IL LIETO ANNUNZIO
DELLO SPIRITO SANTO SECONDO DANIELE
Libro 5
Gesù Messia, Le Bestie apocalittiche, fine del mondo, Giudizio universale
A cura di Fray Jesus Maria de Cabanaconde
S.O.S
LO SPIRITO RIVELATORE DEI MISTERI
1.
C’è un Dio nel cielo che svela
i misteri.
Il Dio che svela i misteri.
1. Il mistero svelato in una visione: (DN2,19-23)
19 Allora il mistero fu svelato a Daniele in una visione notturna; perciò Daniele benedisse il Dio del cielo:
20 “Sia benedetto il nome di Dio di secolo in secolo, perché a lui appartengono la sapienza e la potenza.
21 Egli alterna tempi e stagioni, depone i re e li innalza, concede la sapienza ai saggi, agli intelligenti il sapere.
22 Svela cose profonde e occulte e sa quel che è celato nelle tenebre e presso di Lui è la luce.
23 Gloria e lode a te, Dio dei miei padri, che mi hai concesso la sapienza e la forza, mi hai manifestato ciò che ti abbiamo domandato e ci hai illustrato la richiesta del re” (Dn 2,19-23)
2. C’è un Dio nel cielo che svela i misteri: (Dn 2,27-30).
27 Daniele, davanti al re, rispose: “Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi, né da astrologi, né da maghe, né da indovini;
28 ma c’è un Dio ed egli ha rivelato al re Nabucodonosor quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto.
29 O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che dovrà avvenire.
30 Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. (Dn 2,27-30).
3. Il sogno rivelato al profeta dello Spirito: (Dn 2,31-35).
31 Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto.
32 Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo,
33 le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta.
34 Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò.
35 Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione. (Dn 2,31-35).
4. Rivelazione del significato del sogno: (Dn 2,36-43).
36 Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re.
37 Tu o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria.
38 A te ha concesso il dominio sui figli dell’uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro.
39 Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra.
40 Vi sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto.
41 Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla.
42 Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile.
43 Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla. (Dn 2,36-43).
5. Il Regno senza tramonto: (Dn 2,44-45).
44 Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.
45 Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione”. (Dn 2,44-45).
Sapienza divina.
Dice Gesù:
6. Chi è investito dallo Spirito di Dio conosce il futuro:
“Daniele ispirato da Dio dice una verità ormai troppo trascurata. Il mistero del futuro e l’altro più grande mistero dell’Al di là non possono essere conosciuti, nella forma e nell’ampiezza voluta da Dio, che unicamente da quelli a cui Dio vuole farli conoscere. Direttamente. Senza intermediari. Senza cornici. Senza apparati. Senza aiutanti.
Per lo Spirito non ci sono limitazioni, non ostacoli, non confini, non manchevolezze, non bisogni. Egli è potente, libero, subitaneo. Egli trascina con sé luce e intelligenza. anche un incolto e un tardo di mente, se investito dallo Spirito di Dio, diviene dotto non della vostra povera scienza umana ma della sublime Scienza di Dio.
7. Alle sorgenti del carisma:
Ho detto: “Ti ringrazio, o Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate agli umili”(Mt 11,25-27). Nel dire “Padre” dicevo anche “Spirito”, poiché Uno è il Padre con lo Spirito ed Io sono con Loro, e chi benedice Uno benedice i Tre, e chi è amato da Uno è nelle braccia dei Tre, poiché non vi sono tre Dei ma un Dio solo dalla triniforme natura e dall’unica unità.
Grande il Padre, grande il Figlio, grande lo Spirito. Potente il Padre, potente il Figlio, potente lo Spirito. Santo il Padre, santo il Figlio, santo lo Spirito. In uguale misura.
Viene il Padre nella sua unità che ci genera. Viene il Figlio con la sua origine che salva. Viene lo Spirito con la sua settiforme fiamma che santifica. Vengono amandosi e amando e fanno di un umile, di un piccolo, un occhio che penetra nel mistero di Dio, una bocca che parla le parole di Dio.
8. I baciati da Dio:
I baciati da Dio non sono coloro che fra gli uomini, saturi d’errore, hanno fama di maghi e di indovini. Non sono coloro che con manifestazioni istrioniche tentano simulare Dio in loro e affascinare i creduli senza vera fede. Non sono coloro che del loro satanismo fanno un lucro. Questi sono e siano sempre più maledetti!
I baciati da Dio sono quelli che vivono la vita casta, mortificata, amorosa del servo di Dio. Quelli che rifuggono il plauso e odiano l’essere conosciuti. Quelli che, perduti nel gorgo di luce che è Dio, col cuore nutrito di fede e lo spirito di carità, stanno come mistiche bocche sul mio Io, aspiranti da Me la Verità e la Cognizione. Non forzatori, non prepotenti, non mercanti del mistero, essi accolgono quanto Io do in semplicità, in amore, in onestà. Non profanatori, non si permetterebbero mai di suscitare in nessuna maniera l’ambiente atto a creare quel clima di cui non Io, che di climi e di ambiente non ho bisogno, ve lo ripeto, ma il loro satanismo ha bisogno per ricevere l’afflusso del Maligno.
9. I ministri di Satana:
Simulatori di Dio e dei suoi santi, peggio che simulatori, parodisti di Dio e dei suoi santi, dei quali danno una rappresentazione che è sacrilegio. Figli sudditi, ministri di Satana, zimbelli suoi. Non una parola di verità è nella loro bocca, non una luce nel loro cuore. La Menzogna trascina loro e chi in loro crede nel profondo dell’abisso da essi cercato. Né può essere diversamente, perché anche l’Astuto non può conoscere fino in fondo il pensiero di Dio, ed anche per quel che conosce non dice, poiché egli è sempre il Serpente che canta canzone menzognera per portare la rovina là dove la sua gelosia vede che ancora può essere una dimora per il Signore.
A che credere a quelle larve, fumo della satanica bocca, che vi si mostrano per simulare ciò che solo Dio può inviarvi per vostra spirituale guida? E non pensate che, se è vero che Dio può accogliere il vostro desiderio di sentirlo per Padre amoroso più che la maggioranza degli uomini non lo desideri, è anche vero che a Dio nessuno, dico nessuno, neppure un santo, può imporsi e dirgli: “Vieni. Io te lo comando”?
10. Il segno dell’umiltà:
Io vengo quando, dove, come voglio, nell’ora e nell’ambiente che voglio. Io vi parlo per quanto voglio. E fra la semplicità verace che è il mio segno e l’umiltà semplice che è il segno dei miei servi, e la coreografia menzognera e la superbia avida degli altri falsi possessori del vero, vi è ancor più grande differenza di quanto non ve ne sia fra il sole e la notte senza stella, e più vasto abisso di quanto non sia fra sponda e sponda degli oceani il cui profondo in certe zone è a voi immisurabile. Di qua è Dio e il suo Verbo. Di là è Satana e il suo Errore. Di qua la mia mano è tesa a benedizione sugli umili fiori che accolgono la mia luce benedicendomi e giudicandosene non degni. Di là la mia mano è tesa a maledire perché sono venefici fiori di putrido stagno avvinghiati da serpi dal tossico eternamente mortale.
2. Dio non delude mai figli credenti.
Chi ha Dio non teme il tiranno
1. Il coraggio di non obbedire il re: (Dn 3,8-12).
8 Alcuni Caldei si fecero avanti per accusare
9 i Giudei e andarono a dire al re Nabucodonosor: “Re, vivi per sempre!
10 Tu hai decretato, o re, che chiunque avrà udito il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpicordo, del salterio, della zampogna e d’ogni specie di strumenti musicali, si deve prostrare e adorare la statua d’oro:
11 chiunque non si prostrerà per adorarla, sia gettato in mezzo ad una fornace con il fuoco acceso.
12 Ora, ci sono alcuni Giudei, ai quali hai affidato gli affari della provincia di Babilonia, cioè Anania, Misaele e Azaria, che non ti obbediscono, re: non servono i tuoi dèi e non adorano la statua d’oro che tu hai fatto innalzare”. (Dn 3,8-12).
2. Chi ha Dio non teme il tiranno: (Dn 3,13-18)
13 Allora Nabucodonosor, sdegnato, comandò che gli si conducessero Anania, Misaele e Azaria, e questi comparvero alla presenza del re.
14 Nabucodonosor disse loro: “È vero, Anania, Misaele e Azaria, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d’oro che io ho fatto innalzare?
15 Ora, se voi sarete pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpicordo, del salterio, della zampogna e d’ogni specie di strumento musicali, a prostravi e adorare la statua che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual Dio vi potrà liberare dalla mia mano?”.
16 Ma Anania, Misaele e Azaria risposero al re Nabucodonosor: “Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito;
17 sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re.
18 Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto”. (Dn 3,13-18)
3. Prepotenza bestiale del tiranno: (Dn. 3,19-23).
19 Allora Nabucodonosor, acceso d’ira e con aspetto minaccioso contro Anania, Misaele e Azaria, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito.
20 Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legarli e gettarli nella fornace con il fuoco acceso.
21 Furono infatti legati, vestiti come erano, con i mantelli, calzari, turbanti e tutti i loro abiti e gettati in mezzo alla fornace con il fuoco acceso.
22 Ma quegli uomini, che dietro il severo comando del re avevano acceso al massimo la fornace per gettarvi Anania, Misaele e Azaria, rimasero uccisi dalle fiamme,
23 nel momento stesso che i tre giovani cadevano legati nella fornace con il fuoco acceso. (Dn. 3,19-23).
4. L’intervento dell’angelo di Dio: (Dn 3,46-50).
46 I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti.
47 La fiamma si alzava quarantanove cubiti sopra la fornace 48 e uscendo bruciò quei Caldei che si trovavano vicino alla fornace.
49 Ma l’angelo del Signore, che era sceso con Azaria e con i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco
50 e rese l’interno della fornace come un luogo dove soffiasse un vento pieno di rugiada. così il fuoco non li toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia. (Dn 3,46-50).
5. Cantico di ringraziamento dei tre giovani:
(Dn 3,51-53.57-59.88-90).
51 Allora quei tre giovani, a una sola vece, si misero a lodare, a glorificare, a benedire Dio nella fornace dicendo:
52 “Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
53 Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli
…….
57 Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
58Benedite, angeli del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
59 Benedite, cieli, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli
88 Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. perché ci ha liberati dagli inferi, e salvati dalla mano della morte, ci ha scampati di mezzo alla fiamma ardente, ci ha liberati dal fuoco.
89 Lodate il Signore, perché egli è buono, perché la sua grazia dura sempre.
90 Benedite, fedeli tutti, il Dio degli dèi, lodatelo e celebratelo,
perché la sua grazia dura sempre”. (Dn 3,51-53.57-59.88-90).
6. Riconoscimento e conferma del miracolo: (Dn 3,91-94).
91 Allora il re Nabucodonosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: “Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?”. “Certo, o re”, risposero.
92 Egli soggiunse: “Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell’aspetto a un figlio di dèi”.
93 Allora Nabucodonosor si accostò alla bocca della fornace con il fuoco acceso e prese a dire: Anania, Misaele, Azaria, servi del Dio altissimo, uscite, venite fuori”. Allora i tre giovani uscirono dal fuoco.
94 Quindi i satrapi, i prefetti i governatori e i ministri del re si radunarono e, guardando quegli uomini, videro che sopra il loro corpi il fuoco non aveva avuto nessun potere; che neppure un capello dei loro capo era stato bruciato e i loro mantelli non erano stati toccati e neppure l’odore del fuoco era penetrato in essi. (Dn 3,91-94).
7. Conversione del Tiranno: (Dn 3,95-97).
95 Nabucodonosor prese a dire: “Benedetto il Dio di Anania, Misael e Azaria, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
96 Perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Anania, Misael e Azaria, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta a un mucchio di rovine, poiché nessun altro dio può in tal maniera liberare”.
97 Da allora il re promosse Anania, Misaele e Azaria a cariche pubbliche nella provincia di Babilonia (Dn 3,95-97).
Sapienza divina.
Dice Gesù:
8. Tirannia sacrilega dei prepotenti:
“I tre fanciulli piacquero a Dio perché ebbero quella fede fedeltà e fiducia, propria dei bambini, e credettero con tenacia, credettero senza titubanze, credettero anche in una prova tremenda perché amavano “con la mente, col cuore, con tutte le loro forze, con tutti se stessi, il Signore Iddio”.
I tiranni ci sono sempre stati. E nella loro tirannia, di cui Satana si serve per traviarli e per angosciare i loro sudditi portandoli a diffidare, oltre tutto, di Dio, si compiacciono di leggi inique, bandite per fomite di superbia e appoggiate alla forza della spada.
Meschina forza da Me riprovata. Da Me maledetta. Forza che è debolezza. Forza di un prepotente che si rivolge in arma contro lo stesso. Forza che suscita altre forze, le quali o umanamente risolvono la situazione con un delitto, che è la conseguenza di tutti i delitti precedenti, oppure soprannaturalmente attirano l’aiuto divino il quale, ben più potente di tutte le armi e di tutte le parole, atterra la superbia del tiranno e la muta in benignità, liberando in maniera santa i suoi soggetti dalla sua tirannia sacrilega.
9. Autorità: missione di comando avuta da Dio:
Nabucodonosor, reso ebbro dalla sua potenza, credette lecito passare la misura anche verso Dio sostituendo, anche presso coloro che avevano adorazione al Dio vero, l’idolatria per una statua d’oro, simbolo della sua potenza da lui creduta divina.
Di divino non c’è che Dio. Di vera potenza non c’è che quella divina. Le altre sono missioni di comando, perché ci deve essere chi è capo di un gruppo etnico, ma non sono superpotenze e tanto meno divine. Ho già spiegato (30-7-43; 23 e 30-10-43) che esse sono finché Dio permette che siano. Che sono per la loro azione di aiuto o di punizione degli uomini meritevoli o immeritevoli della protezione celeste. Che cessano di essere quando passano la misura rendendo troppo aspro il giogo punitivo sugli uomini protervi. Per punire una colpa, Dio non permette se ne formi una maggiore, e allora colpisce colui che non è più amministratore di giustizia ma di colpevole potenza.
10. Colui che genera le “bestie” apocalittiche:
Ai tiranni, anzi ai potenti, l’uomo piega la sua schiena e sempre più la piega quanto più questi sono tiranni nella loro potenza male intesa e male esercitata. Avviene quell’idolatria delle folle, di cui ho parlato più volte (21 e 28-8-1943; 5 e 10-11-1943; 29-12-1943), verso uno della folla, divenuto più o meno lecitamente e santamente Capo-popolo ed esercitante più o meno giustamente la sua missione. E, dato che Satana è l’eterno creatore di inganni, colui che genera le sempre nuove “bestie” apocalittiche per trarre l’uomo in suo potere e le dota di tutte le potenze per sedurre; e dato che gli uomini hanno in loro il fomite del male più che quello del bene, perché sono più inclini al Male: Satana, che al Bene: Dio, e non controbilanciano e neutralizzano il fomite malefico con l’amore e l’unione col Cristo vincitore di Satana, avviene che sono tanto più idolatrati quanto più questi trionfatori di un’ora sono immeritevoli di esserlo.
Nel regno di Babilonia i sudditi, sedotti dal luccichio della statua d’oro (profondo significato!) e dalle voci dei banditori tonanti la volontà del re, si affrettarono ad adorare l’idolo. L’idolo! Non il Dio. L’idolo d’oro! L’oro! L’eterno fascinatore!
11. L’idolo non è Dio e Dio non idolo:
Dio non è idolo d’oro. Dio è uno Spirito infinito, eterno, perfetto, in Cielo; Dio è una Carne santissima pendente da una croce sulla Terra o vivente nel Sacramento sull’altare eucaristico. Intorno alla sua Croce, dal Golgota ad oggi e sino alla fine del mondo, salgono le voci di chi prega e ama (pochi!) e gli urli di chi bestemmia (molti!). Intorno al suo Tabernacolo stanno come lampade i cuori che lo adorano e attendono da Lui vita e conforto.
Questo è Dio. Spirito e Carne. Non oro. Metallo che voi avete rivestito di gran valore perché, eterni selvaggi, vi siete fatti sedurre dal suo luccichio, ma che è meno prezioso del ferro grigiastro che vi dà i vomeri, le falci, le vanghe, le uniche armi utili e sante perché dissodano le glebe, le aprono al seme, falciano la spiga, il grande dono di Dio all’uomo, la spiga che è il vostro pane quotidiano.
12. Ciò che sveglia la sensualità e la superbia:
I sudditi di Nabucodonosor, parte per seduzione dell’oro – i più – parte per paura dei castighi regi, adorarono l’idolo. Tutti, meno i tre giovanetti che, per cura del Profeta di Dio, non s’erano contaminati con cibi impuri.
Osservate bene il grande insegnamento. Molte volte il fomite del peccato entra per la gola. In un corpo golosamente nutrito, anche gli altri appetiti sorgono. Viene la concupiscenza nella sua triplice veste, perché i fumi dell’eccesso di cibo svegliano la sensualità, eccitano la superbia e, conseguentemente, spingono l’uomo ad essere avido di denaro, perché per possedere la donna e il potere occorre molto denaro. Nel fermentare delle passioni muore la fede e l’anima si stacca da Dio, preparandosi così ad adorare il primo idolo che le venga presentato.
13. Un segreto per non temere:
Anania, Misaele e Azaria erano vissuti castamente anche nella gola. Fedeli a Dio, al loro Dio, anche con questa. E Dio era cresciuto in loro col crescere di loro stessi. Dio dominava nel loro cuore, puro altare al quale essi davano ogni cura perché trono del loro Signore.
Avendo Dio, vivo in loro e padrone di tutte le loro forze, più che padrone Padre e Regolatore delle loro forze, seppero resistere ad ogni minaccia e non temere, non temere, Maria. Non hanno neppur trovato utile discutere con il tiranno. È buona regola non entrare in discussioni coi malvagi, ma pregare Dio che discuta nel loro cuore per noi, meglio di quanto potremmo fare noi.
Guarda che feci Io, che pure ero Dio, con i miei accusatori, inquisitori e giudici. Ho sempre troncato netto o non ho risposto affatto (Mt 27,14; Mc 15,4-5; Lc 23,9). Prima sono salito sulla Croce, pregando e soffrendo, poi dal Cielo ho agito. Si fa così, piccolo Giovanni, per quelli che si vogliono convertire. La prima conversione la si ottiene con la preghiera e il dolore. Dopo, nell’animo preparato a riceverla, scende la Luce di Dio e si fa Parola e Vita.
Non discutono i tre giovanetti. Sanno che ogni discussione rimarrebbe senza frutto e che occorre un prodigio per snebbiare il cuore al re. Un prodigio ottenuto attraverso ad un atto di fede assoluta e di eroismo intrepido. Fede, eroismo: i due fiori dell’amore.
14. Dio è Padre e non delude mai:
E l’Amore risponde all’amore. Dio non delude mai. E Dio, che nella sua perfezione sa già come avrebbero agito i tre giovanetti, li fa precedere dal suo angelo nella fornace perché, quando i crudeli li avessero precipitati fra le fiamme, già fosse preparato il luogo fresco come prato rugiadoso al mattino, ventilato dall’ala angelica del più soave vento, rispetto al quale quella dolce d’aprile è corrotto respiro; li fa precedere perché le fiamme non possano neppure sfiorare il più lieve dei capelli dei loro capi innocenti, ma solo siano viva tenda di ardori, meno, oh! meno forti di quella della loro carità, stesa fra il mondo pagano e la dimora preparata da Dio
Dio è Padre, Maria. Dio precede sempre i suoi figli nei loro bisogni. Quando voi lo chiamate perché vi aiuti, Egli ha già provveduto. Ma occorre aver fede Fede grande. E riconoscenza grande.
15. Il grido più bello che risuona nel Paradiso:
È così bello il grido che sale dalla terra, dal cuore di un uomo riconoscente, al trono di Dio! Esso risuona come arpeggio d’arpa nel Paradiso e tacciono per un istante tutte le armonie celesti, perché tutto l’Empireo si curva ascoltando quel grido di grazie che un figlio buono manda al Padre buono. E poi quel grido viene raccolto, ripetuto, amplificato da tutti i cori degli angeli e dei beati, e diviene il canto di quel giorno nel bel Paradiso, e la Trinità sfavilla nel suo contento e ride Maria col suo riso di Madre e Regina.
Troppo pochi ringraziano, Maria. E lo sa unicamente Iddio se Egli continuamente vi fa dei doni! Voi non ve ne accorgete neppure. La sua Paternità ve li dà così dolcemente per non offendervi come con un obolo, che voi credete siano opera vostra. No. Da mattino a sera, da sera a mattino, Dio vi benefica. E voi non ringraziate. Non ringraziate neppure per le “grandi” grazie ottenute.
16. Un segreto per amplificare il ringraziamento:
Ma tu non sei più un uomo: tu sei il piccolo Giovanni. Sai cosa vuol dire “Giovanni”? Vuol dire: “Dio fa grazie”. In verità a pochi ho fatto e faccio tante grazie come a te. E, guarda, tu porti i due nomi a Me più cari: Maria – Giovanni. L’uno te l’hanno messo i tuoi parenti. Ma l’altro te l’ho messo Io: tuo Re e Sposo. Eri la Perla amara, il Mare amaro. Ma Io ti ho voluto far dolce: una perlina del mio Cuore che è dolcezza divina. E ti ho ribattezzato “Giovanni” perché sono il Dio che ti fa grazie.
Ma tu dimmi “grazie” sempre, sempre, sempre, dall’alba al tramonto, dalla notte al dì. Il tuo “grazie”, come i tre giovanetti, chiamando tutte le cose create ad unirsi al tuo canto: le cose che, col loro linguaggio, sanno lodare Dio meglio degli uomini.
Unisciti ai santi del Cielo ed ai santi della Terra per dire il tuo “grazie”. Unisciti a Me-Eucarestia, e con le labbra fatte dolci e profumate dal Pane di vita prega e ringrazia Dio Padre con il Cristo stesso vivente in te. E il prodigio avverrà come avvenne per i tre fanciulli e per il re crudele. Gli uomini “vedranno” Dio per mezzo del tuo orare. Non tutti. Ma anche fosse un solo, saresti da Me benedetta una volta di più.
Nabucodonosor vede Dio nel suo angelo e comprende che contro quel Dio non si lotta. Comprende che il suo idolo è materia inerte fatta peccato per colpa dell’uomo, e che uno solo è il vero Dio: quello di Anania, Misaele e Azaria e, tocco dalla Luce, riconosce l’errore e lo confessa e dà culto e onore al Dio santo, signore del Cielo e della Terra.
Lo vedi, piccolo Giovanni, quanto può fare la fede di tre fanciulli?
17. Nel gorgo d’amore di Gesù:
Ora confessa, tu che ieri dicevi di non volere più essere il mio piccolo discepolo sinché non ti avevo ascoltato, perché eri troppo ferita da ciò che è nel mondo e intorno a te. Non è tutto passato: il dolore, il disgusto, lo sconforto di ieri? Non è tutto annullato dall’onda di gaudio che ho versato su te? Come potresti fare senza di Me, povera anima che vivi di questo mio pane: della mia Parola, più che del pane di grano di cui ti sfami? Non sai che quando uno è preso nel mio gorgo d’amore non può più uscirne, non vuol più uscirne? Ma tu lo sai. E se come in cielo d’aprile sorgono delle nubi, esse non sono che acqua lustrale che fa più fulgido il sole e più bella la terra.
Vieni, vieni come i piccolini di ieri (7-2-44). Vieni a mettere il tuo capo sui miei ginocchi. È la posa dei bimbi e degli amorosi. Quella che ebbe Maria redenta (Lc 10,38-42) che beveva la Vita ascoltandomi. Vieni e non avere mai paura. Io sono con te”. (Maria Valtorta, Quaderni, 8-2-44).
3. Le quattro bestie apocalittiche.
Il Regno spirituale di Cristo.
1. La visione delle quattro bestie: (Dn 7,2-8).
2 Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo
3 e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare.
4 La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo.
5 Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: “Su, divora molta carne”.
6 Mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio.
7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
8 Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia. (Dn 7,2-8).
2. Il Regno spirituale di Cristo: (Dn 7,9-10)
9 Io continuavo a guardare, quand’ ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.
10 Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. (Dn 7,9-10)
3. Sconfitta di Satana: (Dn 7,11-12).
11 Continuai a guardare a causa delle parole superbe che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare sul fuoco.
12 Alle altre bestie fu tolto il potere e fu loro concesso di prolungare la vita fino a un termine stabilito di tempo. (Dn 7,11-12).
4. Seconda venuta di Gesù Cristo (Dn 7,-13-14).
13 Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
14 che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. (Dn 7,-13-14).
5. Significato delle quattro bestie (Dn 7,15-18)
15 Io, Daniele, mi sentii venir meno le forze, tanto le visioni della mia mente mi avevano turbato;
16 mi accostai ad uno dei vicini e gli domandai il vero significato di tutte queste cose ed egli me ne diede questa spiegazione:
17 “Le quattro grandi bestie rappresentano quattro re, che sorgeranno dalla terra;
18 ma i santi dell’Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per secoli e secoli”. (Dn 7,15-18).
6. Potere infernale dell’Anticristo: (Dn 7,19-22).
19 Volli poi sapere la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa da tutte le altre e molto terribile, che aveva denti di ferro e artigli di bronzo e che mangiava e stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava;
20 intorno alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a quell’ultimo corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute tre corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che parlava con alterigia e appariva maggiore delle altre corna.
21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva,
22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il Regno. (Dn 7,19-22).
7. Regno nefasto dell’Anticristo: (Dn 7,23-27).
23 Egli dunque mi disse: “La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta la terra, la stritolerà e la calpesterà.
24 Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà tre re
25 e proferirà insulti contro l’Altissimo e distruggerà i santi dell’Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un tempo.
26 Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi verrà sterminato e distrutto completamente.
27 Allora il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e obbediranno”. (Dn 7,23-27).
Sapienza divina.
Dice Gesù:
8. I profeti del Re-Messia e del suo Regno:
“Daniele è colui che ha la medesima nota di Giovanni, e Giovanni è colui che raccoglie e amplifica la nota iniziale di Daniele. Ecco perché, piccolo Giovanni, a te piace tanto.
Come pesce in limpida peschiera, tu sei felice quando ti muovi nell’atmosfera del tuo Cristo, il quale avrà il suo supremo trionfo nell’or in cui Satana, suo figlio e i suoi cortigiani, saranno per sempre resi impotenti. E in Daniele vi è quest’atmosfera. Se Isaia è il pre-evangelista che parla del mio avvento nel mondo per la salute del mondo (Is 2,1-5; 7,10-15; 9,1-6; 11,1-9), Daniele è il pre-apostolo, il pre-Giovanni che annuncia le glorie del mio eterno trionfo di Re della Gerusalemme imperitura.
9. La chiave del mistero:
Ora vedi come nelle quattro bestie descritte da Daniele siano anticipati i segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse (Ap 13,17; 19,11 a 20,10). I commentatori si sono affannati a dare un significato storico-umano a quei quattro mostri. Ma occorre spingere lo sguardo molto più avanti, e molto più in alto. Sollevatevi, quando meditate i libri santi, dalla terra, staccatevi dal momento presente, spingete lo sguardo nel futuro e nel soprannaturale. Lì è la chiave del mistero.
Le quattro bestie: i quattro errori che precederanno la fine. I quattro errori che saranno quattro orrori per l’umanità e che partoriranno l’Orrore finale.
10. L’uomo semidio:
L’uomo era un semidio per la Grazia e per la Fede. Come aquila e come leone sapeva affrontare e vincere i pericoli del senso e sollevare se stesso a spaziare nel clima di Dio, là dove l’anima si congiunge in nozze soprannaturali col suo Signore in continui e rapidi congiungimenti di ardori, da cui scende sulla terra ogni volta rinnovellata nella forza, nella gioia nella carità che effonde sui fratelli e poi slancia nuovamente, ancor più impetuosamente, verso Dio, poiché ogni congiungimento è aumento di perfezione che si compie quando il congiungimento diviene eterno nel mio Paradiso.
11. L’uomo:
L’ateismo strappò all’uomo le sue ali d’aquila e il suo cuore da semidio e lo fece animale camminante sul fango e portante sul fango, verso il fango, il suo pesante cuore tutto carne e sangue. Un pondo pesante più del piombo porta l’uomo nel suo “io” privo delle spirituali penne dello spirito, un pondo che lo curva, lo stende, lo sprofonda nel fango.
L’uomo era un semidio per la Carità vivente in lui. Amando Dio e la sua Legge, che è legge di Carità, egli possedeva Dio, e con Dio la Pace, che è un principale attributo di Dio, e con la pace tanto bene universale e singolo.
12. L’uomo orso, ateismo:
L’uomo respinse la Legge di Dio per assumere molte altre dottrine. Ma nessuna era ed è da Dio e perciò in nessuna è Carità vera. Onde l’uomo, che aveva abbracciato l’ateismo divenendo da aquila e leone semplice uomo, per un sortilegio infernale partorì sé stesso divenuto orso, feroce divoratore dei suoi simili.
Ma orrore chiama orrore. Per scala ascendente. Sempre più grande l’orrore perché nei maledetti connubi con Satana l’uomo, che il Cristo aveva riportato alla sua natura di semidio, genera mostri sempre più mostri. E sono i figli del suo errare che si vende a Satana per averne terrestre aiuto.
13. L’uomo leopardo, scienza atea:
Dall’uomo semidio venne l’uomo, dall’uomo l’orso, dall’orso il nuovo mostro feroce e falso come il leopardo, dotato da Satana di ali multiple per essere più veloce nel nuocere. Vi ho detto (8-1-44) che Satana è lo scimmiottatore di Dio. Anche esso dunque volle dare alla “sua” creatura, ormai sua creatura, all’umanità senza Fede e senza Dio, dare delle ali. Non di aquila, di vampiro perché fosse incubo dell’umanità stessa e fosse rapido nel suo correre ad abbattersi sulle parti di sé, vittime di sé, per suggerne il sangue.
Io, mistico pellicano, mi sono aperto il cuore per darvi il mio sangue. Satana fa dell’uomo, al quale Io ho dato il mio sangue, il vampiro che sugge parti di sé stesso e si dà morte con tormento.
Non pare una leggenda di incubo? È invece la vostra realtà Non è un mostro mitico. Siete voi che con fame diabolica divorate parte di voi stessi, svenandovi, mutilandovi per poi generare le nuove parti mentre divorate le già formate, con una continuità che ha in sé qualcosa di maniaco, ma di un maniaco diabolico.
14. L’uomo mostro, il potere umano:
La potenza voluta, spinta, imposta sino al delitto, è la terza bestia. Dato che è potenza umana, ossia vendutasi a Satana pur di esser sempre più potente, contro ogni legge divina e morale, essa genera il suo mostro che ha nome Rivoluzione e che, come è della sua natura, porta nelle protuberanze della sua mostruosità tutti i più biechi orrori delle rivoluzioni, naufragio sociale del bene e della Fede.
Onestà, rispetto, moralità, religione, libertà, bontà, muoiono quando questo mostro alita su una nazione il suo fiato d’inferno, e come pestifera emanazione esso si spande oltre i confini contagiando di sé popoli e popoli, sinché contagerà il mondo intero preparando sui brandelli delle vittime, da lei uccise e sbranate, sulle rovine delle nazioni ridotte a macerie, la culla per il mostro finale: L’Anticristo.
15. Il mostro finale l’Anticristo:
Ve l’ho detto (23-7-43) che esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal connubio della stessa con la Bestia. Ve l’ho detto. Non muto nel mio dire. Ciò che dico è vero. Lo conosco senza bisogno di leggerlo, lo ricordo senza bisogno di rileggerlo. È scritto nella mia mente di Dio davanti alla quale scorrono incessantemente, e l’uno sopra l’altro, senza che l’uno impedisca la visione dell’altro, tutti gli eventi dell’uomo nel tempo.
Esso Anticristo, perfezione dell’Orrore come Io fui perfezione della Perfezione, con le sue infinite armi, simboleggiate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci e infine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà suo figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio, tormenterà a dismisura coloro che, piccolo gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia (Lc 2,40), armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero.
16. I santi dell’ultimo tempo:
Oh! i miei santi dell’ultimo tempo! Se eroico fu il vivere dei primi fra le persecuzioni del paganesimo, tre volte, sette volte, sette volte sette volte eroico sarà il vivere dei miei ultimi santi. Solo i nutriti con la midolla della fede potranno aver cuor di leone per affrontare quei tormenti e occhi e penne d’aquila per affissare Me-Sole e volare a Me-Verità, mentre le tenebre li soverchieranno da ogni parte e la Menzogna cercherà persuaderli ad adorarla e credere in essa.
17. L’ Orrore regnate sul mondo:
Dopo i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano, simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna – i dieci servi, che si credono re, di Satana, dei quali tre (nota bene) saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è tutto – culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undecimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa del Cristo; crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana, “di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi” e per tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo.
18. Il giudizio universale:
Poi il Padre dirà: “Basta” davanti al gran coro che, per il “rumore delle grandi parole” dei santi, si farà in Cielo; e la Bestia malvagia sarà uccisa e gettata nel pozzo d’abisso e con essa tutte le bestie minori per rimanervi con Satana, loro generatore, per l’eternità.
Io sarò chiamato allora dal Padre per “giudicare i vivi ed i morti”, secondo quanto è detto nel Simbolo della Fede. E i “vivi”, coloro che hanno serbato vita in loro per aver serbato viva la Grazia e la Fede, erediteranno “il Regno, la Potenza e la Magnificenza di Dio”. I morti dello spirito avranno la Morte eterna secondo che la loro volontà ha scelto di avere.
E non vi sarà più Terra e più uomo carnale. Ma solo vi saranno “figli di Dio”, creature affrancate da ogni dolore, e non vi sarà più peccato, e non vi saranno più tenebre, e non vi sarà più timore. Ma solo gioia, gioia, gioia immensa, eterna, inconcepibile agli uomini. Gioia di vedere Dio, di possederlo, di comprenderne il pensiero e l’amore.
19. L’invito supremo:
Venite, o uomini, alla Fonte della vita. Io ve ne apro la sorgente. Attingetene, fortificatevi in lei per essere intrepidi nelle prove e per giungere ad immergervi completamente in essa, in Me, sorgente di beatitudine, nel bel Paradiso che il Padre mio ha creato per voi e nel quale il triplice Amore del Dio uno e la Purezza della Madre “nostra” vi attendono, e con essi coloro che per esser stati fedeli hanno già conseguito la Vita”. (Maria Valtorta, Quaderni, 25-1-1944).
4. L’abominio nella casa di Dio
L’abominio della desolazione.
1. L’angelo messaggero della parola: (Dn 9,20-23).
20 Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio,
21 mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera.
22 Egli mi rivolse questo discorso: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere.
23 Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo dei desideri. Ora sta attento alla parola e comprendi la visione: (Dn 9,20-23).
2. L’abominio della desolazione: (Dn 9,24-27).
24 Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all’empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi.
25 Sappi e intendi bene, da quando uscì la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane. Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze a fossati, e ciò in tempi angosciosi.
26 Dopo sessantadue settimane, un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui; il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine sarà un’inondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate.
27 Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metta settimana, farà cessare il sacrificio e l’offerta; sull’ala del tempio porrà l’abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore”. (Dn 9,24-27).
Sapienza divina.
Dice Gesù:
3. La preghiera santa:
“Sempre dal cominciare della preghiera la grazia del Signore scende su voi. Parlo della preghiera santa, non della stolta richiesta di cose inutili, o da Dio e dalla morale retta riprovate. L’Eterno che veglia su voi dai Cieli non ha cuore di bronzo simile al vostro che siete duri ai fratelli e ingrati a Dio. Egli subito si piega su voi quando con cuore umile, amoroso e fidente, quando con sacrificio e costanza, chiedete a Dio pietà.
Pane e conforto, scienza e guida vi dà Dio quando a Lui vi rivolgete. E se non sempre siete esauditi, non pensate di rimanere senza risposta al vostro pregare. Per un che, negato da una Intelligenza che tutto conosce, voi ricevete altri doni che non sempre subito apprezzate e dei quali non siete subito riconoscenti. Ma prima o poi dovete riconoscere questa Bontà intelligente che vi cura. E se qui non lo conoscete, sarà certamente oltre la vita della terra che conoscerete quanto fu grande e buono con voi il Signore.
4. L’angelo messaggero di Dio:
A Daniele che ancora pregava – e la preghiera di lui potreste dirla anche ora – il mio angelo parlò
Il Consolatore, che è anche l’Annunziatore, non è mai disgiunto da ciò che mi riguarda. Messaggero di Dio, spirito ubbidiente e amoroso, fece sempre suo gaudio portare i voleri di Dio agli uomini e consolare coloro che soffrono. Non lasciò rapido il Cielo unicamente per l’annunzio beato, per consolare Giuseppe, per confortare la mia tremenda agonia. Già ai profeti era andato a portare la parola e a disvelare il futuro che mi concerne come Messia. Spirito infiammato d’amore, ai desiderosi di Dio aleggia da presso e porta i sospiri egli amanti a Dio e le luci di Dio ai suoi amanti.
5. La profezia riguarda al Messia:
Uno solo poteva levare prevaricazione, peccato e ingiustizia dalla Terra, che era meritevole di un nuovo diluvio e che fu unicamente sommersa e mondata da un Sangue divino e innocente. Io, Dio vero fatto carne per voi. Corruzione, peccato, ingiustizia e guerra fra l’uomo e Dio, avrebbero avuto termine quando non di regale unzione ma di unzione funebre sarebbe stato unto il Santo dei santi, l’Innocente ucciso per amore degli uomini.
Sospiro dei Patriarchi e di tutto il popolo di Dio, il Messia doveva sorgere per creare la Gerusalemme nuova che non muore in eterno. La Chiesa che vive e vivrà fino alla fine dei secoli e che continuerà a vivere nei suoi santi oltre il giorno di questa Terra. E a Daniele viene dato a conoscere il numero dei giorni che separavano i viventi dal tempo del Signore e le conseguenze della nequizia del popolo che al prodigio di Dio risponde con una condanna.
6. Riguarda alle conseguenze del Deicidio:
La condanna del Cristo segna la condanna del popolo.
Sempre un delitto attira una punizione. E dato che nessun delitto è più grande di quello di infierire sugli innocenti e calunniare gli incolpevoli, quale punizione poteva esser serbata a chi aveva ucciso l’Innocente, che non fosse distruzione totale del luogo dove l’abominio s’era installato?
Inutili ormai i sacrifici quando la misura è sorpassata. Dio è longanime, ma non è ingiusto. E perdonare la pertinacia nel peccare dopo aver dato tutti i mezzi per conoscere l’errore ed uscirne, e per tornare a Dio, sarebbe da parte di Dio ingiustizia verso i giusti e verso coloro che i malvagi hanno torturato.
7. Riguarda al tempo presente e futuro:
Le settantadue settimane potrebbero essere, ora, anche di secoli, o figlia, e al termine di esse venire la desolazione sulla Terra e l’abominio là dove tutto dovrebbe essere santo. Già vi siete incamminati.
Troppo sgretolare di umana scienza rode come una carie i cuori dei miei ministri che non sanno esser di Dio ma del mondo, e che assorbono lo spirito del mondo e danno al mondo il loro alito non più di Cielo. È il grande dolore del Cristo. Troppe plaghe senza chiese. Troppe chiese senza sacerdoti. Troppi fedeli senza guida. Troppi cuori senza amore.
Se Gabriele tornasse non troverebbe che ben difficilmente cuori che sapessero orare come Daniele e che accogliessero la sua parola senza vivisezionarla fino ad ucciderla per studiarla e per giungere a negarla. E non è già questo un abominio nella casa di Dio, là, dove almeno i ministri di essa, quelli almeno, dovrebbero essere luce alle turbe?
Cristo lo state uccidendo una seconda volta. Nel vostro spirito lo uccidete. E fra poco non sarete più popolo suo, ma tribù di idolatri. Non vi lamentate perciò se il Cielo è chiuso, sul vostro fermentare di abominio.
In verità vi dico che se non vi convertite al Signore Iddio vostro, la desolazione durerà fino alla fine”. (Qua.29-11-1943).
8. Fine del mondo moralmente cattivo:
“Fino a quando durerà questa visione: il sacrificio quotidiano abolito, la desolazione dell’iniquità, il santuario e la milizia calpestata?”. Gli rispose: “Fino a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario sarà rivendicato”. (Dan 8,13-14).
“Metti al posto della parola ‘giorni’ quella di ‘secoli’, perché per noi un secolo è meno di un giorno, e avrai la data della fine del mondo”. (Maria Valtorta, Quaderni, 21-12-1945).
5. Il tempo della fine del mondo cosmo
1. La grande Tribolazione: (Dn 12,1).
1 Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro (Dn 12,1).
2. La risurrezione e il giudizio universale: (Dn 12,2).
2 Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.
3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.
4 Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta” (Dn 12,2).
3. La profezia sigillata sino al tempo della fine: (Dn 12,5-9).
5 Io, Daniele, stavo guardando ed ecco altri due che stavano in piedi, uno di qua sulla sponda del fiume, l’altro di là sull’altra sponda.
6 Uno disse all’uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume: “Quando si compiranno queste cose meravigliose?”.
7 Udii l’uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo.
8 Io udii bene, ma non compresi, e dissi: “Mio Signore, quale sarà la fine di queste cose?”.
9 Egli mi rispose: “Va’, Daniele, queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine (Dn 12,5-9).
4. “Beato chi avrà perseverato sino alla fine”: (Dn 12,1-13)
10 Molti saranno purificati, resi candidi, integri, ma gli empi agiranno empiamente: nessuno degli empi intenderà queste cose, ma i saggi le intenderanno.
11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l’abominio della desolazione, ci saranno mille duecentonovanta giorni.
13 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecento trentacinque giorni. Tu, va’ pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla fine dei giorni”. (Dn 12,1-13)
Sapienza divina.
Dice Gesù:
5. La conversione d’Israele:
“Arcangelo che ha vinto Lucifero, e che sta a guardia del mio Regno e dei figli di esso, sarà quello che sorgerà come segno celeste nell’ultimo tempo. Sarà questo il tempo in cui Israele sarà ricongiunto alla Roma di Cristo e non ci saranno più i due rami del popolo di Dio: il benedetto e il maledetto per il suo deicidio, ma un unico tronco detto di Cristo, perché vivente in Me.
6. La risurrezione dei morti:
Allora, poiché il numero dei salvati sarà completo, verrà la risurrezione della carne e, come moltitudine che dorme e che una tromba risveglia per chiamarla ad una adunata, i morti, stesi negli infiniti cimiteri, nei deserti, nei mari, ovunque giace un che fu uomo, sorgeranno per venire a Me, Giudice supremo.
Oh! Luce che sei attributo mio e che farai rifulgenti come stelle coloro che conobbero la Sapienza e insegnarono la Giustizia e la vissero, come ti effonderai gioiosa quel giorno sui miei beati!
7. Il Tempo della Fine:
L’ultimo tempo di tre anni e sei mesi, tremendo come mai l’uomo conobbe, sarà quello in cui Satana, attraverso suo figlio, arso da supremo livore – perché anche la scissione fra i due rami del popolo di Dio sarà finita, e con essa la causa di tanti mali materiali, morali e spirituali – userà le sue perfette ed ultime astuzie per nuocere, rovinare, uccidere il Cristo nei cuori e i cuori al Cristo.
I sapienti comprenderanno il tranello di Satana, gli innumerevoli tranelli di Satana, perché chi possiede la Sapienza vera è illuminato, e per la loro fedeltà alla Grazia diverranno candidi e provati come il fuoco, degni d’essere eletta al Cielo. Gli empi seguiranno il Male e faranno il male non potendo comprendere il Bene, perché di loro spontanea volontà avranno colmato il loro cuore di Male.
8. L’abominazione della desolazione:
Allora verrà il tempo in cui, conculcata sino ad un punto mai raggiunto, la Chiesa non sarà più libera di celebrare il Sacrificio perpetuo, e l’abominazione della desolazione sarà innalzata sul Luogo Santo e sui luoghi santi, così come è detto dai profeti e ripetuto da Me che non erro.
9. Beato chi persevera sino alla fine:
Daniele dice: “Vi saranno 1290 giorni (di questo conculcamento). Beato chi aspetta e giunge a 1335”.
Ciò vuol dire che nei tre anni e sei mesi che precederanno la fine, un piccolo tempo sarà serbato in fine ai fedeli per riunirsi ad ascoltare l’ultima Parola, risuonante nei loro spiriti, come invito al Cielo, mentre Michele coi suoi angeli vincerà Satana ed i suoi demoni. “Beato chi aspetta e giunge a 1335 giorni” vuol dire: “Beato chi avrà perseverato sino alla fine” poiché sarà salvo (Mt 10,22) (Maria Valtorta, Quaderni, 23-1-1944).
S O M M A R I O
LO SPIRITO RIVELATORE DEI MISTERI
1. C’è un Dio nel cielo che svela i misteri.
1. Il mistero svelato in una visione: (DN2,19-23)
2. C’è un Dio nel cielo che svela i misteri: (Dn 2,27-30).
3. Il sogno rivelato al profeta dello Spirito: (Dn 2,31-35).
4. Rivelazione del significato del sogno: (Dn 2,36-43).
5. Il Regno senza tramonto: (Dn 2,44-45).
6. Chi è investito dallo Spirito di Dio conosce il futuro:
2. Dio non delude mai figli credenti. Chi ha Dio non teme il tiranno
1. Il coraggio di non obbedire il re: (Dn 3,8-12).
2. Chi ha Dio non teme il tiranno: (Dn 3,13-18)
3. Prepotenza bestiale del tiranno: (Dn. 3,19-23).
4. L’intervento dell’angelo di Dio: (Dn 3,46-50).
5. Cantico di ringraziamento dei tre giovani:
6. Riconoscimento e conferma del miracolo: (Dn 3,91-94).
7. Conversione del Tiranno: (Dn 3,95-97).
8. Tirannia sacrilega dei prepotenti:
9. Autorità: missione di comando avuta da Dio:
10. Colui che genera le “bestie” apocalittiche:
11. L’idolo non è Dio e Dio non idolo:
12. Ciò che sveglia la sensualità e la superbia:
13. Un segreto per non temere:
14. Dio è Padre e non delude mai:
15. Il grido più bello che risuona nel Paradiso:
16. Un segreto per amplificare il ringraziamento:
17. Nel gorgo d’amore di Gesù:
3. Le quattro bestie apocalittiche.
Il Regno spirituale di Cristo.
1. La visione delle quattro bestie: (Dn 7,2-8).
2. Il Regno spirituale di Cristo: (Dn 7,9-10)
3. Sconfitta di Satana: (Dn 7,11-12).
4. Seconda venuta di Gesù Cristo (Dn 7,-13-14).
5. Significato delle quattro bestie (Dn 7,15-18)
6. Potere infernale dell’Anticristo: (Dn 7,19-22).
7. Regno nefasto dell’Anticristo: (Dn 7,23-27).
8. I profeti del Re-Messia e del suo Regno:
13. L’uomo leopardo, scienza atea:
14. L’uomo mostro, il potere umano:
15. Il mostro finale l’Anticristo:
16. I santi dell’ultimo tempo:
17. L’ Orrore regnate sul mondo:
4. L’abominio nella casa di Dio
1. L’angelo messaggero della parola: (Dn 9,20-23).
2. L’abominio della desolazione: (Dn 9,24-27).
4. L’angelo messaggero di Dio:
5. La profezia riguarda al Messia:
6. Riguarda alle conseguenze del Deicidio:
7. Riguarda al tempo presente e futuro:
8. Fine del mondo moralmente cattivo:
5. Il tempo della fine del mondo cosmo
1. La grande Tribolazione: (Dn 12,1).
2. La risurrezione e il giudizio universale: (Dn 12,2).
3. La profezia sigillata sino al tempo della fine: (Dn 12,5-9).
4. “Beato chi avrà perseverato sino alla fine”: (Dn 12,1-13)
8. L’abominazione della desolazione:
9. Beato chi persevera sino alla fine:
