IL LIETO ANNUNZIO
DELLO SPIRITO SANTO
Libro 7
L’avvento dell’Amore nel suo Tempio il corpo
dell’uomo
SECONDO IL PICCOLO GIOVANNI
A cura di Fray Jesus Maria de Cabanaconde
S O M M A R I O
1. Consapevolezza della nostra identità divina
Consapevolezza della nostra natura divina.
L’aquilotto chiuso nel pollaio.
Lo spirito incatenato nella carne.
L’inabitazione di Dio nell’uomo (M. Valtorta ai Romani 2-2- 1948)
Con lo Spirito Santo si possiede tutto l’Amore, cioè la Trinità.
Dio infonde nell’uomo lo spirito.
L’inabitazione de Dio nell’uomo.
Divina Genitrice e santa Matrice
2. Consapevolezza dell’avvento dello Spirito Santo.
Il successo del venditore d’acqua.
Il compito dei formatori spirituali.
Lo Spirito Santo dato da Cristo per mezzo di Maria (M. Valtorta ai Romani 13-2- 1948).
Lo Spirito dello Spirito di Dio.
3. Consapevolezza del Regno dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è dono di Dio.
Il fuoco si trasmette per contatto.
Attività trasformatrice dello Spirito Santo (M. Valtorta ai Romani 29-3- 1950)
Lo Spirito Santo tutto feconda.
Lo Spirito istruisce, ammaestra.
Esempio di Gesù e dello Spirito Santo.
Lo Spirito S. aiuta con la sua preghiera.
Il dono dello spirito divinizzato
La Ruah Madre! Lo Spirito Santo.
L’uomo deve riconoscenza allo spirito (M. Valtorta ai Romani 8-2- 1950).
Chi vive la vita dello spirito è figlio di Dio.
L’uomo che vive da animale è omicida e deicida.
Il dono dello spirito divinizzato.
Il lieto annunzio dello Spirito.
5. Lo Spirito Santo è il mio Dio Amore
Il mio Dio-Amore è la “Ruah”=Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è l’Amore (M. Valtorta 25-12- 1943).
L’Ispiratore della creazione dell’uomo.
6. Natura divina della Ruah – Spirito Santo.
La Ruah-Madre lo Spirito Santo è Dio
Il divino Architetto dell’universo
Lo Spirito Santo. è la carità di Dio (M. Valtorta 15-9- 1944).
La Forza prima, ultima. È la Forza eterna.
voce piana e lieve, un soffio appena:
La Perfezione delle perfezioni di Dio
L’estasi della conoscenza trinitaria
7. Lo Spirito è Dio onnipresente
Lo Spirito del Signore riempie l’universo
“Non riempio io il cielo e la terra?”
Dove fuggire dalla sua presenza?
Il suo sguardo passa da un’eternità all’altra
Natura della Santissima Trinità (M. Valtorta 1-7- 1943).
È l’Amore del Padre e del Figlio.
Davanti a Lui s’inchina ogni spirito.
È fuoco d’insostenibile splendore.
8. Lo Spirito Santo è la Sapienza regale
Ciò che detesta, e ciò che possiede (Pr 8,12-21).
Il Formatore e l’Educatore del nostro spirito (M. Valtorta 10-1- 1944).
Custode e Depositario di tutte le verità
Formatore ed Educatore del nostro spirito
Condizioni per conoscere lo Spirito Santo
Convertirsi allo Spirito Santo
Natura materna dello Spirito Santo
9. Immagini e figure femminili dello Spirito
La Persona-Madre nella Trinità
L’immagine della mamma premurosa:
Immagini e figure femminili dello Spirito
L’Opera trinitaria in Maria (M. Valtorta 16-8- 1944).
La Trinità scese e abitò in Maria.
10. La Ruah Madre dello spirito dell’uomo
L’origine dello spirito nell’uomo.
“Quel che è nato dallo Spirito è Spirito”.
La testimonianza dello Spirito
Lo Spirito Santo ama i suoi figli.
Lo Spirito ama d’amore eterno.
Lo Spirito Santo e il Cuore di Gesù (M. Valtorta ai Romani 1-6- 1946).
Il generatore dell’Umanità Ss. del Verbo.
Il mistero del Cuore di Gesù Cristo.
La pedagogia materna della Ruah
11. Pressante appello dello Spirito Santo
Lo Spirito sapienziale chiama i suoi figli (Pr 8,1-11).
Chi ascolta vivrà (Pr 1,20-32).
Il Purificatore e il Perfezionatore delle anime (M. Valtorta 14-1- 1944).
12. L’invito a cercare lo Spirito Santo.
Invocazione all’ispirazione divina (Sap 6,15-21).
La ricerca assidua, continua e metodica (Sir 51,13-27).
La ricerca più utile (Sap 8,1-8).
La ricerca preferita e più stimata (Sap 7,7-14).
La ricerca proposta ai detentori di autorità (Sap 6,1-11).
La scelta decisiva e vincente (Cfr. Sap 8,9-16).
Necessità di possedere lo spirito Santo (M. Valtorta 8-7- 1943).
Per comprendere la dottrina di Gesù.
Gli “ossessi” del ventesimo secolo.
13. Le vie dello Spirito Sapienziale
La via della sapienza (Sir 1,1-8).
La via del timore di Dio (Sal 111,10).
La via della ricerca virtuosa (Pr 2,1-10).
Le vie per possedere lo Spirito Santo (M. Valtorta 13-6- 1943).
14. Condizione per seguire lo Spirito S.
Dio guida chi si affida al suo Santo Spirito
Amare lo Spirito S. sopra ogni cosa.
Affidarsi consapevolmente allo Spirito.
Guida per andare verso la perfezione (M. Valtorta 9-7- 1943).
Santità epidermica, dell’involucro dell’anima.
Santità spirituale è la perfezione dello spirito.
Il Liberatore dalla schiavitù del peccato.
Guida per condursi alla perfezione.
15. Consacrati dallo Spirito Santo
Consacrarsi allo Spirito (Sir 2,1-5; Is 44,2-5).
Lo Spirito consacra chiudendo l’anima nel Cuore di Gesù (M. Valtorta 12-8- 1943).
La metamorfosi dell’anima in grazia.
16. La pedagogia materna dello Spirito S.
Propone traguardi gloriosi (Sir 4,11-16).
Usa una disciplina austera (Sir 4,17-19).
Segue una crescita metodica (Sir 24,28-32).
L’anima lavorata alla vita eterna (M. Valtorta 17-7- 1943).
Metodo per avere lana soffice.
L’anima lavorata alla vita eterna.
Lo strumento che lavora l’anima.
L’anima selvaggia e insatanata.
17. Gesù dà lo Spirito senza misura
1. Gesù ha dato a noi la sua Gloria, lo Spirito Santo (Gv 17,15‑23)
Gesù dà lo Spirito senza misura (Gv 3,31‑34; Gv 16,7; Lc 24,49).
La grande attesa (At 1,4‑5; Lc 24,29; 12,49).
18. Il dono dello Spirito Santo
Scelti nello Spirito Santo: (At 1, 1‑8)
Battezzati in Spirito Santo e Fuoco (At 12‑14; (At 1‑8.11‑13)
Adempimento della a promessa del Padre: (At 2,14‑2 1)
Il Dono dello Spirito è per tutti (At 2,37‑40)
19. Battesimo di fuoco ardente (M. Valtorta 27-10- 1943).
20. La grande promessa pentecostale.
Chi pensa al mio Nome con amore mi ama e ottiene.
Osservare i comandamenti per avere il vero amore.
Dio è carità e chi ama ha in sé Dio .
Alla scuola dello Spirito d’Amore.
21. L’avvento dell’Amore – Pentecoste (M. Valtorta 28-5- 1944).
22. Il regno dello spirituale (M. Valtorta 11-6- 1944).
Equilibrio nel piano dello spirituale.
I viventi nel piano spirituale.
I viventi nella carità ardente.
Eroicità dello spirito per puro amore.
Gioie dello spirito e dolori della carne.
23. L’anima posseduta dallo Spirito santo (M. Valtorta 3-7- 1943).
1.
Consapevolezza della nostra
identità divina
Consapevolezza della nostra natura divina.
L’aquilotto chiuso nel pollaio.
1Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una gallina. L’aquilotto nacque insieme alla covata di pulcini e crebbe con loro. Per tutta la sua vita l’aquilotto fece ciò che facevano i polli, credendo di essere un pollo: razzolava in cerca di vermi e insetti; chiocciava e faceva coccodè; agitava le ali alzandosi di poco da terra come i polli. Dopo tutto è così che vola una gallina o no? Gli anni passarono e L’Aquila divenne molto vecchia. Un bel giorno vide molto alto sopra di lei nel cielo limpido un magnifico uccello, che fluttuava maestoso e pieno di grazia, tra le ofiti correnti dei venti, e che batteva solo di tanto in tanto le sue possenti ali dorate. La vecchia aquila lo osservò piena di reverenziale timore. “Chi è quello?” Chiese al suo vicino. “È L’Aquila, la regina degli uccelli”, rispose il vicino. “Ma non ci pensare. Tu ed io siamo diversi da lei, siamo semplicemente galline”. Così L’Aquila non ci pensò più e la regina degli uccelli visse sempre in gabbia e morì pensando di essere semplice gallina.
Lo spirito incatenato nella carne.
2La nostra aquila-Madre è la “Ruah=Spirito Santo; l’uovo carpito e messo nel nido di una gallina è il nostro spirito incarnato in un corpo e nato in una famiglia; il pollaio è questo mondo con le sue leggi umane, terrene e carnali; l’aquilotto che impara a razzolare in cerca di vermi ed ubbidisce supinamente e ciecamente alle leggi del pollaio sono quelli che, morti allo spirito, pensano secondo gli uomini e vivono secondo la carne, per questi è detto: “Se non rinascete dallo Spirito non entrerete nel Regno dei cieli”; infatti i polli non sono fatti per voli celesti. Ma tu non sei un pollo per rimanere a razzolare per sempre nel pollaio puzzolente della mondanità; non sei un pollo destinato a chiocciare e fare coccodè nei cortili dei divertimenti mondani; non sei un pollo di letamaio per dovere cercare i vermi e gli insetti nei luoghi di corruzione e peccato. Tu non sei di questo mondo[1], non sei di qua giù. La tua Patria è nei Cieli[2] e vieni di là su. “Sei straniero e pellegrino sopra la terra”[3]. La tua meta vera è la Gloria imperitura ed immarcescibile[4]. Tuo Padre è Dio e tua Madre è la “Ruah”: lo Spirito datore di vita. Alza gli occhi verso il Cielo e quando il tuo spirito, svegliandosi dal letargo terreno, sentirà la nostalgia del suo Mondo divino, del suo Regno celeste, quando la tua anima nel risveglio dal sonno carnale, sentirà la fame della vita spirituale e la sete dell`acqua soprannaturale, senza chiedere all’uomo carnale cosa sia la realtà spirituale, senza voler sapere dall’uomo-pollo, chi sia La Ruah Spirito di verità, credi nel tuo Dio Amore e seguici in radio Maria Valtorta che ti farà conoscere Gesù il tuo Messia ritornato, ti farà ascoltare le lezioni del tuo Maestro e Signore ritornato e ti formerà nella conoscenza del Consolatore lo Spirito di verità che viene a guidati al possesso completo del Regno promesso il Regno messianico.
Per concludere rifletti ancora sul richiamo della natura.
Il richiamo della natura.
3Una volta l’uovo di un’anatra venne covato da una gallina. Quando l’uovo si schiuse, l’anatroccolo passeggiò con la chioccia finché non giunsero ad uno stagno. L’anatroccolo entrò diritto nell’acqua. La gallina rimase a fare ansiosamente coccodè sulla riva. Tu sei l’anatroccolo celeste, non ascoltare la gallina cioè i piaceri, le dipendenze, le tradizioni umane rimanendo anche tu coi piedi per terra a far coccodè alla riva dei partiti, delle religioni e dei piaceri mondani. Tu sei un astro disceso dall’Alto, destinato a risalire ancora più in alto, fino a risplendere come il sole[5], fra gli astri nel Regno dei Cieli. Tu procedi dallo Spirito paterno e materno di Dio. Tu sei vero figlio di Dio come Gesù Cristo, infatti lui stesso lo ha detto: “Voi siete dèi”[6]. Perciò tu sei divino. Quando il tuo spirito sentirà la nostalgia del divino e cioè dell’amore, della gioia, della giustizia nello spirito, sarai giunto al tuo oceano, allora senza prendere consiglio dall’uomo gallina, senza consultare né il sangue, né la carne, seguici per radio Maria e tuffati senza indugio nelle acque limpide dello Spirito e avventurati nei suoi oceani senza regole, senza statuti né costituzioni, senza frontiere, senza razze né bandiere, senza diritti né proprietà. Nessuno rimasto sulla spiaggia delle sue leggi e tradizioni umane, o sulla riva delle sue dipendenze e delle sue schiavitù, o sulle ghiaie dei suoi caprici ed egoismi puerili, erediterà la Terra promessa del Regno messianico de il Consolatore lo Spirito di verità è venuto a guidarti.
L’inabitazione di Dio nell’uomo (M. Valtorta ai Romani 2-2- 1948)[7]
Con lo Spirito Santo si possiede tutto l’Amore, cioè la Trinità[8].
Insegnamento dello Spirito Santo:
4«È detto che il corpo dell’uomo è tempio allo Spirito Santo[9]. Questo Ospite divino è l’Amore che abbraccia e contiene le due persone che lo precedono. Ma essendo inscindibile l’Unità-Trina, dove è Uno gli Altri sono. Dunque noi, possedendo in noi lo Spirito Santo, abbiamo tutto l’Amore, ossia Iddio Uno e Trino. Quindi il corpo dell’uomo è tempio del Dio vero Uno e Trino
5È detto anche: ” Lo Spirito del Signore empie tutto il mondo[10] “. Essendo il corpo dell’uomo un microcosmo, un micro mondo e ciò che empie il tutto, empie anche le parti, se conclude che lo Spirito del Signore empie tutto l’uomo e ogni sua cellula viva perché è detto: “Dove c’è vita Dio è”. Quindi i Regno della Vita, il Regno di Dio è dentro di noi. In Dio siamo ci moviamo ed esistiamo
6“Lo Spirito di Dio si librava sopra le acque” è detto[11], ed è una delle prime parole della meravigliosa storia della Creazione. Già era Dio. Sempre Egli fu. E per il suo Essere poté creare dal nulla il tutto; dal disordine l’ordine; dall’incompleto — più: dall’informe — il completo, il formato con legge di sapienza potentissima. Dal caos sorse l’universo. Dai vapori carichi di molecole confuse, dalla anarchia degli elementi, ” creò il cielo e la terra” e subito il suo Spirito “si librò sopra le acque”.
Dio creò la luce.
7E a mano a mano che le successive opere della Creazione si compievano, ” lo Spirito del Signore ” si librava su esse con le sue leggi e provvidenze. Successive opere e sempre più potenti. Dal caos che si separa e ordina per, dirò, famiglie — parti solide con parti solide per formare il globo del pianeta Terra, parti umide con parti umide per formare successivamente i mari, laghi, fiumi, ruscelli — alla luce, la prima[12] delle cose non solo ordinate con elementi già esistenti nel caos, ma creata, con potere proprio, dal nulla.
8Perché la luce non era, ” le tenebre coprivano la faccia dell’abisso[13] “, ossia del caos nel quale confusamente si urtavano masse di vapori, carichi di umidità, di gas, di molecole. E Dio creò la luce. La sua luce. Egli concesse al mondo, che sorgeva dal nulla per suo volere, l’attributo, uno degli attributi suoi: la luce.
Dio infonde nell’uomo lo spirito.
9Dio è Luce ed è il Padre della Luce e delle luci. E alla Terra, sua prima creatura, concede e dona la luce. Così come all’uomo, perfezione della creazione e ultima delle sei opere delle sei giornate divine dopo le quali Dio si riposò, concede l’attributo che lo fa a Lui somigliante: lo spirito libero, immortale, l’alito suo divino, infuso nella materia perché essa sia animata da Dio e abbia diritto al Cielo, alla Dimora del Padre.
10A questo spirito dell’uomo Egli, il Buonissimo, ha già preparato la pienezza della Vita e dei suoi doni col suo Cristo, e il Cristo verrà quando sarà giunta l’ora della sua venuta, e gli uomini possederanno la pienezza della Vita, della Grazia, dell’Unione, per i meriti del Cristo e i Sacramenti da Lui istituiti.
11Ma non è in questa lezione che parlerò di quest’ultimo supremo dono[14]. Ora ti ammaestro sul dubbio di aver compreso e scritto male. Per levartelo e farti sapiente.
L’inabitazione de Dio nell’uomo.
12Il corpo dell’uomo è animato dal soffio di Dio. Ogni uomo. Per questo in ogni uomo e su ogni uomo si estende e penetra lo Spirito di Dio con diritto di Re e con amore di Padre Creatore. Anche prima della Redenzione lo Spirito del Signore — l’Amore — guidò i patriarchi e ammaestrò i profeti e i giusti. E la sua voce risuonò negli spiriti, dall’inizio dei giorni, e risuona, e risuonerà, per dare ad ogni uomo quel tanto di guida che la Provvidenza Creatrice non ricusa a nessun uomo, e che aumenta più l’uomo è mosso da buona volontà di onorare e servire l’Ente Supremo, dai molti nomi, dalle diverse forme di parvenza, a seconda dei popoli e religioni, ma dai credenti d’ogni popolo sentito essere ed essere degno di ogni adorazione.
13L’inabitazione di Dio nell’uomo sarebbe stata perfetta se l’uomo non avesse peccato. La Passione di Cristo e l’appartenenza alla sua Chiesa, ristabilendo l’Ordine, restituendo la Grazia, concede nuovamente l’inabitazione di Dio in voi: il Regno di Dio in voi.
14E in tal modo, così come l’anima è in voi eppure vi contiene, essendo cosa superiore, per origine e immortalità, alla carne, così voi contenete Dio nel tempio del vostro corpo nel quale è — Santo dei Santi — l’anima in grazia, ma siete da Dio abbracciati perché Dio è l’Infinito che raccoglie nella sua Immensità tutti i suoi diletti.
L’inabitazione di Dio
15Detto questo, ti chiedo: se voi, peccatori, se voi in cui resta la cicatrice della grande piaga del Peccato d’origine, i suoi fomiti che talora turbano anche i più eroici nel Bene, avete lo Spirito Santo nel tempio del vostro corpo, avete la Carità in voi e dalla Carità siete abbracciati, sempre più a Lei fusi più nella carità vivete, ossia siete nella Carità perché in Essa è tutto ciò che è santo, potrà dubitarsi che Maria, Colei che ab eterno fu pensata dal divino Pensiero — che è Volere e Potere perfetti — Immacolata e Piena di Grazia, Figlia, Sposa, Madre di Dio, Colei che al Volere divino corrispose con la sua volontà che, libera come quella di Gesù, volle usare questa sua libera volontà per camminare sempre alla presenza di Dio ed essere perfetta, non avesse Dio in Sé e non fosse in Lui?
16Ella pure ” non peccò perché non volle peccare “. Seconda Eva, non imitò la prima[15] e calpestò il Serpente perché, tutta persa in Dio regnante nel suo spirito e abbracciante Lei, suo amore, fu cieca, sorda, dimentica di tutto ciò che non fosse Dio e l’amore per Lui.
17Arca più santa di quella di legno di setim[16], in Sé contenne la Trinità e la Parola Incarnata, e poi ancora la Trinità e il Cristo Eucaristico, ed ora ancora Ci contiene, essendo Noi in Lei, Lei in Noi.
18Dove riposa Dio? Nello spirito dei giusti. Cosa è lo spirito? È la parte migliore dell’anima vostra. Quando cessa d’esser trono a Dio? Quando la concupiscenza lo soverchia. Quando vi lascia l’anima? Quando si separa dalla carne nell’ora della morte per essere giudicata e attendere la risurrezione della carne e con lei[17] avere eterno finale giudizio.
19Ma. Maria non morì. Trapassò in un rapimento da questa all’altra vita e nel trapasso il suo spirito purissimo fu più che mai trono di Dio. Così anche doveva essere di ogni uomo se, in Adamo, non avessero tutti peccato.
20Maria non fu giudicata. Era l’Innocente. Non soggetta a giudizio né a morte qual voi l’avete. Maria non tornò polvere nella sua carne immacolata quanto l’anima e fatta incorruttibile per aver portato il Figlio di Dio e dell’Uomo. In corpo e anima fu assunta al Cielo dagli Angeli. E neppure nell’ora del trapasso l’anima si separò totalmente, ma intellettualmente e completamente assurse, non al terzo[18] ma al Cielo supremo ed empireo, e adorò, mentre ugualmente lo Spirito Uno e Trino non lasciò il suo dolce verginale tabernacolo dove aveva riposo.
Divina Genitrice e santa Matrice
21Maria è in Cielo in corpo e anima, viva come era in Terra, beata come Lei può esserlo, in Cielo. E Dio, che inabitò in Lei sulla Terra, inabita in Lei in Cielo. Nulla è mutato. Messa al centro del divino Fuoco, che su Lei converge i suoi ardenti amori. Ella eternamente ci dice: ” Ecco l’Ancella, o Dio[19] “ e ci apre il suo cuore e ci accoglie in un mistero d’amore ineffabile. I Santi amanti di Maria hanno intuito questo e hanno proclamato che chi vuol trovare Dio, la Salvezza, la Vita, vada a Maria, e là troverà la Carità, il Salvatore, la Vita, la Luce, la Sapienza. E là rinascerà da uomo a vero figlio di Dio.
22Perché Maria, divina Genitrice, è anche la feconda santa Matrice che sino alla fine dei secoli accoglie e accoglierà nel suo seno coloro che vogliono nascere figli di Dio, e di queste debolezze informi, di questi germi incompiuti — difficilmente, per sé soli, capaci di vivere — fa e farà i “viventi ” del Regno di Dio, dà e darà questi figli al suo Dio.
23Maria è Corredentrice e Cooperatrice instancabile per il divino[20] trionfo finale, è carità inesausta e inesauribile, operosa come di Serva e gloriosa come di Regina, per la gloria di Dio, è Madre, Madre perfetta per tutti coloro che chiedono a Lei la Vita.»
2. Consapevolezza dell’avvento dello Spirito Santo.
Tempo di ogni maestro.
Il successo del venditore d’acqua.
1Un venditore d’acqua aveva istallato la sua bancarella presso una collinetta che nascondeva il fiume. Tutto il suo successo dipendeva dal fatto che i compratori d’acqua non vedevano il fiume. Quando un giovane fece vedere a tutti il fiume, il venditore dovette chiudere al suo bancarella. I maestri di questo mondo, sono venditori di scienza umana e hanno istallato la loro bancarella presso le cattedre, le scuole e le università che negano la presenza e la esistenza dello Spirito Santo. Tutto il loro successo dipende dal fatto che i compratori di scienza umana non vedono né sentono lo Spirito. Quando qualcuno testimonierà l’avvento e cioè la esistenza e la presenza reale dello Spirito Santo e quando gli altri in seguito alla testimonianza vedranno, sentiranno ed ascolteranno lo Spirito Santo, allora i venditori di scienza umana chiuderanno le loro scuole, perché viene il tempo e già questo in cui tutti i figli di Dio sono ammaestrati dallo Spirito Santo.
Il tempo di ogni maestro.
2Un predicatore aveva un grande successo. A migliaia andavano ad apprendere da lui la saggezza. Quando ebbero lo spirito di saggezza smisero di andare ad ascoltare i suoi sermoni ed il predicatore, allora, sorrise soddisfatto. Aveva infatti raggiunto il suo scopo, che era quello di andarsene quanto prima possibile, perché sapeva in fondo di star offrendo alla gente qualcosa che già avevano, se solo avessero aperto gli occhi e guardato. “È bene per voi che io me ne vada”, aveva detto Gesù ai suoi discepoli, “perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore, “lo Spirito di verità.
Il compito dei formatori spirituali.
3Il compito dei formatori e maestri spirituali è di portare i discepoli alla consapevolezza dell’avvento dello Spirito Santo. Senza l’avvento dello Spirito Santo nessun maestro, nessuna scuola potrà mai portare i loro discepoli alla verità piena, e nessun discepolo fosse pure un superdotato potrà mai sopportare il peso delle verità spirituali. Cosi disse ed insegnò Gesù: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando pero verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera e vi annunzierà le cose future”(Gv l6,12-13). Ecco il libro che ti dà la consapevolezza dell’avvento dello Spirito Santo: “Il Lieto annunzio dello Spirito Santo”. Questo libro ti fa aprire gli occhi e ti fa guardare l’azione amorosa e potente dello Spirito Santo lungo la storia dell’umanità e ti fa capire che i veri profeti, i Giudici, gli Apostoli, gli Evangelizzatori e i dotti sono sorti dalla sua scuola e dalla esperienza diretta e personale con Lui. Questo libro ti guiderà alla esperienza della tua Pentecoste.
Lo Spirito Santo dato da Cristo per mezzo di Maria (M. Valtorta ai Romani 13-2- 1948)[21].
Le due voci.
Dice il Divinissimo Autore:
4« Ti ho fatto contemplare le due nature di Gesù, Figliuolo di Dio e dell’Uomo, e come la natura divina, annichilendosi, limitandosi nei brevi confini di una carne umana — essa: infinita — non si sia per questo avvilita, ma anzi abbia divinizzato la natura umana ricreando il novello Adamo, nel novello paradiso terrestre dove tutto è bello e buono — bello a vedersi, buono a gustarsi — dove sono forti e incontaminati da abbracci serpentini l’albero della Vita, ossia della Grazia, e quello della Scienza del Bene e del Male, al quale però non viene tesa avida la mano per cogliere il frutto e divenire “dèi”, secondo la promessa fallace, ma al cui sussurro sapienziale viene porto puro orecchio per apprendere il Bene e fuggire il Male, pregando con compassione per gli incauti che non ascoltano il sussurro delle fronde mosse dal vento buono di Dio ma lo[22] zufolare, presso le radici, del Tentatore[23].
5Due voci. Ma come diverse! L’una viene dalle cime che spaziano nella purezza dell’aere e sono luminose di sole. L’altra viene dal basso, dalla terra, dalla penombra. La voce di Dio: Luce e Sapienza e Verità. La voce di Satana: Tenebra, Fango, Menzogna.
6L’Eva prima porse orecchio e abbassò lo sguardo alla voce della tenebra, fango e menzogna. L’Eva seconda — il secondo paradiso terrestre dove Dio si è compiaciuto di conversare con l’Innocenza nel fresco della sera, ossia nella pace di uno spirito che ignora le febbri, il caldo della lussuria — porse orecchio alla voce di Luce, Sapienza, Verità.
Novello terrestre paradiso.
7O novello terrestre paradiso di Dio! O bello, vago, puro giardino di delizie, dove tutto ciò che è, è dono di Dio, con veneranda cura d’amore conservato bello e puro per essere aperto a riposo all’Eterno, offerto alla Carità perché sia sua Dimora, giardino irrorato dalla Fonte purissima fertilizzante[24] la terra (gli uomini) che alla sua Acqua — Gesù — si volgono, luogo di delizie dal fiume di grazia che in quattro rami si divide, in quattro braccia: la prima di adorazione all’Eterno; la seconda di amore al prossimo; la terza di pietà per i prodighi o gli smarriti fuor dai confini paterni, i separati dalla Vite benedetta e dalla Vita; la quarta di misericordia per tutte le miserie dei viventi e dei già vivi.
Umiltà e mediazione di Maria.
8Da Te, o Maria, o Vergine, per un capovolgimento dei fattori fu tratto l’Uomo, il Cristo, senza che fecondazione di seme umano fosse necessaria a far fertile il tuo grembo. Tu sola Generante. Da Te sola concepisti e donasti la Luce alla luce. La Grazia, in Te già piena, in un tripudio d’ardori incontenibili, penetrò il tuo seno, e il Verbo prese carne per abitare fra gli uomini e dare loro la Vita.
9L’Èva prima, per voler essere ” come dio “, perse ciò che fa dell’uomo animale il figlio di Dio. Tu, senza golosità di alcuna maniera, per voler essere soltanto serva, divina fosti per sponsali d’amore divino e per divina Maternità.
10A Te, che ti sentivi la più piccola e povera fra tutte le donne, e giusto trovavi il dolore che ti fu sollecito compagno nella vita, a Te che giusto trovavi il dover subire le conseguenze del Peccato con le fatiche, le sofferenze, la morte, o Vergine bella, umile, casta, paziente, ubbidiente, amorosa, Eva nuova, per volere di Dio Immacolata, per volere tuo fedele alla Grazia, Dio decretò: ” Tu non morrai, non può morire Colei che ha dato alla Terra la Vita “. Ma anzi, per aver dato il Frutto del tuo seno, per averlo dato onde fosse colto, e preso, e mangiato, e spremuto, Pane, Vino, Sangue, Redentore, si apriranno i tuoi occhi e sarai come Dio avendo la conoscenza del Bene e del Male, per amare e insegnare ad amare, mirabile Maestra, il primo, e per combattere con le tue armi il secondo.
11Per Te l’Adamo nuovo. Per Te l’Ordine ricostruito. Per Te la Grazia agli uomini. Per Te la Redenzione. Per Te il Cristo e, per Te e il Cristo, Io, lo Spirito Santo.
12Io ti ho resa feconda e sembra così che Tu agli uomini abbia dato soltanto il Verbo fatto Carne. Ma Colui che vede e sa, dice che Tu hai dato — in una maternità sopra eccelsa, nella quale la tua carne non è neppur argilla a modellarvi la divina Forma — hai dato agli uomini lo Spirito Santo.
Lo Spirito dello Spirito di Dio.
13Quello Spirito Santo senza il quale gli uomini sono impotenti ad amare, comprendere, vivere l’amore.
Quello Spirito Santo senza il quale non è conoscenza di Dio.
Quello Spirito Santo senza il quale non è figliolanza in Dio.
Quello Spirito Santo suscitatore[25] degli eroismi dei santi.
Quello Spirito Santo teologo divino dei teologi umani.
Quello Spirito Santo che avvalora le preghiere dei mortali gridando: ” Padre ” in nome loro[26].
14Quello Spirito Santo munifico datore di doni che perfezionano e completano le virtù soprannaturali, fertilizzando lo spirito, rendendolo attivo, docile, pronto a vivere la vera vita del cristiano ossia del figlio di Dio.
15Ecco, questo Spirito dello Spirito di Dio, la super essenza del Divino Amore, ve lo ha[27] dato il Cristo, e ve lo ha dato per Maria, Madre del Cristo e Madre vostra, non in un senso simbolico ma reale, perché è madre colei che dà la vita, e Maria vi ha dato la Vita e conseguentemente lo Spirito Santo, ossia Colui che mantiene la Vita in voi e, più ancora, fa di voi dei portatori di Cristo; più degli ” altri Cristi “, secondo la frase di Paolo: ” Non sono più io che vivo è Cristo che vive in me[28] ‘”.
I Cristificati.
16l minore si offusca davanti al maggiore, ne viene assorbito, e il maggiore soverchia e splende annullando il minore, non per sopraffazione[29] ma per elevazione a un grado più alto, assorbendo assimilando la pochezza alla Pienezza, la debolezza alla Forza la limitatezza all’Infinito.
17Un re che traesse seco sul trono un povero fanciullo nudo, trovato per via e l’amasse al punto di farlo suo erede e lo facesse acclamare dalle folle tenendolo sotto il suo manto regale, e non potessero le folle schernirlo, questo piccolo povero fanciullo, perché non lo vedono, vedendo solo il re nella sua maestà, il piccolo fanciullo stringendosi beato al re buonissimo sino a scomparire nei paludamenti regali, felice di sparire così, sarebbe il simbolo più esatto di questa condizione del cristiano divenuto altro Cristo.
18Non diversamente Maria, incinta di Dio, sentì sé, creatura, annullata dal Tutto chiuso nel suo seno. Non Lei, ma Colui che era in Lei, Lei vedeva, Lei portava, Lei dava alla venerazione degli uomini.
19Anche voi cristiani lo Spirito feconda del Cristo, e se la volontà vostra seconda la volontà dell’Amore, il Cristo prende vita in voi, e voi uni con Lui divenite, onde ” una sol cosa ” voi siete col Padre, col Figlio e con lo Spirito che li unisce, così come è chiesto da Gesù nell’orazione dell’ultima Cena[30], perché coi Tre, che Uno sono, facciate eterna dimora e godiate dell’amore, e poi della gloria di Dio e della pace gaudiosa che è il premio di coloro che accolsero la Luce e la Parola e vissero nella Carità e Verità, nascendo a Dio e da Dio, e dando testimonianza al Cristo vivente in loro con una vita perfetta, secondo il comando e l’esempio di Gesù. »
3. Consapevolezza del Regno
dello
Spirito Santo.
È lo Spirito che dà la vita
1Quando lo stagno è asciutto e i pesci giacciono sulla terra riarsa, inumidirli con l’alito o umettarli con la saliva non giova loro a nulla, l’unica soluzione lodevole è far giungere l’acqua allo stagno o prelevarli e gettarli nell’acqua. Il mondo senza lo Spirito Santo è uno stagno senza acqua dove gli uomini giacciono sulla terra riarsa dal peccato, inumidirli con l’alito delle dottrine umane o umettarli con la saliva delle ideologie sociali o addirittura consolarli con le brine mattutine delle promesse politiche non giova loro a nulla perché “è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla“(Gv 6,63).
Lo Spirito Santo è dono di Dio.
2Lo Spirito non viene dall’uomo, ma scaturisce da Dio (Ap 22, l), come dice il Signore: “A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita” (Ap21,6). Altrove dice: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo” (Gl 3,1). Allo Spirito Santo che viene dall’Alto è affidato il compito di stabilire il Regno di Dio sulla terra, come sta scritto: “In noi sarà infuso lo Spirito dall’Alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato un frutteto. nel frutteto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri” (Cfr Is 32,15-18).
Il tempo è compiuto
3Il Tempo è compiuto il Regno dello Spirito Santo è vicino per chi ancora non crede che è già dentro di lui. Ma viene il tempo, ed è questo, in cui lo Spirito Santo si manifesterà in noi secondo le profezie: “Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio” (Ez 36,27-28). Allora il Regno sarà dello Spirito Santo. Lui consacrerà per il Regno, ungerà per la missione, sigillerà per la salvezza. Lo Spirito Santo è la Voce, l’Illuminatore, l’Ispiratore e l’Educatore del Regno. Lui è il Santificatore, il Perfezionatore, l’Amore operante del Regno, colui che ci trasformerà in un unico grande fuoco.
Il fuoco si trasmette per contatto.
4Nella vita dei Padri del deserto si legge: “Padre Lot si recò da Padre Giuseppe e disse: “Padre, per quanto ne sono capace, osservo la mia piccola regola, il mio piccolo digiuno, la preghiera, la meditazione e il silenzio contemplativo e scaccio, per quanto posso, i cattivi pensieri dal mio cuore. Che altro devo fare?” L’altro, più anziano, si alzò in piedi per rispondergli, sollevò la mano aperta verso il cielo e le sue dita divennero come dieci lampade infuocate. Disse: “Questo: trasformati in un unico grande fuoco”. “Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito” (l Cor 6, l7). Il fuoco si trasmette per contatto. Chi non fa la esperienza dello Spirito Santo, non può avere il suo fuoco
Attività trasformatrice dello Spirito Santo (M. Valtorta ai Romani 29-3- 1950)[31]
Lo Spirito Santo tutto feconda.
Dice il Divinissimo Autore:
5«II quale Divinissimo Spirito ha più modi per aiutare la vostra debolezza.
Dandosi a voi con la sua immensità di luce e di potenza, vi penetra e illumina sino nei fondi più abissali del vostro spirito, e tutto lo feconda, facendovi prosperare la Grazia e le altre virtù, facendovi conoscere il Padre ed il Figlio e il loro reciproco Amore, ossia Egli stesso, quale nessun libro e nessuna parola di sapienza umana possono riuscire a farlo.
Attività trinitaria.
6Perché nella sua immensità di Sapienza, Dio è sempre luminoso e semplice, la sua istruzione è un tocco divino che accende luci atte ad illuminare i misteri, è una carezza che sveglia l’amore in voi, è un bacio che vi fa gustare il sapore di Dio, di quel Dio Padre che del suo amore previdente vi nutre come di un latte, di quel Dio Figlio che della sua Carne e del suo Sangue vi pasce, di quel Dio Spirito Santo che del suo miele sapienziale vi ciba onde farvi desiderosi di Dio come le api lo sono del succo del fiore.
7E quale più splendido, soavissimo, purissimo fiore, di Dio? E quale cosa che più attragga di un fiore odoroso, vago di tinte, salutifero di succhi, e attragga anche i più semplici e indotti, anche i fanciulli, anche i vecchi senza più illusioni umane, anche i malati crocifissi alla loro croce, perché attrae senza stancare, perché rallegra, perché testimonia dell’esistenza di Dio, della sua provvidenza che sovviene anche all’erba del campo?
Lo Spirito istruisce, ammaestra.
8Così semplicemente, col suo umanamente divino Silenzio, ma spiritualmente con la sua instancabile Voce risuonante nel silenzio attento dell’anima, lo Spirito vi istruisce, vi ammaestra, vi consiglia, vi guida, vi comunica, ad ogni sua effusione da voi secondata, una più vasta conoscenza di Dio, generatrice di un grado più alto di amore verso Dio, una più sicura persuasione che le azioni compiute per amore a Dio, e quindi nella sua Carità, sono compiute con l’aiuto e l’unione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e perciò vengono soprannaturalizzate, mentre l’individuo uomo si trasforma, per una continua generazione del Verbo, per volere del Padre che vi vuole “altri cristi”, in figlio di Dio, in figlio sempre più tale quanto più vive nella Carità del Padre e del Figlio, ossia nell’abbraccio dello Spirito di Dio.
Trasformazione totale.
9Questa trasformazione, quando diviene totale, per quanto può esserlo in creatura ancora vivente nell’esilio terreno, per essersi la creatura svuotata di tutto quanto non è amore puro — ed è amore puro di Dio e a Dio quello che s’è spogliato da ogni cosa che possa essere di impedimento: affetti sensibili non ordinati al fine caritativo soprannaturale, timori eccessivi in riguardo alla imperfezione di ogni atto umano rispetto alla Perfezione che è Dio, ansia di fare troppo, e troppe cose venute dalla propria volontà di fare, anche a fine buono, il che produce affaticamento e distrazione, e impedimento nell’ascoltare e nell’eseguire le divine ispirazioni e intenzioni, ispirate o proposte da Dio allo spirito dell’uomo — questa trasformazione, ho detto, quando diviene totale, per quanto può esserlo a spirito ancor chiuso in una carne, porta a superare tutti i limiti e le limitazioni connesse alla natura umana e ad innalzare ad altezze abissali di carità sino all’immolazione, o di contemplazione sino all’estasi o alle rivelazioni, durante le quali un’anima mistica, per brevi istanti — che di più non potrebbe la creatura goderne senza morirne — gusta ciò che è anticipazione del perfettissimo gaudio eterno, e le gusta senza morirne di dolcezza, perché una segreta azione di Dio la sovviene nel riceverle. Vi aiuta col suscitare in voi desideri santi che vi portano ad opere sante, sempre che voi siate docili e attenti alle sue ispirazioni.
Esempio di Gesù e dello Spirito Santo.
10Quando vi lasciate ispirare e muovere dall’eterno e perfetto Movente, che ogni suo movimento compie per amore, voi vi trasformate in creature d’amore ed eleggete a vostra guida e a vostra virtù regina l’amore. Allora, qualunque cosa voi facciate o diciate, anche se ad alcuno parrà che voi nulla facciate — perché la vostra attività non sarà appariscente, rumorosa, agitata, ma tutta intima: preghiera e offerta quotidiana, immolazione richiesta e poi compiuta, nell’interno del vostro io, memori delle parole: ” Quando volete pregare non imitate gli ipocriti che amano esser veduti dagli uomini, ma anzi entrate in casa e ivi chiudetevi[32] ” — allora veramente vi trasformate da uomini in figli di Dio. Perché imitate il Padre che opera nel mistero del suo Cielo; imitate[33] il Figlio che non amò le acclamazioni e che, finché poté farlo senza contravvenire ai disegni del Padre, amò il nascondimento di Nazareth, sfuggendo poi, dopo ogni miracolo grandioso, che doveva compire alla presenza delle turbe per confermare la sua vera Natura di Verbo del Padre e di Messia, col ritirarsi sui monti[34], o allontanarsi con la barca sul lago[35], o sull’Oliveto[36], o dalle parti di Tiro e Sidone[37], o nei dintorni di Magdala, e anche ai confini della Samaria[38]; imitate[39] lo Spirito Santo, la cui azione santificatrice si svolge senza rumore né agitazione nell’interno dello spirito umano.
No io, ma Cristo vive in me.
11Vi trasformate e compite opere da figli di Dio, aumentando anche per questa cosa la vostra identificazione con Lui, la vostra ascesa verso la perfezione. Più ancora: il vostro io, sia naturale che spirituale, sempre imperfetti per conseguenza della Colpa di origine, si annullano — è la vera parola — per assumere l’io perfetto di Gesù.
12Paolo dice: ” Non vivo io, Cristo vive in me[40] “. Ogni cristiano che operi questa trasformazione terrena, che è il mezzo per cui dopo la morte egli si trasformerà in erede eterno del Cielo, erede in possesso della sua parte di eredità, può dire con Paolo: ” Non io, Cristo vive in me”. E veramente le sue azioni saranno azioni fatte secondo lo spirito di Cristo, le sue orazioni saranno orazioni che continueranno l’orazione continua fatta da Cristo mentre era in terra, i suoi patimenti saranno veramente continuazione e compimento ai patimenti di Cristo, per lo stesso scopo: la santificazione degli uomini; e conseguenti lo stesso fine: l’esaltazione gloriosa ed eterna, dopo l’umiliazione e il martirio dell’immolazione.
Lo Spirito S. aiuta con la sua preghiera.
13Infine, dopo avere operato l’unione[41] mediante la comunicazione di Sé stesso a voi e la trasformazione di voi in Lui con la docile aderenza alle sue ispirazioni — che Egli non susciterebbe in voi ove vedesse che voi non poteste compierle di modo che da sorgente di bene si tramutassero per voi in oggetto di condanna — lo Spirito che è in voi, per sostenere la vostra debolezza e operare la vostra santificazione, vi aiuta con la sua preghiera perfetta.
14Egli, essendo Dio, sa in che modo occorre pregare, e lo fa con voi e per voi, e la sua preghiera sale con la vostra, resa efficace dall’unione con la preghiera dello Spirito, al Cielo, al trono di Colui che ” scruta ” i cuori e conosce quel che brami lo Spirito e come interceda per i santi, secondo i desideri che Dio ha per ognun d’essi. Ed è questo l’aiuto degli aiuti: vostra giustificazione, vostra fortezza, vostra santificazione che avviene, si esercita, si inizia in terra, e si corona in Cielo.»
4. “Regna il tuo Dio!”
Il dono dello spirito divinizzato
La Ruah Madre! Lo Spirito Santo.
1Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a tutto il mondo: “Regna il tuo Dio”, “Regna lo Spirito Santo”. Senti? Le tue sentinelle alzano la voce, insieme gridano di gioia, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Consolatore, lo Spirito di verità. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine del Cristianesimo, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato la sua Chiesa, la sua famiglia. Il Signore ha snudato il suo Santo Braccio, ha manifestato il suo Santo Spirito davanti a tutti i popoli; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio, lo Spirito Santo. Fuori, fuori, uscite di là! Uscite della schiavitù del peccato. Non toccate niente di impuro, non toccate la droga, le armi, i mezzi di comunicazione pornografica. Uscite da essa, dalla società malvagia, dissociatevi dalla violenza, astenetevi dal male; purificatevi, santificatevi, voi che portate gli arredi del Signore! Voi che portate i segni dei sacramenti divini, voi che avete i carismi dello Spirito. Voi non dovrete uscire in fretta, la fretta è radice dell’orgoglio; né andarvene come uno che fugge, perché davanti a voi cammina il Signore, il Dio dei cristiani, lo Spirito Santo chiude la vostra carovana[42].
L’uomo deve riconoscenza allo spirito (M. Valtorta ai Romani 8-2- 1950)[43].
2«A chi deve riconoscenza, verso chi ha obbligo di ripagare gli aiuti ed i doni ricevuti, colui che fu beneficato? A colui che lo beneficò.
3L’uomo a chi allora deve riconoscenza? Alla carne che si lasciò corrompere dalla seduzione del frutto proibito e di lui, uomo, dio per la grazia avuta dal Creatore, fece unicamente l’uomo destinato al dolore, alla fatica, alla morte, all’esilio dal Cielo, oppure allo spirito che, rinato e rigenerato alla grazia per i meriti del Cristo, ridivinizzato, darà anche alla carne di godere il Cielo?
4Veramente l’uomo deve riconoscenza, anzi ubbidienza, allo spirito che lo conduce verso il gaudio eterno. E lo spirito, che è mosso dallo Spirito Santo, deve dare ubbidienza e riconoscenza a Dio.
Chi vive la vita dello spirito è figlio di Dio.
5Se tutti gli uomini sono creature di Dio, soltanto quelli che vivono la vita dello spirito sono ” figli di Dio “. Gli altri, ubbidienti soltanto, schiavi soltanto degli istinti e stimoli della carne, sono soltanto figli della carne. Ossia creature animali, non diversamente dalle specie animali viventi sulla Terra, nelle acque, nell’aria, create da Dio nel sesto giorno[44]
6Ma mentre tutte le creature animali piacciono[45] al Creatore, essendo che ognuna ubbidisce al compito per cui fu creata, senza violare la legge naturale sua propria nel procreare, nel servire all’uomo e alla natura tutta, l’uomo che viola l’ordine in se stesso col violare la legge divina, e perciò andando contro Dio e volontariamente sottraendo a Dio la gioia di dare ad un uomo ciò per cui lo creò — come privando se stesso del premio eterno, che è il fine per cui fu creato — fortemente spiace a Dio, che da Sé lo rigetta e dal suo Regno, perché è un omicida, un violento contro la sua propria natura.
L’uomo che vive da animale è omicida e deicida.
7Non paia un errore. Il peccatore che vive e muore nel peccato è omicida di sé stesso nelle sue due nature così
strettamente unite da farne una sola cosa. Non si può uccidere impunemente la natura soprannaturale dell’uomo senza coinvolgere nella morte eterna anche la natura naturale dell’uomo. E non si può vivere da bruti senza uccidere precocemente anche la natura animale: la carne, con le malattie, conseguenze dei vizi.
8Quindi l’uomo che viva animalmente è un omicida ed un deicida, uccidendo la vita animale in sé e uccidendo la vita spirituale divinizzata, colpendo l’Amore Creativo che ha eletto sua sede nello spirito dell’uomo (voi siete templi dello Spirito di Dio[46], sino a quando lo spirito dell’uomo sarà assunto nella sede eterna di Dio: il Cielo.
Il dono dello spirito divinizzato.
9Dunque l’uomo non è e non deve essere debitore alla carne, dalla quale solo castigo e morte gli può venire. Ma deve essere debitore dello spirito e quello servire, perché è desso spirito che dà alla carne le luci, le voci, le forze, gli aiuti, i soprannaturali gaudi che compensano dai triboli quotidiani; luci, voci, forze, aiuti, gaudi, che vengono allo spirito in grazia dallo Spirito di Dio che in esso inabita.
10Questo esser debitore e servo dello spirito, è forse una schiavitù per l’uomo? No. È forse una ragione di timore esagerato, di paura continua, di incertezza paralizzante? No.
11Quando uno è debole o per età o per malattia, quando uno è cieco, o anche soltanto di vista difettosa, duro d’orecchio, ottuso di mente, si fa aiutare da chi non ha difetti o debolezze. Ugualmente l’uomo si deve far aiutare dalle luci, voci, forze, aiuti dello spirito che trae le sue luci, voci, forze, dallo Spirito di Dio.
12Fra i molti doni del Padre Ss. ai suoi figli di adozione, questo della signoria dello spirito divinizzato sulla materia, è uno dei più grandi, perché dà modo alla carne di pervenire alla vita gloriosa. Non schiavitù ma elezione al grado più alto che creatura possa raggiungere: l’adozione divina, e quindi la figliazione spirituale da Lui, Dio, per cui possono gli uomini chiamare ” Padre ” — parlo degli uomini ai quali il Cristo, e la vita in Cristo, ha reso la Grazia e la mantiene viva nell’uomo — Colui che lo stesso popolo eletto non osava chiamare direttamente col suo Ss. Nome e lo chiamava, tremando: “‘ Colui che è – Jeové[47] “.
13Ma l’uomo in cui vive Cristo-Grazia può chiamare ” Padre ” l’Eterno di cui il Verbo Incarnato è Figlio. Perché è ancora il Cristo che chiama, dall’interno dell’uomo, il Padre Creatore di tutti gli uomini. E poiché Cristo è Verità, il suo chiamare ” Padre “, dall’interno dell’uomo, per l’uomo e con l’uomo, Iddio, è testimonianza sicura che tutti coloro che vivono e agiscono per lo spirito e perché mossi dallo Spirito Santo che li inabita, sono veramente ” figli di Dio.»
Il lieto annunzio dello Spirito.
14Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te, il suo Spirito sarà su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Ti chiameranno Città del Signore, popolo dello Spirito Santo. Io farò di te l’orgoglio dei secoli, la gioia di tutte le generazioni. Saprai che io sono il Signore tuo salvatore e tuo redentore, io lo Spirito di fortezza. Costituirò tuo sovrano la pace, tuo governatore la giustizia. Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura (profeti e carismatici), e gloria le tue porte (apostoli e Sacerdoti). Il sole non sarà per te luce eterna, il tuo Dio, lo Spirito Santo, sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto. Il tuo popolo sarà di giusti, per sempre avranno in possesso la terra, germogli delle piantagioni del Signore, lavoro delle sue mini per mostrare la sua gloria. Il piccolo diventerà un migliaio, il minimo un immenso popolo; io sono il Signore: a suo tempo, farò ciò speditamente (Cfr Is 60, l-3.14-22). Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: “Dite alla figlia di Sion, alle chiese cristiane: Ecco, arriva il tuo Consolatore, lo Spirito di verità, ecco ha con sé la sua mercede, i suoi doni, la sua ricompensa i suoi carismi sono davanti a lui”.
5. Lo Spirito Santo è il mio
Dio Amore
Immì (Madre mia)
Il mio Dio-Amore.
1 Inizio del lieto annunzio dello Spirito Santo:
In principio era Amore
amore era con Dio
e Dio era amore.
In principio era Immì (Madre mia),
Madre mia era con Dio
e Dio era Madre mia:
Madre mia era, è e sarà Dio,
il mio Dio-Amore, la “Ruah” = lo Spirito Santo.
Il mio Dio-Amore è la “Ruah”=Spirito Santo.
2La “Ruah”=Spirito Santo:
È l’essenza, l’esistenza, è la vita di Dio.
È la santità, la perfezione, è la divinità di Dio.
È la tersura, la trasparenza, è la luce di Dio.
È l’agilità, l’acutezza, è l’intelligenza di Dio.
È la scienza, la conoscenza, è la Sapienza di Dio.
È l’onniveggenza, l’onnipresenza, è l’onnipotenza di Dio.
È la forza, la virtù, è la regalità di Dio.
È la stabilità, l’attività, è la libertà di Dio.
È il profumo, la purezza, è la bellezza compiuta di Dio.
È la benedizione, l’alleanza, è la Grazia di Dio.
È il dono, il carisma, è la gloria di Dio.
È la semplicità, la tenerezza, è la bontà di Dio.
È la dolcezza, l’accoglienza, è l’amicizia di Dio.
È l’immacolatezza, la concezione, è la maternità di Dio.
È l’amore, la misericordia, è la carità di Dio.
È la mitezza, la quiete, è la pace di Dio.
È la gioia, la beatitudine, è la felicità di Dio.
È la magnificenza, lo splendore, è il Regno di Dio.
3“Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonato agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato, ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonato, né in questo secolo, né in quello futuro“(Mt 12,31-32).
Salve, “Immì”=Madre mia.
4Salve, musica madre, messaggera del Verbo nell’armonia del cosmo; giubilo primo e santo che dai canti al figlio e ai figli dell’amore; divina ispirazione dei saggi e dei profeti, lingua di puro fuoco per completare il cantico, chiave dell’alfabeto d’un unico linguaggio, Vangelo del Signore.
5Salve, grembo materno principio d’ogni madre e cuore dell’Eterno, radice della gioia, genesi della storia, matrice della gloria amata del gran Re, sovrana del suo Regno.
6Salve, o femminile grazia del Dio vero, o vita della vita, prima benedizione, modella al Creatore, sua immagine sponsale splendente di bellezza, promessa di salvezza, pegno al peccatore, segreto del Signore.
7Salve, o Madre Aria, Spirito del Signore: primo alito di vita per il mortale Adamo e per ogni creatura, vento che rende asciutto il passo nel Mare Rosso e viva la bandiera di schiavi liberati per la danza di Pasqua.
8Salve, o Madre Acqua, sorgente della vita oceano primordiale, utero disserrato, diluvio universale, sepolcro d’ogni male per la nuova creazione.
9Salve, o Madre Luce, splendore di Gesù. Come bimbo che nasce spalanco i miei occhi e cerco il tuo volto: scoperta della fiamma, lampada ai miei passi, danza intorno al fuoco: sei festa nella notte. Astro del primo albore, è vero che il tuo raggio viaggiò per anni luce in cerca del mio cuore?
10Salve, o Carità principio e sorgente della vita immortale, oceano di pietà. Vedova abbandonata e brace sotto cenere per l’ultimo respiro dell’Agnello morente; fuoco nuovo e ardente ravviva dall’alito potente del risorto per saldare il tempo con la vita eterna.
11Salve, Colomba Madre, tenerezza di Dio, maternità feconda che aleggi sulle acque del mare primordiale per generare vita; colomba che ci porti il germoglio d’ulivo di una primavera stendi le tue ali sul mondo in naufragio, sereno arcobaleno.
12Salve, o Madre Gloria. Splendida da morire! Firmamento di stelle per la fede d’Abramo; splendore di Mosè che forgia la Torah nel fuoco d’Adonai; mediatrice del patto che irradi sugli Ebrei un’alleanza immortale; spirito di prudenza che scendi sui settanta e fuori accampamento; autorità che libera ispirando re e giudici nella terra promessa; ebbrezza dei profeti che impastano la storia con i segni di Dio per rendere Israele primogenito e simbolo di tutti gli altri popoli chiamati all’alleanza; annuncia al mondo intero: – Città dell’uomo, alzati, rivestiti di luce – la gloria del Signore risplende su di te.
13Gioisco in te Paraclito: nido, sole e mare, canta per te il mio cuore di umile giullare. Madre consolatrice, accorda sul tuo ritmo i primi tenui palpiti di questo dio-in-fiore; recidi mi per sempre il nesso ombelicale; rivelami il tuo volto: Immì, Madre mia, bramo vederti, parlarti a faccia a faccia in dialogo vitale come Maria, la madre, col Figlio suo divino. (Inno allo Spirito Santo).
Lo Spirito Santo è l’Amore (M. Valtorta 25-12- 1943)[48].
La voce di tutto il creato.
Dice l’Eterno Spirito:
14« Io sono l’Amore. Non ho voce mia propria perché la mia Voce è in tutto il creato ed oltre il creato. Come etere Io dilago per tutto quanto è, come fuoco accendo, come sangue circolo.
15Io sono in ogni parola del Cristo e fiorisco sulle labbra della Vergine. Io purifico e faccio luminosa la bocca dei profeti e dei santi. Io sono Colui che le cose ispirò prima che fossero, perché è il mio potere quello che come palpito dette moto al pensiero creativo dell’Eterno.
L’Ispiratore della creazione dell’uomo.
16Per il Cristo tutte le cose sono state fatte[49], ma tutte le cose sono state fatte da Me‑Amore, perché sono Io che con la mia segreta forza mossi il Creatore ad operare il prodigio.
17Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà unicamente il Cielo[50].
18Io sono l’ispiratore della creazione dell’uomo al quale fu donato il mondo per sua delizia[51], il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo.
19Io sarò che porrò sulle labbra dell’ultimo uomo la suprema invocazione: “Vieni, Signore Gesù!”[52].
L’Operatore della Redenzione.
20Io sono Quello che a placare il Padre infusi l’idea dell’Incarnazione e scesi, fuoco creatore, a farmi germe nelle viscere immacolate di Maria, e risalii fatto Carne sulla Croce e dalla Croce al Cielo per stringere in anello d’amore la nuova alleanza fra Dio e l’uomo, come in amplesso d’amore avevo stretto il Padre e il Figlio generando la Trinità.
Il Donatore di ogni carisma.
21Io sono Colui che senza parole parla, ovunque ed in ogni dottrina che in Dio abbia origine, Colui che senza tocco apre occhi e orecchi ad udire il soprannaturale, Colui che senza comando vi trae dalla morte della vita alla Vita nella Vita che non conosce limite.
22Il Padre è su voi, il Figlio in voi, ma Io, Spirito, sono nel vostro spirito e vi santifico colla mia presenza.
Generatore del Cristo in noi.
23Cercatemi ovunque è amore, fede e sapienza. Datemi il vostro amore. La fusione dell’amore con l’Amore crea il Cristo in voi e vi riporta in seno al Padre.
24Ho parlato oggi che è l’avvento dell’Amore sulla Terra, la più alta mia manifestazione, quella da cui provengono redenzione e infusione pentecostale alla Terra.
25Il mio Fuoco dimori in voi e vi accenda, ricreandovi a Dio, in Dio e per Iddio, Signore eterno, a cui, in Cielo e in Terra, ogni lode va data.»
6. Natura divina della
Ruah – Spirito Santo.
“Dio è Spirito” (Gv 4,24)
La Ruah-Madre lo Spirito Santo è Dio
1Sta scritto che “Il Signore è lo Spirito Santo“(2 Cor 3,17). Altrove sta scritto che “Il Signore è Dio” (Dt 4,3-5). Siccome “Il Signore è uno solo“(Dt 6,4), si conclude che lo spirito Santo è Dio. Lo Spirito è della stessa natura del Signore a tal punto che lo Spirito e il Signore si identificano, come dice S. Paolo: ” Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo spirito del Signore c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello spirito del Signore”[53].
2Dal momento che “Il Signore è lo Spirito”, lo Spirito è il nostro Signore che vuol dire il nostro Dio, e “il Signore nostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei signori” [54]. Quindi, ciò che è dovuto al Padre e al Figlio è ugualmente dovuto allo spirito Santo. Quindi, allo spirito Santo è dovuto vero culto di adorazione, come insegna Gesù: “Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,24). Allo Spirito Santo è dovuto l’amore assoluto, come sta scritto: “Tu amerai il Signore tuo Dio, cioè lo Spirito Santo, con tutto il cuore, con tutta l’anima, e con tutte le forze” (Dt 6,5). Allo Spirito Santo è dovuto la glorificazione, cioè noi dobbiamo glorificare lo Spirito santo che è Dio abitante in noi, come dice l’Apostolo: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo spirito di Dio abita in voi? O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!”[55].
Il divino Architetto dell’universo
3Dice la “Ruah”, lo Spirito di sapienza: “dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, Io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, Io sono stata generata. Quando egli fissava i cieli, Io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora Io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; 31 dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo”[56].
Lo Spirito Santo. è la carità di Dio (M. Valtorta 15-9- 1944)[57].
La Forza prima, ultima. È la Forza eterna.
4Questa mattina il mio risveglio dal breve sonno abituale, in sull’alba, è stato caratterizzato da questa parola detta da una
voce piana e lieve, un soffio appena:
Dice l’Eterno Spirito:
«Io sono la Carità di Dio. Canale d’amore fra il Padre e il Figlio, canale di carità fra Dio e gli uomini. Libero e fecondo, Io vado e circolo, distribuisco e raccolgo, espando e concentro. Per Me l’Eterno è in voi. Per Me voi siete nell’Eterno. Sono la Forza prima. Sarò la Forza ultima. Sono la Forza eterna.
La Perfezione delle perfezioni di Dio
5 Tutto finirà. Non Io. Il mio vivere, il mio regnare è eterno, perché Io sono la Perfezione delle perfezioni di Dio e la perfezione delle perfezioni dell’uomo. Quando nulla sarà più necessario all’uomo perché non vi sarà più tempo e povera vita, carne e esilio, ma solo eternità e spirito, quando nulla dovrà più esser fatto, senza sosta, da Dio a favore del creato, perché di tutto il creato non rimarrà che il Cielo coi suoi ormai completi, eterni abitanti, ancora Io sarò. Io sarò. Io sarò.
L’estasi della conoscenza trinitaria
6E allora i ” vivi “, che già mi comprendono, mi come-prenderanno compiutamente, e la loro gioia sovrumana verrà da questo comprendermi compiutamente. Perché comprendermi compiutamente vuol dire comprendere Dio e il suo trino mistero. Conoscere perciò Dio perfettamente ed esser assorti in eterno nell’estasi di questa conoscenza.»
Poi la voce, di una soavità ancor maggiore a quella di Maria, si è taciuta lasciandomi beata e ridente di una gioia non umana.
7. Lo Spirito è Dio onnipresente
Lo Spirito del Signore riempie l’universo
“Non riempio io il cielo e la terra?”
1Dice la “Ruah”, lo Spirito di verità: “Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo, e ho ricoperto come nube la terra. Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dimora“(Sir 24,3-5).
2“Sono Io forse Dio solo da vicino e non anche Dio da lontano? Può forse nascondersi un uomo nei nascondigli senza che Io lo veda? Non riempio io il cielo e la terra?”(Ger 23,23-24). Difatti lo Spirito del Signore riempie l’universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce (Sap 1,7).
Dove fuggire dalla sua presenza?
3 Dove andare lontano dal tuo Spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là Tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte”; nemmeno le tenebre per Te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per Te le tenebre sono come luce (Sal 139,7-12).
Il suo sguardo passa da un’eternità all’altra
4Gli inferi e l’abisso sono davanti al Signore, tanto più i cuori dei figli dell’uomo (Pr 15,11). Ogni azione umana è davanti a Lui, non è possibile nascondersi ai suoi occhi. Il suo sguardo passa da un’eternità all’altra, nulla è possibile nascondersi ai suoi occhi. Non c’è da dire: “che è questo? Perché quello?” poiché tutte le cose sono state create per un fine, 16 e tutte le cose saranno indagate a suo tempo (Sir 39,19-21.16).
Natura della Santissima Trinità (M. Valtorta 1-7- 1943)[58].
Il mistero della Trinità.
Dice Gesù:
5«Oggi, festa del mio Sangue, ti illumino un mistero. Di’: ” Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo”, poiché è di Noi che ti voglio parlare. Alla vostra pesantezza umana sono occorse figure per pensare al Padre e allo Spirito, esseri incorporei di infinita bellezza, ma che voi non concepite coi vostri sensi umani. Tanto che difficilmente ad Essi vi volgete, con tutta la pienezza del pensiero, per invocarli come invocate Me che pensate come Uomo‑Dio. Non comprendete perciò neppure lontanamente l’incomparabile mistero della nostra Trinità.
6Per pensare a Dio non bisogna portare paragoni con esseri creati. Dio non si paragona. Egli è. Nell’essere c’è tutto. Ma l’essere non ha corpo, e l’Essere eterno non ha corpo.
La Trinità è Luce.
7Guarda: Dio è luce. Ecco l’unica cosa che può ancora rappresentare Iddio senza essere in antitesi con la sua spirituale Essenza. La luce è, eppure è incorporea. Tu la vedi ma non la puoi toccare. Essa è.
La nostra Trinità è luce. Un’illimitata luce. Sorgente a Sé stessa, vivente di Sé stessa, operante in Sé stessa. L’universo non è tanto grande quanto Essa è infinita. La sua essenza empie i Cieli, scorre sul Creato, domina sugli antri infernali. Non vi penetra ‑ sarebbe finito l’Inferno ‑ ma li schiaccia col suo rutilare che è beatifico nel Cielo, confortatore sulla terra, terrorifico nell’Inferno. Tutto è trino in Noi. Le forme, gli effetti, i poteri.
Dio Padre.
8Dio è luce. Una luce vastissima, maestosa e pacata, è data dal Padre. Cerchio infinito che abbraccia tutta la Creazione, dall’attimo in cui fu detto: “Sia la luce”[59], fino ai secoli dei secoli, poiché Dio, che era in eterno, abbraccia la Creazione, da quando essa è, e continuerà ad abbracciare, quanto, nell’ultima forma, l’eterna, dopo il Giudizio, rimarrà del Creato. Abbraccerà coloro che sono eterni con Lui nel Cielo.
Dio Figlio.
9Dentro al cerchio eternale del Padre è un secondo cerchio, generato dal Padre, diversamente operante eppure non contrariamente operante, perché l’Essenza è un a. Esso è il Figlio. La sua luce, più vibrante, non dà soltanto la vita ai corpi, ma dà la V i t a alle anime, che l’avevano perduta, mediante il suo Sacrificio. È un dilagare di raggi potenti e soavi che nutrono la vostra umanità e ammaestrano la vostra mente.
Dio Spirito Santo.
È l’Amore del Padre e del Figlio.
10All’intero del secondo cerchio, prodotto dai due operare dei primi cerchi, è un terzo cerchio dalla luce ancora più vibrante e accesa. È lo Spirito Santo. È l’Amore prodotto dai rapporti del Padre col Figlio, tramite fra i Due, e conseguenza dei Due, meraviglia delle meraviglie.
11Il Pensiero creò la Parola e il Pensiero e la Parola si amano. L’Amore è il Paraclito. Esso opera sullo spirito vostro, sulla vostra anima, sulla vostra carne. Poiché consacra tutto il tempio, creato dal Padre e redento dal Figlio, della vostra persona, creata a immagine e somiglianza di Dio Uno e Trino. Lo Spirito Santo è crisma sulla creazione, fatta dal Padre, della vostra persona, è grazia per fruire del Sacrificio del Figlio, è Scienza e Luce per comprendere la Parola di Dio. Luce più ristretta, non perché sia limitata rispetto agli altri, ma perché è lo spirito dello spirito di Dio, e perché, nella sua condensazione, è potentissima come è potentissima nei suoi effetti.
12Per questo Io dissi: “Quando verrà il Paraclito vi istruirà”[60]. Neppure Io, che sono il Pensiero del Padre divenuto Parola, posso farvi capire quanto può, con un solo balenare, farvi capire lo Spirito Santo.
Davanti a Lui s’inchina ogni spirito.
13Se davanti al Figlio ogni ginocchio si deve curvare, davanti al Paraclito si deve inchinare ogni spirito, perché lo Spirito dà vita allo spirito. È l’Amore che ha creato l’Universo, che ha istruito i primi Servi di Dio, che ha spinto il Padre a dare i Comandamenti, che ha illuminato i Profeti, che ha concepito con Maria il Redentore, che ha messo Me sulla Croce, che ha sostenuto i Martiri, che ha retto la Chiesa, che opera i prodigi della grazia.
È fuoco d’insostenibile splendore.
14Fuoco bianco, insostenibile alla vista e alla natura umana, concentra in Sé il Padre e il Figlio ed è la Gemma incomprensibile, inguardabile, della nostra eterna Bellezza. Fissa nell’abisso del Cielo, attrae a Sé tutti gli spiriti della mia Chiesa trionfante e aspira a Sé coloro che sanno vivere di spirito nella Chiesa militante.
15La nostra Trinità, la nostra trip1ice ed una natura si fissa in un unico splendore in quel punto da cui si genera tutto quanto è, in un eterno essere.
16Dì: ” Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo.»
8. Lo Spirito Santo
è la Sapienza regale
Lo Spirito sapienziale.
Lo Spirito del Signore è Spirito di sapienza e intelligenza. (Sap 7,7-10; Rm 11,33-369)
1Implorai e venne in me lo Spirito della sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto; non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è un Po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l’argento. L’amai più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana. (Sap 7,7-10)
2O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen. (Rm 11,33-369)
Ciò che detesta, e ciò che possiede (Pr 8,12-21).
3Dice la “Ruah”, lo Spirito sapienziale: “Io, la Sapienza, possiedo la prudenza e ho la scienza e la riflessione. Temere il Signore è odiare il male: Io detesto la superbia, l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa. A me appartiene il consiglio e il buon senso, Io sono l’intelligenza, a me appartiene la potenza. Per mezzo mio regnano i re e i magistrati emettono giusti decreti; Per mezzo mio i capi comandano e i grandi governano con giustizia. Io amo coloro che mi amano e quelli che mi cercano mi troveranno. Presso di me c’è ricchezza e onore, sicuro benessere ed equità. Il mio frutto vale più dell’oro, dell’oro fino il mio provento più dell’argento scelto. Io cammino sulla via della giustizia e per i sentieri dell’equità, per dotare di beni quanti mi amano e riempire i loro forzieri” (Pr 8,12-21).
Il Formatore e l’Educatore del nostro spirito (M. Valtorta 10-1- 1944)[61].
Custode e Depositario di tutte le verità
Dice l’Eterno Spirito[62]:
4«Non manchi a chiamarti la parola di Colui che è Sapienza e Amore di Dio, Colui che si effonde da eternità ad eternità su tutto quanto è per santificarlo a Dio, Colui che ha presieduto con la sua forza a tutte le opere della Trinità nostra e che non è estraneo a tutto ciò che è santo nel tempo e nell’eternità, perché lo sono il Santificatore, quello che col suo settemplice dono vi santifica e a Dio vi porta facendovelo conoscere nei suoi voleri sulla Terra e nella sua gloria in Cielo
5Io sono la Sapienza di Dio. Sono Colui che la Seconda Persona della nostra Triade santissima chiama ” Maestro di ogni vero, Colui che non vi parlerà da Sé stesso, ma dirà tutto quello che ha udito e vi annunzierà l’avvenire”[63].
6Ecco, o voi che cercate di conoscere anche più che necessario non sia, chi è Quello che può darvi questa conoscenza da voi cercata. Io sono. Io, Luce della Luce, Io, Spirito dello Spirito, Io, intelligenza dell’intelligenza, sono il custode, il depositario di tutte le verità passate, presenti, avvenire, il conoscitore di tutti i decreti di Dio, l’amministratore delle sue luci agli uomini. Lo sono Quello, che. Bon assente col suo consiglio alle opere del Creatore, che non assente al decreto della Redenzione, neppure è assente presso voi per consigliarvi, e con dolcezza d’amore guidarvi nel rendere atto compiuto le volontà che il Padre vi propone. Io sono più ancora. Sono l’Amore che vi ispira ciò che è atto a darvi l’abbraccio di Dio e per sentiero di santità vi porta sul suo seno.
Formatore ed Educatore del nostro spirito
7Come nutrice pietosa, lo piglio la vostra incapacità di neonati alla Vita e vi educo e allevo. Tenendovi fra le mie braccia, vi do calore per farvi assimilare il latte dolcissimo della Parola di Dio onde divenga in voi vita. Di Me stesso vi faccio scudo contro i pericoli del mondo e di Satana perché l’Amore è forza che salva. Io vi guido e sorreggo e come maestro di amorosa pazienza vi istruisco. Faccio di voi, pesanti e tardi, pusillanimi e deboli, degli eroi e degli atleti di Dio. Faccio di voi, poveri spirituali, dei re dello spirito, poiché il vostro spirito lo copro coi miei splendori divini e lo pongo su un trono che più grande non vi è, poiché il mio è trono di santità eterna.
Condizioni per conoscere lo Spirito Santo
8Ma per conoscermi occorre non avere idolatria in cuore. Occorre credere a ciò che Io ho santificato. Credere alle verità che Io ho illuminato. Occorre abbandonare l’errore. Occorre cercare Dio là dove Egli è. Non dove vi è il Nemico di Dio e dell’uomo.
9Volete conoscere la Verità? Oh! venite a Me! Io solo ve la posso dire. E ve la dico nel modo che la mia bontà sa a voi confacente, per non turbare la vostra debolezza d’uomini e la vostra relatività.
10Perché amate ciò che è contorto, complicato, tenebroso? Amate Me che sono semplice, lineare, luminoso; Me che sono gioia di Dio e dello spirito.
Il futuro del nostro spirito
11Volete conoscere il futuro dello spirito? E lo ve lo insegno parlandovi di una eternità che vi attende in una beatitudine che per voi è inconcepibile, nella quale, dopo questa ora di sosta, unica sosta sulla Terra, riposerete in Dio di tutte le fatiche, di tutti i dolori, dimenticherete il dolore perché la Gioia sarà vostro possesso; e se anche l’Amore, che mai come in Cielo è vivo, vi darà palpiti per i dolori dei viventi, non sarà pietà che vi darà dolore, ma solo amore attivo che sarà pur esso gioia.
I misteri della Creazione
12Volete conoscere le perfezioni del Creatore nelle cose, i misteri della creazione? lo ve li posso dire, Io che, Sapienza, ” uscii primo dalla bocca di Dio, primogenita avanti tutte le creature”[64], lo che sono in tutto quanto è, perché tutto porta sigillo d’amore e lo sono l’Amore. Il mio Essere si estende su tutto l’Universo; la mia Luce bagna di Sé gli astri, i pianeti, i mari, le valli, le erbe, gli animali; la mia intelligenza corre per tutta la Terra, istruisce i lontani, dà a tutti un riflesso dell’Alto, educa alla ricerca di Dio. la mia Carità penetra come il respiro e conquista i cuori.
I misteri delle religioni
13Attiro a Me i giusti della Terra, e anche ai retti non conoscitori del Dio vero do riflessi di questo santo Dio vostro, per cui un rivo di Verità è in tutte le religioni rivelate, messo da Me che son Colui che irriga e feconda.
14Io, poi, come possente zampillo di sorgente eterna, trabocco da ogni lato della Cattolica Chiesa di Cristo, e con la Grazia, coi sette doni e coi sette sacramenti, faccio, dei cattolici fedeli, dei servi del Signore, degli eletti al Regno, dei figli di Dio, dei fratelli del Cristo, degli dèi la cui sorte è così infinitamente sublime che merita qualunque sacrificio per possederla.
Convertirsi allo Spirito Santo
15Volgetevi a Me. Saprete, conoscerete e sarete salvi perché conoscerete la Verità. Staccatevi, staccatevi dall’errore che non vi dà gioia e pace. Curvate il ginocchio davanti al Dio vero. Al Dio che ha parlato sul Sinai[65] e che ha evangelizzato in Palestina. Al Dio che vi parla attraverso la Chiesa da Me, Spirito di Dio, fatta Maestra.
16Non vi è altro Dio all’infuori di Noi: Uno e Trino. Non vi è altra Religione che la nostra secolare. Non vi è altro futuro, sulla Terra ed oltre, fuor di quello che vi dicono i Libri santi. Tutto il resto è Menzogna destinata ad essere svergognata da Colui che è Giustizia e Verità.
17Chiedete a Noi – Potenza, Parola e Sapienza – la luce acciò non camminiate più oltre su torti sentieri di morte, ma possiate venire anche voi, erranti, nella via sulla quale trovarono salvezza quelli che per la loro umile, sapiente, santa fede, piacquero a Dio che ne fece i suoi santi».
Natura materna dello Spirito Santo
9. Immagini e figure
femminili
dello Spirito
La Persona-Madre nella Trinità
1Lo Spirito Santo è un membro della famiglia divina come appare chiaramente dalle parole di Gesù: “Andate dunque e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”[66]. Questa personalità dello Spirito è messa in particolare rilievo quando Gesù dice: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, lo Spirito di verità, perché rimanga con voi per sempre”[67]. Nella famiglia divina si parla di tre persone distinte, ma strettamente unite e lo Spirito Santo è una di queste persone. È proprio di una persona insegnare e ricordare le cose. Ora, è detto dello Spirito Santo: “Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”[68]. Non c’è dubbio, allora, che lo Spirito Santo è una persona divina.
2Dio è Padre ed è anche Madre! E lo Spirito Santo è la Persona-Madre. Le tradizionali immagini della “Ruah”(=Spirito), della “Shekinah”(= Gloria), della “Colomba”, dell’Acqua”, della “Sapienza”, sono splendide immagini materne che riempiono di gioia il cuore dei figli che attendono la pienezza del suo Regno, il Regno della “Ruah”, della Madre nostra che è nei Cieli, il Regno dove Maria è il suo Tabernacolo vivo. In Dio, puro Spirito, non c’è né maschile né femminile; ma, come lecitamente per analogia, usiamo l’immagine maschile di “Padre”, così sulla scorta della Rivelazione, usiamo anche quella femminile di “Madre”.
3La Scrittura sovente attribuisce a Dio qualità femminili: “Città” che allatta, “Madre” che consola, “Mano” che si manifesta, “Fiamma di fuoco” che purifica[69]. Sono terminologie riferite allo Spirito Santo. Infatti, noi succhiamo e allattiamo deliziandoci, alla abbondanza dei doni, dei frutti e delle virtù dello Spirito Santo[70]. Noi veniamo liberati del maligno “per virtù dello Spirito Santo”, chiamato anche “Mano” e “Dito di Dio”[71]. E noi gioiamo, esultiamo e sfavilliamo di giubilo perché ci tocca la fortuna di essere battezzati con le “Fiamme di fuoco” dello Spirito Santo[72].
L’immagine della mamma premurosa:
4“Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani” (Is 49,16). È nel grembo dello Spirito Santo che siamo stati concepiti in quanto spiriti figli di Dio: “Io ti ho formato, non sarai dimenticato da me” (Is 44,21). Perciò lo Spirito è la Madre divina che non può dimenticare noi, infatti lo stesso Spirito ci rassicura quando dice: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, Io invece non ti dimenticherò mai”(Is 49,13-15).
5 “O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicini, dicendo: ‘Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta’” (Lc 15,8-9). Questa donna e questa madre premurosa sono figure della “Ruah”, dello Spirito che ci trae con legami di bontà, con vincoli d’amore, come sta scritto: “Ad Efraim Io insegnavo a camminare tenendolo per mano, Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare ” (Os 11,3-4).
6 Ecco il compito materno che “Ruah”, svolge a riguardo della nostra anima: È azione amorosa della Mamma celeste che comunica all’anima serenità e tranquillità indicibile: “Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia” (Sal 131,2). La “Ruah”, quindi, ci rivela la femminilità materna di Dio.
Immagini e figure femminili dello Spirito
7 Nella scrittura troviamo immagini e figure femminili riferite allo Spirito Santo
1 La “Ruah”: aria, dolce carezza, bacio soave, “mormorio di vento leggero” (1 Re 19, 12-13).
2 La “Shekinah”: La “Gloria” di Dio che riempie il Santuario (1 Re 8,10-11; Es 40,34-35). La stessa “Gloria” che il Signore Gesù ha dato a noi (Gv 17,22).
3 La “Nube” luminosa che continua a guidare i figli di Dio sulla via verso la patria celeste (Es 13,21-22). È la stessa “Nube” luminosa che avvolse tutti sul Monte della trasfigurazione (Lc 9,34-35; Mt 17,5; Mc 9.7).
4 L “Alito” che aleggia sulle acque e presiede alla creazione (Gn 1,2). “L’Alito di vita” che fa dell’uomo un essere vivente (Gn 2,7). Lo stesso “Alito” che fa degli Apostoli esseri spirituali e vivificanti (Gv 20,22-23).
5 La “Mano potente” di Dio che libera Israele dalla schiavitù (Es 6,1.6;15,6). La stessa “Mano” che, nell’era cristiana, libera il popolo messianico dalla schiavitù dei demoni (Lc 11,20; Mt 12,28).
6 La “Colomba” che annunzia l’inizio dell’era della pace con Dio (Gn 8,8). È la “Colomba” che dà inizio all’era nuova, l’era dello Spirito (Mt 3,16).
7 “L’Assistente premurosa”, che esclude la “solitudine dell’orfano” perché è la consolazione personificata (Gv 14,15-17).
8 La “Madre” che ci insegna i segreti del Padre e ci invita a chiamarlo: “Papà”. Come tale riempie la Chiesa di virtù femminili: Amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, fedeltà, mitezza, dolcezza, serenità, gentilezza, Sapienza, Scienza, Fortezza, Pietà, Fede, Speranza, Carità[73]
L’Opera trinitaria in Maria (M. Valtorta 16-8- 1944)[74].
La Trinità scese e abitò in Maria.
Dice Gesù:
8«Oggi scrivi questo solo: la purezza ha un valore tale che un seno di creatura poté contenere l’Incontenibile, perché possedeva la purezza assoluta che potesse avere una creatura di Dio.
9La Ss. Trinità scese con le sue perfezioni, abitò con le sue tre Persone, chiuse il suo Infinito in piccolo spazio ‑ né si diminuì per questo, perché l’amore della Vergine e il volere di Dio dilatarono questo spazio sino a renderlo un Cielo ‑ si manifestò con le sue caratteristiche.
La Figlia di Dio-Padre.
10Il Padre essendo Creatore nuovamente della creatura come al sesto giorno[75] ed avendo una ” figlia ” vera, degna, a sua perfetta somiglianza. L’impronta di Dio era stampata in Maria così netta che solo nel Primogenito del Padre le era superiore. Maria può esser chiamata la ” secondogenita del Padre ” perché, per perfezione data e saputa conservare e per dignità di Sposa e Madre di Dio e Regina del Cielo, vien seconda dopo il Figlio del Padre e seconda nel suo eterno pensiero che ab aeterno in Lei si compiacque.
La Madre di Dio-Figlio.
11Il Figlio essendo anche per Lei ” il Figlio ” e insegnandole, per mistero di grazia, le sue verità e sapienze quando ancor non era che un germe che le cresceva in seno.
La Sposa dello Spirito Santo.
12Lo Spirito Santo apparendo fra gli uomini per una anticipata Pentecoste[76], per una prolungata Pentecoste, Amore in ” Colei che amò”, Consolazione agli uomini per il frutto del suo seno, Santificazione per la maternità del Santo.
Importanza della purezza.
13Dio, per manifestarsi agli uomini nella forma nuova e completa che inizia l’era della redenzione, non scelse a suo trono un astro del cielo, non la reggia di un potente. Non volle neppure le ali degli angeli per base al suo piede. Volle un seno senza macchia.
Eva e Maria.
14Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontaneamente volle corrompersi. Maria, vissuta in un mondo corrotto ‑ Eva era invece in un mondo puro ‑ non volle ledere il suo candore neppure con un pensiero volto al peccato. Conobbe che il peccato esiste. Ne vide i volti diversi e orribili. Tutti li vide. Anche il più orrendo: il deicidio. Ma li conobbe per espiarli e per essere, in eterno, Colei che ha pietà dei peccatori e prega per la loro redenzione.
15Questo pensiero sarà introduzione ad altre sante cose che darò per conforto tuo e di molti.»
10. La Ruah Madre dello spirito dell’uomo
L’origine dello spirito nell’uomo.
1“In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gn 1,1-2)
2E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”(Gn l,26).
3Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e alitò nelle sue narici uno spirito di vita e l’uomo divenne un essere vivente (Gn 2,7).
4Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò maschio e femmina li creò (Gn 1,27).
“Quel che è nato dallo Spirito è Spirito”.
5“Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo”. Cioè “Dio creò l’uomo”, il corpo terreno, carnale, umano dell’uomo. Poi “Il Signore Dio alitò nelle sue narici uno spirito di vita”. “Il Signore è lo Spirito”[77]. Quindi, lo Spirito Santo di sua volontà generò lo spirito-figlio e lo alitò, cioè lo incarnò mediante l’alito-anima nel corpo creato per contenere questa realtà spirituale. Lo spirito dell’uomo non è altro che “lo spirito di vita”, non creato, ma generato dallo Spirito materno che è Dio-Amore, come sta scritto: “Chiunque ama è generato da Dio. Chi non ama non è generato da Dio e non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”[78]. “I figli di Dio, non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”[79]. “Dio è Spirito” (Gv 4,24). E “Dio è Amore“(1 Gv 4,7). Quindi, dallo Spirito-Amore sono generati gli spiriti-amori, suoi figli che vengono al mondo incarnati nel corpo dell’uomo concepito da donna. Infatti la Scrittura dice: “Di sua volontà egli ci ha generati con una parola di verità, perché noi fossimo come una primizia delle sue creature” (Gc 1,18).
6E perché dimentichiamo questa nostra origine divina fino a degenerarla, ancora lo Spirito ci rigenera per l’immortalità beata, come insegna l’apostolo Pietro: “Dopo avere santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibili, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna”[80]. Nati, quindi e rinati dallo Spirito i figli formano con Lui un solo Spirito, come insegna l’apostolo Paolo: “Chi si unisce al Signore forma con Lui un solo Spirito”[81]. Perciò, chi non nasce o rinasce dallo Spirito, non appartiene alla famiglia di Dio e, quindi, non può ereditare il suo Regno, come afferma il Signore: “Se uno non nasce da Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Se uno non rinasce da Spirito non può vedere il Regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”[82]. “Quel che è nato dallo Spirito è Spirito”, cioè della stessa natura, quindi è veramente figlio dello Spirito, come dice l’apostolo Giovanni: “Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui”[83]. La similitudine e la somiglianza riguardano alle qualità, ma non alla natura, come il bambino ha la stessa natura dei genitori, ma in quanto alle qualità è simile o al padre o alla madre. Così anche noi saremo divinamente simili a Dio perché abbiamo la natura di Dio.
La testimonianza dello Spirito
7“Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore”[84]. E non può ingannare[85], proprio perché “lo Spirito è la verità”. E la testimonianza dello Spirito è questa: “Io ho detto: ‘Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo”[86]. “Essendo noi dunque di natura di Dio”[87], ci è lecito pensare che la parola rivolta al Primogenito di Dio, Gesù Cristo, nostro Salvatore e Fratello maggiore[88]: “Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato”[89], è parola rivolta anche a noi, “perché come è Lui, così siamo anche noi”[90]. Quindi, di ogni generato dallo Spirito è detto: “Egli mi invocherà: Tu sei mio Padre, mio Dio e roccia della mia salvezza”[91].
8“Roccia”, in questo caso simboleggia la “Ruah” cioè lo Spirito materno che dà vita, che genera i figli di Dio, come testimonia la Scrittura: “La roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!” (Dt 32, l8). Questo simbolismo vorrebbe anche dire: lo Spirito-Madre che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato l’Abbà-Padre che ti ha procreato! È peccato grave trascurare i propri genitori, ma è peccato di gravissima infedeltà ignorare l’esistenza della propria madre e di questo peccato ci rimprovera lo Spirito, la Madre nostra che è nei Cieli, al punto di chiamarci “generazione perfida e figli infedeli”, Infatti, dopo avere detto: “La roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato”, prosegue: “Ma il Signore ha visto e ha disdegnato con ira i suoi figli e le sue figlie. Ha detto: ‘Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli'” (Dt 32,19-20).
9E’ arrivato il tempo della Grazia che annulla il peccato d’infedeltà allo Spirito materno di Dio, allo Spirito Santo. È tempo di rinascere dall’Alto, per la fede; è tempo dell’autogenesi volontaria, attraverso l’amore; è tempo della rigenerazione in noi del germe divino, tramite la parola divina; è tempo del cuore nuovo, per via del rinnovamento dei sentimenti; è tempo dello spirito nuovo, mediante il rinnovamento nello Spirito della nostra mente; è tempo della Grazia, cioè della “Ruah” in noi; questa presenza distrugge in noi il peccato d’infedeltà alla nostra vera Madre celeste che è la “Ruah”. Ora, per la Grazia che dimora in noi, non dobbiamo più peccare contro la stessa Grazia che abita in noi trascurando lo Spirito che ci ha generati o dimenticando Dio che ci ha procreati. Così sta scritto: “Chiunque è nato da Dio, non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può più peccare perché è nato da Dio”[92]. E “Dio è Spirito”, essendo, quindi, nato dallo Spirito, non può peccare contro lo Spirito che dimora in lui. Sia gloria allo Spirito Santo che è Madre Aria, Madre Acqua, Madre Luce, Madre Carità, Colomba Madre, Madre Gloria, è la nostra Madre celeste il cui volto contempliamo in Maria; chi vede Maria, contempla la “Ruah” Madre; chi rispetta Maria, onora la “Ruah” Madre; chi accetta Maria, accoglie la “Ruah” Madre; chi ama Maria, possiede la “Ruah” Spirito Santo. Uomo, “ecco la tua Madre” (Gv 19,26).
Lo Spirito Santo ama i suoi figli.
10Ora così dice il Signore che ti ha creato, o n.… (il tuo nome) che ti ha plasmato, o creatura: “Non temere, perché Io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; poiché Io sono il Signore tuo Dio; il Santo di Israele, il tuo Salvatore. Io do il mio “Primogenito” come prezzo per il tuo riscatto, il cielo e la terra al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e Io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché Io sono con te; dall’oriente farò venire la tua stirpe, dall’occidente Io ti radunerò. Dirò alla morte: Restituisci, e al potere: Non trattenere; fa’ tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall’estremità della terra, quelli che portano il mio nome (Cristiani spirituali) e che per la mia gloria ho creato e formato e anche compiuto” (Cfr. IS 43,1-7).
Lo Spirito ama d’amore eterno.
11“Il Signore è lo Spirito”. Così dice lo Spirito che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno (IS 44,2): “Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà (Ger 31,2). Ricordati tali cose, poiché io ti ho formato, non sarai dimenticato da me (IS 44,21). Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, Io invece non ti dimenticherò mai” (IS 49,15).
12“Non è forse n.… (il tuo nome) un figlio caro per me, un mio fanciullo prediletto? Infatti dopo averlo minacciato, me ne ricordo sempre più vivamente. Per questo le mie viscere si commuovono per lui, probo per lui profonda tenerezza” (Ger 31,20). “Io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo” (Is 45,4).
13“Ad N.… io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (Os 11,3-4).
14il mio popolo è duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo. Come potrei abbandonarti, piccolo Resto, come consegnarti ad altri, popolo mio? Come potrei trattarti al pari dei Corrotti, ridurti allo stato dei Satanisti? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere il mio piccolo Resto, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira (Cfr. Os 11,7-9).
15Nello Spirito Santo saremo consolati.
“Come una madre consola un figlio così io vi consolerò” (Is 66,13).
Lo Spirito Santo e il Cuore di Gesù (M. Valtorta ai Romani 1-6- 1946)[93].
Il generatore dell’Umanità Ss. del Verbo.
16Stavo ordinando le mie preghiere del mese di giugno ed ero incerta se far precedere quella allo Spirito Santo o quella al Sacro Cuore. Con una beatificante ondata di pace si precipita su me lo Spirito Paraclito dicendomi:
Dice l’Eterno Spirito
17«Puoi mettere l’orazione a Me in testa ad ogni altra, senza timore di offendere il Cuore amoroso e divino.
18Quel Cuore è perché Io l’ho formato. Io, l’Amore, sono il generatore dell’Umanità Ss. del Verbo, e il suo Cuore è l’amor degli amori dello stesso Amore divino, è l’Anima più ardente del trino Fuoco. In esso Cuore è il Padre, il Verbo e lo Spirito, ma lo Spirito, essendo ciò che forma un Uno delle e con le due prime Persone e con Esse compie la Triade Ss., è l’Ospite eletto del Cuore amorosissimo. Tutto Dio si compiace in quel Cuore e vi abita. Ché, se è detto che voi siete templi dello Spirito Santo e si suppone, dalla limitatezza umana, che il trono allo Spirito sia nell’organo generatore della vita e suscitatore degli affetti, quale trono, in quel tempio più sacro di qual che si sia tempio, o costrutto dall’uomo o dall’uomo generato, avrò mai più bello, più santo, più sacro, più mio, di questo?
Il mistero del Cuore di Gesù Cristo.
19Il Cuore di Gesù Cristo! Formato dai fuochi della Carità e dai gigli della Purissima! Se gli uomini sapessero capire ciò che è il Cuore di Cristo! Ma appena i Serafini possono penetrare nell’incandescenza di questa perfezione di amore che è il Cuore di Dio, Perfezione della Perfezione. Pensa, anima mia, Dio, l’Incorporeo, l’Eterno, che si orna dell’organo perfetto nella perfetta creazione dell’uomo e in esso vi rinchiude tutto il Paradiso perché sia testimonio dell’annichilimento sublime del Verbo e si perfezioni nella Carità. Se gli angeli potessero svelare i misteri del Cielo, vi direbbero che alla evangelizzazione della terra col Cristo docente corrispose la grande lezione data a tutti i celesti cori di come si raggiunge l’amore perfetto: annichilendosi un Dio sino alla morte per amore di Dio e degli uomini.
Il Cuore dell’Adamo novello.
20Santo, tre volte santo Cuore del Cristo, raggiante Sole in cui si affissano tutte le luci del Cielo, glorificazione della materia che ha meritato di condividere la gloria dell’anima perché nella Carità, nella Fortezza, Giustizia, Temperanza e nell’Ubbidienza ha raggiunto la Perfezione. Perché, ricordatelo tutti, o figli carissimi della Sapienza, il Cristo era Carne ed Anima come ogni uomo e, per un decreto imperscrutabile, benché senza macchia, dovette conoscere tentazione. Era l’Uomo. Era l’Adamo novello. Doveva mostrare come avrebbe dovuto agire il primo per possedere la gloria senza aver conosciuto il tormento, e come era possibile avere gloria senza avere tormento solo col fare eroicamente la volontà del Creatore. E il Cristo ha mostrato questo. E poi ha sofferto ed è morto per riparare a ciò che Adamo aveva commesso. E tutto ‑ ubbidienza, resistenza alle tentazioni, buona volontà, generosità, perdono, sapienza, sacrificio ‑ sono scaturiti dal Cuore che ora palpita in Cielo, e per voi, per te, per tutti coloro che hanno compreso l’Amore.
21Dio è Carità. Il Cuore di Gesù‑Dio è il trono della Carità‑Dio.»
La pedagogia materna della Ruah
11. Pressante appello dello Spirito Santo
Lo Spirito sapienziale chiama i suoi figli (Pr 8,1-11).
1Lo Spirito di sapienza forse non chiama e lo Spirito di prudenza non fa udir la voce? In cima alle alture, lungo la via, nei crocicchi delle strade essa si è posta, presso le porte, all’ingresso della città, sulle soglie degli usci essa esclama: “A voi, uomini, Io mi rivolgo, ai figli dell’uomo è diretta la mia voce. Imparate, inesperti, la prudenza e voi, stolti, fatevi assennati. Ascoltate, perché dirò cose elevate, dalle mie labbra usciranno sentenze giuste, perché la mia bocca proclama la verità e abominio per le mie labbra è l’empietà. Tutte le parole della mia bocca sono giuste; niente vi è in esse di fallace o perverso; tutte sono leali per chi le comprende e rette per chi possiede lo Spirito di sapienza. Accettate la mia istruzione e non l’argento, la scienza anziché l’oro fino, perché la scienza vale più delle perle e nessuna cosa preziosa l’uguaglia”(Pr 8,1-11).
Chi ascolta vivrà (Pr 1,20-32).
2Lo Spirito di sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce; dall’alto delle mura essa chiama, pronunzia i suoi detti alle porte della città: “Fino a quando, o inesperti, amerete l’inesperienza e i beffardi si compiaceranno delle loro beffe e gli sciocchi avranno in odio la scienza? Volgetevi alle mie esortazioni: ecco, Io effonderò il mio spirito su di voi e vi manifesterò le mie parole.
3Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato, ho stesso la mano e nessuno ci ha fatto attenzione; avete trascurato ogni mio consiglio e la mia esortazione non avete accolto; anche Io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando su di voi verrà la paura, quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore, quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano, quando vi colpirà l’angoscia e la tribolazione.
4Allora mi invocheranno, ma io non risponderò, mi cercheranno, ma non mi troveranno. Poiché hanno odiato la Sapienza e non hanno amato il timore del Signore; non hanno accettato il mio consiglio e hanno disprezzato tutte le mie esortazioni; mangeranno il frutto della loro condotta e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni. Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire; ma chi ascolta me, vivrà tranquillo e sicuro dal timore del male” (Pr 1,20-32).
Supremo appello (Pr 8,32-36).
5 “Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; ma chi pecca contro di me danneggia sé stesso; quanti mi odiano amano la morte” (Pr 8,32-36).
Il Purificatore e il Perfezionatore delle anime
(M. Valtorta 14-1-
1944)[94].
Il Purificatore
Dice Gesù[95]:
6«Quel che Dio ha purificato, per quanto possa avere l’apparenza di essere impuro, è uno spirito il quale cerca Dio con purezza di intenti.
7Ti ho già detto[96], e attraverso a te lo dico a tanti ancor meno di te evangelizzati nella mia dottrina, che non dovete mai giudicare. Dio solo è giudice. Quando dall’alto del mio trono lo vedo uno spirito retto che persegue il suo anelito e cerca Dio con ogni suo mezzo, cerca di servire e di amare questo Dio con tutte le sue forze, lo giustifico e lo rendo puro e gradevole all’occhio mio come un mio figlio, e là dove gli uomini fanno difetto sopperisco Io dando luci di spirito.
Il Perfezionatore
8Quante volte la mia Parola, o tiepidi cristiani-cattolici, non brilla e diviene luce nel cuore di uno che non vi è fratello di cattolicesimo, ma che vi supera per amore al Cristo e, anche se non conosce il Cristo, per amore al Dio vero che sente – per quanto sia a lui ignoto – essere vivente eterno nel suo Creato! In verità vi dico che Io Spirito di Dio non conosce limitazioni e si fa Maestro del Vero a molti che voi reputate essere invisi a Dio.
9Come marea che copre questo lido scoprendo il lido opposto che, troppo insabbiato, non permette al flutto di salire a mondarlo e irrorarlo di sé, lo Spirito Santo, al quale troppi di voi cattolici precludete il venire con la vostra forma di vita, effonde le sue luci ad altri più meritevoli di voi di riceverle e li purifica a Dio, poiché Egli è il Purificatore, il Preparatore e il Perfezionassero dell’opera del Verbo.
Il Preparatore
10Come nella storia umana lo Spirito, per bocca dei Profeti, preparò gli uomini alla mia venuta e, dopo il mio ritorno a Dio, perfezionò in voi la capacità di comprendere la mia Parola, così ugualmente è sempre Lui, la terza divina Persona, che mi prepara la via nei cuori che non mi hanno ancora ricevuto come Verità e che me li irriga perché la mia Verità, deposta come seme portato dal vento divino, divenga in essi albero grande sul quale tutte le virtù facciano dimora. Egli battezza prima di Me i pagani di ora (e per pagani intendo tutti i non cattolici); e volesse la vostra buona volontà che vi avesse a ribattezzare anche voi, che state divenendo o già siete tornati pagani. Battezza col fuoco dell’amore vero.
11 Onde torno a dirvi: Non giudicate profano ciò che Dio ha purificato ed abbiate viscere di fraterna carità per tutti».
12. L’invito a cercare lo Spirito Santo.
Invocazione all’ispirazione divina (Sap 6,15-21).
1“Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza e di pensare in modo degno dei doni ricevuti, perché egli è guida della sapienza e i saggi ricevono da lui orientamento. In suo potere siamo noi e le nostre parole, ogni intelligenza e ogni nostra abilità.
2Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi, il principio, la fine e il mezzo dei tempi, l’alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni, il ciclo degli anni e la posizione degli astri, la natura degli animali e l’istinto delle fiere, i potrei degli spiriti e i ragionamenti degli uomini, la varietà delle piante e le proprietà delle radici. Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito lo Spirito di sapienza, artefice di tutte le cose” (Sap 6,15-21).
La ricerca assidua, continua e metodica (Sir 51,13-27).
3“Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare, ricercai assiduamente la Sapienza nella preghiera. Davanti al santuario pregando la domandavo, e sino alla fine la ricercherò. Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede si incamminò per la via retta; dalla giovinezza ho seguito le sue orme. Chinai un poco l’orecchio per riceverla; vi trovai un insegnamento abbondante. Con essa feci progresso; renderò gloria a chi mi ha concesso la Sapienza.
4Sì, ho deciso di metterla in pratica; sono stato zelante nel bene, non resterò confuso. La mia anima si è allenata in essa; fui diligente nel praticare la legge. Ho steso le mani verso l’alto; ho deplorato che la si ignori. A lei rivolsi il mio desiderio, e la trovai nella purezza. In essa acquistai senno fin da principio; per questo non la abbandonerò. Le mie viscere si commossero nel ricercarla; per questo ottenni il suo prezioso acquisto. Il Signore mi ha dato in ricompensa una lingua, con cui lo loderò.
5Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola. Fino a quando volete rimanerne privi, mentre la vostra anima ne è tanto assetata? Ho aperto la bocca e ho parlato: “Acquistatela senza denaro. Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l’istruzione. Essa è vicina e si può trovare. Vedete con gli occhi che poco mi faticai, e vi trovai per me una grande pace” (Sir 51,13-27).
La ricerca più utile (Sap 8,1-8).
6“La Sapienza si estende da un confine all’altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa. Questa ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, ho cercato di prendermela come sposa, mi sono innamorato della sua bellezza. Essa manifesta la sua nobiltà, in comunione di vita con Dio, perché il Signore dell’universo l’ha amata. Essa infatti è iniziata alla scienza di Dio e sceglie le opere sue.
7Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita, quale ricchezza è più grande della Sapienza, la quale tutto produce? Se l’intelligenza opera, chi, tra gli esseri, è più artefice di essa? Se un’ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita. Se uno desidera anche un’esperienza molteplice, essa conosce le cose passate e intravede le future, conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi, come anche le vicende dei tempi e delle epoche” (Sap 8,1-8).
La ricerca preferita e più stimata (Sap 7,7-14).
8“Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo Spirito della sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto; non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l’argento. L’amai più della salute e della bellezza, Preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana.
9Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile. Godetti di tutti questi beni, perché la Sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è Madre. Senza frode imparai e senza invidia io dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l’amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento” (Sap 7,7-14).
La ricerca proposta ai detentori di autorità (Sap 6,1-11).
10Ascoltate, o re, e cercate di comprendere; imparate, governanti di tutta la terra. Porgete l’orecchio, voi che dominate le moltitudini e siete orgogliosi per il gran numero dei vostri popoli. La vostra sovranità proviene dal Signore; la vostra potenza dall’Altissimo, il quale esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi;
11poiché, pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente, né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio. Con terrore rapidamente egli si ergerà contro di voi poiché un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto.
12L’inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore. Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno, non ha soggezione della grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e si cura ugualmente di tutti. Ma sui potenti sovrasta un’indagine rigorosa.
13Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole, perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere. Chi custodisce santamente le cose sante sarà santificato e chi si è istruito in esse vi troverà una difesa. Desiderate, pertanto, le mie parole; bramatele e ne riceverete istruzione (Sap 6,1-11).
La scelta decisiva e vincente (Cfr. Sap 8,9-16).
14Ho dunque deciso di prendere la Sapienza a compagna della mia vita, sapendo che mi sarà consigliera di bene e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore. Per essa avrò gloria fra le folle e, anche se giovane, onore presso gli anziani. Sarò trovato acuto in giudizio, sarò ammirato di fronte ai potenti. 12 Se tacerò, resteranno in attesa; se parlerò, mi presteranno attenzione; se prolungherò il discorso, si porranno la mano sulla bocca.
15Per essa otterrò l’immortalità e lascerò un ricordo eterno ai miei successori. Governerò il mio corpo e gli stinti mi saranno soggetti; sentendo il mio nome i nemici dell’uomo mi temeranno, tra il popolo apparirò buono e in lotta contro il male, coraggioso. Ritornato a casa, riposerò vicino a lei, perché la sua compagnia non dà amarezza, né dolore la sua convivenza, ma contentezza e gioia” (Cfr. Sap 8,9-16).
Necessità di possedere lo spirito Santo (M. Valtorta 8-7- 1943)[97].
Per far operare Dio in noi.
Dice Gesù:
16«Senza il Padre Io non sarei stato. Ma senza lo Spirito lo non sarei venuto. Perché è stato l’Amore del Padre che mi ha mandato. E Noi siamo tanto più presenti e operanti in un cuore quanto più vivo è in esso l’amore. Ecco perciò la necessità di possedere in voi l’Amore, ossia lo Spirito Santo.
Per differenziarci dai bruti.
17Io l’ho detto che ” bisogna rinascere nello Spirito per potere possedere la vita eterna”. La nascita della carne da un’altra carne non vi differenzia dai bruti altro che in questo: che voi sarete giudicati per non aver voluto rinascere nello Spirito. I bruti di questo non sono responsabili. Voi sì. Voi credenti nel mio Nome, voi rigenerati dal Battesimo, sì. Perché dunque voi non rinascete nello Spirito? Perché uccidete in voi l’Amore?
Per comprendere la dottrina di Gesù.
18Come può essere compresa la mia dottrina se l’Amore non è in voi? lo l’ho detto ” che avreste compreso quando avessi mandato il Consolatore, lo Spirito di Verità “. Ora Io ve l’ho mandato.
19Sono salito volentieri sulla Croce per redimervi e per preparare la strada al Paraclito.
20Sono asceso volentieri al Cielo, lasciando la Madre mia, l’Unica in cui lo Spirito era come nel seno del Padre tanto Ella era piena di grazia. Era anzi in Lei la ” Grazia ” stessa.
21Sono asceso lasciando gli uomini che. avevo tanto amati, fino a morire per essi di morte di croce, per potere mandare a voi Colui alla cui luce tutto diviene chiaro.
22Ve lo continuo a mandare, ad alimentare questa luce con Me stesso, perché Io sono nel Padre e nello Spirito e Loro sono in Me.
23E Me mi avete, col mio Corpo, col mio Sangue, con la mia Essenza, nell’Eucarestia. Dio e Fratello vostro. Ma voi vivete con la carne.
Gli “ossessi” del ventesimo secolo.
24Avete Me, Luce del mondo, e una volta ancora, anzi sempre più, preferite le tenebre alla luce. Sembrate poveri folli. Ai tempi del mio vivere fra voi vi avrebbero chiamati ” ossessi “, posseduti da uno spirito impuro che vi piega a pervertimenti strani, per cui amate le tenebre, le brutture, le compagnie immonde, mentre potreste vivere nella Luce e nella Verità.
25Avete l’udito e non sentite, avete la vista e non vedete. Possedete la favella, ma la usate per bestemmiare o per mentire. Avete un cuore e non lo alzate al Cielo ma lo vendete per bassi amori e bassi interessi.
26Perché vivete profanando e profanandovi? Ma che sono per voi le parole di Verità e di Vita che vi ho lasciate e che il Paraclito vi ha spiegate alla luce della Carità?
I veri scienziati.
27Ogni tanto Io tento un altro miracolo d’amore e vi chiamo, parlandovi in mille modi. Venite, indagate, vi scuotete. Ma come? Con una curiosità scientifica. Il vostro spirito non si desta al tocco del Mistero che si svela una volta ancora e vi mostra Dio e il suo amore. Povere creature accecate dalla vostra scienza umana!
28Una sola è la Scienza necessaria. La mia. E ve la comunica lo Spirito di Verità. Alla sua luce tutto quanto è si santifica, si purifica, si fa buono. Se il vostro sapere trae origine da questo Sapere perfetto, il vostro sapere umano dà opere di utilità vera. Altrimenti no. Se la scienza che possedete è solo scienza umana, non è scienza vera. È profanazione. Essa strappa i veli che avvolgono le forze cosmiche in un mistero in cui Io, che so dosare il bene e il male che dovete conoscere, le ho avvolte.
29Il dragone fischia: “Mordi, mordi, uomo, al frutto che ti farà dio”. E voi mordete. Non sapete che mangiate la vostra condanna[98]. Divenite di una genialità semidivina, è vero, avete strappato molti segreti all’universo e avete fatto schiave le forze della natura. Ma non avendo a contrappeso l’amore nel vostro sapere, il vostro sapere è divenuto unicamente potere distruttore. E Satana fischia la sua gioia perché nelle vostre scoperte vede il suo segno che nega Dio. Solo il suo segno.
30Se metteste il centesimo di quello che mettete nel male per compiere il bene, sareste già salvati. Ma seguire il Bene vuol dire essere puri, continenti, misericordiosi, onesti, giusti e umlil. E voi invece preferite essere eperatori di iniquità. »
13. Le vie dello Spirito Sapienziale
La via della sapienza (Sir 1,1-8).
1 Il Signore è la lo Spirito, lo Spirito è la Sapienza principio di ogni sapienza.
2“Ogni sapienza viene dal Signore ed è sempre con lui.
La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni del mondo chi potrà contarli? L’altezza del cielo, l’estensione dell’universo, la profondità dell’abisso chi potrà esplorarle?
3Prima di ogni cosa fu creata la sapienza e la saggia prudenza è da sempre. A chi fu rivelata la radice della sapienza? Chi conosce i suoi disegni?
4Uno solo è sapiente, molto terribile, seduto sopra il trono. Il Signore ha creato la sapienza; l’ha vista e l’ha misurata, l’ha diffusa su tutte le sue opere, su ogni mortale, secondo la sua generosità, la elargì a quanti lo amano” (Sir 1,1-8).
La via della preghiera.
5Il Signore dà lo Spirito senza misura (Gv 3,34) ai figli che glielo chiedono (Lc 11, l3). Il Signore dà lo Spirito sapienziale da lui viene la scienza e la prudenza (Pr 2,6). Il Sapiente insegna che lo Spirito sapienziale si ottiene con la preghiera: “Sapendo che non l’avrei altrimenti ottenuta, se Dio non me l’avesse concessa, – ed era proprio dell’intelligenza sapere da chi viene tale dono- mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il cuore (Sap 8,21):
6“Dio dei padri e Signore di misericordia, dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli; 10 inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito.
7Essa infatti tutto conosce e tutto comprende, e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria. Così le mie opere ti saranno gradite; io giudicherò con equità tutte le opere
8Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo Santo Spirito dall’alto? Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito; essi furono salvati per mezzo della sapienza”[99].
9 Quindi, “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni” (Gc l,5-8).
La via del timore di Dio (Sal 111,10).
10Principio della sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno. Tra gli uomini essa ha posto il nido, fondamento perenne; resterà fedelmente con i loro discendenti
11Pienezza della sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri devoti. Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili, i magazzini dei suoi frutti.
12Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e la salute.
13Dio ha visto e misurato la sapienza; ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza; ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.
14Radice della sapienza è temere il Signore; i suoi rami sono lunga vita (Sir 1,12-18).
15Fondamento della sapienza è il timore di Dio, la scienza del Santo è intelligenza. Per mezzo mio si moltiplicano i tuoi giorni, ti saranno aggiunti anni di vita. Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio, se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena (Pr 9,10-12).
16Il timor del Signore è fonte di vita, per evitare i lacci della morte (Pr 14,27). Il timor di Dio conduce alla vita e chi ne è pieno riposerà non visitato dalla sventura (Pr 19,23). Saggio è colui che gli è fedele (Sal 111,10).
La via della ricerca virtuosa (Pr 2,1-10).
17Bisogna impegnare decisamente tutte la facoltà nella ricerca dello Spirito, come dice il Saggio: Ho deciso di considerare la sapienza (Qo 1,17), dedicarmi con la mente alla sapienza (Qo 2,3); mi sono applicato a curare la sapienza (Qo 7,25) e la mia mente a curato molto la sapienza (Qo 1,16). La consapevolezza del valore dello Spirito, della sua importanza e necessità e la volontà di ottenerlo sono due elementi indispensabili perché questa ricerca sia virtuosa, cioè cosciente, volontaria, metodica o sistematica e perseverante.
18Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio,
18perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici.
20Allora comprenderai l’equità e la giustizia, e la rettitudine con tutte le vie del bene, perché la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo (Pr 2,1-10).
La via della condotta morale (Sir 15,11-20; Pr 2,11-22; Sir 19,20.22.26-27).
21Non dire: “Mi sono ribellato per colpa del Signore”, perché ciò che egli detesta, non devi farlo. Non dire: “Egli mi ha sviato”, perché egli non ha bisogno di un peccatore. Il Signore odia ogni abominio, esso non è voluto da chi teme Dio. Egli da principio creò l’uomo e lo lasciò in balia del suo proprio volere. Se vuoi, osserverai i comandamenti; l’essere fedele dipenderà dal tuo buon volere. Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del Signore, egli è onnipotente e vede tutto. I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini. Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare (Sir 15,11-20).
22La riflessione ti custodirà e l’intelligenza veglierà su di te, 12 per salvarti dalla via del male, dall’uomo che parla di propositi perversi, da coloro che abbandonano i retti sentieri per camminare nelle vie delle tenebre, che godono nel fare il male, gioiscono dei loro propositi perversi; i cui sentieri sono tortuosi e le cui strade sono oblique,
23per salvarti dalla donna straniera, dalla forestiera che ha parole seducenti, che abbandona il compagno della sua giovinezza e dimentica l’alleanza con il suo Dio. La sua casa conduce verso la morte e verso il regno delle ombre i suoi sentieri. Quanti vanno da lei non fanno ritorno, non raggiungono i sentieri della vita.
24Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni e ti atterrai ai sentieri dei giusti, perché gli uomini retti abiteranno nel paese e gli integri vi resteranno, ma i malvagi saranno sterminati dalla terra, gli infedeli ne saranno strappati (Pr 2,11-22).
25Figlio mio, se i peccatori ti vogliono traviare, non acconsentire! Se ti dicono: “Vieni con noi, complottiamo per spargere sangue, insidiamo impunemente l’innocente, inghiottiamoli vivi come gli inferi, interi, come coloro che scendono nella fossa; troveremo ogni specie di beni preziosi, riempiremo di bottino le nostre case; tu getterai la sorte insieme con noi, una sola borsa avremo in comune”.
26Figlio mio, non andare per la loro strada, tieni lontano il piede dai loro sentieri! I loro passi infatti corrono verso il male e si affrettano a spargere il sangue. Invano si tende la rete sotto gli occhi degli uccelli. Ma costoro complottano contro il proprio sangue, pongono agguati contro sé stessi
27“Non c’è sapienza nella conoscenza del male; non è mai prudenza il consiglio dei peccatori”(Sir 19,19).
28 Esiste un’abilità scaltra, ma ingiusta; v’è un ‘abilità che è abominevole. Dall’aspetto si conosce l’uomo; dal volto si conosce l’uomo di seno. Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che è (Sir 19,20.22.26-27).
La via delle virtù.
29La Sapienza è artefice e madre di tutte le virtù (Sap 6,2l; 7,12). Infatti, dice il Sapiente: “Implorai e venne in me lo Spirito della sapienza (Sap 7,7). E i frutti dello Spirito della sapienza sono le virtù, come insegna l’Apostolo: “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal 5,22) A sua volta le virtù sono la via per incontrare lo Spirito della sapienza, come dice il Saggio: “A lei rivolsi il mio desiderio, e la trovai nella purezza”(Sir 51,20).
30Perciò, se vuoi lo Spirito Santo, pratica le virtù che lo Spirito stesso ti insegna, come sta scritto: “Se un’ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa (la Sapienza) insegna infatti la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita” (Sap 8,7).
31Bontà e fedeltà non ti abbandonino; legale intorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini.
32Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza,
33 in tutti i tuoi passi pensa a Lui ed egli appianerà i tuoi sentieri.
34 Non credere di essere saggio, temi il Signore e sta’ lontano dal male.
35 Salute sarà per il tuo corpo e un refrigerio per le tue ossa.
36Onora il Signore con i tuoi averi e con le primizie di tutti i tuoi raccolti;
37 i tuoi granai si riempiranno di grano e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
38Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto (Pr 3,3-12).
La via dei comandamenti.
39Tutta la sapienza è timore di Dio e in ogni sapienza è la pratica della legge (Sir 19,19). Chi è fedele alla legge otterrà la sapienza. Essa gli andrà incontro come una madre, l’accoglierà come una vergine sposa (Sir 15,1-2).
40Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti; allora il Signore te la concederà. Il timore del Signore è sapienza e istruzione, si compiace della fiducia e della mansuetudine. Non essere disobbediente al timore del Signore e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore. Non essere finto davanti agli uomini e controlla le tue parole. Non esaltarti per non cadere e per non attirarti il disonore, il Signore svelerà i tuoi segreti e ti umilierà davanti all’assemblea, perché non hai ricercato il timore del Signore, il tuo cuore è pieno di inganno (Sir 1,23-29).
41Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi (1 Gv 5,2-3).
42Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato (1 Gv 3,24).
43Da questo sappiamo d’averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: “Lo conosco” e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e lo Spirito di verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto (1 Gv 2,3-5).
44Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l’uomo è tutto. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, bene o male (Qo 12,13-14).
45Beato l’uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti (Sal 111,1). Nulla più dolce dell’osservare i suoi comandamenti (Sir 23,27). Se vuoi lo Spirito Santo, osserva i comandamenti del Signore.
Le vie per possedere lo Spirito Santo (M. Valtorta 13-6- 1943)[100].
La via del raccoglimento.
Dice Gesù:
46«Perché lo Spirito Santo possa scendere e operare liberamente in un cuore, bisogna coltivare in sé stessi la carità, la fedeltà, la purezza, la preghiera e l’umiltà.
47I miei Apostoli si prepararono alla sua venuta con queste virtù unite ad un intenso raccoglimento. Per imparare il medesimo, come per imparare le altre virtù, non avevano che da guardare Maria, la Madre mia.
48In Essa lo spirito di raccoglimento era intensissimo. Anche nelle occupazioni della vita Ella sapeva vivere raccolta in Dio e sua grande gioia era potersi isolare nella contemplazione, nel silenzio, nella solitudine.
49Dio può parlare ovunque. Ma la sua Parola giunge a voi, mortali, le cui capacità di recezione sono limitate, molto meglio quando potete essere in solitudine che non quando intorno a voi il prossimo parla, si muove, si agita sovente in meschinità umane. Doppio merito e doppia grazia se potete udire Dio anche fra il tumulto. Ma anche doppia, tripla fatica.
La via della carità.
50Però tu, Maria, non contravvenire alla santa carità e alla santa pazienza per l’idea di udire Me. Allora mutileresti il frutto di queste lezioni. Nulla, neppure il pensiero di udire la mia Voce, ti deve rendere poco pronta ad esercitare condiscendenza e pazienza col tuo prossimo. Ti pare di perdere il filo del mio dire? Ti rammarichi perché capisci di aver dimenticato qualche gemma del mio dire? Oh! fidati di Me! Io te la farò ritrovare, e più bella di prima perché legata con l’oro della carità e circondata dalle perle della pazienza sminuzzata in infiniti atti, ma tutti, tutti preziosi.
51Ricordati che ” tutto quello che fate al prossimo lo fate a Me, Gesù”. Perciò sappi uscire dal tuo colloquio con Me per ascoltare i bisogni, anche delle volte molto inutili, del prossimo, sempre con un sorriso e con buona volontà. Tu avrai il merito della carità esercitata e loro non si scandalizzeranno vedendo te irritata per aver dovuto lasciare la preghiera.
52Maria Ss. sapeva, senza alterarsi, uscire dalla meditazione, dalla preghiera, dai soavi colloqui con Dio ‑ e tu puoi pensare a che altezze essi attingessero ‑ ed occuparsi del prossimo senza perdere di vista Dio e senza fare capire al prossimo che Ella era disturbata. Maria sia il tuo modello.
La via della preghiera.
53Anche nella preghiera i miei Apostoli non avevano che da guardare Maria per imparare come si prega per ottenere da Dio. E così per tutte le altre virtù necessarie a preparare la discesa del Paraclito. Anche ora il Consolatore scende con maggiore veemenza quanto più uno spirito è preparato a riceverlo.
54Maria, la piena di grazia, non aveva bisogno di preparazione alcuna. Ma Ella vi ha dato l’esempio. È vostra Madre e le madri sono il vivente esempio per i figli. Maria era già piena di Spirito Santo. Era la sua Sposa e dello Sposo conosceva tutti i segreti. Ma in Maria nulla doveva apparire diverso dagli altri.
55Io stesso, che ero Dio, mi assoggettai sulla terra alle leggi della natura: ebbi fame, sete, freddo, fui affaticato, ebbi sonno; ma Io stesso, che ero Dio, mi assoggettai sulla terra alle leggi del morale: sentii tedio, paura, tristezza, gioii dell’amicizia, inorridii del tradimento, tremai fino a sudare sangue al pensiero di quello che avevo a soffrire, pregai come un umile uomo bisognoso di tutto.
La via delle virtù.
56Anche Maria perciò ricevette, in forma palese, lo Spirito Santo. Anche le più grandi anime devono seguire la via che tutti seguono, nelle manifestazioni esterne, si intende, senza singolarità, senza darsi delle pose che altro non sono che superbie ammantate di umiltà ipocrita. Semplicità sempre perché lo Spirito venga a voi con piacere. E poi saper trattenere lo Spirito Santo con una purezza vivissima. Egli non sosta dove vi è impurità. Infine fedeltà alle sue ispirazioni.
La via dell’accoglienza.
57Egli è, dirò così, l’Apostolo eterno e divino che predica instancabilmente alle anime la dottrina del Cristo, che ve la illumina e spiega. Ma se è male accolto, se le porte dei cuori gli vengono serrate davanti, se è ricevuto con ira, Egli fa quello che Io dissi ai miei Apostoli: se ne va e la sua pace torna a Lui mentre voi ne rimanete senza.
58Dio non si impone fuorché in casi speciali. Egli è sempre pronto a intervenire in vostro aiuto. Ma vuole da voi desiderio di riceverlo, volontà di ascoltarlo, coraggio di seguirlo, generosità di confessarlo. Allora Egli vi abbraccia, vi penetra, vi solleva, vi accende, vi deifica, vi fa cambiare la vostra povera natura animale in una tutta spirituale, vi indìa e come un’aquila a volo vi porta in alto, nei regni della Luce, in plaghe di purezza, vi avvicina al Sole della carità e ve ne[101] scalda, finché vi apre le porte del suo Regno per una eternità di beatitudine.»
14. Condizione per seguire lo Spirito S.
Dio guida chi si affida al suo Santo Spirito
Amare lo Spirito S. sopra ogni cosa.
1L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato (Rm 5,5). Dio infatti ci ha dato uno Spirito di forza, di amore e di saggezza (2 Tm 1,7). E il frutto dello Spirito è amore (Gal 5,22). Quindi, amare lo Spirito sopra ogni cosa è frutto della presenza dello Spirito che vive nei nostri cuori. Vivere la vita spirituale significa amare lo Spirito fino a morire, come dice il Saggio: “Beati coloro che si sono addormentati nell’amore” (Sir 48,11).
2Beato l’uomo che medita sulla Sapienza e ragiona con l’intelligenza che considera nel cuore le sue vie: ne penetrerà con la mente i segreti.
3 La insegue come uno che segue una pista, si apposta sui suoi sentieri.
4Egli spia alle sue finestre e starà ad ascoltare alla sua porta.
5Fa sosta vicino alla sua casa e fisserà un chiodo nelle sue pareti; 6la propria tenda presso di essa e si riparerà in un 7alzerà rifugio di benessere; 7metterà i propri figli sotto la sua protezione e sotto i suoi rami soggiornerà; 8 da essa sarà protetto contro il caldo, egli abiterà all’ombra della sua gloria (Sir 14,20-27).
Affidarsi consapevolmente allo Spirito.
9Così agirà chi teme il Signore; chi è fedele alla legge otterrà anche la Sapienza.
10Essa gli andrà incontro come una madre, l’accoglierà come una vergine sposa; 011lo nutrirà con il pane dell’intelligenza, e l’acqua della sapienza gli darà da bere.
12Egli si appoggerà su de lei e non vacillerà, si affiderà a lei e non resterà confuso.
13Essa l’innalzerà sopra i suoi compagni e gli farà aprire bocca in mezzo all’assemblea.
egli troverà contentezza e una corona di gioia e otterrà fama perenne (Sir 15,1-6)
14Dio salva chi si affida al suo Santo Spirito, come dice il Salmista: “Mostrami i prodigi del tuo amore: tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra” (Sal 17,7). Dio riscatta chi si affida al suo Santo Spirito, così prega il Salmista: “Mi affido alle tue mani; tu mi riscatti, Signore Dio fedele” (Sal 31,6).
15Il Signore è lo Spirito e chi si affida allo Spirito del Signore rimane al sicuro:
16Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui. Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere. Voi che temete il Signore, confidate in lui; il vostro salario non verrà meno. Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici, la felicità eterna e la misericordia. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso, rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.
17Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti e al peccatore che cammina su due strade! 13 Guai al cuore indolente perché non ha fede; per questo non sarà protetto. Guai a voi che avete perduto la pazienza; che farete quando il Signore verrà a visitarvi?
18Coloro che si affidano al Signore non disobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie. Coloro che si affidano al Signore cercano di piacergli; e coloro che lo amano si saziano della Legge. Coloro che si affidano al Signore tengono pronti i loro cuori e umiliano l’anima loro davanti a Lui.
19Gettiamoci nelle braccia del Signore e non nelle braccia degli uomini; poiché, quale è la sua grandezza, tale è anche la sua misericordia (Sir 2,6-18).
Guida per andare verso la perfezione (M. Valtorta 9-7- 1943)[102].
Santità epidermica, dell’involucro dell’anima.
Dice Gesù:
20«Il Signore parlando a Mosè disse: ” Non vogliate contaminare le vostre anime con nessun rettile che striscia sopra la terra. Io sono il Signore che vi ho tratti dall’Egitto per essere vostro Dio; e voi sarete santi, perché Io sono santo”[103].
21Queste parole ti hanno colpito. Le vogliamo meditare insieme? Il tuo Maestro parla. Al popolo ebraico di allora non poteva il Signore dare la perfezione della Legge come poi l’ho data Io a un mondo più progredito e avviato a sempre maggiore civiltà. Civiltà non vuole dire perfezione. Vuol dire unicamente complicazione. Voi siete divenuti sempre più complicati nelle abitudini, nei costumi, nei divieti.
22Allora le folle vivevano seguendo l’istinto più che ogni altra cosa, e se anche commettevano cose che alla vostra mentalità attuale appaiono ripugnanti, non erano responsabili come lo siete voi per tante altre. Essi le compievano senza malizia, portati a compierle dalle necessità e dalla mentalità loro propria. Voi le commettete con malizia e qui sta la colpa. Tu però noti che, per quanto avessero molte attenuanti al loro modo d’agire, data la loro limitata civiltà, furono puniti quando oltrepassarono la misura nel male commesso dalla loro mentalità bambina.
23Il Signore dà loro delle leggi minute, e nello stesso tempo esterne più che interne. Io parlerò per le vostre anime. Il Padre a Mosè parla anche per l’involucro delle vostre anime. Era un involucro la cui asprezza rendeva quasi ferino, nell’istinto e nel costume. Onde il Creatore dovette continuare la sua creazione di voi, quali persone morali, limando, lisciando, mondando il vostro involucro. Da qui le minuziosaggini materiali della Legge. Ma non deve, un’anima persa in Cristo‑Luce, vedere le cose materiali. Deve vedere quello che sotto alla natura si cela: ossia lo spirito e quanto è detto allo spirito.
Santità spirituale è la perfezione dello spirito.
24“Non vogliate contaminare le vostre anime con nessun rettile che striscia sulla terra”. Leggi: con nessun rettile spirituale che insidia la vostra anima.
25Le passioni sono i rettili satanici che salgono dal profondo fangoso per avvilupparvi il cuore e contaminarvelo. Io ho detto: ” Non sono le cose che entrano dalla bocca ed escono per le vie naturali quelle che contaminano l’uomo, ma quello che dal cuore esce corrompe l’uomo[104], quando dal cuore escono le passioni malvagie entrate a farvi nido come serpi in un cavo di roccia “. Io ho perfezionato la Legge e vi ho mostrato quali sono i rettili che contaminano l’uomo, futuro cittadino della Gerusalemme eterna.
26Alzatevi, creature a cui ho dato la vita della vita. Non strisciate. Non abbiate contatto con ciò che striscia. Io ho dato impulso al vostro spirito per salire. La mia grazia è ala.
Il Liberatore dalla schiavitù del peccato.
27“Io sono il Signore che vi ho tratti dall’Egitto”.
Il popolo mosaico aveva un grande obbligo verso il Signore che lo aveva tratto dalla schiavitù. Ma, o Maria, considera quale e quanta sia la gratitudine che dovete a Me Redentore. La schiavitù d’Egitto opprimeva gli ebrei sulla terra, nel giorno mortale. Il peccato d’origine e tutti gli altri peccati opprimono gli uomini per il giorno eterno. Ed Io ve ne ho liberati.
28Io sono il Liberatore della stirpe umana e in verità ti dico che fra i condottieri e i liberatori di tutta la terra, dai primi agli estremi giorni, non ve ne è né sarà uno simile a Me. Quale obbligo dunque avete d’amarmi! Sì. Di amarmi. Io, in cambio di quanto vi ho dato, non chiedo che amore.
29Io vi ho tratti dalla colpa per essere vostro Dio. Ma non il Dio che appare fra turbini e fulmini e incenerisce e colpisce. Io sono il Gesù, il Dio di bontà, che appare come un candido fiore da un candido cespo per salvarvi e passa fra voi sanandovi e benedicendovi, e muore benedicendovi e dandovi perdono e Vita.
Guida per condursi alla perfezione.
30Ma voglio che voi cerchiate di imitarmi. Tale il Cristo tale il cristiano, o figli che ho immerso nel mio Sangue, eterna Piscina probatica[105] dove guariscono le infermità dello spirito. Il Signore dice: “Sarete santi perché Io sono santo”. Io vi dico: “Siate perfetti come è perfetto il Padre mio”[106].
31Oh! non vi do limitazione alla santità. Vi do la guida per condurvi: rinnegamento “di ciò che è Male. Vi do l’arma per vincere: la mia Croce. Vi do la medicina che rinforza e guarisce: il mio Sangue. Vi do la misura della perfezione da raggiungere: quella di Dio. Raggiungetela e farete giubilare il Cuore mio.
32Ecco, piccola discepola del mio Cuore, ecco vista, attraverso la pupilla del Figlio di Dio, la parola del Padre, eccola spiegata e compresa alla luce dello Spirito. Poiché in ogni parola nostra è il Dio Uno e Trino e ogni parola va compresa con l’aiuto di Dio Uno e Trino.»
15. Consacrati dallo Spirito Santo
“Sacro al Signore”.
Consacrarsi allo Spirito (Sir 2,1-5; Is 44,2-5).
1Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla prova. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della tentazione. Sta unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiolo del dolore (Sir 2,1-5).
2Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta: “Non temere, Giacobbe mio servo, Lesurùn da me eletto, poiché io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri; cresceranno come erba in mezzo all’acqua, come salici lungo acque correnti. Questi dirà: Io appartengo al Signore, quegli si chiamerà Giacobbe; altri scriverà sulla mano: Del Signore, e verrà designato con il nome di Israele” (Is 44,2-5).
Sacri al Signore
3In quel tempo anche sopra i sonagli dei cavalli si troverà scritto: “Sacro al Signore”. Tutte le caldaie di Gerusalemme e di Giuda saranno sacre al Signore (Zc 14,20-21). Forse il Signore si occupa di sonagli dei cavalli o di pentole o caldaie e no piuttosto di uomini e donne? Perciò, quando il Signore spanderà il suo Spirito, tutti, uomini e donne, saranno consacrati dallo Spirito e quindi santi, come sta scritto:
4Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo, cioè quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme. Quando il Signore avrà lavato con lo Spirito di giustizia le brutture delle figlie di Sion e avrà pulito l’interno di Gerusalemme con lo Spirito dello sterminio dal sangue che vi è stato versato, allora verrà il Signore – il Signore è lo Spirito- (2 Cor 3,17) su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte -fuoco è lo Spirito- (At 2,3), perché sopra ogni cosa la gloria del Signore sarà come baldacchino. Una tenda fornirà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la pioggia (Is 4,3-6). Viene lo Spirito Santo su ogni cuore di ogni uomo spiritualizzato e su tutte le comunità o cenacoli spirituali o di preghiera e consacrerà con la sua presenza persone e cose al nostro Dio e sarà riparo contro la bufera dei tiranni e sostegno contro l’arsura dei superbi, come sta scritto: “Signore, tu sei il mio Dio. Tu sei sostegno al misero, sostegno al povero nella sua angoscia, riparo dalla tempesta, ombra contro il caldo; poiché lo sbuffare dei tiranni è come pioggia d’inverno, come arsura in terra arida il clamore dei superbi. Tu mitighi l’arsura con l’ombra d’una nube, l’inno dei tiranni si spegne” (Is 25,1.4-5). Poi che la profezia riguarda alla venuta dello Spirito santo si capisce dai simbolismi tutti riferiti allo Spirito Santo.
5“Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Consacrali nella verità. La tua parola è verità” (Gv 17, 17.19).
6 Dominio dei sensi è non peccare più.
Lo Spirito consacra chiudendo l’anima nel Cuore di Gesù (M. Valtorta 12-8- 1943)[107].
Parabola della perla.
Dice Gesù:
7«Anima mia, ascolta la parabola della perla.
Un granello di arena mosso dalle onde del mare viene inghiottito dalle valve del mollusco. Un sassolino greggio e spregevole, un frammento minuscolo di roccia, una scheggia di pomice, tutte cose che non meritano lo sguardo di un uomo.
8Quel granello di rena inghiottito così rimpiange certo, nel primo tempo, le sconfinate praterie del mare dove rotolava libero sotto la spinta delle correnti e dove vedeva tante cose belle, create dal Padre mio. Ma dopo qualche tempo intorno al grigio e ruvido granellino si fa una pellicola bianca, sempre più bella, più soda, più regolare. E il sassolino non rimpiange più la libertà selvaggia di prima, ma benedice il momento in cui fu precipitato, da un volere superiore alla sua intenzione, fra le valve di quel mollusco. Se il granellino potesse parlare direbbe: “Sia benedetto quel momento in cui ho perduto la libertà! Sia benedetta la forza che la libertà mi ha levato e di me, povero e brutto, ha fatto una preziosa margarita!”
L’anima e la Grazia.
9L’anima è un sassolino di sua natura grezzo. Porta il segno della creazione divina, ma si è così mal ridotto, rotolandosi in basso, che è divenuto sempre più scabro e sempre più grigio. La grazia, come una corrente celeste, lo sospinge per gli sconfinati spazi dell’universo, verso il Cuore di Dio che sta aperto per ricevere le sue creature. Sta col Cuore aperto il vostro Dio de diserrando voi, povere creature.
10Ma sovente voi resistete alle correnti della grazia e all’invito di Dio che desidera chiudervi nel suo Cuore. Credete d’esser più felici, più liberi, più padroni di voi stessi rimanendo fuori. No, poveri figli miei. Felicità, libertà, padronanza, sono dentro al Cuore di Dio. Fuori c’è l’insidia della carne, l’insidia del mondo, l’insidia di Satana.
11Credete essere liberi, ma siete legati come schiavi al remo. Credete di esser felici, ma le sollecitudini, esse sole, sono già infelicità. E poi c’è tutto il resto. Credete d’esser padroni, ma siete servi di tutti, servi di voi stessi nella parte inferiore, e non ve ne viene gioia anche se lavorate per darvi gioia.
12Io do la gioia perché do la Pace, perché do la continenza, perché do la rassegnazione, la pazienza, ogni virtù.
La metamorfosi dell’anima in grazia.
13Beate quelle anime che non fanno troppa dura opposizione alla grazia che le sospinge verso di Me. Beatissime quelle che non solo si lasciano portare a Me, ma a Me vengono con l’ansia del desiderio per essere inghiottite dal mio Cuore.
14esso non respinge nessuno per meschino e grezzo che sia. Esso accoglie tutti, e più siete miseri, ma insieme convinti che Io vi posso far belli, e più Io lavoro la vostra meschinità, la rivesto di veste nuova, preziosa, pura. I miei meriti ed il mio amore operano la metamorfosi. Entrate creature e uscite, alla Luce del Giorno di Dio, perle preziosissime.
15L’anima qualche volta rimpiange la prima libertà. Specie nei primi tempi, poiché il mio lavoro è severo pur sotto veste d’amore. Ma quanto più l’anima è volonterosa e tanto più presto comprende. Tanto più l’anima rinuncia ad ogni desiderio di falsa libertà e preferisce la regale schiavitù dell’amore, e tanto più presto gusta la beatitudine della sua prigionia in Me ed accelera il prodigio santificante dell’amore.
16Diventare parte di Gesù.
17Il mondo perde ogni attrattiva per quell’anima felice che vive chiusa in Me come perla nello scrigno. Tutte le ricchezze della terra, tutti gli effimeri soli, tutte le insincere gioie e le pseudo libertà perdono luce e voce e resta sola la volontà, sempre più vasta e profonda, del nostro reciproco amore, del nostro volere essere uno per l’altro, uno nell’altro, uno dell’altro.
18Oh! troppo poco conosciuta beatitudine delle beatitudini, vivere con Me che so amare! Che se Pietro esclamò sul Tabor, solo per vedermi trasfigurato: “Signore, è bene per noi lo stare qui[108]“, che dovrebbe dire l’anima che è trasfigurata essa stessa divenendo molecola del mio Cuore di Dio?
19Ma pensa, Maria. Chi vive in Me diventa parte di Me[109]. Capisci? Di Me Gesù, Figlio del Dio vero, Sapienza del Padre, Redentore del mondo, Giudice eterno e Re del secolo futuro, Re in eterno. Tutto questo diviene l’anima che vive sprofondata nel mio Cuore. Parte integrante e viva del Cuore di un Dio, vivrà eterna come Dio nella Luce, nella Pace, nella Gloria della mia Divinità.»
16. La pedagogia materna dello Spirito S.
La divina disciplina.
Propone traguardi gloriosi (Sir 4,11-16).
1La Sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano. Chi la ama, ama la vita, quanti la cercano solleciti, saranno ricolmi di gioia. Chi la possiede erediterà la gloria, qualunque cosa intraprenda, il Signore lo benedice. Coloro che la venerano rendono culto al Santo e il Signore ama coloro che la amano. Chi l’ascolta giudica con equità; chi le presta attenzione vivrà tranquillo. Chi confida in lei la otterrà in eredità; i suoi discendenti ne conserveranno il possesso (Sir 4,11-16).
Usa una disciplina austera (Sir 4,17-19).
2Dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi, gli incuterà timore e paura,
3lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui, e lo abbia provato con i suoi decreti ma poi lo ricondurrà sulla retta via e gli manifesterà i propri segreti.
4Se egli batte una falsa strada, lo lascerà andare e l’abbandonerà in balia del suo destino (Sir 4,17-19).
Segue una crescita metodica (Sir 24,28-32).
5Io sono come un canale derivante da un fiume
e come un corso d’acqua sono uscita verso un giardino.
Ho detto: “Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola”.
Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare.
Farò ancora splendere la mia dottrina come l’aurora;
la farò brillare molto lontano.
Riverserò ancora l’insegnamento come una profezia,
lo lascerò per le generazioni future.
Vedete, non ho lavorato solo per me,
ma per quanti cercano la dottrina (Sir 24,28-32).
Beato l’uomo che ha trovato la Sapienza.
Chi allo Spirito sapienziale si stringe è felice (Pr 3, 13.18).
L’anima lavorata alla vita eterna (M. Valtorta 17-7- 1943)[110].
Metodo per avere lana soffice.
Dice Gesù:
6«Hai mai visto come fanno coloro che vogliono avere della lana soffice per i loro sonni? Chiamano il materassaio il quale batte e ribatte la lana finché è tutta una spuma. Più la lana è battuta energicamente e più diviene soffice e pulita, perché la polvere e i detriti cascano al suolo e i bioccoli restano ben inondi e spumosi.
7Lo stesso, peggio ancora, lo si fa se quella lana la si vuole filare o tessere. Allora entra in opera anche il pettine di ferro che districa rudemente la lana e la rende stesa come capelli ben pettinati.
8Così fa chi fila lino e canapa; e persino la seta del bozzolo, per essere usata, deve prima subire il tormento dell’acqua bollente, della spazzola ruvida e della macchina che la torce.
L’anima lavorata alla vita eterna.
9Anima mia, se questo è necessario fare per delle fibre naturali onde farne vesti e giacigli, come non deve farsi lo stesso con la vostra anima per lavorarla alla vita eterna? Voi siete una fibra ben più preziosa del lino, della canapa e della lana. Da voi deve uscire la stoffa di vita eterna.
10Ma, non per imperfezione divina ‑ poiché Dio crea le cose perfette ‑ sibbene per imperfezione vostra, le vostre anime sono selvagge, arruffate, piene di asprezze, di detriti, di polvere, non atte, insomma, ad essere usate per la Città divina dove tutto è perfetto.
Lo strumento che lavora l’anima.
11Perciò la previdenza, la provvidenza, la bontà paterna del vostro Dio vi lavora. Con che? Con la sua Volontà. La Volontà di Dio è lo strumento che fa di voi, fibre inselvatichite, stoffe preziose e preziose lane. Vi lavora in mille modi: offrendovi delle croci, illustrandovi il bello di una mortificazione e attirandovi col suo invito a compierla, guidandovi con le sue ispirazioni, mortificandovi col suo paterno castigo, torcendovi colla guida dei comandamenti.
12Questi, con la loro necessità che per volgere di secoli non cambia forma e vigore, sono proprio quelli che fanno di voi un filato resistente e regolare, atto a formare la stoffa di vita eterna. Le altre cose, poi, formano la stoffa di vita eterna, e più voi siete docili alla volontà del Signore e più la stoffa si fa preziosa.
Conoscere la volontà di Dio.
13Quando poi non solo la seguite con docilità, questa Volontà benedetta che opera sempre per vostro bene, ma con tutte le vostre forze chiedete a Dio di farvela conoscere perfettamente per perfettamente eseguirla, costi quel che costi e abbia la forma anche più contraria alla vostra umanità, quando agite così la stoffa si orna di ricami come un broccato.
Volontà di dolore.
14Se poi a tutto questo aggiungete la perfezione di chiedere per voi una Volontà di dolore per essere simili a Me nell’opera di redenzione, allora nel broccato inserite gemme di incalcolabile valore e della vostra originaria fibra imperfettissima fate un capolavoro di vita eterna.
15Ma, o Maria, quante poche le anime che si sanno far lavorare da Dio!
16Dio ha per voi sempre mano di Padre perfettissimo nell’amore e opera con Intelligenza divina. Sa quindi fino a che punto può calcare la mano, e quale dose di forza vi deve infondere per rendervi atti a subire le operazioni divine.
L’anima selvaggia e insatanata.
17Ma quando l’uomo si ricusa al buon Padre che avete nei cieli, quando si ribella alla sua Volontà, quando annulla col peccato i doni di forza che il Padre gli dona, come può il Padre che è nei cieli lavorare quell’anima? Essa rimane selvaggia, si carica anzi sempre più di grovigli e di impurità. E Io piango su lei vedendo che nulla, neppure il mio Sangue, effuso per tutti, la rigenera alla bontà.
18Quando poi un’anima non solo si rifiuta al lavoro di Dio ma cova in sé astio per il Padre e per i fratelli, allora l’opera Nostra scompare totalmente e si insedia, in quel groviglio di passioni sregolate, il Padrone del peccato: Satana.
I mietitori soprannaturali.
19E’ allora che deve subentrare l’opera paziente e generosa delle vittime. Queste lavorano per sé e per gli altri. Queste ottengono che Dio torni, con miracolo di grazia, a lavorare quell’anima dopo averne fugato Satana col fulgore del suo aspetto.
20Quante sono le anime che mi salvano le vittime! Siete i mietitori soprannaturali che mietete messe di vita eterna consumandovi nell’ingrato lavoro pieno di spine. Ma ricorda che, coloro per cui occorre sacrificare sé stessi per primi, sono quelli del nostro sangue.
21Io non ho distrutto i legami di famiglia. Li ho santificati. Ho detto di amare i parenti di amore soprannaturale[111]. E quale più alto amore, di avere carità delle anime malate del nostro sangue? Ti parrebbe normale colui che facesse gli interessi di tutti meno quelli della sua casa? No: diresti che è un pazzo. Lo stesso è fuori della giustizia che uno provveda per i bisogni spirituali del suo prossimo lontano e non metta in prima linea il suo sangue più stretto.
22Sai come regolarti. Non curarti se riceverai ingratitudine. Quello che non ti darà lei[112], te lo darò Io. Intensifica il sacrificio per lei.
17. Gesù dà lo Spirito senza misura
1. Gesù ha dato a noi la sua Gloria, lo Spirito Santo (Gv 17,15‑23)
1“Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me, perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me”. (Gv 17,15‑23)
Gesù dà lo Spirito senza misura (Gv 3,31‑34; Gv 16,7; Lc 24,49).
2“Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti, ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza, chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero, Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura”. (Gv 3,31‑34).
Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo. Infatti, Gesù disse: “Il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete” (Mt 10,38). “Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore, ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò” (Gv 16,7).
La grande attesa (At 1,4‑5; Lc 24,29; 12,49).
3Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quel, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni” (At 1,4‑5).
4“lo manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso. ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’Alto” (Lc 24,29). Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra (At 1,8) Sono venuto a portare il fuoco sulla terra (Lc. 12,49).
18. Il dono dello Spirito Santo
Scelti nello Spirito Santo: (At 1, 1‑8)
1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella, disse, che voi avete udito da Me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in spirito Santo, fra non molti giorni”. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele”. Ma egli rispose: “No spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. (At 1, 1‑8).
Battezzati in Spirito Santo e Fuoco (At 12‑14; (At 1‑8.11‑13)
2Allora ritornarono a Gerusalemme. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con lacune donne e con Maria, la Madre di Gesù. (At 12‑14). Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tuta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”. Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro “Che significa questo’. Altri invece li deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di mosto”. (At 1‑8.11‑13).
Adempimento della a promessa del Padre: (At 2,14‑2 1)
3Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: “Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.
Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.
Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido.
Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. (At 2,14‑2 1)
Il Dono dello Spirito è per tutti (At 2,37‑40)
4All’udire tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli. E Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il Dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: “Salvatevi da questa generazione perversa”. (At 2,37‑40).
19. Battesimo di fuoco ardente (M. Valtorta 27-10- 1943)[113].
Battesimo di acqua[114].
Dice Gesù:
1«Vi è battesimo e battesimo, figlia che amo. Tutti voi che siete cattolici avete il Battesimo che lava la colpa d’origine e che dovrebbe avere le stesse conseguenze di santità per tutti, se tutti miraste al Cielo in luogo di essere confitti con gli occhi dello spirito e con le radici del vostro essere nel fango della Terra.
2Il Battesimo, sacramento da Me istituito in luogo del battesimo di Giovanni precursore, ha in sé tutti gli elementi per portarvi alla santità[115]. Vi dà la Grazia e chi ha la grazia ha tutto.
3Ma siete voi che della Grazia non tenete conto e la gettate come inutile dono. Fra il severo dovere per essere fedeli a questa Grazia, la quale altro non è che Dio in voi con tutti i suoi doni, e il facile compromesso con la carne ed il sangue, col denaro, col Male pur di godere, o credere di godere durante quei pochi attimi di eternità che sono la vostra vita della terra, voi preferite il compromesso.
Battesimo di fuoco ardente.
4Quando il Figlio di Dio, Colui che vi ama, viene fra le turbe segnate del suo indelebile segno, quel segno che è più glorioso di una corona regale perché vi dà una regalità ultraterrena di figli e eredi dell’Altissimo Re, trova che pochi hanno lottato contro l’istinto e contro Satana, o lavato le macchie di Satana e dell’istinto col pentimento, in modo da avere terso e operante quel segno di predestinazione. A quei pochi, i diletti del Cuore mio, Io, Figlio di Dio al quale ogni potere di giudizio è deferito dal Padre, vengo ad impartire un battesimo di fuoco ardente, che arde e consuma in loro ogni umanità per fare libero lo spirito e renderlo capace di ricevere lo Spirito che parla.
Selezione severa.
5Selezione severa e elezione dolorosa nel suo gaudio. Poiché chi non è mondo, chi non è mantenuto o reso mondo dall’amore e dal pentimento, non può essere accettato per mio grano. La pula sterile e vuota, il loglio e la cuscuta dannosa, gli inutili viticci parassiti, saranno separati dal mio rigoroso esame[116].
6La pula sono gli orgogliosi: orgogliosi di cuore o di pensiero per la loro scienza razionalizzante e errata, i farisei e gli scribi del tempo attuale. Il loglio e la cuscuta, i ribelli alla Legge e gli avvelenatori dei cuori: i corruttori, gli scandalosi per i quali meglio sarebbe stato se fossero stati espulsi dal seno materno già estinti. I viticci sono i deboli, i tiepidi che vogliono beneficiare della comunione dei santi ma senza sforzarsi di dare ad essa il contributo della benché minima fatica. Sono i pigri dello spirito, coloro che hanno sempre bisogno di sprone, di sostegno, di calore, per vivere la loro povera vita spirituale; senza i coefficienti di diversi aiuti, striscerebbero al suolo
7incapaci di tendersi al cielo e sarebbero calpestati dal Maligno: calpestati dico, non colti. Sono sprezzati anche da esso. Non se ne cura perché sa che da sé stessi si dànno la morte dell’anima.
Elezione dolorosa
8Elezione dolorosa perché bisogna, come spiga destinata a divenire farina di Dio, accettare i colpi della trebbia, l’immolazione della macina, la purificazione del frullone, ossia dolori, dolori, dolori, mortificazioni, ascetismo senza misura.
9Oh! per essere farina da ostie occorre sapersi far spogliare di ogni impurità dall’amore. Nessun’altra cosa come l’amore è assoluto nell’operare questa depurazione della vostra personalità per renderla atta a vivere in Cielo.
10Ma pensa, anima mia, pensa dopo tanto dolore a come ti parrà bello il mio Paradiso. Tutto l’amaro che qui bevi per amore del tuo Re, lo troverai lassù mutato in dolcezza. Tutte le ferite che qui t’hanno straziata, là saranno gemme eterne. Tutto il dolore sarà gioia.
11Il tempo passa, ad ogni attimo passa. Io resto e con Me resta la mia Eternità. Ed Io ed essa saremo il tuo dono, quello che ti sei guadagnato col tuo amore e col tuo dolore. Un’eternità di luce e di sempiterna gioia. Un’eternità con Dio, con Dio, Maria.
12Pensa questo sempre. Anelerai al dolore come all’aria che respiri.»
20. La grande promessa pentecostale.
Chi pensa al mio Nome con amore mi ama e ottiene[117].
Dice Gesù:
1«Io vi dico, e ve lo dico con verità: chi crede in Me farà le opere che Io faccio, e ancor di maggiori ne farà, perché Io vado al Padre. E tutto quanto domanderete al Padre in mio nome Io lo farò, perché il Padre sia glorificato nel suo Figlio. E farò quanto mi domanderete in nome del mio Nome.
2Il mio Nome è noto, per quello che realmente è, a Me solo, al Padre che mi ha generato e allo Spirito che dal nostro amore procede. E per quel Nome tutto è possibile. Chi pensa al mio Nome con amore mi ama e ottiene.
Osservare i comandamenti per avere il vero amore[118].
3Ma non basta amare Me, occorre osservare i miei comandamenti per avere il vero amore. Sono le opere quelle che testificano dei sentimenti. E per questo amore Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore che resti per sempre con voi, Uno su cui Satana e il mondo non può infierire, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere e non può colpire, perché non lo vede e non lo conosce. Lo deriderà. Ma Egli è tanto eccelso che lo scherno non lo potrà ferire, mentre, pietosissimo sopra ogni misura, sarà sempre con chi lo ama, anche se povero e debole. Voi lo conoscerete, perché già dimora con voi e presto sarà in voi.
Dio è carità e chi ama ha in sé Dio [119].
4In quel giorno voi conoscerete che Io sono nel Padre mio, e voi in Me ed Io in voi. Perché chi accoglie i miei precetti e li osserva, quello è colui che mi ama, e colui che mi ama sarà amato dal Padre mio e possederà Iddio, perché Dio è carità e chi ama ha in sé Dio. Ed Io lo amerò, perché in lui vedrò Iddio, e mi manifesterò a lui facendomi conoscere nei segreti del mio amore, della mia sapienza, della mia Divinità incarnata.
5Saranno i miei ritorni fra i figli dell’uomo, che Io amo nonostante siano deboli e anche nemici. Ma costoro saranno solo deboli. Ed Io li fortificherò; dirò loro: “Sorgi!”, dirò: “Vieni fuori!”, dirò: “Seguimi”, dirò: “Odi”, dirò: “Scrivi”… e voi siete fra questi».
La dimora di Dio Amore[120].
6«Perché mi amate e osservate le mie parole. Chi così farà, sarà amato dal Padre e Noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui, in lui. Mentre chi non mi ama non osserva le mie parole e fa secondo la carne e il mondo.
Alla scuola dello Spirito d’Amore[121].
7Ora sappiate che ciò che Io vi ho detto non è parola di Gesù Nazareno ma parola del Padre, perché Io sono il Verbo del Padre che mi ha mandato. Io vi ho detto queste cose parlando così, con voi, perché voglio Io stesso prepararvi al possesso completo della Verità e Sapienza.
8Ma ancora non potete capire né ricordare. Però, quando verrà a voi il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà in mio Nome, allora voi potrete capire, ed Egli tutto vi insegnerà, e vi ricorderà quanto Io vi ho detto.
21. L’avvento dell’Amore – Pentecoste
(M. Valtorta
28-5- 1944)[122].
La stanza del Cenacolo[123].
Pentecoste, ore 10.
Vedo la stanza dove fu consumata la Cena[124].
1Le suppellettili sono sempre le stesse. Però messe in diversa maniera. Le due cassapanche ‑ ossia la vera cassapanca del lato sinistro, rispetto a me che guardo verso la porta, e la bassa credenza del lato opposto ‑ sono state portate fuori dal vano delle finestre in cui erano e messe l’una presso all’altra in fondo alla stanza (nel lato senza finestre).
2Contro l’altro lato, ossia quello in cui si apre, nell’angolo nordovest, la piccola porta alla quale si accede per la scaletta di sei scalini, è stato spinto il tavolone che era al centro della stanza la sera del Giovedì Santo. Fra il murò e il tavolone vi sono i sedili, finché ve ne possono essere. Gli altri sono ai due lati corti della tavola. Così: Insomma dodici contro la parete e due per lato. Questi due per lato sono vuoti. Paiono messi lì tanto per poterli mettere in qualche posto. L’uno è lo sgabello usato da Gesù per la lavanda dei piedi.
3La tavola è nuda. Non ha tovaglia né stoviglie. La credenza e la cassapanca pure sono senza stoviglie, ma su esse stanno, piegati, i mantelli degli apostoli.
4Le finestre sono chiuse. La sbarra di ferro le traversa tenendole ben serrate come fosse notte. Perciò il lume è acceso al centro della stanza. Ma deve essere giorno fatto, perché da uno spacco o foro che è in una imposta filtra un ago di sole nel quale danzano i pulviscoli della polvere. La luce è poca essendo acceso un sol becco del lume. Però la poca luce permette di vedere distintamente tutto. Vedo anche i grandi mattoni quadrati del pavimento col loro colore rosa pallido.
In preghiera con Maria[125].
5Al centro della tavola è seduta la Mamma. Alla sua destra Pietro, alla sinistra Giovanni. Davanti a sé la Madonna ha un cofano largo e basso, di stile orientale, chiuso. Contro questo sono appoggiati dei rotoli; fa così da leggio.
6Maria è vestita di azzurro cupo. Sotto ha il velo bianco. Ma ha anche il manto sul capo. L’unica a capo coperto. E mi ricorda molto la Vergine dell’Eucarestia quale mi apparì lo scorso mese di giugno (1943)[126]. (Credo sia stato in giugno, se no è agli ultimi di maggio. Non ho modo di confrontare coi dettati passati).
7Maria legge a voce alta. Gli altri seguono la sua lettura mentalmente è, quando è il momento, rispondono. Risento perciò qui l’espressione: ” Maran atà “[127] già udita altra volta, non ricordo quando né da chi detta. Deve essere una specie di ” Così sia ” o di ” Sia lodato il Signore “, perché viene detta come diciamo noi una giaculatoria finale.
8Maria sorride nel leggere. Un sorriso,’direi, interno. Sorride ad un suo pensiero. Non guarda nessuno e perciò non sorride a nessuno. Sorride ad un suo pensiero d’amore, a chissà quale interna visione beata. Sorride. Gli apostoli l’ascoltano e la guardano sorridere così, mentre la sua dolce voce ha note di canto nel leggere i salmi (suppongo siano salmì) nella lingua d’Israele.
9Pietro si commuove nell’udirla e due lacrimoni scendono per le rughe che fiancheggiano il naso e si perdono. nei baffi brizzolati.
10Giovanni la guarda e risponde al suo sorriso sorridendo. Pare un laghetto che divenga un sole riflettendo il sole che esso guarda. Senza appoggiarsi a Maria con la confidenza che aveva con Gesù, si stringe però più che può a Lei e allunga il collo per seguire le righe che Ella legge. Nelle pause, quando viene cambiato il rotolo o risposto il ” Maran atà “, la guarda e sorride.
11Non c’è altro rumore che la voce di Maria e il fruscio delle pergamene. Poi anche questo cessa, perché Maria tace e curva il capo in avanti appoggiandolo al cofano. Continua internamente la sua orazione, Gli altri la imitano, chi in una posa, chi nell’altra.
Un rombo come di vento[128].
12Un rombo fortissimo come accordo di organo gigantesco, voce di vento celeste e armonico, eco di tutti i paradisiaci cori al quale fanno da appoggio tutte le voci dei venti e dei canti terrestri, empie il silenzio della quieta mattina, si avvicina sempre più e sempre più potente, e l’aria ne vibra, e ne oscilla la fiammella del lume, e le catene che lo sostengono e che ricadono, in penduli ornati tintinnano proprio come fanno quando un’onda fragorosa di suono empie una chiusa stanza. Se vi fossero dei vetri chissà come trillerebbero. Ma non vi sono e non si ode il particolare rumore del vetro percosso da una vibrazione sonora.
13Gli apostoli alzano il capo spauriti. E dato che il suono cresce per ogni attimo di minuto secondo, c’è chi si alza spaventato e cerca fuggire, c’è chi si rannicchia battendosi il petto, e c’è chi si stringe a Maria per cercarne protezione. Il più calmo è Giovanni, che guarda unicamente Maria e vedendola sorridere più beata di prima si rincuora subito.
14Maria alza il capo, sorride a ciò che il suo spirito certo vede e poi scivola in ginocchio aprendo le braccia. Il manto le si apre ed Ella pare un angelo azzurro con due grandi ali che si stendono sul capo di Pietro e Giovanni, che l’hanno imitata inginocchiandosi.
15Ho tenuto più tempo io a descrivere che la cosa a compiersi. Sono stati secondi di tempo.
Il Fuoco Paraclito [129].
16E poi ecco la Luce, il Fuoco, ecco lo Spirito penetrare con un ultimo squillo possente ed empire la stanza di un fulgore insostenibile, di un calore ardentissimo, e rimanere per un attimo librato, in meteora rutilante di luce, sul capo di Maria e poi scindersi e spartirsi e scendere in lingue di fiamma a baciare la fronte di ogni presente.
17Ma la fiamma che scende su Maria!… Lunga e vibrante come un nastro di fuoco, non si limita a posarsi sulla fronte, ma gliela cinge, gliela abbraccia e bacia e carezza, fissandosi come un aureo cerchio intorno al capo verginale, scoperto ora perché Maria, quando ha visto il Fuoco Paraclito, ha alzato le braccia come per abbracciarlo, con un grido di gioia, ed il manto e il velo sono scivolati e caduti dal capo, dalle spalle, ed Ella è là, svelata, fatta d’un subito più giovane nelle sue bionde trecce senza rovina di canizie, bella, bella, bella per il suo serto divino che vibra con la fiamma finale sulla fronte dopo averla cinta del suo diadema di Regina celeste, e bella per la gioia che la trasfigura… Oh! non si può dire cosa diviene di bello il volto di Maria nell’abbraccio del suo divino Sposo!
18l Fuoco permane così qualche tempo e poi dilegua lasciando dietro a Sé una fragranza non terrena. La visione dilegua col suo svanire.
22. Il regno dello spirituale (M. Valtorta 11-6- 1944)[130].
Equilibrio nel piano dello spirituale[131].
Dice Gesù:
1«Per potere vivere con equilibrio la vita di vittime, bisogna mettersi risolutamente nel piano dello spirituale, dimenticando assolutamente quanto non è questo piano.
2Ho detto ” equilibrio ” perché nelle cose della terra si usa questo termine per significare una cosa o una persona che è così giustamente posata sul suo asse tanto da non caderne per scosse di veruna sorta; e che se anche le riceve, perché è naturale le riceva, ne sopporta l’urto con un lieve ondeggiamento che non è debolezza, ma che è prova della sua stabilità, perché non si risolve in catastrofi, ma si risolve in un ritorno alla stessa posizione di prima.
3Lo stesso è per le cose non terrestri e perciò spirituali. L’anima giustamente posata sul suo asse non cade per urti che le possono venire impressi. Subisce l’assalto, ne soffre perché è irruzione di forze malvagie nell’atmosfera di soprannaturale pace che la circonda, perché è fragore di basse voci che per un attimo soverchiano le celesti armonie di cui essa si bea e, come stelo percosso da tempesta, ondeggia la sua corona fiorita, ma non si svelle, e passato l’assalto si ristabilizza nella sua pace tesa ad ascoltare le parole che l’amore di un Dio continuamente sussurra al suo spirito.
Il piano spirituale.
4Dove è il piano spirituale? Oh, molto in alto! Dove l’umanità non giunge. Essa è ancora nota, perché lo spirito non è cieco, né il vivere nella sua atmosfera vitale lo rende stolto. No, ché anzi aumenta la sua potenza di vedere e intendere. Ma ciò è perché esso vive già nell’atmosfera della Carità, essendo il piano spirituale l’anticamera del beato Paradiso: il Limbo attuale di coloro che non sono ancora nati alla Vita eterna, ma il cui spirito è già in attesa per entrarvi, pueri spirituali il cui battesimo avverrà nel bacio che l’Eterno darà loro quando, sciolti dal carcere della carne, come frecce di ardore, come colombe di fiamma liberate dall’arco o dalla tagliola, saetteranno a Dio, loro mèta, loro nido, ansia di tutta la loro sosta nell’esilio terreno.
5La Carità, ansiosa di unirsi a queste minori carità, appunta i suoi ardori su questo piano e lo impregna di Sé. Coloro che in esso vivono, di Essa se ne nutrono, l’assorbono con l’avidità del loro spirito. Sono bocche assetate che suggono ciò che è loro gioia e non cessano, neppure mentre suggono, di cantare la loro gioia; non cessano, mentre cantano, di pregare per i fratelli; non cessano, mentre pregano, di ripetere loro le parole che odono e che sono di Dio.
I viventi nel piano spirituale.
Testo biblico: Ez 1,5-12
6 viventi nel piano spirituale: Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d’un vitello, splendenti come lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé. Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’aquila. Le loro ali erano spiegate verso l’altro; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
Comprensione.
Dice Gesù
7 “Perché gli spiriti viventi nel piano dello spirito sono simili agli animali della Teofania di Ezechiele. Hanno quattro aspetti, perché è quadruplice il loro operare, e usano di quattro bocche. Guardano Dio, che è Sole, col loro volto d’aquila e ne cantano con esso le lodi. Se ne satollano come leoni perché Dio è la loro preda e di Essa sola essi appetiscono. Pazienti come bovi, non si stancano di pregare per i fratelli la cui conquista al regno dello spirito è opera paziente e instancabile. E colla loro bocca d’uomo ripetono agli uomini nel linguaggio dell’uomo ciò che, volando come aquile nel regno del Sole‑Dio, hanno udito da Dio”.
I viventi nella carità ardente.
Testo biblico: Ez 1,13-15
8 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. Gli esseri andavano e venivano come un baleno. Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro
Comprensione.
Dice Gesù
9 “La Carità è sempre attiva, e i viventi nella Carità sono attivi come essa. La Carità è multiforme e multi operante, ed essi hanno carità multiforme e multi operante. La Carità è ardente ed essi sono “carboni incandescenti ” che Dio sempre più arroventa. La Carità è leggera e veloce, ed essi hanno. ali per andare leggeri e veloci dove l’impeto della carità li porta. E ” non si volgono indietro ” a guardare ciò che lasciano”.
Il ruolo della volontà.
Testo biblico: Ez 1,16-21
10 Simbiosi delle volontà: Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutt’e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un’altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt’e quattro erano pieni di occhi tutt’intorno. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote. Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote
Comprensione.
Dice Gesù
11“Ecco che ti ho ricondotto al punto primo. ” Per potere vivere con equilibrio la vita delle vittime, bisogna mettersi risolutamente nel piano dello spirituale, dimenticando assolutamente quanto non è questo piano”. Ho detto così nel primo periodo di questo dettato. E così ripeto.
12Tu qui sei e qui resti. L’unica cosa che può farti uscire da questo equilibrio, che è perfetto perché in esso ti ho messa lo che sono perfetto nel mio operare, non è che la volontà tua. Tutto il resto ti potrà scuotere, ti potrà turbare, entrando col suo fragore e con la sua tempesta nell’atmosfera di cui sei circondata, ma non potrà levarti dal tuo centro. Non potrà se tu non vuoi.
13E non ti turbare se ti senti turbata. Lascia che il turbamento venga da altri ‑ uomini o Satana che siano – ma non unirvi mai il tuo. Sarebbe il più lesivo. Perché il più interno.
14Non dirti mai: ” Non sono capace di fare bene ciò che faccio”, “Non so servire Dio con perfezione”, “Pecco invece di santificarmi”. Certo che non sai fare bene, che non sei perfetta nel servire, che hai ancora imperfezioni molteplici. E chi mai sa fare bene, alla perfezione, senza mai peccare, sinché è uomo? Chi è perfetto, se si paragona alla Perfezione?
15Ma la Perfezione, appunto perché è Perfezione, sa anche giudicare e vedere perfettamente, e perciò sa vedere la vostra intenzione, il vostro studio, il vostro sforzo di fare bene, di servire perfettamente, di non peccare, e con un sorriso annulla e perdona, con un sorriso compie ciò che voi non riuscite a compire”.
Eroicità di tutta la vita.
Testo biblico: Ez 1,22-25
16 Il rombo nasce dal movimento delle ali: Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l’una di contro all’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste
Comprensione
Dice Gesù
17 “Nel piano dello spirituale deve morire ogni pensiero umano. Molto difficile questo. È perciò che si chiama eroicità la virtù dei santi e che i santi sono tanto pochi; perché gli eroi sono molto pochi. E questa eroicità è più grande, complessa e soprattutto più lunga di quella umana, la quale è un episodio nella vita di un uomo, mentre questa è la vita di un uomo.
18L’eroismo di un uomo è l’atto improvviso che si presenta e che non dà tempo alla carne di mettere avanti le sue voci pavide. L’eroismo di un uomo ha sempre, anche se egli non se ne accorge di averle, due grucce: l’impulsività del carattere e il desiderio della lode.
19Quello del santo non è un atto improvviso: è la vita. Tutta la vita. Da mattina a sera. Da sera a mattina. Da un mese all’altro. Da un anno all’altro. Per il caldo, per il freddo, per il lavoro, per il prossimo, per il riposo, per il dolore, per le malattie, per la povertà, per i lutti, per le offese. Una collana della quale ogni minuto è una perla aggiunta. Una perla che si è formata con le lacrime, la pazienza, la fatica. Non scende dal Cielo questo eroismo, come una manna. Deve nascere in voi. In voi soli. Il Cielo non vi dà più che non dia a tutti. Non è aiutato dal mondo. Anzi il mondo lo combatte e ostacola in tutti i modi.
20Vero è che il suo combattere è il migliore coefficiente di formazione, perché sopportare il mondo con pazienza e amarlo per l’odio che vi dà è il nucleo principale di questo eroismo; intorno ad esso si uniscono cellule di pazienza nella fame, sete, freddo, caldo, notti senza riposo, malattie, povertà, lutti. Ma il più è sempre sopportare il mondo e amarlo soprannaturalmente”.
Eroicità dello spirito per puro amore.
Testo biblico: Ez 1,26-28
21 Lo splendore dell’amore puro: Sopra il firmamento che era sulle loro teste parve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembrava essere dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore il cui aspetto era simile a quello dell’arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia terra e udii la voce di uno che parlava
Comprensione
Dice Gesù
22“Nessun pensiero umano. L’amore di Dio, solo. L’interesse di Dio, solo. Ecco come pensa l’eroe dello spirito. Ecco come agisce colui che vive nell’equilibrio dello spirito. Io? che sono io? I miei dolori? Le mie fatiche? La mia povertà? Le noie che mi vengono dal prossimo? Nulla. Ciò che conta è Dio. Di questo, questo e quest’altro me ne servo per Lui e sono felice di avere questo, questo e quest’altro perché con questo, questo e quest’altro posso amare Dio, non perché mi preserva ma per puro amore; posso servire Dio, usando queste monete, per salvare il prossimo facendo così l’interesse di Dio”.
Gioie dello spirito e dolori della carne.
Testo biblico: Ez 3,1- 14
23Miele e cardi: Mi disse: “Figlio dell’uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Ma tu, non li temere; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no. E tu, non esser ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do” Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all’interno e all’esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai. Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: “Figlio dell’uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo”. Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele. Mi disse ancora: “Figlio dell’uomo, tutte le parole che ti dico accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi: poi va’, recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non ascoltino”. Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l’animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me.
Comprensione
Dice Gesù
24 “Credi tu, Maria, che non mi dolga di dovervi salare così col patire, voi che prediligo? Credi tu che se potessi non vorrei darvi tutta la gioia per la gioia che voi mi date?
25Ma non vi è altra via per salvare il mondo. Il dolore. Anche Io, che ero Dio, non ho trovato che questa per essere il Salvatore. La gioia diverrà Gioia per voi. Ma nell’altra vita. Qui non c’è, per voi, vittime amate e care. Qui c’è la mia pace, qui c’è l’unione con Me, qui c’è il mio amore. Gioie dello spirito. Ma per la carne nulla. Per essa c’è il dolore. E non basta mai, perché sempre più cresce l’errore. Voi siete le riparatrici degli errori e non potete avere soste nel riparare, perché il Nemico continua a distruggere e bisogna continuare a edificare per mantenere al mondo ancora un aspetto umano e non completamente satanico.
26Il Cristo in Cielo non piange più. Ma soffre ancora perché, se è Dio, è anche l’Uomo ed ha un cuore. E di che soffre questo mio cuore, perfetto nelle sue passioni? Di vedersi disamato e di vedere soffrire, di dover lasciare che soffrano coloro che lo amano e che esso ama.
27Oh! come ne soffro di vedervi soffrire per compiere in voi la redenzione dell’uomo! Come ne soffro! Ma, ad ogni palpito di dolore che risponde al vostro dolore, Io unisco un dono per il Cielo. Per il vostro Cielo. È vostro. Voi lo conquistate ora per ora, ed esso vi attende.
28Oh! che fulgori sono qui per voi! Oh! che amore vi attende! Oh! che ansia di darvelo! Alza gli occhi e guarda. Fra i, mille fulgori di ciò che hai meritato ti splende e sorride la Faccia del tuo Dio. E ti benedice.
Sì, ti benedico. Va in pace.»
23. L’anima posseduta dallo
Spirito santo (M. Valtorta 3-7-
1943)[132].
Discernimento.
Dice Gesù:
1«Ti ho detto ieri che vi sono generi di infermità che esulano dalle comuni, volute cioè da forze spirituali. Dio o Satana, agendo l’Uno dall’abisso del Cielo, agendo l’altro dall’abisso dell’Inferno, colpiscono, per cause diverse e con diverso scopo, certe creature.
2 Ma, data la sorgente diversa e opposta, una infermità, quella che viene da Dio, porta seco, traendola dalle scaturigini di una immisurabile Luce e di un immisurabile Amore, luce e amore per la creatura martire del suo Dio. L ‘altra, provenendo dall’abisso stagnante dove regna Satana, avviluppa di tenebre e di tormento.
L’anima martire di Dio.
3Ho detto creatura martire del suo Dio. Sì. L’anima che si è abbandonata al suo Dio; totalmente, ne diviene la martire. Dio stesso agisce qui da sacrificatore, né il martirio della creatura abbandonata all’Amore è meno cruento, anche se sangue non è sparso materialmente, di colei che è immolata da un carnefice. Poiché non solo la carne e il sangue, ma l’intelletto, l’anima e lo spirito, vengono torturati in un felice martirio la cui fine, dopo la crocifissione spirituale ‑ che stigmatizza ogni potenza dell’essere, nella carne, nel sangue, nell’intelletto, nell’anima, nello spirito, mettendo il glorioso sigillo mio ‑ è l’abbraccio infuocato col Fuoco stesso, con la Carità accesa, l’inabissamento nella ardente Unità che è la nostra Trinità, la conoscenza completa di cosa sia Dio e il possedere e l’essere posseduti in eterno da Dio.
L’anima impregnata dell’aroma divino.
4Sì. Due sono le forme delle spirituali infermità, e due sono le forme di possessione spirituale. Se si dice “posseduto” colui che è afferrato, straziato, premuto, dominato da Satana, perché non si deve, con ancor più giusta ragione, chiamare “posseduto” colui che è abbracciato, sollevato, plasmato, dominato da Dio?
5Beatifica, sublime, felice possessione! L’anima non ha che abbandonarsi, in amore, all’Amore che la circonda, l’abbraccia, la penetra, la trasporta, le dà sensi nuovi e conoscenze sconosciute ai mortali. È il tuffo nel gorgo di Dio, gorgo di Luce, di Scienza, di Carità, di ogni virtù. È tuffo nel gorgo della Pace.
6L’anima ne esce, in quei rari istanti in cui ne esce ‑ sempre più rari quanto più l’anima è spersa in Dio ‑ profumata della Essenza del suo Dio, e nessun miasma della Terra e dell’Inferno può agire sul suo spirito impregnato dell’aroma divino.
L’anima “posseduta” da Dio.
7L’anima ” posseduta” da Dio ne prende talmente la somiglianza che persino la forma esterna e materiale. del suo essere subisce modificazioni. Dio traluce dal suo sguardo, dalle sue parole, dal suo sorriso, dalla maestà nuova della sua espressione, onde chi la sfiora dice: “Qui c’è qualcosa non di questa terra”.
8L’anima ” posseduta ” da Dio è prezioso vaso sigillato, ma da cui esala l’aroma che lo colma. Sigillato poiché l’amore consacra e il possesso rende proprietà d’ Un solo e solo il Solo apre e chiude quel sigillo apposto sullo spirito che si è dato a Lui. E s a l a perché l’aroma di Dio è tanto potente che non solo empie l’interno del vaso, ma ne imbibisce la materia, onde l’effluvio spirituale se ne effonde e passa fra la folla, purificandola dall’odore della carne e del sangue.
Metodo sperimentale.
9Se le creature sapessero cosa è “il possesso” di Dio, tutti vorrebbero essere ” posseduti “. Ma per saperlo occorre compiere il primo passo, il primo atto di generosità, di rinuncia, e poi perseverare in quel primo atto. Il resto viene, perché, come un’onda elettrica, sprigionata dal polo A, viene attirata dal più forte polo Z, così ugualmente l’anima che si è messa nell’orbita di Dio viene attirata dallo Stesso, da qualunque punto dell’orbita si trovi.
10Poiché Io sono l’Alfa e l’Omega[133] e tutto abbraccio di quanto è. Solo il contrario volere umano, che mette sotto il sigillo della Bestia, distorna la mia azione, perché Io vi ho fatti liberi e non violento la vostra volontà. Se perciò la vostra volontà è carne e sangue, ossia è Satana, la mia Volontà non può agire poiché la mia Volontà è Spirito e agisce sul vostro spirito e lo spirito muore dove regna la materia.
11Occorre rinascere nello spirito per potere entrare nell’orbita di Dio e vincere la carne e il suo padrone: Mammona[134]. Allora avviene il ” possesso”. Paradiso anticipato sulla terra, felice ascesa dell’anima al Cielo nella morte, pienezza del Paradiso nel mio Regno dove i “miei” saranno con Me in eterno, luce nella Luce, pace nella Pace, gioia nella Gioia, gloria nella Gloria.»
[1] (Gv 17, l4; l5, l9)
[2] (FI 3,20-21)
[3] (Eb 11,13-16)
[4] (Col 3, 1-4)
[5] (Mt 13,43)
[6] (Gv 10,34)
[7] 2 febbraio 1948. MARIA VALTORTA, Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1977
[8] …possedendo in voi lo Spirito Santo, avete tutto l’Amore, ossia Iddio Uno e Trino.
Dice il Divinissimo Autore rispondendo ad una mia obbiezione circa la frase contenuta nel dettato del 6 gennaio 1948 ” … l’Arca dilettissima (Maria)… che ancor ci contiene così come è da Noi contenuta”:
[9] 1 Corinti 6, 19
[10] Sapienza 1, 7 t
[11] Genesi 1, 2
[12] prima è nostra trascrizione da I”
[13] Genesi 1, 2
[14] Ne parlerà nelle lezioni successive, in particolare in quella del cap. 17
[15] Genesi 3, 6-7
[16] Esodo 25, 10
[17] con lei è nostra correzione da secolei
[18] terzo è nostra trascrizione da 7/7°
[19] Luca 1, 38
[20] divino è lettura incerta
[21] 13-2-48. MARIA VALTORTA, Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1977. Commentando Rm 16,5: Or la speranza non inganna, perché la carità di Dio è stata diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato donato
[22] lo è nostra correzione da il
[23] Genesi 3, 1-13
[24] fertilizzante è nostra correzione da ferlilizzunli
[25] suscitatore è nostra correzione da suscitare o suscitare
[26] Romani 8, 15
[27] ha è aggiunto da noi
[28] Calati 2, 20
[29] sopraffazione è nostra correzione da soprafazzione
[30] Giovanni 17
[31] 29 marzo 1950. MARIA VALTORTA, Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1977. Commentando Rm 8, 26-27
[32] Matteo 6, 5-6
[33] imitate è aggiunto da noi
[34] Marco 6, 46; Giovanni 6, 15
[35] Matteo 14, 13
[36] Luca 22, 39
[37] Matteo 15, 21; Marco 7, 24
[38] Luca 17, 11; Giovanni 4, 4
[39] imitate è nostra correzione da imitando
[40] Calati 2, 20
[41] operato l’unione è aggiunto da noi
[42] (Cfr. Is 52,7-12).
[43] 8-2-1950. MARIA VALTORTA, Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1977. Commentando Rm 8,12-16
[44] Genesi 1, 20-25
[45] piacciono è nostra correzione da piaciono
[46] 1 Corinti 3, 16; 6, 19; 2 Corinti 6, 16
[47] Esodo 3, 14
[48] Scritto il 25 dicembre 1943. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri 1976.
[49] Col 1,15-17.
Sembrerebbe asserita la sola eternità del Paradiso e negata l’eternità dell’Infermo. Invece, gli scritti valtortiani insegnano che Purgatorio e Limbo cesseranno alla seconda venuta di Gesù, e che Paradiso e Inferno resteranno per sempre.
Gn 1,26-30.
Ap 22,20.
[53] (2 Cor 3,17-18)
[54] (Cfr Dt 10,17)
[55] (1 Cor 3,16-17; 6,19-20)
[56] (Pr 8,23-25. 27-31)
[57] Scritto il 15 settembre 1944. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[58] Scritto il 1° luglio 1943, festa del Prez.mo Sangue. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri
[59] La luce/ Genesi 1,3-5.
[60] Vi istruirà/ Giovanni 14,26.
[61] Scritto il 1O – 1 – 1944. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri
[62] Commentando Isaia 45,11-23
[63] Giovanni 16,13
[64] Siracide Cap.24
[65] Esodo Cap 19 e 20
[66] (Mt 28,19)
[67] (Gv 14, l6)
[68] (Gv 14,26)
[69] (Is 66,10-16)
[70] (Is 11,1-2; 16,13-14)
[71] (Lc 11,20; Mt 12,28)
[72] (Mt 3,11; Mc 1,7-8; Lc 3,16; Gv 1,32-33)
[73] (Rm 8,26; Gal 5,22; Enciclica Dives in misericordia’, nota 52 e 61).
[74] Scritto il 16 agosto 1944. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri.
[75] Gn 1, 26‑27. 3 4
[76] At 2, 1‑4.
[77] (2 Cor 3,17)
[78] (1 Gv 4,7)
[79] (Gv 1,12-13)
[80] (1 Pt 1,22-23)
[81] (1 Cor 6,17)
[82](Gv 3,3-4)
[83] (1 Gv 3,2)
[84] (1 Gv 5,6.9)
[85] (Gv 10,35)
[86] (Sal 82,6)
[87] (At 17,28)
[88] (Gv 20,17)
[89] (Sal 2,7)
[90] (1 Gv 4,17)
[91] (Sal 89,27-28)
[92] (1 Gv 3,9; 5,18)
[93] Scritto il 1° giugno 1946. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945 al 1950, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri, 1984
[94] Scritto il 14-1-1944. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri.
[95] Commentando Atti 10,15
[96] Nel dettato del 12 gennaio 1944, p.60
[97] Scritto l’8 giugno 1943. MARIA VALTORTA, I quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[98] Genesi 3.
[99] (Sap 9,1.4.10-12.17-18)
[100] Scritto il 13 giugno 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[101] Atto 2,1-4.
[102] Scritto il 9 luglio 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[103] Levitico 11,43,45.
[104] L’uomo/ Matteo 15,11; Marco 7,15.
[105] Giovanni 5,2-17.
[106] Matteo 5,48.
[107] Scritto il 12 agosto sera 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[108] Stare qui/ Mt 17,1-8; Mc 9,2-8; Lc 9,28-36.
[109] Nel senso spiegato nei dettati del 17 agosto (pag. 140), del 1° ottobre (pag. 367), del 7 ottobre (pag. 404), del 10 ottobre (pag. 414).
[110] Scritto il 17 luglio 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[111] Amore soprannaturale/ Matteo 12,46-50; Marco 3,31-35; 7,9-13.
[112] Si riferisce alla mamma della scrittrice.
[113] Scritto il 27 ottobre 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[114] Giovanni Battista disse: “Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco”. (Matteo 3,11‑12).
[115] Mt 3,11; Mc 1,8; Lc 3,16.
[116] Mt 3,12; 13,24-30 e 36-43; Lc 3,17.
[117] Gv 14,12-13
[118] Gv 14,15-17
[119] Gv 14,18-21
[120] Gv 14,22-24
[121] Gv 14,25-26
[122] Scritto il 28 maggio 1944, ore 2, ante. né della Pentecoste. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri. Atti 2,1-13
[123] Riportiamo la seguente visione sulla “Discesa dello Spirito Santo” poiché essa non appartiene alla grande opera sul Vangelo, per la quale sarà scritta di nuovo e completata nel 1947. Vedere il Vangelo del Regno di Dio n. 640
[124] Nella visione del 17 febbraio, pag. 155, preceduta dalla ” Descrizione del Cenacolo “, da noi indicata nella stessa pagina.
[125] Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo (At 2,1).
[126] Il 23 giugno 1943, ne «I quaderni del 1943», pag. 57‑58.
[127] Nella visione del 29 febbraio, pag. 221. Espressione aramaica che significa: Il Signore viene ” o «Vieni, Signore!».
[128] Un rombo dal cielo: Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano (At 2,2).
[129] Lingue come di fuoco: Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi (At 2,3-4)
[130] Scritto il 11 giugno 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976. Tutti i discorsi di Gesù sotto la voce: comprensione, si rifanno a questa citazione.
[131] Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinio di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzi si scorgeva come un balenare di elettro incandescente (Ez 1,4).
[132] Scritto il 3 luglio 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, Emilio Pisani editore, Isola del Liri, 1976
[133] Apocalisse 1,18; 21,6; 22,13.
[134] Matteo 6,27; luca 16,13.

