Apostasia del cristianesimo
Prevaricazione della chiesa romana
Le alleanze menzognere con gli empi
Società corrotta da Satana
Errori e orrori che partoriranno l’Anticristo.
SECONDO IL PICCOLO GIOVANNI
A cura di Fray Jesus Maria de Cabanaconde S.O.S
Servo dell’Ordine dei Salvatori
I mostri abitano la terra.
Dice Dio Padre:
“Il labbro del mio Cristo è contristato ancora dal fiele e dall’aceto di questa razza proterva. Ed il Padre è contristato del dolore del suo Figlio. E la sua pena si muta in ira per voi, uomini senza più spirito fedele al Dio vostro. Il Sacrificio che si ripete sugli altari della terra non è più per voi salvezza. Ma come dal Golgota il Sangue del Figlio è caduto sui suoi uccisori gridando a Me il suo dolore e provocando la mia punizione, così ora ricade su voi, ipocriti e bestemmiatori, negatori e viziosi, odiatori di Dio e dell’uomo vostro fratello, e vi marca a sangue e fuoco per la condanna.
La Terra urla come creatura impaurita dai mostri che l’abitano; l’Universo trema di orrore alla vista dei delitti che coprono la Terra; Io, Dio vostro, fremo d’ira divina per la vostra corruzione di carne, di mente, di spirito. Né la pietà del Salvatore, né quella della Vergine e dei Santi, placano col loro pregare l’ira mia”
1. Danni dell’inedia spirituale
nella Chiesa[1].
Il Signore cerca umiltà e amore.
Dice Gesù:
1«Sai perché ho scelto te? Perché sei una miseria, e ne sei convinta di esserlo, e perché sei animata dall’amore.
2Io vado cercando umiltà e amore per depositare le mie parole e le mie grazie e per fare risplendere le mie misericordie, poiché il mondo ha sempre bisogno di prove della misericordia per conservare un minimo di amore e di fede in Me.
Attutimento delle facoltà spirituali.
3Se l’avvenuta formazione della mia Chiesa e l’affermarsi del Cristianesimo nel mondo avessero dato i frutti che la prima fioritura faceva sperare, non ci sarebbe stato bisogno d’altro.
4Io avevo dato ai credenti in Me tutto quanto era loro necessario per sempre più crescere nella Fede e nella mia Dottrina. E l’avevo dato in forma perfetta come Io solo, il Perfettissimo, potevo darla. Ora è successo che non quanto vi ho dato ha perduto col tempo la sua efficacia, ma si è attutita in voi la facoltà di comprendere. Si è attutita perché avete offuscato la vostra vista spirituale col fumo delle umane superbie, il vostro udito spirituale col rumore di troppe umane parole, il vostro gusto spirituale col sapore di tanta corruzione, il vostro tatto spirituale con l’abuso di troppi contatti carnali, il vostro olfatto spirituale con il vostro pervertimento che vi spinge a preferire ciò che è putrido a ciò che è puro. Si è attutita perché avete schiacciato il vostro spirito sotto le pietre del senso, della carne, della superbia, del male dalle mille forme.
Strumentalizzazione della dottrina.
5Come un rivolo d’acqua destinato ad abbeverare i fiori delle vostre anime, avevo fatto scaturire dai Cieli ‑ meglio: dal mio Cuore che vi ama ‑ la mia Dottrina. Ma voi in esso avete lanciato sassi e macerie, suddividendolo in mille e mille fili di acqua che hanno finito a sperdersi senza giovamento per voi, cristiani che più o meno avete rinnegato il Cristo.
6Le eresie palesi hanno obliterato addirittura molte vene che, partendo dal mio Cuore, scendevano a nutrire l’organismo della Chiesa Una, Cattolica, Romana, Universale, e molta parte dell’organismo è divenuta un membro paralizzato, morto alla vita, destinato a portare cellule cancrenose.
7Ma le piccole eresie individuali sono ‑ e quante! ‑ sparse nel nucleo dei cattolici. E sono le più perniciose, le più condannate. Perché ‑ rifletti bene ‑ perché, se a distanza di anni e secoli è condannabile sino ad un certo punto il protestante, di qualsiasi chiesa sia, l’ortodosso, l’orientale, il quale segue con fede ciò che i suoi antenati hanno ad esso lasciato, come Fede vera, non è perdonabile il vivente sotto il segno della Chiesa di Roma il quale si crea la particolare eresia della sua sensualità del senso, della mente, e del cuore.
Intervento diretto del Maestro.
8Quanti compromessi col Male! Quanti! E che Io vedo e condanno.
9Di tutto si preoccupano i novanta centesimi dei cattolici, di tutto meno che della vita nella e per la mia Fede. E allora Io intervengo. Intervengo con l’insegnamento diretto che si sostituisce, con le sue luci e le sue fiamme, a tanti pulpiti troppo gelidi e troppo bui. Intervengo per essere il Maestro al posto dei maestri che preferiscono coltivare i loro interessi materiali agli spirituali interessi vostri e soprattutto miei. Poiché Io ho loro affidato i talenti vivi[2] che siete voi, anime che ho comprate col mio Sangue, vigne e granai del Cristo Redentore, non perché li lasciassero inoperosi e incolti, ma perché consumassero sé stessi nel farli fruttare e fruttificare.
Opposizione del clero cattolico.
10Ebbene, Maria. Lo sai quali sono i più retrivi ad accettare questo aiuto che Io do per riparare ai danni dell’inedia spirituale per cui voi cattolici morite? Sono proprio i miei sacerdoti. Le povere anime sparse nel laicato cattolico accolgono con devozione questo pane che Io spezzo alle turbe sperse nel deserto poiché ho compassione di esse che vengono meno. Ma i dottori della dottrina no.
11E’ logico, del resto. Come 20 secoli or sono, la mia Parola che accarezza voi, povere anime, è rimprovero a loro che vi hanno lasciato impoverire. E il rimprovero pesa sempre, anche se è giusto. Ma ora come 20 secoli or sono non posso che ripetere loro: ” Guai a voi, dottori della Legge che avete usurpato la chiave della scienza e non siete entrati voi e avete messo impedimento a quelli che entravano[3]“.
12Coloro che non sono entrati, perché voi avete sbarrato la via con le vostre piccinerie e scandalizzato i cuori, che guardavano a voi come maestri, perché vi hanno visti più indifferenti di essi stessi alle eterne Verità, saranno giudicati con pietà.
Novelli scribi e farisei.
13Ma voi, voi che avete preferito il denaro, gli onori, i comodi, l’utile dei famigliari vostri alla missione di essere i “maestri” in nome e per continuare il Cristo docente; ma voi che siete tanto severi verso i vostri fratelli, pretendendo che diano ciò che voi non date e fruttifichino ciò che voi non avete in essi seminato, mentre siete tanto indulgenti con voi stessi; ma voi che non credete alle mie manifestazioni provocate, in fondo, da voi, poiché è per riparare alle rovine provocate da voi che vengo ad ammaestrare i cuori spersi per il mondo, e osservate che tanto più vengo quanto più i tempi si caricano di eresie, anche nell’interno della mia Chiesa; ma voi che deridete e perseguitate i miei portavoce e li insultate dando loro del “pazzo” e dell’ “ossesso”, come i vostri lontani antenati dettero a Me[4]; ma voi sarete trattati con severità.
Invito alla conversione.
14Purificatevi col fuoco dell’amore e della penitenza i sensi dell’anima, e udrete, vedrete, gusterete, odorerete, sentirete Me nelle parole che dico agli umili, e che taccio a voi superbi, perché solo chi ha cuore di pargolo entrerà nel mio Regno, e solo ai piccoli Io rivelo i segreti del Re[5], perché il più grande fra voi cattolici è non colui che riveste una veste d’autorità, ma colui che viene a Me con puro cuore, fidente come un bambino, amoroso come un pargolo verso la mamma che lo nutre.
15Beati i piccoli. Io li farò grandi in Cielo!»
2. Quelli che conosceranno l’ira
del Signore[6]
L’uomo è dio in formazione[7].
Dice Gesù:
1«Io non sono venuto a negare la Legge e i Profeti ma a confermarla e a perfezionarla[8] modificando quelle inesattezze e soprastrutture che l’uomo vi aveva messo, parte per imperfezione propria e parte per umanità superiore all’anima.
2L’uomo è portato a male intendere. Non è perfetto nei suoi sensi mistici e nei suoi sensi naturali. Solo vivendo in Me perfeziona i primi, essendo allora Io che opero in lui. L’uomo è anche portato a complicare le cose perché, nella sua tenace e indistruttibile superbia, è sempre attirato dalla seduzione di ritoccare anche l’opera di Dio.
3Siete dèi essendo figli di Dio. Ma Dio è sempre il Maggiore, il Perfetto, Colui che da Sé stesso si genera[9]. Voi siete i minori, coloro che divenite perfetti se vivete in Dio e che da Dio siete generati. Or dunque, perché volete sempre modificare con le vostre complicazioni ciò che Dio nella sua Semplicità, che è uno dei segni della sua natura, dà perfetto nella sua semplicità?
I corrotti della antica alleanza[10].
4Quando sono divenuto Maestro ho trovato la Legge, in origine così chiara e lineare, divenuta un groviglio di imposizioni e una macia di formule che la rendevano impraticabile ai fedeli. Naturalmente pesi e formule erano per gli umili. I potenti, quelle formule e quei pesi li avevano creati, ma non li portavano.
5Il sacerdozio, gli scribi e i farisei, mi fecero ribrezzo e sdegno. E se vidi fra loro qualche anima leale, che amai divinamente, vidi anche la turba degli altri, più numerosa di gregge di selvatici caproni che col loro puzzo ammorbavano dei loro mercati, delle loro falsità, empietà, durezze, la Casa del Signore, e rendevano il Signore qualcosa di terribile per i poveri della Terra.
6Per Me digiunavano e sacrificavano quei sepolcri di fetore? No. Per averne utile umano e lode. Comodo era essere i Dottori della Legge e comodo essere del popolo eletto in Israele. Ma non vi era verità di desiderio e di offerta per attirare il Messia e le sue benedizioni.
7E il Messia andò altrove, nella regione sprezzata, ma dove una Tutta Santa e un Giusto meritavano di accogliere e tutelare il Germe di Dio.
I corrotti della Nuova alleanza.
8E ora, o figli, digiunate e pregate per interesse di Dio? No. Le vostre naturali privazioni, che potrebbero tenere posto di digiuno, non le sopportate con rassegnazione, ma ne fate fonte di odio e imprecazione continua e stolta e sacrilega. Le vostre preghiere sono sozze e sciancate dai vostri interni sentimenti e sono guardate da Dio come cose immonde messe sulla pietra dell’altare. Dio le incenerisce sperdendone il fumo contro terra.
Culto gradito a Dio[11].
9Una volta di più Io vengo a ripetere la forma che dovete usare per presentare a Dio sacrifici e preghiere, il cui profumo puro salga dall’altare al trono di Dio come olocausto di vittima perfetta.
10“Giudicate secondo verità, siate misericordiosi e compassionevoli verso i fratelli, quali che siano, non opprimete vedove e orfani, poveri forestieri, umili e deboli della Terra, non abbiate in cuore pensieri di astio, vendetta e male opere verso i vostri simili. Amate, insomma, perché l’amore è il compendio della Legge e chi ama tutto fa, e l’amore è l’incenso che rende profumate le ostie di propiziazione e l’acqua lustrale che deterge le pietre del vostro altare”.
Indurimento del cuore[12].
11Non indurite cuore e udito più di quanto già non l’abbiate. Non chiudete il cuore e l’udito alla Voce di Dio che parla attraverso i suoi “portavoce”, come un tempo l’indurirono gli antichi alla Voce di Dio parlante attraverso i Profeti.
12Se non ascoltate Me, per giustizia Io non ascolterò voi, e cesserete di avermi per Dio, per Padre e Salvatore. Conoscerete allora l’ira del Signore piena e inesorabile e, avendo ricusato il Pane della Parola di Dio, morderete la polvere e come belve senza cibo vi sbranerete l’un l’altro morendo nell’orrore per conoscere un orrore ancor più tremendo ed eterno.»
3. Segno dei tempi[13].
Generazione adultera e perversa.
Questa generazione chiede un segno[14].
Dice Gesù:[15]
1«Quello che il mio antico figlio prudentemente, per il santo timore di Dio, non volle fare, resistendo alla tentazione che Io gli avevo mandato per prova, lo chiedete voi ora, non per tentazione mia ma per rigurgito del vostro spirito ribelle e guidato dalle forze del Male, istigato dal vostro Nemico che amate più di quanto non amiate Me, vostro Signore Altissimo sopra il quale nessun altro è.
2Chiedete un segno. Lo chiedete col vostro cuore impuro e col vostro labbro bestemmiatore. E perciò lo chiedete in modo che è irrisione verso la mia potenza, che è negazione dell’esistenza mia. Mi provocate a mostrarmi con un segno perché dubitate del mio esistere.
3Anche al tempo del Figlio mio i giudei lo provocarono a dargli un segno sulla sua Natura[16], perché negavano in cuor loro che Egli fosse il Figlio di Dio. E l’unico segno che li fece accorti del loro deicidio fu quello che venne dopo la morte del mio Verbo. Castigo imperdonato per coloro che furono sordi e ciechi ai prodigi e alle parole del mio Cristo.
4Non avete un segno del Dio vostro perché Io non mi manifesto a chi mi nega. In cambio avete i segni molteplici di chi adorate come schiavi. Egli, il Nemico, li moltiplica i suoi segni e voi, già prossimi al tempo dell’adorazione della Bestia apocalittica[17], ne rimanete sedotti e giudicate che il creatore di tali segni sia più grande di Me. Sia l’unico che esista. Vi dite: “Chi è Dio? Che è?”, e nell’interno vostro vi rispondete, a giustificazione delle nequizie vostre: “Dio non è”.
Diluvio delle sataniche crudeltà[18].
5Io son chi sono.[19] Sono talmente superiore a voi che nessuna manifestazione mia sarebbe ormai compresa dal mondo disceso nelle tenebre e nella stoltezza più spaventose. Ciò che credete progredire è il vostro regresso verso i crepuscoli dei primi tempi nei quali gli uomini, perduto Dio e il suo Paradiso, furono di ben poco superiori alle bestie e spinsero la loro corruzione ad un punto che mi decise a sterminare la razza di cui avevo sdegno.[20]
6La fine sarà come il principio. Il cerchio si salda innestando i due monconi tenebrosi l’uno all’altro. Il nuovo diluvio, ossia l’ira di Dio, verrà con altra forma. Ma sarà sempre ira. Fedele alla mia parola[21], Io non manderò più il diluvio. Ma lascerò che le forze sataniche mandino il diluvio delle sataniche crudeltà.
Il segno dell’Emmanuele[22].
7Avete avuto la Luce. Ve l’ho mandata, la mia Luce, perché la parabola dell’umanità fosse illuminata da Essa. Ve l’ho mandata perché non si potesse dire che ho voluto tenervi nel crepuscolo dell’attesa. Se l’aveste accolta, tutta l’altra parte del cerchio che unirà il cammino dell’uomo, dal suo sorgere al suo finire, sarebbe stata illuminata dalla Luce di Dio, e l’umanità sarebbe stata avvolta da questa Luce di salvezza che vi avrebbe condotto senza scosse e dolori nella Città della Luce eterna.
8Ma voi avete respinto la Luce. Ed Essa ha brillato al sommo del cerchio e poi sempre più è rimasta lontana da voi che siete discesi per l’altro cammino non dicendo ad Essa: “Signore, resta con noi ché la sera dei tempi sopravviene e noi non vogliamo perire senza la tua Luce”. Come nel corso del giorno, voi uomini siete venuti incontro alla Luce, l’avete avuta e poi siete tornati nelle tenebre. Essa, la mia Luce, il mio Verbo, è rimasto come Sole fisso nel suo Cielo dove è tornato dopo che, non la morte, ma il vostro respingerlo lo hanno riportato.
9Essa, la mia Luce, il Verbo mio, è rimasto Maestro per quei pochi che lo amano e che hanno accolto la sua Luce in loro. E nessuna tenebra la può spegnere poiché essi la difendono, questa Luce, loro amore, a costo anche della vita. Per questo loro amore fedele avranno la Vita in Me, perché già possiedono il mio Emmanuele, hanno perciò già Dio con loro. Quell’Emmanuele che la Vergine a Me congiunta ha concepito e partorito. Unico segno dato da Dio alla casa di Davide, al regno di Giuda, per farlo sicuro della sua durata che sarebbe stata eterna se il mio popolo non avesse respinto il mio Emmanuele.
Il Regno dell’Emmanuelle.
Umiltà e vita nascosta del Messia[23].
10Nella profezia del mio profeta è detto: “Egli si ciberà di burro e miele finché non sappia rigettare il male e scegliere il bene”.[24]
11Per la sua sapienza, perdurante in Lui anche nella sua condizione di Uomo in cui si era annichilita la sua Natura divina, sotto l’esigenza di un amore tanto grande da essere per voi incomprensibile – amore che lo spinse ad avvilire Sé stesso, l’infinito, nella miseria circoscritta di una carne mortale – Egli ha sempre saputo discernere il Bene dal Male. Non aveva necessità di anni per giungere al possesso della ragione e della facoltà di discernimento. E se, per non violentare l’ordine, volle seguire le fasi comuni della vita umana sotto quell’apparenza di incapacità infantile, di semi-incapacità fanciullesca, Egli celava i tesori della sua Sapienza infinita.
12Ma quella parola profetica sta a dire che si sarebbe cibato di umiltà e nascondimento sino al momento in cui, venuta la sua ora, sarebbe divenuto Maestro d’Israele, Maestro del mondo, Testimonianza mia, Difensore della causa del Padre, e come fiamma libera dal moggio avrebbe brillato nella potenza della sua Luce e della sua Natura messianica, usando dolcezza coi buoni, severità coi malvagi, scuotendo, irrigando, fecondando i cuori, dando all’uomo – non a Sé che di tal dono non aveva bisogno – il discernimento per conoscere il Bene dal Male, levando ogni dubbio, ogni nebulosità in proposito.
13Egli è venuto a perfezionare la Legge ed a rendervela chiara col suo insegnamento, seguibile col suo esempio. È venuto, e tanto ha amato il Bene e respinto il Male che ha accettato di morire perché il Bene trionfasse nel mondo e nei cuori e il Male fosse vinto dal suo Sangue divino.
14Non più burro e miele per il mio Cristo giunto alla sua virilità. Ma aceto e fiele. Aceto e fiele nell’ultima ora, preceduto dal metaforico aceto e fiele di tre anni di vita pubblica sempre contrastata dai suoi nemici e resa difficile dalla pesantezza dei suoi amici e discepoli.
I mostri abitano la terra[25].
15Il labbro del mio Cristo è contristato ancora dal fiele e dall’aceto di questa razza proterva. Ed il Padre è contristato del dolore del suo Figlio. E la sua pena si muta in ira per voi, uomini senza più spirito fedele al Dio vostro. Il Sacrificio che si ripete sugli altari della terra non è più per voi salvezza. Ma come dal Golgota il Sangue del Figlio è caduto sui suoi uccisori gridando a Me il suo dolore e provocando la mia punizione, così ora ricade su voi, ipocriti e bestemmiatori, negatori e viziosi, odiatori di Dio e dell’uomo vostro fratello, e vi marca a sangue e fuoco per la condanna.
16La Terra urla come creatura impaurita dai mostri che l’abitano; l’Universo trema di orrore alla vista dei delitti che coprono la Terra; Io, Dio vostro, fremo d’ira divina per la vostra corruzione di carne, di mente, di spirito. Né la pietà del Salvatore, né quella della Vergine e dei Santi, placano col loro pregare l’ira mia.
Il regno della benignità[26].
18Veramente, come ai tempi di Mosè, Io dico: “Coloro che han peccato contro di Me li cancellerò dal mio Libro e se venissi fra voi una volta sola vi sterminerei”.[27] Veramente Io dico che solo ai figli che mi restano Io parlo come ad un amico, perché per la loro fedeltà hanno trovato grazia al mio cospetto e mostrerò loro il mio Bene e avrò misericordia di loro. E più benigno ancora che con il mio servo Mosè, poiché il Figlio mio santissimo vi ha portato la benignità sua ed ha instaurato il Regno della Benignità, Io, senza attendere il giorno del vostro venire al Cielo, farò brillare in voi la Faccia del mio Cristo, o miei figli fedeli che mi adorate con santo rispetto e con amore figliale.
19Amatela, perché chi l’ama ama Me. Amatela perché è la salvezza vostra. La Stella non è spuntata unicamente per Giacobbe.[28] Ma per tutti coloro che amano Dio con tutte le loro forze. E la Stella-Cristo, dopo le lotte della terra, me li condurrà al Cielo dove il vostro posto è preparato, o voi benedetti per i quali il mio Verbo non ha preso Carne invano ed il mio Cristo non è inutilmente morto.»
4. L’incredulità è piaga del tempo
di
sventura[29].
Negatori della potenza di Dio e dei miracoli[30].
Dice Gesù:
1«L’incredulità è una delle piaghe maggiori di questo vostro tempo di sventura.
2Alle parole della Fede non credete o ci credete nel modo che piace a voi: relativo e accomodato al vostro metodo di vita.
3A Dio non ci credete con semplicità e fermezza. Discutete, cavillate, misurate con le vostre misure su ciò che è infinito e ottenete di giungere a negare perché non sapete spiegare.
4La potenza di Dio la negate in pieno poiché non ammettete che Dio può suscitare santi anche dalle pietre e dar parola alle anime mute. Dio fa quanto vuole, e a confondere i superbi prende i piccoli e li fa grandi poiché entra in loro e diviene il loro “tutto”.
5Per il miracolo della trasformazione del cuore[31].voi negate il miracolo. Ossia ammettete quei miracoli che vi fanno comodo. Gli altri, e non sono meno grandi, per il fatto d’esser spirituali, dite che non possono esser possibili. E che? Mi mettereste delle limitazioni? Vi ho forse chiesto consiglio e approvazione per agire? Vi ho chiesto aiuto? No. La buona volontà dei miei servi mi basta per suscitare il miracolo, che voi negate, di fare di un nulla un mio servo. La vostra cooperazione, o farisei negatori, non ve la chiedo e non mi occorre.
6Ricordatevelo e siate meno increduli e superbi. Abbassate la vostra testa orgogliosa e permettete così al vostro spirito di salire. Dio, vedendo che credete in Lui, umilmente e tenacemente vi concederà il miracolo della trasformazione del vostro cuore, pieno di umani impacci, in quella di un cuore che la Fede riconsacra.
7Non abbiate mai paura di chi vi è Padre. Amatelo e beneditelo sempre, perché Egli non ha per voi che un amore infinito il quale tutto compatisce e perdona sol che veda in voi la retta intenzione.
8Ma è questa che vi manca. Le vostre azioni portano tutte un germe non retto. Rare come perle nere sono quelle creature le cui intenzioni hanno un solo fine: la gloria di Dio senza preoccupazione di stima umana. È per questo che Io non ascolto le vostre parole, rendendovi, con uguale misura, ciò che voi fate a Me col non ascoltare le mie parole.
Chi non ha Dio con sé, perisce[32].
9E finché rimarrete la generazione perversa che siete, nemica a Dio e allo spirito e amica della carne e del sangue e dell’Aizzatore della carne e del sangue, non godrete della vera pace. Vera: non illusoria come la stasi di un male cronico che altro non è che segreta raccolta di nuove tossine destinate a traboccare poi nel sangue per dare aggravamento sempre più forte al male che uccide.
10Le vostre paci sono uguali. Non sono che raccolte di forze e di mezzi per future più demoniache guerre. Ve l’avevo detto[33] e fatto dire dalla santa Madre mia, da miei servi a cui era svelato il futuro. Ma voi negate il miracolo, voi negate la rivelazione, voi negate Dio.
11Cosa non negate voi? Tutto quello che non è frutto della vostra superbia negate, e agite non secondo le luci che vengono dall’alto ma secondo i fumi che escono dal vostro essere acceso dalla superbia, aizzato dalla prepotenza, insatanassato dalla triplice lussuria.
12Ed Io che sono curvo come un Padre, che sono Amore per chi m’è fedele, non posso benedire i vostri disegni ed essere reggitore delle vostre imprese. E, ricordatelo, chi non ha Dio con sé perisce.»
Esperienza carismatica.
Fiori abbattuti dall’uragano.
13A complemento di tutto il mio soffrire vedo, distintamente, Maria Ss. tutta vestita di nero. Tutta: velo, abito, manto, la quale va con volto d’infinita tristezza come per un giardino. Dico giardino perché ci sono dei fiori, ma non vedo aiuole vere e proprie. Vi sono dei fiori e dei sentieri. Non vedo altro.
14La Madonna si curva a cogliere i fiori. Aggiungo, per spiegare meglio, che sembra che un uragano si sia abbattuto su quel luogo, perché erbe e fiori sono parte spezzati, parte piegati nel fango del sentiero. Maria raccoglie quelli spezzati e li bacia, scansa col piede quelli piegati nel fango, ma non li coglie. E piange.
Anime sacerdotali.
15Ad una mia intellettuale domanda risponde:
16«Sono anime sacerdotali sulle quali il mondo e Satana si sono accaniti e si accaniscono particolarmente in questi tempi.
17Quelli spezzati sono gli uccisi dall’odio del mondo: i martiri di questo secolo. Li raccolgo e li porto al Cielo perché sono la Madre del Sacerdozio e porto i miei figli fuor dall’orrore nella Luce che si sono meritata. Li raccolgo nel mio manto per versare questa santa fiorita ai piedi del trono di Dio.
18Gli altri sono i sacerdoti che si sono lasciati curvare, per utilità umana e per quietismo, quando non per ribollire di orgoglio, da eventi o dottrine che li spogliano dalla loro armatura preservatrice. Hanno perso la tempera che ha loro infuso il carattere sacerdotale e sono divenuti pieghevoli ai venti umani fino a macchiare la loro seta fiorita col fango della terra.
Il pianto della Madre.
19Piango sul dolore dei primi e sull’errore dei secondi. Ma il mio pianto sui primi si tramuta in perle eterne destinate alla loro corona. Sui secondi non è che dolore che vorrebbe salvarli e non può se prima non sono loro quelli che piangono su sé stessi.
20È il dolore più grande dei miei dolori di Madre universale per i suoi figli che offendono il mio Primogenito morto per dare la vita a tutti i miei figli. In questi giorni in cui si rinnova il mio gaudio di Madre di Dio, il mondo trova modo di cangiare la mia veste di candida gioia in veste di lutto, uccidendo i miei sacerdoti o le anime ‑ doppia morte e senza speranza ‑ di essi.
21Prega e soffri per aiutare i martiri e per salvare i colpevoli.»
5. Società corrotta da Satana[34].
Non vi è categoria sociale immune di colpa[35].
Dice Gesù:
1«Voi vi fate strumenti di Satana compiendo opere di nequizia.
2Grandi od umili, non siete diversi nell’agire. Prepotenti e ladri siete. I grandi con grande prepotenza e ladroneccio. I piccoli con prepotenza e ladroneccio sempre più grande di quanto la loro condizione farebbe pensare che potesse[36] permettere lo fossero, e ancora non si sentono contenti e anelano ad essere qualcosa di più per opprimere e rubare di più.
3Non vi è categoria sociale immune da colpa. E quelli fra voi che sono onesti per legge morale o santi per amore di Dio, sono le vostre vittime più grandi perché, capovolgitori come siete della Legge dell’amore, voi date compensa d’odio a chi vi dà amore e bontà, voi siete cattivi coi buoni e torturatori di chi, in nome del suo Dio, non vi rende male per male.
Punizione proporzionata[37].
4Ma se anche non vi sembra, non pensate di restare impuniti. Le folle vedono la punizione del grande e sfugge loro quella del piccolo, perché il grande che cade fa molto rumore e il piccolo invece passa inosservato fra i molti casi del mondo. Ma impuniti non rimanete fin da questa vita. Vi prendo quando e dove meno ve lo pensate. Il resto verrà poi nell’altra vita dove per i duri di cuore non vi sarà pietà.
5Ma voi, voi che ora siete grandi, che farete quando, in proporzione al vostro malfare, vi si solleverà contro l’ira di Dio e degli oppressi? Non la sentite incombere già su voi e montare come nube carica di folgori e piena che supera le dighe? E quando la nube si aprirà e l’onda traboccherà, dove andrete voi che avete sparso l’odio, il dolore, l’ingiustizia sul vostro cammino, seminatori folli e demoniaci, usurpatori dell’altrui pane e distruttori dell’altrui bene?
Dio farà dell’uomo la punizione dell’uomo[38].
6A che non avete pensato, mentre avevate il tempo a vostro servizio, a farvi, delle ricchezze ingiuste, un rifugio presso i cuori degli uomini e di Dio? Quanto bene potevate fare, e vivere benedetti e passare benedetti alla Vita della vera gloria! E come potrete, voi senza fede e senza amore, vivere quando sarete ridotti come avete ridotto?
7Voi vi fate strumenti di Satana. Ma Io, più potente di Satana, quando giudico esser l’ora di un nuovo diluvio, vi prendo e vi uso gli uni contro gli altri: nazioni contro nazioni e, nel piccolo: parenti o amici contro parenti e amici, per fare dell’uomo la punizione dell’uomo, punendo le colpe dell’uomo attraverso le colpe dell’uomo suo simile. Voi opprimete? E Io permetto ad altri di opprimervi. Voi rubate una patria? Ed Io permetto ad altri di rubarvi la patria. Bene dice Isaia: “Bastone e verga della collera di Dio”. Questo siete l’uno con l’altro quando passate la misura.
Dio percuoterà il Potente[39].
8Onde bene sarebbe che coloro a cui è propizia la lotta e amica la vittoria non si credessero prediletti in eterno da Dio e tanto meno non si credessero tanto perfetti da meritare da Dio ogni riuscita umana.
9No. Se colui che trionfa fa mal uso del suo trionfo Io lo percuoterò e lo abbatterò nella polvere. Io sono il Re e il Signore e nessuno è più grande di Me. Io sono il Giusto e non conosco parzialità. Il mio sguardo vede tutti con una luce uguale. Uguale è il ceppo da cui venite, uguali i vostri obblighi verso Dio, Creatore vostro, e uguale il suo pensiero per tutti voi. Il più civile fra voi è per Me come il meno civile, come il selvaggio che ignora tutto che non sia il suo bosco vergine. Scrutatore come sono della verità dei vostri pensieri e della innocenza dei vostri sentimenti, guardo tante volte con amore il selvaggio che si prostra adorando la forma che per lui è dio e per essa forma si fa buono, e torco lo sguardo con sdegno dal civile che nega Dio, a lui cognito, con la parola blasfema, il pensiero negatore e le opere maledette.
Un Resto tornerà al Dio forte[40].
10Quando l’ora del castigo è passata, Io dico il mio “Basta” e raccolgo le folle percosse e disperse, do loro pace e pane, poiché sono Padre, non dimenticatevelo, e se non foste ebbri di sangue o intossicati dal desiderio di berlo vi darei sempre pace e pane. Tanto più presto e tanto più abbondante e sicuro do pane e pace quanto più fra le torme di folli sono numerosi i giusti di Dio, travolti nel comune castigo non per loro punizione, ma per vostra redenzione. Perché il Bene per fiorire ha sempre bisogno di lacrime di santi e di olocausti di redentori.
11Oh! beati questi cristi che voi ignorate, ma che il mio Cuore raccoglie come gemme in uno scrigno! Oh! beati questi angeli che sanno, fra il coro delle bestemmie e delle oscenità nel quale perite, cantare il “Gloria” e il “Sanctus” al loro Dio! Purificatori di questa terra dai miasmi che le vostre colpe creano, vivono ardendo come turiboli e offrono a Dio il fuoco più sacro: quello dell’amore. Per questi Io compirò ancora il miracolo del perdono, il miracolo di radunare i resti del mio popolo e di far loro comprendere che soltanto in Dio è salute. Gli altri, coloro che non vogliono essere mio popolo ‑ e ricordate che Io non misuro con la vostra misura ‑ continueranno a seguire l’insegna del loro re.
I viventi dello spirito[41].
12Non deve morire il mondo senza che l’esercito di Cristo sia raccolto sotto il suo comando. Dispersi, percossi, abbattuti, fatti simili ad arena che il vento sparge sui lidi del mare, udrete il comando e verrete a Me, perché un momento verrà in cui Io sarò Re di questi poveri regni senza corona e di questi sudditi senza re. Già vedo gli spiriti di quel tempo volgersi alla chiamata e venire lottando contro tutti gli ostacoli seminati da secoli di errore, venire verso la Luce e verso la Verità. Dico “spiriti”, perché solo i viventi dello spirito potranno conoscere la Voce che li chiama.
I Precursori del Cristo nella sua seconda venuta[42].
13O voi che ora siete già viventi dello spirito, precursori del Cristo nella sua seconda venuta, antitesi dei precursori dell’Anticristo che operano in suo nome l’opera preparatoria della desolazione, preparatemi le vie col vostro olocausto. I precursori del figlio di Satana hanno veste di dignità umana; i precursori del Figlio di Dio hanno la stessa corona del loro Re, e loro trono e cattedra sono[43] la croce e il dolore.
14Ma come sempre, e come specialmente nell’ora in cui il Dolore dovette vincere il Peccato, è sempre il dolore quello che salva, è sempre il sacrificio quello che redime. Ed ora il mondo, per essere redento, ha bisogno non tanto di esser coperto di spighe quanto di anime eroiche, di vittime di carità.»
6. Doveri del popolo verso Dio[44].
Amore verso Dio.
Dice Gesù:
1«L’uomo si crede potere sindacare Iddio e le sue opere.
2Perché fa questo? Per irriflessione soltanto? No, sempre per superbia. È sempre il veleno, uno dei tre veleni di Lucifero, che agisce in lui. Nella sua superbia non valuta la differenza fra lui e Dio, e lo tratta alla pari.
3È vero che Dio vi chiama suoi figli, fatti a sua immagine a somiglianza, ma ditemi, o uomini, nei rapporti fra padre e figlio, che seguano anche unicamente la legge di una coscienza retta, un figlio tratta alla pari col padre suo? No. L’amore del padre non esime il figlio dall’essere rispettoso verso il padre. E il grande amore del figlio, anche per il più buono dei padri, è sempre infuso di riverenza come quello del padre di autorità. Sarà autorità fatta di sorrisi e parole buone, ma sarà sempre autorità che consiglia e regola.
4E dovrebbe essere diverso per il Padre santo? Ma se un padre della terra merita il vostro riverente, riconoscente amore perché col suo lavoro vi nutre e veste, se merita il vostro rispetto perché la sua esperienza vi guida, se merita la vostra ubbidienza perché egli è la più grande autorità che abbiate come singoli – e tale fu da Adamo in poi ‑ Dio, il Padre che vi ha creato, che vi ha amato, che ha provveduto ai vostri bisogni, che vi ha salvato attraverso il suo Figlio nella parte che non muore, il Padre che regola tutto l’Universo ‑ pensate: tutto l’Universo ‑ perché sia servo all’uomo e gli dia piogge e rugiade, gli dia luce e calore, gli dia guida e cammino, gli dia cibo e vesti, gli dia voce e conforti, gli dia fuoco e bevanda attraverso il corso dei venti e gli evaporamenti delle acque che formano le nubi che irrorano la terra, attraverso il sole che l’asciuga e feconda e coi suoi torrenti di luce sterilizza dai morbi e consola la vita, attraverso gli astri che simili a eterni orologi e a bussole senza difetto vi segnano l’ora e la direzione del vostro cammino per terre e deserti, per monti e oceani, attraverso le messi, i frutti, gli animali e le erbe, attraverso i canti e i linguaggi degli animali a voi servi, attraverso le piante vive o sepolte da millenni e le sorgenti che non solo dissetano ma curano i vostri mali perché in esse ha disciolto elementi salutari, non deve essere amato, rispettato, ubbidito, servito, questo Dio Padre vostro? Servito non perché siete servi, ma perché è dolce e giusto dare, a chi fa tanto per voi, quel poco che potete dare nella vostra pochezza.
5E voi, figli di Dio e fratelli del Cristo che vi parla per insegnarvi ad amare, non avete che dare al Padre nostro, santo e mirabile ‑ poiché Egli di nulla abbisogna, Signore come è dell’Universo che a Lui ubbidisce come voi non sapete e non volete ‑ non avete che dare amore poiché Egli vuol questo amore da voi come Io, Dio come Egli e Figlio suo santissimo, gli ho dato e gli do.
Benefici dell’ubbidienza.
6Questo il dovere vostro. E come questo dovere si esplichi, ve l’ho già mostrato. Amatelo ubbidendolo e farete il dovere vostro. E, dopo averlo amato con l’ubbidienza alle sue voci d’amore, non arrogatevi il diritto di lamento se Egli non ve ne compensa ad usura.
7Quale diritto ne avete? Ditevelo sempre: “Non abbiamo fatto che il nostro dovere”. Ditevelo sempre: “Dio lo ha fatto prima di noi”. Ditevelo sempre: “L’apparente mancanza di premio non è che per i sensi. Dio non lascia senza premio chi lo ama e ubbidisce”.
8Sapete voi, polvere spersa al suolo, i segreti dell’Altissimo? Potete voi dire di leggere i decreti di Dio, scritti nei libri del divino amore? Voi vedete il momento presente. Ma che sapete voi del minuto che segue? Non riflettete che ciò che vi può parere un bene nell’attimo presente è un male nel futuro, e che se Dio non ve lo concede è per evitarvi un dolore, una fatica superiore a quella che vivete? Ma se anche fosse, se anche fosse, vi è lecito imporvi a Dio? Che avete fatto di più di quanto dovevate? Non pensate che non voi ma Dio è sempre in credito verso di voi, perché Egli vi dà infinitamente di più di quanto voi gli date?
Frutto della Giustizia.
9O Giustizia che sei Bontà! O Giustizia sublime e santa che sei giusta verso Te sola e sei misericorde verso i tuoi figli! O Giustizia, fiume che non straripa per punire ma per effondere le sue onde fatte dal Sangue santo delle mie vene, fluito sino all’ultima stilla, fatto delle lacrime di Maria, fatto dell’eroismo dei martiri e dei sacrifici dei santi, fiume la cui corrente è Pietà e che preferisci tornare alla sorgente con un miracolo di potenza, perché la Misericordia è il tuo argine ed è più forte del tuo sdegno, e l’Amore è l’altra diga, ed è amore di un Dio che di Se stesso ha fatto baluardo per riparare l’uomo dal castigo e conquistarlo alla Vita!
10Amatela questa Giustizia che si duole di punirvi, amatelo questo Padre il quale compie il suo dovere di padre ed è benigno a non chiedervi l’esattezza nel compiere il dover vostro.
Potenza dell’atto d’amore.
13L’ho detto e lo ripeto: Per un atto vero di amore, Dio ferma anche il moto degli astri, revoca il decreto del Cielo. Se la fede può smuovere alberi e montagne, l’amore vince Iddio. Ogni atto di amore vero fa balenare di centuplicati fulgori il divino vortice di fuoco e luce in cui viviamo amandoci, fa trascolorare i Cieli di gioia per la gioia del Dio Uno e Trino, e come da celeste nube fa scendere grazie e perdono anche su chi non sa amare per pietà di chi sa amare.
11Amate e benedite il Signore. Come sapete chiedere e come esigete d’essere ascoltati, sappiate ringraziare. Troppe volte ve ne dimenticate. La grazia di Dio si ritira anche perché siete terre sterili che non sanno esprimere un fiore di riconoscenza per il Padre che vi cura.
12A coloro che sanno ricordarsi d’esser figli anche nella gioia Io dico benedicendoli: “Andate in pace. La vostra fede amorosa vi salva ora e sempre”.»
7. Popolo superbo e traditore[45].
La superbia del cuore[46].
Dice Gesù:
1«Questo ti farà soffrire. Ma non posso sempre parlare a te sola, piccola sposa di amore e dolore.
2Scrivi per tutti. La parola di Abdia è la pagina dell’Italia di questo ultimo secolo. Non vi è errore neppure nella descrizione del suolo.
3O Italia, Italia alla quale tanto ho dato e che mi hai dimenticato e hai dimenticato i miei benefizi! E da quel Piemonte, dove è una testimonianza di Dio non inferiore a quella del Tabernacolo mosaico ‑ perché, se in esso erano due tavole scritte dal profeta di Dio, qui vi è[47] la storia della mia Passione scritta con inchiostro di Sangue divino sul lino[48] che la pietà offerse ad avvolgere la mia nudità di Immolato ‑ e da quel Piemonte[49] doveva iniziarsi l’errore che è sbocciato ora in così doloroso fiore e che darà a voi un così attossicante frutto!
4La superbia del cuore, l’eterno peccato dell’uomo, è venuta a traviare i tuoi reggitori, o Italia, i tuoi reggitori ai quali fu fatale l’aver vinto. Sempre è fatale quando il dono di Dio non scende in un cuore di figlio sincero, rispettoso e amante del Padre.
Superbia del potere[50].
5Il dono fermenta, mescolandosi col suo bene al male che è in voi, e produce un amalgama di distruzione. Distruggete per prima la grazia in voi, poi la benevolenza di Dio per voi, terzo il frutto di essa benevolenza. Nel vostro caso le vittorie iniziali, mescolando il lecito motivo della risurrezione nazionale alla superbia, dalla quale vengono le prepotenze e gli errori, ha distrutto quel bene che Io vi avevo concesso.
6Subito avete sbagliato. Vi siete creduti sicuri perché eravate riusciti. Ma non sapete, o re e governanti, che siete finché Io lo voglio e finché i vostri errori non suscitano il mio: “Basta”? Anche foste divenuti i più potenti della terra e il vostro trono fosse stato fissato sulle vette dove l’aquila spazia, fatto nelle rocce stesse dei monti che coronano questa terra, incoronato delle mie stelle, un pensiero del mio Volere poteva sbriciolarlo e precipitarne i resti in fonda valle.
7Vi dimenticate troppo che Uno è colui che è Potente e che ogni potenza da Lui viene. Pari a coloro che fanno mal uso della miracolosa sanità riconquistata per pietà divina, voi avete fatto mal uso delle soddisfazioni che vi ho dato, e avete pensato poter fare a meno di Me e della mia Legge.
Governanti stolti[51].
8Non giova, o re e popoli, dare un bugiardo ossequio alla mia Croce e alla mia Chiesa. Occorre vivere la legge della Croce e rispettare realmente la Chiesa. Dio non si irride e non si inganna. Non dovete tentare la sua pazienza infinita.
9Un errore, due errori, dieci errori avete fatto. Vi ho mandato castighi, vi ho mandato gioie, vi ho mandato i miei santi per ricondurvi al Bene. Ai castighi avete risposto con le ribellioni, alle gioie approfittandone per fini umani e talora illeciti, ai miei santi irridendoli. Avete sempre peggiorato. Io aumentavo i benefizi per attirarvi e voi sorridevate allo spirito nemico. Sì che si può dire che in questo popolo e nei suoi governanti “non c’è più prudenza”, non c’è più “saggezza”, ma soltanto superbia, derisione, leggerezza, peccato[52].
10Avete messo tutto sotto i piedi per farvene sgabello e salire. Ma le cose di Dio non si mettono sotto i piedi. Vanno accettate in ginocchio e con animo di figli, e non usate come mezzi di trionfo umano. Allora come pietre di un arco trionfale scosse dal fremito dell’ira mia, si sconnettono, precipitano e vi travolgono.
Popolo traditore[53].
11E travolti siete. Fino ai confini saranno sospinti i tuoi figli, povera terra che non hai più lume divino. Come mandrie percosse a tergo da inferociti pastori, i tuoi padroni di ora e di prima ti percuotono i figli, e posto che hai voluto questi padroni di crudeltà in luogo del Padrone santo nelle cui mani stanno benedizioni e pace, e posto che non hai saputo piangere il pianto che ottiene il perdono e lava le colpe, le laverai col sangue mescolato a un pianto lungo e amaro di vinta.
12Dove sono i tuoi amici, o terra che non hai voluto per amico Iddio? A chi tradisce è serbato il tradimento. Ed è inutile e dannoso dire ora: “Fu questo, fu quello il traditore”. Tutti avete tradito. Tradito Dio vostro Padre, tradita la sua Parola di Vita, tradita la vostra coscienza. Siete tanti Giuda. Avete venduto per pochi quattrini e per poche bugiarde promesse i vicini e i lontani, sperando che dal tradire ve ne venisse un frutto. Ma quale, che non fosse veleno? Quale, che non fosse morte?
Demoni in veste umana[54].
13Hai esultato dell’altrui rovina. E perché? Per interesse tuo? No. Sei doppiamente colpevole per questo. Hai adorato il vitello che ti pareva d’oro ed era soltanto di polvere dorata. Hai servito i precursori della Bestia. La Bestia ti dà i frutti del suo regno tenebroso. Morte, rovina, miseria, fame, vergogna, servaggio, crollo della fede, delle libertà, dell’onore, e se non vi avvinghiate alla Croce, vostra ultima salvezza, giungerete ad imitare le belve rese idrofobe dalla fame e dall’ira: vi sbranerete l’un coll’altro e crederete satollarvi uccidendo i servi di Dio. Ma non farete che distruggere il Bene che ancora fiorisce fra di voi e divenire iene in veste d’uomo, demoni in veste umana.
Cristianesimo sordo alla voce del Signore[55].
14Ma non sentite nelle vostre coscienze gridare la Voce di Dio? Non la sentite tuonare per i cieli chiamandovi ancora una volta per salvarvi? No, non la sentite. E, ciò che è male nel male, neppure coloro che dovrebbero esser usi a percepirla e conoscerla, la sentono più. Hanno veste consacrata ma sconsacrato il cuore. Sono sordi. E se non odono, come possono fare udire?
Il cristianesimo muore per non aver fede[56].
15Badate, lo dico una volta ancora. Osservate i segni, voi lettori dei libri di Dio e voi semplici fedeli. I segni sono tremendi. Stornateli con la Croce. Portate fuori le croci e le mie effigi. Cacciate Satana col Cristo Vincitore. Abbiate fede. Abbiate fede. Morite di non aver fede. Vorrei che benediste ogni regione, ogni provincia, ogni città con Me Redentore. Non feste. Non è tempo. Ma vere adorazioni e pure benedizioni per liberarvi da Quello che fa ossessi voi e i vostri padroni di ora e di prima.»
Consiglio al Portavoce[57].
16Gesù mi fa capire che desidererebbe preghiere ai suoi simulacri di Redentore. Per questa plaga al Volto Santo. Ma senza feste. Città per città, paese per paese, borgata per borgata.
17Il dovere scrivere certe pagine dolorose è una tortura. Mi sento raggricciare i nervi. Ma come fare?
8. Popolo corrotto[58].
Un dono che ferisce (corredenzione).
Dice Gesù:
1«Piccolo Cristo che sei caduta sotto la croce, rialzati e prendi la croce e cammina spargendo lacrime e spargendo sangue.
2Non sempre si cade per colpa. Le vittime cadono per il dolore delle colpe altrui e per la cognizione del frutto di quel dolore. E sono le cadute più sante, le cadute simili alle mie, perché sono cadute di carità.
3Maria, le vittime appoggiano sulle loro gracili spalle due croci. Quella del loro Gesù che vogliono portare esse e quella che sarebbe a punizione dei fratelli. Alle vittime, alle quali è svelato il futuro, appare come un mare l’oceano di dolore causato dalle colpe degli uomini e, nonostante il velo del pianto, è a loro svelato tutto il pianto futuro.
4Non giova chiudersi gli occhi, Maria. È la mente che vede perché, unita alla mia, ha della mia le percezioni mirabili. È un dono. Ma è come il dono che mi fecero le soldatesche di Pilato per incoronarmi re: è un dono che ferisce. Sono spine. Qui sono spine. Ma sii ad esse fedele. Al di là saranno rose.
5Vedi oltre il pianto, oltre le tenebre, oltre l’oceano del dolore umano, la cui onda ti copre e ti intride ‑ perché il posto della vittima è simile al frangi‑onde di un porto e riceve su di sé la furia delle tempeste del largo e la spezza facendosi spezzare ‑ vedi, oltre l’orrore che il mondo si crea, la terra di pace, l’amore di gioia, la vita di estasi che ti aspetta.
6Oltre questo tormento è il tuo Gesù che ti attende. Oltre queste vampe è la frescura dei giardini eterni. Là non avrai più sete, più fame, più stanchezza e dolore. Io ti sarò fontana e cibo, Io ti sarò riposo e gioia. Riposerai su di Me sentendoti dire che ti amo e potendomi dire che mi ami. Oltre questa povera vita è il vero amore. Per ora è la croce. Ancora un poco e verrò. Ora scrivi per i sordi dello spirito.
Corruzione del popolo[59].
7Dice Isaia: “Dove devo percuotervi ancora se aggiungete altre prevaricazioni?” E aggiunge la descrizione di un corpo straziato, che hanno applicata a Me nell’ora della Passione.
8Ma non sono Io, siete voi i così ridotti dal vostro peccare. E se Io ero tutto piaghe e lividure, lo ero solamente perché in quel momento ero quale voi siete ora, giunti alla maestria nel peccare.
9Le opere della vostra mente (il capo) sono opere malate. Ben difficilmente il vostro pensiero è retto. Corrotti e mangiati dalla triplice concupiscenza, non potete che generare pensieri malati. Le vostre azioni e le vostre opere portano il segno delle vostre malattie mentali spirituali. I vostri sentimenti sgorganti da un cuore malato quanto la mente, sono ancor più arsi da libidine[60] e superbia. Chiamarli sentimenti è improprio: sono meno ancora di sensi, credetelo o uomini affamati di sensualismo e di egoismo. Il vostro motore non è più l’amore. È l’interesse, la soddisfazione, l’orgoglio. Profanatori di voi stessi, asservite le membra e gli organi ai vostri desideri malati.
Morte dello spirito[61].
10Dove è lo spirito vostro? Nel carnaio dove imputridiscono le cose che muoiono. Quanto spazio per il vostro spirito vi ho dato! E voi il vostro spirito lo depravate a volere la galera e lo pervertite a opere da galera, e con esso tutto voi. L’un l’altro vi rovinate e non vi è balsamo per le vostre piaghe, perché coloro che quel balsamo vi darebbero sono da voi conculcati e uccisi.
“Falsi cristiani, mi fate ribrezzo” [62].
11Venite a Me qualche volta ancora. E perché ci venite? Per farmi complice delle vostre azioni assassine? Dio non si presta ad uccidere. Venite per paura d’essere uccisi? E allora perché uccidete? Non giova presentarmi offerte quando oltre la mensa monda Io vedo grondare sangue dalle vostre mani, marciume dai vostri cuori, e sopra il mormorio bugiardo delle preci odo sibilare i pensieri malvagi che pullulano nelle vostre menti.
12Falsi cristiani, mi fate ribrezzo. Vicini al mio altare mi sembrate dei Giuda. Non è vendendo i fratelli, non è rubando, non è uccidendo, non è mentendo, non è fornicando, non è corrompendo che si può dire di essere miei fedeli.
Condizione per essere buoni cristiani [63].
13Io ve l’ho detto con le mie estreme parole di Maestro ‑ e, anche fra voi, quando uno è in agonia non mente mai ‑ che cosa si deve fare per essere miei amici ed avere presso di sé il Padre mio e vostro. Vi ho detto d’esser puri, buoni, caritatevoli, ubbidienti, vi ho detto di credere alla mia Parola e seguire i miei ammaestramenti, vi ho detto di rimanere uniti a Me per non morire.
“Io torco lo sguardo da voi”[64].
14Avete voi fatto questo? No. E ne morite. Io torco lo sguardo da voi perché siete per Me altrettanti discepoli traditori. E se è vero che avrei voluto redimere anche l’Iscariota, perché sono il Tutto Amore, non è meno vero che, quando me lo sono visto vicino alla Mensa e vicino nell’Orto dopo avere già conchiuso l’infame mercato, tutto in Me si è sollevato di ribrezzo.
“Purificherò nel crogiuolo le tue scorie”[65].
15Non vi chiudo le porte della Vita e della Pace. Ma nel regno della Vita e della Pace non devono circolare esseri impuri. Tuffatevi nelle cisterne benedette in cui la porpora del mio Sangue vi renda candide le macchiate stole. Tuffatevi nelle fiamme dell’Amore sacrificando i vostri sconci amori ad un amore che vi renda degni della vostra origine e della vostra mèta. Io mi sono distrutto per fare di Me fuoco di purificazione per i peccati degli uomini.
16Vogliate non peccare. Vogliatelo solo. Il resto lo farò Io che vi amo divinamente. Ditevelo: “Non vogliamo peccare”. E cercate di non farlo. Come malati da tremenda malattia, ormai superata, giorno per giorno vedrete cadere la febbre del male e aumentare le forze della salute. Vi tornerà il gusto a ciò che è buono e giovevole. La serenità, che ora invano cercate attraverso i vostri divertimenti osceni e le vostre occupazioni spietate di egoismo, rifluirà in voi attraverso la giustizia e la compassione da voi nuovamente esercitate. L’esser buoni, o figli, rifà l’anima simile a quella del bimbo: fiduciosa, ilare, leggera, in pace.
17Il regno dei Cieli, Io l’ho detto, è di chi si fa simile ai bimbi. Ma avrete un anticipo di quel regno beato anche sulla terra se verrete al Padre con l’anima tornata innocente, poiché Dio ama i pargoli, e davanti ad un’anima che sa farsi pargola per amor suo e torna pura, onesta, amorosa, fedele, apre le dighe della Misericordia facendone fluire torrenti di grazie.
18Il mondo che muore ha bisogno di questo lavacro di Misericordia per detergere tutte le sozzure e tutto il sangue e ricoprirsi di beni per i bisogni degli uomini.
19Non è la ferocia che dà pane e ricchezza. Credetelo. Manca alla ferocia la benedizione divina, e dove essa manca anche se seminate grano nasce cicuta e se allevate agnelli vi si mutano in iene.
20No, figli. Tornate al Signore e Dio ripeterà per voi, tornati alla dimora, il miracolo della manna antica. Nulla è impossibile a Dio e nulla è impossibile all’uomo che vive in Dio.
9. Popolo amorale[66].
I peccati accumulati[67].
Dice Gesù:
1«Quante volte l’uomo, specie in questi momenti, non dice: “Ma, Signore, perché non intervieni a punire? Dà ai superbi, ai cattivi, quanto si meritano. Se sei giusto, come puoi lasciare che i malvagi trionfino e i tuoi fedeli soffrano?”.
2Figli, vi ricordo una parola del Vangelo: “Prima di levare la pagliuzza all’occhio del fratello, levate la trave dal vostro”.[68]
3È vero che siete tormentati dai “grandi peccatori”. Ma non siete neppure voi senza peccato. I vostri peccati, molto minori rispetto a quelli enormi delle corruzioni del mondo, si sono andati accumulando continuamente fino a che hanno provocato lo sdegno di Dio.
4Dovete pensare che Dio, Perfezione e Giustizia, giudica i grandi ed i piccini, ed è ripugnato del peccato grande del grande e del peccato minore del piccolo. Se dunque dovesse intervenire a punire i grandi, come invocate, perché non gli è lecito punirvi dei vostri ripetuti e numerosi peccati?
5Sono peccati di nazioni intere. I cittadini di esse hanno dimenticato, sostituito Dio con infiniti altri dèi, che vanno da un “uomo” fra loro ad un’idea, da un’idea a un complesso di abitudini morali, ossia amorali, delle quali non ve ne è una che sia da Dio approvata.
La frana di rena.
6Che è avvenuto, perciò? Quello che avviene di una frana di rena. Vi sono posti sulla terra nei quali, per una speciale configurazione del suolo e per una sua speciale composizione, si accumulano sabbie trasportate lentamente ma continuamente dai venti in quel dato posto. Ci vogliono dei secoli, ma viene il momento che l’accumulo è tale che non può più essere sopportato da quella ruga della terra, ed essa lo scrolla da sé provocando catastrofi che inghiottono paesi e talora città intere.
7Se l’uomo fosse attento, provvederebbe a bilanciare l’opera dei venti con l’opera sua e spazzerebbe questi accumuli con tenacia pari a quella degli elementi. Invece non fa attenzione, ma anzi si rallegra che questi portino strati di terra dove prima era roccia o insabbino un estuario aumentando l’area coltivabile; e sfrutta lo pseudo-dono del vento infido e della subdola corrente facendone fonte di lucro per godere e trionfare di più, magari a detrimento del vicino paese.
8Guardare a quel granello di polvere? Ma no! Cosa può fare di male? Tanto male nella sua piccolezza, che diviene grande per la cooperazione di infinite altre piccolezze, da provocare una catastrofe. Nulla di più piccino di un granello di rena. Ma mettetene milioni e miliardi insieme e poi fateli precipitare, e vedete che orribile morte vi provocano.
Cristiani amorali[69].
9Cosa è quel difetto? Quell’abitudine amorale? Niente: una piccolezza. Peccato grave? Ma no! Peccato veniale? Neanche! Una sola imperfezione dovuta alla fretta della vita di oggi, alle imposizioni di un complesso di circostanze. Vi dite: “Non siamo più nel medioevo. Bisogna essere all’altezza dei tempi. Vedute più larghe. Non pensare che Dio è sempre lì con foglio e penna a segnare le mie omissioni, le mie soddisfazioni, le mie transazioni. Oggi ho preferito trattare un affare che andare alla messa domenicale, o anche avere quel dieci minuti di colloquio con Dio che è la preghiera mattinale o serale. Ma se non approfittavo di stamane, quel cliente, quel professionista, non lo trovavo più; ma se perdevo quei dieci minuti, perdevo la possibilità di giungere in tempo. Domani…”.
10Dieci minuti! Siete stati mezz’ora a crogiolarvi nel letto, un’altra mezz’ora a questionare con la moglie ed i domestici, quasi un’ora a lisciarvi come degli effeminati. E poi non trovate dieci minuti per il vostro Dio. Avete sei giorni per trattare gli affari e ciondolate senza concludere nulla. Solo la mattina di domenica trovate che è urgentemente necessario fare quella cosa. Ma quel professionista, quel cliente, è libero solo alla domenica! Perché? Se nessuno si facesse trovare per i suoi malvezzi, egli dovrebbe decidersi a dedicarsi ai suoi affari negli altri sei giorni.
11Siete amorali l’uno e l’altro e non vi curate di Dio. Ecco tutto.
Cristiani ladri[70].
12E così: cosa è di male la mia piccola calunnia? Non è neanche calunnia, è mormorazione. Neppure: è una barzelletta detta alle spalle di Tizio e Caio, per ridere, per farsi vedere bene informati, per entrare nelle grazie dei superiori e dei potenti. Ma in fondo quella persona la stimate. Si sa… I superiori bisogna accarezzarli per carpire loro protezione e posti buoni. Si sa… morte tua vita mia, e se al tuo posto ci vado io, che ho famiglia piena di esigenze, meglio. Tanto tu, collega, sai vivere più modestamente.
13E così commettete un furto di reputazione e di posto. Siete dei ladri, o ipocriti, per soddisfare alle esigenze, ai capricci dell’epicureismo familiare, della vanità sociale o femminile.
Cristiani adulteri[71].
14E così: cosa è di male fare un poco di corte a quella signora e questa farsela fare? È levare alla vita la monotonia. Dopo torniamo semplici amici come prima. Cose senza conseguenze. Non bisogna essere dei puritani.
15Siete degli adulteri, o ipocriti. E lo siete talora sotto gli occhi dei vostri figli che sembra non vedano, ma vedono tutto, e che scandalizzate e obbligate a giudicarvi.
Cristiani assassini[72].
16Cosa è di male emanciparsi dai genitori, dal marito, essere indipendenti, farsi la propria vita come più ci piace? Cosa è fare del matrimonio un utile di avere una infermiera e una serva nella moglie o uno che fatica nel marito per i nostri bisogni e capricci, ma non una missione di procreazione e di allevamento? i figli è bene non vengano o vengano poco numerosi. Sono crucci, sono spese, sono ragioni di rancori fra i parenti A o B, fra i figli stessi che li hanno preceduti. Niente più figli dopo quell’uno o due che, non si sa come, hanno proprio voluto nascere. E nati che siano, niente logorarsi per essi. Nutrice, bambinaie, istitutrice, collegio. Dite così voi.
17Siete degli assassini, o ipocriti. Sopprimete delle vite o delle anime. Perché, sappiatelo, per quanto un collegio sia buono e perfetta una istitutrice, non è mai la mamma, il padre, la famiglia. Quei figli, che sono stati di tutti fuorché vostri, come vi possono amare di quell’amore grande che continua a stare unito al vostro interno come avesse radici in voi? Come possono quei figli capirvi se voi siete degli estranei a loro e viceversa? Che società deve venire da popoli in cui la prima forma della società: la famiglia, è cosa arida, morta, scissa? Un’anarchia in cui ognuno pensa a sé, se pure non pensa a nuocere agli altri?
18E quelle monete che risparmiate negando ad un figlio di nascere, cosa credete che siano nel vostro portafoglio? Tarlo che distrugge la sostanza, perché ciò che non spendete per un figlio, spendete tre volte aumentato per divertimenti e lussi inutili e nocivi. E perché vi sposate allora se non volete avere dei figli? A cosa riducete il talamo? il rispetto per il mio “portavoce” mi fa tacere la risposta. Ditevela da voi, indegni. Sono tante piccole cose, se confrontate ai delitti dei grandi peccatori. Ma provocano la valanga. Quella che vi sommerge.
Dio non protegge i malvagi[73].
19L’ho già detto[74]: Se i grandi avessero avuto di fronte – non dico contro, dico di fronte – un popolo moralmente, cristianamente sano, compatto nell’ubbidienza alla legge di Dio e della morale anche umana, non avrebbero potuto giungere ai loro delitti. Il loro satanismo si sarebbe spezzato come spada di vetro contro un blocco di granito, si sarebbe polverizzato. E Dio vi avrebbe benedetti e protetti.
20Voi invece avete ammirato i delinquenti maggiori, nei quali vedevate quella perfezione di delinquenza che non potevate raggiungere voi, quella perfezione di amoralità che vi piaceva perché giustificava la vostra. Dicevate: “Se così fa lui che ammiriamo, posso fare così io pure”. Dicevate: “Se Dio protegge lui che è così, proteggerà anche me che sono molto meno”.
21O stolti! Ma credete realmente che Io protegga chi, per trionfare e giungere a farsi di un altro un complice per trionfare con qualunque mezzo, “ha trucidato la vedova e l’ospite e assassinato gli orfani”? (v. 6-15-21 del salmo 94). Chi ha tradito la fiducia altrui? Chi ha mentito a popoli interi? Chi non si è peritato di spingere al macello intere nazioni? Ma Io vedo e sento e noto. Ed è il mio dolore non potere intervenire, perché quando intervengo voi mi frustrate l’intervento con la vostra malvagità. Siete tanto avvelenati che del bene ne fate un male.
Appello alla conversione[75].
22Ora Io parlo a voi come foste retti di cuore, tutti, anche quelli che retti non sono. Vi voglio invitare ancora una volta.
23Popolo mio, vieni al Signore. Io, il Signore, non rigetterò il popolo che viene a Me e, se mi starà vicino, provvederò ad esso “finché la giustizia non diventi giudizio, ossia finché il tempo non avrà termine e comincerà l’eternità” (v.15). Aprirò le mie braccia a far scudo a chi in Me crede e mi invoca con cuore contrito e fiducioso della mia misericordia, e “li difenderò da coloro che vanno a caccia del giusto e condannano il sangue innocente” (v. 21). Poco ve ne è sulla terra, ma per quel poco darò ancora la grazia.
24Ma, ed è il vostro Dio che ve ne scongiura, ma tornate a Me. Vogliate tornare a Me. Liberatevi singolarmente dalle vostre colpe, di non fede, di disubbidienza morale, di vizio settemplice, e poi Io libererò la collettività dai suoi flagelli.»
APOSTASIA DELLE CHIESE CRISTIANE
10. Decadenza del cristianesimo[76].
L’uomo distruttore dell’Opera di Dio[77].
Dice Gesù:
1«Troppe volte non “rivolgete gli sguardi” a Colui che è la vostra Provvidenza. Mettete le frange, spesso inutili, ad una cosa, e poi vi dite: “Questa cosa l’abbiamo fatta noi”.
2No. Non ne siete gli autori, anzi spesso ne siete i distruttori perché neutralizzate i frutti che da una opera vengono, quando non distruggete l’opera stessa con le vostre mani e le vostre menti distruttrici.
3Dio vi dà tanto, vi dà tutto quanto vi è utile e necessario per la carne ed il sangue, e per la mente e lo spirito. Voi a questo tutto, specie a quel tutto che è volto alla mente e allo spirito, scavate un “lago”. Oh! sì! Un lago. Ma è lago in cui le acque limpide di Dio stagnano e si corrompono perché messe al contatto di tante altre cose e scoperte a tutte le invasioni.
Peccato di presunzione[78].
4Così del sapere, moltiplicato a dismisura, ma non elevato verso Dio, avete fatto un pericolo per voi, così della religione che avete voluto rinfronzolire di tante inutilità, analizzare con lente umana, profanare volendola spiegare senza riferimento a Dio, avvilire rendendola formula e non forma di vita.
5È sempre lo stesso rimprovero che vi devo fare. Vi siete creduti pari o anche superiori a Dio. E siete caduti in opere non da figli di Dio ma unicamente da animali ragionevoli, i super ragionevoli della terra, ma umanamente ragionevoli. Ed è già molto quando siete ragionevoli e vi rispettate al punto di dirvi: “Vediamo di agire pensando al domani”. Il più delle volte pensate unicamente all’oggi e a fare dell’oggi una baldoria per la vostra carne super amata da voi.
Il Papa, luce del mondo[79].
6Neppure quando siete fra i tormenti di un castigo uscite da questa vostra euforia malsana. Ma anzi tanto più volete godere e vivere da bruti solo intenti a saziare fame e senso. E fra un godimento e l’altro irridete Dio nel quale più non credete, salvo poi imprecarlo o implorarlo nel momento che soffrite. E perché? Cosa vi attendete? Non è così che si ottiene aiuto da Dio. Io sono per chi è onesto e fedele. Anche se debole lo perdono e soccorro. Non sono per gli schernitori e i rinnegatori che sanno prendersi la loro parte e dare ai miei figli solo dolore e tormento.
7E tu, primo fra i miei figli[80], fortifica il tuo cuore appoggiando la bocca alla mistica fonte del mio petto squarciato. Come sei il mio araldo, e più che araldo il mio Vicario sulla terra, colui che rappresenta l’Agnello, e dell’Agnello hai cuore e parola, così sarai un novello Cristo nel dolore e nella sorte.
8Quanto dolore è già nel calice che si avvicina! E non ti giova l’averne già tanto bevuto e l’esser vissuto da giusto! Non ti giova perché il dolore lo riempie sempre più quanto più tu ne bevi, perché esso dolore è distillato e munto dalla Forza a noi nemica, la quale non potendo mordere il Cristo morde le carni delle sue creature. E quale creatura più creatura mia di te, che sei mite e giusto, che sei evangelico come il mio Giovanni?
9Come il Prediletto, affissati nel Cielo fino a farti rapire dall’ardore della contemplazione, perché l’ora del dolore è sempre più vicina ed hai bisogno di esser saturo di contemplazione per poter subire la passione senza piegare.
Il Cielo è presso le “Voci”[81].
10Rimani “Luce del mondo” in mia vece, anche se le tenebre ti monteranno addosso per schiacciarti. Anche cadendo tieni alzata la mia Croce che è Luce. Anche morendo fa’ udire la Voce che parla dal Cielo attraverso te, mio Servo esemplare.
11Hai pianto e non è giovato che tu conoscessi il segreto di Fatima. Le tue cure al mondo si sono rivolte contro di te come quelle che si usano ad un ossesso. Ma non importa. Mia Madre è con te ed Io con Lei.
12Noi siamo presso le grandi “voci” e le piccole “voci” che parlano in nome mio e che consumano sé stessi perché la Voce del Cristo suoni ancora in questa terra brulicante di demoni. Siate benedetti, grandi e piccoli portatori della Parola. Noi vinceremo contro Satana. Io ve lo dico. E nell’ora della vittoria la mia stessa Luce sarà la vostra luce che vi farà splendenti come nuovi soli.»
11. Cristianesimo smemorato[82].
Invito ad entrare al Cuore di Gesù.
Dice Gesù:
1«Per essere salvati, o poveri uomini che tremate di paura, basterebbe che voi, come veri figli e non come bastardi di cui Io sono Padre soltanto di nome mentre il vero padre è l’altro, sapeste rapire al mio Cuore una scintilla della mia Misericordia. E non desidererei che di farmela rapire.
2Sto col petto aperto perché possiate giungere più facilmente al mio Cuore. Ho dilatato la ferita della lancia nel mio Cuore perché voi possiate entrare in esso. E non giova. Ho fatto servire le vostre infinite offese come coltello di sacrificatore per sempre più riaprirla perché l’Amore sa fare questo. Anche il male lo fa divenire bene, mentre voi, di tutto il bene che vi ho dato ‑ sinanche Me stesso vi ho dato che sono il Sommo Bene – ve ne servite in modo così osceno che diventa per voi strumento di male.
3Sto col mio Cuore aperto che goccia sangue, come dai miei occhi gocciano lacrime. E cadono, sangue e pianto, inutilmente sulla terra. La terra è più benigna di voi al suo Creatore. Apre le sue arene per ricevere il Sangue del suo Dio. E voi, invece, mi chiudete il vostro cuore, unico calice dove Esso vorrebbe scendere per trovare amore e dare gioia e pace.
Popolo messo sotto il segno del maligno.
4Guardo il mio gregge… Mio? Non più mio. Eravate le mie pecorelle e siete uscite dai miei pascoli… Fuori avete trovato il Maligno che vi ha sedotti e non vi siete più ricordati che a prezzo del mio Sangue Io vi avevo radunati e salvati dai lupi e dai mercenari che vi volevano uccidere. Sono morto Io per voi, per darvi la Vita e la Vita piena come Io l’ho nel Padre. E voi avete preferito la morte. Vi siete messi sotto il segno del Maligno ed esso vi ha mutato in selvatici caproni. Non ho più gregge. Il Pastore piange.
I collaboratori più generosi.
5Solo qualche agnella fedele m’è rimasta, pronta ad offrire il collo al coltello del sacrificatore per mescolare il suo sangue, non innocente ma amante, al mio innocentissimo, ed empire il calice che sarà alzato nell’ultimo giorno, per l’ultima Messa, prima che siate chiamati al tremendo Giudizio. Per quel Sangue e per quei sangui, all’ultima ora, Io potrò mietere la mia ultima messe fra gli ultimi salvati. Tutti gli altri… Serviranno da strame per i riposi dei demoni e per ramaglia nell’incendio eterno.
Il Posto dei “salvatori”.
6Ma le mie agnelle saranno con Me. In un posto scelto da Me per il loro beato riposo dopo tanta lotta. Diverso il posto loro da quello dei salvati. Per i generosi vi è un posto speciale. Non fra i martiri e non fra i salvati. Sono meno dei primi e molto più dei secondi e stanno in mezzo, tra le due schiere.
7Perseverate, voi che mi amate. Quel posto merita ogni presente fatica perché è la zona dei corredentori, a capo dei quali è Maria, mia Madre.»
Penitenza e amore per salvare il mondo.
Dice ancora Gesù:
8«Credono che la penitenza sia una cosa inutile, sorpassata, una quieta mania. Non c’è che penitenza e amore che abbiano peso agli occhi di Dio per arrestare gli avvenimenti e deviarli.
9Avete bisogno più di amore che di pane. Ma per il pane vi arrabattate a procurarvelo, rubandovi il tozzo l’uno con l’altro come cani affamati, e siete poco dissimili, in realtà, da essi, pronti come siete a dilaniarvi per un pugno di terra e per un fumo d’orgoglio. Mentre per acquistare e possedere l’amore non fate nulla. Non ve ne curate.
Chi trascura l’amore perde Dio.
10Ma sapete, o disgraziati, cosa fate trascurando l’amore? Perdete Dio, il suo aiuto in terra, la sua vista in cielo. Cosa devo fare per farvi capire questo se i miei flagelli non bastano, se le mie bontà non servono? Come devo fare scendere il Paraclito, in quale forma, perché vi investa e vi salvi? Se il globo di fuoco portato dal vento veloce scendesse, per una nuova Pentecoste, su ognuno di voi ‑ non dividendosi in fiammelle che furono bastanti, allora, su dei poveri pescatori, rozzi e ignoranti ma amanti di Me ‑ scendesse pieno su ognuno di voi, non basterebbe lo stesso ad accendervi di Dio. Prima dovreste sgombrare l’anima dai vostri falsi dèi, e non lo volete fare perché li preferite a Me, Dio vero.
11Siete perduti, se un miracolo non si compie. Volgetevi e pregate l’Amore.»
12. Il Cristianesimo è divenuto
ribelle e idolatra[83].
La malizia e la superbia del mondo.
1«Ti ho già detto che quanto è detto negli antichi libri ha un riferimento nel presente[84]. È come se una serie di specchi ripetesse, portandolo sempre più avanti, uno spettacolo visto più addietro.
2Il mondo ripete sé stesso negli errori e nei ravvedimenti, con questa differenza però: che gli errori si sono sempre più perfezionati con l’evoluzione della razza verso la cosiddetta civiltà, mentre i ravvedimenti sono divenuti sempre più embrionali. Perché? Perché, col passare del mondo dall’età fanciulla ad età più completa, sono cresciute[85] la malizia e la superbia del mondo.
Culmine dell’età del mondo.
3Ora siete nel culmine dell’età del mondo e avete raggiunto anche il culmine della malizia e della superbia.
4Non pensare però che avete ancora tanto da vivere quanto siete vissuti. Siete al culmine, e ciò dovrebbe dire: avete altrettanto da vivere. Ma non sarà. La parabola discendente del mondo verso la fine non sarà lunga come quella ascendente. Sarà un precipitare nella fine. Vi fanno precipitare appunto malizia e superbia. Due pesi che vi trascinano nel baratro della fine, al tremendo giudizio. Superbia e malizia, oltreché trascinarvi nella parabola discendente, vi ottundono talmente lo spirito da rendervi sempre più incapaci di fermare, col ravvedimento sincero, la discesa.
Le colpe del Cristianesimo.
5Ma se voi avete proceduto così: a ritroso nel Bene, a capofitto verso il Male; Io, l’Eterno, sono rimasto fermo nella mia esatta misura del Bene e del Male. Dal dì che fu la luce[86], e con essa ebbe inizio il mondo, è stabilito, dalla Mente che non erra, ciò che è Bene e ciò che è Male. E forza umana, la piccola forza umana, non può smuovere e sgretolare quel codice eterno scritto dal dito di Dio su pagine intoccabili e che non sono di questa terra.
6Unica mutazione, dall’istante in cui il mio Volere creò il mondo e l’uomo, sta in questo: che prima dovevate reggervi e guidarvi sulle tavole della Legge e sulla parola dei Profeti; dopo aveste Me, Verbo e Redentore, a spiegarvi la Legge, a darvi il mio ammaestramento, il mio Sangue, a portarvi con la mia venuta lo Spirito che non lascia ombre, a sorreggervi poi, nei secoli, coi Sacramenti e i sacramentali.
7Ma che ne avete fatto della mia venuta? Un nuovo peso di colpe di cui dovrete rispondere.
La Legge: chiave di benedizione o maledizione.
8Vogliamo guardare insieme le pagine antiche in cui sono le spiegazioni dell’ora attuale? Le hai sentite come un pungolo; ma Io le mostrerò meglio.
9Cosa è promesso a chi osserva la Legge? Prosperità, abbondanza, pace, potenza, discendenza sana e abbondante, trionfo sui nemici, poiché il Signore sarebbe sul filo delle spade dei suoi servi contro coloro che vorrebbero alzare la mano sui figli dell’Altissimo. Cosa è minacciato a chi la trasgredisce? 9Fame, carestia, guerre, sconfitte, pestilenze, abbandono da parte di Dio, oppressione di nemici per cui i già figli dell’Altissimo diverranno simili a mandrie perseguitate e spaurite, destinate al massacro[87].
10Vi lamentate dell’ora che vivete. Ma la trovate ingiusta? Il suo rigore vi pare troppo duro? No. È giusta e meno dura di quanto meritate.
Popolo ribelle.
11Io vi ho salvato e risalvato in mille modi, Io vi ho perdonato e riperdonato da settemila e settemila delitti. Io sono venuto apposta per darvi Vita e Luce. Io, Luce del mondo, sono venuto fra le vostre tenebre per portarvi la Parola e la Luce. Non ho più parlato fra i turbini e il fuoco attraverso la bocca dei Profeti. No. Sono venuto Io, Io personalmente. 12Ho rotto con voi il mio pane, ho diviso con voi il mio giaciglio[88], ho sudato con voi nella fatica, ho consumato Me stesso nell’evangelizzarvi, sono morto per voi, ho dissipato con la mia Parola ogni dubbio sulla Legge, ho dissipato con la mia Risurrezione ogni dubbio sulla mia Natura, vi ho lasciato Me stesso perché fossi il vostro Cibo spirituale, atto a darvi la Vita, e voi mi avete dato la morte[89].
12Vi ho dato la Parola e l’Amore e il Sangue di Dio, e voi avete chiuso le vostre orecchie alla Parola, la vostra anima all’Amore, e avete bestemmiato il mio Sangue.
13All’antico Tabernacolo, dove erano due tavole di pietra scritte dal dito di un Profeta e un poco di manna[90], Io ho sostituito il nuovo Tabernacolo in cui è il Pane vero disceso dal Cielo e il mio Cuore dove è scritto il Patto dell’amore che voi, non Io, infrangete.
Popolo idolatra.
14Non potete più dire: “Non sappiamo come sia Dio”. Ho preso Carne perché aveste una Carne da amare, non bastando alla vostra pesantezza di amare uno spirito.
15Ebbene? Che avete fatto? Che avete sempre più fatto? Avete voltato le spalle a Dio, al suo altare, alla sua Persona. Non avete voluto Dio, il Dio Uno e Trino, il Dio vero.
16Avete voluto degli dèi. E i vostri dèi attuali sono più obbrobriosi degli dèi antichi o dei feticci degli idolatri. Sì. Dei feticci degli idolatri. In quelli si annida ancora il rispetto per l’immagine di Dio, così come la loro mentalità e ignoranza la sanno concepire. E in verità, in verità vi dico che saranno molto meno severamente giudicati gli idolatri naturali di voi, idolatri di malizia, venduti alla peggiore idolatria: la autoidolatria.
17Sì, vi siete creati degli dèi di carne, e carne corrotta, e davanti ad essi avete saputo osannare e piegare il capo e la schiena che non avete saputo curvare davanti a Dio. Avete disprezzato, rinnegato, deriso, spezzato la mia Legge; ma avete accettato e ubbidito, come schiavi e come animali addomesticati dal domatore, la bugiarda legge che vi hanno dato dei poveri uomini traviati più ancora di voi e il cui destino è tale da far tremare d’orrore tutto il cielo.
18Idolatri, idolatri, pagani, venduti alla carne, al denaro, al potere, a Satana che è padrone di questi tre regni nefasti della carne, del denaro e del potere!
Castigo meritato.
19Ma perché, perché, o popolo mio, sei uscito dal Regno che t’avevo dato, perché hai fuggito il tuo Re di Perfezione e d’Amore e hai preferito le catene e la barbarie del Regno di Satana e il Principe del Male e della Morte? È così che ricompensi l’Altissimo che ti è Padre e Salvatore? E ti stupisci se fuoco scaturisce dalla terra e fuoco piove dal cielo per incenerire la razza proterva e traditrice che ha rinnegato Dio e accolto Satana e i suoi ministri?
20No, che Satana non ha bisogno di lavorare, di faticare per inghiottirvi! Io devo faticare per vedere di attirarvi ancora, poiché se voi avete rinnegato la vostra origine, Io mi ricordo di esservi Padre e Salvatore. Fino all’ora estrema, in cui sarete adunati per la selezione inesorabile, non rinnego i miei disgraziati figli e tento salvarli ancora.
21Questo, o Maria, questo castigo non è immeritato. È giusto. È grave perché le vostre colpe sono gravissime. Ma non è, non è dato per cattiveria da un Dio che è tutto bontà. Il vostro Dio darebbe Sé stesso per risparmiarvelo, se sapesse che ciò vi gioverebbe[91]. Ma deve, deve lasciare che voi stessi vi puniate delle vostre pazzie, dei vostri mercati colla Bestia.
22Mille e diecimila si perderanno in ogni angolo della terra. Ma qualcuno sentirà, nell’agonia che vi strozza, risuonare la Voce di Dio, e alzerà dalle tenebre la faccia verso la Luce. Quell’uno che torna giustificherà il flagello, poiché ‑ sappilo e pensa quale obbligo avete di custodirla ‑ il prezzo e il valore di un’anima è tale che i tesori della terra non bastano a comperarla. Occorre il Sangue di un Dio. Il mio.»
13. Cristiani e Chiesa apostata[92].
Diserzioni dal cristianesimo.
Dice Gesù:
1«Ti ho già detto[93] che tutto il male che vi opprime ora è il frutto dell’abbandono della mia Legge da parte dei singoli e della società. La mancanza di fede, la mancanza di carità, la mancanza di speranza, la mancanza di ogni virtù, hanno una sola origine: la diserzione dalla mia milizia, dalla milizia cristiana.
2Come da un ceppo di radici venefiche, sono scaturite, al posto delle mie virtù, delle tendenze, dei vizi, delle passioni peggio che umane: demoniache. La pianta della vita cristiana è morta in quasi tutti i cuori, in molti vegeta a stento, in pochi è ancora florida, nutrita dal succo di Vita, ornata di fronde robuste.
3Né vi è da sperare che le cose cambino. Anzi volgeranno sempre al peggio perché, come un bosco invaso da piante parassitarie e da insetti nocivi si spoglia sempre più da fronde e frutti e finisce col morire, altrettanto avviene della società di ora, sempre più bruciata, soffocata, corrosa da mille tendenze viziose e da mille peccati.
4I principali: odio, lussuria, prepotenza, frode. Le prime: negazione di Dio, dottrine avverse alla mia, culto esagerato di sé stessi, egoismo e altre ancora.
I Giuda delle loro anime.
5La mia Parola non può scendere ‑ seme e acqua di Vita e Vita vera ‑ nelle anime. Esse sono troppo occupate da altre cose. La maggioranza dei cristiani ha respinto il Cristo, perché al posto del Cristo ha messo sé stessa o il potere, il denaro, la carne. Chi meno manca, manca sempre, poiché non ha misericordia vera del suo prossimo. Chi è che non maledice, non impreca, al giorno d’oggi?
6Ma tu non maledire, non imprecare, figlia che amo. Lascia al tuo Dio il compito di punire. Tu ama e abbi misericordia, per tutti. Anche per i colpevoli primi.
7Sono dei disgraziati, sono dei disgraziati! Hanno rovinato tutto il buono che avevano con accogliere il male di Satana. Hanno barattato un’eternità di gloria per una ora di gloria terrena. Hanno venduto per trenta denari la loro anima a Satana. Sono i Giuda della loro anima. Mi fanno sdegno e pietà. Sì, anche pietà, perché Io sono il Dio della misericordia e sento pietà dei miei figli traviati.
Appello all’anima generosa.
7Aiutami a salvarli dall’ultima colpa. Come vorrei poterli perdonare! Tu, figlia che amo, perdona. Dal tuo cuore che possiede Me e la mia Parola non escano altro che parole di pace e di perdono. Lo so che è difficile alla vostra umanità. Ma sopra di essa è lo spirito, e lo spirito è il regno del Signore. Ora come potete voi avere il Signore in voi se il vostro spirito non ha le stesse passioni del suo Re?
8E le mie passioni, come le mie parole, sono sante, misericordiose, buone. Hanno tutte il sigillo dell’Amore, dell’Amore vero che non è mai tanto amore come quando si immola per i fratelli e perdona ad essi.»
14. Cristianesimo divenuto disonesto[94]
Cristiani disonesti.
Dice Gesù:
1«È inutile inorridire di certe manifestazioni attuali. Sono frutto dell’interno vostro.
2Io l’ho detto: “È dal cuore che escono pensieri malvagi e malvagi sentimenti, e questi sono quelli che contaminano”[95]. Io ho anche detto che ogni uomo si riconosce dalle sue opere, e che come non si può cogliere dolci frutti sul selvatico pruno così non si può trarre atti onesti da chi ha l’interno disonesto[96]. La disonestà non consiste soltanto nel rubare, nel mentire, nel nuocere al prossimo. È disonestà il mancare verso Dio, il derubare Lui di quel rispetto amoroso che è dovere dell’uomo verso il suo Creatore. È disonestà far servire i suoi doni per atti malvagi. Tutti i suoi doni e specie il dono della vita.
3Ora guarda e giudica come fate mal uso della vita che il Padre vi dona. Guarda e giudica come fate mal uso del vostro corpo in cui alita l’anima, tempio riservato a Dio, in cui risiede la mente che dovrebbe essere volta a comprendere la Legge di Dio come il cuore dovrebbe esser occupato ad amarla e a praticarla.
4Invece che fate? Fate resistenza alle voci del Signore, ai desideri del Signore, ai comandi del Signore, alle volontà del Signore. Come arieti selvaggi opponete la vostra durezza e la vostra ribellione ‑ due corna ben aguzze ‑ ad ogni invito di Dio. Vi rovinate, ma continuate a resistere.
Anticristiani.
5E vi dite cristiani? No, che non lo siete. Io, il Cristo, non vi ho insegnato ribellione, disubbidienza, lussuria, crudeltà, idolatria. Io vi ho insegnato tutto il contrario. Vi ho mostrato come va usata la vita, vi ho spiegato come voi siete templi di Dio che vuole vivere in voi, che ama vivere in voi ben più che non in sontuosi templi ma fatti solo di pietre e di marmi.
6No, Dio non vuole queste dimore fatte da mano d’uomo. Vuole voi, voi fatti dalla sua mano, voi templi di sangue e di anima, voi che il sangue mio ha rivestito di porpora immortale e purificato come preziosi altari. Questo è quello che vuole Dio per tornare a vivere in amorosa pace con voi.
7Non persistete sulla dura via che avete intrapresa e che vi conduce alla rovina. Siate cristiani veri e non cristiani a parole soltanto. Il mio segno sia realmente inciso nelle fibre vive dei vostri cuori, non sul frontone dei templi vuoti, dove non venite a pregare o ci venite con l’animo turbato da tutte le sollecitudini vane e dalle fermentazioni dei vostri istinti inferiori.
Cristiani senza carità.
8Aprite il cuore all’Amore, figli. È quello che più vi manca. Siete senza carità verso Dio, verso il prossimo, verso voi stessi. Sì, anche verso voi stessi, perché uccidete la vostra anima.
9Ché ‑ ricordatevelo sempre ‑ le tentazioni è inevitabile che ci siano, ma esse non fanno male. Male fate voi quando cedete ad esse. E non dite che esse sono più forti di voi. No. Il Padre dà a seconda di quanto avete voi a dare. La tentazione richiede 10 di forza per resisterle? E Dio ve ne dà 10 e anche più[97]. Il male è che siete voi che non fate che desiderare di cedere al male. E allora che può Dio se voi distruggete le forze di Dio con la vostra volontà perversa e vi abbandonate al bacio della tentazione?
10Così facendo mettete l’anima in una morsa di morte e da un’anima malata o morente escono quei sentimenti di cui vi stupite. Ma non può esser diverso. In corpo corrotto stanno fetori di morte. 11In anime corrotte stanno manifestazioni di peccato.»
15. Cristianesimo divenuto ebbro[98].
L’umile scribacchina del buon Dio[99].
1Premetto che da ieri sono rimasta così sconvolta davanti alla profanazione del segreto di Dio in me, che ne ho sofferto anche fisicamente con un bel collasso di cuore che m’ha tormentata dalle 10 alle 17. Ed ho ancor più sofferto spiritualmente.
2Capisco e compatisco la curiosità piccina di molte anime e applico loro tutte le attenuanti. Molte volte, misurando gli altri alla loro misura, dànno lodi ecc. ecc., credendo che ciò piaccia a taluni come piace a loro. Ma quando quei taluni sono già totalmente lavorati dal buon Dio, hanno reazioni molto diverse dalle comuni. E non godono ma soffrono, soffrono e soffrono di sentire certe lodi e di vedere invasioni nel loro segreto.
3E io ho sofferto (e soffro ancora). Sofferto tanto che m’era venuta una pazza voglia di non scrivere più nulla, resistendo (e soffrendone, naturalmente) alla cara Voce, se questa non avesse voluto accontentarmi a tacere per non darmi modo di servire all’altrui curiosità. Ma… Maria non è mai ascoltata da Gesù in certe cose. È Lui che impera, e quel che vuole vuole. Amen!
4Apro a caso la Bibbia con nell’anima i propositi sopraddetti di mettere fine alla mia missione di “scribacchina del buon Dio”. E il libro mi si apre al cap. 58 di Isaia; e Gesù parla così, rispondendo a tutti i miei “ma” e “se”.
Volontà del Signore[100].
Dice Gesù:
5«Voglio, assolutamente voglio che tu sia colei che grida le parole del Signore Iddio tuo, le parole di sdegno per i peccati di questo mio popolo che non vuole convertirsi a Me, e le parole di amore che come olio su flutti sconvolti si effondono dal mio Cuore turbato dal vostro modo di agire e placano la tempesta della Giustizia offesa per attirarvi a Me, o infelici figli che morite in corpo e anima così atrocemente e così diabolicamente.
6Te l’ho detto infinite volte, sotto forma di luce o di suono te l’ho fatto capire: Tu non ti appartieni più. Tu sei una cellula di Me e devi ubbidire al Tutto che sono Io, tuo Maestro e Salvatore e Salvatore del mondo tutto. Perciò va’ avanti e non permetterti mai di rifiutarti al mio Volere. Penserò Io a tutelare te. Tu va’ avanti ad essere il mio piccolo Giovanni al quale mi è tanto di sollievo confidare il mio pensiero e affidare la mia Volontà.
Società di pazzi e di fedifraghi[101].
7Guarda, Maria. Questo mio popolo, divenuto più straniero e ribelle che vero popolo mio ‑ poiché è mio di nome soltanto, ma in realtà milita sotto altre bandiere e obbedisce ad altre leggi che non sono certo la bandiera del Cristo e la Legge di Dio ‑ questo popolo mi va cercando. Ma come mi cerca?
8L’ho, un giorno, paragonato ad un cieco. Oggi lo paragono ad un ebbro. È infatti ebbro per essersi satollato, sino all’abbrutimento[102], dei suoi vizi. L’ebbro è un incapace di comprendere e di guidarsi. La sua mente brancola nelle caligini del vino e ciò lo rende inferiore alle bestie stesse.
9Mi cerca! Oh! popolo di pazzi e di fedifraghi, che avete minato l’integrità del vostro spirito con le febbri dei sensi e dei peccati e che avete tradito Iddio, come puoi trovarmi, o popolo che eri mio, se non levi da te la veste di lordura e non torni con lo spirito al tuo Signore, ma vi torni realmente, e non per ipocrito e saltuario culto il cui pungolo è dato non dall’amore ma dal bisogno, dalla paura, dall’interesse, e tutti e tre terreni, utili solo alla vostra parte che muore e non all’anima immortale?
Anime corrose brulicanti di vermi.
10Ma se anche voi, nella boriosa ingiustizia vostra, trovate di esser viventi nella Giustizia e vi auto lodate come fedeli alla legge del vostro Iddio e accusate Dio di non esser buono perché vi punisce di colpe che non avete commesse, ma anche se voi fate tutto questo, Io, la Verità che non erra, vi dico che è più vivo uno, sepolto non da quattro ma da dieci volte quattro giorni nel fetore di un sepolcro, che non voi che avete l’anima corrosa in sette e dieci punti dalle cancrene dei vostri palesi o subdoli peccati. Ed i subdoli non sono i meno gravi. Ma anzi spesso sono doppiamente colpevoli perché sfuggono alla legge umana e ingannano gli altri nel giudicarvi per quello che siete.
11Gli altri: uomini. Non Dio il quale vede il verminaio brulicante che si è sostituito in voi alla vostra anima di luce, a quell’anima che Io vi ho data e che vi ho redenta e che mi è cara come fosse una parte di Me stesso, e, misticamente, lo è poiché voi siete le membra del mio mistico Corpo e il più piccolo di voi, sulla terra, è ai miei occhi uguale e anche superiore al più grande, perché Io non guardo alle fangose glorie della terra ma al vero valore vostro che è dato da quello che siete rispetto alle leggi eterne.
12La vostra ingiusta rampogna sale al mio trono e, se il peccato m’offende come lordura lanciata alla mia Sublimità, il vostro rimprovero immeritato e irrispettoso è come un fumo che m’infastidia e mi forza a sempre più allontanarmi da voi per sfuggirlo.
Cristiani bugiardi nello spirito[103].
13Avete pregato? Avete frequentato le chiese? Avete digiunato? Avete evitato di uccidere e di rubare? E che perciò? Cosa avete fatto di più di quanto fosse vostro stretto dovere di fare? E come lo avete fatto?
14Avete pregato come e perché? Male, con l’anima assente o con l’anima sporca d’odio, e quasi sempre per vostri interessi personali, quindi egoisti. La vostra preghiera perciò era scissa dalla carità. E come volete che essa mi sia stata da voi offerta se non avete l’aureo calice in cui posarla per alzarla al mio trono?
15Avete frequentato la chiesa? Come e perché? Per abitudine, per ipocrisia, per pettegolezzo. Quanto pettegolezzo si fa anche nel tempio santo del vostro Dio, davanti a Me annichilito nel Sacramento d’amore per insegnarvi a quale dedizione l’essere deve giungere per essere gradito all’Eterno e utile ai fratelli.
16Avete digiunato? Ohimè, i vostri digiuni che, quando veramente li fate, sono così piccini, non per quantità, ma per spiritualità! E vi negate un boccone di pane e poi accontentate la gola con le superfluità. I vostri digiuni fatti senza volontà d’amore, ma solo per paura della punizione divina. Ma non sapete che è meglio digiunare di una parola aspra che non di un sontuoso pasto?
17Avete evitato di uccidere e rubare? Oh! non per Me. Per paura delle vostre galere. Ecco perché. E non sempre questa paura vi trattiene. E poi, ma credete che ci sia molta differenza, o bugiardi nello spirito, fra chi uccide un’altra anima trascinandola al male o uccide una riputazione o ruba un ufficio, una moglie a un marito, un marito a una moglie, un figlio ai genitori, e colui che dà una coltellata o ruba una borsa? Anzi, in verità vi dico, che fra chi uccide un corpo in impeto d’ira e chi uccide un’anima o una riputazione con lenta e premeditata azione, che fra chi ruba una borsa e chi ruba una persona ai suoi famigliari, è[104] molto più colpevole il colpevole verso lo spirito che non l’altro. E questa è verità.
L’ora è piena[105].
18Io voglio, per amarvi ed aiutarvi, o disgraziati figli che da voi stessi vi fate tutto il male di cui morite, che voi imponiate un ben altro digiuno a voi stessi, una ben altra preghiera, un ben altro modo di agire. Mettete a digiuno i vostri sensi, creature affamate di ogni sensualità; sappiate pregare con le vostre opere più che con le vostre labbra; agite come Io vi ho detto di agire, Io e nessun altro, ché uno solo è il Maestro e quell’Uno sono Io: l’Intelligenza, la Giustizia, la Carità.
19Oh! allora come tutto cambierà per voi! Non sarete più i bastardi, gli stranieri, i ribelli del vostro Signore, ma tornerete ad essere i miei figli, ma tornerete ad essere la mia gioia ed Io sarò la vostra. Come vi parrà allora lontano il tempo in cui eravate come pecore sperse che tutti i passanti percuotono, in cui a tutti era lecito rider di voi e criticarvi come folli che vivono dell’elemosina che loro ottiene la loro miseria di cui tanti ridono.
20Tornate al Signore Iddio vostro. L’ora è piena. Piena in tutti i modi. Quattro sono i calici colmi. Due divini e due infernali. In questi ultimi è strage per la terra e morte per lo spirito. Negli altri, divini, è Giustizia in uno e Misericordia nell’altro. Sta a voi, che attirate col vostro agire i flutti straripanti dei calici infernali, far sì che l’altro calice di punizione ‑ quella divina ‑ non si vuoti su voi, ma bensì scenda sul mondo che muore, sull’uomo che muore, sullo spirito che muore, la Misericordia mia. Essa è Vita, figli cari. Non tardate oltre ad attirare la mia Pietà su voi.
Lasciatevi salvare[106].
21Venite al Salvatore vostro. Nel mio Cuore aperto, che parla d’amore, trovate quello che avete dilapidato: l’amore. Se amerete sarete salvi. Tutto è facile a chi ama e tutto è perdonato a chi ama. Sono il Cristo che ha assolto la peccatrice perché molto amò. Sono quello e non muto. Sono qui, proteso su voi, come un padre sul letto del figlio malato e un medico su un infermo per salvarvi ancora, per salvarvi sempre.
22Lasciatevi abbracciare dal vostro Iddio, lasciatevi curare dal vostro Medico, lasciatevi salvare dal vostro Salvatore. Non chiedo che questo: che vi lasciate salvare da Me venendo a Me con la vostra anima malata, ma piena di buona volontà. Le mie mani che hanno sanato i lebbrosi quando ancora non erano fatte due volte sante dal martirio, oltre che per la loro natura di mani di un Dio, versano dai fori gloriosi delle palme l’acqua che monda e il balsamo che rende incorruttibili.
Vi guiderà sempre il Signore[107].
23Venite a Me. Ve ne esorto come Maestro. Ve ne prego come uno che vi ama perché vi amo e di un amore così grande che solo in Cielo potrete vederne l’immensità senza restarne schiacciati.
24E tu, piccola figlia del mio Cuore, va’ in pace. Poiché hai saputo amarmi fino all’estremo, ti ho confidato la Parola che più alta non ve n’è. Essa è in te come una stella chiusa nel tuo spirito e ti illumina con luce di pace e di vita.
25Resta ciò che sei e sii beata in Me. La mia Pace mette il suo balsamo su tutti i tuoi diversi modi di soffrire. Ti benedico e sono Gesù.»
16. Cristianesimo rinnegatore
del Cristo[108].
Monito al Portavoce.
Dice Gesù:
1«E la parola del Signore ti è rivolta in questi termini, anche se tu non la vuoi udire poiché ti fa tremare il cuore e di timore e di pietà, per i giorni che vi sono serbati e per i fratelli che nei giorni dell’ira terribile non avranno Me nel cuore per loro conforto, e vedranno solo l’orrore di Satana e udranno solo le bestemmie di Satana e conosceranno solo la disperazione di Satana.
2Ho messo questa lacuna per monito agli indiscreti, mostrando e dimostrando che Io sono il Signore e Maestro al quale non vanno poste limitazioni o tesi, il quale non conosce limitazioni, per mostrare che Io sono quello che parlo e non tu, creatura, e meco ti conduco dove voglio: dalle rivelazioni e le contemplazioni di eterni veri e di celestiali visioni, alle considerazioni di quest’ora satanica in cui è annullato ogni riflesso di Cielo e ai frutti che dessa ora vi porta.
La civiltà del Cristo.
3O mio popolo, ascolta.
Ti avevo eletto alla più alta sorte e a te avevo affidato le gemme della mia Redenzione e la mia Dottrina nella Chiesa, fiorente sul tuo suolo come palmizio e cedro da cui fluiscono miele e vino e in cui trovano riparo tutti i viventi che vogliano aver riparo nell’arca vera della salvezza eterna.
4Da te come da un sole erano partiti raggi di una civiltà perfetta perché era la Civiltà del Cristo, la quale non si ammanta di scoperte atte a rendere molle la vita e crudele la sorte, ma di leggi sante, volte ad elevare l’uomo, a sollevare le sue miserie, ad istruire la sua ignoranza, poiché sono leggi venute dalla Fonte divina della Santità, della Carità, della Sapienza.
5Ti avevo dato una missione simile alla mia di Luce nel mondo.
Apostasia del cristianesimo.
6Mi hai rinnegato. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora. Hai sopportato la croce e le chiese come arte e come mezzo per conseguire i tuoi scopi neopagani. Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango.
7Tutto il fango hai voluto conoscere e assaggiare e con gusto corrotto come quello di un immondo animale ora ti pare dolce al palato. E lussuria, prepotenza, ferocia, avidità, menzogna, corruzione, satanismo, sono i piatti di cui colmi la tua tavola. E castigo, castigo, castigo attiri su te, fabbrichi con le tue stesse mani e te lo infliggi, e invochi chi ti perde e non chiami chi ti perdonerebbe ancora.
8Ho usato ancora una e una misericordia su te e ti ho[109] avvertito di non volgere questa mia misericordia a tuo novello danno usandola con fine indegno. E una e una volta ancora avete del dono di Dio fatto un peccato usandolo con fine illecito.
9Proprio come dice il Profeta: “La verga ha fiorito, l’orgoglio ha germogliato” [110]. Io vi avevo dato virgulto d’olivo perché lo coltivaste e vi divenisse fronda di giustizia e pace, avvisandovi che il suolo doveva esser sgombrato dall’errore perché il santo mio pollone non s’inselvatichisse nel contatto impuro e non germinasse in rami e frutti di più grande colpevolezza. Ma non avete ascoltato il Signore che ‑ Padre e Maestro ‑ vi dava consiglio, e la fioritura è divenuta veleno, e l’orgoglio ha figliato delitto. E altro delitto seguirà, ed altri ancora.
Conseguenze apocalittiche.
10Per cui vi dico: non uno di voi sarà senza pianto. Piangerà chi possiede e chi è ignudo. Poiché chi possiede perderà e chi è ignudo più non troverà chi lo vesta. La fame, la spada, la pestilenza, vi stringeranno con le loro funi i corpi, e disperazione e terrore le anime cieche.
11Sì; come ciechi sarete, camminanti nelle tenebre piene di orridi e di macerie, sapendo che ogni passo che muovete può condurvi a tradimento e morte, camminerete come su suolo scosso da terremoto tremendo. E invero la Terra trema sotto i vostri passi perché, per quanto non sia che un pianeta, è più figlia del Creatore di voi, e vede il volto irato di Dio affissare questo suolo, simile a quando guardò i figli meritevoli del diluvio[111] e del fuoco[112], e si agita, nelle sue profondità, di timore per il suo castigo.
12I valori materiali e intellettuali sconvolti e dispogliati della loro giusta sostanza. Le cognizioni divenute inciampo e non aiuto; fin quella santa di Dio divenuta condanna perché conoscendolo lo rinnegate. Luce e Parola vi rimangono nella strozza senza poter scendere ad illuminare e nutrire lo spirito, poiché il laccio delle vostre perverse passioni vi impedisce di accoglierle.
13Vedendo crollare gli idoli di fango che avevate eretto al posto del Dio vero, conoscerete di avere adorato immondezza e non avrete più fede. Più fede in nulla. Non nel vero, non nel falso.
14E per punizione ai rinnegatori, ai senza fede, verranno loro addosso gli odiatori del Cristo Romano, gli empi della Terra, i sempre più prossimi a Satana, i demolitori della Croce, non tanto sulle cupole dei templi quanto nell’interno dei cuori che ancora portano in sé traccia del mio Segno.
L’Amministratore fedele[113].
15E tu, Pietro novello, vigila e vigila senza farti illusioni. Vero è che soffrire per il Cristo è dignità che più alta non si trova. Ma Io ti dico: “Vigila e prega”.
16In ore di grande tempesta occorre non solo avere gonfalone purpureo alto sull’albero della vela, ma che la mano di Pietro sia più che mai sana e sicura alla barra del timone. Il Disorientatore di tutto si serve per disorientare. E nelle ore di fortunale che da ogni lato si avventa per sommergere in un naufragio i valori santi, invisi ai pervertiti, basta che per un attimo la mano sia tolta, per irreparabile sventura, dalla ruota del timone, perché più forte le onde prendano di trasverso la mistica barca.
17Vigila su te perché tu possa sugli altri vigilare. Pietro, ora più che mai occorre che tu mi pasca questi miei agnelli e queste mie pecorelle. Non sei che tu che resti Pastore santo, e se tu cadi molti agnelli verranno condotti da pecore imprudenti fuori dai pascoli, e altri pastori di malvagie dottrine si insinueranno fin nell’interno del mio dominio per contaminarlo con le loro umane ‑ e dire umane è già misericordioso giudizio ‑ pressioni.
18No. Non è questo il momento di morire per il Cristo. Questo è il momento di vegliare, difendere, istruire, fare argine a ciò che vuole entrare a corrompere sempre più ampiamente e profondamente.
19E credimi, o Cristo in terra, credimi che la piaga già rode in profondo e ottenebra menti e cuori e, quel che è sventura delle sventure, spegne le lucerne che erano state messe in vetta ai monti perché illuminassero la via ai pellegrini cercanti il Cielo. Molte sono già spente, molte fumigano, molte languono, e altre si apprestano a languire. Se i fedeli sono gelidi, i pastori sono freddi, e la morte dello spirito viene per assideramento. Insensibile morte che addormenta in un sonno senza luce di risurrezione.
20Pensaci, o Cristo in terra, nato a tanta sorte. E senza stancarti insisti, predica, esorta, riprendi, evangelizza. Troppi sono i templi in cui il Vangelo ha perduto valore e troppi i cuori che odono del Vangelo un suono non vero che da esso li allontana.
21Sopperisci tu, come Pietro primo, alle deficienze dei ministri, e fa’ che le turbe risentano attraverso alle tue labbra la dottrina dolce, santa e salutare, del Cristo, e i non ancora uccisi si salvino e tornino a Me, e torni[114] la pace a questa terra in cui non vi è zolla che non conosca la rugiada dei martiri.»
17. Il Cristianesimo divenuto folle
e
indemoniato[115].
Epicureismo spirituale.
Parla il Padre Santissimo:
1«Vi pare dura la parola che dice la verità. Vorreste solo parole di misericordia. Potete dire di meritarla? Non è misericordia anche la Voce severa che vi parla di castigo incitandovi a pentirvi? E vi pentite forse?
2Questo desiderio di sentire solo promesse di bontà, questa smania di avere da Dio solo carezze è la deviazione della Religione. Avete reso epicureismo anche questa sublime cosa che è la Religione nel Dio vero. Da essa volete godimento. Non volete dare ad essa sforzo. Volete adagiarvi in una comoda transazione fra il comandato e quello che a voi piace. E pretendereste che Dio venisse a questo adattamento. Un tempo fu detto ” quietismo ” questo vizio spirituale. Ancora è detto dai dottori di spirito. Io sono più severo e lo chiamo epicureismo dello spirito.
3Dalla Religione, da Dio, dalla sua Parola vorreste avere solo quanto accarezza il senso. Perché così siete discesi che anche lo spirito avete reso sensuale. Perciò volete dargli sensazioni e brividi tutti umani. Sembrate quei folli di altre religioni che provocano con opportune cerimonie uno stato psichico anormale per godere le false estasi dei loro paradisi.
4La grande, la più grande misericordia di Dio non la capite più. E chiamate durezza, spavento, minaccia quello che è amore, consiglio, invito al ravvedimento per avere grazie. Volete parole di misericordia. Dite che volete queste per avere forza di risorgere? Non mentite. Vi piacerebbero perché sono dolci. Ma voi rimarreste amari come tossico al labbro di Dio.
5Le parole di misericordia, le visioni tutte amore che da un anno vi sono elargite, per ultima prova di elevazione delle vostre paganizzanti anime verso Dio, servono a che? A molti per diletto, ad alcuni per rovina, ad una minoranza di una esiguità spaventosa per santificazione. Continua il destino del Cristo: di essere segno di contraddizione per molti.
6Oggi Io parlo. Parlo per mostrare che è ancora infinita la mia misericordia se non vi seppellisce sotto una grandine di fuoco, o colpevoli più dei sodomiti[116].
7E’ detto: ” Tu castighi i traviati a poco per volta, li riprendi dei loro falli e li ammonisci affinché, messa da parte la malizia, credano in Te[117]“. Questi periodi tremendi non sono andati aumentando piano piano? Vi ho lasciati percuotere tutto in una volta così infernalmente? No. Sono decenni e decenni che la punizione aumenta in forma e in durata, dandovi dentro per dentro[118] un miracoloso aiuto che ve ne liberava e che voi usavate per preparare con il vostro stesso volere un flagello ancor più fiero.
8Mai siete tornati migliori. Malizia e miscredenza sono aumentate sempre, derisori di Dio. E ora? Ora, se non sapessi come vi ho creati, lo mi chiederei se avete un’anima. Perché le vostre opere sono da più di bruti. Vi spiace sentirvelo dire? Non agite in modo da meritarvi questa parola!
Malizia divenuta satanica.
9Nella Sapienza si legge, detto verso i Cananei: ” Gli antichi abitatori della tua terra santa Tu li avevi in orrore, perché detestabili davanti a Te erano le opere loro che facevano con malie ed empi sacrifici. Uccidevano senza pietà i loro figlioli, mangiavano le viscere degli uomini e bevevano il sangue in mezzo alla tua sacra terra. Quei genitori carnefici di anime indifese Tu li volesti distruggere[119]…”.
10Non vi riconoscete, o generazioni di uomini d’ora, in questi vostri antenati? Io vi riconosco. Aumentati in malizia siete. Essa è divenuta più satanica. Ma vi fa sempre di questa genia che è a Me detestabile. Il satanismo si è diffuso divenendo quasi la religione degli stati. Grandi ed umili, colti e ignoranti, e fino nelle case dei ministri di Dio, si vuole e si crede sapere attraverso a malie che hanno il sigillo sicuro: 15Quello di Satana.
11Non fate i sacrifici dei cananei? Ma di peggiori ne fate! Immolate non le carni ma le anime vostre e dei vostri simili, conculcando il diritto di Dio e la libertà dell’uomo. Perché siete giunti al punto di violentare con lo scherno o col comando le coscienze che sanno ancora rimanermi fedeli, e le detronizzate dal trono della loro fede che a Me le eleva corrompendole con dottrine maledette, oppure le uccidete credendo con questo di spogliarle della fede. No. Anzi di incorruttibile fede con questo le vestite. Ma voi siate maledetti per la corruzione che seminate onde levare a Dio i fedeli.
12E non vi riconoscete voi, generazioni di genitori che senza pietà uccidete moralmente i vostri figli comunicando ad essi, innocenti, le vostre incredulità, le vostre sensualità, tutto il corredo del razionalismo e della bestialità che vi satura e che ora, ora, ora, poi, questi figli, non più sorretti da nessuna colonna spirituale, voi finite di uccidere in quanto loro resta: nella carne, permettendo che come bestie di lussuria di essa carne facciano mercato, consenzienti e felici a questo mercato che vi permette di pascervi e di godere con il sacrificio dei figli?
13Non esagera, no, la Sapienza a dirvi carnefici di anime indifese! Avete più cura della bestia che allevate per venderla e della pianta che coltivate per averne frutto, di quanta ne avete dei vostri figli. Essi sono deboli e voi non li fortificate né dando loro la religione di Dio né, quanto meno, quella della onestà civica e dell’amore familiare.
“Siete degli idoli idolatri”.
14Padri, non siete più i tutori dei minorenni. Madri, siete idoli e non angeli per le vostre creature. Mancate allo scopo per cui Io vi ho messi. Abdicate ai vostri doveri e ai vostri diritti. Mi fate ribrezzo. Siete degli idoli idolatri. Idoli perché senza spirito. Idolatri perché adorate ciò che tutto è meno che spirito. Avete adorato l’uomo, avete permesso che si giungesse al culto del corpo. Si tornasse al culto del corpo come i pagani trovati da Cristo, o neo pagani, due volte colpevoli di paganesimo, per esserlo e per esserlo dopo avere avuto la vera religione.
15Anche nei lutti, anche nelle gioie, che fate? Idolatria. Venerate, adorate ciò che è peribile. Non avete pensiero allo spirito ed al Creatore dello stesso, e questo ” è un inganno per la vita umana in quanto gli uomini, assecondando l’affetto o i tiranni, dànno alla pietra o al legno o alla tela dipinta il Nome incomunicabile[120] “. Io sono, solo Io sono Dio.
16Vi pare che Io vi sferzi? E allora udite: ” Ne bastò avere sbagliato nella cognizione di Dio ma, vivendo nella grande guerra dell’ignoranza, a sì grandi mali dànno il nome di pace. Ora immolano i figli, ora fanno tenebrosi sacrifici, ora passano la notte in orge infami. Non conservano pure né la vita né le nozze. Ma l’uno uccide l’altro per invidia o lo contrista con adulteri. Tutto è sossopra: sangue, omicidi, furti, frodi, corruzioni, infedeltà, tumulti, spergiuri, vessazione dei buoni, dimenticanza di Dio, contaminazione delle anime, inversione dei sessi, incostanza nei matrimoni, adulteri, impudicizie, perché l’abominevole culto degli idoli è causa, principio e fine d’ogni male. Essi o folleggiano in gozzoviglie, o vaticinano il falso, o vivono nell’ingiustizia e senza esitazione spergiurano, perché fidando in idoli inanimati non temono alcun pregiudizio per i loro spergiuri[121] “.
17Ma è la Sapienza dettata un secolo avanti il Cristo, o è scritto dettato per i momenti attuali? E vorreste parole di misericordia ancora?
“Stolti o delinquenti? Folli o indemoniati?”.
18Non avete mai visto un popolo in fuga sotto una grandine grossissima? Fugge, fugge e viene colpito perché i grossi chicchi lo perseguitano da ogni dove. Se dovessi parlare per come meritate e parlare Io, Dio Padre, sareste simili a questi percossi da innumerabile grandine.
19Parla la Bontà e non capite. Parla la Giustizia e la trovate, ingiusta. Avete paura e non vi correggete. Stolti o delinquenti? Folli o indemoniati? Ognuno si esamini. Ed è per questo che il Figlio del Padre fu mandato a morire?
Cristiani indegni delle grazie di Dio.
20Veramente che se fosse possibile trovare errore in Dio si dovrebbe dire che tale Sacrificio fu un errore, perché è nullo per troppi il suo infinito valore. Un errore. Sì. Che testimonia della mia Natura. Perché se non fossi Amore, o uomini che colpevoli come siete trovate che Io non vi tratto con misericordia, non vi avrei dato la Redenzione. Sì, che in verità se avessi dovuto agire come voi fate, volendo il 100 per 100, e anche il 1.000 per 100 quando fate un poco di bene, Io non avrei mai dovuto farvi grazia. Perché le grazie, tutte, cominciando da quella del Sangue effuso per voi, vengono da voi trascurate, derise, volte a disgrazie.
Condanna del Cristianesimo contemporaneo.
21Oggi non parla Gesù, e non vede il piccolo Giovanni[122]. Oggi parlo Io. Per dirvi che ora come due anni fa il mio Pensiero è sempre quello[123]. Per dirvi che se taccio è perché so inutile il parlare, per dirvi che la parola è amore e il silenzio è amore, che la severità è amore. Solo voi, nell’amore sovrano che informa tutto quanto da Dio viene, siete disamore. Ed è questa la vostra condanna.»
22E non ci mancava che questo severo dettato a finire di schiacciarmi…
Esperienza carismatica.
La figlia della celeste Gerusalemme[124].
23Mi lamento con la Mamma dicendole: “Ma a questo modo io non posso più pensare a te. Scrivo, scrivo, scrivo… e poi sono come morta, incapace anche di dirti un’Ave. Tu lo vedi: Resto con la corona in mano. Proprio ora che volevo farti maggiore compagnia in questi venerdì di Quaresima e di Passione!”.
24Mi giunge nettissima la risposta: “Non importa. Tu canti l’Evangelo della sua Passione e piangi sui suoi dolori e lo accompagni in essi. E così asciughi le mie lacrime molto più che se mi facessi direttamente compagnia. Figlia della celeste Gerusalemme, piangi sui peccati del mondo e benedici il Signore che ti volle sterile, senza gioia umana, per avere la gloria di essere il ‘piccolo Giovanni’. Di’ con me: ‘Ecco l’ancella del Signore. Si faccia in me come Egli vuole’. Ti benedico e non ti trattengo. Ti aspetto sulla via del Calvario. Va’ “.
APOSTASIA DELLA CHIESA CATOLICA ROMANA
18. Prevaricazione della Chiesa romana[125].
L’amore di patria.
Dice Gesù:
1«Continuiamo il riferimento fra il passato e il presente, che nell’eterno essere di Dio è un sempre “presente”. E oggi ti farò guardare quello che è più vicino al tuo cuore.
2Io non nego l’amore di Patria. Io, l’eterno Figlio di Dio, divenuto Uomo, ho avuto una Patria e l’ho amata di una perfezione d’amore. La mia Patria terrena l’ho amata, avrei voluto saperla degna della protezione di Dio e, sapendola invece indegna, ho pianto su essa[126]. Capisco perciò il dolore di un cuore leale che vede la Patria non solo in pericolo, ma condannata a giorni di un dolore rispetto al quale la morte è un dono.
Terra del cattolicesimo.
3Ma dimmi, Maria. Potete voi dire che Io non ho amato questa terra che è la patria vostra e nella quale ho mandato il mio Pietro a erigervi la Pietra che non crollerà per soffiare di venti[127]; questa terra dove, in un momento di prudenza umana, Io sono venuto per confermare Pietro al martirio, perché c’era bisogno di quel sangue in Roma per fare di Roma il centro del Cattolicesimo?
Terra dei martiri.
4Potete voi dire che Io non ho amato questa terra nella quale i miei confessori sono caduti a manipoli come spighe di un grano eterno, falciate da un Eterno Mietitore, per farne nutrimento al vostro spirito?
Terra delle reliquie del Signore.
5Potete voi dire che Io non ho amato questa terra dove ho portato le reliquie della mia vita e della mia morte: la casa di Nazareth dove venni concepito in un abbraccio di luminoso ardore tra il Divino Spirito e la Vergine, e la Sindone dove il sudore della mia Morte ha impresso il segno del mio dolore, sofferto per l’umanità?
Terra dei più grandi santi.
6Potete voi dire che Io non ho amato questa terra dove sono fioriti i più grandi santi, quelli simili a Me per il dono delle ferite, quelli che non hanno avuto veli nel vedere la Essenza Nostra, quelli che, aiutati da Me, hanno creato opere che ripetono nei secoli il miracolo del pane e del pesce moltiplicati per i bisogni dell’uomo?[128]
Terra di geni e di gloria.
7Potete dire voi che Io non ho amato questa terra alla quale ho dato tanti geni, tante vittorie, tanta gloria, tanto bello di cielo, di terra, di mare, di fiori, di monti, di selve?
8Potete dire voi che Io non ho amato questa terra dandovi aiuto per divenire liberi e uniti? Nelle guerre contro nemici dieci volte più grandi di voi, in imprese folli, a giudizio umano, Io ero coi miei angeli fra le vostre schiere. Ero Io, ero Io che illuminavo i condottieri, che proteggevo i gregari, che sventavo i tradimenti, che vi davo Vittoria e Pace. Ero Io che vi davo la gioia della conquista, quando questa non era opera di prepotenza, ma poteva essere opera di civilizzazione, o di redenzione di terre vostre da un dominio straniero.
9Potete dire voi che Io non vi ho concesso la più necessaria Pace: quella della mia Chiesa che i vostri padri avevano offesa e che ha perdonato perché l’Italia fosse realmente una e grande?
10E non sono venuto a darvi acqua per le messi assetate, sole per i campi bagnati, salute nelle epidemie?
11E non vi ho dato la Voce che parla in mio Nome, che parla prima a voi che agli altri, perché anche nel mio Vicario, Pastore universale, è l’amore di Patria, e il mio Vicario da secoli è italiano? Dal cuore d’Italia si spande la Voce sul mondo e voi ne ricevete l’onda prima, anche la più lieve.
Prevaricazione della Chiesa italiana.
12E che è giovato tutto ciò?
13Avete prevaricato. Vi siete creduto lecito tutto perché avete stoltamente pensato di avere Dio al vostro servizio. Avete pensato che la mia Giustizia mettesse l’avallo alle vostre colpe, alle vostre prepotenze, alla vostra idolatria. Più Dio era buono e longanime, e più voi ve ne approfittavate. Avete respinto sistematicamente il Bene e avete abbracciato il Male facendo di esso un culto.
14E allora? Di che vi lamentate?
15Ma “abominio della desolazione”[129] non è forse appena fuori della sede di Pietro? Non spinge le sue onde fetide di vizio, concupiscenza, frode, idolatria del senso, delle ingiuste ricchezze, del potere predato e predatore, contro i gradini stessi della Cattedra di Pietro? E che volete di più?
16Ma leggete con attenzione le parole di Giovanni e non chiedete di sapere oltre.
17Dio non si schernisce e non si tenta, o figli. E voi l’avete tanto tentato e lo tentate continuamente. Nell’interno delle vostre anime, delle vostre menti, dei vostri corpi, nell’interno delle vostre case, nell’interno delle vostre istituzioni. 21Dappertutto lo tentate e lo schernite.
Mercimonio con Satana.
18I miei angeli si velano la faccia per non vedere il vostro mercimonio con Satana e i suoi precursori. Ma Io lo vedo e dico: Basta!
19Se Gerusalemme fu punita dei suoi delitti, non lo sarà la seconda Gerusalemme che dopo 20 secoli di cristianesimo alza, sugli altari bugiardi, nuovi dèi imposti da padroni ancor più segnati del segno della Bestia di quel che non siate voi d’Italia, e crede di ingannare Cristo con un bugiardo ossequio alla sua Croce e alla sua Chiesa, eseguito solo per raffinata ipocrisia che cela, sotto il sorriso e l’inchino, la spada del sicario?
20Sì. Compite pure l’ultimo delitto. Perseguitate Me nei miei Pontefici e nei miei fedeli veri. Ma fatelo apertamente e fatelo presto. 25Ugualmente presto Io provvederò[130].
21È dolore parlare così e parlare ai meno colpevoli. Ma non ho, negli altri, orecchie che mi odano. Cadono e cadranno maledicendomi. Almeno, almeno sotto la sferza del flagello, nell’agonia che stringe cuori e patria, sapessero convertirsi e chiedere pietà!
22Ma non lo faranno. E pietà non ci sarà. La pietà piena che vorrei darvi. Troppo pochi coloro che meritano, rispetto agli infiniti che demeritano ora per ora sempre più. Se i buoni fossero un decimo dei malvagi, ciò che è segnato potrebbe conoscere mutamento. Invece la giustizia segue il suo corso. Siete voi che la obbligate a seguirlo.
Giustizia individuale.
23Ma se non sarà più pietà collettiva, sarà giustizia individuale. Coloro che macerano sé stessi per amore di patria e dei fratelli, saranno giudicati con immenso amore. Gli altri con rigore. I maggiori colpevoli, poi, sarebbe meglio non fossero mai nati. Non una goccia di sangue estorta alle vene degli umili, non un gemito, non un lutto, non una disperazione estorta a un cuore, non un’anima rapita a Dio, rimarrà senza peso nel loro giudizio.
24Perdonerò agli umili che possono disperare per orrore di eventi. Ma non perdonerò a coloro che li hanno indotti alla disperazione in obbedienza ai voleri della Bestia.»
19. La Rivelazione a Maria Valtorta destinata a una genìa di ribelli[131].
Dono di Dio rifiutato dal clero farisaico
Sordità nella Chiesa alle parole di Dio.
1Penso… E soprattutto penso al danno irreparabile che avverrebbe in Giuseppe, appena nato alla Grazia, se vedesse una sordità nella Chiesa, lui che, peccatore e sacrilego, ha sentito Dio nelle parole venute dall’Oltre Terra. E di questo, e solo per questo temo una ingiusta condanna. Per lui mi accoro. Anche per il resto della famiglia, anche per Marta, anche per altri, che non avrebbero più fiducia nel giudizio e nella carità della Chiesa, ma specie per lui, che ho strappato a Satana con sacrifici che solo Dio sa, mi accoro. Signore, non permettete che ciò avvenga per quell’anima che vi è e mi è tanto cara!
Dono di Dio non accolto dal clero farisaico[132]..
2Ieri, scrivendo al Padre Migliorini, non mi sono ricordata di dire questo mio spasimo, della cui verità Dio è testimone…[133] Azaria, angelo mio, come ho detto al “buon compagno” Raffaele di lasciare me per aiutare il Padre, e al vittorioso Michele di debellare Lucifero nelle sue astuzie, che certo saranno tutte usate in questi giorni per nuocere e dare dolore, e al luminosissimo Gabriele di portare il decreto di Dio agli uomini preposti a decretare, così dico a te: “Va’, va’, parla ai tuoi uguali perché il loro ministero istruisca quelli che devono giudicare!”. E dico anche: “Una luce, Azaria, una sola, mentre Satana, invisibile, non presente ma agente da lontano, manda i suoi fetori per farmi temere!”.
Lo spirito della Buona Novella del Regno[134].
3E Azaria dice: “Apri il libro a caso e leggi. Là è il conforto”.
4Ubbidisco. Mi si apre al capo I° di Ezechiele, dal v. 10 in poi. Leggo e mi perdo nella visione beatifica. Il dolore scompare. Ma non c’è risposta per me perché io non sono Ezechiele! Un niente sono!
La rivelazione offerta a una genìa di ribelli[135].
5Azaria dice: “Ancora, ancora, finché dico basta”.
La nuova evangelizzazione[136].
6Leggo il II° capitolo e il III° fino al 14° versetto incluso. La risposta è venuta… Amara e dolce. Amara per il mondo, dolce, dolcissima per me, perché Egli mi conforta, il mio Signore…
Esperienze carismatiche.
“Le anime vittime non si perdono mai”[137]
7Il mio Gesù divinamente conforta la sua violetta. Ne ho la divina Presenza quasi di continuo. E stamane alla S. Comunione si è spostato ed è andato a fianco del Padre… E dopo, mentre ardentemente pregavo – e persino m’ero messa in ginocchio, come lo posso fare, ossia tutta storta, pendente, cadente sui calcagni e sui guanciali, sentendo dolori di morte per la posizione presa – a me che dicevo: “Lo vedi, Signore! Tu vedi! Il mio timore è che Giuseppe, Paola, Marta e altri si disgustino della Chiesa… E poi? Se cadessi in sconforto, in dubbio sulla veridicità della Voce? Potrei perdermi, perderti.”, Gesù ha risposto: “Le anime vittime non si perdono mai“. Vivo con questa perla nel cuore… E onde di pace, di gioia, escono dalla perla divina, mi avvolgono tutta, mi saturano…
8Più tardi la posta mi porta dal Carmelo una reliquia di S. Teresa d’Avila e la fotografia di Papa Pio X, il Papa che mi ha parlato e rincuorata a continuare per la mia via che “la piase al Signor“. Mi sono commossa per l’una e l’altra cosa. S. Teresa d’Avila mi può capire! E il santo Papa può tutelarmi laggiù a Roma… Ho messo la reliquia sotto il guanciale e il Papa sul mio comodino. Per protezione.
20. L’arma contro il serpente è Maria[138].
Visione della zona di campagna romana.
1Dopo essere stata tutto ieri con la visione della zona romana che dalla basilica di S. Paolo va verso la campagna che va verso sud rispetto a Roma, zona sulla quale vidi cader delle rose il 5 maggio u.s.[139], avendo alla mia sinistra la Via Appia, una delle poche località di Roma che ricordo bene per averla vista nella mia unica sosta di 3 giorni a Roma nel 1920 (ottobre) andando a visitare la tomba di S. Paolo[140], e a destra il Tevere che va verso il mare – e non so perché per tutto un giorno io debba aver avuto presente questa zona di campagna romana – come viene la notte viene anche Maria Ss. a bearmi… E fin qui nulla di così straordinario da farmi scrivere queste parole.
Il grido dell’arcangelo S. Michele.
2Ma dopo che mi ero saturata della gioia di veder Maria, ecco apparire l’arcangelo S. Michele, sempre così imponentemente direi quasi paurosamente bello, con la sua spada lampeggiante nella destra. E qui cessa la visione per me sola e diviene comunicazione universale.
3L’Arcangelo, indicando Maria Ss. tutta bella nella sua umiltà verginale – non si può descrivere la sua grazia di eterna Fanciulla… – grida: “Opponete l’arme che è ‘Maria’ al gran Serpente che avanza!“. Che voce potente! Scrolla l’atmosfera come il rumore di un fulmine armonico. Maria Ss. china la testa guardando con infinita pietà la Terra… E l’Arcangelo grida tre volte il potente grido. È molto severo e imperioso l’Arcangelo difensore… Dopo il terzo grido e una pausa che lo segue, si prostra davanti a Maria venerandola dicendo: “Tu sola difesa! Tu sola vittoriosa! Tu sola speranza di salute contro il satanico veleno. Madre di Colui che non ha uguali, io ti saluto, mia Regina“.
Il saluto dell’Arcangelo S. Gabriele.
4È ancora prostrato quando, portando seco una luce rispetto alla quale il fulgore di S. Michele è tenue, scende volando ratto dai Cieli sulla Terra l’Arcangelo S. Gabriele. Tiene fra le mani un turibolo d’oro fumante di incensi. Biondeggia e biancheggia nei capelli e nelle vesti del suo aspetto, spirituale anche se, per essere visibile alla mia umanità, lo appesantisce con aspetto umano. La sua figura sprigiona luce, la gioiosa luce del Paradiso. Cantando – perché la voce di S. Gabriele è un canto soavissimo, indescrivibile – vola intorno a Maria incensandola col suo incenso, dicendo: “Ave Maria! Regina degli Angeli, salute degli uomini, amore di Dio Uno e Trino! Dopo Dio, chi come te, Maria? Salve, Regina gloriosissima in Cielo, medicina a tutte le malattie che uccidono gli spiriti e spengono Fede, Speranza, Carità negli uomini. Ave, Maria!“.
Paura del Portavoce per la Chiesa di Roma.
5Che notte beata! Resto lungamente contemplando la Vergine gloriosa e i due splendenti e così diversi Arcangeli, sinché un placido sonno (dopo tante notti di spasimi acuti) mi prende e dura sino a mattina quando mi ridesto, e tutto mi ritorna fresco alla mente, e il cuore è colmo della gioia come quando vedevo.
6Però, alla mia interna gioia spirituale si mescola un pensiero angoscioso, le parole di S. Michele: “Opponete l’arme che è ‘Maria’ al gran Serpente che avanza”. Parole che si ricollegano a molte altre… E che mi fanno paura per la Chiesa di Roma e per noi, poveri e così deboli cristiani del 20° secolo.
Località dove il Portavoce vede svolgersi la visione.
7Per dare un riferimento il più possibile esatto sulla località nella quale, alta fra cielo e terra, vedevo svolgersi la visione della venerazione angelica alla B. V. Maria, dirò che la tomba di Cecilia Metella era alle mie spalle, ossia dietro me, alla sinistra (io volgevo le spalle a Roma), a nord-est del luogo, mentre alla mia destra vedevo andare, pigro verso il mare, il Tevere.
8Oggi è il terzo giorno che, dopo aver pregato la B. V. delle 3 Fontane, ho avuto la grazia fisica che imploravo.
21. Un peccato contro lo Spirito Santo[141].
Requisiti di ogni missione.
Dice ancora Gesù:
1«Bisogna che il granello muoia per diventare cibo di vita[142]. 2Quando non sarai più di questa terra, allora verranno a sfamarsi del pane della Parola che Io ti ho dato per i fratelli.
3L’uomo è tal essere che solo davanti all’olocausto si arrende. Io ho ottenuto dopo la morte. Tu non sei di più del tuo Gesù. Non temere. Ciò che ora pare cadere su pietra impenetrabile, germinerà quando tu sarai divenuta spiga nel mio Regno. Ma prima viene il lavoro della vita e il buio della morte.
4Ogni missione per riuscire ha bisogno di lacrime, sofferenza, derisione, sacrificio. Lascia che deridano. Poiché non vogliono vedere e udire, quelli che più ne hanno bisogno, accumulerò su loro tenebre e silenzio. Né potranno meco rammaricarsene, perché loro, e loro soli, hanno voluto questo con la loro pertinacia all’accidia dello spirito, alla superbia dello spirito, alla negazione del potere dello Spirito Santo[143].
Guai a chi nega lo Spirito Santo.
5Che ho detto per chi pecca contro lo Spirito Santo? E non sanno che nel Cristo è il Padre e lo Spirito? E non ricordano che ho detto che il Consolatore sarebbe venuto a portare la Luce?[144] Ma il Consolatore, lo Spirito di Vita, è Uno con la Parola del Padre e col Padre. Negando Me e la Parola che Io sono, si nega il Padre che permette alla Parola di effondersi ancora, si nega lo Spirito che muove la Parola.
6Non rinnegateci. Ma guai a voi se negate lo Spirito che scende con le sue luci a far di una creatura una luce e a purificare col suo Fuoco una carne perché possa trasmettervi le parole della Sapienza. Se lo strumento è vile, Noi che l’abitiamo lo facciamo divenire degno d’essere accettato, esso e ciò che esso vi dice di dovervi dare a nostro nome. Non sta a voi giudicare. Io prendo i poveri e i pargoli per farne i dignitari del Cristo Re.
7“Essi” sono già giudicati, Maria, per la loro pervicacia intrisa di umanità, di quella sola. Lascia che i “morti” si seppelliscano da sé stessi. 9Tu resta nella Vita e procedi. Quando sarai in Essa completamente, verrà la glorificazione e l’amore senza più ostacoli.»
22. Guai ai pertinaci nell’offendere
la carità[145].
“Satana ha chiesto di vagliarvi”.
Dice Gesù:
1“Scrivi. È la risposta mia a quella lettera audace e ingiusta, e anche a quella lettera nella quale è un’altra cosa che mi dà sommo sdegno e che a te, creatura, non dico.
2Ho detto un tempo: “Satana ha chiesto di vagliarvi”. Quel che fu detto, allora, e fu permesso, allora, ai discepoli di allora, anche ora fu detto e permesso, ora, per voi.
3Satana, che fu interdetto da Me di seviziare direttamente il piccolo Giovanni, da lui odiato senza misura, Satana che fu interdetto da Me di tormentare il piccolo Giovanni così come tormenta Dora della Pieve[146] – nella quale si agitano sette volte sette demoni, straziandola in modo così feroce che quello che tu hai visto, o Romualdo, era carezza di fanciullo rispetto alle sevizie infernali di ora – ha preso voi, alcuni di voi, troppi di voi, per torturare Maria, il mio piccolo Giovanni, e nel contempo vagliare voi. Ed Io e lui vi abbiamo vagliato. E voi avete distrutto il mio docile strumento per il quale ancor tanta Luce, ancor tanta Parola sarebbero passate per venire a voi.
Patrigni e tentatori del Portavoce.
4E tu, Romualdo, non Padre, non Direttore, ma patrigno e tentatore sei stato per il mio strumento, tanto che Io ad altro Padre, che sa essere veramente Padre e Direttore, l’ho affidata[147], perché se Io consolo direttamente, voglio però sempre che le consolazioni che ha Maria siano vagliate e riconosciute vere, divine, da un Sacerdote in cui abita lo Spirito Santo con tutta la pienezza dei suoi doni. E questo Sacerdote giudica, conosce, consiglia. Giudica Maria, conosce Maria, consiglia Maria. Ma anche giudica voi, giudica te più di tutti, o Romualdo. Conosce te, voi tutti. E testimonierà un giorno perché le cose siano note con vera sincerità e giustizia.
5Questo che Io, da un lembo remoto d’Italia, abbia preso un ignoto santo Sacerdote, ignoto a Maria, ignoto a voi, e che vi ignorava, e ignorava il portavoce, e ignorava l’Opera, e lo abbia condotto a Maria, dicendole: “Ecco tuo Padre” e dicendo a lui: “Ecco tua figlia”, non ti dice nulla, o Romualdo? Non ti contride il cuore nell’umile riconoscimento del tuo torto?
Distruttori dell’opera del Signore.
6Tu Padre per Maria? No. Lo eri. Poi, presto, molto presto, Satana ha circuito la tua paternità e l’ha alterata. Da spirituale la alterò in materiale: buono solo alle cose della Terra divenisti. Poi, stringendo Satana i suoi lacci intorno a te, hai cessato anche di esser paterno anche alla carne della creatura, e solo aspro, duro, mordente hai saputo divenire.
7Direttore tu? No. Io ho dovuto raddrizzare il timone e la vela di questa povera anima, perché la tua condotta era aquilone che la dirottava e faceva cozzare contro gli scogli di certe conoscenze, di certe delusioni che Io le volevo risparmiare per non dare scandalo a questo fanciullo che è il piccolo Giovanni, a questo fanciullo che aveva ferma fede che ogni Sacerdote fosse un altro Cristo.
8Un altro Cristo! In verità, se Io fossi stato così, non avrei attirato a Me neppure il mite Andrea e l’amoroso Giovanni! In verità Io, se fossi stato come tu sei, non avrei attirato a Me i fanciulli, non i peccatori, non i Gentili. E non ti è bruciante come una scottatura il dirti: “Io ho distrutto l’opera del mio Signore, che aveva ricondotto alla Chiesa, al Sacerdozio, i Belfanti?“. Almeno Pietro pianse sullo scandalo che aveva dato nella notte della mia cattura, sino ad averne scavate le guance. Ma tu!
Carnefici del Portavoce.
9Oh! che in verità tu hai portato le anime lontano da Me, quelle anime che mi ero conquistate con l’aiuto del piccolo Giovanni! Oh! che in verità tu hai portato il piccolo Giovanni a resistermi e a non riconoscere più la mia Voce, e temere che fosse Satana a dare l’ordine di darvi quello che per 15 mesi avevo quotidianamente imposto non vi venisse più dato. Quello che non per te ho concesso che venga dato, ma per dare pace al piccolo Giovanni che muore. E muore prima dell’ora perché voi lo avete consumato.
Incarnazione dei dottori superbi e i duri di cuore.
10In te si incarnano Baldad, Sofar, Elifaz[148]. Ma a Me non piacciono costoro. Preferisco il mio piccolo Giobbe. E perché lo amo dico a lui: “O mio servo Giobbe, o mio piccolo Giovanni, o mia Maria, prega per lui, per loro, e offri e soffri perché non sia imputata a lui, a loro, la loro condotta verso te, il loro parlare di Me e al prossimo senza quella rettitudine che è carità verso Dio e verso le anime“. Questo dico, Io, Signore eterno, che difendo gli umili, i piccoli, e calpesto nel mio furore i superbi e i duri di cuore. Questo dico… E prega il tuo Signore che per il sacrificio di Maria il tuo debito ti sia diminuito.
11Povera Maria che nessuno ha compreso e aiutato, e tu men di tutti, nessuno, se si eccettua il Padre lontano e colui che tu, nella tua cecità, reputi un reprobo: Giuseppe Belfanti. Nessuno. E per cosa alcuna. Non per aiuto nel suo lavoro, non per conforto nel suo calvario. Io ho almeno trovato il Cireneo. Ma lei! Ha trovato gli indifferenti e i percuotitori che percuotevano sulle sue grandi ferite. Ma le resta il mio amore. Ed è tutto.”
Incertezze del Portavoce.
12… Io resto molto male per questo dettato… E molto incerta se trasmetterlo… Lo chiedo a Gesù. Mi risponde:
13“Quando uno è pertinace nell’offendere la carità, la Carità gli dice quello che sino allora la sua Misericordia aveva risparmiato al colpevole. Ma ti lascio arbitra di trasmettere o non trasmettere a Romualdo. Esigo però che tu non distrugga mai queste parole e le sottoponga al giusto Isacco di questo tempo, Isacco per me e per te, così simile a quello del tempo mio, il quale non aveva l’aspra durezza di un Geremia furente, ma la dolcezza di un agnello degno di seguire l’Agnello divino e guidare all’Agnello divino.”
14Gesù chiama P. Berti: “Isacco“. Nel dettare o nel mostrare episodi evangelici sovente mi ha detto: “Il tale o la tale, o Padre A o Padre Z, sono come costui o costei”, e mi additava personaggi passati e descritti nell’opera… Cosa che me li ha fatti conoscere bene, completando la mia conoscenza per l’illustrazione visiva (non so se dico bene) della loro anima, della vera loro coscienza e spiritualità… e molto spesso non ne ho avuto piacere di conoscerli così bene. Preferivo illudermi…
15Chiedo anche al mio Maestro se devo dire a P. Berti la condotta di P. Pennoni. Mi risponde di sì. Lo farò. Il volto del mio Signore è cupo come poche volte, severissimo. Solo nel posarmi la mano sul capo per benedirmi il suo volto si rischiara di un sorriso di pietà per me.
APOSTASIA DEI GOBERNANTI E DELLA GERARCHIA CRISTIANA
23. Sale divenuto insipido[149].
Pregare giornalmente per i Sacerdoti.
Dice Gesù:
1«Prega, offri e soffri molto per i miei sacerdoti. Molto sale è divenuto insipido e le anime ne soffrono perdendo il sapore di Me e della mia Dottrina.
2È qualche tempo che ti dico questo, ma tu non vuoi sentire questo. E non vuoi scrivere questo. Te ne ritrai. Capisco il perché. 3Ma altri prima di te ne hanno parlato, per mia ispirazione, ed erano dei santi. È inutile volersi chiudere occhi e orecchi per non vedere e non udire. La verità grida anche col silenzio. Grida coi fatti che sono la più forte delle parole.
3Perché non ripeti più la preghiera di M. Maddalena de’ Pazzi? Un tempo la dicevi sempre. Perché non offri parte delle tue sofferenze quotidiane per tutto il Sacerdozio? Preghi e soffri per il mio Vicario. Va bene. Preghi e soffri per qualche consacrato o consacrata che ti si raccomandano o per i quali hai speciali doveri di riconoscenza. Va bene. Ma non basta. E per gli altri che fai? Hai messo una intenzione di sofferenza per il clero al mercoledì. Non basta. Occorre che tutti i giorni tu preghi per i miei sacerdoti e che tu offra parte delle tue sofferenze per questo. Non stancarti mai di pregare per loro che sono i maggiori responsabili della vita spirituale dei cattolici.
Molto sale divenuto insipido.
4Se un laico basta faccia per dieci per non scandalizzare, i miei sacerdoti devono fare per cento, per mille. Dovrebbero essere simili al loro Maestro in purezza, carità, distacco dalle cose del mondo, umiltà, generosità. Invece lo stesso rilassamento di vita cristiana che è nei laici, è nei miei sacerdoti e in genere in tutte le persone consacrate da voti speciali. Ma di queste ne parlerò poi[150].
5Ora parlo dei sacerdoti, di coloro che hanno l’onore sublime di perpetuare dall’altare il mio Sacrificio, di toccare Me, di ripetere il mio Vangelo.
6Dovrebbero essere fiamme. Invece sono fumo. Fanno stancamente quello che devono fare. Non si amano tra di loro e non amano voi come pastori che devono essere pronti a dare tutti se stessi, anche sino al sacrificio della vita, per le loro pecorelle. Vengono al mio altare con il cuore colmo di sollecitudini della terra. Mi consacrano con la mente altrove e neanche la mia Comunione accende nel loro spirito quella carità che deve essere viva in tutti ma che nei miei sacerdoti deve essere vivissima.
Esempio dei ministri del tempo delle catacombe
7Quando Io penso ai diaconi, ai preti della Chiesa catacombale, e li paragono a questi di ora, sento un’infinita pietà per voi, turbe che rimanete senza o con troppo scarso cibo della mia Parola.
8Quei diaconi, quei preti avevano contro tutta una società malevola, avevano contro il potere costituito. Quei diaconi, quei preti dovevano espletare il loro ministero tra mille difficoltà; il più incauto movimento li poteva far cadere in mano ai tiranni e condurre a morti di strazio. Eppure, quanta fedeltà, quanto amore, quanta castità, quanto eroismo in loro! Hanno cementato col loro sangue e il loro amore la Chiesa nascente e di ogni loro cuore hanno fatto un altare.
9Ora splendono nella celeste Gerusalemme come altrettanti eterni altari sui quali Io, l’Agnello, mi riposo beandomi di loro, i miei intrepidi confessori, i puri che hanno saputo lavare le sozzure del paganesimo che li aveva saturati di sé per anni e anni prima della loro conversione alla Fede, e che spruzzava il suo fango su loro anche dopo la loro conversione, come un oceano di melma contro scogli incrollabili.
10Nel mio Sangue si erano detersi ed erano venuti a Me con bianche stole su cui era per ornamento il loro sangue generoso e la loro carità veemente. Non avevano vesti esterne, né segni materiali della loro milizia sacerdotale. Ma erano Sacerdoti nell’animo.
Troppo pochi i veri Sacerdoti.
11Ora c’è l’esterno della veste, ma il loro cuore non è più mio.
12Ho pietà di voi, greggi senza pastori. Per questo trattengo ancora i miei fulmini: perché ho pietà. So che molto di quello che siete proviene perché non siete sorretti.
13Troppo pochi i veri sacerdoti che spezzano sé stessi per prodigarsi ai loro figli! Mai come adesso è necessario pregare il Padrone della messe, perché mandi veri operai alla sua messe che cade sciupata perché non è sufficiente il numero dei veri instancabili operai, sui quali il mio occhio sì posa con benedizioni ed amore infiniti e grati.
14Avessi potuto dire a tutti i miei Sacerdoti: “Venite, servi buoni e fedeli, entrate nel gaudio del vostro Signore!”.
15Prega per il clero secolare e per quello conventuale.
I giusti che salveranno il mondo.
16Quel giorno che nel mondo non vi fossero più sacerdoti realmente sacerdotali, il mondo finirebbe in un orrore che parola non può descrivere. Sarebbe giunto il momento dell’“abominio della desolazione”[151]. Ma giunto con una violenza così spaventosa, da essere un inferno portato sulla terra.
17Prega e di’ di pregare perché tutto il sale non divenga insipido in tutti meno che in Uno, nell’ultimo Martire che ci sarà per l’ultima Messa, perché sino all’estremo giorno la mia Chiesa militante sarà e il Sacrificio verrà compiuto.
18Quanti più veri sacerdoti saranno nel mondo quando i tempi saranno compiuti, e meno lungo e crudele sarà il tempo dell’Anticristo e le ultime convulsioni della razza umana. Perché “i giusti” di cui parlo quando predico la fine del mondo, sono i veri sacerdoti, i veri consacrati nei conventi sparsi sulla terra, le anime vittime, ignota schiera di martiri che solo il mio occhio conosce mentre il mondo non li vede, e coloro che agiscono con vera purezza di fede. Ma questi ultimi sono, anche a loro stessa insaputa, consacrati a vittime.»
APOSTASIA DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE
24. Defezione delle autorità civili e religiose[152].
Ingiustizia dei potenti[153].
Dice Gesù:
1«Troppi han voluto mangiare col sangue. E il sangue fa loro nodo nella strozza. Sangue estorto per prepotenza, per orgoglio, per libidine di potere. Troppo sangue è stato sparso ed è sparso sulla terra da chi ha perduto anche la più piccola concezione del Bene e del Male ed è un ludibrio in mano di Satana, che lo sventola come la sua insegna per abbacinare e traviare i deboli.
2Troppo “illecito” è stato fatto divenire “lecito” solo perché commesso da potenti. Ma pensate, o potenti di un’ora, che l’unico Potente ha già in mano la folgore per incenerirvi, prima, nelle mani i frutti che avete rubato, e poi, se ancora non vi pentite, per incenerire voi.
3Il possesso vero della terra non sarà dato ai violenti, agli omicidi, ai corruttori, ai traditori, ai viziosi. Esso sarà di coloro che vivranno secondo la mia Legge. Voi potrete loro levare questo giorno terreno prima che il tramonto venga; ma nel Giorno tremendo e sfolgorante della mia Venuta essi giudicheranno, con Me, voi, voi che ora vi credete lecito ogni illecito verdetto.
4Guai a voi, allora, quando dietro al Cristo Giudice, la cui Maestà tremenda scuoterà i mondi con un tremito ben più forte di quello che aprì i sepolcri e squarciò il velo del Tempio nell’ora della morte mia[154], guai a voi quando dietro di Me vedrete tutti coloro che avete ucciso e torturato e i cui dolori Io avrò presenti nel giudicarvi per l’eternità.
5Cadono per colpa vostra città, regni, popoli. Avete voluto arci regnare, e con un assolutismo feroce. Vi faccio la solitudine intorno. Rimarrete come colonna superstite di un palazzo crollato. Ma ricordate che a chi vive fra le rovine può accadere d’esser rovinato e che chi fa le rovine è di certo destinato a rovina. E ancora potrete dirvi contenti se nel cadere vi ricorderete che Io sono il Signore del mondo.
Le lodi dell’umana ipocrisia[155].
6Tu, anima mia, non tremare e non insuperbire. Dannosi ugualmente sono il timore e l’orgoglio. Ti lascino indifferente lodi e scherni. Vivi unicamente nel pensiero di servire la causa del tuo Dio. Gli schemi subiti per la causa di Dio sono già aureola.
7Le lodi! Oh! le lodi degli uomini! Sono la cosa più vana che ci sia e più facile a svanire nel nulla. Più di bolla d’aria che salga da un fondo melmoso, gas di fango putrido, per erompere alla superficie delle acque sulle quali segna un cerchio subito dissolto, tale è la lode degli uomini. Nasce sempre da sentimento umano, trascina con sé i suoi miasmi, rompe lo specchio della pace intima e poi di essa nulla più resta.
8Beati quelli che, come acqua che vuole restare pura, continuano ad operare in Dio e vanno veloci, lasciando indietro anche il ricordo della inutile lode suscitata passando a contatto della umanità che è solo tale.
Non ti seducano mai le lodi umane. Pensa sempre che per metà sono fatte da ipocrisia e per l’altra metà da leggerezza. Come oggi ti adulano, domani ti denigrano. Pensa che anche i più buoni, di quella bontà però tutta umana, ti ascoltano per diletto delle parole, non per il succo delle parole. Piacciono i concetti perché armonici e artistici, non meditano il nerbo che li sorregge: ” Tu sei per essi come un cantico cantato da voce dolce e soave, essi ascoltano le tue parole ma non le mettono in pratica[156]“.
Generazione cieca e sorda[157].
9Lasciali fare. Peggio per loro. Rifiutano un altro dono della mia paziente Misericordia e, rifiutandolo, accumulano su sé stessi i carboni della Giustizia mia, perché ebbero chi nuovamente portò la Parola e la Parola una volta ancora hanno sprezzato. Una volta ancora si può applicare a questa generazione la profezia di Isaia: “Udrete e non intenderete, guarderete e non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile; sono divenuti duri d’orecchi e hanno chiuso i loro occhi affinché non vedano e non ascoltino e non intendano col loro cuore e non si convertano ed Io non li guarisca[158]“.
Generazione di Giuda, ti venga ciò che vuoi. [159].
10Generazione adultera e malvagia, che credi con tanta facilità a chi ti uccide nello spirito e rigetti il Cristo e i suoi profeti che ti vogliono dare la Vita, quante volte, generazione dei già segnati dal segno di Cristo che è un controsenso su voi disposati al Nemico e alla carne, quante volte non ho cercato di salvarti ottenendo in cambio le pietre per i miei profeti e la crocifissione per il tuo Maestro! Generazione stolta e traditrice, generazione di Giuda che mi vendi e baratti per un appetito immondo e rinneghi la Luce per inabissarti nelle tenebre, ben ti venga ciò che vuoi. Morte avrai perché Vita non volesti, e non avrai altri segni a svegliare la tua sonnolenza di crapulona che i segni tremendi dell’ira mia.
11” Ma quando avverrà, quello che è stato predetto, ed ecco che viene, allora saprai che in mezzo a te v’è stato un profeta, un servo, una ‘voce’ mia “.
Defezione dell’autorità religiosa[160].
12Figlia, scrivi: “Guai ai pastori i quali pascono se stessi”. Pastori d’anime e pastori di uomini. Miei sacerdoti e capi di nazioni.
13La responsabilità tremenda di essere amministratori di vite e di Vite non può essere esplicata in santità e giustizia altro che se restate nella mia Santità e nella mia Giustizia. Non ve ne sono altre. Fuori di Dio e della sua Legge non v’è onestà continua di opere. Potrete reggere per qualche tempo, ma poi decadete e siete la rovina vostra e altrui.
14Svisate la vostra missione; vi pascete in luogo di pascere. Non vi esaurite nel compito santo e soave di irrobustire e guarire le anime, voi, primi pastori, e nel compito giusto e benedetto di tutelare i vostri sudditi, voi, secondi pastori. Avete perseguitato o trascurato. Avete condannato o ucciso. O tremendo giudizio che vi aspetta!
15Lo ripeto[161]: le disperazioni dei soggetti ricadono su coloro che le suscitano. Ogni smarrimento, ogni bestemmia, su chi le fa sgorgare. Ogni agonia d’anime, su quei sacerdoti che non sanno che esser rigoristi e senza carità.
Compromesso religioso-politico[162].
16Guai, guai, guai a voi potenti. Ma sette volte guai a voi sacerdoti. Ché, se i primi portano la morte più ai corpi che alle anime, voi siete responsabili della morte delle anime, cominciando da quelle dei potenti che non sapete contenere, o, quanto meno, non cercate di contenere con un fermo “Non licet”, ma che lasciate operino il loro male per un bugiardo ossequio che è tradimento a Cristo.
17Io ve l’ho detto: ” Il buon pastore dà la vita per quella delle sue pecore “. Voi badate a conservarvi la vostra; e le pecore, grandi e piccine, si sono disperse, preda ai feroci, e sono morte per essersi cibate di pascoli malsani.
Bisogna saper mettere il ferro al piede della grande pianta che nuoce. E non soppesare il pericolo che essa o le sue propaggini vi si rivoltino contro col ferro a togliervi la vita, ma agire per preservare la più alta Vita. Voi questo lo fate sempre meno e la rovina devasta la terra e la rovina devasta gli spiriti.
Cenacoli d’ascolto delle rivelazioni valtortiane[163].
18Ora Io vi dico: Ecco: Io stesso diverrò il loro Pastore. Io verrò per radunare le mie pecore. Le radunerò nei miei pascoli fuor dalla caligine delle dottrine stolte e perniciose che danno le febbri mortali dello spirito. Le separerò, anzi da se stesse si separeranno dai capretti e dagli arieti, perché udranno la Voce che li ama. La udranno non più come ora, attraverso ai miei servi, ma sgorgante come fiume di Vita dalla bocca del Verbo, tornato a prendere possesso del suo Regno.
Il Pastore giusto[164].
19Raccoglierò con pietà le mie pecore, anche quelle che la vostra incuria ha rovinato. Ma via, via dal mio gregge i lupi in veste d’agnello, via i pastori infingardi, via gli avidi di ricchezze e di piacere. Chi mi segue deve amare ciò che è netto e onesto. Chi mi segue deve avere carità per il fratello e non impinguarsi lasciando ad altri miseria d’erba calpestata e sporca e acqua intorbidata da mente umane. E questo va anche a coloro che nelle congregazioni di laici non tendono che alle cariche solleticanti la boria. Giù la superbia, se volete essere i miei agnelli, e giù la durezza di cuore. Sono le corna puntute con cui ferite e respingete i mansueti e opprimete i deboli.
Il Regno messianico[165].
20Quando avrò mondato il gregge da ciò che è falso e impuro, nel mio periodo di Re della Pace, istruirò i rimasti per l’ultima istruzione. Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi conoscono. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila creature chiamate alla conoscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il sole della Terra. Si nutriranno del germe vivo della mia Parola e non saranno più languenti della fame spirituale. Mi adoreranno in spirito e verità.
Ultima rivolta di Satana[166].
21Quando l’ultima rivolta di Satana a Dio avverrà, non mancheranno gli ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città eterna deve essere depurato per tre filtri per poter divenire turibolo davanti al trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. Ma i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono con essi e che essi sono il mio popolo eterno.
L’amato gregge del Signore[167].
22Ma fin da ora, o miei diletti, o anima che mi ami e che amo, sappiate che, anche prima che Io venga, a radunare il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del Cielo, voi siete i miei amati agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio Regno perché voi siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che fra voi prende le sue delizie e che vi chiama alla sua dimora per vivere con voi nella Pace serbata ai fedeli di Cristo.»
25. Governanti venduti a Satana[168].
Trinomio chiamato forza[169].
Dice Gesù:
1«Leggiamo insieme la Sapienza. Ha inizio con la esortazione, tante volte da Me dettata, a tutti i potenti della terra perché siano potenti più in giustizia che in forza.
2La forza non è un attributo di santità. Non mette l’uomo ad un livello superumano. Una sola è la forza che vi eleva: quella dello spirito. Ma quella è l’antitesi della forza che voi amate e ammirate come fosse una grande cosa.
3Voi amate la “violenza”, la “prepotenza”, la “ferocia”, e questo trinomio lo chiamate “forza” e la venerate con temenza come la belva alla catena teme l’imperio del domatore. Ma badate che quella forza è comune ai bruti. Forza unicamente di carne e sangue, vi fa commettere azioni di carne e sangue. E perciò ben raramente è giustizia.
Dorate e incoronate statue di fango[170].
4L’ho detto[171] e lo ripeto: “Voi, potenti, siete tali finché Io lo permetto e non oltre”. Cosa è dunque questo agitare la frusta sopra coloro che non hanno una autorità specifica? Spogliati di quella veste che vi è venuta per eredità, se siete dei re, o per fortuna e astuzia, se siete dei dignitari, dei ministri, dei capi di provincia, dei capi‑paese, dei direttori di un istituto, di una fabbrica, di un ufficio, di un convento, cosa siete voi di diverso dagli altri? Nulla.
5Molte volte i vostri inferiori sono più meritevoli di voi di quel posto. Meritevoli umanamente e soprattutto spiritualmente. Pensatelo sempre che se anche per paura essi tacciono, vi giudicano e vi giudica Iddio, che meglio di tutti vede le vostre azioni e il vostro essere delle dorate e incoronate statue di fango, e fango nero del più corrotto stagno. I bugiardi e obbligati ossequi con cui volete essere incensati, fanno ribrezzo a Dio, il quale perdona a quelli, fra le folle, che ve li fanno perché forzati a farlo, e maledice voi e gli altri: idolatri di voi al punto da credervi dèi e di darvi quel culto di onore e rispetto che a Me non dànno.
Governanti orgogliosi chiamati “grandi”[172].
6Uno solo è Dio. Colui che ha fatto la terra su cui voi imperate nel vostro breve giorno e col vostro stolto o crudele orgoglio. Se volete esser veramente dei ” grandi “, dei ” forti “, attingete questa grandezza e questa fortezza dal Grande e Potente: da Dio, seguendo la sua Parola, restando in Lui come figli. Non siete da più dell’ultimo fra i nati di donna, rispetto a Dio che è il Padre Creatore di tutti e che può tenere sul cuore come perla preziosa il povero che voi sprezzate, a Lui diletto per la sua santità, mentre guarda con rimprovero voi che lo sfidate dall’alto del vostro seggio precario.
7Quanto bisogno di luce avete voi che governate la Terra. La luce viene da Dio. Egli solo è il Padre e generatore della Luce. Rimanete dunque sotto al suo raggio santo, seguite la Luce, non ripudiatela per le Tenebre.
Governanti menzogneri[173].
8Cercate il Signore per vostro consigliere. Egli non è uno di quegli stolti, bugiardi, interessati consiglieri, che vi stanno intorno, adulandovi e eccitando i vostri istinti peggiori o per spirito servile o per interessato piano di trarvi in errore, per creare la vostra caduta e sostituirsi a voi sul seggio da cui siete caduti.
9Ma non pensate di cercarlo, questo Signore santo e onniveggente, con menzogna di intenti. Maledetti coloro che sempre mi nominano, e con Me la Provvidenza mia, per illudere le folle fingendosi agnelli mentre sono, lupi. Quel Nome grande e potente, che tuona e splende come sole benedetto sui buoni e come folgore sui malvagi di questa terra e della dimora di Satana, diviene sulle loro labbra blasfeme carbone che scende ad ardere il cuore.
Governanti infedeli.
10Io sono dove un figlio mi chiama. Ma non convalido del mio aiuto le opere dei malvagi. Pensate, o uomini, che i loro trionfi effimeri, che vi fanno credere che Io sia con loro e dubitare della Giustizia mia, non sono venuti da Me. E’ il loro duce e padre: è Satana, che glieli concede come a suoi figli e militi devoti, per creare ad essi un sempre più grande tormento dopo la morte.
11Io sono dove è un fedele che crede in Me. Ma costoro non sono fedeli. Se lo fossero, osserverebbero la mia Parola e la Volontà di Chi mi ha mandato. Invece essi calpestano la prima, disubbidiscono alla seconda e offendono lo Spirito Santo uccidendo il loro spirito con l’odio contrario all’amore, con la lussuria profanatrice, con la superbia corruttrice di anime. Sono barche senza timone prese da vento e da corrente malvagia. Vanno sempre più lontano dalla mèta che è Dio e finiscono a perire nel pozzo d’abisso.
12Quando un cuore è pieno di pensieri di carne o di pensieri d’inferno, quintessenza dei pensieri di carne, come può entrarvi Iddio con le sue luci? Quando un cuore, già di Dio, se ne separa male operando, come può continuare il mio Spirito ad essergli maestro?
Governanti venduti a Satana.
13Sono il Misericorde. Compatisco e perdono. Tanto perdono. Perdono quello che vi vedo fare per debolezza umana, non quello fatto con freddo calcolo umano. E non sarò mai tanto severo giudice come con chi, col suo pensiero venduto a Satana, compie più delitti di un bandito, induce altri a compierne, e soprattutto compie il delitto dei delitti: quello di indurre gli animi a dubitare di Dio.
14Oggi questo delitto di omicidio e di deicidio è privativa di non pochi. Uccidono corpi ed anime e uccidono l’idea di Dio nelle anime rendendole cieche come orbite vuote.
15Troppo tardi le folle distinguono. Ma Io vedo nel momento che pensate ed agite, e voi tutti, empi della carne e dello spirito, sarete giudicati con severissimo giudizio.»
26. Le alleanze con gli empi (concordati)[174].
Come tessere di un mosaico.
Dice Gesù:
1«Il Libro bisogna saperlo leggere non con gli occhi ma con lo spirito. Allora la Scienza soprannaturale che lo ha ispirato si illumina di luce di Verità. Ma per ottenere questo occorre avere uno spirito unito al mio Spirito. Allora è lo Spirito mio che vi conduce.
2Ora guarda: nelle pagine di Isaia prendiamo, come tessere di un mosaico, le parole dei capitoli letti insieme[175] e alligniamole[176] con vista soprannaturale. Ti risulteranno più chiare. Comincia da quelle che ti ho indicate per i colpevoli.
Le alleanze di Israele (tessere nere).
3“Anche ad avere compassione dell’empio, egli non imparerà giustizia; farà cose inique nella terra dei santi e non vedrà la gloria del Signore[177].
4Per questo ascoltate la parola del Signore, o schernitori, capi del mio popolo che è in Gerusalemme. 4Voi avete detto: ‘Abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo stretto un patto con l’inferno: quando passeranno i flagelli non verranno sopra di noi, perché abbiamo posto le nostre speranze sulla menzogna e dalla menzogna siamo protetti’[178].
5‘Sarà distrutta la vostra alleanza con la morte, non esisterà più il vostro patto con l’inferno; quando passerà tempestoso il flagello vi travolgerà seco. E soltanto gli strapazzi vi faranno capire la lezione’[179].
6Or dunque non schernite, che non sian più strette le vostre catene[180].
7Guai a voi che vi rintanate nel vostro cuore per celarne al Signore i disegni! Fanno nelle tenebre le opere loro e dicono: ‘Chi ci vede? Chi ci riconosce?’ Perverso è questo vostro pensiero[181].
8Guai a voi, figli disertori che formate dei disegni, ma senza di Me, e ordite una tela che non è secondo il mio spirito e accumulate peccato a peccato[182].
9Per questo ecco quanto dice il Santo d’Israele: ‘Siccome voi avete disprezzato questa parola, avete sperato nella calunnia e nel tumulto e vi fondaste su queste cose, questa iniquità sarà per voi come breccia rovinosa impercettibile in alto muro, che all’improvviso, quando nessuno ci pensa, fa venire il crollo e va in frantumi’[183].
10Guai a coloro che scendono in Egitto a cercare aiuti, e sperano nei cavalli, ed han fiducia nei cocchi, ché son molti, e nei cavalieri che son oltremodo vigorosi, e non han posto la loro fiducia nel Santo. Non han cercato il Signore.
11L’Egitto è uomo e non Dio, i suoi cavalli son carne e non spirito, il Signore stenderà la sua mano e chi porge aiuto rovinerà, chi è aiutato cadrà e saranno annientati tutti insieme[184].
12Guai a te, saccheggiatore! Non sarai anche tu saccheggiato? Guai a te, schernitore! Non sarai anche tu schernito? Quando avrai finito di saccheggiare, sarai saccheggiato; quando, stanco, finirai di schernire, sarai schernito”.
Il cuore dell’Anticristo la sua morte e condanna.
13Prima di parlare dei soggetti e delle promesse di Dio, commentiamo questo brano[185].
14Si usi pure clemenza all’empio: Il cuore dell’uomo, che il profeta chiama empio, è un impasto di superbia, di prepotenza, di ribellione. La triplice lussuria è in esso, trono su cui siede il Maligno per empire di pensieri demoniaci quel cuore che ha ripudiato Dio e la sua Giustizia.
15Non imparerà la giustizia: Non può, da questo cuore, uscire che iniquità, poiché suo Re è lo Spirito del Male, il quale concede effimeri trionfi scontati poi con imperiture rovine.
16Farà cose inique nella terra dei santi: Passa, l’empio che regna sotto il segno della Bestia, come un torrente di dolore e di corruzione nella terra dei santi ‑ e Roma è terra di santi ‑ trascinando al male altri empi minori e tormentando i figli del Signore.
17Non vedrà la gloria del Signore: È giusto che il Signore veli la sua gloria davanti all’empio, in questa e nell’altra dimora. Due volte l’empio vedrà la mia gloria, e vorrà non vederla poiché essa sarà per lui terribile: alla sua morte e nell’ultimo giorno. Allora Io gli chiederò: “Che hai fatto tu del popolo mio? Che dei miei doni?” E sarà domanda che lo scaglierà, come saetta da arco, nel fondo da cui non si esce.
Le alleanze con la menzogna non salvano[186].
18O schernitori, capi del mio popolo che è in Gerusalemme: La mia seconda Gerusalemme terrena è Roma. Terra prediletta in cui ho voluto la mia Chiesa e che, per essere centro del mondo, dovrebbe essere trattata come una fulgida reliquia da chi ne è capo.
19Abbiamo fatto alleanza con la morte… e con l’inferno: E invece, come si sono comportati i nuovi schernitori di Dio? Alleandosi al delitto che dà morte, sposando l’anima con Satana e credendo, con tale sacrilego meretricio, di salvarsi dai flagelli ai quali sottoponevano gli altri.
20‘Le nostre speranze sulla menzogna e dalla menzogna siamo protetti’: No. La menzogna non salva. Ve lo dice il Padre di Verità. Il signore della menzogna in essa vi ci invesca e al momento buono ve la rivolta contro per farvi perire. Io sono che salvo e nessuno fuori di Me.
Sarà distrutta l’alleanza con le nazioni [187].
21Sarà distrutta l’alleanza con la morte, il patto con l’inferno: Sarete spogli della vostra fallace armatura proprio nell’ora in cui[188] la mia punizione vi colpirà, poiché Satana così agisce.
22Quando passerà il flagello vi travolgerà seco: Ne può altrimenti agire perché esso può darvi frutti perituri. Io solo do protezione che non conosce fine e quando appaio, per salvare o per dannare, Satana fugge lasciandovi soli, o figli stolti del peccato.
23Soltanto gli strapazzi vi faranno capire la lezione: Capirete chi è Dio e chi è Lucifero solo fra le strette della tortura. Terribile lezione!
24Non schernite, che non sian più strette le vostre catene: E più peccate e più la stretta sarà feroce poiché vi è un confine anche alla mia Bontà illimitata, ma intelligente. Ricordatevelo.
Le strutture fondate sulla colpa crolleranno[189]
25Fanno nelle tenebre le opere loro e dicono: ‘Chi ci vede? Nulla è occulto al Signore di quanto l’uomo ordisce nell’ombra, anche in quella segreta del cuore. E se i poveri vostri fratelli non vedono che l’esterno e possono essere ingannati dalla vostra ipocrisia, Io vedo tutto e agisco come le vostre azioni meritano,
26Questa colpa diventerà per voi come una breccia che minaccia di crollare, che sporge su un alto muro, il cui crollo avviene in un attimo, improvviso, v.14 e si infrange come un vaso di creta, frantumato senza misericordia: e come muro minato da piccola breccia, il vostro edificio, fondato sulla colpa, crollerà quando nessuno ‑ né voi che vi tenete sicuri dell’alleanza col Padre della Menzogna, né il popolo che vi teme credendovi invincibili ‑ se lo pensa.
Dio non protegge il mal fare delle autorità.
27Guai, guai, guai a voi che inducete il popolo mio a credere che Io proteggo il vostro mal fare. Guai a voi che inducete i miei figli alla sfiducia nella mia Giustizia! Risponderete anche di questo poiché lo scandalo ricade su chi lo crea. E quale scandalo più grande di indurre i piccoli a credere che Dio protegge ingiustamente i grandi che peccano?
28Quante anime mi avete strappato, o operatori di iniquità! Ma esse saranno ancora figlie della mia Misericordia. Non così voi ai quali tutto avevo dato per attirarvi a Me e fare di voi strumenti di Bene e che vi siete dimenticati ogni cosa e mi avete posposto a Satana.
Le alleanze con i precursori dell’Anticristo.
29Guai a voi che formate alleanze dalle quali non può venire che male al mio popolo: male per la carne e male per lo spirito, e lo sapete che è male e lo fate ugualmente, male usando del potere, purché trionfi la vostra persona sulla terra. E che è la vostra persona? Un pugno d’argilla che conserva una forma sinché la Misericordia la tiene umida di superna rugiada e, una volta seccata, si sfarina come creta setacciata e si disperde.
30Le vostre alleanze, vera unione dei precursori dell’Anticristo, non hanno base e non hanno forza di vittoria. Come voi stessi si sbricioleranno e rimarrà di esse solo un ricordo di orrore nelle carni, nelle case, nelle anime dei miei poveri figli.
31Quando Dio tuona, che sono i cavalli numerosi e i cavalieri vigorosi? Pula che il vento sperde in tutte le direzioni. Sono Io che do forza agli eserciti. Ma occorre che gli eserciti siano mossi per ragione giusta e non per ferocia e superbia.
32Ogni colpa sarà punita e punito sarà da Dio ogni scherno, poiché Dio, dice il Signore, non sarà mai schernito e non è lecito opprimere i minori.
33Però, osserva una cosa, Maria. Anche da parte dei minori ci vuole rispetto alla Legge, acciò abbiate con voi, sempre, il vostro Dio.»
27. L’autorità atea calpesta
il popolo di Dio[190].
Dio strapperà alle autorità il suo popolo. (Tessere violacee)
Dice Gesù:
1«Guardiamo oggi quanto si riflette ai minori. Io dico, per bocca di Isaia, facendo parlare o parlando agli umili:
2“Senza di Te, Signore, Iddio nostro, dei padroni ci hanno fatti schiavi, fa’ che soltanto per Te abbiamo a ricordarci il tuo Nome. Chi muore torna a vivere; i giganti non risorgono: per questo Tu li visitasti, li sterminasti e facesti sparire ogni loro memoria[191].
3Va’, popolo mio, entra nelle tue camere, chiudi dietro di te le tue porte, nasconditi un lieve istante, finché non sia passato lo sdegno. Ecco, il Signore uscirà dalla sua dimora e visiterà l’iniquità di chi è contro di Lui sulla terra[192].
4In quel giorno il Signore visiterà colla sua spada dura, grande e forte, il Leviatan, l’agile serpente, il Leviatan, serpente tortuoso[193].
5Con parole barbare, con lingua straniera, parlerà il Signore a questo popolo a cui ho detto: ‘Qui è il mio riposo, ristorate lo stanco, questo è il mio refrigerio’. Ma essi non hanno voluto darmi ascolto[194].
6E il Signore ha detto: ‘Perché questo popolo mi si avvicina con la bocca e mi onora coi labbri, ma il suo cuore è lungi da Me, e mi rendono culto con precetti e insegnamenti d’uomini. Per questo Io di nuovo ecciterò l’ammirazione di questo popolo con prodigio grande, stupendo; perirà la sapienza dei savi’[195].
7Perché l’oppressore è sparito, lo schernitore è annientato e sono sterminati quelli che tramavano il male. Che facevano peccare gli uomini colle parole, che tendevano inganni a chi li riprendeva e senza ragione si allontanavano dal giusto. Per questo il Signore dice: ‘Non sarà confuso Giacobbe, non ora arrossirà il suo volto, ma quando vedrà i suoi figli, opera delle sue mani, nel suo seno glorificherà il mio Nome. E quelli che erravano con lo spirito apprenderanno la scienza e i mormoratori impareranno la legge’[196].
8In quel giorno ognuno getterà via i suoi idoli d’oro e d’argento che vi fecero le vostre mani per peccare e Assur cadrà per una spada che non è d’uomo, e la spada che non è d’uomo lo divorerà e fuggirà non davanti alla spada e la sua gioventù pagherà il tributo” [197].
Il mondo non vuole la teocrazia.
9La causa prima del male: essere rimasti senza Dio. Non avete voluto avere Dio per Padrone, e padrone benigno, e così avete avuto dei padroni che hanno avvilito la vostra libertà d’uomini alla mortificazione degli schiavi. Come schiavi vi hanno prestato, venduto, ritolto, come schiavi mandati alla morte, ridendo e ingrassando sul vostro dolore.
10Il mondo muore per non avere più Dio per Padrone; voi, in particolare, morite per non aver voluto Dio per paterno Padrone. Volesse Iddio che ora vi volgeste a Lui!
11Nel suo Nome è la salvezza. La vita è Vita nel suo Nome e la morte e risurrezione. Colui che vive nel Signore non muore in eterno. Sono i giganti, ossia coloro che alzano la loro potenza di carne e sangue, superba contro il Cielo, coloro che attirano il fulmine divino e crollano per non più risorgere. Hanno avuto tutto sulla terra, poiché per essi viveva solo la legge della carne e del sangue. Quindi è per loro finito il regno eterno e luminoso dello spirito. Finito da questa terra, dove, di loro stessa mano, l’hanno ucciso, e finito là dove non c’è limite di tempo, dove non entrano anime morte.
Il male sarà vinto dal Bene.
12Quando l’ora dello sdegno scocca nel Cielo e scende a colpire la Giustizia, abbiate a norma Carità e Prudenza. Ritiratevi, in luogo di schiamazzare come pollastrelle che vedono il nibbio, ritiratevi in luogo di mormorare, ché solo a Dio spetta il giudicare, e pregate il Signore. Carità e Prudenza per ottenere che il Male sia vinto dal Bene e la Pace trionfi negli Stati, nelle istituzioni, nei cuori.
13Dio, per punire, non abbisogna dei vostri consigli. Sa quando e come deve usare la spada per uccidere il risorgente eterno, il Mostro che vi seduce, contrapposto al Risorgente divino che vi ha salvato e vi salva col suo Sangue, e al quale troppo spesso grandi e piccoli del mondo non sanno dare ascolto, sordi alle mie accorate preghiere di dare asilo allo stanco d’Amore, al vostro Gesù che soffre di un amore perfetto sempre respinto.
14Oh! se veniste a Me col vostro cuore, figli così teneramente amati dal vostro Dio, Padre e Fratello! Tutto strappereste al mio Amore se veniste a Me col vostro amore! Tutto, perché è per Me sommo dolore non potervi coprire di doni in questa e nell’altra vita. Financo il culto che mi date ha perso molto del segno mio ed ha assunto forme umane più consone al vostro modo di agire pesante di pesantezza umana.
Lo spirito che si converte vedrà Dio.
15Tornate alla Sorgente, figli, alla Sorgente da cui rampolla Vita. Volgere di secoli non la caricano di vecchiezza, poiché il Tempo è un attimo di fronte alla mia Eternità. Lavate nella Sorgente la vostra anima, immergetevi il vostro spirito, perché vedano. Vedano Dio e i prodigi che compio per eccitare la vostra ammirazione di modo che la mente vostra si spogli della scienza dei savi, fallace scienza, e impari la Scienza da Me che sono la Sapienza di Dio.
16Eppure lo vedete, o figli cari, cosa sa fare per voi il vostro Dio. Ho veduto l’afflizione del mio popolo eletto, quella che conoscete perché già su voi, e quella che avreste conosciuto, già pronta nell’ombra, e ho provveduto.
Fedeltà al Vicario di Cristo.
17Ma guai anche a voi se la lezione non servisse. Come potrei sempre accorrere, provvedere, perdonare? Come se anche voi vi faceste oppressori? Come se voi pure diveniste schernitori?[198] Come se anche voi vi allontanaste dal Giusto che vi consigliasse per vostro bene e tramaste contro di esso i vostri inganni? Egli è portatore della mia Parola, egli e i suoi ministri. E nella mia Parola è la vera Scienza e la vera Legge che dànno il Bene.
18Fate che di gioia si colori il Volto del vostro Gesù e dei suoi discepoli veri. E si coloreranno così quel Volto e quei volti quando vi vedranno trionfare su tutte le idolatrie del senso, del denaro, dell’orgoglio, che vi hanno sempre tormentato.
19Chi siano gli “Assur” lo capisci da te. Ma a tutti dico: fate di non meritare come essi la spada che non è d’uomo. No. Siate buoni. Il vostro Dio non vuol mostrarvi la spada che punisce, ma vuole aprirvi le braccia che non sanno che amare e benedire e dirvi: “Venite, o figli, a riposare nella Pace del Padre vostro”.»
28. Razza di orbi guidati da ciechi[199].
Chi ama ha in sé Dio Trino.
Dice Gesù:
1«Lascia cadere tutto e trattieni solo Dio, la Luce, la Grazia, l’Amore di Dio. Nulla di ciò che è della terra ti turbi. Sei figlia di Dio. Ti ho dato di vedere questa sublime condizione per rivestirti di forza e serenità. Le cure dell’Altissimo, come due braccia amorose, sono protese su te. Verrà il momento in cui si uniranno per portarti oltre queste terrestri brutture, portarti nella Luce che ora con amore ti guarda.
2Pensalo sempre: “Su me c’è il Padre di Gesù che è anche il Padre mio. L’Amore che ha unito il Padre al Figlio mi unisce al Padre, ed è l’amore del Figlio che mi ha dato l’amore del Padre. In me ho dunque Dio Uno e Trino poiché ho il loro amore”. Ti sentirai alzare come da aquila in volo da questo pensiero e penetrerai nel Fuoco che ti vuole accendere tutta per farti degna di Esso.
Tutto è stato dato per la salvezza.
3Ed ora avanti, mia piccola voce. Il tempo è breve e molta è la Parola. E ancora maggiore è l’ignoranza della Parola. Diamo a questi disgraziati tutto quanto si può, acciò non ci facciano accusa della loro rovina. Il mondo perirà ugualmente perché vuole perire. Ma la Giustizia e i giusti del Signore potranno dire: “Tutto vi è stato dato per salvarvi, anche più di quanto era dovere, poiché l’amore è un prodigo mai sazio di donare”.
I delitti e l’incredulità nascondono il Volto di Dio[200].
4Non ti accasci la convinzione che è inutile la fatica che compi perché le parole sante cadono su anime tetragone e chiuse come forzieri di acciaio. Per quel Volto tre volte santo che la Bontà t’ha mostrato[201] e che per te è un riso d’amore, per quel Volto che gli uomini hanno forzato a ritirarsi sotto il montare di una valanga di delitti che dopo avere devastata la Terra si avventano contro i Cieli, continua ad essere mano che serve la Parola.
Lasciate gli indovini, seguite il Vangelo[202].
5Hanno nascosto il Volto di Dio. Lo negano. Non credono in Lui. Vi hanno sostituito ciò che è loro rovina. Sono in balìa delle forze occulte ribelli al segno di Dio e quelle servono, quelle credono, quelle ubbidiscono. Voci e voci escono da fonti bugiarde e non ve ne è una che dica il vero o un riflesso di vero. Sono risa di demoni che irridono l’uomo e che si mutano in parole di menzogna per portarlo sempre più fuori via, quelle che ascoltano.
6Vogliono conoscere il futuro per regolarsi. Il futuro è qui: nella mia Parola. Per evitare questo presente che è peggio di un incubo e di una condanna bisognava studiare questa Parola, saperla leggere e regolarsi sui suoi insegnamenti morali, storici e soprannaturali. Per rendere meno atroce il futuro ancora occorrerebbe studiare questa Parola che insegna il Bene e la Verità.
7Ripeto[203]: lasciate i morti là dove sono. Se sono beati non possono dirvi che ciò che già la Parola vi dice, perché i santi del Signore parlano la stessa lingua del Signore. Se sono dannati non possono che dirvi le parole del loro padre, maestro e re di menzogna. E potete credere che il Menzognero abbia un atomo di pietà e vi conceda una luce che sia luce di salvezza? Ma no, che anzi, perseguendo il suo scopo, vi crea miraggi entro i quali è il baratro d’abisso.
Non vi sarà tregua finché i cuori non si volgeranno a Dio[204].
8E nell’abisso state precipitando non avendo più a vostra guida la luce del mattino: Dio vostro Padre santo. Orbi guidati da ciechi, i vostri spiriti traviati vagano di errore in errore, di rovina in rovina. Cozzate e vi date dolori sempre nuovi l’un coll’altro e provocate nuove ferite e nuove sciagure, vi odiate per il male che vi fate e prendete a piene mani quest’odio che vi lievita in cuore e lo lanciate contro Dio rendendolo responsabile del male vostro. E l’odio, non potendo raggiungere il Cielo, ricade su voi in fuoco e fiamme, in fame, in morti, in desolazioni, in disperazioni, in oscurità. Né vi sarà tregua sinché conoscerete a vostre spese che la violenza non serve, che il sangue imbarazza e non nutre, che l’odio non crea, ma distrugge. Né vi sarà tregua finché i vostri cuori non si volgeranno a Dio.
9Io sono Colui che vi può dare pace, e non coll’uso delle vostre armi omicide ma della mia arma santa: la Croce, ma spezzando col mio amore le vostre armi omicide.
Ultimi eventi apocalittici[205].
10Non precipitate il Giudizio di Dio col vostro passare la misura nel peccare. Non fate che troppo breve sia la sosta fra il tempo dell’Anticristo e il tempo di Cristo, perché, se è vero che gli ultimi giorni saranno abbreviati per amore degli eletti, è anche vero che vi è necessario avere una sosta di pace per ritemprarvi alla ultima satanica lotta.
11Io farò ribaltare la pietra sull’antro di Lucifero dopo la sconfitta della Bestia e dei suoi servi; ma voi, col vostro acclamare il Male, non date forza al Demonio di scuotere quel serrame. Non fate, dei vostri spiriti devoti alla carne e a Satana, leve per aprire la prigione infernale e farne uscire il Maledetto per l’ultima preda prima che i cuori degli uomini si siano ribattezzati nella Parola del Signore.»
29. I Luciferi minori[206].
Precursori del Male fatto carne[207].
1Dice Gesù:
1«Il credente si identifica col suo dio e il figlio col suo genitore. Non è errato dunque dire dei precursori di Satana ciò che dice Isaia nel suo 14° cap. e nei versetti 12‑15.
2Non hanno forse voluto emulare il loro padrone e padre nel tentativo di proclamarsi dèi e nell’opprimere le folle coloro che Io chiamo i precursori del Male? Non hanno parlato di Dio con una condiscendenza vergognosa, quasi i super dèi fossero loro? Non si sono arrogati il diritto di comandare a ciò che è più sacro, a ciò che anche Dio rispetta nell’uomo? Non solo si sono permessi di dare o di levare il permesso di vivere, ma financo quello di pensare.
Conculcatori della libertà e del pensiero[208].
3IL pensiero che Io ho dato all’uomo e che è libero ‑ poiché tutto ciò che Dio vi ha dato è libero da imposizioni di sorta e più libero sarebbe stato, ché neppure la carne avrebbe messo inciampo a quella libertà, se la carne fosse per prima rimasta libera da schiavitù, di colpa ‑ il pensiero è conculcato da questi super dei di fango e di orrore. Non esigono essi ubbidienza a sante leggi di amore quali Io ve ne faccio amoroso comando senza obbligarvi a seguirlo. Loro impongono obblighi crudeli che vi asserviscono peggio di buoi dal collo oppresso dal giogo e dalle nari offese dall’anello costrittore. Li impongono a tutto il vostro essere, e non una delle tre forme di voi ‑ la fisica, la morale, la spirituale ‑ sono esenti da questa schiavitù.
Conculcatori dello spirito[209].
4Sì, anche la spirituale. Le piovre del Male imperante penetrano e si stendono anche verso il vostro spirito e a loro piacimento vogliono o non vogliono che esso spirito si volga a Dio o alla sua Legge. Esplode il loro livore di figli di Satana nelle persecuzioni feroci. Ma anche quando, buttando la maschera umana che cela la loro testa di serpi infernali, non giungono alle grandi persecuzioni, sono le sottili astuzie, gli sgretolamenti dell’edificio della Fede, le forme di vita volte a sostituire paganesimo a religione, quelle con cui avviluppano per strozzarlo il vostro spirito.
Ladri del libero arbitrio[210].
5E non sempre voi possedete la forza di rimanere fedeli, poiché avete spiriti non nutriti di amore e di Vangelo. Vi piegate alle schiavitù umane, voi che riputate esser indegno dell’uomo ubbidire ai comandamenti di Dio. E perdete, per un uomo o per più uomini, il dono più bello di Dio: “il libero arbitrio”. Siete marionette mosse da uno o più uomini. Potevate essere, in questa vita e oltre, esseri liberi del regno di Dio Padre vostro.
Scostatevi dalle leggi della Bestia[211].
6Scostatevi, staccatevi, finché lo potete, dalle leggi della Bestia, allontanatevi da essa. Già il suo destino è segnato. Quando la scure di Dio reciderà le parti dell’orrida Bestia che torturano[212] la Terra e che costituiscono i precursori dell’Unità di Male che sconvolgerà la Terra, fate d’esser molto lontani da esse che precipitano nel forno d’abisso come membra putride di questa manifestazione di orrore.
A Babilonia succederà Gerusalemme santa[213].
7A Babilonia, che ora sorge e che avrà il suo apogeo di impero, succederà un giorno Gerusalemme santa. Fate che in quel giorno e nel Giorno senza tramonto su voi non sia il marchio dei potenti di Babilonia, dei Luciferi minori, della filiazione, delle escrescenze di Satana, ma il segno santo, inconfondibile, glorioso, del Figlio di Dio.»
RESPONSABILITA DEI CRISTIANI IN OGNI TEMPO
30. Il significato di essere cristiano[214].
Cammino di perfezione.
Adattarsi al Vangelo.
Dice Gesù:
1«Nel leggere il Vangelo distrattamente come fate, troppe verità vi sfuggono. Prendete i grandi insegnamenti. Male anche questi e adattandoli al vostro modo di vedere attuale.
2Intanto sappiate che non è il Vangelo che deve adattarsi a voi, ma voi al Vangelo. Esso è quello che è. Il suo insegnamento è quello nel primo suo secolo di vita e sarà tale nell’ultimo, anche se l’ultimo secolo avesse a venire fra miliardi di anni. Voi non saprete più vivere secondo il Vangelo – lo sapete fare già molto poco – ma non per questo il Vangelo diverrà diverso. Esso vi dirà sempre le stesse verità vitali.
3Il vostro voler adattare il Vangelo alla vostra maniera di vivere è una confessione della vostra miseria spirituale. Se aveste fede nelle verità eterne e in Me che le ho bandite, vi sforzereste di vivere in modo integrale il Vangelo, così come lo facevano i primi cristiani. E non dite: “Ma la vita di ora è tale che non possiamo seguire alla perfezione questi insegnamenti. Li ammiriamo, ma siamo troppo diversi da essi per seguirli”.
4I pagani dei primi secoli erano anche essi molto, troppo diversi dal Vangelo, eppure hanno saputo seguirlo. Lussuriosi, avidi, crapuloni, crudeli, scettici, viziosi, hanno saputo strappare da sé stessi tutte queste piovre, mettersi a nudo l’anima, farla sanguinare per strapparla dai tentacoli della vita pagana e venire a Me così feriti nel pensiero, negli affetti, nelle abitudini, dicendomi: “Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi”.[215] Ed Io li ho guariti. Ho rimarginato le loro eroiche ferite.
“Rigenerarsi”.
5Poiché è eroismo saper strappare da sé ciò che è un male per amore di una legge accettata totalmente. È eroismo mutilarsi di tutto ciò che è inciampo a seguirmi. È l’eroismo che Io ho indicato: “in verità Io dico che per seguirmi occorre lasciare casa, campi, ricchezze e affetti. Ma a chi sa tutto lasciare per venire a Me, per amor del mio Nome, sarà dato il centuplo nell’altra vita. In verità Io dico che chi si è rigenerato nel seguirmi possederà il Regno e verrà con Me a giudicare gli uomini l’ultimo giorno”.[216]
6Oh! miei veri fedeli! Con Me, con Me sarete, turba festante e fulgida nell’ora del trionfo mio, del trionfo vostro poiché tutto quanto è mio è vostro, è dei miei figli, è dei miei amati amanti, dei miei benedetti, della gioia mia.
7Ma occorre “rigenerarsi”, o uomini, per esser miei. Rigenerarsi. Lo dice anche Giovanni, così come lo dice Matteo, riportando le mie parole: quest’ultimo parlando del giovane ricco, e il prediletto parlando di Nicodemo.[217] Occorre rinascere. Occorre rigenerarsi. Farsi un’anima nuova, o nuovi gentili del ventesimo secolo. Rifarsela spogliandosi dei compromessi e delle idee del mondo, per abbracciare la mia Idea e viverla. Viverla veramente. Integralmente.
Essere come il Cristo ha detto di essere[218].
8Così hanno fatto i gentili dei primi secoli, e sono divenuti i gloriosi santi del Cielo. E hanno portato civiltà alla Terra. Così dovete fare voi, se è vero che mi amate, se è vero che tendete all’altra Vita, se è vero che lavorate per la civiltà della Terra. La Terra, ora! Più incivile di una tribù sepolta nelle foreste vergini! E perché? Perché ha respinto Me. Non è dirsi cristiani che vuol dire esserlo. Non è aver ricevuto un battesimo pro forma che lo costituisce. Cristiani vuol dire essere come il Cristo ha detto di essere. Come il Vangelo ve lo ripete.
L’artista e la sua opera.
9Ma voi il Vangelo lo leggete poco, lo leggete male, lo sfrondate di quanto vi dà noia nei grandi insegnamenti. Ed i più delicati, poi, non li notate neppure.
10Ma dite un poco. Quando un artista si appresta a fare un’opera, si limita alle operazioni di sbozzatura se scultore, di schizzo se pittore, di innalzamento di muri se architetto? No. Dopo il grosso lavoro scende ai particolari. Sono questi molto più lunghi a compiersi che non lo sia il grosso lavoro. Ma sono quelli che creano il capolavoro.
11Con che amore lavora di scalpello e mazzuolo sul marmo, che ad un profano pare già vivo, lo scultore per dare perfezione a quell’opera! Pare un orafo, tanto è minuto e attento il suo lavoro. Ma vedete come quel viso di pietra acquista vita sotto la carezza – ormai è una carezza tanto è attenta e lieve – dello strumento. L’occhio par si orni di sguardo, le narici sembra si gonfino di respiro, la bocca diviene morbida come curva di tepide labbra, i capelli, oh! non son più duri nella pietra, ma ariosi e soffici come il vento li scorresse e una mano amorosa li scompigliasse.
12Guardate quel pittore. La tela è già compita. È bella, pare bella, perfetta. Ma egli non posa. Ecco, qui ci vuole un’ombra nera-azzurra e là un tocco di carminio. Su questo fiore che splende nella mano di questa vergine ci vuole una scintilla di sole per farlo risaltare nel suo perlaceo candore. Su questa guancia ci vuole una stilla di pianto per dar vita alla gioia estatica che sopravvive fra i tormenti. Questo campo fiorito, dove queste greggi passano e brucano, va irrorato di rugiada per dar risalto alle sete dei fiori. Il pittore non posa sinché l’opera è tanto perfetta da farsi dire: “È vera!”. E così l’architetto e così il musicista, e così tutti i veri artisti che vogliono dare al mondo dei capolavori.
“Perfezionarsi”.
13E così dovete fare voi col capolavoro della vostra vita spirituale.
14Ma che credete? Che Io, che ero così alieno dai discorsi, abbia aggiunto parole per il gusto di dire delle parole? No. Io ho detto il puro necessario per portarvi alla perfezione. E se nel grande insegnamento evangelico vi è di che dare salvezza alla vostra anima, nei tocchi più minuti vi è di che darvi la perfezione.
15I primi sono i comandi. Disubbidire a quelli vuol dire morire alla Vita. I secondi sono i consigli. Ubbidire a questi vuol dire avere sempre più sollecita santità e accostarsi sempre più alla Perfezione del Padre.
Consigli per vincere l’iniquità attuale.
Amare come Gesù comanda.
16Ora nel Vangelo di Matteo è detto: “Per il moltiplicarsi dell’iniquità si raffredderà la carità in molti”.[219] Ecco, o figli, una grande verità che è poco meditata.
17Di che soffrite ora? Della mancanza di amore. Cosa sono le guerre, in fondo? Odio. Cosa è l’odio? L’antitesi dell’amore. Le ragioni politiche? Lo spazio vitale? Una frontiera ingiusta? Un affronto politico? Scuse, scuse.
18Non vi amate. Non vi sentite fratelli. Non vi ricordate che siete tutti venuti da un sangue, che nascete tutti a un modo, che morite tutti ad un modo, che avete tutti fame, sete, freddo, sonno ad un modo e bisogno di pane, di vesti, di casa, di fuoco ad un modo. Non vi ricordate che Io ho detto: “Amatevi. Dal come vi amerete si capirà se siete miei discepoli. Amate il prossimo vostro come voi stessi”.[220]
La dottrina che fa salire al Cielo.
19Le credete parole di fola queste verità. La credete dottrina di un pazzo questa dottrina mia. La sostituite con molte povere dottrine umane. Povere o malvagie a seconda del loro creatore. Ma anche le più perfette fra esse, se sono diverse dalla mia sono imperfette. Come la mitica statua,[221] avranno molta parte di esse di metallo pregiato. Ma la base sarà di fango e provocherà infine il crollo di tutta la dottrina. E nel crollo la rovina di coloro che ad esse si erano appoggiati. La mia non crolla. Chi si appoggia ad essa non si rovina, ma sale a sempre maggior sicurezza: sale al Cielo, all’alleanza con Dio sulla terra, al possesso di Dio oltre la terra.
20Ma la carità non può esistere dove vive l’iniquità. Perché la carità è Dio e Dio non convive col Male. Perciò chi ama il Male odia Dio. Odiando Dio aumenta le sue iniquità e sempre più si separa da Dio-Carità. Ecco un cerchio dal quale non si esce e che si stringe per torturarvi.
Iniquità attuale.
21Potenti od umili, avete aumentato le vostre colpe. Trascurato il Vangelo, deriso i Comandamenti, dimenticato Iddio – poiché non può dire di ricordarlo chi vive secondo la carne, chi vive secondo la superbia della mente, chi vive secondo i consigli di Satana – avete calpestato la famiglia, avete rubato, bestemmiato, ammazzato, testimoniato il falso, mentito, fornicato, vi siete fatti dell’illecito lecito. Qui rubando un posto, una moglie, una sostanza; là, più in alto, rubando un potere o una libertà nazionale, aumentando il vostro ladrocinio con la colpa di menzogna per giustificare ai popoli il vostro operato che li manda a morte. I poveri popoli che non chiedono che di vivere tranquilli! E che voi aizzate con velenose menzogne scagliandoli l’uno contro l’altro per garantirvi un benessere che non vi è lecito conseguire al prezzo del sangue, delle lacrime, del sacrificio di intere nazioni.
L’arma che fa cadere l’iniquità
22Ma i singoli, quanta colpa hanno nella grande colpa dei grandi! È la catasta delle piccole colpe singole quella che crea la base alla Colpa. Se ognuno vivesse santamente senza avidità di carne, di denaro, di potere, come potrebbe crearsi la Colpa? i delinquenti ci sarebbero ancora. Ma sarebbero resi innocui perché nessuno li servirebbe. Come pazzi ben isolati, essi continuerebbero a farneticare dietro ai loro sogni osceni di sopraffazioni. Ma i sogni non diverrebbero mai realtà. Per quanto Satana li aiutasse, il suo aiuto sarebbe reso nullo dalla unità contraria di tutta l’umanità fatta santa dal vivere secondo Dio. E l’umanità avrebbe inoltre Dio con sé. Dio benigno verso i suoi figli ubbidienti e buoni. La carità sarebbe dunque nei cuori. Viva e santificante. E l’iniquità cadrebbe.
23Vedete, o figli, la necessità di amare per non esser iniqui, e la necessità di non esser iniqui per possedere l’amore? Sforzatevi ad amare. Se amaste… Un pochino solo! Se cominciaste ad amare. Basterebbe l’inizio e poi tutto progredirebbe da sé.
Il seme di carità.
24La messe non può cogliersi se la spiga non matura. La spiga non può maturare se non si forma. E non si può formare se il cespo non s’è formato. Ma se il contadino non gettasse il piccolo seme nella zolla, potrebbe uscire dal solco il cespo verde che come una coppa viva sorregge la gloria delle spighe? Così piccolo il seme! Eppure rompe le glebe, penetra la terra, la succhia come avida bocca e poi setole al sole la sua benedetta pompa di futuro pane e canta col suo colore di speranza o col suo oro frusciante al vento e splendente al sole la benedizione a Colui che dà il Pane e il pane all’uomo. Se non vi fosse più il seme, così piccino che ce ne vogliono molti per empire il gozzo di un passerotto, non avreste neppure l’Ostia sull’altare. Morireste di fame fisica e di inedia spirituale.
25Mettete in ogni cuore un seme, un piccolo seme di carità. Lasciatevene penetrare. Fate che cresca in voi. Mutate la vostra avidità nuda in ubertoso fiorire di opere sante nate tutte dalla carità. La terra, ora tutta triboli e spine, muterebbe il suo volto e la sua asprezza, che vi tortura, in una placida e buona dimora, anticipo del Cielo beato. Amarsi l’un l’altro è già essere in Cielo. Perché il Cielo altro non è che amore.
26Leggete, leggete il Vangelo, e leggetelo anche nelle frasi più minute. Vivetelo in queste sue tinte di perfezione. Cominciate dall’amore. Sembra il più difficile precetto e consiglio. Ma è la chiave di tutto. Di tutto il Bene. Di tutta la Gioia. Di tutta la Pace.»
31. La colpa dei Cristiani
nell’ora attuale[222].
Il grido che non piace al Signore.
Dice ancora:
1«Non mi piacciono quelli che gridano: “A morte!” dopo avere gridato: “Osanna!”.
2Se coloro ai quali è lanciato il grido di condanna vi avessero dato quella preda e quel benessere, ingiustamente carpito, che Io non ho potuto permettere vi dessero per non portare voi e loro ad una perfezione di orgoglio, voi li acclamereste. Non pensereste che altri al posto vostro soffrirebbero e che sono, come voi, figli miei.
Incoerenza, disonestà e viltà.
3Lasciate a Me il giudicare, il punire, il premiare. Cercate solo, per voi stessi, di meritare il mio premio. E siate coerenti e onesti.
4È incoerenza, disonestà, viltà, infierire sugli sconfitti, quale che sia la loro sconfitta, giusta che sia come punizione o dolorosa come frutto di immeritate circostanze.
5È incoerenza perché non va all’uomo, ma all’azione dell’uomo, azione ‑ ripeto ‑ che avreste approvata, anche se non buona, qualora vi avesse dato un utile.
6È, per la stessa ragione, disonestà: tutti, ricordatelo bene, avete la vostra parte di colpa nell’ora attuale. Chi ne ha meno di tutti, poiché non ha commesso peccato di adorazione di un uomo e non lo ha seguito contro la Legge, ha quello di non avere pregato mattina e sera per lui. I grandi hanno bisogno delle preghiere dei piccoli per restare grandi nel Bene.
7È, infine, viltà perché infierire su chi non è più potente, ma anzi è il più disgraziato di tutti, odiato dal mondo, colpito da Dio, è colpa uguale a chi opprime un debole.
8Queste cose, inconcepibili per la massa, sono sempre succo della mia Legge. E che la mia Legge è seguita superficialmente, e non sostanzialmente, lo prova il fatto del modo come le masse si rivoltano contro coloro che non vi hanno dato quanto il vostro egoismo attendeva.»[223].
32. Condizione della Chiesa negli
ultimi tempi[224].
Satana indebolisce il clero.
Dice Gesù:
1«Quando il tempo verrà, molte stelle saranno travolte dalle spire di Lucifero[225] che per vincere ha bisogno di diminuire le luci delle anime.
2Ciò potrà avvenire perché non solo i laici, ma anche gli ecclesiastici hanno perso e perdono sempre più quella fermezza di fede, di carità, di forza, di purezza, di distacco dalle seduzioni del mondo[226], necessarie per rimanere nell’orbita della luce di Dio.
3Comprendi chi sono le stelle di cui parlo? Sono quelli che Io ho definito sale della terra e luce del mondo: i miei ministri.
4Studio dell’acuta malizia di Satana è di spegnere, travolgendoli, questi luminari che sono luci riflettenti la mia Luce alle turbe. Se con tanta luce che ancora la Chiesa sacerdotale emana, le anime stanno sempre più sprofondando nelle tenebre, è intuitivo quale tenebra schiaccerà le turbe quando molte stelle si spegneranno nel mio cielo.
5Satana lo sa e semina i suoi semi per preparare la debolezza del sacerdozio, onde poterlo travolgere facilmente in peccati, non tanto di senso quanto di pensiero. Nel caos mentale sarà per lui facile provocare il caos spirituale. Nel caos spirituale i deboli, davanti alle fiumane delle persecuzioni, commetteranno peccato di viltà, rinnegando la fede.
La Chiesa sussisterà alla marea satanica.
6Non morrà la Chiesa perché Io sarò con essa. Ma conoscerà ore di tenebre e orrore simili a quelle della mia Passione, moltiplicate nel tempo perché così deve essere.
7Deve essere che la Chiesa soffra quanto sofferse il suo Creatore, avanti di morire per risuscitare in forma eterna. Deve essere che la Chiesa soffra molto più a lungo perché la Chiesa non è, nei suoi membri, perfetta come il suo Creatore, e se Io soffersi delle ore essa deve soffrire delle settimane e settimane di ore.
8Come sorse perseguitata e alimentata da potere soprannaturale nei primi tempi e nei migliori suoi figli, così ugualmente sarà di lei quando verranno i tempi ultimi in cui esisterà, sussisterà, resisterà alla marea satanica e alle battaglie dell’Anticristo coi suoi figli migliori. Selezione dolorosa, ma giusta.
Il regno dell’Anticristo.
9È logico che in un mondo in cui tante luci spirituali saranno morte si instauri, palesemente, il regno breve ma tremendo dell’Anticristo, generato da Satana così come il Cristo fu generato dal Padre. Cristo figlio del Padre, generato dall’Amore con la Purezza. Anticristo figlio di Satana, generato dall’Odio con l’Impurità triplice.
10Come ulive fra le mole del frantoio, i figli del Cristo saranno perseguitati, spremuti, stritolati dalla Bestia vorace. Ma non inghiottiti, poiché il Sangue non permetterà che siano corrotti nello spirito. Come i primi, gli ultimi saranno falciati come manipoli di spighe nella persecuzione estrema e la terra beverà il loro sangue. Ma beati in eterno per la loro perseveranza coloro che muoiono fedeli al Signore.»
Esperienza carismatica.
Annotazione della scrittrice.
11Lei[227] mi aveva detto che per capire Giovanni bisognava leggere le sue epistole e l’Apocalisse. Ho preso la Bibbia e ho aperto a caso dove sono gli scritti del Prediletto. Mi si è aperta al 12° cap. Il Maestro me lo spiega così.
12Mi accorgo che giorni fa Gesù ebbe una frase simile al commento circa la maternità spirituale di Maria[228], che si vuole vedere adombrata nella donna vestita di sole. Ma oggi Gesù non ne parla, di Maria. Parla della condizione della Chiesa militante nei tempi ultimi. Leggerò attentamente l’Apocalisse sperando in Gesù, che mi sia luce per capirlo.
APOSTSIA DEI SCIENZIATI CRISTIANI.
33. Spiritismo, reincarnazione, occultismo[229].
Curiosità malsana e sacrilega.
Dice Gesù:
1«Molte anime si perdono per volere “cercare quello che è al di sopra di esse, e quello che è al disopra delle loro forze di indagine” come dice l’Ecclesiastico[230].
2È l’antico veleno. Sempre l’uomo ha avuto, ed ha, curiosità malsane e sacrileghe profanazioni. Vuole spingere il suo indagare in plaghe che la sapienza divina tiene avvolte nel mistero non per potere geloso ma per previdente amore. Guai se l’uomo conoscesse tutto del futuro e dei segreti dell’universo! Non avreste più pace spirituale e pace naturale. Lasciate il futuro a Dio, creatore e dispensatore del tempo e lasciate verginità a zone dell’universo il cui possesso vi darebbe armi per turbare sempre più la vostra esistenza di individui e di spiriti.
3Ho già detto[231] che Io non sono contrario alle opere dell’intelligenza umana. Se lo fossi dovrei dire che sono incoerente verso Me stesso che ho dato all’uomo l’intelletto perché lo usi e non perché lo tenga inerte. Ma però, per bocca della Sapienza[232], vi dico: Non vogliate essere curiosi scrutatori delle opere di Dio, non cercate di andare oltre i confini che Io ho messo per separare la potenza vostra da potenze più forti della vostra, da leggi di cosmo, da segreti di forze naturali, e soprattutto da misteri d’oltre tomba le cui verità e la cui vita Io solo ho il diritto di svelarvi, perché sono il Signore di tutte le cose mentre voi siete soltanto gli ospiti di questa povera terra e non sapete cosa vi è riservato oltre la vita della terra.
I turbatori del mistero: spiritismo.
4Credete nell’altra vita. Basta credere a questo. Credete che in essa vi è un premio e un castigo, frutto di una Giustizia santa, che attende di essere applicato ad ogni singolo. Questo ve l’ho fatto conoscere per vostro bene. Non occorre che sappiate oltre.
5Non turbate, con le vostre pettegole curiosità, la pace soprannaturale dell’altra vita. Anche se è verso i tormentati, ossia verso coloro che non hanno pace perché scissi da Me, il vostro penetrare porta sempre un aumento di turbamento. Perché turbare con echi della terra la serenità dei cieli? Perché aumentare il tormento dei puniti con voci che ricordano il mondo dove meritarono il castigo? Abbiate rispetto dei primi e pietà dei secondi.
Il carisma è dono di Dio.
6Io solo, Signore del Cielo e della Terra, arbitro supremo di tutte le cose, Potenza perfetta in tutte le cose, posso prendere tali iniziative e riallacciare contatti dell’uomo col mistero dell’oltre vita. Io solo. È allora che vi mando i miei messaggeri, e sempre per uno scopo di bene, non mai per piegarmi a stolte e profanatrici indagini umane.
I profanatori del mistero: La rincarnazione.
7Beati coloro che credono senza avere visto, ho detto a Tommaso[233], e lo ridico a tutti i curiosi e gli increduli della terra. Non c’è bisogno di prove per credere alla seconda vita, che – intanto sappiatelo ‑ non è come arzigogolate voi, ma come ho detto Io: una seconda vita, una, non più e più vite. Siete uomini e non chicchi di grano che riseminati germogliano una, due, dieci, cento volte per quante sono seminati.
8Non c’è bisogno di prove. Basta la mia Parola. Ché se dite di credere ad essa e poi cercate prove soprannaturali per credere, voi mentite e mi date del mentitore. Mentite perché colla bocca dite di credere e con la mente non ci credete e cercate prove. Mi date del mentitore perché il vostro cercare prove porta in sé il pensiero, sotto taciuto ma vivissimo, che Io posso aver detto cosa non vera.
9A punizione di tali inutili, pericolose, stolte curiosità e di tali irriverenti e sacrileghi pensieri, Io permetto che nei disgraziati indagatori di ciò che non è necessario all’uomo indagare si crei con fusione mentale, turbamento di spiriti e grave ferita alla Fede nei migliori di essi, morte della Fede e dello spirito nei peggiori.
I violatori del mistero: occultismo.
10Quali sono i migliori fra questi violatori del mistero? Sono coloro che si accostano ad esso non per fare un processo a Me, che sono improcessabile, ma per cercare Me che non sanno trovare per altre vie più sicure: umili e alte come Colui che le ha segnate: il Cristo che è venuto apposta sulla Terra per portare la dottrina sicura che vi guidasse alla seconda vita e per fondare la Chiesa, depositaria e Maestra della mia dottrina. Costoro non sanno con semplicità di bambini e umiltà di santi abbracciare i piedi della Chiesa e dire ad essa: “Ti amo, ti ubbidisco; guidami tu”. Ma però cercano, con retto pensiero, Me. Perciò uso loro ancora molta misericordia.
11Quali sono i peggiori fra questi violatori del mistero? Sono coloro che si accostano ad esso per pura curiosità scientifica, per utile umano, di qualunque genere sia composto: dalla moneta vile data a prezzo delle loro scienze di magia all’utile[234] diretto che può loro venire (almeno credono che possa loro venire) da guide ultraterrene. Ma non è così che si hanno le guide. Esse vengono spontanee, per mio comando e non per chiamata umana. Verso costoro sarò Giudice di una severità inesorabile e li punirò per avere mancato di Fede e rispetto verso il Padrone di questa e della Vita vera e per avere mancato di rispetto ai trapassati, dei quali solo Io ho il diritto di farmi emanatore di ordini capaci di[235] distoglierli dalle loro ultraterrene dimore.
La Fede è luce e la Parola vita.
12Beati, beati, tre volte beati quelli che credono senza bisogno di prove; beati, sette volte sette beati coloro che non hanno mai dubitato per un attimo della mia parola e della mia dottrina, affidata alla Maestra mia Sposa: la Chiesa, e senza mai aver osato, e neppure desiderato di osare, una profanazione dei regni oltreterreni, sono convinti che la vita non muore su questa terra, ma cambia natura e diviene eterna: beatifica per coloro che hanno saputo vivere di Me e in Me, orrifica per coloro che ripudiando Dio hanno fornicato con Satana.
13A questi puri credenti, a questi semplici ed umili spiriti, ai quali la Fede è luce e la mia Parola vita, Io concedo ciò che nego agli indagatori: il possesso e la conoscenza della Verità d’oltre terra.»
34. Campioni di depravazione[236].
I sapienti si fanno selvaggi.
Dice Gesù:
1«Quando un uomo, anche lontano dalla conoscenza del vero Dio, conosce, per elevazione di anima retta, che un Dio vi deve essere e nel suo cuore eleva un altare al Dio ignoto di cui parla Paolo[237], questo uomo è molto più vicino a Dio di coloro che, dopo essere stati istruiti sull’esistenza di Dio, hanno voluto dare teorie umane alle mirabili opere di Dio[238].
2Più ancora idolatri e più ancora maledetti coloro che adorano il loro pensiero o il pensiero di altri omuncoli pari a loro, di quelli che adorano un astro o un animale[239]. Costoro sono selvaggi e involuti. I primi invece sono dei progrediti che si fanno selvaggi. Pari a coloro che si mutilano spontaneamente, essi amputano la loro parte più nobile e santa e la gettano come parte scurrile.
3Guardate alle cose di Dio con occhi onesti e onesto pensiero. Vi vedrete splendere Dio[240]. Perché scrutare le leggi delle vite e i segreti dell’universo e prima non confessare che questo universo e queste leggi sono la prova innegabile di un Dio? [241]
Gli scienziati generano stragi.
4Ma tutto il vostro progresso è atto forse ad aumentare di un filo d’erba il prato che vi dà il suo verde? Ma la vostra scienza riesce forse a generare un nuovo animale uscendo da quelle leggi che Dio ha messe da quando li creò maschi e femmine? [242] Ma, nonostante i vostri esperimenti che vi empiono di boria, riuscite forse, non dico a creare la vita, ma ad arrestare la morte? [243]
5No. Riuscite a fecondare le uova dei più semplici fra i milioni di animali che sono. Riuscite a continuare il battito di un cuore embrionale. Ma non riuscite a fare ciò che Dio fece: un uomo dal nulla. Ma non riuscite a mantenere il battito ad un cuore che muore quando Dio dice alla polvere di tornare polvere e all’anima di tornare a Lui[244]. Senza seme non riuscite a far spuntare un solo filo d’erba. Con tutta la vostra elettricità non riuscite a ridare energia a un corpo spento. Riuscite solo a generare morbi e morte, stragi e sventure[245].
Le coscienze si vendono al potere.
6E come non riuscite a questo, aumentando unicamente la confusione sulla terra e nelle coscienze, così non sapete più crearvi nell’intimo quella Fede senza la quale è inevitabile l’errore. Deviate. Vi fate delle religioni. Ma non avete la Religione[246].
7Amate un figlio, un marito, un parente più di Dio. Perdete amore e rispetto a Dio se ve lo rapisce. Amate, anzi: venerate corre un dio qualche disgraziato uomo che si autoproclama “dio” ed è tre volte più fango di voi, e davanti a lui curvate non solo la schiena ‑ sarebbe poco male ‑ ma curvate il vostro criterio, la vostra coscienza soprattutto. Peccate per far piacere a lui. Se ancora compatisco quelli che peccano per amore disordinato di un parente, non perdono a chi si vende e vende la sua coscienza ad un potere contrario a Dio[247].
8Occorre esser figli di Dio anche contro i tiranni e accettare tutto fuorché di bruciare la propria anima davanti agli idoli di fango. Quando l’uomo perde il culto santo al vero Dio e cade nell’idolatria di esseri suoi pari o inferiori, depravando in sé stesso la mirabile gemma che lo fa simile a Dio, tutto in lui si deprava. E non è esagerato dire che il tempo in cui siete è un campione di tale depravazione. Non ne manca una[248].
I cristiani divengono adulteri e fornicatori[249].
9Ai miei altari, o cristiani bugiardi che di cristiani avete l’esterno ma non siete tali nell’interno vostro, vengono molti che non sono quali dovrebbero essere. E ciò è male per l’uomo, il quale dovrebbe saper non fornicare, e, se la carne con la sua voce di sangue lo sprona, scegliersi una sposa senza attendere d’esser già vecchio, ma a questa sposa portare un corpo incontaminato. Per giustizia perché tal cosa vuole da lei, e per carità perché le contaminazioni non sono sempre senza pericolo, ma anzi insieme al corpo che si avvilisce e all’anima che si corrompe vi è la malattia che fa di voi tanto spesso dei lebbrosi, e tale lebbra comunicate alla compagna e agli innocenti.
10Doppiamente male è per la donna presentarsi a Dio, all’altare di Dio per giuramento ad un uomo, con la macchia più brutta che possa macchiare una donna. Mentitrice a Dio, all’uomo suo compagno, al mondo, carpisce una benedizione, una protezione e un rispetto di cui non è degna. Ma la benedizione su lei si muta in punizione poiché Dio non si inganna. Ladra e adultera, sarà, in base a tali sue colpe, giudicata. Ladra perché defrauda il compagno del suo diritto e ruba ad esso una fiducia di cui ella non è degna, e a Dio una benedizione di cui è ancora più indegna, ruba a pre‑nati una madre e dei diritti, né, nella sua anima morta, non scorre un fremito pensando ai soppressi[250] avanti l’alba della vita o agli abbandonati ai margini della vita come cuccioli randagi. Adultera, perché “colei che guarda un uomo con desiderio già commette adulterio” [251], ed ella l’adulterio l’ha consumato perché non ha saputo domare il desiderio della carne, ma saziarsene nella sua fame depravata.
I campioni di depravazione[252].
11Vivendo in idolatria divenite facili a spargere il sangue in singoli omicidi o in omicidi collettivi quali sono le guerre, le quali sono quasi sempre, e quelle di ora tutte, null’altro che furti e frodi non giustificati da nessun movente. Ladri siete delle terre e dei diritti altrui e omicidi siete dei figli altrui.
12Menzogneri siete e frodatori nel piccolo ambito e nel grande ambito. Non c’è più onestà nella vita. La parola dell’uomo è priva d’onore e perciò commettete con tranquillità opere di disonore.
13Corrotti siete. Nel pensiero, nei gusti, nelle opere, nei sensi. Corrotti sino al profondo. Più di corpi sepolti da dieci volte quattro giorni. Siete corrotti anche in quello che Io vi avevo creato incorruttibile: nello spirito, che avete ucciso e che è tutto un verminaio brulicante sozzi pensieri e sozze opere.
14Corrotti e corruttori[253]. Di vostri simili grandi e piccini. Non rispettate più neppure l’infanzia davanti alla quale fornicate indifferentemente con l’atto e la parola, sporcando quei bocci di giglio col vostro marciume. Essi si apriranno già sporchi e daranno odori di morte, sempre più, perché sempre più voi li corrompete. La vostra arte, fino l’arte, segno della vostra regalità sugli altri animali, segno della vostra natura di semidei che dal vero Dio vostro Creatore avete avuto una scintilla del suo Pensiero creativo, fino l’arte è corrotta e corruttrice e fa ribrezzo a coloro che, più rari di solitario pino montano, sanno ancora ricordarsi del Cielo e rimanere tesi al Cielo.
15Infedeli siete. Infedeli a Dio, alla patria, alla famiglia, alla sposa, ai figli, ai parenti, agli amici. Giuda che vendete tutto per un luccichio di denaro o per un sorriso di femmineo serpente, non sapete più neppure cosa sia la fedeltà che rende sicuro l’animo nell’onorare Dio sopra ogni cosa[254] e a qualunque costo, che rende eroico il cuore nel difendere la bandiera, che rende sincero l’amore verso chi vi ama e costante l’amicizia verso chi a voi si affida.
16Rissosi siete. E di ogni occasione vi fate strumento per dare agio al vostro istinto di fiere di scatenarsi e affondare le zanne nel sangue fraterno.
27Menzogneri siete perché dite di amare Dio, patria e famiglia, ma lo dite con le sole labbra, pronti a tradire tutto e tutti se sperate averne un utile sulla terra. E dato che, secondo la vostra anima cieca, da Dio direttamente poco vi può venire, vi fate di Dio un trampolino di lancio per conquistare la stima degli uomini nominando Dio, mettendo in opera l’ipocrisia per sembrare buoni e ottenere ciò che agognate da uomini ingannati dal vostro aspetto di agnelli, o ipocriti caproni pieni di peccato.
18Oppressori siete perché, non seguendo la mia legge di Carità, è inevitabile cadiate nella legge opposta, e vi credete lecito l’illecito purché vi faccia comodo: odiate perciò i simili vostri e li opprimete e, dato che i pari a voi in durezza di cuore vi sanno tenere testa, opprimete coloro che non reagiscono perché sono – “i figli di Dio” nel vero senso della parola.
19Contaminatori di tutto quanto toccate. È lo sguardo, persino lo sguardo vostro, una contaminazione, uomini pieni di appetiti osceni. È la parola volta a sedurre come il sibilo del vero vostro padre: l’infernale Serpente. È il pensiero che partorisce lavori che son veleno delle menti e degli occhi, per cui lo stimolo del vostro veleno scende a turbare i sentimenti e a svegliare i sensi.
20Invertiti nei sensi. Mai come ora, frutto venuto da secoli di vizio, questa caratteristica che vi fa inferiori ai bruti, è diffusa. Né voi la combattete, ma anzi, poiché siete dei depravati, ve ne compiacete e la sfruttate per le vostre borse. Fate ribrezzo ai demoni. E non dico altro per rispetto del mio portavoce.
21Questo vi dà l’idolatria del senso e del potere che voi ora praticate con tanto accanimento. E vi ci abbandonate senza pensare che di essa e dei frutti di essa sarete puniti da Colui che vede.
22Non sono un dio di carne o di creta che non sempre è presente o che non ha occhi per vedere. Sono Colui che è, e che ovunque è, e dall’alto del mio trono scruto e noto le opere degli uomini. Sono Colui che ha parlato per darvi modo di condurvi. Ciò che ho detto ho detto e per scorrere di millenni non muta. Sono l’Eterno, Unico Dio. Sono il Signore Iddio vostro del quale non ve ne è[255] altra copia. Unico sono nella mia Santissima Trinità.
23Maledetti coloro che di Me non si curano e mi ripudiano per seguire la Bestia.»
APOSTASIA DEI CREDENTI PRATICANTI GENERAZIONE DI GIUDA SCARIOTA
35. Le proliferazioni della pianta
di Giuda[256].
La faccia demoniaca di Satana
1Prima del dettato che segue nella pagina seguente, mentre correggo il dattilografato, mi appare la faccia demoniaca di Satana. Solo il viso. Ride, oltremodo sarcastico, con tutta la sua espressione. Poi termina in una fragorosa e malvagia risata e scompare. Mi rimetto a correggere e non ci penso più. Questo alle 10 antimeridiane. Quasi a mezzogiorno Gesù mi detta quanto segue nella pagina seguente. Ho pensato essere bene premettere questo accenno. Dopo, però, io non ho mai visto il viso bronzeo di Satana né udito il suo velenoso riso, come se se ne fosse andato per sempre. Le ultime parole di Gesù mi fanno pensare fosse poco lontano.
Stratagemma dei falsi credenti.
Dice Gesù:
2“Una piccola meditazione nella quale non è estraneo anche ciò che avverrà oggi.
3Si legge nel libro di Giosuè dello stratagemma usato dai Gabaoniti e del verdetto di Giosuè: “Non mancherà mai nella stirpe vostra chi tagli legna e porti acqua nella casa del mio Dio“[257].
4Nel passaggio di Dio, che compie il suo cammino nei secoli per raggiungere il luogo promesso al tempo stabilito – ed è passaggio di Dio il passaggio di ogni che, che sia paradisiacamente soprannaturale, ossia la fede che procede estendendosi in tutto il mondo, ossia il sorgere di giusti, o di ispirati, o di strumenti di Dio, tutte cose che servono a portare l’umanità per penoso e lungo esodo al Regno eterno – non vediamo forse sovente venire verso il popolo dei santi delle creature che vengono con un fine impuro? Chi per paura, chi per curiosità, chi – colpa maggiore – per derisione. Si accostano, osservano, decidono se convenga o meno rimanere. L’interesse presente o futuro li muove sempre. L’interesse di avere utile dall’amicizia di uno strumento di Dio o di un ministro di Dio. L’interesse di non dannarsi l’anima col deridere il soprannaturale. L’interesse, infine, di servire la parte avversaria coll’andare come spioni fra l’esercito santo per carpire i segreti e denunciarli ai nemici di Dio, i quali se ne servono per nuocere ai servi e alle opere di Dio.
I menzogneri credenti nel soprannaturale[258].
5Questi ultimi, e coloro che essi servono, sono tutt’affatto demoniaci nel loro modo di agire, sono le proliferazioni della pianta di Giuda. Dio li condanna. Ma anche gli altri li reputa molto vili, e del loro subdolo rispetto del soprannaturale o per il ministro di Dio ne tiene il giusto conto. Non avranno condanna totale, ma neppure avranno merito per questo loro calcolato rispetto. Ma specie coloro che sono della categoria di Giuda si accostano in apparenza dimessi, innocui, “avendo sui loro asini messo dei viveri in sacchi vecchi e in otri rotti e ricuciti”, vestiti di “abiti logori e con calzature malandate e piene di rappezzi”, portando “pani duri e sbriciolati pel viatico”, come li descrive a perfezione la Bibbia al libro di Giosuè. Sono i falsi umili, sono i falsi miti, sono gli astuti esaltatori, sono i menzogneri credenti nel soprannaturale che si manifesta. Le loro parole sono astuzia e pugnale. E fossero pugnale scoperto! Ma è avvolto in drappo prezioso. Dicono: “Io vengo perché ho sentito, voglio essere istruito da te, strumento di Dio, perché io sono un peccatore, un ignorante, un infelice, e tu sei una luce, sei una forza, sei un santo…”. Dicono: “Noi veniamo da lontano a far pace con voi… Avendo udito la fama della tua potenza, che è quella di Dio, …veniamo a dirti: fa’ alleanza con me”.
Il veleno del compiacimento di sé stessi.
6Attenti, o servi di Dio! Non credete a tutto ciò che vi viene detto. Attenti! Per tutelare il segreto del Re e per tutelare la vostra anima. Voi siete, per la vostra stessa fede assoluta, degli indifesi contro le astuzie dei serpenti. Badate di non aprire la “città chiusa”. Badate di non farvi avvelenare col veleno che vi paralizzerebbe per sempre. Il veleno del compiacimento di sé stessi. Molte volte “la plebe”, ossia le anime comuni ma oneste, è più sveglia di voi nel percepire le mosse dei falsi alleati e nel prevedere i pericoli che da esse possono venire. Perché la “plebe” è a metà fra voi, tutto spirito, e i nemici dello spirito, ed ha perciò modo di avere ombre e luci, furbizia e sapienza… Attenti, figli miei! Satana non dorme mai, il suo pensiero non sosta mai, il suo operare non ha pace. Egli muove i suoi eserciti, che non sono solo quelli infernali. Egli li lancia contro di voi, fortezze, forzieri, libri di Dio, per smantellarvi, per violentarvi e rapirvi i tesori, per, soprattutto per scrivere col rosso del suo inferno, col rosso nero dei suoi maledetti stagni, parole impure sulle pagine di Dio, per incidervi sullo spirito i suoi caratteri di superbia.
Guai agli eletti che divengono “avversari”.
7Guai, guai, guai al servo, allo strumento, alla voce che dice la parola di Satana: “Io sono”! Guai anche se se la dice col moto soltanto del suo pensiero! Perché se è vero che il Signore castigherà i falsi alleati del soprannaturale, non sarà minore il castigo degli eletti a “servi, strumenti, voci” che divengono non luci ma “avversari”. Non Luciferi ma Satan. Se ai primi sarà ordinato di soffrire come a schiavi delle macine e di rimanere all’ultimo posto nella rassegna di Dio dopo lunga espiazione, a voi, luci decadute, non verrebbe concesso di rimanere, ma verreste espulsi per sempre. E sarebbe giustizia. Perché a quello cui più è dato più deve dare.
Il Vincitore di Satana.
8Oh! mia piccola voce! Vieni, vieni qui! Che Io ti prenda il capo fra le mani, ti baci sulla fronte, perché mai, mai, mai il dente di Satana, e dei satana, possa mordere e mettere superbia nella violetta mia, nascosta e amata. Qui, piccola voce! Qui… E indietro, o Satana! Fra te e lei Io mi drizzo a difesa. Scorrazza la terra! Corrompi, mordi, imputridisci! Ma non qui, sulla preda mia. La mia Croce è su lei. Va’, maledetto! Io son chi sono, e tu sei il vinto! Via! Via! Altrove! Via! Nel Nome santo, noto a Me solo! Nel Nome di Colui che è e che ti ha fulminato! Via, nel Nome di Dio e Re, di Gesù Salvatore e Crocifisso, e dell’Amore eterno!”
La collera di Dio è terribile!!!
9Io non vedevo nulla di demoniaco mentre Gesù dettava questa pagina. Ma lo vedeva certo Gesù che mi teneva, dal principio di questa pagina, la testa fra le sue mani, e poi la stringeva contro il suo petto difendendomi col braccio sinistro mentre col destro gestiva di certo. E, dico la verità, quando l’ho sentito urlare così, a tutta voce, e con tanta collera, per quanto nulla vedessi, né avvertissi turbamento da spirito malvagio, pure ebbi paura. La collera di Dio è terribile!!! Io l’ho sentito così solo un’altra volta, in quel lontano dettato contro Mussolini e Hitler, del gennaio 1944 se non erro. Cercherò la data: 17-18 gennaio 1944. Ma oggi era ancora più forte. In ultimo il suo comando era tale da incenerire. Pareva che tutti i suoni del Cielo si fossero uniti nella sua voce. Ma non erano più i dolci canti, di indescrivibile dolcezza. Erano fragori di fulmini. Nelle ultime tre frasi: “Via, nel Nome santo, noto a Me solo! Nel Nome di Colui che è, e che ti ha fulminato! Via, nel Nome di Dio e Re, di Gesù Salvatore e Crocifisso, e dell’Amore eterno!”, io tremavo come una foglia tanto sussultavo sotto quegli scoppi di folgore che fulminavano il Maledetto, che non so dove fosse. Ma certo non in stanza, perché lo avrei avvertito. E anche lo capivo dalla posa di Gesù che pareva guardare oltre la casa, come Satana volesse avvicinarsi alla mia dimora e Gesù non volesse.
36. I figli di Giuda Iscariota[259].
La figura di Giuda la più numerosa.
Dice Gesù:
1“In questo giorno Io dissi, l’anno passato, che avrei levato sacca e bordone ai pastori, per provare i samaritani. E l’ho fatto. Ho strappato una maschera, più d’una, e ho finito la loro prova perché era l’ultima prova per loro. Io ho detto: “Dopo questa, basta, perché sarebbe tentare la pazienza della creatura, di te, creatura mia”.
2Già ti ho detto, i giorni passati, che come anche per questi si è avverata la profezia del marzo 1947, così deve compiersi il mio decreto anche per questi.
3Quante volte ho detto che la figura di Giuda, entusiasta e credente, poi miscredente sino a saper tradire, in un “sì e no” di tre anni finito nel deicidio, è la figura che più va studiata tra i seguaci di Cristo perché la più numerosa a trovarsi fra questi?
4Quante volte ho detto che la casa di Betania non poteva ospitare i sacerdoti e i farisei, meno due o tre che erano eccezioni nella massa?
5Quante volte ho detto che Samaria era meglio di Gerusalemme per il Cristo, sinché quei di Gerusalemme (sacerdoti, scribi, farisei) con male arti, mosse da invidia e calcolo, non corruppero i più deboli fra i samaritani e li fecero ostili a Me?
6Ciò che è scritto nei libri eterni si compie, come giusto è, perché divino decreto, giusto essendo, sempre si compie.
Pochi e provati.
7Or questi, i fanatici d’un’ora per la Betania novella, non possono stare nella casa di Maria. Là vi è posto per il vero Cristo e per i suoi veri ministri. Là vi può stare Maria, che è anche Lazzaro nel suo soffrire, e Marta attiva a servire te che contempli. E qualche discepolo fedele. Pochi e provati. E starvi col Cristo, nella vera, viva fede e religione dello spirito, nella vita unitiva col Cristo, non nelle architetture di templi pomposi, esposti perché siano visti e ammirati, ma vuoti, vuoti, vuoti, senza di Me, perché pieni della concupiscenza della vita.
Al sommo si giunge per lunga e faticosa via.
8Maria, dal momento che hanno cessato di crederti ciò che sei, la concupiscenza li ha avvolti. Perché tu, Maria, tu spegni la concupiscenza in chi ti ama, essendo tu, mio fiore, effluvio di Me, ed il mio odore spegne le febbri. Ma quando chi ti amò cessa di amare, allora, come per Giuda, non c’è più che la vittoria dell’uomo carnale prima, del Seduttore poi.
9Bisognava pur provarli. A frantumare la loro superbia di credersi perfetti.
10Al sommo si giunge per lunga, faticosa e fedelmente seguita via. Talora non basta una vita per toccare la cima della giustizia. E neppur là si è sicuri se non si sale e ci si inchioda sulla croce della perfetta carità che è completo sacrificio.
Le grandi anime sono sempre sole.
11Tu vi sei e vi stai. Non crolli. Perché hai voluto che l’amore là ti crocifiggesse per esser più certa di non precipitare.
12Tutto in te ripete Me. Anche questo ti ho detto molte volte. Onde, in verità, a te povertà, incomprensioni, tradimenti, scherni, calunnie, tutto, come a Me. E solitudine. Le grandi anime sono sempre sole. Perché le altre comuni non possono salire dove le poche anime veramente grandi spaziano. Ma la Grandezza eterna, perfetta, Dio, scende là dove sono le solitarie, ed è l’Amico che, solo, basta a colmare i vuoti dei disertori di una santa amicizia. Io ti resto. Sempre più tuo, sempre più “una cosa con te“.
La Parola è salute all’umile e veleno al superbo.
13Però a costoro Io dico che vano sarà il chiamarmi, poiché hanno preferito altre voci e altre vie alla mia, usando con te come dei seguaci miei, infedeli per essere stati richiamati alla giustizia da Me, usarono con Me.
14La mia Parola è salute, luce, sapienza agli umili di cuore. Ma è veleno a chi tale non è. Parlai, per dare giusta via alla loro letterale, non spirituale pietà. Ma la mia Parola, urtando contro il loro io carnale, lo ha aperto – perché Essa è potente – e dal loro io, dal loro cuore, così come dissi, è uscito quanto vi era celato: “È dal cuore che vengono i cattivi pensieri, le invidie, gli omicidi, le fornicazioni ed i furti anche soltanto morali e spirituali più gravi perché, impuniti in Terra, vengono poi da Me giudicati e puniti nella seconda vita; vengono le false testimonianze e le bestemmie contro il prossimo oltre che contro Dio“.
La Carità non soccorre chi senza carità ferisce.
15Vano il chiamarmi ora. La Carità non soccorre chi senza carità ferisce il mio servo innocente: te. E per sventure che li colpiranno dicano: “Noi lo abbiamo voluto, perché abbiamo praticato l’ingiustizia e l’astio contro l’amica di Gesù, che ci amava a ci ama ancora“. Come possono chiedere misericordia a Dio quando senza giustizia e senza misericordia non depongono il loro ingiusto rancore per te? L’Ecclesiastico lo dice (XXVIII) e così è[260].
16E tu canta: “Tu che eri irritato hai cacciato lo sdegno per consolarmi. Tu mio Salvatore mi levi temenza. Tu mia forza mi soccorri. Tu mia gioia mi letifichi”.
17Sii benedetta, mia violetta.”
Dio non s’irride e non si tenta.
Dice Gesù:
18“Il voler scaricare su Dio la responsabilità di quanto avviene, tentando così di diminuire agli occhi tuoi e del mondo la loro colpa, o di malanimo o di pusillanimità o di ignavia e quietismo, col dire: “Dio deve fare”, li assimila a coloro che, mentre ero sulla Croce, denudavano se stessi, nel loro io più profondo e più vero, avendo nella febbre del creduto trionfo perduto ogni freno e controllo alle loro ipocrite azioni, gridando: “Se sei il Figlio di Dio scendi di croce, ora, e salvati, perché si possa credere che sei veramente Tu il Re d’Israele, il Messia“[261].
19Gli uomini hanno tutti l’intelletto per giudicare. Gli uomini di Dio, i suoi servi e ministri – i sacerdoti – hanno in più l’aiuto degli studi fatti e degli aiuti soprannaturali confacenti alla loro missione per giudicare meglio ancora. Come dunque imitano i loro antichi predecessori tentando Dio?
20Facciano, ché sta a loro di fare con santità a giustizia. E Io li benedirò. Ma se non fanno e non mi servono, pretendendo che Io faccia ciò che del resto non servirebbe perché è in loro la volontà di non servirmi, Io avrò per loro il silenzio di condanna che ebbi per i Capi dei Sacerdoti e per gli Scribi. Quel silenzio che non ebbi per il buon ladrone. Un malfattore, in verità. Ma che non attese che Io facessi per convertirsi. Fece. E poscia, certo che Io avrei premiato la sua buona volontà, a Me si rivolse perché lo assolvessi.
21Quale lezione per tanti! Dio non si irride e non si tenta. Per non imitare Satana tentante Me nel deserto; e i Sacerdoti ormai condannati insieme al loro Tempio; i Farisei ipocriti e gli Scribi pieni d’iniquità, che si appropriavano dei beni delle donne sole e dei pupilli, beffeggianti Me crocifisso.
22Come, alla loro sapienza a cui tanto tengono, non appare chiara la loro azione? Quest’azione contro Me e contro le anime che torturate col vostro “no” e private della Parola?”
37. Errori e orrori che partoriranno
l’Anticristo[262].
I ministri dell’Anticristo.
I profeti del Messia.
Dice Gesù:
1«Daniele è colui che ha la medesima nota di Giovanni, e Giovanni è colui che raccoglie e amplifica la nota iniziale di Daniele. Ecco perché, piccolo Giovanni, a te piace tanto.
2Come pesce in limpida peschiera, tu sei felice quando ti muovi nell’atmosfera del tuo Cristo, il quale avrà il suo supremo trionfo nell’ora in cui Satana, suo figlio e i suoi cortigiani, saranno per sempre resi impotenti. E in Daniele vi è quest’atmosfera. Se Isaia è il pre-evangelista che parla del mio avvento nel mondo per la salute del mondo[263], Daniele è il pre-apostolo, il pre-Giovanni che annuncia le glorie del mio eterno trionfo di Re della Gerusalemme imperitura.
Segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse[264].
3Ora vedi come nelle quattro bestie descritte da Daniele[265] siano anticipati i segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse.[266] I commentatori si sono affannati a dare un significato storico-umano a quei quattro mostri. Ma occorre spingere lo sguardo molto più avanti, e molto più in alto. Sollevatevi, quando meditate i libri santi, dalla terra, staccatevi dal momento presente, spingete lo sguardo nel futuro e nel soprannaturale. Lì è la chiave del mistero.
4Le quattro bestie: i quattro errori che precederanno la fine. I quattro errori che saranno quattro orrori per l’umanità e che partoriranno l’Orrore finale.
Il Leone: l’uomo ateo[267].
5L’uomo era un semidio per la Grazia e per la Fede. Come aquila e come leone sapeva affrontare e vincere i pericoli del senso e sollevare se stesso a spaziare nel clima di Dio, là dove l’anima si congiunge in nozze soprannaturali col suo Signore in continui e rapidi congiungimenti di ardori, da cui scende sulla terra ogni volta rinnovellata nella forza, nella gioia, nella carità che effonde sui fratelli e poi slancia nuovamente, ancor più impetuosamente, verso Dio, poiché ogni congiungimento è aumento di perfezione che si compie quando il congiungimento diviene eterno nel mio Paradiso.
6L’ateismo strappò all’uomo le sue ali d’aquila e il suo cuore da semidio e lo fece animale camminante sul fango e portante sul fango, verso il fango, il suo pesante cuore tutto carne e sangue. Un pondo pesante più del piombo porta l’uomo nel suo “io” privo delle spirituali penne dello spirito, un pondo che lo curva, lo stende, lo sprofonda nel fango.
7L’uomo era un semidio per la Carità vivente in lui. Amando Dio e la sua Legge, che è legge di Carità, egli possedeva Dio, e con Dio la Pace, che è un principale attributo di Dio, e con la pace tanto bene universale e singolo.
L’Orso: l’uomo mostro[268].
8L’uomo respinse la Legge di Dio per assumere molte altre dottrine. Ma nessuna era ed è da Dio e perciò in nessuna è Carità vera. Onde l’uomo, che aveva abbracciato l’ateismo divenendo da aquila e leone semplice uomo, per un sortilegio infernale partorì sé stesso divenuto orso, feroce divoratore dei suoi simili.
9Ma orrore chiama orrore. Per scala ascendente. Sempre più grande l’orrore perché nei maledetti connubi con Satana l’uomo, che il Cristo aveva riportato alla sua natura di semidio, genera mostri sempre più mostri. E sono i figli del suo errare che si vende a Satana per averne terrestre aiuto.
Il Leopardo: l’uomo feroce e falso[269].
10Dall’uomo semidio venne l’uomo, dall’uomo l’orso, dall’orso il nuovo mostro feroce e falso come il leopardo, dotato da Satana di ali multiple per essere più veloce nel nuocere. Vi ho detto[270] che Satana è lo scimmiottatore di Dio. Anche esso dunque volle dare alla “sua” creatura, ormai sua creatura, all’umanità senza Fede e senza Dio, dare delle ali. Non di aquila, di vampiro perché fosse incubo dell’umanità stessa e fosse rapido nel suo correre ad abbattersi sulle parti di sé, vittime di sé, per suggerne il sangue.
11Io, mistico pellicano, mi sono aperto il cuore per darvi il mio sangue. Satana fa dell’uomo, al quale Io ho dato il mio sangue, il vampiro che sugge parti di sé stesso e si dà morte con tormento.
12Non pare una leggenda di incubo? È invece la vostra realtà. Non è un mostro mitico. Siete voi che con fame diabolica divorate parte di voi stessi, svenandovi, mutilandovi per poi generare le nuove parti mentre divorate le già formate, con una continuità che ha in sé qualcosa di maniaco, ma di un maniaco diabolico.
13La potenza voluta, spinta, imposta sino al delitto, è la terza bestia. Dato che è potenza umana, ossia vendutasi a Satana pur di esser sempre più potente, contro ogni legge divina e morale, essa genera il suo mostro che ha nome Rivoluzione e che, come è della sua natura, porta nelle protuberanze della sua mostruosità tutti i più biechi orrori delle rivoluzioni, naufragio sociale del Bene e della Fede. Onestà, rispetto, moralità, religione, libertà, bontà, muoiono quando questo mostro alita su una nazione il suo fiato d’inferno, e come pestifera emanazione esso si spande oltre i confini contagiando di sé popoli e popoli, sinché contagerà il mondo intero preparando sui brandelli delle vittime, da lei uccise e sbranate, sulle rovine delle nazioni ridotte a macerie, la culla per il mostro finale: l’Anticristo.
L’Anticristo.
L’Anticristo: perfezione dell’Orrore[271].
14Ve l’ho detto che esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal connubio della stessa con la Bestia. Ve l’ho detto. Non muto nel mio dire. Ciò che dico è vero. Lo conosco senza bisogno di leggerlo, lo ricordo senza bisogno di rileggerlo. È scritto nella mia mente di Dio davanti alla quale scorrono incessantemente, e l’uno sopra l’altro, senza che l’uno impedisca la visione dell’altro, tutti gli eventi dell’uomo nel tempo.
Il piccolo corno: estremo livore di Satana[272].
15Esso Anticristo, perfezione dell’Orrore come Io fui perfezione della Perfezione, con le sue infinite armi, simboleggiate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci e infine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà suo figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio, tormenterà a dismisura coloro che, piccolo gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia,[273] armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero.
L’Orrore regnante nel mondo[274].
16Oh! i miei santi dell’ultimo tempo! Se eroico fu il vivere dei primi fra le persecuzioni del paganesimo, tre volte, sette volte, sette volte sette volte eroico sarà il vivere dei miei ultimi santi. Solo i nutriti con la midolla della Fede potranno aver cuor di leone per affrontare quei tormenti e occhi e penne d’aquila per affissare Me-Sole e volare a Me-Verità, mentre le tenebre li soverchieranno da ogni parte e la Menzogna cercherà persuaderli ad adorarla e credere in essa.
17Dopo i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano, simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna – i dieci servi, che si credono re, di Satana, dei quali tre (nota bene) saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto – culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undecimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa del Cristo; crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana, “di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi” e per tre anni a mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo.
Il Regno messianico[275].
18Poi il Padre dirà: “Basta” davanti al gran coro che, per il “rumore delle grandi parole” dei santi, si farà in Cielo; e la Bestia malvagia sarà uccisa e gettata nel pozzo d’abisso e con essa tutte le bestie minori per rimanervi con Satana, loro generatore, per l’eternità.
19Io sarò chiamato allora dal Padre per “giudicare i vivi ed i morti” secondo quanto è detto nel Simbolo della Fede. E i “vivi”, coloro che hanno serbato vita in loro per aver serbato viva la Grazia e la Fede, erediteranno “il regno, la potenza e la magnificenza di Dio”. I morti dello spirito avranno la Morte eterna secondo che la loro volontà ha scelto di avere.
20E non vi sarà più Terra e più uomo carnale. Ma solo vi saranno “figli di Dio”, creature affrancate da ogni dolore, e non vi sarà più peccato, e non vi saranno più tenebre, e non vi sarà più timore. Ma solo gioia, gioia, gioia immensa, eterna, inconcepibile agli uomini. Gioia di vedere Dio, di possederlo, di comprenderne il pensiero e l’amore.
21Venite, o uomini, alla Fonte della vita. Io ve ne apro la sorgente. Attingetene, fortificatevi in lei per essere intrepidi nelle prove e per giungere ad immergervi completamente in essa, in Me, sorgente di beatitudine, nel bel Paradiso che il Padre mio ha creato per voi e nel quale il triplice Amore del Dio Uno e la Purezza della Madre “nostra” vi attendono, e con essi coloro che per esser stati fedeli hanno già conseguito la Vita.»
38. Ora l’Umanità non è che ossa[276].
L’umanità rivivrà?[277]
Dice Gesù:
1“Io ti domando come domandò il Signore ad Ezechiele: ‘Pensi tu che queste ossa rivivranno?’ “.
2Io, come Ezechiele, rispondo: “Tu lo sai, Signore Iddio”, perché capisco quale è il senso della parola “ossa” usata per dire “uomini”. Comprendo cioè che Gesù non mi chiede se risorgeranno i morti all’ultimo Giorno. Questo è fede, e non v’è dubbio su questo. Ma Egli dà nome di “ossa” a questa povera umanità attuale, così tutta materia e niente spirito. Lo comprendo perché, come le ho spiegato già tante volte, quando Dio mi prende perché io sia il suo portavoce, la mia intelligenza si amplifica e si eleva a una potenza che è molto superiore a quella consentita agli umani. E io “vedo”, “odo”, “comprendo” secondo lo spirito.
L’uomo, una macchina, un bruto un cadavere.
3Gesù sorride perché vede che ho compreso la sua domanda, e spiega:
4“Così è. Ora l’Umanità non è che ossa, che ruderi calcinati, pesanti, morti, sprofondati nei solchi fetidi dei vizi e delle eresie. Lo spirito non è più. Lo spirito che è vita nella carne e vita nell’eternità. Lo spirito che è quello che differenzia l’uomo dall’animale. L’uomo ha ucciso sé stesso nella parte migliore. È una macchina? È un bruto? È un cadavere? Sì. È tutto questo.
5Macchina, perché compie la sua giornata con la meccanicità di un congegno che opera perché deve operare per forza delle sue parti messe in moto. Ma che lo fa senza comprendere il bello di ciò che fa. Anche l’uomo si alza, si corica, dopo avere mangiato, lavorato, passeggiato, parlato, senza mai comprendere quello che fa nel suo bello o nel suo brutto. Semplicemente perché, privo come è di spirito, non distingue più il bello dal brutto, il bene dal male.
6È bruto perché si appaga di dormire, di mangiare, di accumulare grasso sul corpo e riserve nella tana, né più né meno di come fa il bruto che di queste operazioni fa lo scopo della sua vita e la gioia della sua esistenza, e tutto giustifica, egoismi e ferocie, per questa legge bassa e brutale della necessità di predare per essere satollo.
7È cadavere perché ciò che fa dire di un uomo che è vivo è la presenza nella carne dello spirito. Quando l’anima si esala, l’uomo diviene il cadavere. In verità l’uomo attuale è un cadavere tenuto ritto e in moto per un sortilegio della meccanica o del demonio. Ma è un cadavere.
Il tempo di un popolo di “vivi” e non cadaveri[278].
8Orbene Io dico: “Ecco che Io infonderò in voi, aride ossa, lo spirito, e rivivrete. Farò risalire su voi i nervi e ricrescere le carni e distendere su voi la pelle e vi darò lo spirito e rivivrete e conoscerete che Io sono il Signore”. Sì, che questo Io farò. Verrà il tempo in cui Io riavrò un popolo di “vivi” e non di cadaveri.
9Intanto ecco che Io, ai migliori, non morti, ma scheletriti per mancanza del cibo spirituale, do il nutrimento della mia parola. Non voglio la vostra morte per consunzione. Questa è la sostanziosa manna che con dolcezza vi dà vigore. Oh! 13Nutritevene, figli del mio amore e del mio sacrificio! E perché devo vedere che tanti hanno fame, e tanto cibo è per essi preparato dal Salvatore, e ad esso non è attinto per coloro che hanno fame? Nutritevi, rizzatevi in piedi, uscite dai sepolcri. Uscite dall’inerzia, uscite dai vizi del secolo, venite alla conoscenza, venite a “riconoscere” il Signore Iddio vostro.
Preparare l’era dello spirito vivo[279].
10Ve l’ho detto all’inizio di questa opera e a metà di questa tragica guerra1 e ve lo ripeto: “Questa è una delle guerre preparatorie dei tempi dell’Anticristo“. Poi verrà l’era dello spirito vivo. Beati quelli che si prepareranno a riceverla.
11Non dite: “Noi non vi saremo”. Non voi, non tutti voi. 16Ma è stoltezza e anticarità pensare a sé soli. Da padri atei nascono figli atei. Da padri inerti figli inerti. Ed essi, i figli vostri ed i figli dei figli, avranno tanto bisogno di forza spirituale per quell’ora! In fondo è legge di amore umano questa di provvedere al bene dei figli e dei nipoti. Non siate da meno, per ciò che è spirituale, di quanto non lo siate per ciò che è di questo mondo, e come date ai figli una ricchezza o vi studiate di darla perché abbiano giorni più lieti dei vostri, adoperatevi a dar loro eredità di forza spirituale, che essi possano lavorare e moltiplicare per averne dovizia quando la grandine delle ultime battaglie del mondo e di Lucifero flagellerà con una ferocia tale l’Umanità di modo che essa si chiederà se l’Inferno non sarebbe migliore.
12L’Inferno! Essa lo vivrà. Dopo, per i fedeli allo spirito, verrà il Paradiso, verrà la Terra non terra: il Regno dei Cieli.”
S O M M A R I O
1. Danni dell’inedia spirituale nella Chiesa.
Il Signore cerca umiltà e amore.
Attutimento delle facoltà spirituali.
Strumentalizzazione della dottrina.
Intervento diretto del Maestro.
Opposizione del clero cattolico.
2. Quelli che conosceranno l’ira del Signore
I corrotti della antica alleanza.
I corrotti della Nuova alleanza.
Generazione adultera e perversa.
Questa generazione chiede un segno.
Diluvio delle sataniche crudeltà.
Umiltà e vita nascosta del Messia.
4. L’incredulità è piaga del tempo di sventura.
Negatori della potenza di Dio e dei miracoli.
Chi non ha Dio con sé, perisce.
5. Società corrotta da Satana.
Non vi è categoria sociale immune di colpa.
Dio farà dell’uomo la punizione dell’uomo.
Un Resto tornerà al Dio forte.
I Precursori del Cristo nella sua seconda venuta.
6. Doveri del popolo verso Dio.
7. Popolo superbo e traditore.
Cristianesimo sordo alla voce del Signore.
Il cristianesimo muore per non aver fede.
Un dono che ferisce (corredenzione).
“Falsi cristiani, mi fate ribrezzo”.
Condizione per essere buoni cristiani .
“Purificherò nel crogiuolo le tue scorie”.
APOSTASIA DELLE CHIESE CRISTIANE
10. Decadenza del cristianesimo.
L’uomo distruttore dell’Opera di Dio.
Invito ad entrare al Cuore di Gesù.
Popolo messo sotto il segno del maligno.
Penitenza e amore per salvare il mondo.
Chi trascura l’amore perde Dio.
12. Il Cristianesimo è divenuto ribelle e idolatra.
La malizia e la superbia del mondo.
La Legge: chiave di benedizione o maledizione.
13. Cristiani e Chiesa apostata.
14. Cristianesimo divenuto disonesto
15. Cristianesimo divenuto ebbro.
L’umile scribacchina del buon Dio.
Società di pazzi e di fedifraghi.
Anime corrose brulicanti di vermi.
Cristiani bugiardi nello spirito.
16. Cristianesimo rinnegatore del Cristo.
17. Il Cristianesimo divenuto folle e indemoniato.
“Stolti o delinquenti? Folli o indemoniati?”.
Cristiani indegni delle grazie di Dio.
Condanna del Cristianesimo contemporaneo.
La figlia della celeste Gerusalemme.
APOSTASIA DELLA CHIESA CATOLICA ROMANA
18. Prevaricazione della Chiesa romana.
Terra delle reliquie del Signore.
Prevaricazione della Chiesa italiana.
19. La Rivelazione a Maria Valtorta destinata a una genìa di ribelli.
Dono di Dio rifiutato dal clero farisaico
Sordità nella Chiesa alle parole di Dio.
Dono di Dio non accolto dal clero farisaico..
Lo spirito della Buona Novella del Regno.
La rivelazione offerta a una genìa di ribelli.
“Le anime vittime non si perdono mai”
20. L’arma contro il serpente è Maria.
Visione della zona di campagna romana.
Il grido dell’arcangelo S. Michele.
Il saluto dell’Arcangelo S. Gabriele.
Paura del Portavoce per la Chiesa di Roma.
Località dove il Portavoce vede svolgersi la visione.
21. Un peccato contro lo Spirito Santo.
Guai a chi nega lo Spirito Santo.
22. Guai ai pertinaci nell’offendere la carità.
“Satana ha chiesto di vagliarvi”.
Patrigni e tentatori del Portavoce.
Distruttori dell’opera del Signore.
Incarnazione dei dottori superbi e i duri di cuore.
Pregare giornalmente per i Sacerdoti.
Esempio dei ministri del tempo delle catacombe
Troppo pochi i veri Sacerdoti.
I giusti che salveranno il mondo.
APOSTASIA DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE
24. Defezione delle autorità civili e religiose.
Generazione di Giuda, ti venga ciò che vuoi. .
Defezione dell’autorità religiosa.
Compromesso religioso-politico.
Cenacoli d’ascolto delle rivelazioni valtortiane.
25. Governanti venduti a Satana.
Dorate e incoronate statue di fango.
Governanti orgogliosi chiamati “grandi”.
26. Le alleanze con gli empi (concordati).
Le alleanze di Israele (tessere nere).
Il cuore dell’Anticristo la sua morte e condanna.
Le alleanze con la menzogna non salvano.
Sarà distrutta l’alleanza con le nazioni.
Le strutture fondate sulla colpa crolleranno
Dio non protegge il mal fare delle autorità.
Le alleanze con i precursori dell’Anticristo.
27. L’autorità atea calpesta il popolo di Dio.
Dio strapperà alle autorità il suo popolo. (Tessere violacee)
Il mondo non vuole la teocrazia.
Lo spirito che si converte vedrà Dio.
28. Razza di orbi guidati da ciechi.
Tutto è stato dato per la salvezza.
I delitti e l’incredulità nascondono il Volto di Dio.
Lasciate gli indovini, seguite il Vangelo.
Non vi sarà tregua finché i cuori non si volgeranno a Dio.
Precursori del Male fatto carne.
Conculcatori della libertà e del pensiero.
Scostatevi dalle leggi della Bestia.
A Babilonia succederà Gerusalemme santa.
RESPONSABILITA DEI CRISTIANI IN OGNI TEMPO
30. Il significato di essere cristiano.
Essere come il Cristo ha detto di essere.
Consigli per vincere l’iniquità attuale.
La dottrina che fa salire al Cielo.
L’arma che fa cadere l’iniquità
31. La colpa dei Cristiani nell’ora attuale.
Il grido che non piace al Signore.
Incoerenza, disonestà e viltà.
32. Condizione della Chiesa negli ultimi tempi.
La Chiesa sussisterà alla marea satanica.
APOSTSIA DEI SCIENZIATI CRISTIANI.
33. Spiritismo, reincarnazione, occultismo.
Curiosità malsana e sacrilega.
I turbatori del mistero: spiritismo.
I profanatori del mistero: La rincarnazione.
I violatori del mistero: occultismo.
La Fede è luce e la Parola vita.
Gli scienziati generano stragi.
Le coscienze si vendono al potere.
I cristiani divengono adulteri e fornicatori.
APOSTASIA DEI CREDENTI PRATICANTI GENERAZIONE DI GIUDA SCARIOTA
35. Le proliferazioni della pianta di Giuda.
Stratagemma dei falsi credenti.
I menzogneri credenti nel soprannaturale.
Il veleno del compiacimento di sé stessi.
Guai agli eletti che divengono “avversari”.
La collera di Dio è terribile!!!
36. I figli di Giuda Iscariota.
La figura di Giuda la più numerosa.
Al sommo si giunge per lunga e faticosa via.
Le grandi anime sono sempre sole.
La Parola è salute all’umile e veleno al superbo.
La Carità non soccorre chi senza carità ferisce.
Dio non s’irride e non si tenta.
37. Errori e orrori che partoriranno l’Anticristo.
Segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse.
Il Leopardo: l’uomo feroce e falso.
L’Anticristo: perfezione dell’Orrore.
Il piccolo corno: estremo livore di Satana.
38. Ora l’Umanità non è che ossa.
L’uomo, una macchina, un bruto un cadavere.
Il tempo di un popolo di “vivi” e non cadaveri.
Preparare l’era dello spirito vivo.
[1] Quaderni del 43 Op. Cit. Scritto il 20 settembre 1943, pag. 385.
[2] Talenti vivi/ Mt 25,14-30. Col mio Sangue/ At 20,28; Rm 5,9; Ef 1,7; 2,13; Col 1,14 e 20; Eb 9,11-14; 13,12; 1 Pt 1,19; 1 Gv 1,7; Ap 1,5; 5,9; 22,14. Vigne e granai/ Mt 3,12; 13,30; 20,1-16; 21,28-43.
[3] (Mt 23,13); Lc 11,52.
[4] Mt 9,34; 12,24-27; Mc 3,21-30; Lc 11,14-20; Gv 7,20; 8,48-52; 10,20-21.
[5] Mt 11,25-27; Lc 10,21-22.
[6] Scritto il 5 ‑ 6 dicembre 1943. Zaccaria Cap. 7° v. 4‑14 (alle 2 antimeridiane).
[7] Sulla legge del sacrificio: Betel aveva inviato Sarèzer alto ufficiale del re con i suoi uomini a supplicare il Signore e a domandare ai sacerdoti addetti al tempio del Signore degli eserciti e ai profeti: “Devo io continuare a far luto e astinenza nel quinto mese, come ho fatto in questi anni passati?” (Zc 7,2-3).
[8] Mt 5,17.
[9] Questa espressione, inconsueta, secondo il contesto deve significare che, mentre tutte le altre cose sono create o generate, Dio Padre è l’ingenito, il quale genera il Figlio, col quale e mediante il quale fa procedere lo Spirito Santo.
[10] Modo sbagliato di offrire sacrifici: Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: “Parla a tutto il popolo del paese e a tutti i sacerdoti e dì loro: Quando avete fatto digiuni e lamenti nel quinto e nel settimo mese per questi settant’anni, lo facevate forse per me? Quando avete mangiato e bevuto non lo facevate forse per voi? Non è questa forse la parola che vi proclamava il Signore per mezzo dei profeti del passato, quando Gerusalemme era ancora abitata e in pace ed erano abitate le città vicine e il Negheb e la pianura?” (Zc 7,4-7).
[11] Forma da usare per presentare a Dio sacrifici e preghiere: “Ecco ciò che dice il Signore: Praticate la giustizia e la fedeltà; esercitate la pietà e la misericordia ciascuno verso il suo prossimo. Non frodate la vedova, l’orfano, il pellegrino, il misero e nessuno nel cuore trami il male contro il proprio fratello” (Zc 7,9-10).
[12] Ma essi hanno rifiutato di ascoltarmi, mi hanno voltato le spalle, hanno indurito gli orecchi per non sentire. Indurirono il cuore come un diamante per non udire la legge e le parole che il Signore rivolgeva loro mediante il suo spirito, per mezzo dei profeti del passato. Così si accese un grande sdegno da parte del Signore. Come al suo chiamare essi non vollero dare ascolto, così quand’essi grideranno, io non li ascolterò, dice il Signore. “Io li ho dispersi fra tutte quelle nazioni che essi non conoscevano e il paese si è desolato dietro di loro, senza che alcuno lo percorresse; la terra di delizie è stata ridotta a desolazione” (Zc 7,11-14).
[13] Scritto il 25 marzo 1944.
[14] Il Signore parlò ancora ad Acaz: “Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore” (Is 7,10-12).
[15] Invece è l’Eterno Padre che parla, come è scritto al termine del dettato.
[16] Matteo 16, 1-4; Marco 8, 11-13; Luca 11, 29-32.
[17] Apocalisse 13, 1-18
[18] Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno” (Is 7,13-14).
[19] Esodo 3, 14.
[20] Genesi 6, 7.
[21] Genesi 9, 1.
[22] Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno” (Is 7,13-14).
[23] Umiltà e nascondimento del Messia: “Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché pima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re” (Is 7, 15-16).
[24] Isaia 7, 15.
[25] Mostruosità e terrorismo contemporaneo: “Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda: manderà il re di Assiria”. Avverrà in quel giorno: il Signore farà un fischio alle mosche che sono all’estremità dei canali di Egitto e alle api che si trovano in Assiria. Esse verranno e si poseranno tutte nelle vali ricche di burroni, nelle fessure delle rocce, su ogni cespuglio e su ogni pascolo. Caduta dei capi terroristi e mafiosi: In quel giorno il Signore raderà con rasoio preso in affitto oltre il fiume, cioè il re assiro, il capo e il pelo del corpo, anche la barba toglierà via (Is 7,17-20).
[26] Abbondanza delle rivelazioni celesti: Avverrà in quel giorno: ognuno alleverà una giovenca e due pecore. Per l’abbondanza dei latte che faranno, si mangerà la panna; di panna e miele si ciberà ogni superstite in mezzo a questo paese (Is 7,21-22). Tanto per nominare alcune: Il Vangelo del Regno di Dio e il Catechismo del Regno dei cieli, rivelati a Maria Valtorta. L’opera degli angeli rivelata a una mistica austriaca; Il Regno della volontà di Dio, rivelata a Luisa Piccarreta… Cum Clamore Valido, Grido di supplica di Dio all’umanità, rivelata a una anima che rimane anonima.
[27] Esodo 32, 33-34.
[28] Numeri 24, 17.
[29] Scritto il 17 dicembre 1943. Deuteronomio Cap. 1, v. 26‑29‑35‑43.
[30] Fede accomodata al modo di vita: Ecco il Signore tuo Dio ti ha posto il paese dinanzi; entra, prendine possesso, come il Signore Dio dei tuoi padri ti ha detto; non temere e non ti scoraggiare! Voi diceste: Mandiamo uomini innanzi a noi, che esplorino il paese e ci riferiscano. Quelli si incamminarono ed esplorarono il paese. E ci fecero questa relazione: È buono il paese che il Signore nostro Dio sta per darci. Ma voi non voleste entrarvi e vi ribellaste all’ordine del Signore vostro Dio; mormoraste nelle vostre tende e diceste: Il Signore ci odia, per questo ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto per darci in mano agli Amorrei e per distruggerci. Dove possiamo andare noi? I nostri fratelli ci hanno scoraggiati dicendo: Quella gente è più grande e più alta di noi; le città sono grandi e fortificate fino al cielo; abbiamo visto là perfino dei figli degli Anakiti (Dt 1,21-28).
[31] Il Signore precede e opera: Allora dissi a voi: Non spaventatevi e non abbiate paura di loro. Il Signore stesso vostro Dio, che vi precede, combatterà per voi, come ha fatto tante volte sotto gli occhi vostri in Egitto e come ha fatto nel deserto, dove hai visto come il Signore tuo Dio ti ha portato, come un uomo porta il proprio figlio, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati qui. Nonostante questo, non aveste fiducia nel Signore vostro Dio che andava innanzi a voi nel cammino per cercarvi un luogo dove porre l’accampamento: di notte nel fuoco, per mostrarvi la via dove andare, e di giorno nella nube (Dt 1,29-33)
[32] Fine di ogni generazione perversa: Il Signore udì le vostre parole, si adirò e giurò: Nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon paese che ho giurato di dare ai vostri padri, se non Caleb, figlio di Iefunne. Egli lo vedrà e a lui e ai suoi figli darò la terra che ha calcato, perché ha pienamente seguito il Signore. Anche contro di me si adirò il Signore, per causa vostra, e disse: Neanche tu vi entrerai, ma vi entrerà Giosuè, figlio di Nun, che sta al tuo servizio; incoraggialo, perché egli metterà Israele in possesso di questo paese. E i vostri bambini, dei quali avete detto: Diventeranno oggetto di preda! E i vostri figli, che oggi non conoscono né il bene né il male, essi vi entreranno; a loro lo darò ed essi lo possiederanno. Ma voi volgetevi indietro e incamminatevi verso il deserto (Dt 1,34-40).
[33] Ad esempio, nel dettato del 15 agosto, pag. 87.
[34] Scritto il 17 novembre 1943. Isaia cap. 10°.
[35] Guai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive, per negare la giustizia ai miseri e per frodare del diritto i poveri del mio popolo, per fare delle vedove la loro preda e per spogliare l’orfano (Is 10,1-2).
[36] che potesse è nostra correzione da potessero. Il seguente permettere lo fossero è correzione della scrittrice da un esserlo, davanti al quale stava bene quel potessero
[37] Ma che farete nel giorno del castigo, quando da lontano sopraggiungerà la rovina? A chi ricorrerete per protezione? Dove lascerete la vostra ricchezza? Non vi resterà che piegarvi tra i prigionieri o cadere tra i morti. Con tutto ciò non si calma la sua ira e ancora la sua mano rimane stesa (Is 10,3-4).
[38] Bastone e verga della collera di Dio: Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno. Contro una nazione empia io la mando e la comando contro un popolo con cui sono in collera perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. (Is 10,5-6).
[39] Alterigia del Tiranno: Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Anzi dice: “Forse i miei capi non sono altrettanti re? Quando il Signore avrà terminato tutta l’opera sua sul monte Sion e a Gerusalemme, punirà l’operato orgoglioso della mente del re di Assiria e ciò di cui si gloria l’alterigia dei suoi occhi. l’operato orgoglioso: Poiché ha detto: “Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un gigante coloro che sedevano sul trono. La mia mano, come in un nido, ha scovato la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra; non vi fu battito d’ala, nessuno apriva il becco o pigolava”. Ogni tiranno è solo uno strumento: Può forse vantarsi la scure con chi taglia per suo mezzo o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia? Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna e una verga sollevare ciò che non è di legno! Sarà colpito a morte: Perciò il Signore, Dio degli eserciti, manderà una peste contro le sue più valide milizie; sotto ciò che è sua gloria arderà un bruciore come bruciore di fuoco; esso consumerà anima e corpo e sarà come un malato che sta spegnendosi (Is 10,7-16).
[40] Futuro glorioso: La luce di Israele diventerà un fuoco, il suo santuario una fiamma; essa divorerà e consumerà rovi e pruni in un giorno, la magnificenza della sua selva e del suo giardino; il resto degli alberi nella selva si conterà facilmente, persino un ragazzo potrebbe farne il conto. Il piccolo Resto: In quel giorno il resto di Israele e i superstiti della casa di Giacobbe non si appoggeranno più su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo di Israele, con lealtà. Tornerà il resto, il resto di Giacobbe, al Dio forte. Decreto di sterminio: Poiché anche se il tuo popolo, o Israele, fosse come la sabbia del mare, solo un suo resto ritornerà; è decretato uno sterminio che farà traboccare la giustizia, poiché un decreto di rovina eseguirà il Signore, Dio degli eserciti, su tutta la regione. (Is 10,17-23).
[41] Il Signore alzerà lo scettro sull’Anticristo: Pertanto così dice il Signore, Dio degli eserciti: “Popolo mio, che abiti in Sion, non temere l’Assiria che ti percuote con la verga e alza il bastone contro di te come già l’Egitto. Perché ancora un poco, ben poco, e il mio sdegno avrà fine; la mia ira li annienterà”. Contro di essa il Signore degli eserciti agiterà il flagello, come quando colpì Madian sulla rupe dell’Oreb; alzerà la sua verga sul mare come fece con l’Egitto. In quel giorno sarà tolto il suo fardello dalla tua spalla e il suo giogo cesserà di pesare sul tuo collo (Is 10,24-27).
[42] Opera di anime eroiche e di vittime di carità: Ecco il Signore, Dio degli eserciti, che strappa i rami con fracasso; le punte più alte sono troncate, le cime sono abbattute. È reciso con il ferro il folto della selva e il Libano cade con la sua magnificenza (Is 10,33-34).
[43] sono è nostra correzione da è
[44] Scritto il 25 – 10 – 1943.
[45] Scritto il 23 ottobre 1943.
[46] Ecco, ti faccio piccolo fra le nazioni, tu sei molto spregevole. L’orgoglio del tuo cuore ti ha esaltato, tu che abiti nei crepacci rocciosi, delle alture fai la tua dimora e dici in cuor tuo: “Chi potrà gettarmi a terra?” (erano parole del Duce) Abdia (2-3).
[47] è è aggiunto da noi.
[48] La Santa Sindone, che è custodita nel Duomo di Torino.
[49] Regione di origine dei Savoia.
[50] Anche se t’innalzassi come un’aquila (la prima capsula spaziale mandata sulla luna i cristiani americani la chiamarono Aquila) e collocassi il tuo nido fra le stelle (stanno progettando la costruzione di una città spaziale) di lassù ti farei precipitare (Abdia 2-4).
[51] Se entrassero da te ladri o predoni di notte, – come sarebbe finita per te! – non ruberebbero quanto basta loro? Se vendemmiatori venissero da te, non ti lascerebbero forse se non qualche grappolo? Come è stato perquisito Esau, come sono stati scovati i suoi nascondigli! (Abdia 5-6) il Tesoro del Vaticano e dei santuari faranno la stessa fine.
[52] Perciò arriveranno i ladri e i predoni i vendemmiatori anche per questo cristianesimo superbo, derisore, leggero e peccatore e dei tesori del Vaticano, delle ricchezze dei Santuari e dei beni culturali della Chiesa non rimarrà altro che amari ricordi di aver tradito il Cristo che aveva esplicitamente comandato: “Non accumulate tesori sulla terra”
[53] Ti hanno cacciato fino alla frontiera (il Duce fu preso alle frontiere con la Svizzera), tutti i tuoi alleati ti hanno ingannato (il Duce fu ingannato dai sui alleati), i tuoi amici ti hanno vinto (ucciso da loro), quelli che mangiavano il tuo pane ti hanno teso tranelli: in lui non c’è senno. Forse in quel giorno non disperderò i saggi da Edom e l’intelligenza dal monte di Esau? (Abdia 7-8).
[54] Saranno fiaccati i tuoi prodi, o Teman, e sarà sterminato ogni uomo dal monte di Esau. Per la carneficina e la violenza contro Giacobbe tuo fratello (l’olocausto degli Ebri) la vergogna ti coprirà e sarai sterminato per sempre. Poiché tu eri presente quando gli stranieri ne deportavano le ricchezze, quando i forestieri entrano per le sue porte e gettavano le sorti su Gerusalemme, anzi ti sei comportato come uno di loro. (Abdia 9-11).
[55] Non guardare con gioia al giorno di tuo fratello, al giorno della sua sventura. Non gioire dei figli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non varcare la soglia del mio popolo nel giorno della sua sventura, non guardare con compiacenza la sua calamità; non stendere la mano sui suoi beni nel giorno della sua sventura. Non appostarti ai crocicchi delle strade, per massacrare i suoi fuggiaschi; non fare mercato dei suoi superstiti, nel giorno dell’angoscia. Perché è vicino il giorno del Signore contro tutte le genti. Come hai fatto tu, così a te sarà fatto, ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo. Poiché come avete bevuto sul mio monte santo così berranno tutte le genti senza fine, berranno e tracanneranno: e saranno come se non fossero mai stati. (Abdia 12-16).
[56] Non guardare con gioia al giorno di tuo fratello, al giorno della sua sventura. Non gioire dei figli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non varcare la soglia del mio popolo nel giorno della sua sventura, non guardare con compiacenza la sua calamità; non stendere la mano sui suoi beni nel giorno della sua sventura. Non appostarti ai crocicchi delle strade, per massacrare i suoi fuggiaschi; non fare mercato dei suoi superstiti, nel giorno dell’angoscia. Perché è vicino il giorno del Signore contro tutte le genti. Come hai fatto tu, così a te sarà fatto, ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo. Poiché come avete bevuto sul mio monte santo così berranno tutte le genti senza fine, berranno e tracanneranno: e saranno come se non fossero mai stati. (Abdia 12-16).
[57] Breve nota del portavoce sul desiderio di Gesù di essere pregato come Redentore, e sul dolore che a lei è stato procurato dal dettato che precede.
[58] Scritto lo stesso 10 novembre 1943
[59] Popolo carico di iniquità! Guai, gente peccatrice, popolo carico di iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo di Israele, si sono voltati indietro; perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni? La testa è tutta malata, tutto il cuore langue. Dalla pianta dei piedi alla testa non c’è in esso una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio (Is 1,4-6).
[60] libidine è nostra correzione da libidine
[61] L’anima e lo spirito divorati dai demoni: Il vostro paese è devastato, le vostre città arse dal fuoco. La vostra campagna (il corpo, l’anima e lo spirito), sotto i vostri occhi (col consenso della vostra volontà), la divorano gli stranieri (i demoni); è una desolazione come Sodoma distrutta. È rimasta sola la figlia di Sion come una capanna in una vigna, come un casotto in un campo di cocomeri, come una città assediata. Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un resto, già saremmo come Sodoma, simili a Gomorra (Is 1,7-9).
[62] Dio non può sopportare delitto e solennità: Udite la parola del Signore, voi capi di Sodoma; ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra! “Che m’importa dei vostri sacrifici senza numero?” dice il Signore. “Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede da voi che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili, l’incenso è un abominio per me; novilunio, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare delitto e solennità. I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. Le vostre mani grondano sangue (Is 1,10-15).
[63] Cessate di fare il male, imparate a fare il bene: “Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova” dice il Signore. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato” (Is 1,16-20).
[64] Come mai è divenuta una prostituta la città fedele? Era piena di rettitudine, la giustizia vi dimorava; ora invece è piena di assassini! Il tuo argento è diventato scoria, il tuo vino migliore è diluito con acqua. I tuoi capi sono ribelli e complici di ladri; tutti sono bramosi di regali, ricercano mance, non rendono giustizia all’orfano e la causa della vedova fino a loro non giunge (Is1,21-23).
[65] Sacrificate i vostri sconci amori: Perciò, oracolo del Signore, Dio degli eserciti, il Potente di Israele: “Ah, esigerò soddisfazioni dai miei avversari, mi vendicherò dei miei nemici. Stenderò la mano su di te, purificherò nel crogiuolo le tue scorie, eliminerò da te tutto il piombo. Renderò i tuoi giudici come una volta, i tuoi consiglieri come al principio. Dopo, sarai chiamata città della giustizia, città fedele” (Is 1,24-26).
[66] Scritto il 26 febbraio 1944. Commentando il Salmo 94.
[67] Tormentati dai “grandi peccatori”: Dio che fai giustizia, o Signore, Dio che fai giustizia: mostrati! Alzati, giudice della terra, rendi la ricompensa ai superbi. Fino a quando gli empi, Signore, fino a quando gli empi trionferanno? Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno tutti i malfattori? (Sal 94,1-4).
[68] Matteo 7, 3-5; Luca 6, 41-42.
[69] Oppressori dell’eredità del Signore: Signore, calpestano il tuo popolo, opprimono la tua eredità. Uccidono la vedova e il forestiero, danno la morte agli orfani. Dicono: “Il Signore non vede, il Dio di Giacobbe non se ne cura”. (Sal 93,5-7)
[70] Gli insensati tra il popolo: Comprendete, insensati tra il popolo, stolti, quando diventerete saggi? Chi ha formato l’orecchio, forse non sente? Chi ha plasmato l’occhio, forse non guarda? Chi regge i popoli forse non castiga, lui che insegna all’uomo il sapere?? Il Signore conosce i pensieri dell’uomo: non sono che un soffio (Sal 93,8-11).
[71] Per l’adultero e per l’empio è già scavata la fossa: Beato l’uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua legge, per dargli riposo nei giorni di sventura, finché all’empio sia scavata la fossa. Perché il Signore non respinge il suo popolo, la sua eredità non la può abbandonare, ma il giudizio si volgerà a giustizia, la seguiranno tutti i retti di cuore. Sal 93,12-15
[72] Chi sorgerà per me contro i malvagi? Chi starà con me contro i malfattori? Se il Signore non fosse il mio aiuto, in breve io abiterei nel regno del silenzio. Quando dicevo: “Il mio piede vacilla”. La tua grazia, Signore, mi ha sostenuto. Quand’ero oppresso dall’angoscia, il tuo conforto mi ha consolato (Sal 93,16-19).
[73] Dio non è alleato dell’uomo iniquo: Può essere tuo alleato un tribunale iniquo, che fa angherie contro la legge? Si avventano contro la vita del giusto, e condannano il sangue innocente. Mas il Signore è la mia difesa, roccia del mio rifugio è il mio Dio; egli ritorcerà contro di essi la loro malizia, per la loro perfidia li farà perire, li farà perire il Signore, nostro Dio (Sal 93,20-23).
[74] Il 28 luglio 1943, ne «i quaderni del 1943»
[75] Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce (Sal 95,1-2.6-7).
[76] Scritto il 20 novembre 1943. Isaia Cap. 22 v. 11‑14‑18
[77] Non c’è aiuto di Dio per i distruttori: “Stornate lo sguardo da me, che io pianga amaramente; non cercate di consolarmi per la desolazione della figlia del mio popolo”. Poiché è un giorno di panico, di distruzione e di smarrimento, voluto dal Signore. Così egli toglie la protezione di Giuda. Voi guardavate in quel giorno alle armi del palazzo della Foresta; le brecce della città di Davide avete visto quante fossero; avete raccolto le acque della piscina inferiore, avete contato le case di Gerusalemme e demolito le case per fortificare le mura; avete costruito un serbatoio fra i due muri per le acque della piscina vecchia; ma voi non avete guardato a chi ha fatto queste cose, né avete visto chi ha preparato ciò da tempo. Vi invitava il Signore in quel giorno, al pianto e al lamento, a rasarvi il capo e a vestire il sacco. Ecco invece si gode e si sta allegri, si sgozzano buoi e si scannano greggi, si mangia carne e si beve vino: “Si mangi e si beva, perché domani moriremo!”. Ma il Signore si è rivelato ai miei orecchi: “Certo non sarà espiato questo vostro peccato, finché non sarete morti” (Is 22, 4-5.8-14).
[78] Fine di ogni ministro presuntuoso: Cosi dice il Signore: “Recati da questo ministro, presso Sebnà, il maggiordomo, che si taglia in alto il sepolcro e si scava nella rupe la tomba: Che cosa possiedi tu qui e chi hai tu qui, che ti stai scavando qui un sepolcro? Ecco, il Signore ti scaglierà giù a precipizio, o uomo, ti afferrerà saldamente, ti rotolerà ben bene a rotoli come palla, verso un esteso paese. Là morirai e là finiranno i tuoi carri superbi, o ignominia del palazzo del tuo padrone! Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto” (Is 22,15-19).
[79] Il potere delle chiavi di Pietro: In quel giorno chiamerò il mio servo Eliakìm; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato dei Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide; se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. Lo conficcherò come un paletto in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre. (Is 22,20-23).
[80] È il Papa, come appare dalle parole che seguono.
[81] A lui attaccheranno ogni gloria della casa di suo padre: discendenti e nipoti, ogni vaso anche piccolo, dalle tazze alle anfore”. In quel giorno cederà il paletto conficcato in luogo solido, si spezzerà, cadrà e andrà in frantumi tutto ciò che vi era appeso, perché il Signore ha parlato (Is 22,24-25).
[82] Scritto il 1° giugno 1943.
[83] Scritto il 21 luglio 1943.
[84] Come nello scritto del 31 maggio, pag. 5.
[85] sono cresciute è nostra correzione da è cresciuta
[86] Genesi 1,3-5.
[87] A proposito di tali benedizioni e maledizioni si può leggere, per esempio: Lv 26; Dt 7,11-16; 11,26-28; 28.
[88] giaciglio è nostra correzione da giaciglio
[89] Giovanni 1,9-11; 8,12.
[90] Ebrei 9,1-5.
[91] gioverebbe è nostra correzione da giovasse
[92] Scritto il 24 luglio 1943.
[93] Soprattutto nei dettati del 21 e del 22 luglio (pag. 152 e seguenti)
[94] Scritto il 31 agosto 1943.
[95] Mt 15,19-20.
[96] Mt 7,15-20; 12,33; Lc 6,43-45.
[97] 1 Cor 10,13.
[98] Scritto il 1° ottobre 1943, ore 19.
[99] Il Portavoce spiega come sia rimasta sconvolta da certe curiosità sul suo segreto e vorrebbe non più scrivere resistendo alla Voce, che però non l’accontenta e le presenta un passo di Isaia, rispondendo in tal modo ai suoi dubbi.
[100] Missione del Portavoce: “Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce; dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati” (Is 58,1).
[101] La ricerca dell’ebbro: “Mi ricercano ogni giorno. Bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio” (Is 58,2)
[102] abbrutimento è nostra correzione da abbrutimento
[103] Il digiuno del bugiardo: “Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?” Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?” (Is 58,3-5).
[104] è sembra sovrapposto a sono; e il seguente colpevole sembra corretto da colpevoli
[105] Il digiuno voluto da Dio: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?” (Is 58,6-7).
[106] La gloria del Signore ti seguirà: “Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio”. (Is 58,8-10).
[107] “Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi. Se tratterrai il piede dal violare la domenica, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai la domenica delizia e venerando il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare, allora troverai la delizia nel Signore. Io ti farò calcare le alture della terra, ti farò gustare l’eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del Signore ha parlato” (Is 58,11-14).
[108] Scritto lo stesso 29 dicembre 1943.
[109] ho è aggiunto da noi.
[110] Ez 7,10.
[111] Gn 6,17.
[112] Gn 19,23-25.
[113] Pietro novello, Cristo in terra: Al Papa viene ripetuto l’invito a vigilare e a pregare, non essendo questo il momento di morire per il Cristo, bensì di difendere e di istruire. La piaga già rode e molte luci sacerdotali sono spente o languono. Il Papa supplisca a tutte le deficienze, faccia risentire la dottrina del Cristo e riporti la pace alla terra.
[114] torni è aggiunti da noi.
[115]Scritto il 20 marzo 1945, pag. 42.
[116]Gn 19, 24‑25
[117]Sp 12, 1‑2.
[118] Come a pag. 24 nota 1.
[119]Sp 12, 3‑7.
[120]Sp 14, 2 1.
[121]Sp 14, 22‑29.
[122] Per l’appellativo di ” piccolo Giovanni “, che ricorre spesso, vedi I quaderni del 1944, pag. 74 nota 16.
[123] Probabile riferimento al dettato dei 23 aprile 1943, né I quaderni del 1943, pag. 83.
[124]Scritto il 25 marzo 1945.
[125] Scritto il 22 luglio 1943.
[126] Luca 19,41-44.
[127] Matteo 7,24-27; 16,16-18; Luca 6,46-49.
[128] Matteo 14,13-21; 15,32-39; Marco 6,30-36; 8,1-9; Luca 9,10-17; Giovanni 6,1-13.
[129] Daniele 9,27; 11,31; 12,11; Matteo 24,15; Marco 13,14.
[130] Su una copia dattiloscritta, la scrittrice annota in margine, a matita: Dopo tre giorni cade Mussolini e 50 giorni dopo il Vaticano è circondato da tedeschi.
[131]Scritto il Martedì 12 marzo 1946. L’intera pagina di quaderno, che inizia con la data e termina con le prime parole di Azaria, è cassata con tratti di penna trasversali.
[132]La Buona Novella rifiutata dal clero farisaico: Mi disse: “Figlio del l’uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va’ e parla alla casa d’Israele”. Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: “Figlio dell’uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo”. Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele. Poi egli mi disse: “Figlio dell’uomo, va’, recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie parole, poiché io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti; non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei quali tu non comprendi le prole: se a loro ti avessi inviato, ti avrebbero ascoltato; ma gli Israeliti non vogliono ascoltare te, perché non vogliono ascoltare me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice di cuore ostinato. Ecco io ti do una faccia tosta quanto la loro e una fronte dura quanto la loro fronte. Come diamante, più dura della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti a loro; sono una genìa di ribelli” (Ez 3,1-9).
È doloroso costatare che dopo tanti anni ancora assistiamo all’opposizione degli scribi e dei farisei del 2005, raffinati, educati, colti, eleganti, di classe distinti, signorili, perfetti; ma puntigliosi, testardi, ostinati, cocciuti, caparbi, irriducibili, pignoli, minuziosi, cavillosi, pedanti, e ciò che è peggio ancora, superbi, orgogliosi, altezzosi, pieni di sé, boriosi, gonfi, sdegnosi, immonde asti, sprezzanti, protervi. Di un clero simile non verrà mai l’approvazione dell’Opera se non per un grande miracolo del nostro buon Dio.
[133]A questo punto, nello spazio di un rigo, è stata aggiunta con scrittura minuta un’annotazione tra parentesi, che siamo riusciti a leggere benché sia stata cassata con la penna: (Nota mia del 9-12-47. E infatti, coll’assistere al mio martirio di questi ultimi 20 mesi e specie dopo l’urto con p. Migliorini del giugno c. anno, Giuseppe non vuol più saperne di preti… Io spero solo nell’approvazione dell’Opera per ricondurlo alla pratica dei Sacramenti…)
[134]I quattro vangeli in uno: Al centro apparve la figura di quattro esseri animati. Quanto alle loro fattezze ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’aquila. Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva, muovendosi, non si voltavano indietro. Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro (Trasformazione degli evangelizzati). Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. Gli esseri andavano a venivano come un baleno (Ez 1,5.10-14).
[135]La Buona Novella e la Parola che dà la Vita eterna data a figli testardi: “Figlio dell’uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. Ascoltino o non ascoltino – perché sono una genìa di ribelli – sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Ma tu, non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genìa di ribelli. E tu ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do”. Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all’interno e all’esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai (Ez 2,3-9).
[136]La Buon Novella annunziato alle nazioni: Mi disse ancora: “Figlio dell’uomo, tutte le parole che ti dico accogliele nel cuore e ascoltale con gli orecchi: poi va’, recati dai deportati, dai figli del tuo popolo (nazioni ancora cristiane), e parla loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non ascoltino”. Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore: “Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimore!”. Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l’una contro l’altra (Il Vangelo annunziato alle nazioni pagane): e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono. Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l’animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me (Ez 3,1.14).
[137]Scritto il 13 marzo 1946(ciò è scritto anche sul quaderno dei Vangeli)
[138]Scritto il 19 ottobre 1947, pag. 483.
[139] 5 maggio 1947, Pag. 450.
[140]In Autobiografia, pag. 213dell’edizione del 1981.
[141] Scritto lo stesso 25 ottobre 1943.
[142] Gv 12,24.
[143] Mt 12,31-32; Mc 3,28-30; Lc 12,10.
[144] Gv 14,15-26.
[145]Scritto il 31 ottobre 1947, pag. 490.
[146] Vedi pag. 151 nota 1.
[147]Il nuovo direttore spirituale era P. Luigi Lopalco, passionista (Vedi I Quaderni dal 1945 al 1950, pag. 259 nota 1).
[148] Tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz, Bildad e Zofar e si accordarono per andare a consolarsi con lui e a consolarlo. Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. Poi sedettero acanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molo grande era il suo dolore. (Gb 2, 11-13) Nei capitoli seguenti si capisce l’intransigenza, la superbia e la durezza di questi dottori.
[149] Scritto lo stesso 14 giugno 1943. Udita il giorno 10 giugno e copiata il 14.
[150] Nel dettato del 15 giugno, pag. 114.
[151] Daniele 9,27; 11,31; 12,11; Matteo 24,15; Marco 13,14.
[152] Quaderni del 43 Op. Cit. Scritto il 28 ottobre 1943, pag. 501.
[153] Troppo “illecito” fatto divenire “lecito”: “Figlio dell’uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d’Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque è stato dato in possesso il paese! Perciò dirai loro: Così dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne con il sangue (i mostri attuali), sollevate gli occhi ai vostri idoli (riti satanici), versate il sangue (terrorismo contemporaneo), e vorreste avere in possesso il paese? Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo prossimo e vorreste avere in possesso il paese? Annunzierai loro: Dice il Signore Dio: Com’è vero ch’io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; darò in pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste. Ridurrò il paese ad una solitudine e a un deserto e l’orgoglio della sua forza cesserà. I monti d’Israele saranno devastati, non ci passerà più nessuno. Sapranno che io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi (Ez 33, 23‑29).
[154] Mt 27,51-54; Mc 15,38; Lc 23,45.
[155] Cristiani del cuore ipocrita: “Figlio dell’uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l’un l’altro: Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal Signore. In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno. Ecco, tu sei per loro come una canzone d’amore: bella è la voce e piacevole l’accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c’è un profeta in mezzo a loro” (Ez 33,30-33).
[156] Ez 33,32.
[157] Cristiani del cuore insensibile: “Va’ e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, osservate pure, ma senza conoscere. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito” (Is 6,9-10). Ez 34, 1‑30.
[158] li guarisca/ Is 6,9-10; Mt 13,14-15; Mc 4,11-12; Lc 8,9-10; Gv 12,39-40.
[159] Cristiani adulteri e malvagi: “Figlio dell’uomo, tu abiti in mezzo a una genìa di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli” (Ez 12,2). Io dissi: “Fino a quando, Signore?”. Egli rispose: “Finché non siano devastate le città, senza abitanti, le case senza uomini e la campagna resti deserta e desolata”. Il Signore scaccerà la gente e grande sarà l’abbandono nel paese. Ne rimarrà una decima parte, ma di nuovo sarà preda della distruzione come una quercia e come un terebinto, di cui alla caduta resta il ceppo. Progenie santa sarà il suo ceppo (Is 6,11-13) Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c’è un profeta in mezzo a loro” (Ez 33,33).
[160] Guai ai Vescovi che pascono sé stessi: “Guai ai pastori d’Israele, che pascono sé stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza (Ez 34,2-4).
[161] Già in altri dettati, soprattutto in quelli del 22 luglio (pag. 233) e del 5 agosto (pag. 243).
[162] Guai ai Sacerdoti che disperdono il gregge: “Per colpa del pastore si sono disperse le pecore e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura. Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: Com’è vero ch’io vivo, poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto” (Ez 34,5-10).
[163] Il Vangelo del Regno di Dio: “Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d’Israele; là riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d’Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia” (Ez 34,11-16).
[164] Il Pastore giusto: “Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri. Non vi basta pascolare in buone pasture, volete calpestare con i piedi il resto della vostra pastura; non vi basta bere acqua chiara, volete intorbidare con i piedi quella che resta. Le mie pecore devono brucare ciò che i vostri piedi hanno calpestato e bere ciò che i vostri piedi hanno intorbidato. Ecco, io giudicherò fra pecora grassa e pecora magra. Poiché voi avete spinto con il fianco e con le spalle e cozzato con le corna le più deboli fino a cacciarle e disperderle, io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda: farò giustizia fra pecora e pecora” (Ez 34,17-22)
[165] Gesù Messia: “Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro. Stringerò con esse un’alleanza di pace e farò sparire dal paese le bestie nocive, cosicché potranno dimorare tranquille anche nel deserto e riposare nelle selve. Farò di loro e delle regioni attorno al mio colle una benedizione: manderò la pioggia a tempo opportuno e sarà pioggia di benedizione. Gli alberi del campo daranno i loro frutti e la terra i suoi prodotti; essi abiteranno in piena sicurezza nella loro terra. Sapranno che io sono il Signore, quando avrò spezzato le spranghe del loro giogo e li avrò liberati dalle mani di coloro che li tiranneggiano. Non saranno più preda delle genti, né li divoreranno le fiere selvatiche, ma saranno al sicuro e nessuno li spaventerà.” (Ez 34,23-28).
[166] Il primo filtro fu la passione del Cristo sotto Poncio Pilato. Il secondo filtro, già molto vicino, è la passione della Chiesa contemporanea sotto l’Anticristo. Il terzo sarà la passione della Sposa (Chiesa del Regno messianico) sotto Satana stesso nella sua ultima manifestazione.
[167] “Farò germogliare per loro una florida vegetazione; non saranno più consumati dalla fame nel paese e non soffriranno più il disprezzo delle genti. Sapranno che io, il Signore, sono il loro Dio e loro, la gente d’Israele, sono il mio popolo. Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono io vostro Dio” (Ez 34,29-31).
[168] Quaderni del 43 Op. Cit. Scritto il 30 – 1 – 1943, pag. 511
[169] Amate la giustizia, voi che governate sulla terra, rettamente pensate del Signore, cercatelo con cuore semplice. Egli infatti si lascia trovare da quanti non lo tentano, si mostra a coloro che non si curano di credere in Lui (Sap 1,2).
[170] I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio; l’onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti. La sapienza non entra in un’anima che opera il male né abita in un corpo schiavo del peccato. Il santo spirito che ammaestra rifugge dalla finzione, se ne sta lontano dai discorsi insensati, è cacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia (Sap 1,3-5).
[171] Nel dettato del 23 ottobre, pag. 490.
[172] Lo Spirito del Signore riempie l’Universo: La sapienza è uno spirito amico degli uomini; ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti e osservatore verace del suo cuore e ascolta le parole della sua bocca. Difatti lo spirito del Signore riempie l’universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce. Per questo non gli sfuggirà chi proferisce cose ingiuste, la giustizia vendicatrice non lo risparmierà (Sap 1,6-8).
[173] La menzogna uccide l’anima: Si indagherà infatti sui propositi dell’empio, il suono delle sue parole giungerà fino al Signore a condanna delle sue iniquità; poiché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto. Guardatevi pertanto da un vano mormorare, preservate la lingua della maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto, una bocca menzognera uccide l’anima (Sap 1,9-11).
[174] Scritto il 29 luglio 1943. Tessere nere.
[175] A questo punto la scrittrice lascia un breve spazio, nel quale poi scrive a matita: cap. 26‑33
[176] allineiamole è nostra correzione da allineiamole
[177] Is 26,10: “Si usi pure clemenza all’empio, non imparerà la giustizia; sulla terra egli distorce le cose diritte e non guarda alla maestà del Signore”
[178] Is 28,14-15: v.14 Perciò ascoltate la parola del Signore, uomini arroganti, signori di questo popolo che sta in Gerusalemme: v.15 “Voi dite: Abbiamo concluso un’alleanza con la morte, e con gli inferi abbiamo fatto lega; il flagello del distruttore, quando passerà, non ci raggiungerà; perché ci siamo fatti della menzogna un rifugio e nella falsità ci siamo nascosti”.
[179] Is 28,18-19: v.18 “Sarà cancellata la vostra alleanza con la morte; la vostra lega con gli inferi non reggerà. Quando passerà il flagello del distruttore, voi sarete la massa da lui calpestata. v.19 Ogni volta che passerà, vi prenderà, poiché passerà ogni mattino, giorno e notte. E solo il terrore farà capire il discorso”.
[180] Is 28,22: “Ora cessate di agire con arroganza perché non si stringano di più le vostre catene, perché un decreto di rovina io ho udito, da parte del Signore, Dio degli eserciti, riguardo a tutta la terra”.
[181] Is 29,15-16: v.15 Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore per dissimulare i loro piani, a coloro che agiscono nelle tenebre, dicendo: “Chi ci vede? Chi ci conosce?”. v. 16 Quanto siete perversi! Forse che il vasaio è stimato pari alla creta? Un oggetto può dire del suo autore: “Non mi ha fatto lui”? E un vaso può dire del vasaio: “Non capisce”?
[182] Is 30,1: Guai a voi, figli ribelli che fate progetti da me non suggeriti, vi legate con alleanze che io non ho ispirate così da aggiungere peccato a peccato.
[183] Is 30,12-14: v.12 Pertanto dice il Santo di Israele: “Poiché voi rigettate questo avvertimento e confidate nella perversità e nella perfidia, ponendo a vostro sostegno, v.13 ebbene questa colpa diventerà per voi come una breccia che minaccia di crollare, che sporge su un alto muro, il cui crollo avviene in un attimo, improvviso, v.14 e si infrange come un vaso di creta, frantumato senza misericordia, così che non si trova tra i suoi frantumi neppure un coccio con cui si possa prendere fuoco dal braciere o attingere acqua dalla cisterna”
[184] Is 31,1-3: Guai a quanti scendono in Egitto per cercar aiuto, e pongono la speranza nei cavalli, confidano nei carri perché numerosi e sulla cavalleria perché molto potente, senza guardare al Santo di Israele e senza cercare il Signore. v.2 Eppure anch’egli è capace di mandare sciagure e non rinnega le sue parole. Egli alzerà contro la razza dei malvagi e contro l’aiuto dei malfattori. v.3 L’Egiziano è un uomo e non un dio, i suoi cavalli sono carne e non spirito. Il Signore stenderà la sua mano: inciamperà chi porta aiuto e cadrà chi è aiutato, tutti insieme periranno.
[185] Is 26,10: “Si usi pure clemenza all’empio, non imparerà la giustizia. Farà cose inique nella terra dei santi. Non vedrà la gloria del Signore”
[186] Is 28,14-15: Ascoltate, o schernitori, capi del mio popolo che è in Gerusalemme. ‘Abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo stretto un patto con l’inferno’. i flagelli non verranno sopra di noi, perché abbiamo posto le nostre speranze sulla menzogna e dalla menzogna siamo protetti’
[187] Is 28,18-19: ‘Sarà distrutta la vostra alleanza con la morte, non esisterà più il vostro patto con l’inferno; quando passerà tempestoso il flagello vi travolgerà seco. E soltanto gli strapazzi vi faranno capire la lezione’
[188] in cui è nostra correzione da che
[189] Guai a voi che vi rintanate nel vostro cuore per celarne al Signore i disegni! Fanno nelle tenebre le opere loro e dicono: ‘Chi ci vede? Chi ci riconosce?’ Perverso è questo vostro pensiero Is 29,15-16 questa colpa diventerà per voi come una breccia che minaccia di crollare, che sporge su un alto muro, il cui crollo avviene in un attimo, improvviso, e si infrange come un vaso di creta, frantumato senza misericordia Is 30,12-14
[190] Scritto il 30 luglio 1943. Tessere violacee.
[191] Is 26,13-14: v.13 Signore nostro Dio, altri padroni, diversi da te, ci hanno dominato, ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo. v. 14 I morti non vivranno più, le ombre non risorgeranno; poiché tu li hai puniti e distrutti, hai fatto svanire ogni loro ricordo.
[192] Is 26,20-21: Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze e chiudi la porta dietro di te. Nasconditi per un momento finché non sia passato lo sdegno. V 21 Perché ecco, il Signore esce dalla sua dimora per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra.
[193] Is 27,1: In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Levia- tan serpente guizzante, il Leviatan serpente tortuoso e ucciderà il drago che sta nel mare
[194] Is 28,11-12: v.11 Con labbra balbettanti e in lingua straniera parlerà a questo popolo colui che aveva detto loro: “Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco. Ecco il sollievo!” Ma non vollero udire
[195] Is 29,13-14: Dice il Signore: “Poiché questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani, perciò, eccomi, continuerò a operare meraviglie e prodigi con questo popolo; perirà la sapienza dei suoi sapienti e si eclisserà l’intelligenza dei suoi intelligenti”
[196] Is 29,20-24: v.20 Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo, saranno eliminati quanti tramano iniquità, v 21 quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla. v 22 Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore che riscattò Abramo: “D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, v.23 poiché vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio di Israele. V.24 Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza e i brontoloni impareranno la lezione”.
[197] Is 31 7-8: v 7 In quel giorno ognuno rigetterà i suoi idoli d’argento e i suoi idoli d’oro, lavoro delle vostre mani peccatrici. v 8 Cadrà l’Assiria sotto una spada che non è di uomo; una spada non umana la divorerà; se essa sfugge alla spada, i suoi giovani guerrieri saranno ridotti in schiavitù
[198] Su una copia dattiloscritta, la scrittrice annota in calce: Il S. Padre parla un mese dopo
[199] Scritto il 16 novembre 1943. La scrittrice aggiunge a matita: Isaia Cap. 8 v. 17‑22; Cap. 9‑ v. 1‑7.
[200] Signore ha nascosto il suo volto ai cristiani: Si chiuda questa testimonianza, si sigilli questa rivelazione nel cuore dei miei discepoli (i cultori del Vangelo del Regno di Dio). Io ho fiducia nel Signore, che ha nascosto il volto alla casa di Giacobbe, e spero in lui. Ecco, io e i figli che il Signore mi ha dato (Responsabili e membri dei Cenacoli), siamo segni e presagi per Israele da parte del Signore degli eserciti, che abita sul monte Sion (Is 8,16-18).
[201] Nello scritto del 15 novembre.
[202] Attenetevi alla rivelazione del Vangelo del Regno di Dio: Quando vi diranno: “Interrogate gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi dèi? Per i vivi consultare i morti?”, attenetevi alla rivelazione, alla testimonianza. Certo, faranno questo discorso che non offre speranza d’aurora (Is 8,19-20).
[203] Già nel dettato dell’11 settembre.
[204] Il popolo non ha ricercato il Signore: Una parola mandò il Signore contro Giacobbe, essa cadde su Israele. La conoscerà tutto il popolo, gli Efraimiti e gli abitanti di Samaria, che dicevano nel loro orgoglio e nell’arroganza del loro cuore: “I mattoni sono caduti, ricostruiremo in pietra; i sicomori sono sati abbattuti, li sostituiremo con cedri”. Il Signore suscitò contro questo popolo i suoi nemici. Stimolò i suoi avversari: Gli Aramei dall’oriente, da occidente i Filistei che divorano Israele a grandi morsi. Con tutto ciò non si calma la sua ira e ancora la sua mano rimane stesa. Il popolo non è tornato a chi lo percuoteva; non ha ricercato il Signore degli eserciti. (Is 9,7-12). Orbi guidati da ciechi: Pertanto il Signore ha amputato a Israele capo e coda, palma e giunco in un giorno. L’anziano e i notabili sono il capo, il profeta, maestro di menzogna, è la coda. Le guide di questo popolo lo hanno fuorviato e i guidati si sono perduti. Perciò il Signore non avrà pietà dei suoi giovani, non si impietosirà degli orfani e delle vedove, perché tutti sono empi e perversi; ogni bocca proferisce parole stolte. Con tutto ciò non si calma la sua ira e ancora la sua mano rimane stesa Is 9,13-16.
[205] Il popolo è come un’esca per il fuoco: Brucia l’iniquità come fuoco che divora rovi e pruni, divampa nel folto della selva, da dove si sollevano colonne di fumo. Per l’ira del Signore brucia la terra e il popolo è come un un’esca per il fuoco; nessuno ha pietà del proprio fratello. Dilania a destra, ma è ancora affamato, mangia a sinistra, ma senza saziarsi; ognuno mangia la carne del suo vicino. Manasse contro Efraim ed Efraim contro Manasse, tutti e due insieme contro Giuda. (Is 9,17-20).
[206] Scritto il 19 novembre 1943.
[207] Il padre e padrone degli anticristi: Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso! (Is 14,12-15).
[208] Il Carceriere snaturato dei carcerieri spietati: Quanti ti vedono ti guardano fisso, ti osservano attentamente. È questo l’individuo che sconvolgeva la terra, che faceva tremare i regni, che riduceva il mondo a un deserto, che ne distruggeva le città, che non apriva ai suoi prigionieri la prigione? (Is 14,16-17).
[209] La fine di ogni conculcatore dello spirito: Tutti i re dei popoli, tutti riposano con onore, ognuno nella sua tomba. Tu, invece, sei stato gettato fuori del tuo sepolcro, come un virgulto spregevole; sei circondato da uccisi trafitti da spada, come una carogna calpestata (Is 14,18-19).
[210] Guai al rapitore degli innocenti: A coloro che sono scesi in una tomba di pietre tu non sarai unito nella sepoltura, perché hai rovinato il tuo paese, hai assassinato il tuo popolo; non sarà più nominata la discendenza dell’iniquo (Is 14,19-20).
[211] Come ha fatto il Tiranno, sarà fatto a lui: Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine (Is 14,21).
[212] torturano è nostra correzione da tortura
[213] La Giustizia appartiene al Signore: Io insorgerò contro di loro, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione. La sua mano è stesa, chi gliela farà ritirare? Il Signore ha fondato Sion e in essa si rifugiano gli oppressi del suo popolo (Is 14,22-23.27.32).
[214] Scritto il 28 marzo 1944.
[215] Come il lebbroso: Matteo 8, 2; Marco 1, 40; Luca 5, 12.
[216] Matteo 19, 28-29; Marco 10, 29-30; Luca 18, 29-30.
[217] Matteo 19, 16-30 (ed anche: Marco 10, 17-27; Luca 18, 18-30); Giovanni 3, 1-21.
[218] Essere cristiano: Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico? (Lc 6,46); e ciò che dice è che bisogna essere “poveri in spirito”, “afflitti”, “miti”, “Giusti”, “misericordiosi”, “puri di cuore”, “pacifici” “perseguitati”. In ciò consiste la vera letizia: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Mt 5,3-12).
[219] Matteo 24, 12.
[220] Giovanni 13, 34-35; 15, 12.
[221] Daniele 2, 31-45.
[222] Scritto lo stesso 24 luglio 1943.
[223] Su una copia dattiloscritta, il testo prosegue con il seguente brano posto tra parentesi, al termine del quale la scrittrice precisa, annotando a matita, che si tratta di Nota di P. Migliorini: «Il dettato precedente era di difficile applicazione nel giorno in cui fu dato, 24 luglio 1943. Al 26 fu propagata la notizia che Mussolini aveva dato le sue dimissioni in mano del Re e quanto avvenne o tentò avvenire in questo stesso giorno di disapprovazione verso l’uomo decaduto giustifica ampiamente le raccomandazioni del Signore non solo, ma rende credibile che sia stato proprio Lui a dettare quanto è stato scritto».
[224] Scritto il 23 luglio 1943.
[225] Apocalisse 12,3-4.
[226] Matteo 5,13-16; Marco 9,50; Luca 14,34-35.
[227]Padre Migliorini.
[228] Nel dettato del 6 luglio, pag. 133.
[229] Scritto l’11 settembre 1943.
[230] Siracide: Non cercare le dosi troppo difficili per te, non indagare le cose per te troppo grandi. Bada a quello che ti è stato comandato, poiché tu non devi occuparti delle cose misteriose. Non sforzarti in ciò che trascende le te capacità, poiché ti è stato mostrato più di quanto comprende un’intelligenza umana. Molti ha fatto smarrire la loro presunzione, una misera illusione ha fuorviato i loro pensieri. (Siracide = Ecclesiastico, 3,21-24).
[231] Nel dettato del 22 agosto, pag. 102.
[232] Non si tratta di un rinvio al libro della Sapienza, ma di una parafrasi del libro sapienziale dell’Ecclesiastico, sopra citato.
[233] Gv 20,29.
[234] all’utile è nostra correzione da a (od o) dell’utile
[235] di è nostra correzione da da
[236] Scritto il 5 novembre 1943. La scrittrice aggiunge a matita: Sapienza, Cap. 13‑14
[237] At 17,22-34.
[238] Stoltezza degli scienziati: Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere (Sap 13,1).
[239] Idolatria degli stolti: Ma o il fuoco o il vento o l’aria sottile o la volta stellata o l’acqua impetuosa o i luminari del cielo considerarono come dèi, reggitori del mondo (Sap 13,2)
[240] Per logica di causa ed effetto: Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza. Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati (Sap 13,3-4).
[241] Per analogia: Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’autore (Sap 13,5).
[242] Gn 1,27.
[243] L’inganno delle apparenze: Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi forse s’ingannano nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo. Occupandosi delle sue opere, compiono indagini, ma si lasciano sedurre dall’apparenza, perché le cose vedute sono tanto belle (Sap 13,6-7).
[244] Gn 3,19.
[245] Inescusabilità degli scienziati senza Dio: Neppure costoro però sono scusabili, perché se tanto poterono sapere da scrutare l’universo, come mai non ne hanno trovato più presto il padrone? (Sap 13,8-9).
[246] Infelici sono doloro le cui speranze sono in cose morte
[247] L’immagine di chi vende la sua coscienza al potere contrario a Dio:
Se insomma un abile legnaiolo, segato un albero maneggevole, ne raschia con diligenza tutta la scorza e, lavorando con abilità conveniente, ne forma un utensile per gli usi della vita; raccolti poi gli avanzi del suo lavoro, li consuma per prepararsi il cibo e si sazia. Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno distorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; senza impegno, per diletto, gli dà una forma, lo fa simile a un’immagine umana oppure a quella di un vile animale. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia; quindi, preparatogli una degna dimora, lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo. Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé; esso infatti è solo un’immagine e ha bisogno di aiuto (Sap 13,11-16) Questa è l’immagine di chi vende la sua coscienza al potere contrario a Dio
[248] L’immagine di chi brucia la propria anima davanti agli idoli di fango: Eppure quando prega per i suoi beni, per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell’oggetto inanimato; per la sua salute invoca un essere debole, per la sua vita prega un morto: per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio chi non può neppure camminare; per acquisti, lavoro e successo negli affari, chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani (Sap 13,17-19). Questa è l’immagine di chi brucia la propria anima davanti agli idoli di fango che sono le autorità senza Dio o contro Dio, le autorità che si chiamano laici e che si proclamano atei.
[249] Adulterio e fornicazione dei cristiani con gli idoli della cultura, la politica, il potere, la scienza, l’arte: Benedetto il legno con cui si compie un’opera giusta, ma maledetto l’idolo opera di mani e chi lo ha fatto; questi perché lo ha lavorato, quello perché, corruttibile, è detto dio. Perché sono ugualmente in odio a Dio l’empio e la sua empietà; l’opera e l’artefice saranno ugualmente puniti. Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani, perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti. L’invenzione degli idoli fu l’inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita (Sap 14,7-12)
[250] soppressi è nostra correzione da soppressi
[251] Mt 5,27-28.
[252] Cristiani corrotti: Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio; essi, pur vivendo in una grande guerra d’ignoranza, danno a sì grandi mali il nome di pace. Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti, o banchetti orgiastici di strani riti, non conservano più pure né vita né nozze e uno uccide l’altro a tradimento o l’affligge con l’adulterio. Tutto è una grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro; confusione dei buoni, ingratitudine per i favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza, L’adorazione di idoli senza nome è principio, causa e fine di ogni male (Sap 14,22-28).
[253] Cristiani corruttori: Gli idolatri infatti o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi o vivono da iniqui o spergiurano con facilità. Ponendo fiducia in idoli inanimati non si aspettano un castigo per avere giurato il falso, Ma, per l’uno e per l’altro motivo, li raggiungerà la giustizia, perché concepirono un’idea falsa di Dio, rivolgendosi agli idoli, e perché spergiurarono con frode, disprezzando la santità. Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura, ma il castigo dovuto ai peccatori persegue sempre la trasgressione degli ingiusti (Sap 14,28-31).
[254] Sap 15,1-3
[255] ne è è nostra correzione da né
[256]Scritto il 30 dicembre 1945.
[257] Giosuè chiamò i Gabaoniti e disse loro: “Perché ci avete ingannati, dicendo: Noi abitiamo molto lontano da voi, mentre abitate in mezzo a noi? Orbene voi siete maledetti e nessuno di voi cesserà di essere schiavo e di tagliar lega e di portare acqua per la casa del mio Dio” (Gs 9,22-23)
[258] Gli abitanti di Gabaon ricorsero ad un’astuzia: andarono a rifornirsi di vettovaglie, presero sacchi sdrusciti per i loro asini, otri di vino consumati, rotti e rappezzati, si misero ai piedi sandali strappati e ricuciti, addosso vestiti logori. Tutto il pane della loro provvigione era secco e sbriciolato. Andarono poi da Giosuè e dissero: “I tuoi servi vengono da un paese molto lontano, a causa del nome del Signore Dio tuo, poiché abbiamo udito della sua fama (Giosuè 9,3-15).
[259]Scritto il 21 novembre 1949, ore 15, pag. 523.
[260] Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo, come oserà chiedere la guarigione al Signore? Egli non ha misericordia per l’uomo suo simile, e osa pregare per i suoi peccati? (Sir 28, 3-5).
[261] Se tu sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce e!” (Mt 27,40). Scenda ora dalla croce perché vediamo e crediamo (Mc 15,32)
[262] Scritto il 25 gennaio 1944, pag. 98
[263] Isaia 2, 1-5; 7, 10-17; 9, 1-6; 11, 1-9.
[264] Daniele: Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo e quattro grandi bestie, differenti l’una dell’altra, salivano dal mare (Dn 7,2-3). Giovanni: “Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo: La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita (Ap 13,1-3).
[265] 2 Daniele 7, 1-8 e 11-12 e 15-25.
[266] Apocalisse 13; 17; da 19, 11 a 20, 10.
[267] Leone: La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo (Dn 7,4). La bestia che io vidi aveva la bocca come quella di un leone (Ap 13,2).
[268] Orso: Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: “Su, divora molta carne”. La bestia che io vidi aveva le zampe come quelle di un orso (Ap 13,2).
[269] Leopardo: Mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio (Dan 7,6). La bestia che io vidi era simile a una pantera (Ap 13,2).
[270] L’8 gennaio, pag. 17.
[271] Anticristo: Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna (Dn 7,7). Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?” (Ap 13,1.3-4).
[272] Il piccolo corno: Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia (Dn 7,8).
[273] Luca 2, 40.
[274] Il potere dell’Anticristo: Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato. Chi ha orecchi, ascolti: Colui che deve andare in prigionia, andrà in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada di spada sia ucciso. In questo sta la costanza e la fede dei santi (Ap 13,5-10).
[275] I redenti della Terra: Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme cento quarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i cento quaranta quattromila, i redenti della terra. Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia (Ap 14
[276]Scritto il 15 aprile 1945.Uscite dai vizi del secolo….
[277] Il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa. Vidi che erano in grandissima quantità e tutte inaridite. Mi disse: “potranno queste ossa rivivere”? Io risposi: “Signore Dio, tu lo sai”. (Ezechiele, 37, 1-14).
[278] Dice il Signore Dio a queste ossa: “Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: saprete che io sono il Signore”. (Ez 37,4-10)
[279] Mi disse: “Queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio… Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò” (Ez 37,11-14).
