17. La guerra è castigo di Dio (2 Re 6,24-29).
18. Un governo assassino, tra le cause (2 Re 6,30-33).
19. Il profeta annunzia la salvezza (2 Re 7,1-2).
20. La salvezza viene dallo Spirito del Signore (2 Re 7,5-7.10.16-17).
21. Lo Spirito opera sempre (2 Re 13,14-21).
22. Ecco il testimone dello Spirito Santo (Sir 48,12-20).
23. L’uomo di Dio piange sui crimini di guerra (2 Re 8,7-15).
1. MOSE’ UMILE SERVO DELLO SPIRITO ONNIPOTENTE,
1. Lo Spirito è fiamma di fuoco (Es 3,1-6).
1Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli li guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3Mosè pensò: “Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?”. 4Il Signore vide che si era avvicinato per vedere a Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”. 5Riprese: “Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai tu è terra santa!”. 6E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. (Es 3,1-6).
2. Il servo dello Spirito (Es 3,7-15)
⁷ Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. ⁸ Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele. ¹⁰ Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!”. ¹¹ Mosè disse a Dio: “Chi sono io per andare dal faraone e per fare uscire dall’Egitto gli Israeliti?”. ¹² Rispose: “Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte”. ¹³ Mosè disse allo Spirito: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”. ¹⁴ Lo Spirito disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”. ¹⁵ Lo Spirito aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. (Es 3,7-15).
3. L’autorità carismatica. (Es 4,1-9)
¹ Mosè rispose: “Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non ti è apparso il Signore!”. ² Lo Spirito gli disse: “Che hai in mano?”. Rispose: “Un bastone”. ³ Riprese: “Gettalo a terra!”. Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. ⁴ Lo Spirito disse a Mosè: “Stendi la mano e prendilo per la coda!”. Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. ⁵ “Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri”. ⁶ Lo Spirito gli disse ancora: “Introduci la mano nel seno!”. Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. ⁷ Egli disse: “Rimetti la mano nel seno! “. Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. ⁸ “Dunque se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo! ⁹ Se non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l’acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta”. (Es 4,1-9).
4, L’interprete del servo dello Spirito. (Es 4,10-17).
¹⁰ Mosè disse allo Spirito: “Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua”. ¹¹ Lo Spirito gli disse: “Chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? ¹² Ora va’! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire”. ¹³ Mosè disse: “Perdonami, Signore mio, manda chi vuoi mandare!”. ¹⁴ Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: “Non vi è forse tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlare bene. Anzi sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. ¹⁵ Tu gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire e io sarò con te e con lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare. ¹⁶ Parlerà lui al popolo per te: allora egli sarà per te come bocca e tu farai per lui le veci di Dio. ¹⁷ Terrai in mano questo bastone, con il quale tu compirai i prodigi”. (Es 4,10-17).
5. Il bastone docile allo Spirito. (Es 7,8-13)
⁸ Lo Spirito disse a Mosè e ad Aronne: ⁹ “Quando il faraone vi chiederà: Fate un prodigio a vostro sostegno! tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!”. ¹⁰ Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente. ¹¹ Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell’Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. ¹² Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni. ¹³ Però il cuore del faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto lo Spirito Santo. (Es 7,8-13).
6. Lo Spirito guidava il suo popolo. (Es 4,10-17).
¹⁷ Quando il faraone lasciò partire il popolo, lo Spirito non lo condusse per la strada del paese dei Filistei, benché fosse più corta, perché Dio pensava: “Altrimenti il popolo, vedendo imminente la guerra, potrebbe pentirsi e tornare in Egitto”. ¹⁸ Lo Spirito guidò il popolo per la strada del deserto verso il Mare Rosso. Gli Israeliti, ben armati, uscivano dal paese d’Egitto. ²⁰ Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. ²¹ Lo Spirito marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per fare loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. ²² Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte. (Es 13,17-22).
7. Il vento dello Spirito. (Es 14,15-23).
¹⁵ Lo Spirito disse a Mosè: “Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. ¹⁶ Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. ¹⁹ L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. ²⁰ Venne così a trovarsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. ²¹ Allora Mosè stese la mano sul mare. E lo Spirito durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. ²² Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. ²³ Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare. (Es 14,15-23).
8. La mano potente dello Spirito Santo (Es 14,24-31)
²⁴ Ma alla veglia del mattino Lo Spirito dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. ²⁵ Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: “Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!”. ²⁶ Lo Spirito disse a Mosè: “Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri”. ²⁷ Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul fare del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Lo Spirito li travolse così in mezzo al mare. ²⁸ Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. ²⁹ Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. ³⁰ In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; ³¹ Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè. (Es 14,24-31)
9. Lo Spirito di guarigione (Es 15,22-27).
²² Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. ²³ Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo erano state chiamate Mara. ²⁴ Allora il popolo mormorò contro Mosè: “Che berremo?”. ²⁵ Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e le acque divennero dolci. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. ²⁶ Disse: “Se tu ascolterai la voce dello Spirito tuo Dio e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitto agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!”. ²⁷ Poi arrivarono a Elim, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua. (Es 15,22-27).
10. Il confidente. (Es 33,12-17).
¹² Mosè disse allo Spirito: “Vedi, tu mi ordini: Fa’ salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi. ¹³ Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca, e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa gente è il tuo popolo”. ¹⁴ Rispose: “Io camminerò con voi e ti darò riposo”. ¹⁵ Riprese: “Se tu non camminerai con noi, non farci salire di qui. ¹⁶ Come si saprà non nel fatto che tu cammini con noi? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla terra”. ¹⁷ Disse lo Spirito a Mosè: “Anche quanto hai detto io farò, perché hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome”. (Es 33,12-17).
11. Il supplicante. (Es 33,12-17).
12Mosè disse allo Spirito: “Vedi, tu mi ordini: Fa’ salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi. 13Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca, e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa gente è il tuo popolo”. 14Rispose: “Io camminerò con voi e ti darò riposo”. 15Riprese: “Se tu non camminerai con noi, non farci salire di qui. 16Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto che tu cammini con noi? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla terra”. 17Disse lo Spirito a Mosè: “Anche quanto hai detto io farò, perché hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome”. (Es 33,12-17).
12. Il veggente. (Es 33,18-23; Es 34,5-9)
18Gli disse: “Mostrami la tua Gloria!”. 19Riprese: “Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò misericordia di chi vorrò avare misericordia”. 20Soggiunse: “Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”. 21Aggiunse il Signore: “Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: 22quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. 23Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere”. (Es 33,18-23)
5Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6Il Signore passò davanti a lui proclamando: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione”. 8Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. 9Disse: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità”. (Es 34,5-9)
13. Il testimone. (Es 34,29-35).
²⁹ Quando Mosè scese dal monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con Lui. ³⁰ Ma Arone e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui. ³¹ Mosè allora li chiamò e Aronne, con tutti i capi della comunità, andò da lui. Mosè parlò a loro. ³² Si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato sul monte Sinai. ³³ Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso. ³⁴ Quando entrava davanti al Signore per parlare con Lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. ³⁵ Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando fosse di nuovo entrato a parlare con Lui. (Es 34,29-35).
14. La tenda della testimonianza. (Es 35,7-11).
⁷ Mosè a ogni tappa prendeva la tenda e la piantava fuori dell’accampamento, ad una certa distanza dell’accampamento, e l’aveva chiamata tenda del convegno; appunto a questa tenda del convegno, posta fuori dell’accampamento, si recava chiunque volesse consultare il Signore. ⁸ Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava in piedi, stando ciascuno all’ingresso della sua tenda: guardavano passare Mosè, finché fosse entrato nella tenda. ⁹ Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all’ingresso della tenda. Allora il Signore parlava con Mosè. ¹⁰ Tutto il popolo vedeva la colonna di nube, che stava all’ingresso della tenda e tutti si alzavano e si prostravano ciascuno all’ingresso della propria tenda. ¹¹ Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro. Poi questi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Num, non si allontanava dall’interno della tenda. (Es 35,7-11).
15. Gli operai dello Spirito Santo. (Es 35,30-35).
³⁰ Mosè disse agli Israeliti: “Vedete, il Signore ha chiamato per nome Gezabele, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. ³¹ L’ha riempito dello spirito di Dio, perché egli abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, ³² per concepire progetti e realizzarli in oro, argento, rame, ³³ per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni sorta di lavoro ingegnoso. ³⁴ Gli ha anche messo nel cuore il dono di insegnare e così anche ha fatto con Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. ³⁵ Li ha riempiti di saggezza per compiere ogni genere di lavoro d’intagliatore, di disegnatore, di ricamatore in porpora viola, in porpora rossa, in scarlatto e in bisso, e di tessitore: capaci di realizzare ogni sorta di lavoro e ideatori di progetti. (Es 35,30-35).
16. La benedizione trinitaria. (Nm 6,22-27).
²² Lo Spirito aggiunse a Mosè: ²³ “Parla ad Aronne e ai suoi figli e
riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro:
²⁴ Il Signore ti benedica e ti protegga.
²⁵ Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia
propizio.
²⁶ Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti
conceda pace.
²⁷ Così porranno il mio nome sugli Israeliti
e io li benedirò”. (Nm 6,22-27).
17. La docilità allo Spirito Santo. (Nm 9,15-23).
¹⁵ Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, ossia la tenda della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l’aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina. ¹⁶ Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di notte aveva l’aspetto del fuoco. ¹⁷ Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano. ¹⁸ Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano; rimanevano accampati finché la nube restava sulla Dimora. ¹⁹ Quando la nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non partivano. ²⁰ Se la nube rimaneva pochi giorni sulla Dimora, per ordine del Signore rimanevano accampati e per ordine del Signore levavano il campo. ²¹ Se la nube si fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora riprendevano il cammino. ²² Se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano; ma quando si alzava, levavano il campo. ²³ Per ordine del Signore si accampavano e per ordine del Signore levavano il campo; osservavano le prescrizioni del Signore, secondo l’ordine dato dal Signore per mezzo di Mosè. (Nm 9,15-23).
18. L’effusione dello Spirito. (Nm 11,11.14.16-17.24-30).
¹¹ Mosè disse al Signore: ¹⁴ “Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. ¹⁶ Il Signore disse a Mosè: ‘Radunami settanta uomini tra gli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come loro scribi; conducili alla tenda del convegno; vi si presentino con te. ¹⁷ Io scenderò e parlerò in quel luogo con te; prenderò lo spirito che è su di te per metterlo su di loro, perché portino con te il carico del popolo e tu non lo porti più da solo’.” ²⁴ Mosè dunque radunò settanta uomini tra gli anziani del popolo e li pose intorno alla tenda del convegno. ²⁵ Allora il Signore scese nella nube e gli parlò; prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani: quando lo Spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. ²⁶ Intanto, due uomini, uno chiamato Eldad e l’altro Medad, erano rimasti nell’accampamento e lo Spirito si posò su di essi; erano fra gli iscritti ma non erano usciti per andare alla tenda; si misero a profetizzare nell’accampamento. ²⁷ Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè e disse: “Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento”. ²⁸ Allora Giosuè, figlio di Num, che dalla sua giovinezza era al servizio di Mosè, disse: “Mosè, signor mio, impediscili!”. ²⁹ Ma Mosè gli rispose: “Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo Spirito!”. ³⁰ Mosè si ritirò nell’accampamento, insieme con gli anziani d’Israele. (Nm 11,11.14.16-17.24-30).
19. La prova della fede. (Nm 20,1-13).
¹ Ora tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo mese e il popolo si fermò a Kades. Qui morì e fu sepolta Maria. ² Mancava l’acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne. ³ Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: “Magari fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore! ⁴ Perché avete condotto la comunità del Signore in questo deserto per far morire noi e il nostro bestiame? ⁵ E perché ci avete fatti uscire dall’Egitto per condurci in questo luogo inospitale? Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni e non c’è acqua da bere”.
⁶ Allora Mosè e Aronne si allontanarono dalla comunità per recarsi
all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la Gloria del Signore
apparve loro. ⁷ Il Signore disse a Mosè: ⁸ “Prendi il bastone e tu e tuo fratello Aronne convocate la
comunità e alla loro presenza parlate a quella roccia, ed essa farà uscire l’acqua; tu farai sgorgare
per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame”.
⁹ Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore
gli aveva ordinato. ¹⁰ Mosè e Aronne convocarono la comunità davanti alla roccia e Mosè disse loro:
“Ascoltate, o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?”. ¹¹ Mosè alzò la mano,
percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; ne bevvero la comunità e
tutto il bestiame.
¹² Ma lo Spirito disse a Mosè e ad Aronne: “Poiché non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete questa comunità nel paese che io le do”. ¹³ Queste sono le acque di Meria, dove gli Israeliti contesero con il Signore e dove Egli si dimostrò santo in mezzo a loro. (Nm 20,1-13).
20. La pedagogia dello Spirito Santo. (Dt 8,1-6).
¹ Baderete di mettere in pratica tutti i comandi che oggi vi do, perché viviate, diveniate numerosi ed entriate in possesso del paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri. ² Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. ³ Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. ⁴ Il tuo vestito non ti si è logorato addosso, e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni. ⁵ Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore tuo Dio corregge te. ⁶ Osserva i comandi del Signore tuo Dio camminando nelle sue vie e amandolo. (Dt 8,1-6).
21. Il transito del servo di Dio. (Dt 34,1.5-7.10-12).
1Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisag, che è di fronte a Gerico. Lo Spirito gli mostrò tutto il paese. ⁴ E gli disse: «Questo è il paese per il quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: Io lo darò alla tua discendenza. Te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!».⁵ Mosè, servo del Signore, morì in quel luogo, nel paese di Moab, secondo l’ordine del Signore.⁶ Fu sepolto nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba.⁷ Mosè aveva centoventi anni quando morì; gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno.¹⁰ Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con, il quale il Signore parlava faccia a faccia – ¹¹ per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, ¹² e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele. (Dt 34,1.5-7.10-12).
22. Il testimone dello Spirito Santo. (Sir 45,1-5).
¹ Lo Spirito fece sorgere un uomo di pietà, che riscosse una stima universale e fu amato da Dio e dagli uomini: Mosè, il cui ricordo è benedizione.
² Lo rese glorioso come i santi e lo rese grande a timore dei
nemici.
³ Per la sua parola fece cessare i prodigi e lo glorificò davanti ai
re; gli diede autorità sul suo popolo e gli mostrò una parte della sua gloria.
⁴ Lo santificò nella fedeltà e nella mansuetudine; lo scelse fra tutti i viventi.
⁵ Gli fece udire la sua voce; lo introdusse nella nube oscura e gli diede a faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e di intelligenza, perché spiegasse a Giacobbe la sua alleanza, i suoi decreti a Israele. (Sir 45,1-5).
2. GIOSUE’ L’UOMO DELLO SPIRITO SAGGIO
E POTENTE.
1. Mandato dallo Spirito Santo (Dt 34,9; Gs 1,1-3.5).
⁹ Giosuè, figlio di Num, era pieno dello Spirito di saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè. (Dt 34,9).
¹ Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, lo Spirito disse a Giosuè, figlio di Num, servo di Mosè: ² “Mosè mio servo è morto; orsù, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io do loro, agli Israeliti. ³ Ogni luogo che calcherà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè. ⁵ Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; non ti lascerò né ti abbandonerò. (Gs 1,1-3.5).
2. Condizioni dell’aiuto divino.
⁶ Sii coraggioso e forte, poiché tu dovrai mettere questo popolo in possesso della terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. ⁷ Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che ti ha prescritta Mosè, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, perché tu abbia successo in qualunque tua impresa. ⁸ Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, perché tu cerchi di agire secondo quanto vi è scritto; poiché allora tu porterai a buon fine le tue imprese e avrai successo. ⁹ Non ti ho io comandato: Sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, perché è con te il Signore tuo Dio, dovunque tu vada”. (Gs 1,6-9).
3. Con la forza dello Spirito (Gs 6,1-16.20-21).
¹ Ora Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava. ² Disse lo Spirito a Giosuè: “Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, ³ tutti atti alla guerra, girerete intorno alla città, facendo il circuito della città una volta. Così farete per sei giorni. ⁴ Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. ⁵ Quando si suonerà il corno dell’ariete, appena voi sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno diritto davanti a sé”.
⁶ Giosuè, figlio di Num, convocò i sacerdoti e disse loro: “Portate l’arca
dell’alleanza; sette sacerdoti portino sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca del Signore”. ⁷
Disse al popolo: “Mettetevi in marcia e girate intorno alla città e il gruppo armato passi davanti
all’arca del Signore”. ⁸ Come Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti, che portavano le sette
trombe d’ariete davanti al Signore, si mossero e suonarono le trombe, mentre l’arca dell’alleanza del
Signore li seguiva; ⁹ l’avanguardia precedeva i sacerdoti che suonavano le trombe e la retroguardia
seguiva l’arca; si procedeva a suon di tromba. ¹⁰ Al popolo Giosuè aveva ordinato: “Non urlate, non fate
neppur sentire la voce e non una parola esca dalla vostra bocca finché vi dirò: Lanciate il grido di
guerra, allora griderete”. ¹¹ L’arca del Signore girò intorno alla città facendo il circuito una volta,
poi tornarono nell’accampamento e passarono la notte nell’accampamento.
¹² Di buon mattino Giosuè si alzò e i sacerdoti portarono l’arca del Signore;
¹³ i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di ariete davanti all’arca del Signore, avanzavano
suonando le trombe; l’avanguardia li precedeva e la retroguardia seguiva l’arca del Signore; si marciava
a suon di tromba. ¹⁴ Girarono intorno alla città, il secondo giorno, una volta e tornarono poi
all’accampamento. Così fecero per sei giorni.
¹⁵ Al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell’aurora e girarono intorno alla città in questo modo per sette volte; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. ¹⁶ Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: “Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città”. ²⁰ Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo udì il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di guerra, le mura della città crollarono; il popolo allora salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e occuparono la città. (Gs 6,1-16.20-21).
4. Con l’aiuto dallo Spirito (Gs 10,1-15).
¹ Quando Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuè aveva preso Ai e l’aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di Gabaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro, ² ebbe grande paura, perché Gabaon, una delle città regali, era più grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi. ³ Allora Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, mandò a dire a Oam, re di Ebron, a Piream, re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis e a Debir, re di Eglon: ⁴ “Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gabaon, perché ha fatto pace con Giosuè e con gli Israeliti”. ⁵ Quelli si unirono e i cinque re amorrei vennero con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gabaon e le diedero battaglia. ⁶ Allora gli uomini di Gabaon mandarono a dire a Giosuè, all’accampamento di Galgala: “Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne”.
⁷ Giosuè partì da Galgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri. ⁸ Allora lo Spirito disse a Giosuè: “Non aver paura di loro, perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterà davanti a te”. ⁹ Giosuè piombò su di loro d’improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Galgala. ¹⁰ Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi a Israele, che inflisse loro in Gabaon una grande disfatta, li inseguì verso la salita di Bet-Coron e li batté fino ad Azeka e fino a Makkeda. ¹¹ Mentre essi fuggivano dinanzi a Israele ed erano alla discesa di Bet-Coron, il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la spada. ¹² Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele: “Sole, fermati in Gabaon e tu, luna, sulla valle di Aialon”. ¹³ Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici.
Non è forse scritto nel libro del Giusto: “Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero”? ¹⁴ Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché il Signore ascoltò la voce di un uomo, poiché il Signore combatteva per Israele. ¹⁵ Poi Giosuè con tutto Israele ritornò all’accampamento di Galgala. (Gs 10,1-15).
5. Il Regno soffre violenza (Gs 11,15-16.19-20).
¹⁵ Come aveva comandato il Signore a Mosè suo servo, Mosè ordinò a Giosuè e
Giosuè così fece: non trascurò nulla di quanto aveva comandato il Signore a Mosè. ¹⁶ Giosuè si impadronì
di tutto questo paese: le montagne di Israele con il loro bassopiano. ¹⁸ Per molti giorni Giosuè mosse
guerra a tutti questi re. ¹⁹ Non ci fu città che avesse fatto pace con gli Israeliti, eccetto gli Evei
che abitavano Càgaon, si impadronirono di tutti con le armi. ²⁰ Infatti era per disegno del Signore che
il loro cuore si ostinasse nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che trovassero
grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a Mosè. (Gs 11,15-16.19-20).
Giosuè e gli Israeliti
sconfissero trentatré re (Cfr. Gs
12,1-24).
6. I fedeli dello Spirito Santo (Gs 24,14-24).
¹⁴ Temete (amate) dunque lo Spirito Santo e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli dèi che i vostri padri servirono oltre il fiume e in Egitto e servite il Signore. ¹⁵ Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire, se gli dèi che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore”.
¹⁶ Allora il popolo rispose e disse: “Lungi da noi l’abbandonare il Signore per servire altri dèi! ¹⁷ Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d’Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. ¹⁸ Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrei che abitavano il paese. Perciò anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio.
¹⁹ Giosuè disse al popolo: “Voi non potrete servire il Signore, perché Egli è un Dio santo, è un Dio geloso; Egli non perdonerà le vostre trasgressioni e i vostri peccati. ²⁰ Se abbandonerete il Signore e servirete dèi stranieri, Egli vi si volterà contro e, dopo avervi fatto tanto bene, vi farà del male e vi consumerà”. ²¹ Il popolo disse a Giosuè: “No! Noi serviremo il Signore”. ²² Allora Giosuè disse al popolo: “Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi siete scelto il Signore per servirlo!”. Risposero: “Siamo testimoni!”. ²³ Giosuè disse: “Eliminate gli dèi dello straniero, che sono in mezzo a voi, e rivolgete il cuore verso il Signore, Dio d’Israele!”. ²⁴ Il popolo rispose a Giosuè: “Noi serviremo Lo Spirito Santo nostro Dio e obbediremo alla sua voce!”. (Gs 24,14-24).
7. Il testimone dello Spirito Santo (Sir 46,1-6).
¹ Valoroso in guerra
Giosuè figlio di Num, successore di Mosè nell’ufficio profetico; egli, secondo il significato del
suo nome, fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici
insorti, per assegnare il possesso a Israele. ² Come era glorioso quando alzava le braccia e
brandiva la spada contro le città! ³ Chi prima di lui era stato così saldo? Egli guidava le guerre
del Signore. ⁴ Al suo comando non si arrestò forse il sole e un giorno divenne lungo come
due?
⁵ Egli invocò l’Altissimo sovrano, mentre i nemici
lo premevano da ogni parte; lo esaudì il Signore onnipotente scagliando chicchi di grandine di
grande potenza.
⁶ Egli piombò sul popolo nemico e nella discesa distrusse gli avversari, perché le genti conoscessero la sua forza e che il loro avversario era il Signore. (Sir 46,1-6).
3. GEDEONE L’UOMO
INVESTITO DALLO
SPIRITO SANTO.
1. Conseguenza dell’infedeltà (Gdc 6,1-6).
¹Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni. ²La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. ³Quando Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalek e i figli dell’oriente venivano contro di lui, ⁴si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino all’ingresso di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore, né buoi, né asini. ⁵Poiché venivano con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette — essi e i loro cammelli erano senza numero — e venivano nel paese per devastarlo. ⁶Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. (Gdc 6,1-6).
2. Intervento di un profeta (Gdc 6,7-10).
⁷Quando gli Israeliti ebbero gridato a causa di Madian, ⁸lo Spirito mandò loro un profeta che disse: «Dice il Signore, Dio d’Israele: Io vi ho fatti uscire dall’Egitto e vi ho fatti uscire dalla condizione servile; ⁹vi ho liberati dalla mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opprimevano; li ho scacciati davanti a voi, vi ho dato il loro paese ¹⁰e vi ho detto: Io sono il Signore vostro Dio; non venerate gli dèi degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Ma voi non avete ascoltato la mia voce
3. Scelto e mandato dallo Spirito (Gdc 6,7-10).
¹¹Ora l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per sottrarlo ai Madianiti. ¹²L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». ¹³Gedeone gli rispose: «Signore mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse uscire dall’Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di Madian». ¹⁴Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». ¹⁵Gli rispose: «Signore mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». ¹⁶Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». ¹⁷Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. ¹⁸Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò finché tu torni». ¹⁹Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. ²⁰L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e versavi il brodo». Egli fece così. ²¹Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. ²²Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». ²³Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». ²⁴Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Signore-Pace».
4. Restauratore del culto allo Spirito Santo (Gdc 6,25-32).
²⁵In quella stessa notte lo Spirito gli disse: «Prendi il giovenco di tuo padre e un secondo giovenco di sette anni, demolisci l’altare di Baal fatto da tuo padre e taglia il palo sacro che gli sta accanto. ²⁶Costruisci un altare al Signore tuo Dio sulla cima di questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo giovenco e offrilo in olocausto sulla legna del palo sacro che avrai tagliato». ²⁷Allora Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servitori e fece come il Signore gli aveva ordinato; ma temendo di farlo di giorno, per paura dei suoi parenti e della gente della città, lo fece di notte. ²⁸Quando il mattino dopo la gente della città vide che l’altare di Baal era stato demolito, che il palo sacro accanto era stato tagliato e che il secondo giovenco era offerto in olocausto sull’altare che era stato costruito, ²⁹si dissero l’un l’altro: «Chi ha fatto questo?». Investigarono, si informarono e dissero: «Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo». ³⁰Allora la gente della città disse a Ioas: «Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l’altare di Baal e ha tagliato il palo sacro che gli stava accanto». ³¹Ioas rispose a quanti insorgevano contro di lui: «Volete difendere voi la causa di Baal e venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; se è Dio, difenda da sé la sua causa, per il fatto che hanno demolito il suo altare». ³²Perciò in quel giorno Gedeone fu chiamato Ierub-Baal, perché si disse: «Baal difenda la sua causa contro di lui, perché egli ha demolito il suo altare».
5. Investito dallo Spirito Santo (Gdc 6,33-35).
³³Ora tutti i Madianiti, Amalek e i figli dell’oriente si radunarono, passarono il Giordano e si accamparono nella pianura di Izreèl. ³⁴Ma lo Spirito del Signore investì Gedeone; egli suonò la tromba e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo. ³⁵Egli mandò anche messaggeri in tutto Manasse, che fu pure chiamato a seguirlo; mandò anche messaggeri nelle tribù di Aser, di Zabulon e di Neftali, le quali vennero ad unirsi agli altri
6. Discernimento della profezia (Gdc 6,36-40).
³⁶Gedeone disse a Dio: «Se tu stai per salvare Israele per mia mano, come hai detto, ³⁷ecco, io metterò un vello di lana sull’aia: se c’è rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano, come hai detto». ³⁸Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d’acqua. ³⁹Gedeone disse a Dio: «Non adirarti contro di me; io parlerò ancora una volta. Lasciami fare la prova con il vello, solo ancora una volta: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la rugiada su tutto il terreno». ⁴⁰Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu rugiada su tutto il terreno.
7. Rigorosa scelta operata dallo Spirito (Gdc 7,1-8).
¹Gedeone con tutta la gente che era con lui, alzatosi di buon mattino, si accampò alla fonte di Carod. Il campo di Madian era al nord, verso la collina di More, nella pianura. ²Lo Spirito disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La mia mano mi ha salvato. ³Ora annunzia davanti a tutto il popolo: Chiunque ha paura e trema, torni indietro». Gedeone li mise così alla prova. Tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila. ⁴Il Signore disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all’acqua e te li metterò alla prova. Quegli del quale ti dirò: Questi venga con te, verrà; e quegli del quale ti dirò: Questi non venga con te, non verrà». ⁵Gedeone fece dunque scendere la gente all’acqua e lo Spirito gli disse: «Quanti lambiranno l’acqua con la lingua, come lambisce il cane, li porrai da una parte; porrai da un’altra quanti, per bere, si metteranno in ginocchio». ⁶Il numero di quelli che lambirono l’acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l’acqua. ⁷Allora il Signore disse a Gedeone: «Con questi trecento uomini che hanno lambito l’acqua, io vi salverò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua». ⁸Egli prese dalle mani del popolo le brocche e le trombe; rimandò tutti gli altri Israeliti ciascuno alla sua tenda e tenne con sé i trecento uomini. L’accampamento di Madian gli stava al di sotto, nella pianura.
8. Presagio di vittoria (Gdc 7,9-15).
⁹In quella stessa notte lo Spirito disse a Gedeone: «Alzati e piomba sul campo, perché io te l’ho messo nelle mani. ¹⁰Ma se hai paura di farlo, scendi con Pura tuo servo ¹¹e udrai quello che dicono; dopo, prenderai vigore per piombare sul campo». Egli scese con Pura suo servo fino agli avamposti dell’accampamento. ¹²I Madianiti, gli Amaaleciti e tutti i figli dell’oriente erano sparsi nella pianura e i loro cammelli erano senza numero come la sabbia che è sul lido del mare. ¹³Quando Gedeone vi giunse, ecco un uomo raccontava un sogno al suo compagno e gli diceva: «Ho fatto un sogno. Mi pareva di vedere una pagnotta di orzo rotolare nell’accampamento di Madian: giunse alla tenda, la urtò e la rovesciò e la tenda cadde a terra». ¹⁴Il suo compagno gli rispose: «Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Ioas, uomo di Israele; Dio ha messo nelle sue mani Madian e tutto l’accampamento». ¹⁵Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, si prostrò; poi tornò al campo di Israele e disse: «Alzatevi, perché il Signore ha messo nelle vostre mani l’accampamento di Madian».
9. Vittoria dello Spirito (Gdc 7,16-22).
¹⁶Divise trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti trombe e brocche vuote con dentro fiaccole; ¹⁷disse loro: «Guardate me e fate come farò io; quando sarò giunto ai limiti dell’accampamento, come farò io, così farete voi. ¹⁸Quando io, con quanti sono con me, suonerò la tromba, anche voi suonerete le trombe intorno a tutto l’accampamento e griderete: Per il Signore e per Gedeone!». ¹⁹Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all’estremità dell’accampamento, all’inizio della veglia di mezzanotte, quando appena avevano cambiato le sentinelle. Egli suonò la tromba spezzando la brocca che aveva in mano. ²⁰Allora le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: «La spada per il Signore e per Gedeone!». ²¹Ognuno di essi rimase al suo posto, intorno all’accampamento; tutto il campo si mise a correre, a gridare, a fuggire. ²²Mentre quelli suonavano le trecento trombe, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto l’accampamento.
10. Lo Spirito S. regnerà su di voi (Gdc 8,22-23.28-29).
²²Allora gli Israeliti dissero a Gedeone: «Regna su di noi tu e i tuoi discendenti, poiché ci hai liberati dalla mano di Madian». ²³Ma Gedeone rispose loro: «Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di voi». ²⁸Così Madian fu umiliato davanti agli Israeliti e non alzò più il capo; il paese rimase in pace per quarant’anni, durante la vita di Gedeone. ²⁹Gedeone tornò a dimorare a casa sua.
4. ABIMELECH ATTRATTO DELLO SPIRITO CATTIVO.
1. la politica umana (Gdc 9,1-6).
¹Ora Abimèlech, figlio di Gedeone, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e disse loro e a tutta la parentela di sua madre: ²”Dite agli orecchi di tutti i signori di Sichem: È meglio per voi che vi governino settanta uomini, tutti i figli di Gedeone, o che vi governi un solo uomo? Ricordatevi che io sono del vostro sangue”. ³I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i signori di Sichem quelle parole e il cuor loro si piegò a favore di Abimèlech, perché dicevano: “È nostro fratello”. ⁴Gli diedero settanta sicli d’argento che tolsero dal tempio di Baal-Berit; con essi Abimèlech assoldò uomini sfaccendati e audaci che lo seguirono. ⁵Venne alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figli di Gedeone, settanta uomini. Ma Iotam, figlio minore di Gedeone, scampò perché si era nascosto. ⁶Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova a Sichem.
2. Il governo del rovo (Gdc 9,7-21).
⁷Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: “Ascoltatemi, signori di Sichem e Dio ascolterà voi!
⁸Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all’ulivo: Regna su di noi.
⁹Rispose loro l’ulivo: Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
¹⁰Dissero gli alberi al fico: Vieni tu, regna su di noi.
¹¹Rispose loro il fico: Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
¹²Dissero gli alberi alla vite: Vieni tu, regna su di noi.
¹³Rispose loro la vite: Rinuncerò al mio mosto che allieta dèi e uomini, e
andrò ad agitarmi sugli alberi?
¹⁴Dissero tutti gli alberi al rovo: Vieni tu, regna su di
noi.
¹⁵Rispose il rovo agli alberi: Se in verità ungete me
re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del
Libano.
¹⁶Ora voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re Abimèlech, non
avete operato bene verso Gedeone e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue
azioni…
¹⁷Perché mio padre ha combattuto per voi, ha esposto al pericolo la
vita e vi ha liberati dalle mani di Madian.
¹⁸Voi invece oggi siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una stessa pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlech, figlio della sua schiava, perché è vostro fratello.
¹⁹Se dunque avete operato oggi con sincerità e con integrità verso Gedeone e
la sua casa, godetevi Abimèlech ed egli si goda voi!
²⁰Ma
se non è così, esca da Abimèlech un fuoco che divori i signori di Sichem e Bet-Millo; esca dai signori
di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlech!”.
²¹Iotam corse via, si mise in salvo e andò a stabilirsi a Beer, lontano da Abimèlech suo fratello.
3. Opera dello spirito cattivo (Gdc 9,22-24.42-49).
²²Abimèlech dominò su Israele tre anni. ²³Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimèlech e i signori di Sichem e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimèlech. ²⁴Questo avvenne perché la violenza fatta ai settanta figli di Gedeone ricevesse il castigo e il loro sangue ricadesse su Abimèlech loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che gli avevano dato mano per uccidere i suoi fratelli.
⁴²Il popolo di Sichem uscì alla campagna e Abimèlech ne fu informato. ⁴³Egli prese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di essi e li batté. ⁴⁴Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si fermarono all’ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono. ⁴⁵Abimèlech combatté contro la città tutto quel giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi distrusse la città e la cosparse di sale. ⁴⁶Tutti i signori della torre di Sichem, all’udir questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit. ⁴⁷Fu riferito ad Abimèlech che tutti i signori della torre di Sichem si erano adunati. ⁴⁸Allora Abimèlech salì sul monte Zalmon con tutta la gente che aveva con sé; prese in mano la scure, tagliò un ramo d’albero, lo sollevò e se lo mise in spalla; poi disse alla sua gente: “Quello che mi avete visto fare, fatelo presto anche voi!”. ⁴⁹Tutti tagliarono ciascuno un ramo e seguirono Abimèlech; posero i rami contro il sotterraneo e bruciarono tra le fiamme la sala con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.
4. Fine del politicante umano (Gdc 9,50-57)
⁵⁰Poi Abimèlech andò a Tebes, la cinse d’assedio e la prese. ⁵¹In mezzo alla città c’era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti i signori della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre. ⁵²Abimèlech, giunto alla torre, l’attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco. ⁵³Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di Abimèlech e gli spaccò il cranio. ⁵⁴Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi e gli disse: “Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica di me: L’ha ucciso una donna!”. Il giovane lo trafisse ed egli morì. ⁵⁵Quando gli Israeliti videro che Abimèlech era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua. ⁵⁶Così Dio fece ricadere sopra Abimèlech il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli. ⁵⁷Dio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male che essa aveva fatto; così si avverò su di loro la maledizione di Iotam, figlio di Gedeone.
5. Punti fermi
Ricordo a tutti di essere sottomessi alle autorità (Cfr. Tt 3,1), ma alle autorità costituite da Dio (Cfr. Rm 13,1). Chi si prende l’autorità che non gli è stata data dal cielo (Gv3,27) è un usurpatore. L’autorità dell’usurpatore non è ordinata al bene, perché l’usurpatore è un ladro della autorità e come dice il Signore: “il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere” (Gv 10,10). Inoltre l’autorità di un usurpatore è autorità di un estraneo, e l’autorità di un estraneo non deve essere ubbidita, così dice il Signore: “Un estraneo non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei” (Gv 10,5). L’autorità che viene da Dio è buona (Gc l,17), quindi intrinsecamente ordinata al bene (Sir10,1), ed è guidata dalla Sapienza (Sap 10,2).
Perciò, pacifica, mite, arrendevole, misericordiosa, fruttuosa, imparziale, onesta, giusta
5. SANSONE CONSACRATO ALLO SPIRITO D’INDISTRUTIBILE COMPASSIONE.
1. Sacro fin dal seno materno (Gdc 13,1-7)
¹Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant’anni. ²C’era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Monoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito. ³L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: “Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. ⁴Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo. ⁵Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei”. ⁶La donna andò a dire al marito: “Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ⁷ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’immondo, perché il fanciullo sarà nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte”.
2. Lo spirito del nome misterioso (Gdc 13,8-25).
⁸Allora Manoach pregò il Signore e disse: “Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro”. ⁹Dio ascoltò la preghiera di Manoach e l’angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manoach suo marito non era con lei. ¹⁰La donna corse in fretta ad informare il marito e gli disse: “Ecco, mi è apparso quell’uomo che venne da me l’altro giorno”. ¹¹Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell’uomo gli disse: “Sei tu l’uomo che hai parlato a questa donna?”. Quegli rispose: “Sono io”. ¹²Manoach gli disse: “Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che si dovrà fare per lui?”. ¹³L’angelo del Signore rispose a Manoach: “Si astenga la donna da quanto le ho detto. ¹⁴Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d’immondo; osservi quanto le ho comandato”. ¹⁵Manoach disse all’angelo del Signore: “Permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!”. ¹⁶L’angelo del Signore rispose a Manoach: “Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al Signore”. ¹⁷Poi Manoach disse all’angelo del Signore: “Come ti chiami, perché quando si saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo onore?”. ¹⁸L’angelo del Signore gli rispose: “Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso”. ¹⁹Manoach prese il capretto e l’offerta e li bruciò sulla pietra al Signore, che opera cose misteriose. Mentre Manoach e la moglie stavano guardando, ²⁰mentre la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’angelo del Signore salì con la fiamma dell’altare. Manoach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra ²¹e l’angelo del Signore non apparve più né a Manoach né alla moglie. Allora Manoach comprese che quello era l’angelo del Signore. ²²Manoach disse alla moglie: “Noi moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio”. ²³Ma sua moglie gli disse: “Se il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l’olocausto e l’offerta; non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora cose come queste”. ²⁴Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse. ²⁵Lo Spirito del Signore cominciò a investirlo.
3. La strategia dello Spirito (Gdc 14,1-9).
¹Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei. ²Tornato a casa, disse al padre e alla madre: “Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei; ora prendetemela in moglie”. ³Suo padre e sua madre gli dissero: “Non c’è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?”. Ma Sansone rispose al padre: “Prendimi quella, perché mi piace”. ⁴Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal Signore, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele. ⁵Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo. ⁶Lo Spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre. ⁷Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque. ⁸Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c’era uno sciame d’api e il miele. ⁹Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando; quand’ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone.
4. Carisma e natura umana (Gdc 14,10-20).
¹⁰ Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece ivi un banchetto,
perché così usavano fare i giovani. ¹¹ Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché stessero
con lui. ¹² Sansone disse loro: “Voglio proporvi un indovinello; se voi me lo spiegate entro i sette
giorni del banchetto e se l’indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti; ¹³ ma se non
sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me”. ¹⁴ Quelli gli
risposero: “Proponi l’indovinello e noi lo ascolteremo”. Egli disse loro: “Dal divoratore è uscito il
cibo e dal forte è uscito il dolce”.
Per tre giorni quelli
non riuscirono a spiegare l’indovinello. ¹⁵ Al quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: “Induci tuo
marito a spiegarti l’indovinello; se no daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati
qui per spogliarci?”. ¹⁶ La moglie di Sansone si mise a piangergli attorno e a dirgli: “Tu hai per me
solo odio e non mi ami; hai proposto un indovinello ai figli del mio popolo e non me l’hai spiegato!”.
Le disse: “Ecco, non l’ho spiegato a mio padre né a mia madre e dovrei spiegarlo a te?”. ¹⁷ Essa gli
pianse attorno, durante i sette giorni del banchetto; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo
tormentava, ed essa spiegò l’indovinello ai figli del suo popolo. ¹⁸ Gli uomini della città, il settimo
giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: “Che c’è di più dolce del miele? Che c’è di
più forte del leone?”. Rispose loro: “Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste sciolto il
mio indovinello”.
¹⁹ Allora lo Spirito del Signore lo
investì ed egli scese ad Ascalona; vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le mute di
vesti a quelli che avevano spiegato l’indovinello. Poi acceso d’ira, risalì a casa di suo padre ²⁰ e la
moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.
5. Carisma e interessi personali.
¹ Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: “Voglio entrare da mia moglie nella camera”. Ma il padre di lei non gli permise di entrare ² e gli disse: “Credevo proprio che tu l’avessi ripudiata e perciò l’ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto”. ³ Ma Sansone rispose loro: “Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del male”. ⁴ Sansone se ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, legò coda e coda e mise una fiaccola fra le due code. ⁵ Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano tuttora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti. ⁶ I Filistei chiesero: “Chi ha fatto questo?”. Fu risposto: “Sansone, il genero dell’uomo di Timna, perché costui gli ha ripreso la moglie e l’ha data al compagno di lui”. I Filistei salirono e bruciarono tra le fiamme lei e suo padre. ⁷ Sansone disse loro: “Poiché agite in questo modo, io non la smetterò finché non mi sia vendicato di voi”. ⁸ Li batté l’uno sull’altro, facendone una grande strage. Poi scese e si ritirò nella caverna della rupe di Etam. (Gdc 15,1-8).
6. Investito dallo Spirito (Gdc 15,9-20).
⁹ Allora i Filistei vennero, si accamparono in Giuda e fecero una scorreria fino a Lechi. ¹⁰ Gli uomini di Giuda dissero loro: “Perché siete venuti contro di noi?”. ¹¹ Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: “Non sai che i Filistei ci dominano? Che cosa ci hai fatto?”. Egli rispose loro: “Quello che hanno fatto a me, io l’ho fatto a loro”. ¹² Gli dissero: “Siamo scesi per legarti e metterti nelle mani dei Filistei”. Sansone replicò loro: “Giuratemi che voi non mi colpirete”. ¹³ Quelli risposero: “No, ti legheremo soltanto e ti metteremo nelle loro mani; ma certo non ti uccideremo”. Lo legarono con due funi nuove e lo fecero salire dalla rupe. ¹⁴ Mentre giungeva a Lechi e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo Spirito del Signore lo investì; le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino bruciacchiati dal fuoco e i legami gli caddero disfatti dalle mani. ¹⁵ Trovò allora una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e uccise con essa mille uomini.
¹⁶ Sansone disse: “Con la mascella dell’asino, li ho ben macellati! Con la
mascella dell’asino, ho colpito mille uomini!”.
¹⁷
Quand’ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi. ¹⁸
Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: “Tu hai concesso questa grande vittoria mediante il tuo
servo; ora dovrò morir di sete e cader nelle mani dei non circoncisi?”. ¹⁹ Allora Dio spaccò la roccia
concava che è a Lechi e ne scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita.
Perciò quella fonte fu chiamata En-Kore: essa esiste a Lechi fino ad oggi. ²⁰ Sansone fu giudice
d’Israele, al tempo dei Filistei, per venti anni
7. Il carisma esposto al pericolo (Gdc 16,1-3).
¹Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei. ²Fu detto a quelli di Gaza: “È venuto Sansone”. Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: “Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo”. ³Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di Ebron.
8. non si tenta invano il Signore (Gdc 16,4-21).
⁴In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila. ⁵Allora i capi dei Filistei andarono da lei e le dissero: “Seguilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo ciascuno mille e cento sicli d’argento”. ⁶Dalila dunque disse a Sansone: “Spiegami: da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti?”. ⁷Sansone le rispose: “Se mi si legasse con sette corde d’arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. ⁸Allora i capi dei Filistei le portarono sette corde d’arco fresche, non ancora secche, ed essa lo legò con esse. ⁹L’agguato era teso in una camera interna. Essa gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Ma egli spezzò le corde come si spezza un fil di stoppa, quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza non fu conosciuto. ¹⁰Poi Dalila disse a Sansone: “Ecco, tu ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; ora spiegami come ti si potrebbe legare”. ¹¹Le rispose: “Se mi si legasse con funi nuove non ancora adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. ¹²Dalila prese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. L’agguato era teso nella camera interna. Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia. ¹³Poi Dalila disse a Sansone: “Ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare”. Le rispose: “Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell’ordito e le fissassi con il pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. ¹⁴Essa dunque lo fece addormentare, tessé le sette trecce della sua testa nell’ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine del telaio e l’ordito. ¹⁵Allora essa gli disse: “Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande”. ¹⁶Ora, poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato fino alla morte ¹⁷e le aprì tutto il cuore e le disse: “Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. ¹⁸Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il cuore, mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro: “Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il cuore”. Allora i capi dei Filistei vennero da lei e portarono con sé il denaro. ¹⁹Essa lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo adatto e gli fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò a infiacchirsi e la sua forza si ritirò da lui. ²⁰Allora essa gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Egli si svegliò dal sonno e pensò: “Ne uscirò come le altre volte e mi svincolerò”. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui. ²¹I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di rame. Egli dovette girare la macina nella prigione.
9. Ricupero del carisma e martirio volontario (Gdc 16,22-31).
²²Intanto la capigliatura che gli avevano rasata cominciava a ricrescergli. ²³Ora i capi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon loro dio e per far festa. Dicevano: “Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico”. ²⁴Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: “Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico, che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti dei nostri”. ²⁵Nella gioia del loro cuore dissero: “Chiamate Sansone perché ci faccia divertire!”. Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne. ²⁶Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano: “Lasciami pure; fammi solo toccare le colonne sulle quali posa la casa, così che possa appoggiarmi ad esse”. ²⁷Ora la casa era piena di uomini e di donne; vi erano tutti i capi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva giochi. ²⁸Allora Sansone invocò il Signore e disse: “Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!”. ²⁹Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava la casa; si appoggiò ad esse, all’una con la destra, all’altra con la sinistra. ³⁰Sansone disse: “Che io muoia insieme con i Filistei!”. Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita. ³¹Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Zorea ed Estaol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli era stato giudice d’Israele per venti anni.
Insegnamento di Gesù Maestro e Signore.
Per essere liberatori (M. Valtorta 1-2-1945)
Dice Gesù:
10. Condizioni per essere liberatori.
“Sapete come Sansone fu nulla dopo aver ceduto al senso. Io voglio che voi conosciate la lezione di Sansone, destinato a vincere i filistei, oppressori d’Israele. Condizione prima per esser tale era che sin sin dal suo concepimento fosse tenuto vergine da ciò che stuzzica il senso basso, e fa connubio di viscere d’uomo con carni immonde: ossia vino e sicera e carni grasse, che accendono i lombi di un fuoco impuro. Condizione seconda: che per essere il liberatore fosse sacro al Signore sin dall’infanzia, e tale restasse per continuo nazireato. Sacro è colui che non solo esternamente ma internamente santo si conserva. Allora Dio è con lui.
11. Non si tenta invano il Signore
Ma la carne è carne, e Satana è Tentazione. E Tentazione prende strumento per combattere Dio in un cuore e nei suoi santi decreti, con la carne che eccita l’uomo: con la donna. Ecco allora tremare la forza del “forte”, ed esso divenire un debole che sciupa la dote datagli da Dio. Ora ascoltate: Sansone venne legato con sette corde di nervi freschi, con sette corde nuove, fissato al suolo con sette trecce dei suoi capelli. E sempre egli aveva vinto. Ma non si tenta invano il Signore neppure nella sua bontà. Non è lecito. Egli perdona, perdona, perdona. Ma esige volontà di uscire dal peccato per continuare a perdonare. Stolto chi dice: “Signore, perdono” e poi non fugge ciò che lo induce a continuo peccato! Sansone, vittorioso tre volte, non fugge Dalila, il senso, il peccato, e annoiato a morte, dice il Libro, ed essendogli venuto meno l’animo, dice il libro, svelò il segreto: “La mia forza è nelle mie sette trecce”.
12. Pentimento e volontà di rinunciare al peccato.
Non vi è nessuno fra voi che, stanco della grande stanchezza del peccato, senta venirgli meno l’animo, perché nulla accascia quanto la mala coscienza, e sta per darsi vinto al Nemico? No, chiunque tu sia, no, non lo fare. Sansone dette alla tentazione il segreto di vincere le sue sette virtù: “le sette simboliche trecce, le sue virtù, ossia la sua fedeltà di nazareo; si addormentò stanco sul seno della donna e fu vinto. Cieco, schiavo, impotente, per aver rifiutato la fede al suo voto. Né tornò il “forte”, il “liberatore” che quando nel dolore di un pentimento vero ritrovò la sua forza… Pentimento, pazienza, costanza, eroismo, e poi, o peccatori, Io vi prometto di essere i liberatori di voi stessi. In verità vi dico che non vi è battesimo che valga, né vi è rito che serva, se non vi è pentimento e volontà di rinunciare al peccato. In verità vi dico che non vi è peccatore tanto peccatore, che non possa far rinascere col suo pianto le virtù che il peccato ha strappate dal suo cuore”[1].
6. SAMUELE SERVO,
GIUDICE E PROFETA
DELLO SPIRITO SANTO.
1. La preghiera esaudita (1 Sam 1,9-18).
⁹ Anna, dopo aver mangiato in Silo e bevuto, si alzò e andò a presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore. ¹⁰ Essa era afflitta e innalzò la preghiera al Signore, piangendo amaramente. ¹¹ Poi fece questo voto: “Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo”.
¹² Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. ¹³ Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. ¹⁴ Le disse Eli: “Fino a quando rimarrai ubriaca? Liberati dal vino che hai bevuto!”. ¹⁵ Anna rispose: “No, mio signore, io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore. ¹⁶ Non considerare la tua serva una donna iniqua, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia amarezza”. ¹⁷ Allora Eli le rispose: “Va’ in pace e il Dio d’Israele ascolti la domanda che gli hai fatto”. ¹⁸ Essa replicò: “Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi”. Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu più come prima.
2. Consacrato al Signore (1 Sam 1,19-28; 2,11).
¹⁹ Il mattino dopo si alzarono e, dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono a casa in Rama. Elkana si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. ²⁰ Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. “Perché – diceva – dal Signore l’ho impetrato”. ²¹ Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, ²² Anna non andò, perché diceva al marito: “Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre”. ²³ Le rispose Elkana suo marito: “Fa’ pure quanto ti sembra meglio; rimani finché tu l’abbia divezzato; soltanto adempia il Signore la tua parola”. La donna rimase e allattò il figlio, finché l’ebbe divezzato. ²⁴ Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro. ²⁵ Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli. ²⁶ E Anna disse: “Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. ²⁷ Per questo fanciullo ho pregato, e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. ²⁸ Perciò anch’io lo do in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore”. E si prostrarono là davanti al Signore. ¹¹ Poi Elkana tornò a Rama, a casa sua, e il fanciullo rimase a servire il Signore alla presenza del sacerdote Eli.
3. A chi dà, sarà dato (1 Sam 2,18-21).
¹⁸ Samuele prestava servizio davanti al Signore per quanto lo poteva un fanciullo e andava cinto di efod di lino. ¹⁹ Sua madre gli preparava una piccola veste e gliela portava ogni anno, quando andava con il marito a offrire il sacrificio annuale. ²⁰ Eli allora benediceva Elkana e sua moglie ed esclamava: “Ti conceda il Signore altra prole da questa donna per il prestito che essa ha fatto al Signore”. Essi tornarono a casa ²¹ e il Signore visitò Anna, che partorì ancora tre figli e due figlie. Frattanto il fanciullo Samuele cresceva presso il Signore.
4. La Voce dello Spirito Santo (1 Sam 3,1-9).
¹ Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. ² In questo tempo Eli stava riposando in casa, perché i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. ³ La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio. ⁴ Allora il Signore chiamò: “Samuele!” e quegli rispose: “Eccomi”, ⁵ poi corse da Eli e gli disse: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Egli rispose: “Non ti ho chiamato, torna a dormire!”. Tornò e si mise a dormire. ⁶ Ma il Signore chiamò di nuovo: “Samuele!” e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Ma quegli rispose di nuovo: “Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!”. ⁷ In realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. ⁸ Il Signore tornò a chiamare: “Samuele!” per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. ⁹ Eli disse a Samuele: “Vattene a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. Samuele andò a coricarsi al suo posto.
5. Profeta dello Spirito Santo (1 Sam 3,10-21).
¹⁰ Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: “Samuele, Samuele!”. Samuele rispose subito: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta”. ¹¹ Allora il Signore disse a Samuele: “Ecco io sto per fare in Israele una cosa tale che chiunque udirà ne avrà storditi gli orecchi. ¹² In quel giorno attuerò contro Eli quanto ho pronunziato riguardo alla sua casa, da cima a fondo. ¹³ Gli ho annunziato che io avrei fatto vendetta della casa di lui per sempre, perché sapeva che i suoi figli disonoravano Dio e non li ha puniti. ¹⁴ Per questo io giuro contro la casa di Eli: non sarà mai espiata l’iniquità della casa di Eli né con i sacrifici né con le offerte!”. ¹⁵ Samuele si coricò fino al mattino, poi aprì i battenti della casa del Signore. Samuele però non osava manifestare la visione a Eli. ¹⁶ Eli chiamò Samuele e gli disse: “Samuele, figlio mio”. Rispose: “Eccomi”. ¹⁷ Proseguì: “Che discorso ti ha fatto? Non tenermi nascosto nulla. Così Dio agisca con te e anche peggio, se mi nasconderai una sola parola di quanto ti ha detto”. ¹⁸ Allora Samuele gli svelò tutto e non tenne nascosto nulla. Eli disse: “Egli è il Signore! Faccia ciò che a lui pare bene”. ¹⁹ Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. ²⁰ Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore. ²¹ In seguito il Signore si mostrò altre volte a Samuele, dopo che si era rivelato a Samuele in Silo, e la parola di Samuele giunse a tutto Israele come parola del Signore.
6. Giudice durate il governo teocratico (Gdc 7,2-6).
² Erano trascorsi molti giorni da quando era stata collocata l’arca a Kiriat-Iearìm, erano passati venti anni, quando tutta la casa d’Israele alzò grida di lamento verso il Signore. ³ Allora Samuele si rivolse a tutta la casa d’Israele dicendo: “Se è proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate da voi tutti gli dèi stranieri e le Astàrti; fate in modo che il vostro cuore sia indirizzato al Signore e servite lui, lui solo, ed egli vi libererà dalla mano dei Filistei”. ⁴ Subito gli Israeliti eliminarono i Baal e le Astàrti e servirono solo il Signore. ⁵ Disse poi Samuele: “Radunate tutto Israele a Mizpa, perché voglio pregare il Signore per voi”. ⁶ Si radunarono pertanto in Mizpa, attinsero acqua, la sparsero davanti al Signore e digiunarono in quel giorno, dicendo: “Abbiamo peccato contro il Signore!”. A Mizpa Samuele fu giudice degli Israeliti.
7. Lo Spirito Santo difende il suo popolo (Gdc 7,7-12).
⁷ Udirono anche i Filistei che gli Israeliti si erano radunati a Mizpa e i capi filistei mossero contro Israele. ⁸ Dissero allora gli Israeliti a Samuele: “Non cessar di supplicare per noi il Signore Dio nostro perché ci liberi dalle mani dei Filistei”. ⁹ Samuele prese un agnello da latte e lo offrì tutto intero in olocausto al Signore; lo stesso Samuele alzò grida al Signore per Israele e il Signore lo esaudì. ¹⁰ Mentre Samuele offriva l’olocausto, i Filistei si accostarono in ordine di battaglia a Israele; ma in quel giorno il Signore tuonò con voce potente contro i Filistei. ¹¹ Gli Israeliti uscirono da Mizpa per inseguire i Filistei e li batterono fin sotto Bet-Car. ¹² Samuele prese allora una pietra e la pose tra Mizpa e Iesana e la chiamò Eben-E’zer, dicendo: “Fin qui ci è occorso il Signore”.
8. Il governo teocratico (1 Sam 7,13-17).
¹³ Così i Filistei furono umiliati e non invasero più il territorio d’Israele: la mano del Signore fu contro i Filistei per tutto il periodo di Samuele. ¹⁴ Tornarono anche in possesso d’Israele le città che i Filistei avevano sottratto agli Israeliti, da Ekron a Gat: Israele liberò il loro territorio dal dominio dei Filistei. Ci fu anche pace tra Israele e l’Ammorreo. ¹⁵ Samuele fu giudice d’Israele per tutto il tempo della sua vita. ¹⁶ Ogni anno egli compiva il giro di Betel, Galgala e Mizpa, esercitando l’ufficio di giudice d’Israele in tutte queste località. ¹⁷ Poi ritornava a Rama, perché là era la sua casa e anche là giudicava Israele. In quel luogo costruì anche un altare al Signore.
9. Il popolo rigetta il governo teocratico (Gdc 8,1-9)
¹ Quando Samuele fu vecchio, stabilì giudici di Israele i suoi figli. ² Il primogenito si chiamava Ioèl, il secondogenito Abià; esercitavano l’ufficio di giudici a Bersabea. ³ I figli di lui però non camminavano sulle sue orme, perché deviavano dietro il lucro, accettavano regali e sovvertivano il giudizio. ⁴ Si radunarono allora tutti gli anziani d’Israele e andarono da Samuele a Rama. ⁵ Gli dissero: “Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli”. ⁶ Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perché avevano detto: “Dacci un re che ci governi”. Perciò Samuele pregò il Signore. ⁷ Il Signore rispose a Samuele: “Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perché costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi. ⁸ Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri dèi, così intendono fare a te. ⁹ Ascolta pure la loro richiesta, però annunzia loro chiaramente le pretese del re che regnerà su di loro”.
10. Gli inconvenienti del governo umano (1 Sam 8,10-22).
¹⁰ Samuele riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. ¹¹ Disse loro: “Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, ¹² li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. ¹³ Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. ¹⁴ Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. ¹⁵ Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. ¹⁶ Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. ¹⁷ Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. ¹⁸ Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà”. ¹⁹ Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di ascoltare la sua voce, ma gridò: “No, ci sia un re su di noi. ²⁰ Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie”. ²¹ Samuele ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all’orecchio del Signore. ²² Rispose il Signore a Samuele: “Ciascuno torni alla sua città!”.
11. Attestato del delegato di Dio (Gdc 12,1-6).
¹Allora Samuele disse a tutto Israele: “Ecco ho ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete chiesto e ho costituito su di voi un re. ²Da questo momento ecco il re procede davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e canuto e i miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. ³Eccomi, pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via l’asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo riguardo? Sono qui a restituire!”. ⁴Risposero: “Non ci hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa, né hai preso nulla da nessuno”. ⁵Egli soggiunse loro: “È testimonio il Signore contro di voi ed è testimonio oggi il suo consacrato, che non trovate niente in mano mia?”. Risposero: “Sì, è testimonio”. ⁶Allora Samuele disse al popolo: “È testimoniò il Signore che ha stabilito Mosè e Aronne e che ha fatto uscire i vostri padri dal paese d’Egitto”.
12. Sotto il governo di Dio (Gdc 12,7-15).
⁷Ora state qui raccolti e io voglio discutere con voi davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato con voi e con i vostri padri. ⁸Quando Giacobbe andò in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne che li fecero uscire dall’Egitto e li ricondussero in questo luogo. ⁹Ma poiché avevano dimenticato il Signore loro Dio, li abbandonò in potere di Sisara, capo dell’esercito di Cazor, e in potere dei Filistei e in potere del re di Moab, che mossero loro guerra. ¹⁰Essi gridarono al Signore: Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astàrti! Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te. ¹¹Allora il Signore vi mandò Gedeone e Barak e Iefte e Samuele e vi liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete tornati a vita tranquilla. ¹²Eppure quando avete visto che Nacas re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi avete detto: No, vogliamo che un re regni sopra di noi, mentre il Signore vostro Dio è vostro Re. ¹³Ora eccovi il re che avete scelto e che avevate chiesto. Vedete che il Signore ha costituito un re sopra di voi. ¹⁴Dunque se temerete il Signore, se lo servirete e ascolterete la sua voce e non sarete ribelli alla parola del Signore, voi e il re che regna su di voi vivrete con il Signore vostro Dio. ¹⁵Se invece non ascolterete la voce del Signore e sarete ribelli alla sua parola, la mano del Signore peserà su di voi, come pesò sui vostri padri”.
13. Il peccato di votare un governo (Gdc 12,16-25).
¹⁶Ora, state attenti e osservate questa grande cosa che il Signore vuole operare sotto i vostri occhi. ¹⁷Non è forse questo il tempo della mietitura del grano? Ma io griderò al Signore ed Egli manderà tuoni e pioggia. Così vi persuaderete e constaterete che grande è il peccato che avete fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi”. ¹⁸Samuele allora invocò il Signore e il Signore mandò subito tuoni e pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande timore del Signore e di Samuele. ¹⁹Tutto il popolo perciò disse a Samuele: “Prega il Signore tuo Dio per noi tuoi servi che non abbiamo a morire, poiché abbiamo aggiunto a tutti i nostri errori il peccato di aver chiesto per noi un re”. ²⁰Samuele rispose al popolo: “Non temete: voi avete fatto tutto questo male, ma almeno in seguito non allontanatevi dal Signore, anzi servite lui, il Signore, con tutto il cuore. ²¹Non allontanatevi per seguire vanità che non possono giovare né salvare, perché appunto sono vanità. ²²Certo il Signore non abbandonerà il suo popolo, per riguardo al suo nome che è grande, perché il Signore ha cominciato a fare di voi il suo popolo. ²³Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi e di indicarvi la via buona e retta. ²⁴Vogliate soltanto temere il Signore e servirlo fedelmente con tutto il cuore, perché dovete ben riconoscere le grandi cose che ha operato con voi. ²⁵Se invece vorrete fare il male, voi e il vostro re sarete spazzati via”.
14. Ecco il Testimone dello Spirito Santo (Sir 46,13-20).
¹³Samuele, amato dal suo Signore, di cui fu profeta, istituì la monarchia e consacrò i principi del suo popolo.
¹⁴Secondo la legge del Signore governò la comunità; il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe.
¹⁵Per la sua fedeltà si dimostrò profeta, con le parole fu riconosciuto veggente verace.
¹⁶Egli invocò il Signore onnipotente, quando i nemici lo premevano
all’intorno, con l’offerta di un agnello da latte.
¹⁷Il
Signore tuonò dal cielo; con grande fragore fece udire la voce,
¹⁸sterminò i capi dei nemici e tutti i principi dei
Filistei.
¹⁹Prima dell’ora del suo eterno sonno, così
attestò davanti al Signore e al suo Messia: “Denari e neanche dei sandali, da alcun vivente ho accettato
e nessuno poté contraddirlo.
²⁰Perfino dopo la sua morte
profetizzò, predicendo al re la sua fine; anche dal sepolcro levò ancora la voce per allontanare in una
profezia l’iniquità dal popolo.
Consapevolezza biblica.
15. Governo teocratico:
“Il Signore vostro Dio è vostro Re” (1 Sam 12,12). “Dio ha in mano l’anima di ogni vivente”(Gb 12,10). Perciò “il governo del mondo è nelle mani del Signore” (Sir 10,4). Infatti dice il Signore: “Io ho fatto la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra, con grande potenza e con braccio potente e li do a chi mi piace” (Ger 27,5). Quindi “il governo del Signore riguarda ogni essere vivente. Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge. Ha pietà di quanti accettano la dottrina e di quanti sono zelanti per le sue decisioni” (Sir 18,12-14).
“Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele, sei paziente e tutto governi secondo misericordia“(Sap 15,1). “Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose” (Sap 12,13).
15“Essendo giusto, governi tutto con giustizia. Condannare chi non merita il castigo lo consideri incompatibile con la tua potenza. 16La tua forza infatti è principio di giustizia; il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti. 17Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza e reprimi l’insolenza in coloro che la conoscono. 18Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza; ci governi con molta indulgenza, perché il potere lo eserciti quando vuoi”(Sap 12,15-18)
16. Governo umano:
“Stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli” (1 Sam 8,5). “Vogliamo che un uomo regni sopra di noi” (1 Sam 12,12). Agli occhi di Samuele è cattiva la proposta (8,6). Agli occhi di Dio è ribellione: “Costoro hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi”(8,7). È idolatria: “Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri dèi“(8,8); “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare” (Gv 19,15). È stoltezza e bruta stupidità, perché col governo teocratico c’è tutto da guadagnare (12,7-11), mentre col governo umano c’è tutto da perdere (8,11-17). Anche perché rinunciando al governo di Dio che è secondo misericordia e secondo giustizia e molto indulgente (12,4), si vota per un governo umano che ci offre la schiavitù senza scampo: “Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà” (8,17-18). Ma il colmo della città mentale e dell’indurimento del cuore è non voler capire che è peccato grave: “Grande il peccato che avete fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi” (12,17). Grande è il peccato perché si scegli il modo peggiore per essere traviati e perdersi: “Popolo mio, le tue guide ti traviano, distruggono la strada che tu percorri”(Is 3,12). “Le guide di questo popolo lo hanno fuorviato e i guidati si sono perduti” (Is 9,15).”I suoi guardiani sono tutti ciechi, non si accorgono di nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sonnecchiano accovacciati, amano appisolarsi. Ma tali cani avidi, che non sanno saziarsi, sono i pastori incapaci di comprendere. Ognuno segue la sua via, ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione” (Is 56,10-11). Perciò “Ascoltate, capi di popoli, voi governanti delle nazioni che aborrite la giustizia e storcete quanto è retto, che costruite le nazioni sul sangue e le città con il sopruso. Non spetta forse a voi conoscere la giustizia? Nemici del bene e amanti del male, voi strappate loro la pelle di dosso e la carne dalle ossa. I capi giudicano in vista dei regali, i sacerdoti insegnano per lucro, i profeti danno oracoli per denaro. Osano appoggiarsi al Signore dicendo: “Non è forse il Signore in mezzo a noi? Non ci coglierà alcun male”. Perciò, per causa vostra, la nazione sarà arata come un campo e la città diverrà un mucchio di rovine, il luogo sacro un’altura selvosa” (Is 3,1-2.9-12). Ecco il governo temporale che i duri di cuori lo hanno voluto e meritato; per fortuna è un governo effimero e tanto caduco che la sua fine si avvicina come età scritto: “Io ti distruggerò, Israele, e chi potrà venirti in aiuto? Dov’è ora il tuo re, che ti possa salvare? Dove sono i capi in tutte le tue città e i governanti di cui dicevi: “Dammi un re e dei capi”? Ti ho dato un re nella mia ira e con sdegno te lo riprendo” (Is 13,9-11). Il giorno dello sdegno contro la politica bugiarda e contro il governo effimero, sarà giorno di macello. Guai a quel giorno che segnerà la fine delle elezioni, la fine dei presidenti, la fine delle monarchie, la fine dei re; ciò che sta scritto si compirà: “Urlate, pastori, gridate rotolatevi nella polvere, capi del gregge! Perché sono compiuti i giorni per il vostro macello; stramazzerete come scelti montoni. Non ci sarà rifugio per i pastori né scampo per i capi del gregge. Sentite le grida dei pastori, gli urli delle guide del gregge, perché il Signore distrugge il loro pascolo; sono devastati i prati tranquilli a causa dell’ardente ira del Signore”(Ger 25,34-37). “Ti ho dato un re nella mia ira e con sdegno te lo riprendo”. I figli dello Spirito, aspiriamo al governo dello Spirito.
17. Il ritorno del governo teocratico:
22“Il Signore è nostro Giudice, il Signore è nostro Legislatore, il Signore è nostro Re; Egli ci salverà. 23Allora anche i ciechi divideranno una preda enorme gli zoppi faranno un ricco bottino. 24Nessuno degli abitanti dirà: “Io sono malato”; il popolo che vi dimora è stato assolto dalle sue colpe”. (Is 33,22-24). Questo farà lo zelo del Signore: 9“Esulta grandemente figlia di Sion, giubila figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. 10Farà sparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annunzierà la pace alle genti, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume ai confini della terra”. (Zc 9,9-10). “Egli pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché Egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra”. (Mi 5,3). “Ed È chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che Egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti”. (Is 9,5-6).
“Ecco, un Re regnerà secondo giustizia e i principi governeranno secondo il diritto. 2Ognuno sarà come un riparo contro il vento e uno schermo dall’acquazzone, come canali d’acqua in una steppa, come l’ombra di una grande roccia su arida terra. 3Non si chiuderanno più gli occhi di chi vede e gli orecchi di chi sente staranno attenti. 4Gli animi volubili si applicheranno a comprendere e la lingua dei balbuzienti parlerà spedita e con chiarezza. 5L’abietto non sarà chiamato più nobile né l’imbroglione sarà detto gentiluomo”. (Is 32,1-5). “Susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia” (Ger 23,5-6). “Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide; se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire” (Is 22,22). Questo governo teocratico ebbe inizio con la effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli di Gesù Cristo, e lo hanno esperimentato tutti i santi fino ai nostri giorni in un crescendo sempre più evidente, e avrà il suo compimento pieno nella pentecoste universale in quel tempo tutti coloro che attendo lo Spirito Santo saranno imbasi dalla forza che scende dall’Alto e cambierà la faccia della terra. Preparate lo spirito ad accogliere lo Spirito Santo che viene con potenza.
7. DAVIDE IL RE CONSACRATO ALLO SPIRITO D’INSUPERABILE BONTA’.
1. Consacrato con l’unzione (1 Sam 16,1-13).
¹E il Signore disse a Samuele: “Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni su Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re”. ²Samuele rispose: “Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà”. Il Signore soggiunse: “Prenderai con te una giovenca e dirai: Sono venuto per sacrificare al Signore. ³Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dirò”. ⁴Samuele fece quello che lo Spirito gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: “È di buon augurio la tua venuta?”. ⁵Rispose: “È di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore. Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio”. Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. ⁶Quando furono entrati, egli osservò Eliab e chiese: “È forse davanti al Signore il suo consacrato?”. ⁷Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. ⁸Iesse fece allora venire Aminadab e lo presentò a Samule, ma questi disse: “Nemmeno su costui cade la scelta del Signore”. ⁹Iesse fece passare Samma e quegli disse: “Nemmeno su costui cade la scelta del Signore”. ¹⁰Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. ¹¹Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. ¹²Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!”. ¹³Samuele prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo Spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.
2. Il soave cantore di Dio (1 Sam 16,14-23).
¹⁴Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul ed egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del Signore. ¹⁵Allora i servi di Saul gli dissero: “Vedi, un cattivo spirito sovrumano ti turba. ¹⁶Comandi il signor nostro ai ministri che gli stanno intorno e noi cercheremo un uomo abile a suonare la cetra. Quando il sovrumano spirito cattivo ti investirà, quegli metterà mano alla cetra e ti sentirai meglio”. ¹⁷Saul rispose ai ministri: “Ebbene cercatemi un uomo che suoni bene e fatelo venire da me”. ¹⁸Rispose uno dei giovani: “Ecco, ho visto il figlio di Iesse il betlemita: egli sa suonare ed è forte e coraggioso, abile nelle armi, saggio di parole, di bell’aspetto e il Signore è con lui”. ¹⁹Saul mandò messaggeri a Iesse con quest’invito: “Mandami Davide tuo figlio, quello che sta con il gregge”. ²⁰Iesse preparò un asino e provvide pane e un otre di vino e un capretto, affidò tutto a Davide suo figlio e lo inviò a Saul. ²¹Davide giunse da Saul e cominciò a stare alla sua presenza. Saul gli si affezionò molto e Davide divenne suo scudiero. ²²E Saul mandò a dire a Iesse: “Rimanga Davide con me, perché ha trovato grazia ai miei occhi”. ²³Quando dunque lo spirito sovrumano investiva Saul, Davide prendeva in mano la cetra e suonava: Saul si calmava e si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava da lui.
3. Un campione secondo il mondo (1 Sam 17,1-11).
¹I Filistei radunarono di nuovo l’esercito per la guerra e si ammassarono a Soco di Giuda e si accamparono tra Soco e Azeka, a Efes-Dammi; ²Anche Saul e gli Israeliti si radunarono e si accamparono nella valle del Terebinto e si schierarono a battaglia di fronte ai Filistei. ³I Filistei stavano sul monte da una parte e Israele sul monte dall’altra parte e in mezzo c’era la valle. ⁴Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo. ⁵Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. ⁶Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle. ⁷L’asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell’asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero. ⁸Egli si fermò davanti alle schiere d’Israele e gridò loro: “Perché siete usciti e vi siete schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e voi servi di Saul? Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro di me. ⁹Se sarà capace di combattere con me e mi abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarrò io su di lui e lo abbatterò, sarete voi nostri schiavi e sarete soggetti a noi”. ¹⁰Il Filisteo aggiungeva: “Io ho lanciato oggi una sfida alle schiere d’Israele. Datemi un uomo e combatteremo insieme”. ¹¹Saul e tutto Israele udirono le parole del Filisteo; ne rimasero colpiti ed ebbero grande paura.
4. Un campione secondo lo Spirito (1 Sam 17,32-39).
³²Davide disse a Saul: “Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo”. ³³Saul rispose a Davide: “Tu non puoi andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua giovinezza”. ³⁴Ma Davide disse a Saul: “Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portare via una pecora dal gregge. ³⁵Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l’afferravo per le mascelle, l’abbattevo e lo uccidevo. ³⁶Il tuo servo ha abbattuto il leone e l’orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha insultato le schiere del Dio vivente”. ³⁷Davide aggiunse: “Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo”. Saul rispose a Davide: “Ebbene va’ e il Signore sia con te”. ³⁸Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza. ³⁹Poi Davide cinse la spada di lui sopra l’armatura, ma cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: “Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato”. E Davide se ne liberò.
5. La vittoria appartiene allo Spirito Santo (1 Sam 17,40-51.54).
⁴⁰Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo. ⁴¹Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. ⁴²Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto. ⁴³Il Filisteo gridò verso Davide: “Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?”. E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. ⁴⁴Poi il Filisteo gridò a Davide: “Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche”. ⁴⁵Davide rispose al Filisteo: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. ⁴⁶In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. ⁴⁷Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani”. ⁴⁸Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. ⁴⁹Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. ⁵⁰Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. ⁵¹Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga. ⁵⁴Davide prese la testa del Filisteo e la portò a Gerusalemme. Le armi di lui invece le pose nella sua tenda.
6. Un patto d’amicizia (1 Sam 18,1-5).
Quando Davide tornò dall’uccisione del Filisteo, Abner lo prese e lo condusse davanti a Saul mentre aveva ancora in mano la testa del Filisteo (17,57).
¹Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l’anima di Gionata s’era già talmente legata all’anima di Davide, che Gionata lo amò come sé stesso.
²Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. ³Gionata strinse con Davide un patto, perché lo amava come sé stesso. ⁴Gionata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura. ⁵Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul.
7. Un cattivo spirito di gelosia (1 Sam 18,6-16).
⁶Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri.
⁷Le donne danzavano e cantavano alternandosi: “Saul ha ucciso i suoi mille, Davide i suoi diecimila”.
⁸Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: “Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno”.
⁹Così da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide.
¹⁰Il giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s’impossessò di Saul, il quale
si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la
lancia.
¹¹Saul impugnò la lancia, pensando: “Inchioderò
Davide al muro!”. Ma Davide gli sfuggì davanti per due volte.
¹²Saul cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perché il Signore era con
lui, mentre si era ritirato da Saul.
¹³Saul lo allontanò da
sé e lo fece capo di migliaia e Davide andava e veniva alla testa del suo gruppo. ¹⁴Davide riusciva in
tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui. ¹⁵Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva
timore di lui.
¹⁶Ma tutto Israele e Giuda amavano Davide,
perché egli si muoveva alla loro testa.
8. Lo Spirito Santo difende il suo consacrato (1 Sam 19,18-24).
¹⁸Davide dunque fuggì e si mise in salvo. Andò da Samuele in Rama e gli narrò quanto gli aveva fatto Saul; poi Davide e Samuele andarono ad abitare a Naiot.
¹⁹La cosa fu riferita a Saul: “Ecco, Davide sta a Naiot presso
Rama”.
²⁰Allora Saul spedì messaggeri a catturare Davide,
ma quando videro profetare la comunità dei profeti, mentre Samuele stava in piedi alla loro testa, lo
Spirito Santo investì i messaggeri di Saul e anch’essi fecero i profeti.
²¹Annunziarono a Saul questa cosa ed egli spedì altri messaggeri, ma
anch’essi fecero i profeti. Saul mandò di nuovo messaggeri per la terza volta, ma anch’essi fecero i
profeti.
²²Allora venne egli stesso a Rama e si portò alla
grande cisterna che si trova a Secu e domandò: “C’è qui forse Samuele con Davide?”. Gli risposero:
“Eccoli: sono a Naiot di Rama”.
²³Egli incamminò verso
Naiot di Rama, ma cadde anche su di lui lo Spirito Santo e andava avanti facendo il profeta finché
giunse a Naiot di Rama.
²⁴Anch’egli si tolse gli abiti e continuò a fare il profeta davanti a
Samuele; poi crollò e restò nudo tutto quel giorno e tutta la notte. Da qui è venuto il detto: “Anche
Saul è tra i profeti?”.
9. Il Consacrato perseguitato (1 Sam 27,1-4).
¹Davide pensò: “Certo un giorno o l’altro perirò per mano di Saul. Non ho miglior via d’uscita che cercare scampo nel paese dei Filistei; Saul rinunzierà a ricercarmi in tutto il territorio d’Israele e sfuggirò dalle sue mani”.
²Così Davide si mosse e si portò, con i seicento uomini che aveva con sé,
presso Aachis, figlio di Maoc, re di Gat.
³Davide rimase
presso Aachis in Gat, lui e i suoi uomini, ciascuno con la famiglia; Davide con le due mogli, Achinoàm
di Izreèl e Abigail, già moglie di Nabal da Carmel.
⁴Fu riferito a Saul che Davide si era rifugiato in Gat e non lo cercò più.
10. L’Unto re d’Israele.
Dopo la morte di Saul, Davide consultò il Signore dicendo: “Devo andare in qualcuna delle città di Giuda?”. Il Signore gli rispose: “Va’!”. Chiese ancora Davide: “Dove andrò?”. Rispose: “A Ebron”. Davide dunque andò là (2 Sam 2,1-2).
¹Vennnero allora tutte le tribù d’Israele da Davide in Ebron e gli dissero:
“Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne.
²Già
prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu
pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele”.
³Vennnero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele. ⁴Davide aveva trent’anni quando fu fatto re e regnò quarant’anni.
⁵Regnò in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in Gerusalemme regnò
trentatré anni su tutto Israele e Giuda.
(2 Sam 5,1-5)
11. Il timore del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,1-11).
¹ Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele, in numero di trentamila. ² Poi si alzò e partì con tutta la sua gente da Baal di Giuda, per trasportare di là l’arca di Dio, sulla quale è invocato il nome, il nome del Signore degli eserciti, che siede in essa sui cherubini. ³ Posero l’arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Aminadab che era sul colle; Uzza e Aachìo, figli di Abìnadab, conducevano il carro nuovo; ⁴ Uzza stava presso l’arca di Dio e Aachìo precedeva l’arca. ⁵ Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al Signore con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, timpani, sistri e cembali. ⁶ Ma quando furono giunti all’aia di Nacon, Uzza stese la mano verso l’arca di Dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. ⁷ L’ira del Signore si accese contro Uzza; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio. ⁸ Davide si rattristò per il fatto che il Signore si era scagliato con impeto contro Uzza; quel luogo fu chiamato Perez-Uzzà fino ad oggi. ⁹ Davide in quel giorno ebbe paura del Signore e disse: “Come potrà venire da me l’arca del Signore?”. ¹⁰ Davide non volle trasferire l’arca del Signore presso di sé nella città di Davide, ma la fece portare in casa di Obed-Edom di Gat. ¹¹ L’arca del Signore rimase tre mesi in casa di Obed-Edom di Gat e il Signore benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa.
12. La gioia del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,12-15).
¹² Ma poi fu detto al re Davide: “Il Signore ha benedetto la casa di Obed-Edom e quanto gli appartiene, a causa dell’arca di Dio”. Allora Davide andò e trasportò l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide, con gioia. ¹³ Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un ariete grasso. ¹⁴ Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod di lino. ¹⁵ Così Davide e tutta la casa d’Israele trasportavano l’arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.
13. Sacrifici di comunione (2 Sam 6,16-19).
¹⁶ Mentre l’arca del Signore entrava nella città di Davide, Mikal, figlia di Saul, guardò dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore, lo disprezzò in cuor suo. ¹⁷ Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva piantata per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore. ¹⁸ Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti ¹⁹ e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua.
14. L’umiltà del consacrato con l’unzione (2 Sam 6,20-23).
²⁰ Ma quando Davide tornava per benedire la sua famiglia, Mikal figlia di Saul gli uscì incontro e gli disse: “Bell’onore si è fatto oggi il re di Israele a mostrarsi scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!”. ²¹ Davide rispose a Mikal: “L’ho fatto dinanzi al Signore, che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi capo sul popolo del Signore, su Israele; ho fatto festa davanti al Signore. ²² Anzi mi abbasserò anche più di così e mi renderò vile ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro, io sarò onorato!”. ²³ Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.
15. Lo Spirito non chiede un tempio di cedro (2 Sam 7,1-6).
¹ Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all’intorno, ² disse al profeta Natan: “Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda”. ³ Natan rispose al re: “Va’, fa’ quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te”. ⁴ Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan: ⁵ “Va’ e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? ⁶ Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. ⁷ Finché ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro?”
Così dice il Signore: “Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora?” (Is 66,1). “Non riempio io il cielo e la terra?” (Ger 23,24). Difatti lo Spirito del Signore riempie l’universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce (Sap 1,7).
16. Il vero tempio dello Spirito è l’uomo.
⁸ Ora dunque riferirai al mio servo Davide: ¹² “Quando i tuoi giorni saranno
compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue
viscere, e renderò stabile il suo regno. ¹³ Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile
per sempre il trono del suo regno. ¹⁴ Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo
castigherò con verga d’uomo e con i colpi che danno i figli d’uomo, ¹⁵ ma non ritirerò da lui il mio
favore. (2 Sam 7,8.12-15).
Di Gesù figlio di Davide è stato detto: “Sarà grande e chiamato Figlio
dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di
Giacobbe e il suo regno non avrà fine. Sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 32.35). A
nessun figlio di Davide tranne che a Gesù Messia, Dio ha detto: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te
mi sono compiaciuto” (Lc 3,22). Quindi Egli ha il compito di edificare un tempio al vero Dio. Infatti,
divorato dallo zelo per la casa del Signore, gli ha costruito un tempio vivo: il suo corpo, come sta
scritto: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Egli parlava del tempio del suo
corpo (Gv 2, 19.21). Ecco il tempio voluto dallo Spirito Santo e fatto da Gesù figlio di Davide: il
corpo dell’uomo redento: “Essi furono tutti pieni di Spirito Santo” (At 2,4). Ti auguro un cuore puro,
un’anima umile e uno spirito contrito perché la gloria dello Spirito Santo risplenda in te.
17. Il peccato del consacrato con l’unzione (2 Sam 11,1-11.14-17.26-27).
¹ L’anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mandò
Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l’assedio a
Rabbà mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. ² Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a
passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall’alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il
bagno: la donna era molto bella di aspetto. ³ Davide mandò a informarsi chi fosse la donna. Gli fu
detto: “È Betsabea figlia di Eliàm, moglie di Uria l’Hittita”. ⁴ Allora Davide mandò messaggeri a
prenderla. Essa andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla immondezza. Poi
essa tornò a casa. ⁵ La donna concepì e fece sapere a Davide: “Sono incinta”. ⁶ Allora Davide mandò a
dire a Ioab: “Mandami Uria l’Hittita”. Ioab mandò Uria da Davide. ⁷ Arrivato Uria, Davide gli chiese
come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. ⁸ Poi Davide disse a Uria: “Scendi a casa tua e
lavati i piedi”. Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re. ⁹ Ma
Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. ¹⁰ La cosa
fu riferita a Davide e gli fu detto: “Uria non è sceso a casa sua”. Allora Davide disse a Uria: “Non
vieni forse da un viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?”. ¹¹ Uria rispose a Davide: “L’arca,
Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta
campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua
vita e per la vita della tua anima, io non farò tal cosa!”.
¹⁴ La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano
di Uria. ¹⁵ Nella lettera aveva scritto così: “Ponete Uria in prima fila, dove più ferve la mischia; poi
ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia”. ¹⁶ Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel
luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi. ¹⁷ Gli uomini della città fecero una sortita e
attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali di Davide caddero, e perì anche Uria
l’Hittita.
²⁶ La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore. ²⁷ Passati i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere e l’accolse nella sua casa. Essa diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
18. La pedagogia dello Spirito Santo (2 Sam 12,1-6).
¹ Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: “Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. ² Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ³ ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. ⁴ Un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui”. ⁵ Allora l’ira di Davide si scatenò contro quell’uomo e disse a Natan: “Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. ⁶ Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà”.
19. Contrizione di spirito (2 Sam 12,7-14).
⁷ Allora Natan disse a Davide: “Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ⁸ ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. ⁹ Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. ¹⁰ Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Hittita. ¹¹ Così dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; ¹² poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”. ¹³ Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. ¹⁴ Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire”.
20. Ecco il testimone dello Spirito (Sir 47,2-11).
² Come il grasso si preleva nel sacrificio pacifico, così Davide dagli Israeliti.
³ Egli scherzò con leoni quasi fossero capretti, con gli orsi quasi fossero agnelli.
⁴ Nella giovinezza non ha forse ucciso il gigante e cancellata l’ignominia dal popolo, scagliando con la fionda la pietra, che abbatté la tracotanza di Golia?
⁵ Poiché aveva invocato il Signore altissimo, egli concesse alla sua destra la forza di eliminare un potente guerriero e riaffermare la potenza del suo popolo.
⁶ Così l’esaltarono per i suoi diecimila, lo lodarono nei canti del Signore e gli offrirono un diadema di gloria.
⁷ Egli infatti sterminò i nemici all’intorno e annientò i Filistei, suoi
avversari; distrusse la loro potenza fino ad oggi.
⁸ In
ogni sua opera glorificò il Santo altissimo con parole di lode; cantò inni a lui con tutto il cuore e
amò colui che l’aveva creato.
⁹ Introdusse musicanti
davanti all’altare; raddolcendo i canti con i loro suoni;
¹⁰ conferì splendore alle feste, abbellì le solennità fino alla perfezione, facendo lodare il nome santo di Dio ed echeggiare fin dal mattino il santuario.
¹¹ Il Signore gli perdonò i suoi peccati, innalzò la sua potenza per sempre, gli concesse un’alleanza regale e un trono di gloria in Israele.
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
La contrizione vera del cuore. (M. Valtorta 1-2-1945)
Dice Gesù:
21. Il Volto di Dio nel cuore dell’uomo
“Il grande re d’Israele, Davide di Betlemme, dopo aver peccato pianse, nella contrizione del suo cuore, gridando a Dio il suo pentimento e chiedendo da Dio perdono. Davide aveva avuto lo spirito oscurato dalla caligine del senso, e questo gli aveva impedito di più vedere il Volto di Dio e di comprenderne la parola. Il Volto, ho detto. Nel cuore dell’uomo è un punto che si ricorda del Volto di Dio, il punto più eletto, quello che è il nostro Sancta Sanctorum, quello da cui vengono le sante ispirazioni e le sante decisioni, quello che profuma come un altare, splende come un rogo, canta come sede di serafini. Ma quando il peccato fuma in noi, ecco che quel punto si offusca tanto che cessa la luce, il profumo, il canto, e solo resta puzzo di pesante fumo e sapor di cenere.
22. La contrizione vera del cuore, vero olocausto.
Ma quando torna la luce, perché un servo di Dio seco la porta all’oscurato, ecco che allora costui vede la sua bruttezza, alla sua condizione inferiore, e inorridito di sé esclama come re Davide: “Abbi pietà di me, Signore, secondo la tua grande misericordia e per la tua infinita bontà lavami dal mio peccato”, e non dice: “Non posso esser perdonato, perciò insisto nel peccare”. Ma dice: “Io sono umiliato, contrito io sono, ma, te prego, Tu che sai come nella colpa sono nato, di aspergermi e mondarmi perché pari a neve delle cime io ritorni”. Ma dice ancora: “Non di arieti e di bovi sarà il mio olocausto, ma la contrizione vera del cuore. Perché io so che questa Tu vuoi da noi e non la disprezzi”.
Questo diceva Davide dopo il peccato, e dopo che il servo del Signore, Natan, lo ebbe fatto pentito. Questo, a più ragione, devono dire i peccatori, ora che il Signore non manda ad essi un suo servo, ma il Redentore stesso, il suo Verbo, il quale, giusto e dominatore non solo degli uomini, ma anche dei superi e degli inferi, è sorto fra il suo popolo come la luce dell’aurora, che al levarsi del sole al mattino brilla senza nubi[2]“.
8. SALOMONE IL RE DELLO SPIRITO D’INMENSURABILE SAPIENZA.
1. Il re del cuore saggio (1 Re 3,3-15).
³ Salomone amava il Signore e nella sua condotta seguiva i principi di Davide suo padre. ⁴ Il re andò a Gabaon per offrirvi sacrifici perché ivi sorgeva la più grande altura. Su quell’altare Salomone offrì mille olocausti. ⁵ In Gabaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: “Chiedimi ciò che io devo concederti”. ⁶ Salomone disse: “Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande benevolenza, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come avviene oggi. ⁷ Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene io sono un ragazzo; non so come regolarmi. ⁸ Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo così numeroso che non si può calcolare né contare. ⁹ Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così numeroso?”. ¹⁰ Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. ¹¹ Dio gli disse: “Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause, ¹² ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. ¹³ Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. ¹⁴ Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita”. ¹⁵ Salomone si svegliò; ecco, era stato un sogno. Andò in Gerusalemme; davanti all’arca dell’alleanza del Signore offrì olocausti, compì sacrifici di comunione e diede un banchetto per tutti i suoi servi.
2. La sapienza dello Spirito (1 Re 3,16-28).
¹⁶ Un giorno andarono dal re due prostitute si presentarono innanzi a lui. ¹⁷ Una delle due disse: “Ascoltami, signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre essa sola era in casa. ¹⁸ Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c’è nessun estraneo in casa fuori di noi due. ¹⁹ Il figlio di questa donna è morto durante la notte, perché essa gli si era coricata sopra. ²⁰ Essa si è alzata nel cuore della notte, ha preso mio figlio dal mio fianco – la tua schiava dormiva – e se lo è messo in seno e sul mio seno ha messo il figlio morto. ²¹ Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L’ho osservato bene; ecco, non era il figlio che avevo partorito io”. ²² L’altra donna disse: “Non è vero! Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto”. ²³ Egli disse: “Costei dice: Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto e quella dice: Non è vero! Tuo figlio è quello morto e il mio è vivo”. ²⁴ Allora il re ordinò: “Prendetemi una spada!”. Portarono una spada alla presenza del re. ²⁵ Quindi il re aggiunse: “Tagliate in due il figlio vivo e datene una metà all’una e una metà all’altra”. ²⁶ La madre del bimbo vivo si rivolse al re, poiché le sue viscere si erano commosse per suo figlio, e disse: “Signore, date a lei il bambino vivo; non uccidetelo affatto!”. L’altra disse: “Non sia né mio né tuo; dividetelo in due!”. ²⁷ Presa la parola, il re disse: “Date alla prima il bambino vivo; non uccidetelo. Quella è sua madre”. ²⁸ Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e concepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per render giustizia.
3. La dedicazione del tempio (1 Re 7,48-51).
Salomone finito di far costruire il tempio, fece anche tutti gli oggetti destinati al tempio del Signore: ⁴⁰ l’altare d’oro, le tavole d’oro su cui si ponevano i pani dell’offerta, ⁴⁹ i cinque candelabri a destra e i cinque a sinistra di fronte alla cella d’oro purissimo, i fiori, le lampade, gli smoccolatoi d’oro, ⁵⁰ le coppe, i coltelli, gli aspersori, i mortai e i bracieri d’oro purissimo, i cardini per le porte del tempio interno, cioè per il Santo dei santi, e i battenti d’oro per la navata. ⁵¹ Fu così terminato tutto il lavoro che il re Salomone aveva fatto per il tempio. Salomone presentò le offerte fatte da Davide suo padre, cioè l’argento, l’oro e i vari oggetti; le depositò nei tesori del tempio.
⁶ I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nella cella del tempio, cioè nel Santo dei santi, sotto le ali dei cherubini. ¹⁰ Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nuvola riempì il tempio ¹¹ e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio. ¹² Allora Salomone disse: “Il Signore ha deciso di abitare sulla nube. ¹³ Io ti ho costruito una casa potente, un luogo per la tua dimora perenne”. (1 Re 8,6.10-13).
⁴⁰ “Ora, mio Dio, i tuoi occhi siano aperti e le tue orecchie attente alla preghiera innalzata in questo luogo. ⁴¹ Ora, alzati, Signore Dio, vieni al luogo del tuo riposo, tu e l’arca tua potente. Siano i tuoi sacerdoti, Signore Dio, rivestiti di salvezza e i tuoi fedeli esultino nel benessere. ⁴² Signore Dio non rigettare il tuo consacrato; ricordati i favori fatti a Davide tuo servo”. (2 Cr 6,40-42).
¹ Appena Salomone ebbe finito di pregare, cadde dal cielo il fuoco, che consumò l’olocausto e le altre vittime, mentre la gloria del Signore riempiva il tempio. ² I sacerdoti non potevano entrare nel tempio, perché la gloria del Signore lo riempiva. ³ Tutti gli Israeliti, quando videro scendere il fuoco e la gloria del Signore sul tempio, si prostrarono con la faccia a terra sul pavimento, adorarono e celebrarono il Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre. ⁴ Il re e tutto il popolo sacrificarono vittime al Signore. (2 Cr 7,1-4).
4. Apparizione divina e profezia sul tempio.
² Il Signore apparve per la seconda volta a Salomone, come gli era apparso in Gabaon. ³ Il Signore gli disse: “Ho ascoltato la preghiera e la supplica che mi hai rivolto; ho santificato questa casa, che tu hai costruita perché io vi ponga il mio nome per sempre; i miei occhi e il mio cuore saranno rivolti verso di essa per sempre”. (1 Re 9,2-3).
¹² Mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio. ¹³ Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, ¹⁴ se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese. ¹⁵ Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. ¹⁶ Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore. (2 Cr 7,12-16).
⁴ Se tu camminerai davanti a me, come vi camminò tuo padre, con cuore integro e con rettitudine, se adempirai quanto ti ho comandato e se osserverai i miei statuti e i miei decreti, ⁵ io stabilirò il trono del tuo regno su Israele per sempre, come ho promesso a Davide tuo padre: Non ti mancherà mai un uomo sul trono di Israele. ⁶ Ma se voi e i vostri figli vi allontanerete da me, se non osserverete i comandi e i decreti che io vi ho dati, se andrete a servire altri dèi e a prostrarvi davanti ad essi, ⁷ eliminerò Israele dal paese che ho dato loro e diventerà la favola e lo zimbello di tutti i popoli, rigetterò da me il tempio che ho consacrato al mio nome (lo renderò la favola e l’oggetto di scherno di tutti i popoli. (2 Cr 7,20); ⁸ Riguardo a questo tempio, già così eccelso, chiunque vi passerà vicino si stupirà e fischierà, domandandosi: Perché il Signore ha agito così con questo paese e con questo tempio? ⁹ Si risponderà: Perché hanno abbandonato il Signore loro Dio che aveva fatto uscire i loro padri dal paese d’Egitto, si sono legati a dèi stranieri, prostrandosi davanti ad essi e servendoli; per questo il Signore ha fatto piombare su di loro tutta questa sciagura”. (1 Re 9,4-9).
5. Il Dono dello Spirito Santo (1 Re 5,9-14).
⁹ Dio concesse a Salomone saggezza e intelligenza molto grande e una mente vasta come la sabbia che è sulla spiaggia del mare. ¹⁰ La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e tutta la saggezza dell’Egitto. ¹¹ Egli fu veramente più saggio di tutti; il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi. ⁽¹²⁾ Salomone pronunziò tremila proverbi; le sue poesie furono millecinque. ¹³ Parlò di piante, dal cedro del Libano all’issopo che sbuca dal muro; parlò di quadrupedi, di uccelli, di rettili e di pesci. ⁽¹⁴⁾ Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la saggezza di Salomone; venivano anche i re dei paesi ove si era sparsa la fama della sua saggezza
6. Un uomo mortale come tutti (Sap 7,1-6).
¹ Anch’io sono un uomo mortale come tutti, discendente del primo essere plasmato de creta. Fui formato di carne nel seno di una madre, ² durante dieci mesi consolidato nel sangue, frutto del seme d’un uomo e del piacere compagno del sonno. ³ Anch’io appena nato ho respirato l’aria comune e sono caduto su una terra uguale per tutti, levando nel pianto uguale a tutti il mio primo grido. ⁴ E fui allevato in fasce e circondato di cure; ⁵ nessun re iniziò in modo diverso l’esistenza. ⁶ Si entra nella vita e se ne esce alla stessa maniera.
7. L’innamorato della Sapienza (Sap 7,7-14).
⁷ Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; e venne in me lo Spirito della sapienza.
⁸ La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto;
⁹ non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l’argento.
¹⁰ L’amai più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana.
¹¹ Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
¹² Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre.
¹³ Senza frode imparai e senza invidia lo dono, non nascondo le sue ricchezze.
¹⁴ Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l’amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.
8. Istruito dalla Sapienza (Sap 7,15-21).
¹⁵ Mi conceda Dio parlare secondo conoscenza di pensare in modo degno dei doni ricevuti, perché egli è guida della sapienza e i saggi ricevono da lui orientamento.
¹⁶ In suo potere siamo noi e le nostre parole, ogni intelligenza e ogni nostra abilità.
¹⁷ Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprender
la struttura del mondo e la forza degli elementi,
¹⁸ il
principio, la fine e il mezzo dei tempi, l’alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle
stagioni,
¹⁹ il ciclo degli anni e la posizione degli astri,
²⁰ la natura degli animali e l’istinto delle fiere, i poteri degli spiriti e i ragionamenti degli uomini, la varietà delle piante e le proprietà delle radici.
²¹ Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose
9. Traditore della Sapienza (1 Re 11,1-8).
¹ Ma il re Salomone amò donne straniere, moabite, ammonite, idumee, di Sidone hittite,
² appartenenti a popolo, di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: “Non andate da loro ed essi non vengano da voi: perché certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dèi”. Salomone si legò a loro per amore.
³ Aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine; le sue donne gli pervertirono il cuore.
⁴ Quando Salomone fu vecchio, le sue donne l’attirarono verso dèi stranieri e il suo cuore non restò più tutto con il Signore suo Dio come il cuore di Davide suo padre.
⁵ Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidone, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.
⁶ Salomone commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al
Signore come lo era stato Davide suo padre.
⁷ Salomone
costruì un’altura in onore di Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e
anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.
⁸ Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi.
10. Conseguenze nefaste (1 Re 11,9-13).
⁹ Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva distolto il cuore
dal Signore Dio d’Israele, che gli era apparso due volte
¹⁰
e gli aveva comandato di non seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il
Signore.
¹¹ Allora disse a Salomone: “Poiché ti sei
comportato così e non hai osservato la mia alleanza né i decreti che ti avevo impartiti, ti strapperò
via il regno e lo consegnerò a un tuo suddito.
¹² Tuttavia
non farò ciò durante la tua vita per amore di Davide tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo
figlio.
¹³ Ma non tutto il regno gli strapperò; una tribù
la darò a tuo figlio per amore di Davide mio servo e per amore di Gerusalemme, città da me eletta”.
11. Ecco il testimone dello Spirito (Sir 47,12-22).
¹² Dopo Davide sorse un figlio saggio, che, in grazia sua, ebbe un vasto regno.
¹³ Salomone regnò in tempo di pace, Dio dispose che tutto fosse tranquillo all’intorno perché costruisse una casa al suo nome e preparasse un santuario perenne.
¹⁴ Come fosti saggio nella giovinezza, versando copiosa intelligenza come acqua d’un fiume!
¹⁵ La tua scienza ricoprì la terra, riempiendola di sentenze
difficili.
¹⁶ Il tuo nome giunse fino alle isole lontane;
fosti amato nella tua pace.
¹⁷ Per i tuoi canti, i tuoi
proverbi, le tue massime e per le tue risposte ti ammirarono i popoli.
¹⁸ Nel nome del Signore Dio, che è chiamato Dio di Israele, accumulasti l’oro quasi fosse stagno, come il piombo rendesti abbondante l’argento.
¹⁹ Ma accostasti i tuoi fianchi alle donne, e ne fosti dominato nel corpo.
²⁰ Così deturpasti la tua gloria e profanasti la tua discendenza, sì da attirare l’ira divina sui tuoi figli e sofferenze con la tua follia.
²¹ Il regno fu diviso in due e in Efraim si instaurò un potere
ribelle.
²² Ma il Signore non rinnegherà la sua
misericordia e non permetterà che venga meno alcuna delle sue parole. Non farà perire la posterità del
suo eletto né distruggerà la stirpe di colui che lo amò. Un resto a Giacobbe e a Davide un germoglio
nato dalla sua stirpe.
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
Il vero Tempio di Dio (M. Valtorta 3-7-1944)
Dice Gesù:
12. Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo:
“L’Altissimo non abita in templi fatti dalla mano dell’uomo (At 7,48). E ciò era detto per il Tempio di Salomone, la più sontuosa delle case che mano d’uomo mi elevò. Nostro tempio, non fatto da mano d’uomo, ma da mia potenza creato, è lo spirito vostro. E sono così rari gli spiriti in cui come in parato cenacolo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo possano riunirsi a dimora e prendere il loro ristoro. E come l’unione delle tre Persone ha operato ed opera tutti i prodigi del creato e i miracoli dell’amore, così la nostra dimora in uno spirito che ci accoglie opera prodigi la cui vastità sarà nota nella seconda vita. E stupirà il mondo di conoscerli. Quale umiliazione per coloro che si credettero “grandi”, “sapienti”, “potenti”, e criticarono, avversarono, tormentarono le anime a Noi dilette, quando vedranno che sapienza, grandezza e potenza erano in queste, essendo in esse Noi! Lo ripeto: “L’Altissimo non abita nei templi umani. Sua dimora è nello spirito del figlio fedele“[3].
13. Culto spirituale nel Regno spirituale. (M. Valtorta Poema. Vol. 3, n.3).
“Ma viene l’ora, anzi ha già inizio, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e in verità, non più col rito antico ma col nuovo rito in cui non saranno sacrifici e ostie di animali consumati dal fuoco. Ma il sacrificio eterno dell’Ostia Immacolata arsa dal Fuoco della Carità. Culto spirituale nel Regno spirituale. E sarà compreso da coloro che sapranno adorare in spirito e in verità. Iddio è Spirito. Quelli che lo adorano lo devono adorare spiritualmente“[4].
“Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo, e in quello va fatta preghiera santa. Ma santa non può essere se prima il cuore non si emenda e col cuore non si emendano i costumi, gli affetti, le norme di giustizia verso i poveri, verso i servi, verso i parenti”. (Il Poema. Vol. 2, n.10).
Dal cuore escono le cose che contaminano l’uomo. Ma vi escono anche le cose che lo santificano. Da questo tabernacolo che contiene come in pisside aurea lo spirito nostro, in cui per una spirituale transustanziazione si incarna e risiede Dio, escono i buoni pensieri, le rette intenzioni, le ferme volontà d’esser santi, gli eroismi che ci danno il Cielo, i pentimenti sinceri che cancellano anche il ricordo delle nostre colpe dalla mente di Dio e ci portano a Lui, e Lui a noi, per il suo bacio di Padre.
Il Potere di Cristo nell’uomo. M. (M. Valtorta Quaderni 1-11-1943)
14. Avere la Sapienza è possedere Dio
“Io sono che ho dato ai miei santi la Sapienza di cui sono possessore assoluto. Sono Io che parlo ai diletti perché spargano la mia Sapienza fra gli uomini. Sono Io che benedico con gratitudine i miei eletti che hanno consumato sé stessi per essere portatori della mia Sapienza. Sono Io che li premio perché l’amore alla Sapienza è amore a Dio, non potendovi essere conoscenza della Sapienza e ribellione a Dio. Chi ama la Sapienza ama la sua fonte: ama Dio. Chi ama Dio conquista il premio.
Voi dunque, che sempre aspirate alla gloria, aspirate a questa gloria vera ed eterna. Lasciate cadere scettri e celebrità della terra e tendete a conquistare la fama e la corona immortale della santità beata. Sforzatevi di meritare la Sapienza e fino dalla terra tutto possederete poiché possederete Iddio, che parlerà in voi, vi guiderà, vi consolerà, vi eleverà, vi farà amici miei e profeti dell’Altissimo. Voi allora capirete, parlerete, vedrete non con i vostri organi e le vostre capacità, ma con la vista e la mente di Colui che è in voi come il Santo dei Santi nel suo tabernacolo vivente.
15. Portate il Cristo vivo.
Sarete, o miei fratelli cari, come era mia Madre quando nel suo seno mi portava e Io le comunicavo i miei movimenti d’amore. Maria, velo preziosissimo e casto al Vivente, al Sapiente, al Santo, già infusa di Sapienza per la sua purità super angelica, fu una con la Sapienza quando l’Amore la fece Madre della Sapienza incarnata. Né voi siete da meno quando con Me-Eucarestia nel cuore, e col cuore volente vivere di Dio – ecco la condizione essenziale – divenite uni con Me e in Me sapete rimanere anche dopo la consumazione delle Specie, col vostro amore adorante.
Siatemi delle “Marie” Portate il Cristo in voi. Il mondo ha bisogno, fra tanta scienza inutile, di avere chi comunica la Sapienza vera. E chi mi ha in sé, anzi chi annulla sé in Me, anche se non dice parole, comunica con le sue opere la Sapienza, perché le sue opere testimoniano Dio.
Io poi, per pietà dei ciechi e dei sordi, degli analfabeti dello spirito, do voce e penna nelle mani e sulle labbra di chi scelgo, perché lo Spirito di Dio sia nuovamente udito e si salvino gli sviati e ritrovino la giusta direzione coloro che sono erranti, si rialzino i caduti e confidino in Chi ha nome: Misericordia.”[5]
9. L’UOMO DI DIO E L’UOMO DELLO SPIRITO DI DIO.
1. l’uomo di dio (1 Re 12,20-25).
²⁰Quando tutto Israele seppe che era tornato Geroboamo, lo mandarono a chiamare perché partecipasse all’assemblea; lo proclamarono re di tutto Israele. Nessuno seguì la casa di Davide, se non la tribù di Giuda.
²¹Roboamo, giunto in Gerusalemme, convocò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila guerrieri scelti, per combattere contro Israele e per restituire il regno a Roboamo, figlio di Salomone. ²²Ma il Signore disse a Semeia, uomo di Dio: ²³”Riferisci a Roboamo figlio di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo: ²⁴Dice il Signore: Non marciate per combattere contro i vostri fratelli israeliti; ognuno ritorni a casa, perché questa situazione è stata voluta da me”.
Ascoltarono la parola del Signore e tornarono indietro come aveva ordinato loro il Signore.
²⁵Geroboamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. Uscito di lì, fortificò Penuèl.
2. Lo scisma religioso (1 Re 12,26-33).
²⁶Geroboamo pensò: “In questa situazione il regno potrebbe tornare alla casa di Davide.
²⁷Se questo popolo verrà a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso Roboamo re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboamo, re di Giuda”.
²⁸Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: “Siete andati troppo a Gerusalemme! Ecco, Israele, il tuo dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto”.
²⁹Ne collocò uno a Betel e l’altro lo pose in Dan.
³⁰Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per
prostrarsi davanti a uno di quelli.
³¹Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi qua e là dal
popolo, i quali non erano discendenti di Levi.
³²Geroboamo
istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda.
Egli stesso salì sull’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretti; a Betel
stabilì sacerdoti dai templi da lui eretti sulle alture.
³³Il quindici dell’ottavo mese salì sull’altare che aveva eretto a Betel;
istituì una festa per gli Israeliti e salì sull’altare per offrire incenso.
3. L’uomo dello spirito di Dio (1 Re 13,1-10).
¹Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò da Giuda a Betel, mentre
Geroboamo stava sull’altare per offrire incenso.
²Per
comando del Signore, quegli gridò verso l’altare: “Altare, altare, così dice il Signore: Ecco nascerà un
figlio nella casa di Davide, chiamato Giosia, il quale immolerà su di te i sacerdoti delle alture che
hanno offerto incenso su di te, e brucerà su di te ossa umane”.
³E ne diede una prova, dicendo: “Questa è la prova che il Signore parla: ecco l’altare si spaccherà e si spanderà la cenere che vi è sopra”.
⁴Appena sentì il messaggio che l’uomo di Dio aveva proferito contro l’altare di Betel, il re Geroboamo tese la mano dall’altare dicendo: “Afferratelo!”. Ma la sua mano, tesa contro di quello, gli si paralizzò e non la poté ritirare a sé.
⁵L’altare si spaccò e si sparse la cenere dell’altare secondo il segno dato
dall’uomo di Dio per comando del Signore.
⁶Presa la parola,
il re disse all’uomo di Dio: “Placa il volto del Signore tuo Dio e prega per me perché mi sia resa la
mia mano”. L’uomo di Dio placò il volto del Signore e la mano del re tornò come era prima.
⁷All’uomo di Dio il re disse: “Vieni a casa con me per rinfrancarti; ti darò un regalo”.
⁸L’uomo di Dio rispose al re: “Anche se mi dessi metà della tua casa, non verrei con te e non mangerei né berrei nulla in questo luogo,
⁹perché mi è stato ordinato per comando del Signore: Non mangiare e non bere
nulla e non tornare per la strada percorsa nell’andata”.
¹⁰Se ne andò per un’altra strada e non tornò per quella che aveva percorsa
venendo a Betel.
4. La disubbidienza è ribellione (1 Re 13,11-19).
¹¹Ora viveva a Betel un vecchio profeta, al quale i figli andarono a riferire
quanto aveva fatto quel giorno l’uomo di Dio a Betel; essi riferirono al loro padre anche le parole che
quegli aveva dette al re. ¹²Il vecchio profeta domandò loro: “Quale via ha preso?”. I suoi figli gli
indicarono la via presa dall’uomo di Dio, che era venuto da Giuda. ¹³Ed egli disse ai suoi figli:
“Sellatemi l’asino!”. Gli sellarono l’asino ed egli vi montò sopra
¹⁴per inseguire l’uomo di Dio che trovò seduto sotto una quercia. Gli
domandò: “Sei tu l’uomo di Dio, venuto da Giuda?”. Rispose: “Sono io”.
¹⁵L’altro gli disse: “Vieni a casa con me per mangiare
qualcosa”.
¹⁶Egli rispose: “Non posso venire con te né
mangiare o bere nulla in questo luogo, ¹⁷perché ho ricevuto questo comando per ordine del Signore: Non
mangiare e non bere là nulla e non ritornare per la strada percorsa nell’andata”.
¹⁸Quegli disse: “Anch’io sono profeta come te; ora un angelo mi ha detto per
ordine di Dio: Fallo tornare con te nella tua casa, perché mangi e beva qualcosa”. Egli mentiva a
costui,
¹⁹che ritornò con lui, mangiò e bevve nella sua
casa.
5. La paga del peccato è la morte (1 Re 13,20-34).
²⁰Mentre essi stavano seduti a tavola, il Signore parlò al profeta che aveva
fatto tornare indietro l’altro
²¹ed egli gridò all’uomo di
Dio che era venuto da Giuda: “Così dice il Signore: poiché ti sei ribellato all’ordine del Signore, non
hai ascoltato il comando che ti ha dato il Signore tuo Dio,
²²sei tornato indietro, hai mangiato e bevuto in questo luogo, sebbene ti
fosse stato prescritto di non mangiarvi o bervi nulla, il tuo cadavere non entrerà nel sepolcro dei tuoi
padri”.
²³Dopo che ebbero mangiato e bevuto, l’altro sellò
l’asino per il profeta che aveva fatto ritornare
²⁴e quegli partì. Un leone lo trovò per strada e l’uccise; il suo cadavere
rimase steso sulla strada, mentre l’asino se ne stava là vicino al cadavere e anche il leone stava
vicino al cadavere.
²⁵Ora alcuni passanti videro il
cadavere steso sulla strada e il leone che se ne stava vicino al cadavere. Essi andarono e divulgarono
il fatto nella città ove dimorava il vecchio profeta.
²⁶Avendolo saputo, il profeta che l’aveva fatto ritornare dalla strada disse:
“Quello è un uomo di Dio, che si è ribellato all’ordine del Signore; per questo il Signore l’ha
consegnato al leone, che l’ha abbattuto e ucciso secondo la parola comunicatagli dal Signore”.
²⁷Egli aggiunse ai figli: “Sellatemi l’asino”. Quando l’asino fu
sellato,
²⁸egli andò e trovò il cadavere di lui steso sulla
strada con l’asino e il leone accanto. Il leone non aveva mangiato il cadavere né sbranato
l’asino.
²⁹Il profeta prese il cadavere dell’uomo di Dio, lo sistemò sull’asino e se
lo portò nella città dove abitava, per piangerlo e seppellirlo.
³⁰Depose il cadavere nel proprio sepolcro e fece il lamento su di lui:
“Ohimè, fratello mio!”.
³¹Dopo averlo sepolto, disse ai figli: “Alla mia morte mi seppellirete nel sepolcro in cui è stato sepolto l’uomo di Dio; porrete le mie ossa vicino alle sue, ³²poiché certo si avvererà la parola che egli gridò, per ordine del Signore, contro l’altare di Betel e contro tutti i santuari delle alture che sono nelle città di Samaria”.
³³Dopo questo fatto, Geroboamo non si convertì dalla sua condotta perversa.
Egli continuò a prendere qua e là dal popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderasse dava
l’investitura e quegli diveniva sacerdote delle alture.
³⁴Tale condotta costituì, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne provocò
la distruzione e lo sterminio dalla terra.
Insegnamento di Gesù Maesto e Signore.
L’ubbidienza M. Valtorta Quaderni 16-12-1943
Dice Gesù:
6. L’Obbedienza è il segno del servo di Dio
“Il vero servo di Dio, davanti a qualsiasi pressione di forze umane che lo vorrebbero dirottare dalle vie del Signore, risponde: “Posso forse dire o fare altro di quello che il Signore mi ha comandato?”
L’obbedienza al comando di Dio, quale che sia questo comando, è il segno del servo di Dio. Le esigenze divine sono infinite e tutte giustificate da un fine d’amore. A questo imporrò di tacere, a quello di parlare, a costui di isolarsi, a quest’altro di farsi capo di anime. A quello darò vista soprannaturale e a quell’altra voce soprannaturale. Ebbene: facciano i miei servi secondo il mio volere e mi saranno uguali nel merito.
7. L’ubbidienza è la prova del servo di Dio.
Io non forzo in maniera che voi non possiate negarmi di ubbidire. No, neppure coloro che sono in mia mano morbidi come fiocco di lino pronto ad esser filato, sono da Me forzati ad ubbidire. Ma quanto più essi sono “miei” e tanto più per essi facile e cara è l’ubbidienza, di modo che anche a costo del loro pericolo – poiché il mondo odia coloro che son di Dio – e il loro soffrire – poiché il mondo fa fiorire il suo odio in sofferenza per i miei “santi”- essi restano fedeli al mio comando.
Bocche mondate dall’amore e cuori fatti specchi di Dio dalla carità, che è la loro vita, essi non operano e non ripetono che ciò che Io loro suggerisco. Seguaci benedetti del Figlio mio, essi copiano il loro Maestro la cui ubbidienza fu infinita perché divina e perché non usò della sua natura per scegliere le facili ubbidienze, ma le assaporò tutte le fece sue, anche quelle che ripugnano all’uomo, creatura inferiore a Dio, e che pure il Figlio Dio abbracciò per esservi esempio.
8. L’ ubbidiente, specchio della volontà di Dio.
Ma Io che non mento e non muto, vi giuro che su costoro è la mia benedizione, poiché nel loro cuore non vi è idolo alcuno, ma si erige un solo altare: il mio, dal quale tuona – ma per loro è voce di Padre che non terrorizza, ma come voce d’organo celeste rapisce lo spirito a gaudio santo – la mia Volontà, sacra per loro come Me stesso.
Io sono con questi miei servi. E la mia presenza è come lo squillo di vittoria di cui parla il Libro, poiché mette in fuga tutti i nemici dello spirito e fa di esso un sicuro conquistatore del Cielo. Non vogliate fare di vostra testa né il bene né il male, ma unicamente ciò che vi dice il Signore”[6].
10. MICHEA IL PROFETA DELLO SPIRITO DI VERITA’.
1. I due re (1 Re 22,1-4).
¹Trascorsero tre anni senza guerra fra Aram e Israele. ²Nel terzo anno Giòsafat re di Giuda fece visita al re di Israele. ³Ora il re di Israele aveva detto ai suoi ufficiali: “Non sapete che Ramot di Galaad è nostra? Eppure noi ce ne stiamo inerti, senza riprenderla dalle mani di Aram”. ⁴Disse a Giòsafat: “Verresti con me a combattere per Ramot di Galaad?”. Giosafat rispose al re di Israele: “Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi”.
2. I profeti dello spirito di menzogna (1 Re 22,5-12).
⁵Giosafat disse al re di Israele: “Consulta oggi stesso la parola del Signore”. ⁶Il re di Israele radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e domandò loro: “Devo muovere contro Ramot di Galaad oppure devo rinunziarvi?”. Risposero: “Attaccala; il Signore la metterà nelle mani del re”. ⁷Giosafat disse: “Non c’è nessun altro profeta del Signore da consultare?”. ⁸Il re di Israele rispose a Giosafat: “Ci sarebbe ancora un uomo, attraverso il quale si potrebbe consultare il Signore, ma io lo detesto perché non mi predice altro che male, mai qualcosa di buono. Si tratta di Michea, figlio di Imla”. Giosafat disse: “Il re non parli così!”. ⁹Il re di Israele, chiamato un eunuco, gli ordinò: “Convoca subito Michea, figlio di Imla”.
¹⁰Il re di Israele e Giosafat re di Giuda sedevano ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nell’aia di fronte alla porta di Samaria; tutti i profeti predicevano davanti a loro. ¹¹Sedecia, figlio di Chanania, che si era fatte corna di ferro, affermava: “Dice il Signore: Con queste cozzerai contro gli Aramei fino al loro sterminio”. ¹²Tutti i profeti predicevano allo stesso modo: “Assali Ramot di Galaad, riuscirai. Il Signore la metterà nelle mani del re”.
3. Il profeta dello Spirito di verità (1 Re 13,29-28).
¹³Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli disse: “Ecco, le
parole dei profeti sono concordi nel predire il successo del re; ora la tua parola sia identica alla
loro; preannunzia il successo”. ¹⁴Michea rispose: “Per la vita del Signore, comunicherò quanto il
Signore mi dirà”. ¹⁵Si presentò al re che gli domandò: “Michea, dobbiamo muovere contro Ramot di Galaad
oppure dobbiamo rinunziarvi?”. Gli rispose: “Attacca, riuscirai; il Signore la metterà nelle mani del
re”. ¹⁶Il re gli disse: “Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi se non la verità nel nome del
Signore?”. ¹⁷Quegli disse: “Vedo tutti gli Israeliti vagare sui monti come pecore senza pastore. Il
Signore dice: Non hanno padroni; ognuno torni a casa in pace”. ¹⁸Il re di Israele disse a Giosafat: “Non
te l’avevo forse detto che non mi avrebbe profetizzato nulla di buono, ma solo il
male?”.
¹⁹Michea disse: “Per questo, ascolta la parola del
Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l’esercito del cielo gli stava intorno, a destra
e a sinistra. ²⁰Il Signore ha domandato: Chi ingannerà Acab perché muova contro Ramot di Galaad e vi
perisca? Chi ha risposto in un modo e chi in un altro. ²¹Si è fatto avanti uno spirito che – postosi
davanti al Signore – ha detto: Lo ingannerò io. Il Signore gli ha domandato: Come? ²²Ha risposto: Andrò
e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai
senz’altro; ci riuscirai; va’ e fa’ così. ²³Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna
sulla bocca di tutti questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una sciagura”.
²⁴Allora Sedecia, figlio di Chanania, si avvicinò e percosse Michea sulla guancia dicendo: “Per quale via lo spirito del Signore è passato quando è uscito da me per parlare a te?”. ²⁵Michea rispose: “Ecco, lo vedrai quando passerai di stanza in stanza per nasconderti”. ²⁶Il re di Israele disse: “Prendi Michea e conducilo da Amon governatore della città e da Ioas figlio del re. ²⁷Dirai loro: Il re ordina: Mettetelo in prigione e mantenetelo con il minimo indispensabile di pane e di acqua finché tornerò sano e salvo”. ²⁸Michea disse: “Se tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mio mezzo”.
4. Il profeta si conosce quando la sua profezia si compie (1 Re 22,29-38).
²⁹Il re di Israele marciò, insieme con Giosafat re di Giuda, contro Ramot di
Galaad. ³⁰Il re di Israele disse a Giosafat: “Io per combattere, mi travestirò: tu resta con i tuoi
abiti”. Il re di Israele si travestì ed entrò in battaglia. ³¹Il re di Aram aveva ordinato ai capi dei
suoi carri – erano trentadue -: “Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, se non contro il re di
Israele”. ³²Appena videro Giosafat, i capi dei carri dissero: “Certo, questo è il re di Israele”. Si
volsero contro di lui per investirlo. Giosafat lanciò un grido ³³e allora i capi dei carri si accorsero
che egli non era il re di Israele e si allontanarono da lui.
³⁴Ma un uomo tese a caso l’arco e colpì il re di Israele fra le maglie
dell’armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: “Gira, portami fuori della mischia, perché
sono ferito”. ³⁵La battaglia infuriò per tutto quel giorno; il re se ne stava sul suo carro di fronte
agli Aramei. Alla sera morì; il sangue della sua ferita era colato sul fondo del carro. ³⁶Al tramonto un
grido si diffuse per l’accampamento: “Ognuno alla sua città e ognuno alla sua tenda! ³⁷Il re è morto!”.
Lo portarono in Samaria e là lo seppellirono. ³⁸Il carro fu lavato nella piscina di Samaria dove si
lavavano le prostitute e i cani leccarono il suo sangue, secondo la parola pronunziata dal Signore.
5. La fine dei profeti mercenari (Mich. 3,5-8).
⁵Così dice il Signore contro i profeti che fanno traviare il mio popolo, che
annunziano la pace se hanno qualcosa tra i denti da mordere, ma a chi non mette loro niente in bocca
dichiarano la guerra.
⁶Quindi per voi sarà notte invece di
visioni, tenebre per voi invece di responsi. Il sole tramonterà su questi profeti e oscuro si farà il
giorno su di essi.
⁷I veggenti saranno ricoperti di vergogna e gli indovini arrossiranno; si copriranno tutti il labbro, perché non hanno risposta da Dio.
⁸Mentre io son pieno di forza con lo spirito del Signore, di giustizia e di coraggio, per annunziare a Giacobbe le sue colpe, a Israele il suo peccato.
6. La colpa dei capi politici e religiosi (Michea 3,9-12).
⁹Udite questo, dunque, capi della casa di Giacobbe, governanti della casa d’Israele, che aborrite la giustizia e storcete quanto è retto,
¹⁰che costruite Sion sul sangue e Gerusalemme con il sopruso; ¹¹i suoi capi
giudicano in vista dei regali, i suoi sacerdoti insegnano per lucro, i suoi profeti danno oracoli per
denaro. Osano appoggiarsi al Signore dicendo: “Non è forse il Signore in mezzo a noi? Non ci coglierà
alcun male”.
¹²Perciò, per causa vostra, Sion sarà arata
come un campo e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine, il monte del tempio un’altura selvosa.
7. L’ingiustizia universale (Michea. 7,1-7).
¹ Ahimè! Sono diventato come uno spigolatore d’estate, come un racimolatore dopo la vendemmia! Non un grappolo da mangiare, non un fico per la mia voglia.
² L’uomo pio è scomparso dalla terra, non c’è più un giusto fra gli uomini:
tutti stanno in agguato per spargere sangue; ognuno dà la caccia con la rete al
fratello.
³ Le loro mani son pronte per il male; il
principe avanza pretese, il giudice si lascia comprare, il grande manifesta la cupidigia e così
distorcono tutto.
⁴ Il migliore di loro non è che un pruno, il più retto una siepe di spine. Il giorno predetto dalle tue sentinelle, il giorno del castigo, adesso è la loro rovina.
⁵ Non credete all’amico, non fidatevi del compagno.
Custodisci le porte della tua bocca davanti a colei che riposa vicino a
te.
⁶ Il figlio insulta suo padre, la figlia si rivolta contro la madre, la nuora contro la suocera e i nemici dell’uomo sono quelli di casa sua.
⁷ Ma io volgo lo sguardo al Signore, spero nel Dio della mia salvezza, il mio Dio m’esaudirà.
8. Il Re Messia, già venuto Michea. 5,1-3).
¹ E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
² Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele.
³ Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. (
9. L’era messianica (Michea 4, 1-5).
¹ Alla fine dei giorni il monte del tempio del Signore resterà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli e affluiranno ad esso i popoli;
² Verranno molte genti e diranno: “Venite, saliamo al monte del Signore e al
tempio del Dio di Giacobbe; egli ci indicherà le sue vie e noi cammineremo sui suoi sentieri”, poiché da
Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
³ Egli sarà arbitro tra molti popoli e pronunzierà sentenza fra numerose
nazioni; dalle loro spade forgeranno vomeri, dalle loro lame, falci. Nessuna nazione alzerà la spada
contro un’altra nazione e non impareranno più l’arte della guerra.
⁴ Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li
spaventerà, poiché la bocca del Signore degli eserciti ha parlato!
5Tutti gli altri popoli camminano pure ognuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome del Signore Dio nostro, in eterno, sempre.
10. L’era dello Spirito Santo.
⁶ “In quel giorno – dice il Signore – radunerò gli zoppi, raccoglierò gli
sbandati e coloro che ho trattato duramente.
⁷ Degli zoppi
io farò un resto, degli sbandati una nazione forte. E il Signore regnerà su di loro sul monte Sion, da
allora e per sempre.
⁸ E a te, Torre del gregge, colle
della figlia di Sion, a te verrà, ritornerà a te la sovranità di prima, il regno della figlia di
Gerusalemme”. (Michea 4,6-8).
Io son pieno di forza con lo Spirito del Signore, di giustizia e di coraggio. (Michea 3,8).
⁶ Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popoli, come rugiada mandata
dal Signore e come pioggia che cade sull’erba, che non attende nulla dall’uomo e nulla spera dai figli
dell’uomo.
⁷ Allora il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a
popoli numerosi, come un leone tra le belve della foresta, come un leoncello tra greggi di pecore, il
quale, se entra, calpesta e sbrana e non c’è scampo. (Michea
5,6-7).
Consapevolezza biblica:
11. Ordine cronologico dei tempi futuri:
Anche in Michea i periodi si riflettono nei tempi futuri con aspetti sempre più grandiosi. Dopo l’evento del Messia (Michea 5,1) e dopo il primo periodo dell’era messianica (4,1-2) Michea annunzia il periodo dell’apostasia che si identifica anche con il periodo dei precursori dell’Anticristo 3,1-3). Corrisponde al nostro periodo attuale. Questo periodo culminerà con la manifestazione dell’Anticristo-Assur (5,4-5), che sarà aiutato dalle manifestazioni di Satana: le due bestie nominate nell’Apocalisse: La bestia che sale dal mare (Ap 13,1-10) che si identifica col “potere” che opprime l’uomo e coi governanti che aborriscono la giustizia e storcono quanto è retto, che costruiscono la nazione sul sangue e le città con il sopruso Michea. 3,9-12. La bestia che sale dalla terra (Ap.13,11-18) che si identifica con la “scienza umana” che confonde l’uomo e con la politica, falsa profezia cha fa traviare il popolo di Dio (Mich 3,5-7). Il tempo dell’Anticristo, quindi, sarà un periodo peggiore dell’attuale, come annunzia Michea: L’uomo pio è scomparso dalla terra, non c’è più un giusto fra gli uomini. Il migliore di loro non è che un pruno, il più retto una siepe di spine. è il giorno predetto dalle sentinelle; è il giorno del castigo (Mich 7,1-7). Il giorno del castigo è il tempo che corrisponde alla sconfitta dell’Anticristo, come dice Michea: “Ci libereranno da Assur, se entrerà nella nostra terra e metterà piede entro i nostri confini” (5,5). La sconfitta dell’Anticristo corrisponde al periodo della caduta di Babilonia (Ap.18,1-24). La Babilonia non è altro che l’umanità corrotta che nel sommo del suo delirio sposa l’Anticristo. Perciò la sua caduta segna la fine dell’empio, Figlio di Satana e, quindi, la nostra liberazione. Michea, infatti, dice: “Spasima e gemi, figlia di Sion, come una partoriente, perché presto uscirai dalla città e dimorerai per la campagna e andrai fino a Babilonia. Là sarai liberata, là il Signore ti riscatterà dalla mano dei tuoi nemici” (5,7). “Vinto l’Anticristo, verrà il periodo di pace, come dice Gesù, per dare tempo agli uomini, percossi dallo stupore delle sette piaghe e della caduta di Babilonia, di raccogliersi sotto il segno mio”(Quaderni.27-8-43). Dopo la caduta di Babilonia e la morte dell’Anticristo, inizia la seconda parte del periodo messianico (5,3); il Regno della pace senza confini (4,3-5); il tempo dell’unità (2,12-13); l’era della sovranità (4,6-8); la fine delle idolatrie e delle religioni (6,8-14); il millennio del potere dello Spirito Santo (5,6-7). “Io sono pieno di forza con lo Spirito del Signore, di giustizia e di coraggio” (3,8).
11. ELIA IL PROFETA
DELLO
SPIRITO DI FUOCO ARDENTE.
1. A gli ordini dello Spirito del Signore (1 Re 17,1-6).
¹Elia, il Tesbita, dissi ad Acab: “Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io”. ²A lui fu rivolta questa parola del Signore: ³”Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. ⁴Ivi berrai al torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo”. ⁵Egli eseguì l’ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. ⁶I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente.
2. Il miracolo della farina e dell’olio (1 Re 17,7-16).
⁷Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non pioveva sulla regione. ⁸Il Signore parlò a lui e disse: ⁹”Alzati, va‘ in Zarepta di Sidone e ivi stabilisciti. Ecco io ho dato ordine a una vedova di là per il tuo cibo”. ¹⁰Egli si alzò e andò a Zarepta. Entrato nella porta della città, ecco una vedova raccoglieva la legna. La chiamò e le disse: “Prendimi un po’ d’acqua in un vaso perché io possa bere”. ¹¹Mentre quella andava a prenderla, le gridò: “Prendimi anche un pezzo di pane”. ¹²Quella rispose: “Per la vita del Signore tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo”. ¹³Elia le disse: “Non temere; su, fa’ come hai detto, ma prepara prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, ¹⁴poiché dice il Signore: La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non si svuoterà finché il Signore non farà piovere sulla terra”. ¹⁵Quella andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni. ¹⁶La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia.
3. La resurrezione del fanciullo (1 Re 17,17-24).
¹⁷In seguito il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malattia era molto grave, tanto che rimase senza respiro. ¹⁸Essa allora disse a Elia: “Che c’è fra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia iniquità e per uccidermi il figlio?”. ¹⁹Elia le disse: “Dammi tuo figlio”. Glielo prese dal seno, lo portò al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto. ²⁰Quindi invocò il Signore: “Signore mio Dio, forse farai del male a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?”. ²¹Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: “Signore Dio mio, l’anima del fanciullo torni nel suo corpo”. ²²Il Signore ascoltò il grido di Elia; l’anima del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. ²³Elia prese il bambino, lo portò al piano terreno e lo consegnò alla madre. Elia disse: “Guarda! Tuo figlio vive”. ²⁴La donna disse a Elia; “Ora so che tu sei uomo di Dio e che la vera parola del Signore è sulla tua bocca”.
4. Il coraggio di ubbidire allo Spirito (1 Re 18,1-19).
¹Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell’anno terzo: “Su, mostrati ad
Acab; io concederò la pioggia alla terra”. ²Elia andò a farsi vedere da Acab. In Samaria c’era una
grande carestia. ³Acab convocò Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio; ⁴quando Gezabele uccideva i
profeti del Signore, Abdia prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e
procurò loro pane e acqua. ⁵Acab disse ad Abdia: “Va’ nel paese verso tutte le sorgenti e tutti i
torrenti della regione; forse troveremo erba per tenere in vita cavalli e muli e non dovremo uccidere
una parte del bestiame”. ⁶Si divisero la regione da percorrere; Acab andò per una strada e Abdia per
un’altra.
⁷Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi
incontro Elia. Quegli lo riconobbe e si prostrò con la faccia a terra dicendo: “Non sei tu il mio
signore Elia?”. ⁸Gli rispose: “Lo sono; su, di‘ al tuo padrone: C’è qui Elia”. ⁹Quegli disse: “Che male
ho fatto perché tu consegni il tuo servo ad Acab perché egli mi uccida? ¹⁰Per la vita del Signore tuo
Dio, non esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a cercarti. Se gli
rispondevano: Non c’è! egli faceva giurare il popolo o il regno di non averti trovato. ¹¹Ora tu dici:
Su, di‘ al tuo signore: C’è qui Elia! ¹²Appena sarò partito da te, lo spirito del Signore ti porterà in
un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non trovandoti, mi ucciderà; ora il tuo servo
teme il Signore fin dalla sua giovinezza. ¹³Non ti hanno forse riferito, mio signore, ciò che ho fatto
quando Gezabele sterminava tutti i profeti del Signore, come io nascosi cento profeti, cinquanta alla
volta, in una caverna e procurai loro pane e acqua? ¹⁴E ora tu comandi: Su, di al tuo signore: C’è Elia?
Egli mi ucciderà”. ¹⁵Elia rispose: “Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto,
oggi stesso io mi mostrerò a lui”.
¹⁶Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa. Acab si diresse verso Elia. ¹⁷Appena lo vide, Acab disse a Elia: “Sei tu la rovina di Israele!”. ¹⁸Quegli rispose: “Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal. ¹⁹Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele”.
5. La prova del fuoco (1 Re 18,20-40).
²⁰Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. ²¹Elia si accostò a tutto il popolo e disse: “Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!”. Il popolo non gli rispose nulla. ²²Elia aggiunse al popolo: “Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. ²³Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. ²⁴Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!”. Tutto il popolo rispose: “La proposta è buona!”.
²⁵Elia disse ai profeti di Baal: “Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco”. ²⁶Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: “Baal, rispondici!”. Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. ²⁷Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: “Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà”. ²⁸Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. ²⁹Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
³⁰Elia disse a tutto il popolo: “Avvicinatevi!”. Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. ³¹Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: “Israele sarà il tuo nome”. ³²Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. ³³Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. ³⁴Quindi disse: “Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!”. Ed essi lo fecero. Egli disse: “Fatelo di nuovo!”. Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: “Per la terza volta!”. Lo fecero per la terza volta. ³⁵L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. ³⁶Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: “Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. ³⁷Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!”. ³⁸Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. ³⁹A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: “Il Signore è Dio!”. ⁴⁰Elia disse loro: “Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!”. Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.
6. La potenza della preghiera (1 Re 18,41-46).
⁴¹Elia disse ad Acab: “Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale”. ⁴²Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. ⁴³Quindi disse al suo ragazzo: “Vieni qui, guarda verso il mare”. Quegli andò, guardò e disse: “Non c’è nulla!”. Elia disse: “Tornaci ancora per sette volte”. ⁴⁴La settima volta riferì: “Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare”. Elia gli disse: “Va’ a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!”. ⁴⁵Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a diritto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl. ⁴⁶Lo Spirito del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finché giunse a Izreèl.
7. In camino verso lo Spirito (1 Re 19,1-8).
¹Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. ²Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: “Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest’ora non avrò reso te come uno di quelli”. ³Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare il suo ragazzo. ⁴Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. ⁵Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati e mangia!”. ⁶Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi. ⁷Venne di nuovo l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: “Su, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”. ⁸Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
8. L’incontro personale con lo Spirito (1 Re 19,9-14).
⁹ Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse: “Che fai qui, Elia?”. ¹⁰ Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita”. ¹¹ Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. ¹² Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il sussurro di una brezza leggera. ¹³ Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: “Che fai qui, Elia?”. ¹⁴ Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita”.
9. Ministero carismatici (1 Re 19,15-18).
¹⁵ Il Signore gli disse: “Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazaèl come re di Aram. ¹⁶ Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto. ¹⁷ Se uno scamperà dalla spada di Hazaèl, lo ucciderà Ieu; se uno scamperà dalla spada di Ieu, lo ucciderà Eliseo. ¹⁸ Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l’hanno baciato con la bocca”.
10. La scelta del successore (1 Re 19,19-21).
¹⁹ Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safàt. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. ²⁰ Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: “Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò”. Elia disse: “Va’ e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te”. ²¹ Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.
11. Potere dell’uomo dello Spirito Santo (2 Re 1,1-17).
¹ Dopo la morte di Acab Moab si ribellò a Israele.
² Il re Acazia cadde dalla finestra del piano di sopra in Samaria e rimase
ferito. Allora inviò messaggeri con quest’ordine: “Andate e interrogate Baal-Zebub, dio di Ekròn, per
sapere se guarirò da questa infermità”. ³ Ora l’angelo del Signore disse a Elia il Tesbita: “Su, va’
incontro ai messaggeri del re di Samaria. Di’ loro: Non c’è forse un Dio in Israele, perché andiate a
interrogare Baal-Zebub, dio di Ekròn? ⁴ Pertanto così dice il Signore: Dal letto, in cui sei salito, non
scenderai, ma di certo morirai”. Ed Elia se ne andò.
⁵ I messaggeri ritornarono dal re, che domandò loro: “Perché siete tornati?”.
⁶ Gli dissero: “Ci è venuto incontro un uomo, che ci ha detto: Su, tornate dal re che vi ha inviati e
ditegli: Così dice il Signore: Non c’è forse un Dio in Israele, perché tu mandi a interrogare
Baal-Zebub, dio di Ekròn? Pertanto, dal letto, in cui sei salito, non scenderai, ma di certo morirai”. ⁷
Domandò loro: “Com’era l’uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto simili parole?”. ⁸ Risposero: “Era
un uomo peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi”. Egli disse: “Quello è Elia il
Tesbita!”.
⁹ Allora gli mandò il capo di una cinquantina
con i suoi cinquanta uomini. Questi andò da lui, che era seduto sulla cima del monte, e gli disse: “Uomo
di Dio, il re ti ordina di scendere!”. ¹⁰ Elia rispose al capo della cinquantina: “Se sono uomo di Dio,
scenda il fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta”. Scese un fuoco dal cielo e divorò quello con
i suoi cinquanta. ¹¹ Il re mandò da lui ancora un altro capo di una cinquantina con i suoi cinquanta
uomini. Questi andò da lui e gli disse: “Uomo di Dio, il re ti ordina di scendere subito”. ¹² Elia
rispose: “Se sono uomo di Dio, scenda un fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta”. Scese un fuoco
dal cielo e divorò quello con i suoi cinquanta. ¹³ Il re mandò ancora un terzo capo con i suoi cinquanta
uomini. Questo terzo capo di una cinquantina andò, si inginocchiò davanti ad Elia e supplicò: “Uomo di
Dio, valgano qualche cosa ai tuoi occhi la mia vita e la vita di questi tuoi cinquanta servi. ¹⁴ Ecco è
sceso il fuoco dal cielo e ha divorato i due altri capi di cinquantina con i loro uomini. Ora la mia
vita valga qualche cosa ai tuoi occhi”. ¹⁵ L’angelo del Signore disse a Elia: “Scendi con lui e non aver
paura di lui”. Si alzò e scese con lui dal re ¹⁶ e gli disse: “Così dice il Signore: Poiché hai mandato
messaggeri a consultare Baal-Zebub, dio di Ekròn, come se in Israele ci fosse, fuori di me, un Dio da
interrogare, per questo, dal letto, su cui sei salito, non scenderai, ma certamente morirai”. ¹⁷ Difatti
morì, secondo la predizione fatta dal Signore per mezzo di Elia.
12. Fedeltà del discepolo (2 Re 2,1-6)..
¹ Poi, volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi parti da Galgala con Eliseo. ² Elia disse a Eliseo: “Rimani qui, perché il Signore mi manda fino a Betel”. Eliseo rispose: “Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò”. Scesero fino a Betel. ³ I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero: “Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone?”. Ed egli rispose: “Lo so anch’io, ma non lo dite”. ⁴ Elia gli disse: “Eliseo, rimani qui, perché il Signore mi manda a Gerico”. Quegli rispose: “Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò”. Andarono a Gerico. ⁵ I figli dei profeti che erano in Gerico si avvicinarono a Eliseo e gli dissero: “Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone?”. Rispose: “Lo so anch’io, ma non lo dite”. ⁶ Elia gli disse: “Rimani qui, perché il Signore mi manda al Giordano”. Quegli rispose: “Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò”. E tutti e due si incamminarono.
13. Elia sale in un turbine di fuoco verso il cielo (2 Re 2,7-13).
⁷ Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a distanza; loro due si fermarono sul Giordano. ⁸ Elia prese il mantello, l’avvolse e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di là; i due passarono sull’asciutto. ⁹ Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: “Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te”. Eliseo rispose: “Due terzi del tuo spirito diventino miei”. ¹⁰ Quegli soggiunse: “Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non ti sarà concesso”. ¹¹ Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. ¹² Eliseo guardava e gridava: “Padre mio, padre mio, cocchio d’Israele e auriga suo”. E non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in due pezzi. ¹³ Quindi raccolse il mantello, che era caduto a Elia, e tornò indietro, fermandosi sulla riva del Giordano.
14. Ecco il profeta-Testimone dello Spirito Santo (Sir 48,1-11).
¹ Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola.
² Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a
pochi.
³ Per comando del Signore chiuse il cielo, fece
scendere così tre volte il fuoco.
⁴ Come ti rendesti famoso, Elia, con i prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale?
⁵ Risvegliasti un defunto dalla morte e dagli inferi, per comando dell’Altissimo;
⁶ tu che spingesti re alla rovina, uomini gloriosi dal loro
letto.
⁷ Sentisti sul Sinai rimproveri, sull’Oreb sentenze di
vendetta.
⁸ Ungesti re come vindici e profeti come tuoi
successori.
⁹ Fosti assunto in un turbine di fuoco su un carro di cavalli di
fuoco,
¹⁰ designato a rimproverare i tempi futuri per
placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e ristabilire le tribù
di Giacobbe.
¹¹ Beati coloro che ti videro e che si sono addormentati nell’amore! Perché anche noi vivremo certamente.
Consapevolezza biblica.
15. La preghiera dell’uomo giusto è potente
16Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. 17Elia era un uomo della nostra stessa natura (Gc 5,16-17): invocò il Signore: “Signore Dio mio, l’anima del fanciullo torni nel suo corpo”. Il Signore ascoltò il grido di Elia; l’anima del fanciullo tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere (1 Re 17,21-22); invocò il Signore chiedendo fuoco per consumare l’olocausto e il Signore rispose concedendo il fuoco: “Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna le pietre e la cenere (1 Re 18,20ss); pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto (Gc 5,16-18). Elia era un uomo della nostra stessa natura.
16. Gli spiritualizzati saranno rapiti in cielo
“Questo vi diciamo sulla parola del Signore: Prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi che saremo ancora in vita per la venuta del Signore, noi i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore” (2 Tes 4,15-17). Dove fu rapito Elia, là saremo assunti anche noi, perciò occorre la consapevolezza su tre eventi: la meta cioè il Regno dei cieli, la prima resurrezione e il rapimento degli spiritualizzati.
17. Il Regno dei cieli è vicino
Occorre capire bene il significato del termine “cielo”. Perciò andiamo al Libro sacro, là sta scritto: “In principio Dio creò il cielo e la terra” (Gn. 1,1). Dio creò il cielo e cioè tutto l’universo cosmico, tutto il firmamento stellare, così infatti, dice la Scrittura: “Dio disse; ‘Sia il firmamento…’ Dio fece il firmamento. Dio chiamò il firmamento cielo” (Gn.1,6-8). E la Sapienza dice: “Quando egli fissava i cieli, io ero là” (Pr.8,27). E ancora: “Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi” (Sir.24,5). “Al Signore appartengono i cieli dei cieli” (Dt.10,14). Rimane chiaro che il termine “cielo” significa il firmamento stellare creato da Dio e che l’uomo non lo raggiungerà mai senza un intervento speciale di Dio.
D’altra parte sappiamo che Dio è Spirito (Gv.4,24) e che la sua gloria trascende le sue opere e perciò rimane al di là dei cieli, come dice il Libro sacro: “Su tutti i popoli eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria” (Sal.113,4). “I cieli e i cieli dei cieli non bastano per contenerlo” (2 Cr.2,5). “La sua maestà ricopre i cieli” (Ab.3,3). Perciò gli angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” (Lc 2,24). Da qui la deferenza tra “cieli” di Dio e “Gloria” di Dio. I “cieli” di Dio sino i firmamenti stellari creati da Dio e “Gloria” di Dio è lo Spirito di Dio stesso, quindi realtà spirituale increata che i figli di Dio la possederanno dopo il regno dei cieli.
Quando parliamo del “Regno dei cieli” annunciamo la pienezza dei tempi cioè la ricapitolazione in Cristo di tutte le cose create, quelle del “cielo” come quelle della terra. Così sta scritto: “Poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra” (Ef. 1,9-10). Dio vuole che tutte le opere della sua Sapienza siano rese utili mediante la collaborazione dell’uomo (Cfr. Sap. 12,2; Gn.1, 28; 2,1512). E per tale compito ha ricevuto una capacità semidivina, come testimonia la Scrittura: “Di una forza simile alla sua li rivestì e a sua immagine li formò” (Sir. 17,3) egli diede la forza per dominare su tutto l’universo” (Sap.10,2). E ancora dice: “Con la tua sapienza hai formato l’uomo, perché domini sulle creature fatte da te, governi il mondo con santità e giustizia e pronunzi giudizi con spirito retto” (Sap 9,2-3).
18. Prima risorgeranno i morti in Cristo:
Parliamo della prima risurrezione concessa solo a coloro che credettero in Cristo e sperarono nel suo Regno, evangelizzarono il mondo e lottarono contro ogni ingiustizia. Questa trivellazione ci tramanda l’Apostolo amato: 4 “Vidi poi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questo è la prima risurrezione. 6 Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni” (Ap.20,4-6).
È chiaro che i corpi dei giusti risorti avranno le medesime caratteristiche del corpo glorioso di Cristo, come insegna l’Apostolo delle genti: “Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste (1Cor.15, 44.48-49). Dunque, secondo l’immagine dell’uomo celeste, i corpi risorti supereranno le ligi fisiche del vecchio mondo. Questi corpi, ormai spiritualizzati, movendosi in dimensione spirituale e a velocità del pensiero, popoleranno tutto il firmamento stellare. Si dice di S. Paolo che, ancora nel suo corpo mortale, fu rapito sino al terzo cielo; a che altezze celesti giungeranno i corpi spiritualizzati?
19. Noi saremo trasformati:
51 Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. 53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità” (1Cor.15,51-53).
Il momento glorioso della trasfigurazione incomincia con la nostra conversione e si va sviluppando a misura della nostra fedeltà al Vangelo e della nostra docilità allo Spirito Santo, così sta scritto:16″Quando ci sarà la conversione al Signore, ogni velo sarà tolto. 17 Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà. 18 E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore” (2Cor.3,16-18). Quindi la nostra trasformazione quotidiana giungerà alla sua perfezione nell’istante, nel “batter d’occhio” che precederà al nostro rapimento verso il Regno dei cieli nella manifestazione dello Spirito del Signore Gesù, come dice S. Paolo: “la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo. il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose” (Fil.3,20-21).
20. Quindi saremo rapiti in nuvole
Questo stupefacente evento sarà il compimento della visione del Profeta, infatti guardando il volo di questi corpi gloriosi, il Profeta si domandava: “Chi sono quelli che volano come nubi e come colombe verso le loro colombaie?” (Is 60,8). Le colombaie di coloro che furono “semplici come colombe” sono nel firmamento stellare, “la loro patria è nei cieli”. Ma colpisce il nostro pensiero la espressione: “rapiti in nuvole” e l’altra del Profeta: “volano come nubi”. In un senso sembra che si riferisca alla quantità immensa di corpi spiritualizzati che vola come nubi. In un altro senso pare che si riferisca a un mezzo nel quale vengono assunti in cielo. Questa seconda tesi ha molti sostenitori. Infatti alcuni carismatici del nostro tempo già vedono prossimi i mezzi che Dio sta preparando per sollevarci verso i cieli nell’ora della grande tribolazione. Alcuni lo chiamano “Globo della redenzione”; altri invece: “Pianeta di Maria”; altri, addirittura: “Navi extraterrestri”. Tutti coincidono nel vedere un mezzo di salvezza che l’Apostolo si limita a chiamare “Nuvole “e il profeta “Nubi”. A parte il fatto che i corpi spiritualizzati non hanno bisogno di mezzi di trasporto, tuttavia nessuno osa negare che Dio possa servirsi di qualche mezzo per sollevare i suoi, come infatti si servì di un carro di fuoco per rapire in cielo il profeta Elia. Tutto è possibile a Dio, e tutti i mezzi stanno nelle sue mani. Se offrirà mezzi, sarà perché la sua volontà vorrà, perché la sua onnipotenza può, senza mezzi, sollevarci al più alto dei cieli. Perciò la nostra attenzione, fratelli, non deve essere posta nei mezzi, bensì in una vera conversione che segna l’inizio della spiritualizzazione che porta alla trasfigurazione che rende idoneo alla assunzione e alla ascensione. Infatti il Signore non ha detto: Il regno dei cieli è vicino, preparatevi a prendere un mezzo, ma ha detto, invece: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”. (Mc 1,15)[7].
Conversione e fede ci vuole per credere che ci sarà una prima resurrezione; conversione e fede per credere che saremo trasformati in un batter d’occhio; conversione e fede per credere che saremo rapiti insieme con i risorti tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'”aria” cioè là sù dove non esistono frontiere, là su nel firmamento stellare, là su nel regno dei cieli. La nostra patria, fratelli, è nei cieli.
21. Chi sarà rapito, chi lasciato e chi perirà
“Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà. Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto; l’uno verrà preso e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo, l’una verrà presa e l’altra lasciata” (Lc.17, 30.34-35). “Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato, Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Mt. 24,40-41).
Il destino di chi sarà rapito in cielo lo sappiamo già. Ma che sarà da chi viene lasciato? Lo possiamo intuire riflettendo all’esperienza di Eliseo che è il precursore di coloro che saranno lasciati in terra. La storia Sacra racconta: “Mentre Elia ed Eliseo camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo guardava e gridava: ‘Padre mio, padre mio, cocchio d’Israele e suo auriga’. E non lo vide più” (2 Re.2,11-12). Ma lo spirito di Elia rimase in Eliseo, come dice il Saggio: “Appena Elia fu avvolto dal turbine, Eliseo fu pieno del suo spirito; durante la sua vita non tremò davanti ai potenti e nessuno riuscì a dominarlo. Nella sua vita compì prodigi e, dopo la morte, meravigliose furono le sue opere” (Sir.48,12-14). Da ciò possiamo capire che mentre uno sarà rapito dallo Spirito Santo, l’altro rimarrà pieno dello Stesso Spirito Santo per evangelizzare ancora l’umanità fino alla fine del mondo, come ha fatto Eliseo dopo il rapimento di Elia.
Rimane però una terza categoria di persone che durante quel irrepetibile evento, soffrirà le pene dell’inferno, come sta scritto a riguardo dell’assunzione dei due testimoni: “Allora udirono un grido possente dal cielo: “Salite quassù “e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici. In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo” (Ap.11,12-13).
Conversione e fede per avere la sorte migliore in quel tempo e per seguire il Messia nel Regno dei cieli, conviene già fin d’ora piacere a Dio in tutto, come fece anche Enoch, così, infatti, si dice di lui: Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l’aveva preso” (Gn.5,24). “Divenuto gradito a Dio, fu amato da lui e, poiché viveva fra peccatori, fu trasferito. Fu rapito perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo” (Sap.4,10-11). “Per fede, Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti, di essere trasportato via, ricevette la testimonianza di essere stato gradito a Dio“(Eb.11,5).
22. Vegliate e pregate in ogni momento
Ecco la regola di condotta che il Signore ci ha lasciato per comparire davanti a lui in quel tempo: “State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”(Lc 21,34-36).
12. ELISEO IL PROFETA
DELLO
SPIRITO DI PACE.
Con lo Spirito di Elia
1. Cammina con la forza di Elia (2 Re 2,14-18)..
¹⁴ Eliseo prese il mantello, che era caduto a Elia, e colpì con esso le acque, dicendo: “Dove è il Signore, Dio di Elia?” Quando ebbe percosso le acque, queste si separarono di qua e di là; così Eliseo passò dall’altra parte. ¹⁵ Vistolo da una certa distanza, i figli dei profeti di Gerico dissero: “Lo spirito di Elia si è posato su Eliseo”. Gli andarono incontro e si prostrarono a terra davanti a lui. ¹⁶ Gli dissero: “Ecco, fra i tuoi servi ci sono cinquanta uomini di valore; vadano a cercare il tuo padrone nel caso che lo Spirito del Signore l’avesse preso e gettato su qualche monte o in qualche valle”. Egli disse: “Non mandateli!”. ¹⁷ Ma essi insistettero tanto che egli confuso disse: “Mandateli!”. Mandarono cinquanta uomini che cercarono per tre giorni, ma non lo trovarono. ¹⁸ Tornarono da Eliseo, che stava in Gerico. Egli disse loro: “Non vi avevo forse detto: Non andate?”.
2. Due miracoli dell’uomo di Dio (2 Re 2,19-25).
¹⁹ Gli abitanti della città dissero a Eliseo: “Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l’acqua è cattiva e la terra è sterile”. ²⁰ Ed egli disse: “Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale”. Gliela portarono. ²¹ Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”. ²² Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.
²³ Di lì Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: “Vieni su, pelato; vieni su, calvo!”. ²⁴ Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orsi, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli. ²⁵ Di là egli andò al monte Carmelo e quindi tornò a Samaria.
3. Spirito di solidarietà (2 Re 4,1-7).
¹ Una donna, moglie di uno dei profeti, gridò a Eliseo: “Mio marito, tuo servo, è morto; tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Ora è venuto il suo creditore per prendersi come schiavi i due miei figli”. ² Eliseo le disse: “Che posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa”. Quella rispose: “In casa la tu serva non ha altro che un orcio di olio”. ³ Le disse: “Su, chiedi in prestito vasi da tutti i tuoi vicini, vasi vuoti, nel numero maggiore possibile. ⁴ Poi entra in casa e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli; versa olio in tutti quei vasi; i pieni mettili da parte”. ⁵ Si allontanò da lui e chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; questi porgevano ed essa versava. ⁶ Quando i vasi furono pieni, disse a un figlio: “Porgimi ancora un vaso”. Le rispose: “Non ce ne sono più”. L’olio cessò. ⁷ Essa andò a riferire la cosa all’uomo di Dio, che le disse: “Va’, vendi l’olio e accontenta i tuoi creditori; tu e i tuoi figli vivete con quanto ne resterà”.
4. Spirito di gratitudine (2 Re 4,8-17).
⁸ Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. ⁹ Essa disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. ¹⁰ Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare: “. ¹¹ Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. ¹² Egli disse a Ghecazi suo servo: “Chiama questa Sunamita. La chiamò ed essa si presentò a lui. ¹³ Eliseo disse al suo servo: “Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?”. Essa rispose: “Io sto in mezzo al mio popolo”. ¹⁴ Eliseo replicò: “Che cosa si può fare per lei?”. Ghecazi disse: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”. ¹⁵ Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. ¹⁶ Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”. Essa rispose: “No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva”. ¹⁷ Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo.
5. Limiti del carisma (2 Re 4,18-28).
¹⁸ Il bambino crebbe e un giorno uscì per andare dal padre fra i mietitori. ¹⁹ Egli disse al padre: “La mia testa, la mia testa!”. Il padre ordinò a un servo: “Portalo dalla mamma”. ²⁰ Questi lo prese e lo portò da sua madre. Il bambino stette sulle ginocchia di costei fino a mezzogiorno, poi morì. ²¹ Essa salì a stenderlo sul letto dell’uomo di Dio; chiuse la porta e uscì. ²² Chiamò il marito e gli disse: “Su, mandami uno dei servi e un’asina; voglio correre dall’uomo di Dio; tornerò subito”. ²³ Quegli domandò: “Perché vuoi andare oggi? Non è il novilunio né sabato”. Ma essa rispose: “Addio”. ²⁴ Fece sellare l’asina e disse al proprio servo: “Conducimi, cammina, non fermarmi durante il tragitto, a meno che non te l’ordini io”. ²⁵ Si incamminò; giunse dall’uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l’uomo di Dio la vide dal lontano, disse a Ghecazi suo servo: “Ecco la Sunamita! ²⁶ Su, corrile incontro e domandale: Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?”. Quella rispose: “Bene!”. ²⁷ Giunta presso l’uomo di Dio sul monte, gli afferrò le ginocchia. Ghecazi si avvicinò per tirarla indietro, ma l’uomo di Dio disse: “Lasciala stare, perché la sua anima è amareggiata e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l’ha rivelato”. ²⁸ Essa disse: “Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: non mi ingannare?”.
6. La potenza dello spirito di miracolo (2 Re 4,29-37).
²⁹ Eliseo disse a Ghecazi: “Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo”. ³⁰ La madre del ragazzo disse: “Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascerò”. Allora quegli si alzò e la seguì. ³¹ Ghecazi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c’era stato un gemito né altro segno di vita. Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: “Il ragazzo non si è svegliato”. ³² Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, steso sul letto. ³³ Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. ³⁴ Quindi salì, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e si curvò su di lui. Il corpo del bambino riprese calore. ³⁵ Quindi si alzò e girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su di lui; il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. ³⁶ Eliseo chiamò Ghecazi e gli disse: “Chiama questa Sunamita!”. La chiamò e, quando essa gli giunse vicino, le disse: “Prendi tuo figlio!”. ³⁷ Quella entrò, cadde ai piedi di lui, gli si prostrò davanti, prese il figlio e uscì.
7. Spirito di accoglienza e servizio (2 Re 4,38-44).
³⁸ Eliseo tornò in Galgala. Nella regione imperversava la carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: “Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti”. ³⁹ Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola della minestra, non sapendo cosa fossero. ⁴⁰ Si versò da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra gridarono: “Nella pentola c’è la morte, uomo di Dio!”. Non ne potevano mangiare. ⁴¹ Allora Eliseo ordinò: “Portatemi della farina”. Versatala nella pentola, disse: “Danne da mangiare alla gente”. Non c’era più nulla di cattivo nella pentola.
⁴² Da Baal-Salisa venne un individuo, che offrì primizie all’uomo di Dio, venti pani d’orzo e farro che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: “Dallo da mangiare alla gente”. ⁴³ Ma colui che serviva disse: “Come posso mettere questo davanti a cento persone?”. Quegli replicò: “Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: Ne mangeranno e ne avanzerà anche”. ⁴⁴ Lo pose davanti a quelli, che mangiarono, e ne avanzò, secondo la parola del Signore.
Lo spirito di guarigione e di conoscenza.
8. Il governo senza carisma di guarigione (2 Re 5,1-7).
¹ Naaman, capo dell’esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma questo uomo prode era lebbroso. ² Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Naaman. ³ Essa disse alla padrona: “Se il mio signore si rivolge al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra”. ⁴ Naaman andò a riferire al suo signore: “La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così”. ⁵ Il re di Aram gli disse: “Vacci! Io invierò una lettera al re di Israele”. Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro e dieci vestiti. ⁶ Portò la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: “Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naaman, mio ministro, perché tu lo curi dalla lebbra”. ⁷ Letta la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: “Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi un lebbroso da guarire? Sì, ora potete costatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me”.
9. Il carisma di guarigione (2 Re 5,8-14).
⁸ Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciato le vesti, mandò a dire al re: “Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele”. ⁹ Naaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. ¹⁰ Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: “Va’, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito”. ¹¹ Naaman si sdegnò e se ne andò protestando: “Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra. ¹² Forse l’Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?”. Si voltò e se ne partì adirato. ¹³ Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: “Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: Bagnati e sarai guarito”. ¹⁴ Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito.
10. Esercizio gratuito del carisma (2 Re 5,15-19).
¹⁵ Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: “Ebbene, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Ora accetta un dono dal tuo servo”. ¹⁶ Quegli disse: “Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò”. Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. ¹⁷ Allora Naaman disse: “Se è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore. ¹⁸ Tuttavia il Signore perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra nel tempio di Rimmòn per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e se anche io mi prostro nel tempio di Rimmòn, durante la sua adorazione nel tempio di Rimmòn; il Signore perdoni il tuo servo per questa azione”. ¹⁹ Quegli disse: “Va’ in pace”. Partì da lui e fece un bel tratto di strada.
11. Spirito di conoscenza e autorità (2 Re 5,20-27).
²⁰ Ghecazi, servo dell’uomo di Dio Eliseo, disse fra sé: “Ecco, il mio signore è stato tanto generoso con questo Naaman arameo da non prendere quanto egli aveva portato; per la vita del Signore, gli correrò dietro e prenderò qualche cosa da lui”. ²¹ Ghecazi inseguì Naaman. Questi, vedendolo correre verso di sé, scese dal carro per andargli incontro e gli domandò: “Tutto bene?”. ²² Quegli rispose: “Tutto bene. Il mio signore mi ha mandato a dirti: Ecco, proprio ora, sono giunti da me due giovani dalle montagne di Efraim, da parte dei figli dei profeti. Dammi per essi un talento d’argento e due vestiti”. ²³ Naaman disse: “È meglio che tu prenda due talenti” e insistette con lui. Legò due talenti d’argento in due sacchi insieme con due vestiti e li diede a due dei suoi giovani, che li portarono davanti a Ghecazi. ²⁴ Giunto all’Ofel, questi prese dalle loro mani il tutto e lo depose in casa, quindi rimandò gli uomini, che se ne andarono. ²⁵ Poi egli andò a presentarsi al suo padrone. Eliseo gli domandò: “Ghecazi, da dove vieni?”. Rispose: “Il tuo servo non è andato in nessun luogo”. ²⁶ Quegli disse: “Non era forse presente il mio spirito quando quell’uomo si voltò dal suo carro per venirti incontro? Era forse il tempo di accettare denaro e di accettare abiti, oliveti, vigne, bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave? ²⁷ Ma la lebbra di Naaman si attaccherà a te e alla tua discendenza per sempre”. Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.
12. Spirito di bontà, docilità e semplicità (2 Re 6,1-7).
¹ I figli dei profeti dissero a Eliseo: “Ecco, il luogo in cui ci raduniamo alla tua presenza è troppo stretto per noi. ² Andiamo fino al Giordano; là prenderemo una trave per ciascuno e ci costruiremo una residenza”. Quegli rispose: “Andate!”. ³ Uno disse: “Degnati di venire anche tu con i tuoi servi”. Egli rispose: “Ci verrò”. ⁴ E andò con loro. Giunti al Giordano, tagliarono alcuni alberi. ⁵ Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro dell’ascia gli cadde in acqua. Egli gridò: “Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!”. ⁶ L’uomo di Dio domandò: “Dove è caduto?”. Gli mostrò il posto. Eliseo, allora, tagliò un legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. ⁷ Disse: “Prendilo!”. Quegli stese la mano e lo prese.
Guidato dallo Spirito Santo.
13. La potenza del carisma (2 Re 6,8-14).
⁸ Mentre il re di Aram era in guerra contro Israele, in un consiglio con i suoi ufficiali disse: “In quel tal posto sarà il mio accampamento”. ⁹ L’uomo di Dio mandò a dire al re di Israele: “Guardati dal passare per quel punto, perché là stanno scendendo gli Aramei”. ¹⁰ Il re di Israele mandò a esplorare il punto indicatogli dall’uomo di Dio. Questi l’avvertiva e il re si metteva in guardia; ciò accadde non una volta o due soltanto. ¹¹ Molto turbato in cuor suo per questo fatto, il re di Aram convocò i suoi ufficiali e disse loro: “Non mi potreste indicare chi dei nostri è per il re di Israele?”. ¹² Uno degli ufficiali rispose: “No, re mio signore, perché Eliseo profeta di Israele riferisce al re di Israele quanto tu dici nella tua camera da letto”. ¹³ Quegli disse: “Andate, informatevi dove sia costui; io manderò a prenderlo”. Gli fu riferito: “Ecco, sta in Dotan”. ¹⁴ Egli mandò là cavalli, carri e un bel numero di soldati; vi giunsero di notte e circondarono la città.
14. La potenza dello Spirito (2 Re 6,15-17).
¹⁵ Il giorno dopo, l’uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì. Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri. Il suo servo disse: “Ohimè, mio signore, come faremo?”. ¹⁶ Quegli rispose: “Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei loro”. ¹⁷ Eliseo pregò così: “Signore, apri i suoi occhi; egli veda”. Il Signore aprì gli occhi del servo, che vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo.
15 La potenza della preghiera (2 Re 6,18-20).
¹⁸ Poiché gli Aramei scendevano verso di lui, Eliseo pregò il Signore: “Oh, colpisci questa gente di cecità!”. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo. ¹⁹ Disse loro Eliseo: “Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate”. Egli li condusse in Samaria. ²⁰ Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: “Signore, apri i loro occhi; essi vedano!”. Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!
16. La potenza della carità (2 Re 6,21-23).
²¹ Il re di Israele quando li vide, disse a Eliseo: “Li devo uccidere, padre mio?”. ²² Quegli rispose: “Non ucciderli. Forse uccidi uno che hai fatto prigioniero con la spada e con l’arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e acqua; mangino e bevano, poi se ne vadano dal loro padrone”. ²³ Fu imbandito loro un gran banchetto. Dopo che ebbero mangiato e bevuto, li congedò ed essi se ne andarono dal loro padrone. Le bande aramee non penetrarono più nel paese di Israele.
La salvezza viene dallo Spirito Santo.
17. La guerra è castigo di Dio (2 Re 6,24-29).
²⁴ Dopo tali cose Ben-Hadad, re di Aram, radunò tutto il suo esercito e venne ad assediare Samaria. ²⁵ Ci fu una carestia eccezionale in Samaria, mentre l’assedio si faceva più duro, tanto che una testa d’asino si vendeva ottanta sicli d’argento e un quarto di sterco di piccione (per combustibile) cinque sicli. ²⁶ Mentre il re di Israele passava sulle mura, una donna gli gridò contro: “Aiuto, mio signore re!”. ²⁷ Rispose: “Non ti aiuta neppure il Signore! Come potrei aiutarti io? Forse con il prodotto dell’aia o con quello del torchio?”. ²⁸ Il re aggiunse: “Che hai?”. Quella rispose: “Questa donna mi ha detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo oggi. Mio figlio ce lo mangeremo domani. ²⁹ Abbiamo cotto mio figlio e ce lo siamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo, ma essa ha nascosto suo figlio”
18. Un governo assassino, tra le cause (2 Re 6,30-33).
³⁰ Quando udì le parole della donna, il re si stracciò le vesti. Mentre egli passava sulle mura, lo vide il popolo; ecco, aveva un sacco di sotto, sulla carne. ³¹ Egli disse: “Dio mi faccia questo e anche di peggio, se oggi la testa di Eliseo, figlio di Safàt, resterà sulle sue spalle”. ³² Eliseo stava seduto in casa; con lui sedevano gli anziani. Il re si fece precedere da un uomo. Prima che arrivasse il messaggero, quegli disse agli anziani: “Avete visto? Quel figlio di assassino ordina che mi si tolga la vita. Fate attenzione! Quando arriva il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo sulla porta. Forse dietro non si sente il rumore dei piedi del suo padrone?”. ³³ Stava ancora parlando con loro, quando il re scese da lui e gli disse: “Tu vedi quanto male ci viene dal Signore; che aspetterò più io dal Signore?”.
19. Il profeta annunzia la salvezza (2 Re 7,1-2).
¹ Ma Eliseo disse: “Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore: A quest’ora, domani, alla porta di Samaria una sea di farina costerà un siclo e anche due sea di orzo costeranno un siclo”. ² Ma lo scudiero, al cui braccio il re si appoggiava, rispose all’uomo di Dio: “Già, il Signore apre le finestre in cielo! Avverrà mai una cosa simile?”. Quegli disse: “Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai”.
20. La salvezza viene dallo Spirito del Signore (2 Re 7,5-7.10.16-17).
Quattro lebbrosi ⁵ si alzarono al crepuscolo per andare all’accampamento degli Aramei e giunsero fino al limite del loro campo. Ebbene, là non c’era nessuno. ⁶ Il Signore aveva fatto udire nell’accampamento degli Aramei rumore di carri, scalpitio di cavalli e chiasso di un grande esercito. Essi si erano detti l’un l’altro: “Ecco, il re di Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittiti e i re dell’Egitto per assalirci”. ⁷ Alzatisi all’imbrunire, erano fuggiti, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini e il campo come si trovava; erano fuggiti per mettersi in salvo. ¹⁰ I lebbrosi riferirono alla reggia. ¹⁶ Allora uscirono tutti e saccheggiarono il campo degli Aramei. Una sea di farina si vendette per un siclo, così pure due sea di orzo si vendettero per un siclo, secondo la parola del Signore. ¹⁷ Il re aveva messo a guardia della porta lo scudiero. Calpestato dalla folla presso la porta, quegli morì come aveva predetto l’uomo di Dio.
21. Lo Spirito opera sempre (2 Re 13,14-21).
¹⁴ Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas re di Israele, sceso a visitarlo, scoppiò in pianto davanti a lui, dicendo: “Padre mio, padre mio, carro di Israele e suo auriga”. ¹⁵ Eliseo gli disse: “Prendi arco e frecce”. Egli prese arco e frecce. ¹⁶ Aggiunse al re di Israele: “Impugna l’arco”. Quando il re l’ebbe impugnato, Eliseo mise la mano sulla mano del re, ¹⁷ quindi disse: “Apri la finestra verso oriente”. Aperta che fu la finestra, Eliseo disse: “Tira!”. Ioas tirò. Eliseo disse: “Freccia vittoriosa per il Signore, freccia vittoriosa su Aram. Tu sconfiggerai, fino allo sterminio, gli Aramei in Afek”. ¹⁸ Eliseo disse: “Percuoti con le tue frecce la terra”. Ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. ¹⁹ L’uomo di Dio s’indignò contro di lui e disse: “Avresti dovuto colpire cinque o sei volte; allora avresti sconfitto l’Aram fino allo sterminio; ora, invece, sconfiggerai l’Aram solo tre volte”. ²⁰ Eliseo morì; lo seppellirono. All’inizio dell’anno nuovo irruppero nel paese alcune bande di Moab. ²¹ Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono il cadavere sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L’uomo venuto a contatto con le ossa di Eliseo, risuscitò e si alzò in piedi
22. Ecco il testimone dello Spirito Santo (Sir 48,12-20).
¹ Appena Elia fu avvolto dal turbine, Eliseo fu pieno del suo spirito; durante la sua vita non tremò davanti ai potenti e nessuno riuscì a dominarlo. ¹³ Nulla fu troppo grande per lui; nel sepolcro il suo corpo profetizzò. ¹⁴ Nella sua vita compì prodigi e dopo la morte meravigliose furono le sue opere. ¹⁵ Con tutto ciò il popolo non si convertì e non rinnegò i suoi peccati, finché non fu deportato dal proprio paese e disperso su tutta la terra. ¹⁶ Rimase soltanto un popolo poco numeroso con un principe della casa di Davide. Alcuni di costoro fecero ciò che è gradito a Dio, ma altri moltiplicarono i peccati.
23. L’uomo di Dio piange sui crimini di guerra (2 Re 8,7-15).
⁷ Eliseo andò a Damasco. A Ben-Hadad, re di Aram, che era ammalato, fu riferito: “L’uomo di Dio è venuto fin qui”. ⁸ Il re disse a Hazaèl: “Prendi un dono e va’ incontro all’uomo di Dio e per suo mezzo interroga il Signore, per sapere se guarirò o no da questa malattia”. ⁹ Hazaèl gli andò incontro prendendo con sé, in regalo, tutte le cose più squisite di Damasco, con cui caricò quaranta cammelli. Arrivato, si fermò davanti a lui e gli disse: “Tuo figlio, Ben-Hadad, re di Aram, mi ha mandato da te con la domanda: Guarirò o no da questa malattia?”. ¹⁰ Eliseo gli disse: “Va’ a dirgli: Tu guarirai; ma il Signore mi ha mostrato che egli certamente morirà”. ¹¹ Poi, con sguardo fisso, si irrigidì a lungo; alla fine l’uomo di Dio si mise a piangere. ¹² Hazaèl disse: “Signore mio, perché piangi?”. Quegli rispose: “Perché quanto male farai agli Israeliti: brucerai le loro fortezze, ucciderai di spada i loro giovani, sfracellerai i loro bambini, sventrerai le loro donne incinte”. ¹³ Hazaèl disse: “Ma che sono io tuo servo? Un cane potrebbe attuare questa grande predizione?”. Eliseo rispose: “Il Signore mi ha mostrato che tu diventerai re di Aram”. ¹⁴ Quegli si separò da Eliseo e ritornò dal suo padrone, che gli domandò: “Che ti ha detto Eliseo?”. Rispose: “Mi ha detto: Certo guarirai”. ¹⁵ Il giorno dopo costui prese una coperta, l’immerse nell’acqua e poi la stese sulla faccia del re che morì. Al suo posto divenne re Hazaèl.
Consapevolezza biblica
4. Non resistere al malvagio. (Rm 12,17; 1Pt3,8-9)
“Avete udito che fu detto: ‘occhio per occhio e dente per dente’ Io però vi dico di non resistere al malvagio, anzi a chi ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, presentagli anche l’altra. E se uno vuol litigare con te, per toglierti la tunica, cedigli anche il mantello. E se uno ti forza a fare un miglio, va con lui per altri due. Dà a chi ti chiede e non voltare le spalle a colui che desidera da te in prestito“(Mt.5,38-42). Non dite: Non rendete a nessuno male per male o ingiuria per ingiuria. Al contrario rispondete benedicendo; poiché siete stati chiamati a ereditare benedizione
5. Progetto di pace è del Signore (Ger,29,11)
“Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore – progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza”(Ger 29,11).
L’arco di guerra sarà spezzato (Zc 11,10); perché “non li salverò con l’arco, con la spada, con la guerra, né con cavalli o cavalieri“(Os 1,7); anzi “l’arco e spada e guerra eliminerò dal paese; e li farò riposare tranquilli” (Os 2,20).
“In quel giorno – dice il Signore – distruggerò i tuoi cavalli in mezzo a te e manderò in rovina i tuoi carri(armati); e demolirò tutte le tue fortezze'(Mi 5,9).”In quel giorno – dice il Signore – Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà la spada contro un altro popolo non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2,4).
“Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la sa saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare“(Is 11,9). E tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada (Mt 26,52)
[1] MARIA VALTORTA, Il Poema dell’omo Dio, edizione Pisani, Isola del Liri, 1975. Vol 2. N° 59
[2] M. Valtorta 1-2-1945 Il Poema dell’omo Dio. Op. Ct. Vol 2. N° 59
[3] MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri. Scritto il 3-7-1944.
[4] Il Poema dell’uomo Dio. Op. cit. Vol 3. N° 3
[5] I Quaderni. Op. Cit., Scritto il 1° novembre del 1943
[6] I Quaderni Op. Cit. Scritto il16 dicembre 1943
[7] Mai come adesso il mandato di Gesù, Credete al Vangelo, ci obbliga alla fede in un solo Vangelo, perché siamo arrivati al tempo della scadenza dei quattro vangeli, non perché sono ormai sorpassati o aboliti, ma perché sono stati unificati ed integrati nell’unico Vangelo, nel Vangelo che Gesù predicò e dal quale ebbero origine. Infatti il Vangelo che Gesù ha rivelato a Maria Valtorta, detta da Gesù, piccolo Giovanni, è lo stesso Vangelo che Gesù predicò duemila anni fa e che gli evangeliste hanno fatto arrivare a noi in quattro versioni, validi fino alla scadenza fissata da Gesù nella risposta data a Pietro: “Se io voglio che egli rimanga fin che Io venga, che importa a te? (Gv 21,22). Il Signore è venuto nel tempo promesso, quando disse: La venuta del Figlio dell’uomo sarà come nel tempo di Noè e di Lot… cosi sarà il tempo in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà (Mt 24,37; Lc 17,30). Il Figlio dell’uomo si è rivelato a noi, facendo scrivere al piccolo Giovanni, il Vangelo che aveva predicato due mila anni fa. Quindi si compie il tempo della scadenza di Giovani evangelista e i quattro sinottici, tempo fissato dalla volontà del Figlio dell’uomo, quando disse: Voglio che egli rimanga fin che Io venga. Egli è venuto nel suo Vangelo originale che conferma i quattro vangeli e che, a sua volta, i quattro vangeli confermano il Vangelo originale, il Vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo (Ap 14,6).
