L’Annunzio secondo Ezechiele

IL LIETO ANNUNZIO

DELLO SPIRITO SANTO SECONDO EZECHIELE

 

Sant' Ezechiele

 

Libro 4

Il Messia, i cristiani inariditi, il Regno messianico

 

A cura de Fray Jesus Maria de Cabanaconde

S.O.S.

IL PROFETA-SENTINELLA DELLO SPIRITO

1. Mandato, mosso, guidato dallo Spirito Santo

1. Chiamato dallo Spirito (Ez 2,1-7).

1 Mi disse: “Figlio dell’uomo, alzati, ti voglio parlare”.

 2 Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.

3 Mi disse: “Figlio dell’uomo, Io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi.

 4 Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio.

 5 Ascoltino o non ascoltino – perché sono una genia di ribelli – sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo al loro.

6 Ma tu, figlio dell’uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce, sono una genia di ribelli.

 7 Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genia di ribelli. (Ez 2,1-7).

2. Formato dallo Spirito (Ez 2,8-9; Ez.3,1-11)

8 E tu, figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genia di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che Io ti do”.

9 Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all’interno e all’esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai. (2,8-9).

1 Mi disse: “Figlio dell’uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va’ e parla alla casa d’Israele”.

2 Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, 

3 dicendomi: “Figlio dell’uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo”. Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele.

 4 Poi egli mi disse: “Figlio dell’uomo, va’, recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie parole,

5 poiché Io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti:

6 non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi inviato, ti avrebbero ascoltato;

7 ma gli Israeliti non vogliono ascoltar te, perché non vogliono ascoltar me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice e di cuore ostinato.

9 Ecco Io ti do una faccia tosta quanto loro e una fronte dura quanto la loro fronte. Come diamante, più dura della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti a loro; sono una genia di ribelli”.

10 Mi disse ancor: “Figlio dell’uomo, tutte le parole che ti dico accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi: 

11 poi va’, recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non ascoltino”. (Ez. 3,1-11).

3. Mosso dallo Spirito (Ez. 3,12-15).

12 Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore; “Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!”.

13Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l’una contro l’altra e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono.

 14 Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l’animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me.

15 Giunsi dai deportati di Tel-Aviv, che abitano lungo il canale Chebar, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.   (Ez. 3,12-15).

2. Missione del Messia dello Spirito

1. Il Messia – sentinella dello Spirito (Ez 3,16-21).

16 Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d’Israele.

17 Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.

 18 Se Io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte Io domanderò conto a te.

19 Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il peccato, ma tu ti sarai salvato.

20Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, Io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te.

21 Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vive, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato”. (Ez 3,16-21).

2. Il servo dello Spirito (Ez 3,22-27).

22 Anche là venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse:

23 “Mi alzai e andai nella valle; ed ecco la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo vista sul canale Chebàr, e caddi con la faccia a terra.

24 Allora lo Spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi ed egli mi disse: “Va’ e rinchiuditi in casa.

25 Ed ecco, figlio dell’uomo, ti saranno messe addosso delle funi, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro.

 26 Ti farò aderire la lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli.

27 Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli”. (Ez 3,22-27).

3. Espiatore delle iniquità (Ez 4,1-8).

1 Tu, figlio dell’uomo, prendi una tavoletta d’argilla, mettila dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme,

 2 e disponi intorno ad essa l’assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti.

 3 Poi prendi una teglia di ferro e mettila come muro di ferro fra te e la città, e tieni fisso lo sguardo su di essa, che sarà assediata, anzi tu la assedierai! Questo sarà un segno per gli Israelit5i.

4 Mettiti poi a giacere sul fianco sinistro e sconta su di esso la iniquità d’Israele. Per il numero di giorni cui giacerai su di esso, espierai le sue iniquità:

5 Io ho computato a te gli anni della sua espiazione come un numero di giorni. Per centonovanta giorni tu espierai le iniquità degli Israeliti.

6 Terminati questi, giacerai sul fianco destro e sconterai l’iniquità di Giuda per quaranta giorni, computando un giorno per ogni anno,

7 Terrai fisso lo sguardo contro il muro di Gerusalemme, terrai il braccio disteso e profeterai contro di essa. Ecco ti ho cinto di catene,

 8 in modo che tu non potrai voltarti né da una parte né dall’altra finché tu non abbia compiuto i giorni della tua reclusione” (Ez 4,1-8).

4. Espiatore delle impurità (Ez 4,9-17).

9 Prendi intanto grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta, mettili in un recipiente e fattene del pane: ne mangerai durante tutti i giorni che tu rimarrai disteso sul fianco, cioè per centonovanta giorni

 10 Il cibo che ti prenderai sarà del peso di venti sicli al giorno: lo consumerai nelle ventiquattro ore.

11 Anche l’acqua che berrai sarà razionata: un sesto di hin, nelle ventiquattro ore.

 12 Mangerai questo cibo in forma di una schiacciata d’orzo, che cuocerai sopra escrementi umani davanti ai loro occhi.

13 In tal maniera, mi disse il Signore, mangeranno gli Israeliti il loro pane impuro, in mezzo alle genti fra le quali li disperderò”.

14 Io esclamai: “Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato! Dall’infanzia fino ad ora mai ho mangiato carne di bestia morta o sbranata, né mai è entrato nella mia bocca cibo impuro”.

15 Egli mi rispose: “Ebbene, invece di escrementi umani ti concedo sterco di bue; lì sopra cuocerai il tuo pane”.

16 Poi soggiunse: “Figlio dell’uomo, ecco io tolgo a Gerusalemme la riserva del pane; mangeranno il pane a razione e con angoscia e berranno l’acqua a misura in preda all’affanno;

17 Così, mancando pane e acqua, languiranno tutti insieme e si consumeranno nella loro iniquità” (Ez 4,9-17).

3. Il profeta della giustizia dello Spirito.

1. Contro i falsi profeti (Ez 13,1-9)

1 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:

2 “Figlio dell’uomo, profetizza contri i profeti d’Israele, profetizza e di’ a coloro che profetizzano secondo i propri desideri: Udite la parola del Signore:

3 Così dice il Signore Dio:

Guai ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni.

4 Come sciacalli fra le macerie, tali sono i tuoi profeti, Israele.

5 Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa degli Israeliti, perché potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore.

 6 Hanno avuto visioni false, vaticini menzogneri coloro che dicono: Oracolo del Signore, mentre il Signore non li ha inviati. Eppure confidano che si avveri la loro parola!

 7 Non avete forse avuto una falsa visione e preannunziato vaticini bugiardi, quando dite: Parola del Signore, mentre Io non vi ho parlato?

 8 Pertanto dice il Signore Dio: Poiché voi avete detto il falso e avuto visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, dice il Signore Dio.

9 La mia mano sarà sopra i profeti dalle false visioni e dai vaticini bugiardi; non avranno parte nell’assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro d’Israele e non entreranno nel paese d’Israele: saprete che Io sono il Signore Dio (Ez 13,1-9).

2. Contro i falsi costruttori (Ez 13,10-16).

10 “Poiché ingannano il mio popolo dicendo: Pace! e la pace non c’è; mentre egli costruisce un muro, ecco essi lo intonacano di mota.

11 Di’ a quegli intonacatori di mota: Cadrà! Scenderà una pioggia torrenziale, una grandine grossa, si scatenerà un uragano

 12 ed ecco, il muro è abbattuto. Allora non vi sarà forse domandato: Dov’è la calcina con cui lo avevate intonacato?

13 Perciò dice il Signore Dio: Con ira scatenerò un uragano, per la mia collera cadrà grandine come pietre;

14 demolirò il muro che avete intonacato di mota, lo atterrerò e le sue fondamenta rimarranno scoperte; esso crollerà e voi perirete insieme con esso e saprete che Io sono il Signore.

15 Quando avrò sfogato l’ira contro il muro e contro coloro che lo intonacarono di mota Io vi dirò: Il muro non c’è più e neppure gli intonacatori,

 16 i profeti d’Israele che profetavano su Gerusalemme e vedevano per essa una visione di pace, mentre non vi era pace. Oracolo del Signore”. (Ez 13,10-16).

3. Contro le false profetesse (Ez 13,17-23).

17 “Ora tu, figlio dell’uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro.

18 Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse?

 19 Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche manciata d’orzo e per un tozzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne.

20 Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli.

21 Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda in mano vostra; saprete così che Io sono il Signore.

22 Voi infatti avete rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre Io non l’avevo rattristato e avete rafforzato il malvagio perché e non desistesse dalla sua vita malvagia e vivesse.

23 Per questo non avrete più visioni false, n’e più spaccerete incantesimi: libererò il mio popolo dalle vostre mani e saprete che Io sono il Signore”. (Ez 13,17-23).

4. Contro gli idoli del cuore (Ez 14,1-11).

1 Vennero a trovarmi alcuni anziani d’Israele e sedettero dinanzi a me.

 2Mi fu rivolta allora questa parola del Signore:

 3 “Figlio dell’uomo, questi uomini hanno posto idoli nel loro cuore e tengono fisso lo sguardo all’occasione della loro iniquità appena si mostri. Mi lascerò interrogare da loro?

4 Parla quindi e di’ loro: Dice il Signore io: Qualunque Israelita avrà innalzato i suoi idoli nel proprio cuore e avrà rivolto lo sguardo all’occasione della propria iniquità e verrà dal profeta, gli risponderò Io, il Signore, riguardo alla moltitudine dei suoi idoli,

5 per raggiungere al cuore gli Israeliti, che si sono allontanati da me a causa di tutti i loro idoli.

6 Riferisci pertanto al popolo d’Israele: Dice il Signore Dio: Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre immondezze,

7 poiché a qualunque Israelita e a qualunque straniero abitante in Israele, che si allontana da me e innalza nel suo cuore i suoi idoli e rivolge lo sguardo all’occasione della propria iniquità e poi viene dal profeta a consultarmi, risponderò Io il Signore, da me stesso.

 8 Distoglierò la faccia da costui e ne farò un esempio e un proverbio, e lo sterminerò dal mio popolo: saprete così che Io sono il Signore.

9 Se un profeta si lascia sedurre e fa una profezia, Io, Il Signore, ho sedotto quel profeta: stenderò la mano contro di lui e lo cancellerò dal mio popolo Israele

10 Ambedue porteranno la pena della loro iniquità. La pena di chi consulta sarà uguale a quella del profeta,

 11 perché gli Israeliti non vadano più errando lontano da me né più si contaminino con tutte le loro prevaricazioni: essi saranno il mio popolo e Io sarò il loro Dio. Parola del Signore”. (Ez 14,1-11).

5. Responsabilità personale

12 Mi fu rivolta questa parola del Signore”:

13 Figlio dell’uomo, se un paese pecca contro di me e si rende infedele, Io stendo la mano sopra di lui e gli tolgo la riserva del pane e gli mando contro la fame e stermino uomini e bestie;

 14 anche se nel paese vivessero questi tre uomini: Noè, Daniele e Giobbe, essi con la loro giustizia salverebbero solo se stessi, dice il Signore Dio.

15 Oppure se Io infestassi quel paese di bestie feroci, che lo privassero dei suoi figli e ne facessero un deserto che nessuno potesse attraversare a causa delle bestie feroci,

16 anche se in mezzo a quella terra ci fossero questi tre uomini, giuro com’è vero ch’io vivo, dice il Signore Dio: non salverebbero n'[e figli né figlie, soltanto loro si salverebbero, ma la terra sarebbe un deserto.

17 Oppure, se Io mandassi la spada contro quel paese e dicessi: Spada, percorri quel paese; e sterminassi uomini e bestie,

18 anche se in mezzo a quel paese ci fossero questi tre uomini giuro com’è vero ch’Io vivo, dice il Signore: non salverebbero né figli né figlie, soltanto loro si salverebbero.

19 Oppure, se Io mandassi la peste contro quella terra e sfogassi nella strage lo sdegno e sterminassi uomini e bestie,

20 anche se in mezzo a quella terra ci fossero Noè, Daniele e Giobbe, giuro come è vero ch’Io vivo, dice il Signore Dio: non salverebbero né figli né figlie, soltanto essi si salverebbero per la loro giustizia.

6. Il piccolo resto.

21 Dice infatti il Signore Dio: Quando manderò contro Gerusalemme i miei quattro tremendi castighi: la spada, la fame, le bestie feroci e la peste, per estirpare da essa uomini e bestie,

22 ecco vi sarà in mezzo un residuo che si metterà in salvo con i figli e le figlie. Essi verranno da voi perché vediate la loro condotta e le loro opere e vi consoliate del male che ho mandato contro Gerusalemme, di quanto ho mandato contro di lei.

23Essi vi consoleranno quando vedrete la loro condotta e le loro opere e saprete che no invano ho fatto quello che ho fatto in mezzo a lei”. Parola del Signore (Ez 14,12-23).

4. Chi fa le rovine è di certo destinato
a rovina

1. Le cause della devastazione di un paese (Ez 33,23-29).

23 Mi fu rivolta questa parola del Signore:

24 “Figlio dell’uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d’Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque è stato dato in possesso il paese!

25 Perciò dirai loro: Così dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne con il sangue, sollevate gli occhi ai vostri idoli, versate il sangue, e vorreste avere in possesso il paese?

26 Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo prossimo e vorreste avere in possesso il paese?

27 Annunzierai loro: Dice il Signore Dio: Com’ è vero ch’Io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; darò il pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste.

28 Ridurrò il paese ad una solitudine e a un deserto e l’orgoglio della sua forza cesserà. I monti d’Israele saranno devastati, non ci passerà più nessuno.

29 Sapranno che Io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi.  (Ez 33,23-29).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2. Chi fa le rovine è di certo destinato a rovina:

“Troppi han voluto mangiare col sangue. E il sangue fa loro nodo nella strozza. Sangue estorto per prepotenza, per orgoglio, per libidine di potere. Troppo sangue è stato sparso ed è sparso sulla terra da chi ha perduto anche la più piccola concezione del Bene e del Male ed è un ludibrio in mano di Satana, che lo sventola come la sua insegna per abbacinare e traviare i deboli.

Troppo “illecito” è stato fatto divenire “lecito” solo perché commesso da potenti. Ma pensate, o potenti di un’ora, che l’unico Potente ha già in mano la folgore per incenerirvi, prima, nelle mani i frutti che avete rubato, e poi, se ancora non vi pentite, per incenerire voi.

Il possesso vero della terra non sarà dato ai violenti, agli omicidi, ai corruttori, ai traditori, ai viziosi. Esso sarà di coloro che vivranno secondo la mia Legge. Voi potrete loro levare questo giorno terreno prima che il tramonto venga; ma nel Giorno tremendo e sfolgorante della mi Venuta essi giudicheranno, con Me, voi, voi che ora vi credete lecito ogni illecito verdetto.

Guai a voi, allora, quando dietro al Cristo Giudice, la cui Maestà tremenda scuoterà i mondi con un tremito ben più forte di quello che aprì i sepolcri e squarciò il velo del Tempio nell’ora della morte mia, guai a voi quando dietro di Me vedrete tutti coloro che avete ucciso e torturato e i cui dolori Io avrò presenti nel giudicarvi per l’eternità.

Cadono per colpa vostra città, regni, popoli. Avete voluto arci regnare, e con un assolutismo feroce. Vi faccio la solitudine intorno. Rimarrete come colonna superstite di un palazzo crollato. Ma ricordate che a chi vive fra le rovine può accadere d’esser rovinato e che chi fa le rovine è di certo destinato a rovina. E ancora potrete dirvi contenti se nel cadere vi ricorderete che Io sono il Signore del mondo.” (Maria Valtorta, Quaderni, 28-10-1943).

5. Gli ascoltatori smemorati illudono
se stessi

1. A chi cerca solo guadagno non giova la parola di Dio (Ez 33,30-33)

30 Figlio dell’uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l’un l’altro: Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal Signore.

31 In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno.

32 Ecco, tu sei per loro come una canzone d’amore: bella è la voce e piacevole l’accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.

33 Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c’è un profeta in mezzo a loro”. (Ez 33,30-33).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2. Lodi e scherni lasciano indifferente i servi dello Spirito:

“Tu, anima mia, non tremare e non insuperbire. Dannosi ugualmente sono il timore e l’orgoglio. Ti lascino indifferente lodi e scherni. Vivi unicamente nel pensiero di servire la causa del tuo Dio. Gli scherni subiti per la causa di Dio sono già aureola.

Le lodi! Oh! le lodi degli uomini! Sono la cosa più vana che ci sia e più facile a svanire nel nulla. Più di bolla d’aria che salga da un fondo melmoso, gas di fango putrido, per erompere alla superficie delle acque sulle quali segna un cerchio subito dissolto, tale è la lode degli uomini. Nasce sempre da sentimento umano, trascina con sé i suoi miasmi, rompe lo specchio della pace intima e poi di essa nulla più resta. Beati quelli che, come acqua che vuole restare pura, continuano ad operare in Dio e vanno veloci, lasciando indietro anche il ricordo della inutile lode suscitata passando a contatto della umanità che è solo tale.

Non ti seducano mai le lodi umane. Pensa sempre che per metà sono fatte da ipocrisia e per l’altra metà da leggerezza. Come oggi ti adulano, domani ti denigrano. Pensa che anche i più buoni, di quella bontà però tutta umana, ti ascoltano per diletto delle parole, non per il succo delle parole. Piacciono i concetti perché armonici e artistici, non meditano il nerbo che li sorregge: “Tu sei per essi come un cantico cantato da voce dolce e soave, essi ascoltano le tue parole ma non le mettono in pratica”.

Lasciali fare. Peggio per loro. Rifiutano un altro dono della mia paziente Misericordia e, rifiutandolo, accumulano su sé stessi i carboni della Giustizia mia, perché ebbero chi nuovamente portò la Parola e la Parola una volta ancora hanno sprezzato. Una volta ancora si può applicare a questa generazione la profezia di Isaia: “Udrete e non intenderete, guarderete e non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile; sono divenuti duri d’orecchi e hanno chiuso i loro occhi affinché non vedano e non ascoltino e non intendano col loro cuore e non si convertano ed Io non li guarisca”. Generazione adultera e malvagia, che credi con tanta facilità a chi ti uccide nello spirito e rigetti il Cristo e i suoi profeti che ti vogliono dare la Vita, quante volte, generazione dei già segnati dal segno di Cristo che è un controsenso su voi disposati al Nemico e alla carne, quante volte non ho cercato di salvarti ottenendo in cambio le pietre per i miei profeti e la crocifissione per il tuo Maestro! Generazione stolta e traditrice, generazione di Giuda che mi vendi e baratti per un appetito immondo e rinneghi la Luce per inabissarti nelle tenebre, ben ti venga ciò che vuoi. Morte avrai perché Vita non volesti, e non avrai altri segni a svegliare la tua sonnolenza di crapulona che i segni tremendi dell’ira mia.

“Ma quando avverrà quello che è stato predetto, ed ecco che viene, allora saprai che in mezzo a te v’è stato un profeta, un servo, una ‘voce’ mia”. (Maria Valtorta, Quaderni, 28-10-1943).

6. Le ossa inaridite

Gente senza vita spirituale.

1.       vuole ridare la vita: (Ez 37,1-6).

1 La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa

2 mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.

3 Mi disse: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?”. Io risposi: “Signore Dio, tu lo sai”.

4 Egli mi replicò: “Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore.

 5 Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, Io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete.

6 Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che Io sono il Signore” (Ez 37,1-6).

2.    Dio vuole ridare lo spirito: (Ez 37,7-10).

7 Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente.

 8 Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.

 9 Egli aggiunse: “Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano”.

10 Io profetizzai come mi aveva comandato, e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato (Ez 37,7-10).

3.    Gente della speranza svanita: (Ez 37,11-14).

11 Mi disse: “Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa son inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti.

12 Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, Io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele.

 13 Riconoscerete che Io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio.

 14 Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che Io sono il Signore. L’ho detto e lo farò “Oracolo del Signore (Ez 37,11-14).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

4.    L’uomo ha ucciso sé stesso:

“Così è. Ora l’Umanità non è che ossa, che ruderi calcinati, pesanti, morti, sprofondati nei solchi fetidi dei vizi e delle eresie. Lo spirito non è più. lo spirito che è vita nella carne e vita nell’eternità. Lo spirito che è quello che differenzia l’uomo dall’animale. L’uomo ha ucciso sé stesso nella parte migliore. È una macchina? È un bruto? È un cadavere? Sì. È tutto questo.

Macchina, perché compie la sua giornata con la meccanicità di un congegno che opera perché deve operare per forza delle sue parti messi in moto. Ma che lo fa senza comprendere il bello di ciò che fa. Anche l’uomo si alza, si corica, dopo avere mangiato, lavorato, passeggiato, parlato, senza mai comprendere quello che fa nel suo bello o nel suo brutto. Semplicemente perché, privo come è di spirito, non distingue più il bello dal brutto, il bene dal male.

È brutto perché si appaga di dormire, di mangiare, di accumulare grasso sul corpo e riserve nella tana, né più né meno di come fa il bruto che di queste operazioni fa lo scopo della sua vita e la gioia della sua esistenza, e tutto giustifica, egoismi e ferocie, per questa legge bassa e brutale della necessità di predare per essere satollo.

È cadavere perché ciò che fa dire di un uomo che è vivo è la presenza nella carne dello spirito. Quando l’anima si esala, l’uomo diviene il cadavere. In verità l’uomo attuale è un cadavere tenuto ritto e in moto per un sortilegio della meccanica o del demonio. Ma è un cadavere.

5.    Prepararsi per l’era dello spirito vivo:

Orbene Io dico: “Ecco che Io infonderò in voi, aride ossa, lo spirito, e rivivrete. Farò risalire su voi i nervi e ricrescere le carni e distendere su voi la pelle e vi darò lo spirito e rivivrete e conoscerete che Io sono il Signore”. Sì, che questo Io farò. Verrà il tempo in cui Io riavrò un popolo di “vivi” e non di cadaveri.

Intanto ecco che Io, ai migliori, non morti ma scheletriti per mancanza del cibo spirituale, do il nutrimento della mia parola. Non voglio la vostra morte per consunzione. Questa è la sostanziosa manna che con dolcezza vi dà vigore. Oh! nutritevene, figli del mio amore e del mio sacrificio! E perché devo vedere che tanti hanno fame, e tanto cibo è per essi preparato dal Salvatore, e ad esso non è attinto per coloro che hanno fame? Nutritevi, rizzatevi in piedi, uscite dai sepolcri. Uscite dall’inerzia, uscite dai vizi del secolo, venite alla conoscenza, venite a “riconoscere’ il Signore Iddio vostro.

Ve l’ho detto all’inizio di questa opera e a metà di questa tragica guerra e ve lo ripeto: “Questa è una delle guerre preparatorie dei tempi dell’Anticristo”. Poi verrà l’era dello spirito vivo. Beati quelli che si prepareranno a riceverla.

6.    Lasciare ai figli eredita di forza spirituale:

 Non dite: “Noi non vi saremo”. Non voi, non tutti voi. Ma è stoltezza e anticarità pensare a sé soli. Da padri atei nascono figli atei. Da padri inerti figli inerti. Ed essi, i figli vostri ed i figli dei figli, avranno tanto bisogno di forza spirituale per quell’ora! In fondo è legge di amore umano questa di provvedere al bene dei figli e dei nipoti. Non siate da meno, per ciò che è spirituale, di quanto non lo siate per ciò che è di questo mondo, e come date ai figli una ricchezza o vi studiate di darla perché abbiano giorni più lieti dei vostri, adoperatevi a dar loro eredità di forza spirituale, che essi possano lavorare e moltiplicare per averne dovizia quando la grandine delle ultime battaglie del mondo e di Lucifero flagellerà con una ferocia tale l’Umanità di modo che essa si chiederà se l’Inferno non sarebbe migliore.

L’Inferno! Essa lo vivrà. Dopo, per i fedeli allo spirito, verrà il Paradiso, verrà la Terra non terra: il Regno dei Cieli”. (Maria Valtorta, Quaderni, 14 – 4 – 1945).

7. La Porta del Santuario sempre chiusa

1. Figura di Maria Vergine e Madre.   (Ez 44,1-3)

1 Mi condusse poi alla porta esterna del Santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa.

 2 Mi disse: “Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c’è passato il Signore, Dio d’Israele. perciò resterà chiusa.

 3 Ma il principe, il principe siederà in essa per cibarsi davanti al Signore; entrerà dal vestibolo della porta e di lì uscirà”. (Ez 44,1-3).

2. Giardino chiuso, fontana sigillata:

(Ct 6,7.9.11-12.13)

7   Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia.

9   Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, con un solo sguardo.

11 Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa.

12 Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata.

15Fontana che irrora i giardini, pozzo d’acque vive. (Ct 6,7.9.11-12.15).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. La Madre del Salvatore è sempre vergine:

“L’Inviolata giubilante in Cielo, l’Arca chiusa in cui nulla e nessuno poté metter mano perché là dove è entrato Dio non è lecito entri uomo, o ciò che è annesso all’uomo colpevole in Adamo, tu l’hai vista. Per Lei la fine della vita fu Vita gloriosa e immediata, perché chi aveva portato il Vivente non poteva conoscere morte, e chi non fu profanata da umanità non poteva conoscere profanazione di sepolcro. Ma la grande Regina, che rapisce nella gioia dell’estasi gli angeli, ti dà un altro insegnamento.

“Il principe stesso si metterà a sedere davanti ad essa per mangiare il suo pane davanti al Signore “è detto.

Nessuno, per grande che sia, può venire nel mio cospetto se non riconosce in Maria Porta chiusa da cui solo Dio è entrato, la Madre del Salvatore, la Madre-Vergine, la Madre divina.

Io l’ho accomunata alla mia sorte di Vivente in Cielo per dirvi quale sia la sua gloria. Unicamente inferiore a Dio Ella è, perché da Lui creata. Ma la sua maternità e il suo dolore di corredentrice la fanno eccelsa su ogni creatura. Porta di Dio, da Essa sgorga fede, speranza, carità; da Essa temperanza, giustizia, fortezza, prudenza; da Essa Grazia e grazie; da Essa salute, da Essa vi viene il Dio fatto Carne.

4. La Mediatrice di tutte le grazie: 

O Madre mia! Per il Pontefice e per l’ultimo dei credenti sei tu la santa Pisside in cui l’Eucarestia attende di essere data a chi crede. Tutte le grazie passano attraverso il tuo corpo inviolato, attraverso il tuo cuore immacolato. E misteri e verità, e sacramenti e doni, vengono conosciuti con vera sapienza e gustati con conoscenza e frutto solo da quelli che sanno chiederli a te, davanti a te. Tu schermo fra il Sole e le anime e fra le anime e Dio, per cui la Divinità può esser contemplata dall’uomo e l’umanità esser presentata al Perfetto. Tu, Madre che hai dato Dio all’uomo e dai l’uomo a Dio, istruendolo col tuo sorriso e col tuo amore.

5.Il segreto dei santi: 

Mio piccolo Giovanni, vieni sempre a Me passando per Maria. È il segreto dei santi. E la Porta chiusa, che non si aprì né s’aprirà mai per violenza umana, la Porta santa per cui solo Dio può passare, si apre al tocco di amore di un figlio di Dio. Si apre benigna. Quanto più umile e semplice è quello spirito che a Lei si volge, e tanto più Ella si apre e vi accoglie. Vi accoglie per insegnarvi la Sapienza e l’Amore tenendovi fra le sue braccia di Madre”. (Maria Valtorta, Quaderni, 2 – 8 – 1944).

8. I leviti e i sacerdoti del tempio

1. I leviti (Ez 44.10-14).

10 Anche i leviti, che si sono allontanati da me nel traviamento d’Israele e hanno seguito i loro idoli, sconteranno la propria iniquità;

11 serviranno nel mio santuario come guardie delle porte del tempio e come servi del tempio; sgozzeranno gi olocausti e le vittime del popolo e staranno davanti ad esso pronti al suo servizio.

12 Poiché l’hanno servito davanti ai suoi idoli e sono stati per la gente d’Israele occasione di peccato, perciò Io ho alzato la mano su di loro ed essi sconteranno la loro iniquità.

13 Non si avvicineranno più a me per servirmi come sacerdoti e toccare tutte le mie cose sante e santissime, ma sconteranno la vergogna degli abomini che hanno compiuti.

 14 Affido loro la custodia del tempio e ogni suo servizio e qualunque cosa da compiere in esso.   (Ez 44.10-14).

2.  I sacerdoti (Ez 44,15-16.23-24.28).

15I sacerdoti leviti figli di Zadok, che hanno osservato le prescrizioni del mio santuario quando gli Israeliti si erano allontanati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue.

16 Essi entreranno nel mio santuario e si avvicineranno alla mia tavola per servirmi e custodiranno le mie prescrizioni.

23 Indicheranno al mio popolo ciò che è santo e ciò che è profano e gli insegneranno ciò che è mondo e ciò che è immondo.

24 Nelle liti essi saranno i giudici e decideranno secondo le mie leggi.

 28 Essi non avranno alcuna eredità. Io sarò la loro eredità: non sarà dato loro alcun possesso in Israele; Io sono il loro possesso.   (Ez 44,15-16.23-24.28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. “Colui che crede serve Dio”:

“I leviti che si allontanarono da Me nello smarrimento dei figli di Israele…  saranno custodi e portieri della casa…  Invece i sacerdoti e i leviti figli di Sadok…  si accosteranno a Me e staranno alla mia presenza…  La loro eredità sono Io”.

Non succede solo per i sacerdoti nel senso letterale della parola. Prendiamolo in significato più vasto: credenti, o cristiani, se più piace.

Colui che crede serve Dio. Col Battesimo e la Confermazione vi siete impegnati a ciò. Con la fedeltà alle cerimonie volete dire a Dio, a voi, e al mondo, che volete servire Dio. Siete dunque, senza consacrazione, dei piccoli sacerdoti del vostro Dio. Dovreste esserlo perché Io vi chiamo tutti intorno a Me per amarmi e servirmi in questa vita e nella futura.

Ma che avviene, dunque, allora? Perché vediamo dall’alto dei Cieli troppi leviti che nello smarrimento del mondo si allontanano da Me dietro a idoli che, se sono vergogna a ogni uomo che la Grazia ha fatto figlio di Dio, sono vergogna somma e profanazione per un consacrato? Perché vi sono altre religioni e altre cerimonie che non sono le mie per costoro? Perché hanno fatto dell’egoismo, del senso, del denaro, dell’ambizione, le loro religioni? Perché servono la menzogna non avendo che una veste e non un’anima sacerdotale?

E perché Io devo eleggere fra i figli di Sadoch coloro che sostituiscono le voci divenute mute e le lucerne spente? Per pietà del mondo. Sì. Per pietà.

4. Dio sarà l’eredità dei suoi sacerdoti.

Ma guai a coloro che devo respingere al ruolo di custodi della mia Casa, non più di custodi! In ogni secolo vi furono gli eletti a sostituirli. Venuti da ogni professione e rango sociali. Portati dal turbine d’amore, salirono ben alti a purificarsi nel Fuoco e ad istruirsi con le voci della Fiamma divina. Hanno guardato un attimo Dio: con sincera, buona volontà di vederlo. E la visione li ha consacrati al suo servizio.

Ed ecco che Io dico: “Essi staranno per la loro fedeltà alla mia presenza, i loro doni mi saranno graditi, Io li istruirò nella Verità, Io sarò la loro eredità”.

Oh! venite, o miei benedetti! Venite, voi a cui è stata rivelata la Verità non per opera di uomo ma per volere di Dio a premio del vostro amore fedele, voi a cui si può dire come dissi a Simone: “Beati voi, perché non la carne né il sangue, ma il Padre mio che è nei Cieli vi ha dato di conoscere la Sapienza e conoscere il Cristo”. Statemi sul cuore. Esso è pieno di ammaestramenti per voi e di amore infinito”. (Maria Valtorta, Quaderni, 2-8-1944).

9. La sorgente d’acqua viva

Corrente spirituale feconda.

1.    Scaturisce dal lato destro del tempio: (Ez 47,1-6)

1 Mi condusse poi all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriento. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare.

2 Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.

 3 Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia.

 4 Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi.

 5 Ne misurò altri mille: era un fiume che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute, erano acque navigabili, un fiume da non potersi passare a guado.

  1.          Allora egli mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo?” (Ez 47,1-6).

2. Corrente spirituale benefica e feconda (Ez 47,7-12).

Poi mi fece ritornare sulla sponda del fiume;

7 voltandomi, vidi che sulla sponda del fiume vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra.

 8 Mi disse: “Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell’Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque.

9 Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.

10 Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engaddi a En-Elàim vi sarà una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo.

 11 Però le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate; saranno abbandonate al sale.

12 Lungo il fiume, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di albero da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina”. (Ez 47,7-12).

 

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. Il mondo senza Cristo non ha futuro:

“Ho detto: ‘Io sono (in chi mi accoglie) fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna’(Gv 4,13-14).

Sia che sia un uomo o una nazione, beati coloro che mi accolgono e che hanno in sé i prodigi dell’Acqua di Vita vera. Ma troppo pochi sono ormai gli uomini che mi accolgono e ancor più poche le nazioni. E i frutti di questo respingere, o anche soltanto trascurare Gesù Cristo, si vedono. Si vedono con tutto il loro tragico aspetto e si gustano col loro venefico sapore che vi portano alla disperazione, alla morte, dopo avervi fatto smaniare in una paura del domani che vi fa quasi impazzire. E avete ragione di impazzire.

Se vedeste tutta la verità del futuro che si avanza, non uno di voi, che non sia sostenuto da Satana, resisterebbe. Dico: Satana, perché di sostenervi col Cristo non ci pensate. Anzi, quanto più avete bisogno di un pietoso sostegno, di una luce nelle tenebre, di una parola che vi consoli e vi guidi, e più rivolgete lo sguardo ostile a queste cose, accusando Dio e dando a Lui il rancore che dovreste dare a chi vi è cagione di tanto male: a Satana e alle vostre malvagie passioni.

Guardate quello che già siete divenuti, e tremate, tremate, pensando a quello che diverrete. Peggio delle aride sabbie salmastrose, nelle quali è assolutamente impossibile ogni forma di vita e che si trovano nei posti più desolati dei deserti – desolazione desertica e che, con le sue grame erbe, coi cespugli spinosi, con i rari animali che li abitano, dando a quella solitudine una vita di voli, di cinguettii, di guizzi, mostra che quel lembo di terra non è polvere morta da secoli – peggio di queste zone salmastrose, dove nulla vive e nessun seme può metter radice e nessun uccello fermare il suo volo e nessun rettile sostare sul suolo e neppur strisciare su esso con rapido moto la lucida pelle, così diverrete, state divenendo, siete già molto divenuti per aver respinto il Cristo, Acqua che feconda.

4. La lotta contro il Cristo culminerà nell’ Anticristo: 

Dal mio cielo Io, Capo del mistico Corpo composto di tutti i cristiani, effondo le mie onde vitali, e dalla mia Chiesa le spargo sul mondo. Le spargerei. Ma il mondo drizza argini e dighe e mi interdice l’effondermi. Ma il mondo spinge contro la Chiesa queste dighe per affogarla, per seppellirla, e Me con lei. È una lotta senza pace. È la vera Guerra, quella dalla quale vengono tutte le guerre dell’intera umanità dell’era cristiana. La lotta contro il Cristo.

Non occorre, sappiatelo, fare le grandi persecuzioni o i grandi scismi, per lottare contro Cristo. Anche la piccola, individuale, intima lotta di ognuno di voi contro la mia Legge; anche la velata, astuta, statale lotta di un Paese contro la voce di Roma cattolica, contro la voce che parla in mio nome dalle labbra del mio Vicario e richiama gli uomini, e specie i capi, alla legge dell’onestà, del dovere, dell’amore, sono lotte contro Cristo. Sono le guerriglie. Ora siete così pratici di termini bellici che mi capite se le chiamo così. Sono le guerriglie. Poi da esse partono gli assalti veri e propri, le grandi avanzate, le imponenti manovre e i crudeli massacri.

Satana è il Capitano di questo esercito che si è iniziato a Gerusalemme, in seno al Sinedrio, fra la casta dei farisei, degli scribi, dei sadducei, che ha trovato il suo alfiere in Giuda, che si è sempre più fatto numeroso nei secoli delle persecuzioni cristiane, che come valanga si è caricato di sempre nuovi elementi con gli sciismi, le dottrine demagogiche, i partiti politici, le nuove forme di governo, e che culminerà nell’Anticristo, il quale al mio torrente di Grazia contrapporrà un torrente di ferocia e di sangue in cui sguazzerete e cadrete, e ben pochi cadranno da vittime sante invocando Cristo. La maggioranza cadrà da bruto sgozzato, satollo e pingue di vizi, turbato, avvelenato, insatanassato da dottrine maledette, demonio nella parola che bestemmia, nella mente che nega, nel cuore che abiura.

5. L’acqua della divina Grazia feconda le anime: 

Oh! Acqua della divina Grazia che passando avresti portato la vita, che avresti purificato e nutrito le sabbie, che avresti levato salsedine e putridume alle onde in cui ti saresti mescolata, permettendo alle prime di esser cuna ai forti alberi carichi di frutti d’ogni specie, alle seconde d’esser dimora ai pesci d’ogni specie! O fiorito linguaggio del mio Profeta! L’acqua che purifica è quella che sgorga dal mio Cuore aperto per amore dell’umanità. Essa porta con sé l’essenza di questo amore divino al cui contatto ogni impurità cade come per un filtro benedetto.

La vostra umanità filtrata attraverso la mia! E vi può esser poema più grande di amore di questo, di un Dio che si fa uomo per salvare attraverso Sé stesso l’umanità intera?

Le sabbie: le anime, numerose come i granelli di rena, che il mio contatto, la mia fusione, rende fertili, buone, atte a dare albero di vita.

E ancora le piante: le anime ancora che, per essere viventi in un terreno irrigato dalla Grazia, divengono prosperose sino a toccare il Cielo ed a portare su di esse i frutti d’ogni specie, ossia tutte le virtù.

Le acque che erano amare e che la Grazia fa sane di modo che vi possano allignare numerosi i pesci: le opere buone.

6. Occorre risalire dalle bassure: 

Comprendete il linguaggio del mio Profeta. È così limpido, quando lo si guardi con occhio che l’amore di Dio fa netto. E non vogliate oltre essere paludi putride e spiagge basse dove stagna l’acre del sale, ossia del male, dove regna la putredine, ossia il più grande male. Ché se il male della poca carità, della tiepidezza, della trascuranza, è sale che interdice la vita alle opere buone, la putredine del grande male, ossia dei sette vizi, dell’anticristianesimo, nega anche il rapido passare di un pensiero buono.

Non discendete alla putredine. Cercate di risalire dalla vostra bassura. Rimontate verso la fonte di Dio. Mescolatevi ad essa. Fate che, avanzando sempre più verso di Me, essa vi sommerga, vi predomini, annulli il vostro povero io sotto il suo grande potere di Redenzione e vi faccia santi, vi faccia benedetti, vi faccia felici. Anche in questa vita, figli, dove già sono tante infelicità, dove non è necessario, per piangere, di aggiungervi quella di essere contro il Cristo, provo dando tante rovine singole e collettive.

Ascoltate la Voce che vi chiama. Ascoltate la voce di Chi vi ama. Non vi è, no, non vi è altro che vi ami come il vostro Dio e non vi è chi vi dica parole più vere delle mie. Apritevi a riceverle. Apritevi alla Grazia. Essa viene per sanare i vostri mali, viene per asciugare il vostro pianto. Viene… e attende alla soglia che voi le diciate: “Entra”, per precipitarsi in voi con tutte le sue grazie di pace, di tranquillità, di salute, di vita eterna infine, poiché in quella è il compendio di ogni gioia.” (Maria Valtorta, Quaderni, 6 – 2 – 1944).

 

CRISTIANESIMO E REGNO MESSIANICO

10. L’equilibrio divino nella grande teofania.

Eroicità degli operatori del Regno

1.    Le quattro operazioni dello spirito perfetto:

     (Ez. 1,4-12).

 

4 Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinio di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente.

 5 Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana

6 e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali.

 7 Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d’un vitello, splendenti come lucido bronzo.

 8 Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali,

9 e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé.

10 Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’u o m o; poi fattezze di l e o n e a destra, fattezze di t o r o a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’ a q u i l a.

 11 Le loro ali erano spiegate verso l’altro; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo.

 12 Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo Spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro. (Ez. 1,4-12).

2.    Gli spiritualizzati perfetti: (Ez.15).,13-1

13 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori.

14 Gli esseri andavano e venivano come un baleno.

 15 Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro. (Ez.1,13-15).

3.    Eroicità degli operatori del Regno: (Ez. 1,16-21).

16 Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutte e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un’altra ruota.

17 Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi.

 18 La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt’e quattro erano pieni di occhi tutt’intorno.

19 Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano.

 20 Dovunque lo Spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo Spirito dell’essere vivente era nelle ruote.

21 Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo Spirito dell’essere vivente era nelle ruote. (Ez. 1,16-21).

4.    L’evangelizzazione e le grandi prove: (Ez. 1,22-25).

22 Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste,

23 e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l’una di contro all’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo.

24 Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali.

25 Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. (Ez. 1,22-25).

5.    La Gloria Trinitaria: (Ez. 1,26-28).

26 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di Zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura delle sembianze umane.

 27 Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l’elettro, e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore

 28 il cui aspetto era simile a quello dell’arcobaleno nelle nubi i un giorno di pioggia. Tale mi apparve l’aspetto della Gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava. (Ez. 1,26-28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

6.    L’equilibrio nel piano spirituale: 

“Per potere vivere con equilibrio la vita di vittime, bisogna mettersi risolutamente nel piano dello spirituale, dimenticando assolutamente quanto non è questo piano.

Ho detto “equilibrio” perché nelle cose della terra si usa questo termine per significare una cosa o una persona che è così giustamente posata sul suo asse tanto da non caderne per scosse di veruna sorta; e che se anche le riceve, perché è naturale le riceva, ne sopporta l’urto con un lieve ondeggiamento che non è debolezza, ma che è prova della sua stabilità, perché non si risolve in catastrofi, ma si risolve in un ritorno alla stessa posizione di prima.

Lo stesso è per le cose non terrestri e perciò spirituali. L’anima giustamente posata sul suo asse non cade per urti che le possono venire impressi. Subisce l’assalto, ne soffre perché è irruzione di forze malvagie nell’atmosfera di soprannaturale pace che la circonda, perché è fragore di basse voci che per un attimo soverchiano le celesti armonie di cui essa si bea e, come stelo percosso da tempesta, ondeggia la sua corono fiorita, ma non si svelle, e passato l’assalto si stabilizza nella sua pace tesa ad ascoltare le parole che l’amore di un Dio continuamente sussurra al suo spirito.

7.    Il piano spirituale: 

Dove è il piano spirituale? Oh, molto in alto! Dove l’umanità non giunge. Essa è ancora nota, perché lo spirito non è cieco, né il vivere nella sua atmosfera vitale lo rende stolto. No, ché anzi aumenta la sua potenza di vedere e intendere. Ma ciò è perché esso vive già nell’atmosfera della Carità, essendo il piano spirituale l’anticamera del beato Paradiso: il Limbo attuale di coloro che non sono ancora nati alla Vita eterna, ma il cui spirito è già in attesa per entrarvi, puri spirituali il cui battesimo avverrà nel bacio che l’Eterno darà loro quando, sciolti dal carcere della carne, come frecce di ardore, come colombe di fiamma liberate dall’arco o dalla tagliola, saetteranno a Dio, loro meta, loro nido, ansia di tutta la loro sosta nell’esilio terreno.

La Carità, ansiosa di unirsi a queste minori carità, appunta i suoi ardori su questo piano e lo impregna di Sé. coloro che in esso vivono, di Essa se ne nutrono, l’assorbono con l’avidità del loro spirito. Sono bocche assetate che suggono ciò che è loro gioia e non cessano, neppure mentre suggono, di cantare la loro gioia; non cessano, mentre cantano, di pregare per i fratelli; non cessano, mentre pregano, di ripetere loro le parole che odono e che sono di Dio.

8.    I viventi nel piano spirituale: 

Perché gli spiriti viventi nel piano dello spirito sono simili agli animali della Teofania di Ezechiele. Hanno quattro aspetti, perché è quadruplice il loro operare, e usano di quattro bocche. Guardano Dio, che è Sole, col loro volto d’aquila e ne cantano con esso le lodi. Se ne satollano come leoni perché Dio è la loro preda, e di Essa sola essi appetiscono. Pazienti come bovi, non si stancano di pregare per i fratelli la cui conquista al regno dello spirito è opera paziente e instancabile. E colla loro bocca d‘uomo ripetono agli uomini nel linguaggio dell’uomo ciò che, volando come aquile nel regno del Sole-Dio, hanno udito da Dio.

La Carità è sempre attiva, e i viventi nella Carità sono attivi come essa. La carità è multiforme e multi operante, ed essi hanno carità multiforme e multi operante. La carità è ardente ed essi sono “carboni incandescenti” che Dio sempre più arroventa. La carità è leggera e veloce, ed essi hanno ali per andare leggeri e veloci dove l’impeto della carità li porta. E “non si volgono indietro” a guardare ciò che lasciano.

9.    Il ruolo della volontà: 

Ecco che ti ho ricondotto al punto primo. “Per potere vivere con equilibrio la vita delle vittime, bisogna mettersi risolutamente nel piano dello spirituale, dimenticando assolutamente quanto non è questo piano”. Ho detto così nel primo periodo di questo dettato. E cosi ripeto.

Tu qui sei e qui resti. L’unica cosa che può farti uscire da questo equilibrio, che è perfetto perché in esso ti ho messa Io che sono perfetto nel mio operare, non è che la volontà tua. Tutto il resto ti potrà scuotere, ti potrà turbare, entrando col suo fragore e con la sua tempesta nell’atmosfera di cui sei circondata, ma non potrà levarti dal tuo centro. Non potrà se tu non vuoi.

E non ti turbare se ti senti turbata. Lascia che il turbamento venga da altri – uomini o Satana che siano – ma non unirvi mai il tuo. Sarebbe il più lesivo. Perché il più interno.

Non dirti mai: “Non sono capace di fare bene ciò che faccio”, “Non so servire Dio con perfezione”, “Pecco invece di santificarmi”. Certo che non sai fare bene, che non sei perfetta nel servire, che hai ancora imperfezioni molteplici. E chi mai sa fare bene, alla perfezione, senza mai peccare, sinché è uomo? Chi è perfetto, se si paragona alla Perfezione?

Ma la Perfezione, appunto perché è Perfezione, sa anche giudicare e vedere perfettamente, e perciò sa vedere la vostra intenzione, il vostro studio, il vostro sforzo di fare bene, di servire perfettamente, di non peccare, e con un sorriso annulla e perdona, con un sorriso compie ciò che voi non riuscite a compire.

10. L’eroicità dei santi dura tutta la vita: 

Nel piano dello spirituale deve morire ogni pensiero umano. Molto difficile questo. È perciò che si chiama eroicità la virtù dei santi e che i santi sono tanto pochi; perché gli eroi sono molto pochi. E questa eroicità è più grande, complessa e soprattutto più lunga di quella umana, la quale è un episodio nella vita di un uomo, mentre questa è la vita di un uomo.

L’eroismo di un uomo è l’atto improvviso che si presenta e che non dà tempo alla carne di mettere avanti le sue voci pavide. L’eroismo di un uomo ha sempre, anche se egli non se ne accorge di averle, due grucce: l’impulsività del carattere e il desiderio della lode.

Quello del santo non è un atto improvviso: è la vita. Tutta la vita. Da mattina a sera. Da sera a mattina. Da un mese all’altro. Da un anno all’altro. Per il caldo, per il freddo, per il lavoro, per il prossimo, per il riposo, per il dolore, per le malattie, per la povertà, per i lutti, per le offese. Una collana della quale ogni minuto è una perla aggiunta. Una perla che si è formata con le lacrime, la pazienza, la fatica. Non scende dal Cielo questo eroismo, come una manna. Deve nascere in voi. In voi soli. Il Cielo non vi dà più che non dia a tutti. Non è aiutato dal mondo. anzi il mondo lo combatte e ostacola in tutti i modi.

11. L ‘eroicità dello spirito per puro amore: 

Vero è che il suo combattere e il migliore coefficiente di formazione, perché sopportare il mondo con pazienza e amarlo per l’odio che vi dà è il nucleo principale di questo eroismo; intorno ad esso si uniscono cellule di pazienza nella fame, sette, freddo, caldo, motti senza riposo, malattie, povertà, lutti. Ma il più è sempre sopportare il mondo e amarlo soprannaturalmente.

Nessun pensiero umano. L’amore di Dio, solo. L’interesse di Dio, solo. Ecco come pensa l’eroe dello spirito. Ecco come agisce colui che vive nell’equilibrio dello spirito. Io? che sono io? I miei dolori? Le mie fatiche? La mia povertà? Le noie che mi vengono dal prossimo? Nulla. Ciò che conta è Dio. Di questo, questo e quest’altro me ne servo per Lui e sono felice di aver questo, questo e quest’altro perché con questo, questo e quest’altro posso amare Dio, non perché mi preserva ma per puro amore; posso servire Dio, usando queste monete, per salvare il prossimo facendo così l’interesse di Dio.

12. Gioie dello spirito e dolori della carne: 

Credi tu, Maria, che non mi dolga di dovervi salare così col patire, voi che prediligo? Credi tu che se potessi non vorrei darvi tutta la gioia per la gioia che voi mi date?

Ma non vi è altra via per salvare il mondo. Il dolore. Anche Io, che ero Dio, non ho trovato che questa per essere il Salvatore. La gioia diverrà Gioia per voi. Ma nell’altra vita. Qui non c’è, per voi, vittime amate e care. Qui c’è la mia pace, qui c’è l’unione con Me, qui c’è il mio amore. Gioie dello spirito. Ma per la carne nulla. Per essa c’è il dolore. E non basta mai, perché sempre più cresce l’errore. Voi siete le riparatrici degli errori e non potete avere soste nel riparare, perché il Nemico continua a distruggere e bisogna continuare a edificare per mantenere al mondo ancora un aspetto umano e non completamente satanico.

Il Cristo in Cielo non piange più. Ma soffre ancora perché, se è Dio, è anche l’Uomo ed ha un cuore. E di che soffre questo mio cuore, perfetto nelle sue passioni? Di vedersi disamato e di vedere soffrire, di dover lasciare che soffrano coloro che lo amano e che esso ama.

Oh! come ne soffro di vedervi soffrire per compiere in voi la redenzione dell’uomo! Come ne soffro! Ma, ad ogni palpito di dolore che risponde al vostro dolore, Io unisco un dono per il Cielo. Per il vostro cielo. È vostro. Voi lo conquistate ora per ora, ed esso vi attende.

Oh! che fulgori sono qui per voi! Oh! che amore vi attende! Oh! che ansia di darvelo! Alza gli occhi e guarda. Fra i mille fulgori di ciò che hai meritato ti splende e sorride la Faccia del tuo Dio. E ti benedice. (Maria Valtorta, Quaderni, 11-7-1944).

11. Gli idoli del cuore dei sacerdoti cristiani.

Gli idoli del cuore.

1.    Figura della gloria del Sacerdozio: (Ez.8,1-2).

1 Al quinto giorno del sesto mese dell’anno sesto, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me

2 e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile all’elettro (Ez.8,1-2).

2.    Visione dell’idolo della gelosia: (Ez.8,3-6).

3 Stese come una mano e mi afferrò per i capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e mi portò in visioni divine a Gerusalemme, all’ingresso del cortile interno, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provocava la gelosia.

4 Ed ecco là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle.

5 Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!”. Ed ecco a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso.

6 Mi disse: “Figlio dell’uomo, vedi che fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori”.   (Ez.8,3-6).

3.    Visione degli idoli abominevoli: (Ez. 8,7-13).

7 Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete.

 8 Mi disse: “Figlio dell’uomo, sfonda la parete”. Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta.

 9 Mi disse: “Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro”.

10 Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali abominevoli e tutti gli idoli del popolo d’Israele raffigurati intorno alle pareti

11 e settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali Iazanià figlio di Safan, in piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso.

12 Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani del popolo d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: Il Signore non ci vede… il Signore ha abbandonato il paese…”.

13 Poi mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai che si commettono nefandezze peggiori di queste”. (Ez. 8,7-13).

4.    Visiono dell’idolo del senso: (Ez. 8,14-15).

14 Mi condusse all’ingresso del portico della casa del Signore che guarda a settentrione e vidi donne, sedute che piangevano Tammuz.

15 Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi”.   (Ez. 8,14-15).

5.    Visione dell’idolo dell’oriente: (Ez. 8,16-18)

16 Mi condusse nell’atrio interno del tempio; ed ecco all’ingresso del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati adoravano il sole.

17 Mi disse: “Hai visto figlio dell’uomo? Come se fosse piccola cosa per la casa di Giuda, commettere simili nefandezze in questo luogo, hanno riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici.

18 Ebbene anch’io agirò con furore. Il mio occhio non s’impietosirà; non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò”.   (Ez. 8,16-18)

Sapienza divina.

Dice Gesù:

6.    I Sacerdoti sono luce del mondo: 

“È una pagina dolorosa a dettarla, a scriverla, a leggerla. Ma è verità e va detta. Scrivi. È per i sacerdoti.

Molto si accusano i fedeli d’esser poco fedeli e tiepidi molto. Molto si accusano gli uomini d’essere senza carità, senza purezza, senza distacco dalla ricchezza, senza spirito di fede. Ma come i figli, salvo rare eccezioni, sono come li formano i genitori, non tanto con le repressioni, quanto con l’esempio, altrettanto i fedeli sono, salvo le sempre esistenti eccezioni, quali li formano i sacerdoti, non tanto con le parole quanto con l’esempio.

Le chiese sparse fra mezzo alle case dell’uomo dovrebbero essere come un faro ed un purificatoio. Da esse dovrebbe sprigionarsi una luce dolce e potente, penetrante e attirante, che, come è della luce del giorno, penetrasse, nonostante tutti i serrami, nel fondo dei cuori.

Guardate una bella giornata d’estate. Una gloria di luce s’effonde dal sole e abbraccia la terra. Così vittoriosa e potente che anche nella stanza più chiusa l’oscurità non è mai completa. Sarà un raggio sottile come capello di bombino, sarà un punto tremolante su una parete, sarà un pulviscolo d’oro danzante nell’atmosfera, ma un piccolo segno di luce sta in quella stanza a testimoniare che fuori vi è lo sfolgorante sole di Dio.

Ugualmente nei cuori più chiusi, se dalle chiese sparse fra le case si effondesse una “luce” quale Io ve l’ho indicata come vostro segno, o sacerdoti che Io chiamo “luce del mondo” – ho chiamato così quando vi ho creati – un filo, un punto, un pulviscolo di luce penetrerebbe, quel tanto da ricordare che vi è sul mondo “una Luce”, quel tanto da metter fame di luce, di “quella Luce”, nei cuori.

Ma quante sono le chiese dalle quali emana una così viva luce da forzare le chiuse porte dei cuori e penetrarvi a portarvi Dio., Dio che è Luce? Ma quante sono le anime delle chiese, voi parroci e curati, voi sacerdoti e monaci, voi tutti che Io ho vocati ad essere portatori di Me ai cuori, che siano talmente accesi dalla Carità da riuscire a vincere il gelo delle anime ed a portare nei cuori degli uomini l’amore di Dio e l’amore a Dio, a Dio che è Carità?

7.    I Sacerdoti sono Salvatori delle anime: 

Gli uomini nei loro dolori, ed Io solo so se sono tanti, nei loro dolori, diversi dai vostri – o almeno i vostri dovrebbero essere diversi dai loro, perché i vostri dovrebbero essere solo pene che vengono dallo zelo per il vostro Signore Iddio non sufficientemente amato, per i fedeli che si perdono, per i peccatori che non si convertono, questi e non altri dovrebbero essere i vostri dolori  perché Io, chiamandovi, non vi ho additato una reggia, una tavola, una borsa, una famiglia, ma una croce, la mia Croce, sulla quale morii nudo, sulla quale spirai solo, sulla quale salii dopo essermi staccato, spogliato di tutto, anche della mia povertà che era ricchezza rispetto alla mia miseria di giustiziato al quale non resta che il patibolo fatto di poco legno e di tre chiodi e un pugno di spine tessute a corona, e questo per dire a tutti, a voi in specie, che le anime si salvano con il sacrificio, con la generosità nel sacrificio che va sino allo spogliamento totale, assoluto, degli affetti, dei comodi, del necessario, della vita – gli uomini, nei loro dolori, dovrebbero poter guardare alla loro chiesa come ed una mamma sul cui grembo si va a piangere e ad ascoltare parole di conforto, dopo aver narrato i propri affanni, con la certezza d’essere ascoltati e compresi. Gli uomini, nei loro oscuramenti dati da tante cause, non sempre originate dalla loro volontà, ma imposte da altrui volontà, da un complesso di circostanze che li inducono a credere all’errore o a dubitare di Dio, dovrebbero trovare voi portatori di luce, della mia luce, voi pietosi come il samaritano, voi maestri come il vostro Maestro, voi padri come il Padre vostro.

8.    I Sacerdoti sono Gesù vivo sulla terra: 

La terra, corrotta da tante cose, fermenta come corpo che imputridisce e contamina col suo lezzo di peccato le anime. Ma se le chiese sparse fra le case fossero incensieri dove un sacerdote vive ardendo e si arde amando, il lezzo del mondo sarebbe bilanciato dal profumo di Dio traspirante dai cuori dei sacerdoti viventi in totale “fusione” con Dio, annullati in Dio sino a non essere più che simili a Me che sono nel Sacramento a disposizione dell’uomo a d o g n i o r a – Io, Dio, ci sono senza stanchezze, senza superbie, senza resistenze – ed i cuori verrebbero purificati.

I sacerdoti così, perfetti, sono come il sole. Aspirano le anime al Cielo come fossero gocce di acqua, le purificano nell’atmosfera del Cielo e poscia sono come nubi che si sciolgono leggere in benefica rugiada, durante la notte, nel nascondimento, per portare refrigerio alle ferite ed alle arsioni dei cuori, poveri fiori feriti da tante cose.

Aspirano: per aspirare a sé occorre avere una grande forza. Solo l’amore vivissimo per il Signore e per i fratelli ve la possono dare. Fissi in Dio, in alto, molto in alto sulla terra, voi potete, se volete, attirare a voi, ossia a Dio in cui vivete, le anime. È un’operazione che richiede generosità e costanza. Anche il battere del ciglio deve servire a questo scopo. Tutte le vostre azioni devono aver questo per mera. Vi sono sguardi che possono convertire un cuore quando da quegli sguardi traluce Dio.

Sciogliersi: sacrificarsi, con tutti i modi, nel nascondimento, portando alle anime arse il refrigerio celeste che si effonde così dolcemente che esse non sanno quando si è effuso ma se ne trovano roride. Proprio come fa la rugiada che, silenziosa e pudica, scende mentre tutto riposa: gli uomini, gli animali ed i fiori, e deterge l’aria dalle impurità diurne, e disseta e imperla gli steli e le fronde.

9.    I Sacerdoti sono “Pastori”: 

Sacrificio, sacrificio, sacrificio, o sacerdoti. Preghiera, preghiera, preghiera, o pastori.

Vi ho chiamato “pastori”. (Gv 10,1-12). Non vi ho chiamato “solitari” e non “capitani”. Il solitario vive a sé. Il capitano marcia alla testa dei suoi. Ma il “pastore” sta in mezzo alla sua regge e lo sorveglia. Non si isola perché il gregge si disperderebbe. Non cammina alla testa perché gli svagati del gregge rimarrebbero seminati per via, preda ai lupi ed ai ladroni.

Il pastore, se non è un pazzo, vive in mezzo al suo gregge, lo chiama, lo raduna, instancabile va su e giù lungo di esso, lo precede nelle cose difficili, saggia lui  p e r   i l   p r i m o   le difficoltà, le appiana più che può, rende sicuri i passi malagevoli con la s u a  fatica, poi resta nel punto difficile per sorvegliare il passaggio delle sue pecorelle e, se ne vede qualcuna paurosa o debole, se la prende sulle spalle e la porta oltre il punto pericoloso, e se viene il lupo non fugge ma si butta contro esso, avanti alle sue pecore, e le difende, anche a costo di morirne pur di salvarle. Si immola per esse, per saziare la fame della belva, di modo che questa non senta più bisogno di sbranare. Quante belve ci sono contro le anime!  Il pastore non si perde in inutili discorsi coi passanti, non si divaga dietro a cose che non sono di sua competenza. Si occupa del suo gregge e   b a s t a.

Ora guardate. Non sembra di leggere il capo 8 di Ezechiele?

10. Primo idolo: la Gelosia.

Dovreste essere carità, non è vero? Carità per indurre altri alla carità. Che siete? Gelosi l’uno dell’altro. Vi offendete se un laico vi critica. Ma non vi criticate, e spesso ingiustamente, l’un l’altro? Il superiore critica gli inferiori. L’inferiore critica i superiori. Siete gelosi se uno di voi è notato, se uno di voi riesce meglio, se uno di voi diviene più ricco. Questo poi, che dovrebbe farci orrore, è invece quello che più vi Fa gola. Ma ero ricco Io, Sacerdote eterno? Siate perfetti e sarete notati e lodati, per quanto dovrebbe solo premervi la lode del vostro Dio. Siate perfetti e riuscirete nell’unico scopo degno della vostra veste: quello di portare anime a Dio.

11. Secondo idolo, anzi molti idoli:

Le diverse eresie che sostituiscono in voi il culto che dovreste avere.

Anche voi, come i settanta anziani nominati da Ezechiele, state incensando ognuno l’idolo che preferite. E lo fate nelle tenebre sperando che l’occhio dell’uomo non vi veda. Ma vi vede. E lo scandalizzate. Perché i fedeli, e gli uomini in genere, sono come i bambini che sembra non osservino, ma non lasciano mai di tenere d’occhio e d’orecchio i più grandi di loro.

Ma non sapete che, se anche l’uomo non vedesse, Dio vi vede? e perché dunque spargete i vostri incensi davanti alla potenza dell’oro o a quella dell’uomo? Non osservo Io dall’alto del mio trono troppi miei sacerdoti occupati a dedicare il loro tempo – quel tempo che do loro perché lo spendano nella loro missione sacerdotale – in commerci umani, atti ad aumentare il loro benessere? Sì, lo vedo. Non osservo Io – e d   i l   c u o r e    m i   s i    r i v o l t a- troppi miei sacerdoti abiuranti la mia Legge per ubbidire alla legge di uomini disgraziati, sperandone onore e lucro? Sì, lo vedo.

Oh! i sacerdoti politicanti! I sinedristi di ora! Ricordino però questi quale fu la fine del Sinedrio proprio per mano di coloro ai piedi dei quali avevano prosternata la loro coscienza e infranta la mia Legge. E non dico di più. Questo per parte degli uomini. Il resto poi verrà dal Giudice eterno e giusto.

12. Terzo idolo: il senso.

Sì, vi è anche questo. E non dico di più per rispetto del mio “portavoce”. Ma ognuno esamini sé stesso per vedere se, al posto dove uniche creature femminee lecite da ricordare con amore da un sacerdote – mia Madre e la loro madre – non sia una dea pagana. Pensate che toccate Me, che ricevete Me. E basta. Non mettete il Purissimo a contatto con una carne maculata di lussuria.

13. Quarto idolo: l’adorazione dell’oriente.

Le sette. Sì, anche questo. E non dovrei guardare molti di voi con sdegno ed avere per molti le apostrofi che ho avuto per i farisei ed i dottori del mio tempo? (Mt 23,1-32). E non dovrei suscitare delle “luci” fra i laici che mi amano come molti di voi non m’amano, per pietà delle anime che voi lasciate nel gelo, nei buoi, nell’impurità, per le anime alle quali non siete via a Dio ma sentiero che porta al basso? E come osate ripetere la mia Parola e predicare la mia Legge quando Parola e Legge sono a voi condanna? Chi è mondo divenga ancora più mondo, chi non è mondo si mondi.

L’umanità si trova ad un grande bivio. Da esso si dipartono due strade: l’una porta salendo a Dio, l’altra conduce scendendo a Satana. Al bivio è un masso. Siete voi. Se farete di voi baluardo e spinta verso la prima, Satana non irromperà e le anime saranno spinte a Dio. Ma se voi per i primi rotolate verso la china di Satana, trascinerete l’umanità, con anticipata ora, verso gli orrori dell’Anticristo.

E se costui deve venire, guai a quelli che ne anticipano la venuta e la prolungano, perché esso cesserà d’essere all’ora in eterno fissata, e più lungo sarà il tempo della sua dimora e più numeroso il numero delle anime che si perdono. Non una di esse passerà invendicata, ricordatevelo. Ché, se il vostro Dio vede il passero che muore, come non può vedere un’anima che muore? Agli uccisori della stessa, quali che siano, chiederò ragione e darò condanna”. (Maria Valtorta, Quaderni, 27-1-1944).

12. l Segno del “T A U” sulla fronte
dei salvati

1. Un T a u sulla fronte: (Ez.9,1-4)

1 Allora una voce potente gridò ai miei orecchi: “Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano”.

2 Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c’era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. appena giunti, si fermarono accanto all’altare di bronzo.

3 La gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si posava si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l’uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba.

4 Il Signore gli disse: “Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un t a u sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono”.   (Ez.9,1-4)

2.  Lo sterminio nel Santuario: (Ez.9,5-7).

5 Agli altri disse, in modo che io sentissi: “Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia.

6 Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia il t a u in fronte; cominciate dal mio santuario!”. Incominciarono dagli anziani che erano davanti al Tempio.

7 Disse loro: “Profanate pure il Santuario, riempite di cadaveri i cortili.   (Ez.9,5-7).

3. La strage nella città: (Ez.9,8-11).

“Uscite!”. Quelli uscirono e fecero strage nella città.

 8 Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi gettai con la faccia a terra e gridai: “Ah! Signore Dio, sterminerai tu quanto è rimasto di Israele, rovesciando il tuo furore sopra Gerusalemme?”.

9 Mi disse: “L’iniquità di Israele e di Giuda è enorme, la terra è coperta di sangue, la città è piena di violenza. Infatti vanno dicendo: Il Signore ha abbandonato il paese: il Signore non vede.

10 Ebbene, neppure il mio occhio avrà compassione e non userò misericordia: farò ricadere sul loro capo le loro opere”.

 11 Ed ecco l’uomo vestito di lino, che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto: “Ho fatto come tu mi hai comandato”.  (Ez.9,8-11).

4. I segnati colt a u saranno preservati: (Ap.7,1-3).

1 Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.

2 Vidi poi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare:

3 “Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi”.   (Ap.7,1-3).

5. I non segnati colt a u saranno tormentati:

(Ap.9,1-6).

1 Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra.

2 Gli fu data la chiave del pozzo dell’abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l’atmosfera.

 3 Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere paria quello degli scorpioni della terra.

4 E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte.

5 Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo.

6 In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà.  (Ap.9,1-6).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

Natura spirituale del segno del t a u:  

“Il segno del tau: croce capitozzata come è giusto sia quella che segna i sudditi, i quali non possono portare baldacchino al loro trono, col nome di re. Figli di Dio ma non “primogeniti del Padre”. Solo il Primogenito siede sul suo trono di re. Solo il Cristo, il cui trono terreno fu la Croce, porta in alto alla stessa, sull’asse che s’innalza oltre il capo, la sua gloriosa insegna: “Gesù Cristo, Re dei Giudei”. I cristiani portano il segno di Cristo umilmente monco nella cima come si conviene a figli di stirpe regale ma non primogeniti del Padre.

In che consiste il segno del Tau? Dove è apposto? Oh! lasciate la materialità delle forme quando vi immergete nella conoscenza del mio regno che è tutto dello spirito!

Non sarà un segno materiale quello che vi renderà immuni dal verdetto compiuto dagli angeli. Esso sarà scritto, con caratteri invisibili ad occhio umano ma ben visibili ai miei angelici ministri, sui vostri spiriti, e saranno le vostre opere, ossia voi stessi, che avrete durante la vita inciso quel segno che vi fa degni d’essere salvati alla Vita. Età, posizione sociale, tutto sarà un nulla all’occhio dei miei angeli. Unico valore quel segno. Esso uguaglierà i re ai mendicanti, le donne agli uomini, i sacerdoti ai guerrieri. Ognuno lo porterà uguale, se nella rispettiva forma di vita avrà ugualmente servito Dio e ubbidito alla Legge, e uguale sarà il premio: vedere e godere Iddio eternamente, per tutti coloro che si presentano a Me con quel fulgido segno nel loro spirito.

Il solo essere tanto convinti della necessità, del dovere di dare a Dio ogni gloria e ogni ubbidienza, vi incide nell’anima quel segno santo che vi fa miei e che vi comunica una somiglianza soave con Me Salvatore, per cui voi, come Io, vi affliggete dei peccati degli uomini e per l’offesa che recano al Signore e per la morte spirituale che portano ai fratelli. La carità si accende, e dove è carità è salvezza”. (Maria Valtorta, Quaderni, 31-1-1944).

13. Il fuoco purificatore.

Il fuoco purificatore è la carità

1.    Le anime saranno purificate con la Carità: (Ez.10,1-7).

1 Io guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei cherubini vidi come una pietra di zaffiro e al di sopra apriva qualcosa che aveva la forma di un trono.

 2 Disse all’uomo vestito di lino: “Va’ fra le ruote che sono sotto il cherubino e riempi il cavo della mano dei carboni accesi che sono fra i cherubini e spargili sulla città”. Egli vi andò mentre io lo seguivo con lo sguardo.

3 Ora i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l’uomo vi andò, e una nube riempiva il cortile interno.

4 La gloria del Signore si alzò sopra il cherubino verso la soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il cortile fu pieno dello splendore della gloria del Signore.

5 Il fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla.

6 Appena ebbe dato all’uomo vestito di lino l’ordine di prendere il fuoco fra le ruote in mezzo ai cherubini, egli avanzò e si fermò vicino alla ruota.

7 Il cherubino tese la mano per prendere il fuoco che era fra i cherubini; ne prese e lo mise nel cavo delle mani dell’uomo vestito di lino, il quale lo prese e uscì.  (Ez.10,1-7).

2. Gli evangelisti compartecipano alla gloria del Giudizio: (Ez.10,8-17)

8 Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano d’uomo.

9 Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l’aspetto del topazio.

10 Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse in mezzo all’altra.

11 Muovendosi, potevano andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento.

12 Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt’ intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota.

13 Io sentii che le ruote venivano chiamate “turbine”.

14 Ogni cherubino aveva quattro sembianze; la prima quella di cherubino, la seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la quarta quella di aquila.

15 I cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli esseri viventi che avevo visti al canale Chebàr.

 16 Quando i cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal loro fianco;

17 quando si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si alzavano, anche le ruote si alzavano con loro perché lo spirito di quegli esseri era in loro (Ez.10,8-17)

3.    La gloria del Signore abbandona l’empio: (Ez.10,18-22).

18 La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini.

 19 I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si alzarono con loro e si fermarono all’ingresso della porta orientale del tempio, mentre la gloria del Dio d’Israele era in alto su di loro.

 20 Erano i medesimi esseri che io avevo visti sotto il Dio d’Israele lungo il canale Chebàr e riconobbi che erano cherubini.

21 ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani d’uomo sotto le ali.

 22 Il loro sembiante era il medesimo che avevo visto lungo il canale Chebàr. Ciascuno di loro procedeva di fronte a sé.   (Ez.10,18-22).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

4. I carboni accesi.

La Carità sprezzata diventerà fuoco di purificazione: “Ezechiele dice d’aver udito il Signore ordinare all’uomo vestito di lino di prendere i carboni accesi che stavano fra i cherubini e di gettarli sulla città a punire i colpevoli, cominciando da quelli del santuario, perché l’occhio del Signore era stanco di vedere le opere dell’uomo, il quale crede di poter fare il male impunemente perché Dio glie lo lascia fare e si illude che Dio non veda altro che l’ipocrito aspetto esteriore.

No. Con la potenza sua infinita Dio vi legge nel fondo dei cuori, o voi, ministri del santuario, o voi, potenti della terra, o voi, coniugi che peccate, o voi, figli che contravvenite al quarto comandamento, o voi, professionisti che mentite, o voi, venditori che rubate, o voi tutti che disubbidite ai miei dieci comandamenti. Inutile ogni velame. Come i vostri raggi X, di cui andate tanto fieri, molto più ancora, l’occhio di Dio vi fruga, vi penetra, vi trapassa, vi legge, vi sviscera per quello che realmente siete. Ricordatevelo.

5. Non è azione simbolica.

Non è un’azione simbolica quella del fuoco preso fra i cherubini per punire.

In che mancate, mancando? Alla carità. Già ve l’ho spiegato parlando del Purgatorio e dell’Inferno (15-1-1944), di questi due veri che voi credete fole. Carità verso Dio, i primi tre comandamenti. Carità verso il prossimo, gli altri sette.

Oh! molte volte mi sentirete ritornare su questo argomento. Meglio se non vene fosse tanto bisogno! Vorrebbe dire che migliorate. Ma non migliorate. Precipitate, anzi, con velocità di meteorite, verso l’anticarità.

Le vostre azioni, anzi le vostre “male azioni” verso la Carità pullulano sempre più numerose come fungaia nata sulla corruzione di un terreno. Io osservo questo germinare sempre più vasto e forte, questo prosperare di male azioni sulle male azioni già esistenti, come se da strato di putredine sorgesse altro strato sempre più venefico, e così via. È l’atmosfera di peccato e delitto, è il terreno di peccato e delitto, è lo strato di peccato e delitto in cui vivete, su cui vi posate, da cui sorgete, quello che alimenta della sua corruzione il nuovo più corrotto e sanguinario strato, terreno, atmosfera. È un moto perpetuo, è un caos rotante di male, simile a quello di certi microbi patogeni, i quali continuano a riprodursi senza soste e con sempre maggiore virulenza in un sangue inquinato.

6. Le colpe contro la carità saranno.

Ora è giusto che siate puniti delle colpe contro la Carità col fuoco della Carità che avete respinta. Era Amore. Ora è Punizione. Non si spregia il dono di Dio. Voi l’avete spregiato. Il dono si muta in castigo. Dio vi ritira la Carità e vi lascia nella vostra anticarità. Dio vi getta, come saette, la Carità che avete sprezzata e vi punisce. Per chiamarvi ancora, se non in molti, ancora quelli che sono suscettibili a resipiscenza e a meditazione.

I cherubini, ossia il simbolo della Carità soprannaturale, custodiscono fra loro le braci della Carità. L’azione, che sembra unicamente simbolica, cela una verità reale.

7. Il Giudizio verterà sull’ aver o no vissuto il Vangelo: 

Quando sarete evocati al grande Giudizio, coloro che vissero nella Carità non appariranno arsi dal fuoco punitivo. Già ardenti di loro, per il santo amore che li colmò, essi non avranno conosciuto il morso delle accese punizioni divine, ma solo il bacio divino che li farà più belli. Mentre coloro che furono carne, unicamente carne, porteranno sulla carne le cicatrici delle folgori divine, poiché la carne, essa sola, può esser segnata da tale cicatrice, non lo spirito che è fuoco vivente nel Fuoco del Signore.

 A questo Giudizio, ai lati del Giudice che Io sono, saranno i miei quattro Evangelisti. Consumarono sé stessi per portare la legge della Carità nei cuori, e oltre la morte continuarono la loro opera coi loro Vangeli, dai quali il mondo ha vita poiché conoscere il Cristo è avere in sé la Vita. Giusto dunque che Giovanni, Luca, Matteo e Marco siano meco quando sarete giudicati per avere o non avere vissuto il Vangelo (Mt 25,31-46). Io non sono un Dio geloso e avaro. Vi chiamo a condividere la mia gloria. Non dovrei dunque, a questi miei servi fedeli che vi divulgarono la mia Parola e la sottoscrissero col loro sangue e colle loro pene, dare la compartecipazione alla gloria del Giudizio?

8. Dopo il Giudizio l’uomo sarà oscurità o luce: 

Non nella vita, ma per la vita che avrete vissuta vi giudicherò “ai confini” di essa, ossia là dove la vita cesserà per mutarsi in eternità. Vi giudicherò tutti, dal primo all’ultimo, definitivamente, per quello che avrete fatto o non fatto di bene e, tu l’hai visto (29-1-1944), nel risorgere sarete tutti uguali, povere ossa slegate, povero fumo che si ricondensa in carne, e delle quali osse siete tanto superbi ora, quasi che quelle ossa e quella carne fossero tal cosa da essere superiori a Dio.

Nulla siete come materia. Nulla. Solo il mio spirito infuso in voi vi fa qualcosa, e solo conservando in voi il mio spirito, divenuto in voi anima, meritate di essere rivestiti di quella luce imperitura che sarà veste alla vostra carne, fatta incorruttibile per l’eternità.

Vi giudicherò, e già fra voi, in voi, vi giudicherete, anche prima del mio apparire, perché allora vi vedrete.

Oh! tremendo “vedere” per chi visse unicamente della Terra, e delle sue menzogne! Oh! gaudioso “vedere” per chi oltre le voci della Terra “volle” ascoltare le voci del Cielo e rimase ad esse fedele.

Morti i primi, vivi i secondi, saranno oscurità o luce, a seconda della loro forma di vita, la quale è o con la Legge o contro la Legge per avere sostituito ad essa la legge umana o demoniaca, e andranno nell’abbraccio tremendo dell’Oscurità eterna o a quello beatifico della Luce trina, che arde in attesa di fondervi a Sé, o miei santi, o miei amatori, per tutta l’Eternità”. (Maria Valtorta, Quaderni, 31-1-1944).

14. L’ingiustizia dei potenti

1. Gli abomini commessi rovinano il paese: (Ez.33,23-29).

23 Mi fu rivolta questa parola del Signore:

 24 “Figlio dell’uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d’Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque è stato dato in possesso il paese!

25 Perciò dirai loro: Così dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne con il sangue, sollevate gli occhi ai vostri idoli, versate il sangue, e vorreste avere in possesso il paese?

26 Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo prossimo e vorreste avere in possesso il paese?

 27 Annunzierai loro: Dice il Signore Dio: Come è vero ch’Io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; darò in pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste.

28 Ridurrò il paese ad una solitudine e a un deserto e l’orgoglio della sua forza cesserà. I monti d’Israele saranno devastati, non ci passerà più nessuno.

29 Sapranno che Io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi.   (Ez.33,23-29).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2.    Guai a voi potenti quando Dio vi giudicherà: 

“Troppi han voluto mangiare col sangue. E il sangue fa loro nodo nella strozza. Sangue estorto per prepotenza, per orgoglio, per libidine di potere. Troppo sangue è stato sparso ed è sparso sulla terra da chi ha perduto anche la più piccola concezione del Bene e del Male ed è un ludibrio in mano di Satana, che lo sventola come la sua insegna per abbacinare e traviare i deboli.

Troppo “illecito” è stato fatto divenire “lecito” solo perché commesso da potenti. Ma pensate, o potenti di un’ora, che l’unico Potente ha già in mano la folgore per incenerirvi, prima, nelle mani i frutti che avete rubato, e poi se ancora non vi pentite, per incenerire voi.

Il possesso vero della terra non sarà dato ai violenti, agli omicidi, ai corruttori, ai traditori, ai viziosi. Esso sarà di coloro che vivranno secondo la mia Legge. Voi potrete loro levare questo giorno terreno prima che il tramonto venga; ma nel Giorno tremendo e sfolgorante della mia Venuta essi giudicheranno, con Me, voi, voi che ora vi credete lecito ogni illecito verdetto.

Guai a voi, allora, quando dietro al Cristo Giudice, la cui Maestà tremenda scuoterà i mondi con un tremito ben più forte di quello che aprì i sepolcri e squarciò il velo del Tempio nell’ora della morte mia, guai a voi quando dietro di Me vedrete tutti coloro che avete ucciso e torturato e i cui dolori Io avrò presenti nel giudicarvi per l’eternità.

Cadono per colpa vostra città, regni, popoli. avete voluto arci regnare, e con un assolutismo feroce. Vi faccio la solitudine intorno. Rimarrete come colonna superstite di un palazzo crollato. Ma ricordate che a chi vive fra le rovine può accadere d’essere rovinato e che chi fa le rovine è di certo destinato a rovina. E ancora potrete dirvi contenti se nel cadere vi ricorderete che Io sono il Signore del mondo. (Maria Valtorta, Quaderni, 28-10-1943

15. Irresponsabilità dei cristiani

1. Ascoltano ma non praticano perciò periscono:

(Ez.33,30-33).

30 Figlio dell’uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l’un l’altro: Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal Signore.

31 In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno.

32 Ecco, tu sei per loro come una canzone d’amore: bella è la voce e piacevole l’accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.

33 Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c’è un profeta in mezzo a loro”.  (Ez.33,30-33).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2.  Né lodi né scherni turbino il servo di Dio: 

“Tu, anima mia, non tremare e non insuperbire. Dannosi ugualmente sono il timore e l’orgoglio. Ti lascino indifferente lodi e scherni. Vivi unicamente nel pensiero di servire la causa del tuo Dio. Gli scherni subiti per la causa di Dio sono già aureola.

Le lodi! Oh! le lodi degli uomini! Sono la cosa più vana che ci sia e più facile a svanire nel nulla. Più di bolla d’aria che salga da un fondo melmoso, gas di fango putrido, per erompere alla superficie delle acque sulle quali segna un cerchio subito dissolto, tale è la lode degli uomini. Nasce sempre da sentimento umano, trascina con sé i suoi miasmi, rompe lo specchio della pace intima e poi di essa nulla più resta. Beati quelli che, come acqua che vuole restare pura, continuano ad operare in Dio e vanno veloci, lasciando indietro anche il ricordo della inutile lode suscitata passando a contatto della umanità che è solo tale.

Non ti seducano mai le lodi umane. Pensa sempre che per metà sono fatte da ipocrisia e per l’altra metà da leggerezza. Come oggi ti adulano, domani ti denigrano. Pensa che anche i più buoni, di quella bontà però tutta umana, ti ascoltano per diletto delle parole, non per il succo delle parole. Piacciono i concetti perché armonici e artistici, non meditano il nerbo che li sorregge: “Tu sei per essi come un cantico cantato da voce dolce e soave, essi ascoltano le tue parole ma non le mettono in pratica”.

3.    Generazione illusa, stolta e traditrice: 

Lasciali fare. Peggio per loro. Rifiutano un altro dono della mia paziente Misericordia e, rifiutandolo, accumulano su sé stessi i carboni della Giustizia mia, perché ebbero chi nuovamente portò la Parola e la Parola una volta ancora hanno sprezzato. Una volta ancora si può applicare a questa generazione la profezia di Isaia: “Udrete e non intenderete, guarderete e non vedrete Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibili; sono divenuti duri d’orecchi e hanno chiuso i loro occhi affinché non vedano e non ascoltino e non intendano col loro cuore e non si convertano ed Io non li guarisca”.

Generazione adultera e malvagia, che credi con tanta facilità a chi ti uccide nello spirito e rigetti il Cristo e i suoi profeti che ti vogliono dare la Vita, quante volte, generazione dei già segnati dal segno di Cristo che è un controsenso su voi disposati al Nemico e alla carne, quante volte non ho cercato di salvarti ottenendo in cambio le pietre per i miei profeti e la crocifissione per il tuo Maestro! Generazione stolta e traditrice, generazione di Giuda che mi vendi e baratti per un appetito immondo e rinneghi la Luce per inabissarti nelle tenebre, ben ti venga ciò che vuoi. Morte avrai perché Vita non volesti, e non avrai altri segni a svegliare la tua sonnolenza di crapulona che i segni tremendi dell’ira mia.

“Ma quando avverrà quello che è stato predetto, ed ecco che viene, allora saprai che in mezzo a te v’è stato un profeta, un servo, una ‘voce’ mia”. (Maria Valtorta, Quaderni, 28-10-1943).

16. Il ritorno del Pastore buono
e zelante.

1. Colpe del pastore mercenario (Ez.34,1-10).

1 Mi fu rivolta questa parola del Signore:

2 “Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: guai ai pastori d’Israele, che pascono sé stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?

3 Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge.

 4 Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperasse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza.

5 Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate.

6 Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura.

7 Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore:

 8 Com’è vero ch’Io vivo, – parla il Signore Dio – poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge – hanno pasciuto sé stessi senza avere cura del mio gregge –

 9 udite quindi, pastori, la parola del Signore:

10 Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto (Ez34,1-10).

2. Ritorno del Pastore buono e zelante: (Ez.34,11-16).

11 Perché dice il Signore Dio: Ecco, Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.

12 Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così Io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

 13 Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione.

14 Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti d’Israele; là riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d’Israele.

 15 Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e Io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio.

16 Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.  (Ez.34,11-16).

3.  Il Pastore farà giustizia fra pecora e pecora: (Ez.34,17-22).

17 A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, Io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.

18 Non vi basta pascolare in buone pasture, volete calpestare con i piedi il resto della vostra pastura; non vi basta bere acqua chiara, volete intorbidare con i piedi quella che resta.

19 Le mie pecore devono brucare ciò che i vostri piedi hanno calpestato e bere ciò che i vostri piedi hanno intorbidato.

20 Perciò dice il Signore Dio a loro riguardo: Ecco, Io giudicherò fra pecora grassa e pecora magra.

21 Poiché voi avete spinto con il fianco e con le spalle e cozzato con le corna le più deboli fino a cacciarle e disperderle,

22 Io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda: farò giustizia fra pecora e pecora.   (Ez.34,17-22).

4.    I pastori dell’era messianica: (Ez.34,23-31).

23 Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore;

24 Io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: Io, il Signore, ho parlato.

 25 Stringerò con esse un’alleanza di pace e farò sparire dal paese le bestie nocive, cosicché potranno dimorare tranquille anche nel deserto e riposare nelle selve.

26 Farò di loro e delle regioni attorno al mio colle una benedizione: manderò la pioggia a tempo opportuno e sarà pioggia di benedizione.

27 Gli alberi del campo daranno i loro frutti e la terra i suoi prodotti; essi abiteranno in piena sicurezza nella loro terra. sapranno che Io sono il Signore, quando avrò spezzato le spranghe del loro giogo e li avrò liberati dalle mani di coloro che li tiranneggiano.

28 Non saranno più preda delle genti, né li divoreranno le fiere selvatiche, ma saranno al sicuro e nessuno li spaventerà.

29 Farò germogliare per loro una florida vegetazione; non saranno più consumati dalla fame nel paese e non soffriranno più il disprezzo delle genti.

 30 Sapranno che Io, il Signore, sono il loro Dio e loro, la gente d’Israele, sono il mio popolo. Parola del Signore Dio.

31 Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e Io sono il vostro Dio”. Oracolo del Signore Dio (Ez.34,23-31).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

5.    Responsabilità dei Sacerdoti e dei governanti: 

“Guai ai pastori i quali pascono sé stessi “Pastori d’anime e pastori di uomini. Miei sacerdoti e capi di nazioni.

La responsabilità tremenda di essere amministratori di vite e di Vite non può essere esplicata in santità e giustizia altro che se restate nella mia Santità e nella mia Giustizia. Non ve ne sono altre. Fuori di Dio e della sua Legge non v’è onestà continua di opere. Potrete reggere per qualche tempo, ma poi decadete e siete la rovina vostra e altrui.

Svisate la vostra missione; vi pascete in luogo di pascere. Non vi esaurite nel compito santo e soave di irrobustire e guarire le anime, voi, primi pastori, e nel compito giusto e benedetto di tutelare i vostri sudditi, voi, secondi pastori. Avete perseguitato o trascurato. Avete condannato o ucciso. O tremendo giudizio che vi aspetta!

Lo ripeto (22-7-43; 5-8-43): le disperazioni dei soggetti ricadono su coloro che le suscitano. Ogni smarrimento, ogni bestemmia, su chi le fa sgorgare. Ogni agonia d’anime, su quei sacerdoti che non sanno che essere rigoristi e senza carità.

6.    Guai a voi Sacerdoti mercenari: 

Guai, guai, guai a voi potenti. Ma sette volte guai a voi sacerdoti. Ché, se i primi portano la morte più ai corpi che alle anime, voi siete responsabili della morte delle anime, cominciando da quelle dei potenti che non sapete contenere, o, quanto meno, non cercate di contenere con un fermo “Non licet”, ma che lasciate operino il loro male per un bugiardo ossequio che è tradimento a Cristo.

Io ve l’ho detto: “Il buon pastore dà la vita per quella delle sue pecore”. Voi badate a conservarvi la vostra; e le pecore, grandi e piccine, si sono disperse, preda ai feroci, e sono morte per essersi cibate di pascoli malsani.

Bisogna saper mettere il ferro al piede della grande pianta che nuoce. E non soppesare il pericolo che essa o le sue propaggini vi si rivoltino contro col ferro a togliervi la vita, ma agire per preservare la più alta Vita. Voi questo lo fate sempre meno e la rovina devasta la terra e la rovina devasta gli spiriti.

7.    Ritorna il Pastore buono e giusto: 

Ora Io vi dico: Ecco: Io stesso diverrò il loro Pastore. Io verrò per radunare le mie pecore. Le radunerò nei miei pascoli fuor dalla caligine delle dottrine stolte e perniciose che danno le febbri mortali dello spirito. Le separerò, anzi da sé stesse si separeranno dai capretti e dagli arieti, perché udranno la Voce che li ama. La udranno no più come ora, attraverso ai miei servi, ma sgorgante come fiume di Vita dalla bocca del Verbo, tornato a prendere possesso del suo Regno.

Raccoglierò con pietà le mie pecore, anche quelle che la vostra incuria ha rovinato. Ma via, via dal mio gregge i lupi in veste d’agnello, via i pastori infingardi, via gli avidi di ricchezze e di piacere. Chi mi segue deve amare ciò che è   netto e onesto. Chi mi segue deve avere carità per il fratello e non impinguarsi lasciando ad altri miseria d’erba calpestata e sporca e acqua intorbidata da mene umane. E questo va anche a coloro che nelle congregazioni di laici non tendono che alle cariche solleticanti la boria. Giù la superbia, se volete essere i miei agnelli, e giù la durezza di cuore. sono le corna pontute con cui ferite e respingete i mansueti e opprimete i deboli.

8.    Il Regno messianico:

Quando avrò mondato il gregge da ciò che è falso e impuro, nel mio periodo di Re della Pace, istruirò i rimasti per l’ultima istruzione. Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi conoscono. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila creature chiamate alla conoscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il sole della Terra. Si nutriranno del germe vivo della mia Parola e non saranno più languenti della fame spirituale. Mi adoreranno in spirito e verità.

Quando l’ultima rivolta di Satana a Dio avverrà, non mancheranno gli ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città eterna deve essere depurato per tre filtri per poter divenire turibolo davanti al trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. Ma i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono con essi e che essi sono il mio popolo eterno.

Ma fin da ora, o miei diletti, o anima che mi ami e che amo, sappiate che, anche prima che Io venga a radunare il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del Cielo, voi siete i miei amati agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio Regno perché voi siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che fra voi prende le sue delizie e che vi chiama alla sua dimora per vivere con voi nella Pace serbata ai fedeli di Cristo”. (Maria Valtorta, Quaderni, 28-10-1943).

17. I Ministri del Tempio.

1. I ministri infedeli sconteranno la propria iniquità:

(Ez.44,10-14).

10 Anche i leviti, che si sono allontanati da me nel traviamento d’Israele e hanno seguito i loro idoli, sconteranno la propria iniquità;

11 serviranno nel mio santuario come guardie delle porte del tempio e come servi del tempio; sgozzeranno gli olocausti e le vittime del popolo e staranno davanti ad esso pronti al suo servizio.

12 Poiché l’hanno servito davanti ai suoi idoli e sono stati per la gente d’Israele occasione di peccato, perciò Io ho alzato la mano su di loro ed essi sconteranno la loro iniquità.

13 Non si avvicineranno più a me per servirmi come sacerdoti e toccare tutte le mie cose sante e santissime, ma sconteranno la vergogna degli abomini che hanno compiuti.

14 Affido loro la custodia del tempio e ogni suo servizio e qualunque cosa da compiere in esso.   (Ez.44,10-14).

2. I ministri fedeli erediteranno Dio: (Ez.44,15-16.23-24.28).

15 I sacerdoti e i leviti figli di Zadok, che hanno osservato le prescrizioni del mio santuario quando gli Israeliti si erano allontanati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue.

 16 Essi entreranno nel mio santuario e si avvicineranno alla mia tavola per servirmi e custodiranno le mie prescrizioni.

23 Indicheranno al mio popolo ciò che è santo e ciò che è profano e gli insegneranno ciò che è mondo e ciò che è immondo.

 24 Nelle liti essi saranno i giudici e decideranno secondo le mie leggi.

Essi non avranno alcuna eredità. Io sarò la loro eredità: non sarà dato loro alcun possesso in Israele; Io sono il loro possesso.  (Ez.44,15-16.23-24.28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. Ministri di Dio sono i credenti o cristiani: 

“I leviti che si allontanarono da Me nello smarrimento dei figli di Israele… saranno custodi e portieri della casa… Invece i sacerdoti e i leviti figli di Sadoch… si accosteranno a Me e staranno alla mia presenza… La loro eredità sono Io”.

Non succede solo per i sacerdoti nel senso letterale della parola. Prendiamolo in significato più vasto: credenti, o cristiani, se più piace.

Colui che crede serve Dio. Col Battesimo e la Confermazione vi siete impegnati a ciò. Con la fedeltà alle cerimonie volete dire a Dio, a voi, e al mondo, che volete servire Dio. Siete dunque, senza consacrazione, dei piccoli sacerdoti del vostro Dio. Dovreste esserlo perché Io vi chiamo tutti intorno a Me per amarmi e servirmi in questa vita e nella futura.

Ma che avviene, dunque, allora? Perché vediamo dall’alto dei Cieli troppi leviti che nello smarrimento del mondo si allontanano da Me dietro a idoli che, se sono vergogna a ogni uomo che la Grazia ha fatto figlio di Dio, sono vergogna somma e profanazione per costoro? Perché hanno fatto dell’egoismo, del senso, del denaro, dell’ambizione, le loro religioni? Perché servono la menzogna non avendo che una veste e non un’anima sacerdotale?

4. I fedeli consacrati al ministero carismatico: 

E perché Io devo eleggere fra i figli di Sadok coloro che sostituiscono le voci divenute mute e le lucerne spente? Per pietà del mondo. Sì. Per pietà.

Ma guai a coloro che devo respingere al ruolo di custodi della mia Casa, non più di custodi! In ogni secolo vi furono gli eletti a costituirli. Venuti da ogni professione e rango sociale. Portati dal turbine d’amore, salirono ben alti a purificarsi nel Fuoco e ad istruirsi con le voci della Fiamma divina. Hanno guardato un attimo Dio: con sincera, buona volontà di vederlo. E la visione li ha consacrati al suo servizio.

Ed ecco che Io dico: “Essi staranno per la loro fedeltà alla mia presenza, i loro doni mi saranno graditi, Io li istruirò nella Verità, Io sarò la loro eredità”.

Oh! venite, o miei benedetti! Venite, voi a cui è stata rivelata la Verità non per opera di uomo ma per volere di Dio a premio del vostro amore fedele, voi a cui si può dire come dissi a Simone: “Beati voi, perché non la carne né il sangue, ma il Padre mio che è nei Cieli vi ha dato di conoscere la Sapienza e conoscere il Cristo”. Statemi sul cuore. Esso è pieno di ammaestramenti per voi e di amore infinito”. (Maria Valtorta, Quaderni, 2-8-1944).

 

 


S O M A R I

IL PROFETA-SENTINELLA DELLO SPIRITO

1. Mandato, mosso, guidato dallo Spirito Santo

1. Chiamato dallo Spirito (Ez 2,1-7).

2. Formato dallo Spirito (Ez 2,8-9; Ez.3,1-11)

3. Mosso dallo Spirito (Ez. 3,12-15).

2. Missione del Messia dello Spirito

1. Il Messia – sentinella dello Spirito (Ez 3,16-21).

2. Il servo dello Spirito (Ez 3,22-27).

3. Espiatore delle iniquità (Ez 4,1-8).

4. Espiatore delle impurità (Ez 4,9-17).

3. Il profeta della giustizia dello Spirito.

1. Contro i falsi profeti (Ez 13,1-9)

2. Contro i falsi costruttori (Ez 13,10-16).

3. Contro le false profetesse (Ez 13,17-23).

4. Contro gli idoli del cuore (Ez 14,1-11).

5. Responsabilità personale

6. Il piccolo resto.

4. Chi fa le rovine è di certo destinato  a rovina

1. Le cause della devastazione di un paese (Ez 33,23-29).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2. Chi fa le rovine è di certo destinato a rovina:

5. Gli ascoltatori smemorati illudono  se stessi

1. A chi cerca solo guadagno non giova la parola di Dio (Ez 33,30-33)

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2. Lodi e scherni lasciano indifferente i servi dello Spirito:

6. Le ossa inaridite

Gente senza vita spirituale.

1. vuole ridare la vita: (Ez 37,1-6).

2. Dio vuole ridare lo spirito: (Ez 37,7-10).

3. Gente della speranza svanita: (Ez 37,11-14).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

4. L’uomo ha ucciso sé stesso:

5. Prepararsi per l’era dello spirito vivo:

6. Lasciare ai figli eredita di forza spirituale:

7. La Porta del Santuario sempre chiusa

1. Figura di Maria Vergine e Madre.   (Ez 44,1-3)

2. Giardino chiuso, fontana sigillata:

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. La Madre del Salvatore è sempre vergine:

4. La Mediatrice di tutte le grazie:

5.Il segreto dei santi:

8. I leviti e i sacerdoti del tempio

1. I leviti (Ez 44.10-14).

2.  I sacerdoti (Ez 44,15-16.23-24.28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. “Colui che crede serve Dio”:

4. Dio sarà l’eredità dei suoi sacerdoti.

9. La sorgente d’acqua viva

Corrente spirituale feconda.

1. Scaturisce dal lato destro del tempio: (Ez 47,1-6)

2. Corrente spirituale benefica e feconda (Ez 47,7-12).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. Il mondo senza Cristo non ha futuro:

4. La lotta contro il Cristo culminerà nell’ Anticristo:

5. L’acqua della divina Grazia feconda le anime:

6. Occorre risalire dalle bassure:

CRISTIANESIMO E REGNO MESSIANICO

10. L’equilibrio divino nella grande teofania.

Eroicità degli operatori del Regno

1. Le quattro operazioni dello spirito perfetto:

2. Gli spiritualizzati perfetti: (Ez.15).,13-1

3. Eroicità degli operatori del Regno: (Ez. 1,16-21).

4. L’evangelizzazione e le grandi prove: (Ez. 1,22-25).

5. La Gloria Trinitaria: (Ez. 1,26-28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

6. L’equilibrio nel piano spirituale:

7. Il piano spirituale:

8. I viventi nel piano spirituale:

9. Il ruolo della volontà:

10. L’eroicità dei santi dura tutta la vita:

11. L ‘eroicità dello spirito per puro amore:

12. Gioie dello spirito e dolori della carne:

11. Gli idoli del cuore dei sacerdoti cristiani.

Gli idoli del cuore.

1. Figura della gloria del Sacerdozio: (Ez.8,1-2).

2. Visione dell’idolo della gelosia: (Ez.8,3-6).

3. Visione degli idoli abominevoli: (Ez. 8,7-13).

4. Visiono dell’idolo del senso: (Ez. 8,14-15).

5. Visione dell’idolo dell’oriente: (Ez. 8,16-18)

Sapienza divina.

Dice Gesù:

6. I Sacerdoti sono luce del mondo:

7. I Sacerdoti sono Salvatori delle anime:

8. I Sacerdoti sono Gesù vivo sulla terra:

9. I Sacerdoti sono “Pastori”:

10. Primo idolo: la Gelosia.

11. Secondo idolo, anzi molti idoli:

12. Terzo idolo: il senso.

13. Quarto idolo: l’adorazione dell’oriente.

12. l Segno del “T A U” sulla fronte  dei salvati

1. Un T a u sulla fronte: (Ez.9,1-4)

2.  Lo sterminio nel Santuario: (Ez.9,5-7).

3. La strage nella città: (Ez.9,8-11).

4. I segnati colt a u saranno preservati: (Ap.7,1-3).

5. I non segnati colt a u saranno tormentati:

Sapienza divina.

Dice Gesù:

Natura spirituale del segno del t a u:

13. Il fuoco purificatore.

Il fuoco purificatore è la carità

1. Le anime saranno purificate con la Carità: (Ez.10,1-7).

2. Gli evangelisti compartecipano alla gloria del Giudizio: (Ez.10,8-17)

3. La gloria del Signore abbandona l’empio: (Ez.10,18-22).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

4. I carboni accesi.

5. Non è azione simbolica.

6. Le colpe contro la carità saranno.

7. Il Giudizio verterà sull’ aver o no vissuto il Vangelo:

8. Dopo il Giudizio l’uomo sarà oscurità o luce:

14. L’ingiustizia dei potenti

1. Gli abomini commessi rovinano il paese: (Ez.33,23-29).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2. Guai a voi potenti quando Dio vi giudicherà:

15. Irresponsabilità dei cristiani

1. Ascoltano ma non praticano perciò periscono:

Sapienza divina.

Dice Gesù:

2.  Né lodi né scherni turbino il servo di Dio:

3. Generazione illusa, stolta e traditrice:

16. Il ritorno del Pastore buono  e zelante.

1. Colpe del pastore mercenario (Ez34,1-10).

2. Ritorno del Pastore buono e zelante: (Ez.34,11-16).

3.  Il Pastore farà giustizia fra pecora e pecora: (Ez.34,17-22).

4. I pastori dell’era messianica: (Ez.34,23-31).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

5. Responsabilità dei Sacerdoti e dei governanti:

6. Guai a voi Sacerdoti mercenari:

7. Ritorna il Pastore buono e giusto:

8. Il Regno messianico:

17. I Ministri del Tempio.

1. I ministri infedeli sconteranno la propria iniquità:

2. I ministri fedeli erediteranno Dio: (Ez.44,15-16.23-24.28).

Sapienza divina.

Dice Gesù:

3. Ministri di Dio sono i credenti o cristiani:

4. I fedeli consacrati al ministero carismatico:

 

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