FRATELLI VESCOVI CONVERTITEVI
CREDETE AL VANGELO
DI GESU’
Secondo il piccolo Giovanni
Maria Valtorta
(Ap 14,6-7)
Le chiavi del destino del mondo.
Fratelli Vescovi usate le chiavi che Gesù vi affidò.
Il Vangelo eterno da nnunziare ad ogni nazione.
2. I seminari divenuti cimitero di vocazione.
Dirottato lontano dal Vangelo.
Il Vangelo sotto la valanga della scienza.
Cimitero delle vocazioni evangeliche.
3. Il sale sacerdotale divenuto insipido…
Finalità del ministero sacerdotale
Gesù passo la notte in preghiera
Costituì dodici affinché stessero con Lui
“Costituì dodici anche per mandarli a evangelizzare”.
3Il Signore costituì dodici per mandarli a evangelizzare
Lo Spirito consacra per evangelizzare i poveri
“Costituì dodici perché avessero il potere di scacciare i demoni”.
La desolazione nel santuario della mente.
Se non vi convertite la desolazione durerà fino alla fine.
4. La Parola di Dio è incatenata
Conseguenze della infedeltà alla parola di Dio.
La parola senza spirito è morta.
5. I cristiani in pasto agli spiriti immondi.
Trionfo degli spiriti immondi.
Spiriti Scimmiottatore della SS Trinità.
Lo scimmiottatore dello Spirito di Gesù
Sotto il grano germogliò la zizzania.
Lo spirito che fece del suo portavoce un falso papa
Lo spirito di S. Francesco smascherato nel discernimento
Bastonate il cane, non il figlio!
I cristiani, hanno sostituito Dio con Satana.
Società di pazzi e di fedifraghi.
6. Il Vangelo della Pace è tradito.
Origine, natura e forza della pace.
La pace è frutto dell’ubbidienza a Dio.
Vizi che vanificano l’alleanza di pace
Concordati e alleanze con la menzogna.
Le alleanze con la menzogna non salvano.
Sarà distrutta l’alleanza con le nazioni.
Le strutture fondate sulla colpa crolleranno
Dio non protegge il mal fare delle autorità.
Le alleanze con i precursori dell’Anticristo.
7. Fratelli vescovi convertitevi e credete al Vangelo di Gesù
Un Vescovo che sradica il grano buono.
Un Nunzio diplomatico ma non evangelico.
Un eccellentissimo Vescovo, ma non Fratello.
8. Il Vangelo di Gesù rifiutato dalla sua Gerarchia.
Il mio incontro col Vangelo di Gesù.
Il mio Ordine rifiuta il Vangelo di Gesù.
La gerarchia rifiuta il Vangelo di Gesù.
I gruppi, di preghiera rifiutano il Vangelo di Gesù
La visione che attesta un termine e parla di una scadenza
La visione che attesta un termine
La visione che parla di una scadenza
Il Vangelo di Gesù è venuta di Gesù per rivelazione.
Un Vescovo benevolo e ritorno del ex prete.
Mandato al riformatorio di ex preti.
Sacerdote annunziatore del Vangelo di Gesù, secondo il Piccolo Giovanni.
Cenacoli d’ascolto del Vangelo di Gesù
Trionfo evidente ma breve di Gesù.
Gesù fermato dalla sua Gerarchia.
9. Eccellentissimi ed eminentissimi asini
L’asino conosce la greppia del padrone
Il Libro di memorie che fu scritto davanti a Lui.
Il Vangelo di Gesù è Dio che viene a salvarci.
Il Vangelo di Gesù è la Via santa per ritornare al Signore
Il Libro che restituirà l’udito ai sordi e la vista ai ciechi è il Vangelo di Gesù.
Lavoro delle mani del Signore è il Vangelo di Gesù.
10. Dono d’infinita misericordia calpestato
Apparizione di Gesù Re dei re.
Dono dato in tempo per salvare l’umanità.
Dono irriso, deriso, calpestato,
INTRODUZIONE
Le chiavi del destino del mondo.
Fratelli Vescovi usate le chiavi che Gesù vi affidò.
Fratelli Vescovi, Il Regno dello Spirito è vicino, convertitevi e credete alla Buona Novella del Regno. Troppi errori stanno incatenando la verità; troppo odio sta imprigionando l’amore; troppe guerre stanno uccidendo la pace; eppure voi avete le chiavi del regno della verità, dell’amore e della pace; voi avete il potere di aprire e chiudere; voi avete l’autorità di Dio per allontanare ogni male e far scendere dall’alto ogni benedizione. Il male che aumenta a dismisura è prova che usate male le chiave del Regno o non la usate affatto. E perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri la verità, veniate voi stessi squalificati, l’amore mi spinge a compiere quest’opera di misericordia verso di voi: la correzione fraterna. Lasciatevi correggere fraternamente. Vorrei correggere voi con dolcezza, mi giudicheresti un adulatore; vorrei correggervi con clemenza, mi giudicheresti un’ipocrita; vorrei correggervi con fermezza, mi giudicheresti esaltato; perché l’uomo pensa sempre di essere nel giusto; tutti abbiamo un inconfessato interesse a rimanere come siamo; il pensiero di un cambiamento nella propria personalità è avvertito come una minaccia. Perciò, vi correggerò con giusta misura, invitandovi prima a credere al Vangelo eterno, e mostrandovi poi i motivi per la vostra conversione necessaria.
1. Il Vangelo eterno.
Il Vangelo quadriforme
1 “La Chiesa ha considerato e considera sempre ed in ogni luogo che i quattro Vangeli sono di origine apostolica.
In realtà, quello che gli Apostoli predicarono per mandato di Cristo, fu dopo, trasmesso per iscritto, da loro stessi e da uomini del suo stesso ambito, per ispirazione dello Spirito Santo, come fondamento e base della fede; cioè, il Vangelo quadriforme secondo Meteo, Marco, Luca e Giovanni.”[1]
Il Vangelo è uno solo
2 “Se si guarda il numero, i Vangeli sono quattro, ma il Vangelo è uno solo in tutti essi. Il Signore stesso afferma: “Questo Vangelo del Regno si proclamerà nel mondo intero” (Mt 24,14). Non ha detto “Vangeli”, bensì Vangelo. Concorda anche con l’Apostolo quando dice: “Se qualcuno vi annuncia un vangelo distinto di quello che avete ricevuto, sia anatema”! (Ga 1,9; 2 Col 11,4). Quindi, è chiaro che i testi del Vangelo sono quattro, ma è nostro dovere affermare con la stessa energia che in questi quattro testi è presentato un solo Vangelo…
Il Vangelo è e sarà sempre uno solo. È necessario che lo crediamo e lo confessiamo fondati sulla stessa autorità del Signore e dell’apostolo.”[2]
Il Vangelo Eterno
3Il Vangelo quadriforme è stato annunciato profeticamente nell’Apocalisse, per la pienezza dei tempi messianici, come il “Vangelo Eterno”:
“Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli gridava a gran voce: “Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque”. (Ap 14,6-7)
Il Vangelo eterno da annunziare ad ogni nazione.
4 È evidente che il Vangelo eterno è l’armonizzazione dei quattro vangeli più il vangelo di Paolo in un vangelo solo, se non fosse così sarebbe eretico, come è detto: “Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!” (Gal 1,8). Questo vangelo profetizzato da Giovanni si fa compimento nel vangelo rivelato a Maria Valtorta perché oltre ad essere perfetta armonizzazione dei quattro vangeli, è la rivelazione integrale del Vangelo che Gesù predicava nel suo tempo. Questo vangelo per la sua origine e per la sua natura non è modellato sull’uomo, perché per origine viene dal cielo e per natura è eterno, come il vangelo di Paolo, secondo la sua dichiarazione: “Vi dichiaro dunque, fratelli, che il vangelo da me annunziato non è modellato sull’uomo; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo (Gal 1,11-12). Così anche il vangelo affidato a Maria Valtorta è stato rivelato dallo Spirito di Dio, come aveva promesso Gesù: “Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26).
Lo scopo di questa rivelazione lo dichiara lo stesso S. Giovanni, quando dice: “Poi vidi un altro vangelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo” (Ap 14,6). Ciò dimostra il compimento pieno della promessa di Gesù: “Questo Vangelo si proclamerà nel mondo intero” (Mt 24,14). Che vuol dire che il Vangelo del Regno che Gesù predicava è il Vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo, e questo è il Vangelo eterno, rivelato da Gesù alla sua Portavoce Maria Valtorta.
Così come a Pietro è stato affidato il vangelo per gli ebrei e a Paolo per il gentile (Gal 2,7) a M.V detta Piccolo Giovanni è stata affidato il Vangelo Eterno, per l’umanità del terzo millennio. Così come per volontà del Signore Paolo confrontò il suo vangelo rivelato con il vangelo degli apostoli: “Vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani” (Gal 2,2). La chiesa d’allora approvò il vangelo rivelato a Paolo: “E riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi” (Gal 2,9).
Così per volontà di Gesù fu chiesto alle autorità ecclesiastiche d’allora l’approvazione del Vangelo Eterno rivelato a M.V., ma questa non ha riconosciuto la grazia conferita al portavoce né strinse la mano al Piccolo Giovanni in segno di comunione. Anzi dopo che Papa Pio XII diede il suo autorevole consenso con questa dichiarazione: “Pubblicatelo così come sta. Chi legge questa Opera capirà”, nell’udienza privata del 26 febbraio, 1948 ai Padri dell’Ordine dei Servi di Maria: il P. Priore P. Andrea M. Cecchin. Il Direttore Spirituale del Portavoce Maria Valtorta P. Romualdo M. Migliorini. Il P. Corrado M. Berti, studioso dell’Opera a livello biblico; ancora dopo questa approvazione, l’autorità ecclesiastica, d’allora, mise l’Opera all’indice, e dopo che l’indice cessò di esistere, l’autorità ecclesiastica, anche allora, proibì la sua pubblicazione, negando l’origine soprannaturale dell’Opera, anzi, affermando che era uno stile di Maria Valtorta, per raccontarci la vita di Gesù come lei ha voluto, tutto ora, ai nostri giorni, i sacerdoti confondono le coscienze dei credenti, dicendo che la Chiesa non si ha pronunziata.
Perciò fratelli Vescovi se dopo 80 anni ancora non vedete lo splendore del glorioso Vangelo di Cristo rivelato a noi per mezzo del portavoce Maria Valtorta, allora vi invito, con amore, a una conversione vera, se non volete per lapide, sulla vostra tomba, la sentenza di Paolo: “E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso Vangelo di Cristo che è immagine di Dio”. (2 Cor 4,3-4)
Lasciatevi riconciliare.
5 Fratelli Vescovi convertitevi e credete al Vangelo Eterno. Lasciatevi riconciliare col vangelo rivelato a Maria Valtorta, perché possiate evitare molte percosse, poiché così sta scritto: “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. (Lc 12,47-48). Voi conoscete la volontà delle Signore che ha dato al mondo, in questo tempo, il Vangelo Eterno, perciò disponete tutto e agite in tutto secondo questo Vangelo
Lasciatevi riconciliare col Vangelo Eterno, perché non siate squalificati dal Regno dei Cieli dopo essere stati Operatori del vangelo, cosi infatti sta scritto: ” Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. (Mt 7,21-23). La volontà del Padre è scolpita nel Vangelo Eterno, ma se voi non disponesti e agisti secondo questo Vangelo saresti operatori di iniquità e certamente cadrebbe su di voi la tremenda condanna: “Non vi ho mai conosciuti”.
Lasciatevi riconciliare col Vangelo Eterno, perché non assomigliate all’uomo stolto che costruisce la Chiesa sulla sabbia, destinandola a un futuro senza scampo. Ricordatevi che sta scritto: “Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande (Mt 7,26-27).
Lasciatevi riconciliare col Vangelo Eterno, perché dopo esser stati eccellentissimi ed eminentissimi in questa terra, non diventiate gli ultimi, i minimi nel Regno dei Cieli, come sta scritto: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli (Mt 5,19) e “Chi si esalta sarà umiliato” (Lc 18,14).
Ricordatevi che chiunque trasgredisce un solo punto del Vangelo, diventa trasgressore di tutto il Vangelo: “Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto” (Gc 2,10).
Cristiani sono quelli che vengono dalla fedeltà al Vangelo integrale di Cristo. Ma quelli che si dicono cristiani senza rimanere fedeli a tutto il Vangelo Eterno, sono maledetti, poiché sta scritto: “Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel Libro della Legge per praticarle“(Gl 3,10). Se per qualunque trasgressore della Legge c’è maledizione, che maledizione ci sarà per i capi che non solo lo trasgrediscono ma addirittura negano la sua natura soprannaturale? La dichiarazione dell’Apostolo è un avvertimento anche a tutti i trasgressori del Vangelo Eterno: “Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro” (Ap 22,18-19).
2. I seminari divenuti cimitero di vocazione.
La Buona Novella morta e sepolta
Un cercatore del Vangelo.
1” Buongiorno, è qui dove studiano il Vangelo?”
” Qui è il Seminario e qui studiano i seminaristi per diventare sacerdoti. Tu vuoi essere sacerdote?”
” Io voglio studiare il Vangelo.”
” Perché vuoi studiare il Vangelo, sei per caso evangelista?”
” No. Io sono cattolico, voglio studiare il Vangelo perché voglio conoscere Gesù Cristo e voglio diventare suo evangelizzatore.”
” Allora, sei arrivato al luogo giusto, perché qui puoi studiare il Vangelo e diventare sacerdote evangelizzatore.”
“Sacerdote evangelizzatore?! Mi piacerebbe! Cosa dovrei fare per fare ciò?”
“Devi entrare in Seminario, matricolarti al primo anno di scuola, portare il tuo corredo, badare alle spese dei libri e alla paga mensile della pensione.”
“Allora quando sarò pronto e avrò il denaro per la pensione tornerò. Arrivederci, grazie!”
Io volevo studiare il Vangelo, perché nella mia mente era rimasta l’idea di quell’Uomo-Dio che avevo scoperto ascoltando le letture serali che babbo faceva del Vangelo a noi piccoli: unica esperienza e unico contatto con la religione. In tanto dentro di me era rimasto il ricordo e la voglia di studiare la vita di quel divino protagonista e le sue meravigliose opere contenuti nei Vangeli. E Avevo finalmente trovato il luogo dove farlo.
Ero orfano e poverissimo, senza spiccioli in tasca, quindi per poter entrare in seminario andai a cercarmi lavoro; per risparmiare al massimo mi stabili in periferia, dove gli emarginati più fortunati ci costruiamo in un quadrato di terra una catapecchia con quattro stuoie, quello spazio unico fungeva da salotto, cucina e dormitorio; senza luce, senza acqua senza servizi igienici, per bel panorama avevamo una lunga distesa di montagne di spazzatura perché là scaricavano i rifiuti della città, e per non morire dalla fame gli affollati si contendevano tra cani e porci gli avanzi di cibo gettati là.
Trovai lavoro presso una fabbrica di conciatura di pelle: lavoro troppo pesante per la mia età, ma non mi arresi anzi, oltre il mio lavoro settimanale, sabato e domenica, insieme ai ragazzini della strada, entravamo nello stadio nazionale, per vendere al pubblico bibite e altri ristori. I ragazzi entravano più per godersi le partite, sicché approfittavo l’occasione per guadagnare di più, in modo ché, tra sabato e domenica guadagnavo per un mese di lavoro in fabbrica. Operando così e risparmiando i centesimi, in poco tempo ebbi il denaro necessario per entrare in seminario.
La gioia di essere ben accolto da tutti e stimato da tutti, mi spinse a spremere al massimo le mie facoltà, sicché, quell’anno, fui il primo negli studi, il primo in condotta ed un comico consumato in teatro tanto da far ridere fino alle lacrime.
Dovendo arrangiarmi per pagare la mia pensione del secondo anno chiesi al Rettore permesso per uscire a lavorare in quelle vacanze. Il Rettore mi sorprese dicendo: “Abbiamo deciso conferirti la borsa di studi per tutti gli anni fino al sacerdozio, includendo tutte le spesse necessarie”.
Dirottato lontano dal Vangelo.
2Uscì da quel colloquio saltando di gioia come vitello di stalla e ringraziai Dio di vero cuore. In quelle vacanze ebbi l’opportunità di dimostrare ai miei compagni le mie capacità d’alpinista, infatti nessuno mi superò nell’arrampicarmi per le rocce, nel traversare burroni impraticabili e nella resistenza alle lunghe marce forzate. Così, tra studi e vacanze, vacanze e studi, passarono gli anni, alla fine dei quali, mi preparai per l’esame di maturità. Per l’esame di storia universale mi preparai sui grandi strateghi e, innamorato di Alessandro Magno, studiai per filo e per segno la vita le sue imprese belliche, tutta la sua storia. L’esame fu un successo. Interrogato, proprio, su Alessandro Magno, sbalordii gli esaminatori, che mi congedarono con 10 e lode e tanti auguri.
Uscii felice dall’esame, ma mentre esultavo di indicibile gaudio, sentì dentro di me: “Sei entrato in Seminario per studiare la storia di Alessandro Magno, o il Vangelo di Gesù Cristo? Sei entrato in Seminario ad imparare la vita di Alessandro o la vita di Cristo?” Sbalordito da questa esperienza interna, dissi a me stesso: “Ecco la risposta al mio vuoto interno, all’interrogativo che ogni anno soffocavo dentro di me, ma ora ho capito e basta! Devo riconoscere che ho sbagliato posto.”
Da ragazzo onesto, andai quella stessa sera dal rettore: “Reverendo signore Rettore, io ho sbagliato luogo di formazione e quindi, grazie per la borsa di studi e per tutto il bene che mi volete, ma me ne devo andare.”
Il rettore, preso di sorpresa, disse: “Ma, tutto d’un colpo sei diventato matto? Dimostrami in che cosa hai sbagliato?”
Ed io: “Ero entrato in Seminario per studiare il Vangelo e ho studiato di tutto, ma non il Vangelo. Sono entrato in Seminario per conoscere Gesù Cristo nel Vangelo, ma conosco tante cose che poco hanno a che vedere con Lui. Ecco in che mi sono sbagliato, io voglio studiare il Vangelo.”
Allora, il rettore, veramente felice di trovare un giovane innamorato del Vangelo, spiegò: “Dio ha voluto che tu, in questi anni, mettessi le fondamenta per capire le divine verità conservate nella Chiesa, ora che andrai alle scuole superiori non solo studierai la storia di Cristo, ma il suo pensiero; perché entrerai a studiare nei corsi di filosofia il pensiero della Chiesa che non è altro che il pensiero di Cristo, quindi il Vangelo, credi tu questo?”
Annuì a questa domanda e fatto convinto da questa spiegazione, accettai di continuare, ed entrai negli studi di filosofia con questo grande sogno: conoscere ora il pensiero pieno di Cristo, frutto della conoscenza del Vangelo. Insieme a quaranta giovani fummo felici d’iniziare gli studi filosofici nel Seminario maggiore.
La nostra speranza era una sola: arrivare tutti al Sacerdozio; ma il nostro sogno cominciò a diventare incubo quando vedemmo che per motivi fasulli erano eliminati i nostri compagni, chi era bocciato in metafisica, chi in greco, chi in latino, insomma, colmo dei colmi, chi era bocciato era mandato via dal seminario.
No, e poi no! Questo criterio per scegliere le vocazioni era sbagliato; nessuno lo poteva digerire, quindi, capeggiando un gruppo di giovani seminaristi, andai dal rettore e parlammo chiaro:
“Reverendo Padre Rettore, noi ci dissociamo da questo criterio di selezionare le vocazioni, perché nessuno di noi crede che sia la metafisica o il greco o il latino o le altre scienze la ragione della nostra vera vocazione; nessuno di noi è venuto per essere filosofo e latinista o poliglotta; Cristo, nostra Vocazione, non con le scienze, ma con il Vangelo ha illuminato il mondo e con il sacrificio della propria vita lo ha redento. Perciò mandare via un Prediletto di Cristo solo perché non è promosso nelle materie scientifiche equivale a uccidere il figlio davanti al Padre.”
Il Rettore rispose che non toccava a noi giudicare il criterio di scelta delle vocazioni, né toccava a noi condannare la volontà di tutto il corpo docente e che la bocciatura non era l’unico motivo dell’espulsione, ma c’erano altre cause da noi sconosciute, ragion per cui l’intervento dei superiori in quei casi erano necessari.
Noi insistemmo ancora dicendo: “Reverendo Padre Rettore, apparti il caso degli altri motivi i nostri compagni erano i migliori in condotta e pietà l’unico loro handicap era non rendere negli studi, perciò citiamo ad esempio il Patrono dei parroci il curato D’Ars che fu rimandato tante volte e che solo per provvidenza fu promosso e per grazia di Dio ebbe la parrocchia e fu il miglior parroco che mai ebbe una diocesi.”
A questo punto il rettore disse: “Cari seminaristi, non siamo nel tempo del curato D’Ars, il nostro tempo esige una conoscenza globale del sapere e chi non ha l’intelligenza sufficiente per superare gli studi, non può avere la capacità sufficiente per risolvere i problemi difficili di una parrocchia, vogliamo il vostro bene non il vostro futuro fallimento, lasciatevi guidare ed ora basta. Andate in pace.”
Congedati dal Rettore ci conformammo al criterio di formazione e continuammo a studiare.
Nel corso di filosofia mi appassionò molto il pensiero di Platone e Aristotele, senza trascurare gli altri pensatori, mi perfezionai nella conoscenza di questi grandi filosofi al punto che sostenni un brillantissimo esame.
Per seconda volta l’euforia dell’esito mi sali salì in capoccia e uscendo dall’aula di esame saltavo di gioia, ma letteralmente mi paralizzò la percezione di una rivelazione interiore già sentita una volta: “Sei venuto a studiare i filosofi o a studiare Cristo? Sei venuto a conoscere il pensiero di Platone o il pensiero di Cristo?”
Povero me, che delusione! In effetto in quel momento mi sentivo più discepolo di Platone che discepolo di Cristo, perché uno è discepolo del maestro che segue e io seguivo i filosofi, la mia mente si riempiva del pensiero di tutti gli uomini mentre ché del pensiero di Cristo, in me, c’era solo un vuoto e Cristo è una Persona divina veramente viva ed è un Dio geloso, per la gelosia di questo Dio, le cui vocazioni vengono dirottate da una scienza umana, troppo umana i seminari si svuotano e si svuoteranno ancora fino a diventare pascolo di sciacalli e bestie immonde! Non è la scienza quella che salva il mondo e Cristo non ha scelto i dotti, ma i semplici, i piccoli sono i preferiti dello Spirito di Sapienza perché Dio rivela i suoi misteri ai piccoli.
Andai, dunque, dal Rettore e parlai con chiarezza e dissi che io ero pieno di scienza, di quella scienza che gonfia, ma ero vuoto della carità di Cristo che edifica.
Ma il rettore ragionò in modo brillante e convincente e mi disse: “Figliolo, se non sai volare, cammina e apprezza la via che ti conduce verso la vetta. Se ami la perla apprezza l’ostrica che la porta. Vedi figliolo tutti questi anni di studio che tu chiami scienza che gonfia, non sono altro che la via che ti fa giungere alla vetta che è la sacra Teologia. Ora sei giunto alla vetta, cosa è la Teologia che stai per incominciare a studiare? Non è la cima della conoscenza? Non è la vetta di tutte le scienze? Non è la regina di tutto il palazzo del sapere? Che cosa è la teologia? Non è la scienza che cura e comprende gli interessi di Dio? Le cose di Dio? La teologia è lo studio di Dio e di tutto ciò che gli concerne. E, la piena conoscenza di Dio, è carità che edifica. Ora figliolo, non tagliarti le gambe solo perché hanno camminato tanto e sono stanche; e non chiamare “scienza che gonfia” la filosofia che è ancella della teologia, non puoi avere il chicco di grano se disprezzi la spiga. La filosofia è la scienza che precede alla teologia. Perciò figliolo, se ami la regina, rispetta la sua serva. Ora vai con Dio e auguri di buone vacanze e di un brillante studio di teologia.”
Il ragionamento del Rettore mi convinse e perciò continuai i miei studi. Ma con l’aiuto del mio direttore spirituale, che allora era vescovo ausiliare della Diocesi, scelsi l’Ordine più evangelico perché volevo veramente conoscere e seguire il Vangelo come Gesù comandava.
Il Vangelo sotto la valanga della scienza.
3Detto e fatto: entrai nell’ordine e mi mandarono a fare il noviziato all’estero.
Cominciai il noviziato pensando che sarebbe stato un anno di approfondimento del Vangelo, un anno di vita con Cristo, un anno di grazia del Signore. Perciò entrai col sogno di tuffarmi nelle limpide acque della verità di Cristo, entrai volendo toccare con mano i tesori nascosti nel Vangelo; ma che delusione! C’era tempo per tutto, tranne per il Vangelo. Non c’era un tempo dedicato esclusivamente al Vangelo. Memorizzammo tutta la regola, mai il maestro di novizi mi comandò di memorizzare neanche solo un brano del Vangelo; studiamo il galateo, la spiritualità dell’Ordine, la storia del Fondatore, ma il Vangelo non lo studiamo mai. Non mi scoraggiai, non mi avvilì, non mi tirai indietro, anzi prese l’iniziativa di farlo per conto mio; allora scrivevo i brani del Vangelo in un foglio e, siccome, ogni pomeriggio, era mio compito zappare e coltivare l’orto, appendevo il foglio ad un roseto e, tra zappare la terra, sradicare le erbe e potare le piante, memorizzavo i brani del Vangelo.
Finito il noviziato, incominciai a studiare la teologia. Per sforzo personale, cercai di scoprire il Vangelo come filo d’oro unificatore delle scienze teologiche. Intravidi il Vangelo come l’anima della teologia dogmatica, la morale, la storia della chiesa, anche del diritto ma un’anima sbiadita, agonizzante, quasi tramortita da troppi ragionamenti umani, da troppi argomenti terreni, da troppi interessi sociali e anche politici, specialmente nel diritto canonico, il Vangelo è un’anima incatenata da leggi che contraddicono il Vangelo stesso e pure sono là, neanche il Concilio Vaticano II, le ha smosse. In conclusione, il Vangelo è soffocato dalla valanga delle conoscenze umane; il Vangelo è sopraffatto dalla sassaia dei ragionamenti umani; il Vangelo è seppellito sotto il cumulo di testi complementari per la conoscenza della sacra teologia.
La prova di quanto dico sta nel fatto che dopo lo studio teologico possiamo essere professori moralisti, psicologi, teologi anche filosofi o canonisti, ma non Evangelizzatori, non Profeti, non Carismatici, non Discepoli, tanto meno Apostoli di Gesù Cristo
L’evangelizzatore non è un ripetitore di teologie, di filosofie o di scienze complementari; non è neanche un ripetitore della parola del Cristo; l’evangelizzatore è un “consacrato con l’unzione e mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”, è un battezzato in Spirito Santo e fuoco per dare vita soprannaturale e far risorgere i morti, è una sorgente di grazia e un fiume d’acqua viva, è il cuore pulsante la vita del Cristo, è il testimone verace dello Spirito Santo, è la lampada che arde ed illumina, è la voce che parla con autorità divina, è un portatore dello Spirito che annunzia la giustizia e donna la pace,
Cimitero delle vocazioni evangeliche.
4I seminari non solo non producono evangelizzatori, ma li fanno morire lungo gli anni di scienza umana. Cristo chiamò perché stessero con Lui e andassero ad evangelizzare da consacrati con l’unzione per liberare, guarire, esorcizzare e convertire i figli al padre, Dio onnipotente.
Il seminario è il cimitero di queste vocazioni, in quanto li manipola, li travia, li dirotta ad altri compiti come ad essere professori, psicologi, filosofi, canonisti e professori di scienze umane.
Sono questi i mezzi coi quali Cristo ha redento il mondo? sono questi i mezzi che danno guarigione ai malati e liberazione ai posseduti? sono questi i mezzi per far risorgere i morti?
Il seminario lo chiamo cimitero di vocazioni perché seppellisce il Cristo sotto la valanga di personaggi profani da memorizzare, conoscere e studiare; perché soffoca la luce del pensiero di Cristo sotto il cumulo di scienze profane di filosofi e pensatori che nulla hanno a che fare col messaggio della salvezza; perché il Vangelo unico ideale di ogni seguace di Cristo rimane travolto nel vortice delle materie considerate più importanti del Vangelo stesso, che a sua volta diventa una materia in più da studiare per l’esame più che per la vita; perché il seminarista chiamato dal Cristo per evangelizzare il mondo, viene abortito dal seminario quali ibrido mostro figlio della bestia che esce dalla terra , immagine fedele della scienza umana che finisce per bestemmiare Dio stesso; lo chiamo cimitero di vocazioni perché senza rimorso né scrupolo di coscienza ha seppellito tutti i quaranta miei compagni, alcuni dei quali eminenze di spiritualità al mio confronto eppure li ha eliminati come abortivi solo perché furono bocciati in materie, che il sistema considerava più importanti della vocazione stessa. Questo delitto grida vendetta al cospetto di Dio, non c’è da meravigliarsi perché scarseggiano le vocazioni!
Appena sacerdote novello, mi fu proposto il rettorato del nostro seminario nascente. Io accettai a una condizione: modificare il sistema di formazione, dando tempi pari alle scienze e alla spiritualità e dando preferenza alla spiritualità biblica.
Mi fu detto: ” Sei appena uscito dal guscio e vuoi cantare da gallo; chi ti credi di essere per voler cambiare il sistema di formazione scolastica. Solo Roma ha il diritto e il potere di modificare questo sistema “.
Io risposi: ” Vuol dire che solo Roma ha potere di uccidere e diritto di seppellire le vocazioni sotto questo sistema assassino. La scienza umana che idolatra Roma non è che paglia che serve a riempire la pancia dell’uomo animale, ma non ad alimentare la mente dell’uomo spirituale, come la paglia di Egitto serve a far mattoni, mai però a costruire pietre vive. Ciò che alimenta e da vita all’uomo è la parola che esce dalla bocca di Dio…”
Fratelli vescovi, se voi soli avete il diritto e il potere di cambiare questo sistema, allora fatelo presto, perché con questo sistema voi scimmiottate il mondo, ma non imitate Cristo; preparate dotti, ma non profeti; formate eruditi, ma non testimoni della verità; proponete professori ma non evangelizzatori; offrite saggi secondo il mondo ma non apostoli secondo lo Spirito.
Cosi facendo tradite in pieno il pensiero di Cristo che chiama discepoli non per sottoporli a scuole greche o latine ma per comunicare loro lo Spirito Santo, unica guida destinato a portare il discepolo alla verità tutta intera, unica forza destinata a trasformare l’uomo vecchio in uomo nuovo e fargli sperimentare la vera potenza divina del Cristo.
Perciò, fratelli vescovi, convertitevi e rinnovate lo spirito dei vostri seminari prima che giunga l’ora in cui Dio vi giudichi per ogni vocazione impedita, da troppa scienza umana, ad ardere ed illuminare il mondo con la limpida luce dello Spirito di Cristo.
Non con la forza, ma con il mio spirito, dice il Signore. Non con la scienza umana, ma con la sapienza dello spirito l’evangelizzatore illumina il mondo e salva le anime.
La scienza umana[3].
Fuoco freddo.
Dice Gesù:
5«Sono creature umanamente perfette. In loro tutto ha raggiunto la perfezione, eccetto il loro spirito che è regredito sempre più sino a divenire un embrione di spirito. Hanno un genio perfetto, una serietà perfetta, un’onestà perfetta, un’umiltà perfetta. Ma tutto umanamente perfetto. La loro virtù è fiamma che non scalda. È fuoco freddo. Non ha valore per Me. Preferisco una spiritualità imperfetta ad una umanità perfetta.
Luce artificiale.
6Tanto fulgore di perfezione umana è come la luminosità di 100, di 1.000 lampade ad arco. Fanno luce; è innegabile. Ma è luce artificiale che, se un piccolo congegno si guasta, muore subito e di essa non resta nulla. Mentre lo spirito, anche se è imperfetto, è sempre un piccolo sole vivente della luce sua propria che scaturisce dalla Grazia che è in esso. Parlo dello spirito vivo, ossia vivente in Me, vivificato dalla Grazia.
Scienza senza coscienza.
7L’avere posseduto un’intelligenza superiore che ha permesso loro di addentrarsi nei misteri della natura, avrebbe dovuto anche portarli a vedere la potenza di Dio e la sua esistenza il cui essere è scritto su tutte le cose create. Invece nulla di questo. Sono esseri pieni di scienza, ma mancanti del filo che porta alla conoscenza esatta di quanto è. Inventori del nuovo, ma negatori dell’eterno. Scopritori di forze segrete, ma indifferenti alla Forza delle forze: Dio. Questo non lo cercano, anzi volutamente lo negano. Al minimo lo trascurano.
E’ per questo che la scienza umana, innegabilmente progredita, non dà frutti buoni, ma avvelenati. Manca nel cuore e nella mente degli scienziati il fuoco dell’amore che fa rispettare e amare Dio, che fa rispettare e amare il prossimo.
Nel caso particolare, quella donna non nocque, anzi beneficò i fratelli. È già molto. Ma rifletti su quale impulso avrebbe impresso alla sua scuola, ai suoi discepoli e ai discepoli dei discepoli se al fascino del suo io avesse unito una religiosità profonda.
Opache nebulose nel Paradiso.
8Credi pure, anima mia, che all’ora del giudizio appariranno più grandi delle piccole creature illetterate che non dei luminari di scienza. Le prime, rese accese dall’amore, saranno vive stelle del mio cielo. Gli altri, se pur non li condannerò, per il bene che hanno compiuto umanamente, saranno semplicemente nebulose nel mio Paradiso. Saranno i salvati dalla mia Misericordia senza merito alcuno da parte loro, salvati più per le preghiere dei beneficati da loro che per sé stessi.
Ora dimmi: preferisci essere una piccola nullità nel campo del sapere ed esser mia, molto mia in questa e nell’altra vita, o ti sarebbe piaciuto esser astro quaggiù e opaca nebulosa lassù? So già la tua risposta e per questo ti dico: “Hai risposto saggiamente. Va’ in pace”».
3. Il sale sacerdotale divenuto insipido…
Finalità del ministero sacerdotale
Gesù passo la notte in preghiera
1Così sta scritto: “In quei giorni Gesù salì sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio. Quando fu giorno chiamò a sé i discepoli, quelli che Egli volle ed essi andarono a Lui, e ne scelse dodici ai quali diede il nome di apostoli. e costituì dodici affinché stessero con Lui e anche per mandarli a evangelizzare e perché avessero il potere di scacciare i demoni” (Mc 3,13-15; Lc 6,12-13).
Il Signore passò la notte in preghiera: un apostolo non viene costituito dalla volontà del chiamato né dalla volontà del formatore, ma secondo l’esempio di Gesù, viene costituito dalla volontà di Dio. Gesù non affida la conferma della vocazione apostolica alla capacità dell’uomo. Gesù non sottomette a nessun esame il discepolo; non affida la costituzione dell’apostolo alla propria capacità di Maestro, non si avvale nemmeno del suo carisma d’introspezione né della sua capacità psicologica, né della sua conoscenza degli uomini; ma Gesù passa la notte in preghiera, perché sa che la vocazione viene da Dio e solo Dio Padre può confermarla.
Promuovere i Sacerdoti di Cristo, per la loro capacità umana e spirituale o promuoverli per il voto dei legittimi formatori nel campo umano e in quello spirituale, senza consultare la esplicita volontà di Dio, attraverso notti e notti di preghiera, significa ingannare miseramente il chiamato, perché non per le sue capacità umane o spirituali, Dio lo ha scelto e non per il consiglio degli uomini, Dio lo può costituire Sacerdote Apostolo; inoltre significa tradire il Cristo, perché non si fa o non si vuole fare come Lui ha fatto; ancora significa rovinare la Chiesa, perché le se propone operai ambigui; significa poi voler mentire a Dio, perché già si chiama cosa buona ciò che Dio non ha ancora confermata. Fratelli Vescovi, è vero che un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; ma è anche vero che è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone (Mt 10,24-25). Ora se il Maestro passò una notte in preghiera per confermare la vocazione dei suoi apostoli, voi da buoni discepoli, per confermare la vocazione di un sacerdote apostolo, dovreste passare una settimana di notti in preghiera. Ma l’esempio di Cristo non versa sul tempo che bisogna passare in preghiera, perché in tale caso per essere come il Maestro vi basterebbe una notte in preghiera. L’esempio versa, invece, sulla necessità dell’unione con Dio; sul bisogno di avere da Dio la risposta; sull’ ineludibile condizione di dialogare con Dio, prima di costituire un Sacerdote. Diamo pure per scontato che voi passate le note in preghiera prima di consacrare un apostolo; ma siccome dal frutto si conosce l’albero, dalle conseguenze o dagli effetti si misura l’intensità di una preghiera. Da quella note che Gesù passò in preghiera, undici Apostoli furono santi e uno fu traditore. Dalla notte che voi passate in preghiera, o forse per colpa della notte che voi non passate in preghiera: un sacerdote è santo e undici tradiscono, sia pure con la mediocrità e l’appiattimento o la cura per i beni temporali, comunque sia è sempre tradimento. La storia passata e la storia presente testimoniano della esistenza di un clero tiepido, mediocre, appiattito, infedele, vigliacco, codardo, compromesso, venduto, traditore, menzognero, idolatra, incredulo, invidioso, avaro, lussurioso, mondano e tutto ciò perché? Perché quella notte, o non le fatte in preghiera e se la fate, la fate male. Ma come dicevamo prima, non si tratta di tempo, ma di qualità; perciò non parliamo di una notte in preghiera, ma stiamo dicendo che voi o non parlate con Dio o se parlate a Dio imponete a Dio le vostre idee e le vostre convinzioni, il vostro sistema. Infatti, se la vostra preghiera è per convincere Dio che quei giovani ordinandi, non sono come gli altri, la vostra preghiera è quella del fariseo; se la vostra preghiera è per convincere Dio che quei ordinandi possiedono ormai la verità, la vostra preghiera è quella di Pilato, voi pregate senza attendere da Dio una risposta, perché siete già sicuri che l’hanno; se la vostra preghiera è per assicurare Dio che quei ordinandi non tradiranno mai, la vostra preghiera è quella di Simon Pietro, prima della Pentecoste, è la preghiera del Vescovo senza pentecoste; ma se la vostra preghiera non è per convincere Dio, ma per domandare a Dio sull’idoneità degli ordinandi, allora una risposta la dovreste avere o per locuzione interiore o per illuminazione carismatica o per parola profetica, comunque una risposta da Dio la dovreste avere sempre come segno soprannaturale. Voi non potete pretendere che Dio confermi ciò che voi volete; voi dovete volere ciò che Dio conferma, manifestando esplicitamente la sua volontà. Voi siete più di Mosè, ma se non parlate con Dio, come faceva Mosè, voi siete falsi Mosè. Voi siete più di qualunque profeta, ma se Dio non vi mostra la sua volontà, come lo fa con i suoi profeti, voi siete falsi profeti. Voi siete il Cristo in mezzo a noi, ma se voi non ascoltate il Padre come Cristo lo ascoltava, non dialogate con Dio come Cristo dialogava, non avete l’intimità divina come Cristo lo aveva, voi siete falsi Cristi: Tutto questo vuol dire Gesù passò la notte in preghiera, passo la notte nell’intimità con il Padre; passò la notte nel dialogo con il Padre; passò la notte nell’ascolto del Padre; passò la notte nella piena accoglienza della volontà del Padre. Solo così ha potuto conoscere il volere di Dio a riguardo di ciascun apostolo da costituire. Fate anche voi così, perché è sufficiente al discepolo essere come il suo Maestro; se invece non fate altrettanto, il mondo avrebbe ragione nel dire che i primi ha tradire il vangelo siete voi. Fratelli Vescovi, meno diplomazie e più santità, meno burocrazie e più carisma, meno scienze umane e più Vangelo Eterno, meno leggi e più carità, meno riti e più spirito, meno parole e più fatti, più fatti; meno menzogne, più verità; meno ipocrisia più verità; meno fariseismo, più onestà e trasparenza. Tutto questo vuol dire più SPIRITO SANTO, l’unico proposto dal Cristo a guidare i discepoli di Cristo alla verità completa.
Costituì dodici affinché stessero con Lui
2“Quando fu giorno, chiamò a sé i discepoli e costituì dodici affinché stessero con Lui“. Quando fu giorno, Il Signore chiama nel giorno delle certezze, non all’alba dei passeggeri entusiasmi, nemmeno lungo la notte dei dubbi, dei turbamenti, delle incertezze; la sua chiamata è luce solare, incompatibile con la luce lunare e terrena delle insuperabili sassaie dei sé e dei ma; la sua chiamata è convinzione del più, è consapevolezza del meglio; è Dio che chiama e nulla è paragonabile a Lui, e chiama per effondersi in colui che ha il coraggio di stare con Lui: e li costituì affinché stessero con Lui. Ecco la prima finalità della chiamata, chi non ha il coraggio di stare con Dio, si cerchi altre compagnie, perché in partenza sarebbe squalificato. Chi non sente il bisogno di stare con Dio, non è chiamato a stare con Lui, Dio non forza a nessuno a lotte impari. L’identità della Vocazione si scopre stando con Lui; perché si sta con Lui per vedere: “Venite e vedete!”. Si sta con Lui per ascoltare: “State attenti a come ascoltate”. Si sta con Lui per imparare: “Imparate da me”. Si sta con Lui per imitare: “Io vi ho dato l’esempio, perché voi facciate come Io ho fatto”. Seguendo questa norma e cioè stando sempre con il Maestro i discepoli impararono ad essere perfetti come il Padre: “siate perfetti come il Padre vostro nei cieli è perfetto. Siate misericordiosi come il vostro Padre nei cieli è misericordioso”. È questo il modello di scuola che il Maestro Gesù di Nazareth ha lasciato per la formazione di ogni apostolo. Quindi ogni vocazione è chiamata per stare con il Maestro; per vedere il volto del Maestro; per ascoltare la voce del Maestro; per imparare le lezioni, la vita il pensiero del Maestro e per imitare l’operato del Maestro; per raggiungere la perfezione del Maestro: “È sufficiente per il discepolo essere come il suo Maestro”. Questa è la vera identità di ogni sacerdote apostolo.
Noi, abbiamo lasciato il mondo per entrare nella scuola di Cristo; ma siamo entrati portandoci tutti i testi di tutti gli autori che solo elencarli diventa una litania noiosa. E siamo stati nella scuola di Cristo, ma non col Cristo, bensì con gli autori più rinomati di tutte le scuole al punto tale di prendere il nome della loro corrente filosofica o teologica, come Tomisti, Scotisti, Suaresiani… Ma quanti innamorati della filosofia, delle scienze, delle belle arti, della letteratura, della storia, delle lingue, hanno lasciato l’altare del Santo Sacrificio per occupare le cattedre dei dottori di questo mondo; hanno scambiato la sapienza di Cristo con la scienza del mondo; hanno lasciato il Re dei re per il Principe di questo mondo, Satana. Nel settore di educazione fisica, siamo stati tanto tempo con il pallone che molti dei nostri compagni hanno lasciato il Seminario per scendere nello stadio per competere con squadre di prima divisione tanto a calcio quanto a palla canestro e altri giochi olimpici. Mi ricordo ancora di due compagni che diventati professori di educazione fisica, e chiamati ad arbitrare le partite mondiali di calcio, lasciarono per sempre il Seminario. E cosa dire di coloro che uscirono a capeggiare gruppi rivoluzionari anticristiani? Se voi mi dite: meglio per loro perché hanno trovato la loro vocazione. Io vi domando: da che parte state? Uno è discepolo del maestro che segue e fa bene ciò che impara bene, chi ha orecchie da intendere, intenda. Se e stando con il maestro si può diventare Giuda; se cominciando con lo spirito si può finire nella carne, che succederà di quelli che non stanno con il Cristo e di quelli che non si allenano nella spiritualità di Dio, ma nelle vanità del mondo? Nei seminari ci si sta più tempo con gli strani, cioè con i maestri di scienza umana, che con Cristo e si cura più l’umano che lo spirituale e la dimostrazione lampante sono tutti coloro che sono usciti, non più a riempire le cattedre o gli stadi, ma a capeggiare gruppi rivoluzionari anticristiani. Questo è il frutto dei Seminari dove i chiamati per stare con Cristo dimenticano Lui per stare tropo tempo con gli strani, ma non per volontà loro, ma per malizia vostra, farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un discepolo di Cristo e, ottenutolo, lo fate perire sotto la valanga delle scienze umane. Cristo li aveva chiamati perché stessero con Lui e voi imponendo loro la scuola di obbligo li dirottate verso la morte, guide cieche, non sapete che la scienza umana uccide lo spirito quando non si sta con Cristo?
Ma veniamo a coloro che riusciamo a sopravvivere coronando l’ideale apostolico. Quando ero seminarista, per fare una esperienza della vita sacerdotale che avrei dovuto fare, andavo ad aiutare ogni anno, in vacanze, a diversi Sacerdoti. Un anno andai in vacanze a una parrocchia dove trovai un Sacerdote, più devoto alla bottiglia che al Calice; stava più nel bar che nella canonica e sembrava che bere fosse stata la sua vocazione; a volte eravamo obbligati a portarlo in peso fino alla canonica e non c’era consiglio, o critica della gente o correzione del Vescovo che lo facesse cambiare. Un altra volta andai ad aiutare un altro Sacerdote, era molto buono, sensibile, educato, il suo amore per la gioventù lo portò a diventare il consigliere dei giovani e il consolatore delle ragazze depresse per delusioni amorose, però come dice il proverbio: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, in una delle ragazze rimase il segno del suo metodo di consolare e i genitori lo denunciarono, errare è umano, tutti gli uomini siamo peccatori, ma fare dell’errore e del peccato un metodo di vita, significa rischiare l’ergastolo eterno; e come dice Gesù: “Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato”. Dopo la prima denuncia esplose lo scandalo delle altre ragazze. Ma più curiosa fu la mia terza esperienza, capitai con un sacerdote intelligentissimo, intraprendente, audace, ottimista, coraggioso, forse tropo coraggioso, ogni esagerazione provoca disordine e ogni disordine è dannoso, l’equilibrio è la virtù dei giusti, in mezzo sta la virtù; Il nostro audace sacerdote, ebbe il coraggio di spaventare l’assemblea riunita nel culto domenicale, quando inizio il suo discorso evangelico con un improperio di insulti e minacce per il ritardo della paga dei debiti alla santa madre Chiesa, più che scandalizzarmi mi spaventai per il modo come inizio il discorso: “Io vi denuncio di truffa aggravata e verrò con i carabinieri in casa vostra se in settimana non mi pagate gli affitti delle proprietà della Chiesa, siete dei ladri, dei…”. E su questo tono fu l’evangelizzazione di quella domenica; certo che il dio mammona aveva scelto un sacerdote con le doti migliori per vincolarlo ai lacci dell’iniqua avarizia, perché non faceva che racimolare soldi e nessuno sapeva dove andasse a finire.
Nel primo Libro di Samuele si racconta che i figli del sacerdote Eli erano uomini depravati; non tenevano in alcun conto il Signore, sceglievano per sé la carne migliore dell’offerta del Signore; si univano alle donne che prestavano servizio all’ingresso della tenda del convegno; così il peccato di quei giovani era molto grande davanti al Signore perché disonoravano l’offerta del Signore. Finché un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: “Perché dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte che io ho ordinato per sempre e tu hai avuto maggior riguardo ai tuoi figli che a me e vi siete pasciuti in tal modo con le primizie di ogni offerta di Israele mio popolo?”. Per questi peccati fu punita la famiglia del sacerdote Eli e Israele perse l’Arca dell’alleanza (1Sam 2 e 4).
Fratelli Vescovi, rimproverare il clero che pecca è troppo tardi; nessuno raddrizza il vecchio albero cresciuto storto, diventa natura il vizio coltivato in giovinezza e non si piange sul late versato e perché l’uomo di Dio non rimproveri voi dicendo: avete avuto maggior riguardo ai vostri figli sacerdoti che a Me e vi siete pasciuti in tale modo con le primizie di ogni offerta del mio popolo: riformate i vostri Seminari, rinnovate la spiritualità dei seminaristi, non dirottate la vocazione degli eletti da Cristo; un giovane è chiamato in seminario per stare con Cristo, per vedere Cristo, per ascoltare Cristo, per imitare Cristo, per amare, servire e glorificare Lui solo e perché questo sogno diventi realtà, occorre un rinnovamento radicale e cioè meno umanesimo, più spiritualità; meno scienza, più sapienza; meno libri, più Vangelo Eterno; meno studio, più contemplazione, meno testi, più Bibbia; meno parole di uomini, più parola di Dio; meno filosofi, più testimoni; meno scienziati, più profeti; meno tecniche, più carisma; meno professionisti, più frutti dello Spirito Santo.
“Costituì dodici anche per mandarli a evangelizzare”.
3Il Signore costituì dodici per mandarli a evangelizzare
(Mc 3,15). Ecco la seconda finalità della chiamata. Per mandarli. Ora nessuno manda a svolgere un compito senza la conoscenza e i mezzi per realizzarlo, quindi il Maestro sta aprendo la scuola per evangelizzatori, non per professori e dottori in altre scienze, ma per solo evangelizzatore, dicendo prima “Perché stesero con Lui” sta affermando che in questa scuola d’obbligo l’unico maestro è Lui, come ben altrove disse: “Uno solo è il vostro Maestro il Cristo” (Mt 23,8.10). E l’unico suo successore è Lo Spirito di Verità: “Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Il fondatore e continuatore di questa scuola è Dio stesso e il Maestro e il suo continuatore lo Spirito Santo non vanno confusi con dottori di scienza umana, né meno sostituiti da professori atei, cultori della dea Minerva, ancor meno il grano puro della sapienza di Dio va mescolata con la paglia variopinta delle filosofie scolastiche. Il fatto che noi frequentiamo tutte le scuole e ascoltiamo tutti i maestri antichi e moderni, per riuscire, nel nostro compito di buoni evangelizzatori, in questi tempi nuovi, dimostra la amara realtà e la inconfutabile verità che abbiamo abbandonato la divina scuola di Dio per inebriarci nelle stalle col noioso canto delle cicale. Nessuno può tener in piedi i muri millenari della scuola di Cristo per evangelizzatori, appuntellandoli con piccoli stuzzicadenti di legno tarlato, per evitare il crollo di questi muri; eppure, proprio questo facciamo, appoggiandoci alla scienza umana per tener in piedi e migliorare quanto più si possa il divino ministero della evangelizzazione.
L’oggetto o contenuto dell’evangelizzazione è il Regno di Dio. Così iniziò la sua evangelizzazione Giovanni il Battista: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!” (Mt 3,2). Anche Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17). questa stessa missione l’ha trasmessa agli Apostoli: “Predicate che il Regno dei cieli è vicino” (Mt 10,7). E gli Apostoli annunziavano la buona novella del Regno di Dio (At 8,12; 28,31).
L’agente principale dell’evangelizzazione è lo Spirito Santo: Se Io scaccio i demoni con lo Spirito Santo, è certo giunto fra voi il Regno di Dio (Lc 11,20; Mt 12,28). Lo Spirito di Dio no è uno strumento con il quale si instaura il Regno di Dio sanando, liberando o esorcizzando, ma è una persona divina che con la sua presenza giunge il Regno di Dio e cosi come con la presenza della luce scompare il buio, cosi con la presenza dello Spirito Santo scompare il Male con le sue infermità, paure e diavoli e questo è il Regno di Dio, cioè la vittoria di Dio sul Male in virtù della presenza di Dio Spirito Santo. Nessun evangelizzatore vincerà il mondo, il demonio e la carne parlando di Dio, ma mostrando la manifestazione presente di Dio e nessun evangelizzatore farà presente Dio se non porta lo Spirito Santo nel cuore. L’evangelizzazione dell’apostolo va fatta con la potenza dello Spirito Santo. Così evangelizzò Gesù: “Con la potenza dello Spirito Santo insegnava nelle sinagoghe” (Lc 4,14-15). L’Apostolo conferma che l’evangelizzazione è potenza di Dio, quando dice: “La mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio” (1 Cor 2,4-5). E “il nostro vangelo, infatti, non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione, come ben sapete che siamo stati in mezzo a voi per il vostro bene” (1 Tes 1,5). “Certo, in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo, in una pazienza a tutta prova, con segni, prodigi e miracoli” (2 Cor 12,12). “Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio che opera in voi che credete” (1 Tes 2,13). L’evangelizzazione del Regno, va fatta nella potenza dello Spirito Santo, perché è lo Spirito Santo che consacra e manda il suo evangelizzatore, così sta scritto:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19).
Lo Spirito consacra per evangelizzare i poveri
4“Lo Spirito del Signore è sopra di me”. Lo Spirito Santo è sopra ogni autorità, è la massima autorità, è l’autorità delle autorità. Infatti, consacra colui che ha autorità sul consacrando. Il Messia è consacrato da Colui che possiede l’autorità, questo vuol dire “sta sopra di me”. La consacrazione dell’evangelizzatore avviene per la manifestazione della massima autorità su di lui, per la presenza dello Spirito Santo, nel cuore dell’evangelizzando, come sta scritto: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). L’amore di Dio, è l’unzione con la quale lo Spirito Santo consacra perché l’evangelizzazione non sia altro che effusione dell’amore di Dio sui poveri: “Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio”. Il mandato ad evangelizzare, più che significare un allontanarsi dallo Spirito per annunziarlo in luoghi remoti, significa la partenza dello Spirito stesso nel suo evangelizzatore, come la partenza del capitano nella sua nave; come si dice di Gesù che ritornò in Galilea con la potenza dello spirito Santo. Lo Spirito Santo è nel cuore dell’evangelizzatore. Come nessun uomo può vivere senza il suo cuore; così nessun evangelizzatore può evangelizzare senza lo Spirito santo. Senza lo Spirito Santo l’evangelizzatore non ha nessuna autorità. Il mandato, quindi, è presenza dello Spirito nell’evangelizzatore, e quella stessa presenza che lo consacra, lo conduce a compiere la sua missione e la prima missione e questa: “annunziare ai poveri un lieto messaggio”. Il Lieto messaggio non è un discorso, ma un fatto, il fatto che Dio salute, Dio guarigione, Dio liberazione, Dio esorcismo, Dio benessere è presente per il malato, l’infermo, l’oppresso, il posseduto e per chiunque crede nel Vangelo di Gesù Cristo, come il sacerdote fa presente Gesù nella ostia che consacra, così l’evangelizzatore fa presente lo Spirito Santo nell’uomo che evangelizza questo vuol dire il Regno di Dio giunto all’uomo l’evangelizzatore del Regno di Dio che non fa così, è solo un ciarlatano che intrattiene parlando del vento, un pagliaccio che fa ridere nel circo, un venditore che truffa offrendo ostriche senza perle, è l’imbroglione che in notte fredda vuol riscaldare la gente parlando del sole.
“Costituì dodici perché avessero il potere di scacciare i demoni”.
5Perche avessero il potere di scacciare i demoni. Ecco la terza finalità della chiamata. I demoni si scacciano per il potere ricevuto da Cristo: Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi. (Mt 10,1)
Per virtù dello Spirito Santo: Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio. Come potrebbe uno penetrare nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potrà saccheggiare la casa (Mt 12,28-29).
Per il potere del nome di Gesù: Giovanni prese la parola dicendo: “Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”. Ma Gesù gli rispose: “Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”. (Lc 9,49-50)
Per il potere della fede: E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni (Mc 16,17)
L’evangelizzatore è l’ostensorio dello Spirito Santo.
La desolazione nel santuario della mente.
Se non vi convertite la desolazione durerà fino alla fine[4].
Dice Gesù:
9“Troppo sgretolare di umana scienza rode come una carie i cuori dei miei ministri che non sanno esser di Dio ma del mondo, e che assorbono lo spirito del mondo e dànno al mondo il loro alito non più di Cielo. È il grande dolore del Cristo. Troppe plaghe senza chiese. Troppe chiese senza sacerdoti. Troppi fedeli senza guida. Troppi cuori senza amore.
Se Gabriele tornasse non troverebbe che ben difficilmente cuori che sapessero orare come Daniele e che accogliessero la sua parola senza vivisezionarla fino ad ucciderla per studiarla e per giungere a negarla. E non è già questo un abominio nella casa di Dio, là, dove almeno i ministri di essa, quelli almeno, dovrebbero essere luce alle turbe?
Cristo lo state uccidendo una seconda volta. Nel vostro spirito lo uccidete. E fra poco non sarete più popolo suo, ma tribù di idolatri. Non vi lamentate perciò se il Cielo è chiuso, sul vostro fermentare di abominio.
In verità vi dico che se non vi convertite al Signore Iddio vostro, la desolazione durerà fino alla fine”
“La verga ha fiorito, l’orgoglio ha germogliato”[5]
10“Mi hai rinnegato. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora. Hai sopportato la croce e le chiese come arte e come mezzo per conseguire i tuoi scopi neopagani. Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango.
Tutto il fango hai voluto conoscere e assaggiare e con gusto corrotto come quello di un immondo animale ora ti pare dolce al palato. E lussuria, prepotenza, ferocia, avidità, menzogna, corruzione, satanismo, sono i piatti di cui colmi la tua tavola. E castigo, castigo, castigo attiri su te, fabbrichi con le tue stesse mani e te lo infliggi, e invochi chi ti perde e non chiami chi ti perdonerebbe ancora.
Ho usato ancora una e una misericordia su te e ti ho avvertito di non volgere questa mia misericordia a tuo novello danno usandola con fine indegno. E una e una volta ancora avete del dono di Dio fatto un peccato usandolo con fine illecito.
Proprio come dice il Profeta: ” La verga ha fiorito, l’orgoglio ha germogliato” (Ez 7,10). Io vi avevo dato virgulto d’olivo perché lo coltivaste e vi divenisse fronda di giustizia e pace, avvisandovi che il suolo doveva esser sgombrato dall’errore perché il santo mio pollone non s’inselvatichisse nel contatto impuro e non germinasse in rami e frutti di più grande colpevolezza. Ma non avete ascoltato il Signore che ‑ Padre e Maestro ‑ vi dava
consiglio, e la fioritura è divenuta veleno, e l’orgoglio ha figliato delitto. E altro delitto seguirà, ed altri
ancora
Conseguenze apocalittiche.
11Per cui vi dico: non uno di voi sarà senza pianto. Piangerà chi possiede e chi è ignudo. Poiché chi possiede perderà e chi è ignudo più non troverà chi lo vesta. La fame, la spada, la pestilenza, vi stringeranno con le loro funi i corpi, e disperazione e terrore le anime cieche.
Sì, come ciechi sarete, camminanti nelle tenebre piene di orridi e di macerie, sapendo che ogni passo che muovete può condurvi a tradimento e morte, camminerete come su suolo scosso da terremoto tremendo. E invero la Terra trema sotto i vostri passi perché, per quanto non sia che un pianeta, è più figlia del Creatore di voi, e vede il volto irato di Dio affissare questo suolo, simile a quando guardò i figli meritevoli del diluvio[6] e del fuoco[7], e si agita, nelle sue profondità, di timore per il suo castigo.
I valori materiali e intellettuali sconvolti e dispogliati della loro giusta sostanza. Le cognizioni divenute inciampo e non aiuto; fin quella santa di Dio divenuta condanna perché conoscendolo lo rinnegate. Luce e Parola vi rimangono nella strozza senza poter scendere ad illuminare e nutrire lo spirito, poiché il laccio delle vostre perverse passioni vi impedisce di accoglierle.
Vedendo crollare gli idoli di fango che avevate eretto al posto del Dio vero, conoscerete di avere adorato immondezza e non avrete più fede. Più fede in nulla. Non nel vero, non nel falso.
E per punizione ai rinnegatori, ai senza fede, verranno loro addosso gli odiatori del Cristo Romano, gli empi della Terra, i sempre più prossimi a Satana, i demolitori della Croce, non tanto sulle cupole dei templi quanto nell’interno dei cuori che ancora portano in sé traccia del mio Segno.
L’Amministratore fedele[8].
12E tu, Pietro novello, vigila e vigila senza farti illusioni. Vero è che soffrire per il Cristo è dignità che più alta non si trova. Ma Io ti dico: ” Vigila e prega “.
In ore di grande tempesta occorre non solo avere gonfalone purpureo alto sull’albero della vela, ma che la mano di Pietro sia più che mai sana e sicura alla barra del timone. Il Disorientatore di tutto si serve per disorientare. E nelle ore di fortunale che da ogni lato si avventa per sommergere in un naufragio i valori santi, invisi ai pervertiti, basta che per un attimo la mano sia tolta, per irreparabile sventura, dalla ruota del timone, perché più forte le onde prendano di trasverso la mistica barca.
Vigila su te perché tu possa sugli altri vigilare. Pietro, ora più che mai occorre che tu mi pasca questi miei agnelli e queste mie pecorelle[9]. Non sei che tu che resti Pastore santo, e se tu cadi molti agnelli verranno condotti da pecore imprudenti fuori dai pascoli, e altri pastori di malvagie dottrine si insinueranno fin nell’interno del mio dominio per contaminarlo con le loro umane ‑ e dire umane è già misericordioso giudizio ‑ pressioni.
No. Non è questo il momento di morire per il Cristo. Questo è il momento di vegliare, difendere, istruire, fare argine a ciò che vuole entrare a corrompere sempre più ampiamente e profondamente.
E credimi, o Cristo in terra, credimi che la piaga già rode in profondo e ottenebra menti e cuori e, quel che è sventura delle sventure, spegne le lucerne che erano state messe in vetta ai monti perché illuminassero la via ai pellegrini cercanti il Cielo. Molte sono già spente, molte fumigano, molte languono, e altre si apprestano a languire. Se i fedeli sono gelidi, i pastori sono freddi, e la morte dello spirito viene per assideramento. Insensibile morte che addormenta in un sonno senza luce di risurrezione.
Pensaci, o Cristo in terra, nato a tanta sorte. E senza stancarti insisti, predica, esorta, riprendi, evangelizza. Troppi sono i templi in cui il Vangelo ha perduto valore e troppi i cuori che odono del Vangelo un suono non vero che da esso li allontana.
Sopperisci tu, come Pietro primo, alle deficienze dei ministri, e fa’ che le turbe risentano attraverso alle tue labbra la dottrina dolce, santa e salutare, del Cristo, e i non ancora uccisi si salvino e tornino a Me, e torni la pace a questa terra in cui non vi è zolla che non conosca la rugiada dei martiri.»
4. La Parola di Dio è incatenata
Conseguenze della infedeltà alla parola di Dio.
Amministratori infedeli.
1Mentre svolgevo il ministero di vice Parroco, accadde al mio paese un terremoto dove perirono migliaia di persone. Molti paeselli di montagna rimasero isolati, molte strade letteralmente inghiottite dalla terra, le valanghe fecero scomparire altri paesi, la miseria travolse comuni interi. In quell’occasione giunse la solidarietà di tutto il mondo, nazioni straniere gareggiarono nella beneficenza, mai come allora i giornali pubblicarono le somme di miliardi mandati dai paesi stranieri. Solamente con la somma del denaro ricevuto dall’estero si sarebbe potuto ricostruire tutto il danno causato dal terremoto.
Io, in qualità di vice Parroco, sensibilizzai la parrocchia e giunsi a raccogliere camion pieni di alimentari, di indumenti, di ogni ben di Dio che depositammo nella Caritas diocesana. Tanto fu nota la nostra attività, che le autorità civili diedero al vice Parroco la medaglia all’onore per la solidarietà ai terremotati.
Dopo sei mesi di questo evento, arrivò un missionario che alloggiò nella nostra comunità; mentre si cenava, ci mostrò delle fotografie scattate, nelle zone terremotate, tre giorni prima, e ci rimproverò dicendo: “Almeno da voi sacerdoti, avremmo atteso la solidarietà. Queste fotografie sono la prova che tutti voi vi siete dimenticati di noi”.
Infatti, i disastri causati dal terremoto e la miseria in cui si trovavano attualmente i terremotati figuravano nelle fotografie, nulla era cambiato dal primo giorno di terremoto. Nulla di quanto avevamo raccolto era giunto a quel luogo. Per me fu un fatto incredibile, ma le fotografie parlavano da sole. Era giorno di sabato quando appresi questa notizia, il giorno seguente, domenica, dovevo celebrare quattro messe in luoghi diversi della nostra immensa parrocchia. La liturgia della parola di quella domenica, parlava del Padre Previdente, del Dio della Provvidenza, del Signore che alimenta i passeri del cielo e veste i fiori del campo. Non potevo trovare un Vangelo migliore per dimostrare ai fedeli che Dio non abbandona i suoi figli prediletti. Sorgeva la domanda spontanea, allora perché i superstiti dei terremoti morivano ora nell’abbandono e nella miseria? Naturalmente perché il Signore ha affidato l’amministrazione della sua provvidenza ai fratelli maggiori, ai quali ha dato anche la capacità di svolgere questo compito, secondo la parabola dei talenti, quindi la situazione attuale dei terremotati era causata dalla cattiva amministrazione dei beni e non dall’abbandono della Provvidenza. Le prove di questa mala amministrazione le ricavai dai giornali che avevano pubblicato puntualmente gli aiuti ricevuti dall’estero, i miliardi che aveva distanziato lo Stato e la solidarietà giunta da tutte quante le regioni. I documenti conservati da me dimostravano che Dio aveva pensato più ai nostri fratelli terremotati che ai passeri del cielo e ai fiori del campo. Cibo e vestiti erano arrivati in quantità sufficiente a sfamare e vestire tutta quanta la nostra nazione, ma ci constava per altre fonte che navi pieni di carne, frutta e verdura venivano scaricate nell’Oceano per mancanza di mezzi per far arrivare questo ben di Dio a destinazione; ci constava anche che i figli degli ufficiali militari si vantavano dei loro genitori che ritiravano dalla Caritas le stoffe migliori e i vestiti di lusso che quella razza sottosviluppata non avrebbe saputo usarne. Questo si chiama inganno, truffa e cattiva amministrazione e non mancanza di Provvidenza di Dio. La provvidenza non si è mai fatta attendere; ma se i nostri fratelli periscono nella miseria, noi chiediamo conto agli amministratori ed il popolo ha diritto di sapere dove è andato a finire tutto quel ben di Dio. Inoltre abbiamo diritto di sapere dove sono andati a finire i camion di Provvidenza che noi abbiamo depositato alla Caritas; vogliamo che le autorità civili e le autorità religiose rendano conto di questa cattiva amministrazione che non è altro che furto dei beni che appartengono ai poveri.
Il popolo rimase sbalordito del mio discorso e credete solo dopo che mostrai le fotografie delle rovine del terremoto scattate tre giorni prima della domenica in corso. Decidemmo quindi organizzare una marcia di preghiera per chiedere giustizia ed esigere trasparenza. Ma l’autorità civile mi giocò di contro piedi. Il giorno dopo, era lunedì, prima delle cinque del mattino, bussarono alla porta, uscii per vedere: era la polizia segreta dello Stato. I poliziotti mi dissero: ” Qui, Tra voi, c’è un sacerdote straniero che ha parlato, durante le messe, contro le autorità civili e religiose e vogliamo sapere chi è!”
Io risposi: “Se è quello che ha parlato a favore della Provvidenza di Dio e del suo Popolo derubato, truffato e deriso dagli stessi cappi del popolo, quello sono io”.
“Ci accompagni in questura” Mi dissero.
Io chiesi: “datemi il motivo del mandato”.
Risposero: “Accuse offensive alle autorità pubbliche”,
Risposi: “Io vengo con voi, a condizione che voi e le autorità maggiori mi accompagniate in televisione per sbattervi in faccia le prove che dimostrano la cattiva amministrazione dei beni raccolti a favore dei terremotati del nostro paese. Il popolo esige giustizia e le nazioni sappiano il fine che hanno fatto la loro generosa donazione”.
I poliziotti dopo essersi consultati mi dissero: “Senta, ad ogni modo, lei si tenga pronto, noi torneremo fra poco, ci attenda insieme al suo Superiore” e se ne andarono.
Passarono le ore ed io mi dimenticai del fatto. Verso le dieci, il Superiore mi chiama e mi comunica: ” abbiamo deciso di mandarti all’estero a prendere la laurea in Teologia, parti oggi stesso a congedarti dai tuoi familiari, noi ti faremo chiamare per la partenza all’estero”.
Così dovetti partire subito per il mio paese.
Il giorno dopo l’arrivo a casa dei miei, giunse il telegramma invitandomi a ritornare immediatamente perché il biglietto era stato già pagato e l’aereo, già prenotato.
Ritornai, arrivai in tempo, presi l’aereo e partii all’estero a prendere la laurea in Teologia. Mentre il mio aereo sorvolava la città, mi ricordai dell’appuntamento con la polizia segreta dello Stato. Sorse in me la domanda: Perché stavo viaggiando all’estero? Era vero che mi mandavano a prendere la laurea in Teologia? O mi stavano facendo sparire dal paese perché la verità non venisse a galla?
Come è facile incatenare la parola e soffocare il Vangelo nei paesi dove la religione è venduta allo stato, dove la fede è schiava della scienza, dove la verità è serva della politica, dove la ingiustizia ha la meglio sulla misericordia, dove l’amore è sesso, la verità menzogna, dove la violenza è legge del più forte, dove il messaggio di Cristo è amministrato da un concordato con lo stato, dove il cristianesimo è religione di Stato, dove il regno unito ha preso il posto del Regno dei Cieli, dove la cittadinanza delle nazioni ha preso il posto della cittadinanza celeste. Si salvi chi può!!!
Venduti al miglior offerente.
2Arrivato all’estero e matricolato all’università alloggiai in un convento dell’ordine; mi affidarono la celebrazione domenicale di mezzogiorno frequentata dal fior fiore dei cristiani ricchi di quella città.
Nei giorni d’inverno di quell’anno, alcuni zingari che abitavano nella periferia della città morirono colpiti dal freddo. Nelle stesse periferie era istallata la caserma dell’esercito dove tutti gli strumenti di guerra erano conservati e ben protetti in grandi comodi magazzini.
La domenica corrispondente al lutto degli Zingari, il Vangelo parlava della non violenza. Presi lo spunto dagli zingari morti a causa del freddo e cioè morti perché non avevano un tetto a proteggerli dal freddo; feci notare come mai quegli strumenti di guerra avevano un tetto, forse che un carro armato vale più di un figlio di Dio? Forze uno strumento di guerra è più degno di uno zingaro per meritare la protezione che si nega all’uomo-zingaro? Forse Gesù Cristo e morto per gli armamenti e non per gli zingari?
La morte di questi zingari ricadde sulla coscienza dei cristiani che rendono culto agli idoli della guerra e grida vendetta sulla cristianità che con la canna dei fucili brucia incenso al dio della violenza, anziché con la mitezza dei suoi fedeli adorare solo il Dio della pace.
Dio ha creato ogni bene per l’uomo ma non ha creato le armi. Gli armamenti non sono doni che scendono dal cielo, sono invece vomiti che salgono dell’inferno perciò proteggere o custodire questi mostriciattoli che seminano morti è culto di idolatria che il Dio della pace detesta e maledice. Non è lecito creare le armi per uccidere l’uomo, è un furto all’umanità distanziare capitali per produrre armamenti; l’uomo ha bisogno di pane, non di pallottole; il malato ha bisogno di medicine, non di missili; il contadino ha bisogno di trattori agricoli, non di carri armati; la città ha bisogno di servizio civile non di servizio militare; l’umanità ha bisogno di esperienze di pace per seminare vita, non di esperimenti nucleari per seminare morte…”
Mentre così evangelizzavo, un uomo, molto distinto, si alzò dal suo posto, e marcando forte i passi, uscì dalla Chiesa e se ne andò sbattendo violentemente la porta.
Continuai il discorso e, finita la messa, mi recai in sagrestia dove mi attendeva il Superiore del convento. Sembrai un condannato a morte davanti al suo giudice; un delitto grande dovevo aver commesso per meritare tale rimprovero che concluse dicendo: ” sono obbligato a rimandarti nel tuo paese; ma perché tu non interrompa i tuoi studi, ho deciso sospenderti da ogni culto pubblico. D’ora in poi sei obbligato a celebrare in privato nella tua cella. Per santa obbedienza, fino a un nuovo ordine, non parlerai in pubblico”.
Io domandai: “Reverendo Padre Guardiano nonché legittimo superiore mio, mi spieghi, per carità, la ragione di questa sua decisione “.
Mi rispose: ” il signore che è uscito, durante il tuo sproloquio di cattivo gusto, era niente meno che il Generale dell’esercito, in visita alla caserma di sua giurisdizione, capisci?”.
“Ho capito, dissi, ma Reverendo Padre, nella chiesa non comanda il generale!”.
” Eppure, disse il Guardiano, il generale vuole che tu te ne vada”.
” No Padre Guardiano, il generale vuole che non si dica la verità “.
” Basta, mi disse, tu taci e obbedisci! “.
“Reverendo Padre Guardiano, Cristo gradisce l’ubbidienza intelligente e non l’ubbidienza stolta; perciò ubbidisco da figlio di Dio, non da asino del vostro cortile. Conseguentemente spronato dalla forza dell’amore che è la verità, dico a Lei che è un venduto al Maligno, perché, in questo caso, Lei non obbedisci a Cristo, ma ad un apostolo dell’inferno; lei non si sottomette al Figlio di Dio cioè a Gesù Cristo, ma si consegna al figlio del diavolo all’Anticristo, perché chiunque si oppone al Cristo nella verità, nella amore, nella Pace è un Anticristo “.
Naturalmente fu un miracolo che il Guardiano non mi cacciò; tuttavia per molto tempo dovetti celebrare la messa nella mia stanza e per me fu una fortuna, perché ero un carcerato, la parola era incatenata ed io il suo prigioniero, prigioniero per la parola di Cristo, per il Vangelo della pace e della libertà. Basta dire la verità per essere perseguitati.
E’ facile incatenare la Parola quando chi l’amministra si vende al miglior offerente; è un divertimento incatenare la Parola quando chi la proclama cerca la propria gloria; è un vantaggio incatenare la Parola quando chi la diffonde è schiavo del capriccio degli uomini; è semplice incatenare la Parola quando anziché obbedire a Dio, anziché obbedire a Cristo, si obbedisce all’uomo, semplicemente all’uomo.
Ma la Parola non può essere incatenata da nessuna autorità umana; l’autorità umana può incatenare l’Evangelizzatore ma non la Parola.
La parola senza spirito è morta.
3Il fallimento dell’Evangelizzatore a causa della Parola incatenata, non vuol dire trionfo delle persecuzioni, ma ben altro: la parola è incatenata nella natura stessa della parola, mi spiego: Dio creò tutte le cose con la Parola, ecco l’autorità, la libertà, il potere creativo, la natura della Parola.
Dio disse al profeta Ezechiele: ” profetizza sulle ossa aride “. Ed Ezechiele parlò, profetizzò e le ossa ebbero vita. Ecco l’autorità della parola.
Dio disse a Mosè: ” profetizza la roccia “. Mosè parlò alla roccia e la roccia diede acqua. Ecco la potenza della parola.
Pietro disse: ” Enea, Gesù Cristo ti guarisce “. Pietro parlò, Enea guarì. “Tavita, disse un’altra volta Pietro, alzati! e la morta risorse ecco la natura vivificante della Parola.”
In nessun di questi casi si dice: ‘impose le mani, toccò con le mani’, ma bensì, parlò!’. Quando diciamo che il fallimento dell’Evangelizzatore, viene dalla parola incatenata’, ci riferiamo alla parola senza autorità, senza potere, senza natura divina senza Spirito; ci riferiamo alla parola diventata fiato debole, soffio di vento, tintinnio di cembalo, risuono di bronzo che non giova a nulla, perché non comunica vita.
La parola è spirito e vita.
4La parola è spirito ed è vita, questo spirito è incatenato, questa vita è morta nell’Evangelizzatore contemporaneo, nell’Evangelizzatore scolastico, nell’Evangelizzatore prodotto in Seminario, e fin quando questo spirito sarà incatenato non potrà dare vita e l’evangelizzazione sarà sempre un fallimento e l’Evangelizzatore un uomo fallito, un prete mancato, un anti testimone, un anti messia, un anticristo.
La parola è potenza dello Spirito per liberare, per guarire, per rinnovare, per ricreare: questa autorità non esiste nell’Evangelizzatore di ora. Dove è il vescovo che parla con autorità, come Mosè e dai cuori impietriti fa sgorgare l’acqua viva? dove è il cardinale che comanda come Pietro e i morti nel peccato risorgono, i paralitici delle virtù si alzano?
Fratelli vescovi, convertitevi e credete alla potenza della Parola, altrimenti la vostra missione non si compie in pieno; la vostra missione di confermare i fratelli avviene solo dopo una conversione alla Parola, come ha detto Gesù: ” Simone, dopo che ti sarai ravveduto, conferma i tuoi fratelli, dopo che ti sarai convertito conferma i tuoi fratelli, dopo che avrai creduto, conferma i tuoi fratelli.”
Come potete confermare un’esorcista, se voi non esorcizzate per primi con la potenza dello Spirito di Dio che si manifesta nella parola? Come potete confermare i veggenti o i profeti di Dio, se voi non avete lo Spirito di profezia? Se voi non avete lo Spirito di discernimento? La prova che non avete questo spirito sta nel fatto che per verificare veggenti o profeti fate ricorso a psicologi, a psichiatri, a Teologi, insomma fate ricorso alla scienza umana e dopo il loro verdetto decidete sull’autenticità o meno del veggente o del profeta o del fatto soprannaturale.
Stolti e ciechi, affidate alla scienza umana il discernimento delle cose soprannaturali, ma non avete ancora capito che l’uomo animale non può comprendere le cose soprannaturali? La scienza umana non può giudicare la sapienza soprannaturale, perché non la comprende: Come potete confermare i taumaturghi e gli operatori di miracoli se voi non credete nemmeno al miracolo? O pastori infedeli, colui che vi ha detto: ‘fate questo in memoria di me’, forse non ha detto anche: ‘guarite i malati, operate i miracoli, esorcizzate i demoni, fate risorgere i morti?’ Come mai allora non fate queste opere con la stessa facilità con la quale fate scendere Dio sul pane? Con la stessa facilità con la quale convertite il vino nel Sangue di Gesù?
Stolti e ciechi, avete Dio in mano, ma, intorno a voi ci danzano i diavoli, ballano i demoni sull’altare consacrato del cuore dei vostri fedeli; avete Dio in mano e i virus, i microbi, i morbi pullulano intorno al vostro altare. Avete Dio in mano, intanto regna la corruzione, trionfa la mostruosità e la guerra semina i morti perché avete un Dio incatenato, incatenato dalla vostra incredulità, incatenato dalla vostra scienza umana, incatenato dai vostri titoli blasfemi, incatenato dalla vostra esaltazione superba.
Fratelli vescovi convertitevi! Voi siete per noi i vicari di Cristo, voi siete per noi i veri apostoli di Gesù Cristo, voi rappresentate per noi: Pietro, Paolo; come tali fate le opere di Cristo, fate le opere degli apostoli, fate le opere di Pietro, fate le opere di Paolo.
Si dice che, al passaggio di Pietro, i malati venivano deposti, all’ombra dell’Apostolo e l’ombra di Pietro guariva i malati. Si dice che sui malati di quei tempi veniva imposto il fazzoletto di Paolo e il fazzoletto di Paolo guariva i malati.
Voi sareste ben meno dell’ombra di Pietro, se non fate le opere di Pietro; voi sareste ben meno del fazzoletto di Paolo, se non fate le opere di Paolo ma, di fatto, non le fate e mancate al vostro dovere apostolico perché non a parole hanno evangelizzato gli apostoli, ma con potenza di Spirito Santo e miracoli, perché la fede non sia fondata sulle parole, ma sulla potenza dello Spirito Santo.
Discepoli di Minerva.
5Fratelli vescovi, convertitevi e credete al Vangelo per la vera nuova evangelizzazione del mondo. Voi siete responsabili della situazione anomala dell’evangelizzazione contemporanea, perché avete permesso che venisse soffocata la potenza della parola sotto la valanga delle troppe scienze umane. Tutte le scienze hanno trovato posto nelle vostre università, ma per la scienza che salva il mondo non c’è posto, non esiste una facoltà di evangelizzatori veri di Gesù Cristo. Tenetevi pure le vostre facoltà, ma non trascurate l’unica facoltà che può salvare il mondo: la facoltà di evangelizzazione. Forse, con le scienze e la cultura umana, Gesù Cristo ha salvato il mondo? O, invece, con la predicazione del Vangelo che è stoltezza per i falsi sapienti e scandalo per i falsi credenti? Cristo ha affidato a voi la cattedra delle scienze o la potenza del suo santo Spirito? Voi siete discepoli di Cristo e non di Minerva.
Fedeltà alla Parola[10].
Il vero fedele.
Dice Gesù:
6«Ho detto: “Se rimarrete fedeli alla mia Parola sarete veramente miei discepoli, conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi[11]“.
Rimanere fedeli alla mia Parola vuole dire essere fedeli al Cristo, perché la Parola del Padre è Gesù Cristo, Redentore vostro. Perciò rimanendo fedeli alla mia Parola rimanete fedeli alla eterna Trinità Nostra, perché se amate il Verbo amate anche l’origine di Esso e amando Esso amate anche lo Spirito Santo che ha, insieme al Padre, provveduto a mandare il Cristo in terra per darvi la Dottrina di Vita e la Redenzione.
Ecco perché non è vero fedele colui che ama Me e non ama la mia Origine e non ama il mio Fattore: l’Amore; perché è l’Amore che ha generato il Cristo ai viventi, come il Padre ha generato il Figlio‑Verbo[12], è l’Amore che ha generato all’uomo il Redentore unendo le due nature divina e umana in un unico nodo di fuoco dal quale è venuto al mondo la Luce vera.
Colui che ama Uno solo della Triade Santa e non ama gli Altri Due, colui non è un vero fedele e manca verso la Carità e la Fede. Mancando verso la Fede manca anche verso la Verità, perché mette in dubbio la Verità che Io sono venuto a portarvi e si rifiuta di conoscerla mettendo un impedimento alla sua intelligenza.
Come lo mette? Rifiutando Dio. Perché Dio è Carità, e chi tanto poco conosce la carità da essere incapace di amare ciò che Dio ha fatto e ciò che Dio ha donato, come può dire d’essere in Dio? E se non è in Dio così come figlio in seno del padre, come può avere in sé la capacità di intendere il soprannaturale linguaggio del Padre?
Conseguenze dell’infedeltà.
7Vedete come l’essenza della Fede sia come un cerchio meraviglioso che non conosce interruzione e vi cinge di un unico abbraccio vitale? Ma se voi violentemente lo rompete per superbia della mente, per durezza di cuore, per pesantezza di carne, ecco che allora esso presenta una lacuna che nessuna ragione umana è capace di colmare.
E succede di voi quello che sempre succede. Che voi precipitate fuori dal baratro aperto dal vostro volere che non accetta con semplicità di pargoli ciò che la Bontà vi dice di credere, e nel vostro precipitare non vi fermate al fango della terra. Sarebbe già una colpa, perché voi siete stati fatti per il Cielo e non per sporcare l’anima nel fango della terra. Ma precipitate oltre la terra, nei regni di Satana, perché chi vive avulso da Dio, dalla sua Parola e dal suo Amore, uccide in sé la Vita e il suo essere è alimento per il fuoco orrendo dove s’aggira l’Odiatore di Dio.
Credete pure, figli miei, che basta respingere una parte di Verità per fare il caos in voi. Che basta accogliere un vero di meno della mia dottrina perché si sconquassi tutto l’edificio della Fede e voi vi troviate come fra le rovine di un palazzo crollato, pieno di baratri e di pericoli.
Ora il mondo moderno non fa proprio così? Non sceglie dal mio parlare ciò che più gli fa comodo e non rifiuta il resto? Non crede forse a singoli punti negandone altri? Ma, figli del mio amore, riflettete. Posso Io essere venuto a dirvi parole inutili? Menzognere? Impossibili a credersi e a mettersi in pratica?
Appello alla fedeltà.
8No, creature del mio dolore. Io non ho detto una parola sola che sia inutile e non la dico. Non ho detto una parola sola che non sia vera e non la dico. Non ho detto una parola sola che sia impossibile allo spirito ‑ dico allo spirito che è generato da Dio, parte di Dio stesso chiusa in voi[13] ‑ che lo spirito non possa credere. Io non ho detto una parola sola che voi non possiate praticare, sol che vogliate farlo, perché Io sono Intelligente, Giusto, Buono, e non do ordini stolti, pesi superiori alle vostre forze, né ho esigenze che per la loro severità siano in contrasto con la bontà.
Siatemi fedeli, cari figli. Accettate la mia Parola senza volerla sindacare, e dove la vostra debolezza non giunge a capire volgetevi a Me: Luce del mondo[14].
Per la milionesima volta Io, Dio, vi assicuro che non voglio la vostra rovina ma la vostra salvezza, e come chioccia trepida della sua prole Io vi tengo sotto il mio abbraccio perché mi preme la vostra eterna vita. Non uscite dal mio abbraccio. Io fedele ai miei figli e voi fedeli a Me.
Come sarà bello il giorno in cui, dopo esserci amati, attraverso a tanta distanza d’etere, voi verrete a Me per sempre e ci potremo amare in sempiterno: luci tornate alla Luce; vite tornate alla Vita; spiriti tornati allo Spirito; figli tornati al Padre; esuli tornati alla Patria; eredi di un Re assunti al regno del vostro Iddio, Re dei re e Signore dell’Universo.»
5. I cristiani in pasto agli spiriti immondi.
Trionfo degli spiriti immondi.
Ritorno degli spiriti immondi
1Dice il Signore: “Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima“ (Lc 11,24-26).
Durante il rito del battesimo, si fa una preghiera di esorcismo sul battezzando perché lo spirito immondo esca e non abbia potere sul nuovo cristiano. Così il cristiano diventa tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in lui e regna sovrano finché la volontà dell’uomo glielo permette. Se tutti i Cristiani fossimo rimasti fedeli al nostro Battesimo, saremmo oggi alla fioritura dei frutti dello Spirito e cioè raccoglieremmo dal cristianesimo: amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, dominio di sé, verità, giustizia, misericordia e tutte le altre virtù; invece, con amaro dolore, costatiamo che dal cristianesimo stiamo raccogliendo, oggi più che mai, le opere della carne annunziate da S. Paolo: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregoneria inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezza, orge, violenza, odio, stupro, incesti, impurità, libidine. Il cristianesimo è ritornato al vecchio paganesimo; i cristiani sono diventati temerari, arroganti, bestemmiatori, come animali irragionevoli contaminano il proprio corpo nella omosessualità, stimando felicità il piacere d’un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna avvolti nella pornografia e il nudismo; si dilettano dei loro inganni , si vantano dei loro crimini; fanno pubblicità delle loro stregonerie, magie e satanismo; si consacrano pubblicamente a Satana e sono fieri dei loro riti demoniaci; hanno gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, usurai impenitenti hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo le vie dello spiritismo, del sesso, della violenza e la corruzione. Ha ragione l’Apostolo Pietro quando dice: “Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo precetto che era stato loro dato. Si è verificato per essi il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago” (2 Pt 2,20-22).
Spiriti Scimmiottatore della SS Trinità.
2Gli spiriti immondi Sono ritornati a possedere i corpi dei Cristiani e ora rischiamo di esperimentare una fine peggiore di quella del tempo di Noè o peggiore di quella di Sodoma e Gomorra. Siamo al colmo dell’ignoranza perché per mancanza di conoscenza e di discernimento gran parte della cristianità e incluso gruppi di preghiera sono guidati da spiriti immondi incarnati nel corpo umano.
Fratelli Vescovi il vostro gregge è in pasto agli spiriti immondi e voi non vi accorgete? Le pecore che il Signore vi ha affidate sono ora sbranate de spiriti demoniaci e voi non vedete? Le anime comprate col Sangue del Redentore e consegnate alla vostra guida, ora gridano oppressi dal Principe di questo mondo, urlano torturate dai servi consacrate a Satana e voi non sentite? Siete veramente divenuti cani ciechi, sordi e muti! Questo mio linguaggio sarebbe offensivo e giustamente punibile, perché irriverente, se non fosse vero, perciò ve ne mostro le prove.
Durante il mio lungo peregrinare nel mondo, entrai a far parte di un Movimento guidato da una profetessa. Gesù parlava nel suo cuore e quindi per locuzione interna accoglieva i membri e li inseriva nel Movimento. Così fui accolto festosamente e Gesù mi diede il ruolo dell’unificatore, il mio compito fu di visitare e radunare i profeti dispersi nel mondo e raccogliere la messaggistica
Con colombina semplicità e cioè senza neanche tentare un discernimento e con sottomessa docilità, in ginocchio accolsi il mandato e con cieca ubbidienza subito parti a compiere la mia missione. In pochi mesi feci il giro del mondo carismatico dell’Europa occidentale (Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Austria e Italia) e tornai al Centro con grande quantità di profezie e rivelazioni private contemporanee. Mi ricevettero come a un vincitore; si congratularono vivacemente con me e ricevuta la messaggistica la archiviarono subito e nello stesso momento mi congedarono, augurandomi un felice ritorno carico di nuovi messaggi.
Le spese della ricerca la feci per conto mio e quella notte dovetti dormire in albergo, pagando di persona l’alloggio. Il giorno dopo ritornai al Centro per chiedere una copia di uno dei messaggi che mi piacque molto, ma che per motivi diversi non finì la lettura, ma mi fu vietato di accedere all’archivio e mi fu proibito di avere alcuna copia dei messaggi, ai miei interrogativi risposero dicendo che quella era le leggi del Movimento a riguardo dell’archivio e visto che la legge era eguale per tutti dovevo osservarla anch’io. Fece osservare che la carità sta al di sopra delle leggi umane e dove per amore alle leggi si pecca contro la carità, là non c’è Dio e detto questo me ne andai.
Quando stavo facendo il secondo giro per la raccolta delle rivelazioni, mi arrivò la notizia che al Centro giunse un profeta nuovo per mezzo del quale parlava Dio-Padre e che la nostra profetessa per la quale parla Dio-Figlio e cioè Gesù Cristo, lo accolse con questa locuzione: “Il Profeta è giunto a casa sua”. Quindi fu accolto festosamente. Siccome in quel Centro non avevo trovato carità, non potevo ammettere che fosse la casa del Padre, ma perché non mi era consentito discernere, non azzardai nessun giudizio. I due profeti entrarono in sintonia stupefacente a tal punto che i membri del Movimento rimaneva sbalorditi. La Profetessa di Dio Figlio, abitava in una città lontana 900 chilometri dal centro dove il profeta del Padre fu accolto ed operava. Fatto sta che Dio-Figlio, attraverso la sua profetessa, trasmetteva un messaggio che poi completava Dio-Padre per mezzo del suo Profeta. Il movimento era orgoglioso di sentirsi guidato e istruito, nei misteri sconosciuti, dallo Spirito del Figlio e dallo Spirito del Padre.
Non molto tempo dopo, arrivò un terso Profeta dicendo di essere il portatore dello Spirito Santo e dimostrava ciò con la profondità dei suoi messaggi e l’equilibrio la dolcezza e l’ortodossia, per dire così, della sua dottrina in rapporto con quella del Padre e del Figlio. Era colui che portava alla pienezza e a compimento i messaggi del Figlio e del Padre. Con l’arrivo di questo Profeta il movimento toccò le stelle, arrivò al massimo delle rivelazioni. Io avevo dei sospetti, ma non erano ben fondati e perciò mi limitavo a dire: “Nel giardino dell’Eden Dio piantò l’albero della conoscenza del bene e del male; ma nel giardino del nostro Movimento noi coltiviamo l’albero della cuccagna”.
Tutto filava dritto con segni e prodigi e dimostrazione di alta spiritualità, finché un giorno mi toccò fare d’autista e portare il profeta del Padre in un viaggio lontano. Lungo il viaggio questo profeta del Padre con mistificate insinuazione a palesi provocazioni arrivo a proposte sessuali che io scandalizzato rifiutai, richiamandolo con molta autorità a una condotta Cristina e a un comportamento degno del ruolo di profeta. Lui si scusò giustificandola piccola debolezza.
Nel frattempo arrivò al Centro una giovane profetessa, insieme ai suoi apostoli, dicendo di essere la sposa del Regno, portatrice della liberazione e la guarigione. Infatti, nell’incontro di preghiera per mezzo dell’imposizione delle loro mani, guarivano i malati. Ciò era la prova lampante della loro missione e dimostrazione del loro carisma. Anche questa carismatica fu accolto nel Movimento insieme al suo collegio apostolico con grande gioia da parte dei profeti. In un incontro di comunità scoprì che la carismatica, detta sposa del Regno, era l’amante dei suoi apostoli. Infatti, quando la vidi al letto abbracciata a un suo apostolo, mi rivelò il secreto della loro missione. Loro erano precursori di un regno nel quale tutti gli uomini saranno re e le donne regine che sposeranno più re, all’inverso dell’antico testamento dove i re sposavano più regine. Io non digerì bene questa novità, ma né anche protestai perché furono accolti per locuzione divina dei profeti principali. Come potevo io oppormi alla volontà di Dio? Certo che facevo lo struzzo con la mia logica asinina, perché davo per scontato la premessa maggiore, cioè che senza aver fatto discernimento, davo per scontato che Dio parlasse per suddetti profeti.
In tanto il profeta dello Spirito Santo, radunò intorno a sé dodici apostoli e ad ogni apostolo consegnò una mistica sposa e in unione col mistico sposo avrebbero dato origine al regno di Dio sulla terra. Perché il mio compito era quello di raccogliere i messaggi e rivelazioni, chiesi il contenuto del messaggio sul regno messianico al profeta dello Spirito Santo. Questa volta fui più astuto della volpe, sicché prima di consegnarlo al Centro lo lessi per filo e per segno. Tra un susseguirsi di eresie arrivai a leggere anche il colmo delle stupidità sataniche, il colmo dell’inganno diabolico, frutto dell’ignoranza dei concetti divini sul Regno che viene. Secondo queste rivelazioni il regno sarebbe venuto per generazioni di figli nuovi concepiti in modo nuovo per rapporto sessuale di copie nuovi. Ma la novità consisteva nel fatto che l’uomo e la donna consacrati a Dio sarebbero divenuti santi e i figli di queste coppie sante sarebbero poi i figli del regno. Ma, il nodo grosso dell’errore stava nel fatto che ogni donna, data in sposa all’apostolo del regno, doveva far il primo rapporto sessuale col profeta dello Spirito Santo, perché lui era mandato ad aprire la porta del regno. Tale rivelazione, per non dire aberrazione, non poteva venire che dall’Inferno. Io apri gli occhi e non mi fidai più delle locuzioni della Profetessa fondatrice del Movimento, ma investigai personalmente sulla vita dei così detti profeti e venne a scoprire che la sposa del regno era semplicemente una medium che praticava riti satanici, insegnando che Satana si sarebbe convertito se tutti lo avessimo amato con vero amore, perché lui sarebbe il figlio prodigo e col suo ritorno alla casa del Padre, l’inferno sarebbe finito. Il profeta del Padre era uno stregone che evocava le forse delle tenebre con digiuni e penitenze e peccati che qui non riferisco. Ma il colmo della situazione fu che il profeta dello Spirito Santo si dichiarò di essere lui stesso lo Spirito Santo. A questo punto me ne andai dal Movimento, nonostante che detto Movimento fosse stato già riconosciuto da un Vescovo e la prima opera scritta dalla fondatrice fosse stata pubblica con l’imprimatur del Vescovo e erano dodici sacerdoti, dotti e intelligenti, membri attivi col ruolo di discernitore dell’opera. Come mai non si accorsero della presenza di questi spiriti immondi?
Quando il fumo di Satana avvolge l’uomo, la verità diventa menzogna e la menzogna verità perché i sensi sotto la suggestione di Satana alterano le loro facoltà, la mente si acceca, il cuore si indurisce, la volontà si indebolisce e l’uomo come in stato ipnotico segue fedelmente il suo dirottatore infernale. Chi ha un cuore simile al cuore mite e umile di Gesù si accorge dell’inganno e agisce di conseguenza. non accettare mai più fatti del soprannaturali senza un dovuto e legittimo discernimento, così infatti dice la Scrittura: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1 Ts 5,20-21), altrove dice: “Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo” (1 Gv 4,1) “E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo” (Fil 1,9).
Lo scimmiottatore dello Spirito di Gesù
3C’era in ontano paese una mistica di alta spiritualità. Cristiana cattolica osservante fino allo scrupolo. L’inizio della sua missione fu molto drammatico. Il parroco non volle accettare le sue rivelazioni, i fedeli non vollero vederla nel culto liturgico; un brutto giorno, trovandosi in chiesa, la bastonarono a sangue e la cacciarono definitivamente dalla comunità parrocchiale. Docile a una rivelazione ricevuta digiunò quaranta giorni, da allora in poi cominciarono i prodigi e aumentarono le rivelazioni. Nel suo gruppo di preghiera ebbe la prima comunione mistica, tutti videro apparire un’ostia sulla lingua mentre lei era in estasi. Una domenica al mese dedicava un culto di preghiera al popolo; quella celebrazione era guidata dalla carismatica e assistevano fedeli di tutto il mondo. Durante il culto ho assistito a guarigioni miracolose, a liberazioni ed esorcismi senza numero, alla moltiplicazione di prodigi soprannaturali come il miracolo del sole, la danza delle stelle, le apparizioni di ostie, apparivano ostie di diverse dimensioni e forme, le immagini sanguinavano in modo prodigioso, la terra si macchiava di sangue, avveniva la moltiplicazione del pane, dei pesci, dell’olio. Mediante la carismatica ascoltavamo le voci del cielo, per mezzo di essa parlavano i santi, gli angeli, la Vergine Santissima, il Signore Gesù, dando al popolo insegnamenti di una spiritualità celeste. Il popolo trasaliva di esultanza e una grande gioia invadeva il cuore dei presenti. Il buon frutto spirituale del centro era tale che gli stessi sacerdoti rimanevano edificati. Molte volte durante la celebrazione l’ostia, in mano ai sacerdoti, diventava carne grondante sangue e il calice si riempiva di sangue vero, questo succedeva alla presenza di numerosi Sacerdoti concelebranti. In tanto non mancarono difficoltà e incomprensione da parte del mondo del mondo laico a queste si aggiunsero persecuzioni religiose fino alla scomunica del luogo di apparizioni da parte del vescovo cattolico della diocesi.
Allora il Patriarca ortodosso di quel paese, giunse al luogo di apparizioni, lo approvò e ne stabilì la sua sede patriarcale; la carismatica consegno al Patriarca l’amministrazione generale del luogo, mettendo anche i tesori del santuario a servizio del Patriarcato. La carismatica e parte della comunità si fecero ortodossi; poco tempo dopo fu dichiarato luogo di culto esclusivamente ortodosso, fummo cacciati via i preti cattolici e chiunque volesse rimanere cattolico. La carismatica, per la stima che conservava verso la mia persona, mi trattenne ancora parecchio tempo nel santuario, perché la mia ascendenza sui fedeli cattolici era considerevole; anche perché oltre di essere sacerdote ero religioso e ciò contava molto per il patriarca che d’accordo con la carismatica mi offrì il patriarcato della nazione vicina, sentita la mia risposta negativa, la carismatica mi offrì molto denaro e ingente quantità di beni immobili per la sicura prosperità del patriarcato propostomi, secondo lei, per volontà della Provvidenza.
Io mi rifiutai senza mezze misure, facendo capire che non andavo a caccia di potere, ne avevo la minima intenzione di vendere la chiave di Pietro per tutto l’oro del mondo, ne pensavo barattare le orme del Maestro con titoli e cariche frutto di tradizioni umane. Nulla seduce a chi possiede la consapevolezza di essere discepolo del mite e umile Maestro Gesù di Nazaret. Questa mia risposta fu un fulmine a cielo sereno sul capo del Patriarca e la sua profetessa, la quale con finta cordialità mi invitò ad assistere al culto serale prima di andarmene via. Dico finta cordialità, perché fu la conclusione della risposta a una mia ultima domanda: Perché lei, illuminata e guidata dal cielo, come era, avesse commesso lo sbaglio di cambiare religione, tradendo in certo modo la Chiesa cattolica. Non è uno sbaglio, nemmeno un tradimento, mi disse, la mia è una scelta perché la chiesa cattolica è divenuta appostata, ha rinnegato i luoghi santi dove il cielo si manifesta, perseguita i veggenti, uccide i profeti, ha sancito un patto con la Bestia e il suo Profeta, ha sigillato un’alleanza con il mondo, e chiunque si fa amico del mondo si dichiara nemico di Dio, perciò ha perso il potere divino e l’autorità carismatica e il diavolo balla nelle chiese e satana marcia in mezzo alla Gerarchia… A conclusione mi invitò ad assistere al culto liturgico serale… La preghiera fu molto intensa, non mancarono le prove per cui si doveva dedurre che lo spirito che scendeva dal cielo a guidare la preghiera di quella sera fosse lo Spirito di Gesù. La carismatica in estasi di Gesù, venne e si fermò davanti a me, mi guardò negli occhi e mi domando: “Chi sono Io?”. Io lo guardai a lungo e rispose: “Non ho mai fatto discernimento per sapere chi sei”. Mi disse ancora: “Tanto tempo sono con voi e tu non mi conosci?”. Domandai a mia volta: “Come faccio a conoscere chi non vedo mai?”. Mi replicò: “Non sai che dal frutto si conosce l’albero?”. Presi la domanda al balzo e affermai: “Proprio quello che so, che un albero di unità non può portare frutto di divisione e ora stiamo masticando, in questo luogo, l’amaro frutto della divisione, quindi l’albero non è buono”. Facendo finta di non capire l’allusione, mi disse: “Ti do ancora questa opportunità, fai il tuo discernimento e confessa a tutti che Io sono Gesù e dà testimonianza di me”. Io dissi: “Il frutto che stiamo raccogliendo or, ora in questo luogo è cattivo, quindi l’albero che lo produce è cattivo, se questo albero sei tu, non ti conosco”. Con gli occhi lampeggianti d’ira, e pieni di odio mi urlo: “Ah! ah! Tu non mi conosci e non confessi che sono Gesù? Allora impara a credere ed accettare la mia volontà! E mi propinò uno schiaffone da buttare per terra un robusto bufalo, povero me! traballante mi rialzai, fissai negli occhi la carismatica e ben convito dissi, allo spirito che la possedeva: “Oro ti conosco e sono sicuro che non sei Gesù di Nazareth e non voglio condividere con te manco la polvere di questo luogo”. E scuotendomi la polvere dei miei vestiti me ne andai senza più ritorno.
Sotto il grano germogliò la zizzania.
4Lascio alcune domande per la storia: Perché il parroco permise che i suoi fedeli bastonassero questa veggente fino al sangue dentro la chiesa? Perché il Vescovo di quella diocesi, senza essere mai andato di persona a quel luogo e senza avere mai chiesto a noi le prove delle autenticità dei miracoli, e senza interpellare la comunità, già allora numerosa e di evangelica spiritualità, condannò la carismatica, condannò il luogo e con il luogo i fedeli che assistevano a pregare, fare penitenza, digiuno e opere di misericordia? Perché una carismatica giudicata vera da centinaia di sacerdoti che arrivavano da tutto il mondo, ora cambiava di colpo religione? Perché quel luogo considerato santo, dove avvenivano veri miracoli, vere guarigioni, veri esorcismi e vere conversioni, ora era diventata preda della confusione più oscura? Quel Gesù che alla fine rinnegai, perché percepì che fosse uno spirito di ira, di odio, di vendetta; era lo stesso Gesù che prima dell’arrivo del patriarca ortodosso insegnava con dolcezza guidava come vero pastore il suo popolo, operava miracoli e dava frutti d’amore, gioia, pace, libertà? Poteva cominciare come opera di Dio ciò che ora stava finendo come regno di spiriti immondi? Di chi era la colpa di tutto questo?
Perché ognuno non porti l’acqua al suo mulino avverto che un’opera iniziata da Dio, può finire in mano di satana per la cattiva volontà degli operai, infatti dice Isaia: “Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica” (Is 5,1-2). È chiaro che un’opera progettata dal Signore a dare frutti buoni, può finire dando frutti cattivi, ma perché? A ragione si domanda ancora il Signore: “Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica?”(Is 5,4). La risposta è: la cattiva volontà degli amministratori. Infatti che il Signore abbia fatto tutto per la sua vigna di quel luogo santo, siamo testimoni i cento e cento sacerdoti stranieri che abbiamo amministrato il sacramento della riconciliazione a migliaia di fedeli, siamo testimoni di conversioni senza numero, siamo testimoni che il Signore ha vangato e sgomberata dai sassi la sua vigna; ma noi eravamo stranieri senza autorità né voce per difendere dall’uomo-lupo la vigna del Signore; ma dove era l’Autorità della diocesi, quando i cavalli dei carabinieri, con selvaggia cattiveria, pestavano i fedeli della vigna del Signore? Dov’era il Signor Vescovo quando, la spada dei gendarmi, con infernale odio, faceva scorre il sangue per i solchi della vigna del Signore? Dov’era il Pastore quando l’uomo- lupo, con ferino furore azzannava le pecore dell’ovile del Signore? Dov’eri Eccellentissimo fifone mentre le “scelti viti” piantati dallo stesso diletto nostro Dio venivano sradicati senza pietà e cacciati fuori senza misericordia? Voi addetti al lavoro nella vigna del Signore, non solo non avete mosso un dito per l’opera del vostro Dio, ma avete appesantito il bastone dell’aguzzino, fino a spaccare la schiena delle vostre pecore e non bastandovi ciò, con la scomunica l’abete consegnate ai demoni, con veste d’uomo e ora regnano indisturbati. Ma guai a voi vescovi fantocci che combattendo ogni luogo di apparizione assomigliate a don Chisciotte che sentendosi investito del potere cavalleresco irrompeva contro i mulini a vento. Il Signore aspetta da voi giustizia ed ecco persecuzione, attende da voi rettitudine ed ecco condanne e grida di oppressi. Non avete il minimo dubbio di lottare contro Dio? Allora siete ciechi e sordi, non vedete la mano del vostro Dio e non conoscete la sua voce, perciò accadrà con le vostre chiese ciò che deve accadere: “Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia” (Is 5,5-6). Non pensiate sia un’applicazione soggettiva, interpretazione di un falso profeta, sappiate invece che Dio che non ha risparmiato vostro padre Israele, nemmeno risparmierà voi figli che commette le stesse nefandezze: “Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”(Is 5,7). Veramente nelle piantagioni preferite del Signore, nei luoghi scelti dal cielo per le sue manifestazioni, si vedono spargimento di sangue e si sentono grida di oppressi. Fratelli Vescovi convertitevi!
Lo spirito che fece del suo portavoce un falso papa
5Ecco un’altra esperienza personale che mi portò a capire che il Signore inizia opere buone per la sua chiesa, ma che invece, la trascuratezza, la tiepidezza e mediocrità di tutti i componenti della comunità, dà luogo e spazio all’interferenza del maligno che semina la zizzania per distruggere l’opera di Dio.
Arrivato a un altro paese, mi recai a un Centro di spiritualità, iniziato e guidato da sette veggenti che formando un solo cuore e una sola anima, trasmettevano con fedeltà i messaggi di Dio al suo popolo. Il tempo trascorso con queste veggenti sapeva di paradiso, erano semplici, umili, trasparenti. Attraverso questi veggenti il Signore ammaestrava, istruiva e formava il suo piccolo gregge. Tutto era bello e armonioso finché un giorno accade che uno dei sette veggenti, indipendentemente della comunità di veggenti, ricevette dal Signore messaggi da portare ai vescovi, questi messaggi riguardavano la riforma dei seminari e del clero diocesano. Il detto veggente, rifiutato dall’Ordinario della Diocesi, per mandato del Signore stesso, fece il giro al mondo, per modo di dire, presentando i messaggi ai vescovi che a sua volta sistematicamente e categoricamente rifiutavano i messaggi. Nel frattempo questo veggente, a differenza degli altri, incominciò a manifestare segni straordinari, tra gli altri segni, uno molto peculiare richiamò l’attenzione dei fedeli di tutto il mondo: l’apertura del costato, stigma dal quale sgorgava abbondante quantità di sangue, davanti a tuta la comunità in preghiera. E durante l’estasi il veggente si trasfigurava prendendo quasi la bellezza del Signore Gesù. In poco tempo diventò più famoso e conosciuto degli altri sei veggenti che rimasero all’ombra e dei quali si distaccò palesemente. Da tutte le comunità, fondate all’estero, affluivano fedeli, incrementando la crescita smisurata della comunità locale. In questa relazione mi limito a riferire il fatto, senza riportare le prove carismatiche che giustificarono il fatto trascendentale per cui il veggente insieme a due compagni suoi furono ordinati sacerdoti, da un vero vescovo cattolico e dal medesimo, in meno di un mese di preparazione, furono consacrati vescovi. Fondata la sede vescovile, i tre vescovi cominciarono a ordinare sacerdoti in serie; chiunque lo desiderasse, con solo una settimana di preparazione, veniva ordinato sacerdote e sistematicamente, una settimana dopo, venivano consacrati vescovi. Quando fui invitato dal veggente in persona a farmi consacrare vescovo, non solo rifiutai decisamente, ma me ne andai per sempre da quel luogo, senza neanche visitare i miei altri amici veggenti per i quali ho avuto sempre grande stima. Dopo la mia partenza, i vescovi, con capitale dell’estero, fecero costruire una grande basilica; in seguito con l’approvazione di tutti i vescovi e sacerdoti, il vescovo veggente si fece nominare papa; precisamente quando a Roma si attendeva la nomina del papa vero (Giovanni Paolo I). Naturalmente lo pseudo papa dichiarò di essere il vero papa e scomunicò il papa di Roma dichiarandolo antipapa, per colmo dell’ironia, questo papa non ebbe manco il tempo di fare l’antipapa perché governò la Chiesa per solo trentatré giorni.
Come mai una comunità di veggenti, che guidavano forti gruppi di preghiera ha degenerato al punto di dar come frutto un papa-zizzania? Lo chiamo così, perché ha sconvolto la coscienza religiosa dei contemporanei; in molti cuori ha seminato confusione; in molti spiriti ha generato morte. La risposta forse la troviamo in questa parabola, dice il Signore: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiori e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo…” (Mt 13,24-28). Ci sono prove convincenti che quella comunità di veggenti iniziò bene la sua missione e che il signore seminò buon grano. Come mai è apparsa la zizzania personificata nei vescovi e nell’antipapa? La risposta sta nel fatto che tutti dormirono dopo la semina. Infatti dice il Signore: “mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”. Dicendo “tutti dormivano”, non loda il sonno degli operai, ma rimprovera coloro che devono vegliare sulla semina. Comunque in quel Centro dormirono tutti: dormirono i fedeli inebriati dai messaggi, dormirono i veggenti coperti della gloria del carisma, dormirono i sacerdoti, il lungo letargo della indifferenza, dormirono i vescovi, delle diocesi limitrofi, sotto la coperta degli impegni, e il soffice piumone degli onori. Non ebbero mai tempo per andare a verificare ciò che il nemico stesse operando. Ma sopra tutti e più di tutti dormì io, drogato dalla fantasia di parlare con Gesù e Maria, con gli angeli e i santi attraverso i veggenti, senza mettere alla prova le ispirazioni per saggiare se provenivano da Dio o meno. Dal mio letargo non mi sveglia fino a quando non mi accade un caso che fui obbligato a risolvere personalmente.
Lo spirito di S. Francesco smascherato nel discernimento
6Arrivai da una famiglia dove un portavoce del cielo avrebbe parlato durante la preghiera di quella sera. L’incontro incominciò alle diciotto e terminò alle sei del mattino del giorno dopo; tutta la notte parlò lo spirito di S. Francesco D’Assisi, per bocca del suo portavoce. Tanto ne disse, tanto ne fece che la notte sembrò un minuto. Verso il mattino, mi disse: “Fratello, scrivi un messaggio per il santo Padre”. Dopo aver dettato il messaggio, nominò altre tre persone perché mi accompagnassero a Roma per consegnare il messaggio al Papa. Così tutti i quattro in ginocchio ricevemmo il mandato di S. Francesco. Anche questa volta avrei mangiato la foglia se gli altri tre non mi avessero messo con le spalle al muro. Per motivi de lavoro e di famiglia, non potevano viaggiare a Roma, ma il loro dubbio a riguardo dell’identità dello spirito esigeva una verifica prima di intraprendere il viaggio. Ricevuto l’incarico di fare il discernimento, parlai col portavoce dello spirito di S. Francesco, e insieme a un terso giovane ci recammo a un Santuario. Era verso mezzo giorno e il Santuario era vuoto. Incomincia invocando la assistenza della Santissima Trinità. Con una preghiera spontanea stavo invitando lo spirito di S. Francesco ad aiutarci, quando all’improvviso si presentò dicendo: “Eccomi, figlio, sono venuto ad aiutarti, cosa vuoi che faccia per te?”. Rimassi sbalordito della immediatezza della sua presenza; era la prima volta che mi accingevo a fare discernimento e non sapevo cosa fare, così mi abbandonai allo Spirito Santo, invocandolo interiormente; in quel momento mi comparse un dolore mortale alla testa e insieme al dolore idee da esprimere, e parlai allo spirito: “Grazie per la tua presenza. Dimmi, per grazia di Dio, voi guardando il corpo umano potete diagnosticare le malattie al punto di localizzare il dolore?”. “Certamente, mi rispose, al nostro occhio spirituale non si nasconde nessuna cellula del vostro corpo”. Chiesi io: “Allora è inutile che ti dica che parte del mio corpo sta scoppiando di dolore, ma gentilmente consigliami qualcosa a riguardo”. Mi disse lui: “Lo sto già facendo”. Guardando il mio corpo dalla testa ai piedi, si fermo a lungo osservando i miei piedi e finalmente esclamò: “Povero fratello mio, come ti Fanno male i piedi; hai bisogno di molto riposo”. Bisognava essere tarato mentale per non accorgersene della diagnosi sbagliata. Ma io fece finta di niente e ringraziatolo, passai a un’altra domanda: “Tempo fa ricevetti un messaggio sul ruolo della mia missione, il messaggero celeste diceva di essere Francesco d’Assisi, eri tu veramente?”. Mi rispose: “Ero io, fratello, Dio mi mandò a rivelarti la sua volontà”. Risposi: “Grazie, e ora dimmi, voi ricordate il luogo e il nome della persona per mezzo della quale avete trasmesso il messaggio?”. “Certamente, mi disse, e con precisione siamo in grado di ripetere tutto il messaggio”. “Grazie per la risposta, ciò che voglio ricordare è il paese e il nome della persona per la quale ebbi il messaggio, se vuoi darmi una mano, dimmi il nome del paese dove mi desti il messaggio” Lui, senza esitare e sicuro di se mi diede un nome di un paese nel quale non ricevetti mai messaggio alcuno, lo ringrazia lo stesso e feci la terza domanda: “ora dimmi il nome della persona per andare a ringraziarla”. A questo punto lo spirito cominciò a guardare su e giù a destra e a sinistra come volendo ricordare qualcosa che lui non sapeva e dopo molto indugio, guardandomi negli occhi mi disse: “Questo no, figlio mio, non te lo voglio dire”. Allora mi alzai e guardandolo e fissandolo negli occhi dissi: “Io invece ti voglio dire che tu non sei Francesco d’assisi, perché mi hai detto due bugie: prima, non mi fanno male i piedi ma mi faceva male la testa; secondo, nel paese che hai nominato non sono mai stato, perciò lì non ho mai ricevuto messaggio alcuno; terso, non è che tu non mi vuoi dire il nome della veggente, ma tu non lo sai il nome della veggente e perciò, tu ti nascondi dietro il nome di Francesco d’Assisi…”Quando stavo finendo queste parole, si alzò arrabbiato, gesticolando sconnessamente, e digrignando i denti, con voce rauca mi disse: “Come ti permetti di interferire nella mia missione”. Detto questo con gesti minacciosi mi volle aggredire; fu quando alzai le mani in alto e comandai: “Nel nome di Gesù Cristo, esci da costui spirito immondo”. Lanciando un urlo, feroce, iracondo e maledicente, uscì dal suo portavoce. Quando spiegai al portavoce l’accaduto, lui se convinse e rinunciò ad essere uno strumento di spiriti che lui non conosceva.
Lo spirito di Maria smascherata nel discernimento.
7Questo fatto fu, solo l’inizio, perché dopo cominciarono a portarmi ai gruppi di preghiera per fare discernimento sui loro portavoce, li chiamavano così perché, in ogni portavoce, parlava uno spirito e attraverso il portavoce lo spirito guidava la preghiera e consigliava i fedeli, tutti dicevano di essere spiriti di luce, ma, ai me! Col discernimento cadevano le maschere e cominciavano i guai. Un giorno mi portarono a un gruppo che era guidato dallo spirito di Maria Santissima, la Regina degli Apostoli, appena si presentò lo spirito di Maria nel suo portavoce, tutti si inginocchiarono; mi fece buona accoglienza e dopo mi disse: “Sono la Madre di Gesù, vengo dal cielo per costituire gli apostoli del mio Figlio e tu sei uno di loro”. Io risposi: “Gli Apostoli di Gesù sono già costituiti, perché non vai da loro, sono i vescovi, forse vuoi costituire un’altra chiesa?”. Lei un po’ innervosita mi disse: “Tu sei venuto a discutere sul mio progetto, ma il mio progetto non va discusso, ma accolto così come io lo trasmetto”. Risposi, con molta calma: “Maria è la serva del Signore e in quanto tale trasmette solo i progetti del Signore…”. Mi interruppe dicendo in tono maggiore: “E tu sei venuto a discutere i progetti del Signore, tu sei un falso profeta”. Mostrando ancora molto dominio personale, dissi: “Poco fa mi hai detto che sono un apostolo e ora mi dice che sono falso profeta, quale la verità, quello che hai detto prima o quello che dici adesso?”. Gonfia di orgoglio e con voce alterata e superba urlò: “Quello che dico adesso, tu sei falso profeta…”. Uno dei presenti, interrompendo lo spirito parlante, alzò la voce dicendo: “Noi tutti crediamo che lo spirito di Maria parla attraverso questa portavoce, tu invece sei venuto a turbare la nostra pace, a mettere dubbio nel nostro gruppo di preghiera, perciò sei falso profeta, dunque, vatene !!!”. Dopo aver porto a loro i miei rispettosi saluti mi congedai con affetto e me ne andai. Cammino facendo, riflettevo tra me e me: Questo gruppo di preghiera non è consapevole dell’inganno. La Madre di Dio non può venire a sostituire i vescovi nominando altri apostoli. Se invece avesse parlato di apostoli mariani degli ultimi tempi, si sarebbe spiegato meglio senza andare in delirio. superbia e contraddizione non combaciano collo spirito umile di Maria; c’è arroganza del portavoce e nel gruppo di preghiera c’è fanatismo e cecità: vogliono che sia lo spirito di Maria e rifiutano il discernimento. Grande sarà la loro rovina! Il fosso è la loro fine, così dice il Signore: “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!” (Mt 15,14). Farsi ingannare per ignoranza è umano, ma perseverare nell’inganno consapevolmente è diabolico.
Uno spirito girovago
8Grazie a Dio, non tutti i gruppi sono infatuati di fanatismo. In un gruppo di preghiera dove l’entità diceva di essere lo spirito di Gesù Cristo, dopo il discernimento, lo stesso spirito affermò di non essere lo spirito di Gesù, alla mia domanda perché ingannasse il gruppo camuffandosi sotto il nome di Gesù, mi rispose: “Devi sapere che siamo liberi, vaghiamo nei deserti, andiamo e veniamo come vogliamo, operiamo nei santuari e nei gruppi di preghiera, entriamo nei porta voci con i nome di santi, degli angeli, di Gesù e di Maria, altrimenti non siamo accettati…”. Interrompendo il suo discorso, dissi: “Ora hai detto la verità e sai già che in questo gruppo non sei accettato, cosa farai dunque?”. Mi rispose subito e in modo garbato: “Dove non sono accettato, non rimango; prima di essere cacciato, me ne vado, ciao, ciao!”. E lo spirito se ne andò. I fedeli del gruppo, non mi chiamarono falso profeta, anzi mi ringraziarono per averli liberati dall’inganno e mi invitarono a ritornare per indicare loro ciò che dovrebbero fare. Ecco un gruppo non fanatico, un gruppo che con sincerità cerca il Signore e lo vuole ascoltare attraverso la sua Chiesa e non per mezzo di spiriti ingannatori.
Lo spirito di Gesù smascherato nel discernimento
9Una volta, una persona amica, mi invitò ha fare discernimento sullo spirito che con molto potere parlava nel portavoce e con autorità guidava il gruppo di preghiera, dicendo di essere Gesù di Nazareth. Il gruppo mi ricevete con cordiale entusiasmo e anche il portavoce mi ringraziò di essere andato all’incontro di preghiera. Io dissi che un gruppo che accoglie con amore merita essere guidato dallo Spirito di Gesù, così strappai il primo applauso della comunità. Pensai tra me e me: Ma, se non è lo spirito di Gesù, questi applausi osannanti diventeranno rimproveri opprimenti. Quell’incontro incominciò con la Santa Messa. Arrivato alla consacrazione, contemporaneamente arrivò lo spirito nel suo portavoce. I fedeli che fino allora seguivano piamente la Messa, visto il portavoce in estasi, voltandosi verso di lui si misero in ginocchio dicendo tutti unanimemente: “È il Signore, è il Signore Gesù”. Finì la consacrazione, ma la gente seguiva più i movimenti del portavoce che quelli del Sacerdote. Sarebbe bastato questo fatto per discernere che lo spirito presente nel portavoce non era lo spirito di Gesù, perché divise le menti e i cuori dal Gesù eucaristico; alcuni voltarono la spalla all’altare per seguire meglio l’estasi del portavoce. Finita la Santa Messa, tornato al gruppo, mi sedete in mezzo a loro e lo spirito del così detto Gesù, incominciò a consigliare e a risolvere problemi molto complicati, a un tale, arrivò a consigliare di vendere il suo negozio, il resto darlo ai poveri e seguirlo, per essere perfetto. Io ero concentrato, pensando come discernere quel caso. In quel momento stesso, arrivato mi turno, mi disse: “So bene cosa stai pensando, figlio mio”. Io per lusingarlo risposi: “Dal Vangelo ho saputo che tu conosci il pensiero di tutti gli uomini e perciò sono certo che conosci anche il mio pensiero e ti prego di farlo conoscere a tutti ciò che stavo pensando”. E guardando a tutti, disse: “Questo mio figlio stava pensando alla castità”. Dissi tra me e me: risposta sbagliata, perché stavo concentrato in ben altra cosa”. Senza esternare la mia certezza, feci una domanda a tranello: “Maestro, ieri nell’incontro di preghiera ricevetti un messaggio da uno spirito che affermava di essere Gesù di Nazareth, tu che sei la verità dimmi: eri tu o era l’altro?”. Senza esitare nemmeno un istante, affermò: “Era l’altro, figlio mio”. Dissi tra me: “seconda risposta sbagliata, perché non ricevetti messaggio da nessun messaggero celeste”. Senza esternare le mi convinzioni, volli che concludesse l’incontro manifestando alla comunità la volontà di Dio-Padre e dissi: “Tu che vieni dal Padre e il Padre ti ama e ti concede tutto quello che chiedi, supplica il Padre che ti faccia conoscere in questo momento la sua volontà per questa comunità di preghiera”. Restò a lungo in silenzio: guardava in su, verso il cielo e guardava in giù, verso di noi; mentre ripeteva questi movimenti, io pregavo il Signore che non permettesse a questo spirito usurpatore di ingannare il suo popolo. Dopo il lungo silenzio e non avendo avuto nessuna risposta dal Padre, con palese nervosismo mi disse: “Non sono venuto a fare la tua volontà”. Rispose io: “Non ti ho detto di farti conoscere la mia volontà, ma di mostrare ai fedeli la volontà del Padre”. E lui replicò: “Ma tu sei venuto a comandarmi o a ubbidirmi? Sei insolente e capriccioso!”. Con la pazienza dei santi e il coraggio dei martiri, senza esitazione alcuna risposi: “Tu non sei lo spirito di Gesù di Nazareth: dicevi di conoscere il mio pensiero e ti sei sbagliato perché io non pensavo alla castità come hai affermato tu; hai detto che fu l’altro a manifestarmi il messaggio e ti sei sbagliato perché ieri da nessuna entità ho ricevuto messaggi; Ti ho chiesto di farci conoscere la volontà del Padre e per tutta risposta ti sei arrabbiato…”. Ancora stavo parlando, quando il portavoce del falso Gesù, chiamò la sua accompagnate gridando “Andiamocene di qua, madrina!” e tenendosi per mano uscirono dalla stanza. I fedeli del gruppo, si voltarono contro di me e con insulti, minacce e urli, dicevano come mi fossi permesso di mettere alla prova Gesù, obbligandolo a rivelare il mio pensiero, mettendogli tranelli e imponendogli capricciosamente la mia volontà e perciò chiamandomi: “Anticristo”, mi cacciarono dal gruppo…
Gli interrogativi martellavano la mia mente: Perché mai quella comunità non aveva capito niente? L’ assistente della comunità era un sacerdote, anche lui era ceco? La comunità era grande e i membri numerosi, tutti erano suggestionati dallo spirito falso? Ma il colmo del male è che centinai di gruppi come questo sono disseminati nella grande città; si può dire, senza paura di sbagliare, che la chiesa è minata per dentro dalle forze occulte, spiritiche e sataniche. Fratelli vescovi, svegliatevi! Mentre voi dormite il pesante sonno dei compromessi burocratici, mentre voi sognate illusioni nelle vostre conferenze episcopali, mentre voi schiacciate il pisolino delle vostre ferie stive, il nemico dell’uomo sta minando la Chiesa, seminando zizzania, proprio là dove il Signore semina il buon grano, cioè nei gruppi di preghiera. È vero che il Signore ha detto di lasciare crescere il grano e la zizzania insieme fino alla mietitura; ma non ha detto agli operai di continuare a dormire; perciò svegliatevi e impedite al nemico di continuare a seminare zizzania, perché una volta seminata, non potete far più nulla, né potete dire: tanto il buon grano non viene corrotto dalla zizzania, è vero, ma la zizzania non è buon grano e dove cresce, usurpa il posto del buon grano. Il portavoce non è il profeta, fino alla verifica; la medium no è veggente del cielo, l’esoterica non è la carismatica dello Spirito Santo; il mago non è l’apostolo di Dio e nella terra a voi affidata dal Signore, stano loro seminando zizzania. E proprio mentre voi sognate a occhi aperti, là nei gruppi di preghiere, nelle sedute medianiche, nelle logge massoniche, nelle sette sataniche si stanno commettendo atrocità che non hanno risonanza nel passato, se l’immagine piangono lacrime di sangue è solo perché voi avete perso il potere di far tacere la voce dell’inferno. Altro che seminare zizzania, il nemico odierno sta incendiando il campo seminato di buon grano e voi, non vi accorgete?
Bruta infestazione di spiriti immondi.
10Una volta, arrivato a una città, chiese alloggio da una famiglia amica, appena entrato, trovai la casa sotto sopra, la padrona quasi impazzita: le finestre, le luci, i rovinati si aprivano da sole, e mentre la padrona chiudeva una di queste, si aprivano le altre che prima erano chiuse e tutto accadeva contemporaneamente, roba da mandare i nervi a pezzi. Era avvenuto, semplicemente, una infestazione di spiriti immondi. Allora dissi con molta autorità: “Signora, si calmi, nulla serve disperarsi, le forze spirituali cattive si piegano alla dolce e fiduciosa preghiera…”. La signora mi interruppe, dicendo: “Ma io prego dalla mattina a la sera e poi non ho nessun potere sulle forze occulte”. Le feci capire che da padrona di casa aveva il diritto di cacciare gli animali indesiderati da casa sua e che non c’era bisogno di disturbare il vigile del fuoco né i carabinieri per allontanare i cani e i gatti dal suo giardino. Le consiglia di chiedere perdono a Dio dei suoi peccati, con la condizione di confessarsi dopo; di prendere con sé acqua benedetta e un Crocifisso, confessare la propria fede recitando un credo e poi unirsi a Gesù con la preghiera del padre nostro e ripetendo continuamente questa preghiera girare per tutte le stanze spargendole con l’acqua benedetta. La Signora fece così e l’infestazione finì. Informandomi meglio seppi che la signora, il giorno prima, era andata a una seduta spiritica. Tra gruppi di preghiera, guidati da porta voci, posseduti da falsi spiriti, e sedute spiritiche c’è poca differenza!
Bastonate il cane, non il figlio!
11All’inizio del cristianesimo, i maghi convertiti a Gesù bruciavano i loro libri di magia, come gli Atti degli Apostoli, ricorda: “Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portavano i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti” (At 19,18-19). Attualmente i cristiani convertiti a riti satanici, bruciano il Vangelo e acquistano i libri che i loro padri hanno bruciato e riempiono il mondo con l’aborto del loro pensiero esoterico, medianico, occultista, illusionista, magico e satanico. Gli Apostoli di Gesù punivano i magi e non si limitavano a proibire le loro pratiche, così dice la Scrittura: “Elimas, il mago, faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Paolo, pieno di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui e disse: “O uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore? Ecco la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole”. Di colpo piombò su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. Quando vide l’accaduto, il proconsole credete, colpito dalla dottrina del Signore” (At 13,8-12). Attualmente i maghi sono liberi, forse perché ora hanno ricuperato il diritto di esercitare la loro arte diabolica? Forse la frode, la malizia e l’ingiustizia hanno diritto di sconvolgere le vie diritte del Signore? A nessun figlio del diavolo è concesso di far opposizione all’Apostolo di Gesù Cristo cercando di distogliere i figli di Dio dalla fede. Perché allora tropi figli di Dio periscono sotto l’oppressione del potere magico? Forse perché non ci sono più Apostoli di Cristo? O forse perché gli apostoli del tempo odierno stanno ripristinando solo il nome di Apostoli che furono, ma non il loro spirito? Fratelli vescovi i maghi che voi non fate tacere con la forza di Paolo, sono la prova che loro vi superano con la forza del diavolo. I maghi che voi non incatenate con lo Spirito Santo, sono la prova che loro vi hanno già incatenato con lo spirito satanico. Siete divenuti impotenti spiritualmente, perché avete preferito il potere umano alla forza dello Spirito Santo; siete diventati ciechi spirituali, perché avete sostituito la sapienza dello Spirito con la pura scienza umana; siete diventati la favola dei maghi e dei loro demoni, perché avete amato l’investitura che proviene dai titoli umani e avete scartato l’investitura dello Spirito Santo. Se non vi convertite lo Spirito del Signore vi scarterà. Se continuate a commettere l’errore di bastonare la figlia di Dio e lasciare libero il cane che morde, lo Spirito Santo bastonerà voi, perché questo errore non lo commette un apostolo di Gesù Cristo, infatti si legge nel libro degli atti: “Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l’indovina… Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: ‘In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei’. E lo spirito partì all’istante”. (At 16,16-18). L’apostolo caccia via il cane senza bastonare la figlia; non proibisce l’indovina a praticare la divinazione, ma caccia via lo spirito di divinazione
Il parroco esorcista vinto dalla strega.
12In un paesello c’era una strega detta la regina delle streghe, perché ciò che lei decideva quello succedeva: chi doveva rimanere zoppo, il giorno dopo era zoppo; se il gregge doveva morire in una notte, il giorno dopo il gregge era finito, era assistita da una potenza occulta e satanica, il popolo tremava alle sue minacce. Arrivò un sacerdote giovane, un luminare di cultura e dottrina, con tante qualità di vero pastore, ma in quanto a forze occulte, attive ed operante era solo un teorico, al punto che si scandalizzò delle lamentele dei fedeli a riguardo di questa regina delle streghe. Facendo uso della sua autorità di parroco, fece giungere alla strega per prima cosa una paterna ammonizione, poi una severa proibizione e finalmente, visto che la tale faceva orecchie di mercante, intervenne personalmente. Essendo in possesso delle prove del male che la strega faceva ai paesani, aiutato dalle autorità civile, la fece legare e la frustrò personalmente davanti al popolo. Ad ogni frustra rispondeva la strega: “A casa tua, non ci arrivi!”. Finita la punizione la rimando a casa minacciandola col carcere nel caso di contumacia, ma la risposta della strega fu la stessa: “A casa tua, non ci arrivi!”. Dopo aver catechizzato il popolo, se ne andò anche lui… Ma non arrivò mai più in canonica, nessuno lo vide più, solo si trovarono lungo il fiume brandelli del suo mantello e pezzi della sua sottana.
Può essere perdonabile il suo metodo violento, perché anche Gesù frustrò i venditori del Tempio; ma è imperdonabile il gesto, in quanto apostolo di Gesù Cristo, di frustare la figlia di Dio lasciando libero il cane che mordeva. Paolo pieno di Spirito Santo consegno il mago Elimas alla giustizia di Dio, e pieno di Spirito Santo caccio lo spirito di divinazione dalla indovina e non si limitò a proibire né a scomunicare i servi di Satana, ma “proclamò ai prigionieri la liberazione”. Così anche voi, se pieni di Spirito Santo non rimettete in libertà questi oppressi da Satana, mancate gravemente alla vostra missione apostolica. Fratelli vescovi, se i vostri seminari continuano a fornire uomini eruditi in scienza umana, dotti, colti, ma senza carità né carismi, senza frutti né doni dello Spirito Santo, la Chiesa piangerà lacrime di sangue, senza che nessuno potrà mai consolarla. Per sconfiggere Satana non occorre la laurea in nessuna scienza, bensì santità e carisma che proviene dello Spirito Santo. Ma quale delle vostre facoltà conferiscono lo Spirito Santo? Senza lo Spirito Santo, la scienza non solo non giova, ma è nociva assai perché diabolica. Dalla scienza senza lo Spirito santo, l’uomo concepisce la concupiscenza, la concupiscenza gesta l’orgoglio, l’orgoglio partorisce il peccato e la paga del peccato è la morte. Il sacerdote senza lo Spirito Santo è un aborto della Chiesa e il Seminario che lo genera è un seno sterile incapace di comunicare vita spirituale, se non cambia il suo sistema continuerà ad abortire feti. Ma Dio no si deride, la sua vendetta viene come fuoco purificatore. Il potere vi sarà tolto e sarà dato a tutto il popolo, perché “tutti saranno discepoli dello Spirito”, “tutti saranno ammaestrati da Dio”. Allora l’infestazione del mondo finirà, gli spiriti immondi saranno tolti dalla terra, Satana sarà incatenato e sepolto nel pozzo di solfo, sino alla sua ultima manifestazione, l’Anticristo, la cui manifestazione è già vicina sarà ucciso dallo Spirito di Cristo e sepolto insieme a suo padre il diavolo; allora la Chiesa del Cristo sorgerà per la seconda volta dalle catacombe e risplenderà come il sole sull’umanità; allora tutte le profezie messianiche si adempiranno. Fratelli vescovi, il Regno dello Spirito Santo è vicino, convertitevi e credete al Vangelo del Regno, perché sarete sempre voi a confermare tutti nella fede, la speranza e nella carità, ma dopo che vi sarete convertiti, come dice il Signore: “Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32).
I cristiani, hanno sostituito Dio con Satana.
Società di pazzi e di fedifraghi[15].
Dice Gesù:
13“Guarda, Maria. Questo mio popolo, divenuto più straniero e ribelle che vero popolo mio ‑ poiché è mio di nome soltanto, ma in realtà milita sotto altre bandiere e obbedisce ad altre leggi che non sono certo la bandiera del Cristo e la Legge di Dio ‑ questo popolo mi va cercando. Ma come mi cerca?
L’ho, un giorno, paragonato ad un cieco. Oggi lo paragono ad un ebbro. È infatti ebbro per essersi satollato, sino all’abbrutimento, dei suoi vizi. L’ebbro è un incapace di comprendere e di guidarsi. La sua mente brancola nelle caligini del vino e ciò lo rende inferiore alle bestie stesse.
Mi cerca! Oh! popolo di pazzi e di fedifraghi, che avete minato l’integrità del vostro spirito con le febbri dei sensi e dei peccati e che avete tradito Iddio, come puoi trovarmi, o popolo che eri mio, se non levi da te la veste di lordura e non torni con lo spirito al tuo Signore, ma vi torni realmente, e non per ipocrito e saltuario culto il cui pungolo è dato non dall’amore.
Anime corrose brulicanti di vermi.
14Ma se anche voi, nella boriosa ingiustizia vostra, trovate di esser viventi nella Giustizia e vi auto lodate come fedeli alla legge del vostro Iddio e accusate Dio di non esser buono perché vi punisce di colpe che non avete commesse, ma anche se voi fate tutto questo, Io, la Verità che non erra, vi dico che è più vivo uno, sepolto non da quattro ma da dieci volte quattro giorni nel fetore di un sepolcro, che non voi che avete l’anima corrosa in sette e dieci punti dalle cancrene dei vostri palesi o subdoli peccati. Ed i subdoli non sono i meno gravi. Ma anzi spesso sono doppiamente colpevoli perché sfuggono alla legge umana e ingannano gli altri nel giudicarvi per quello che siete.
Gli altri: uomini. Non Dio il quale vede il verminaio brulicante che si è sostituito in voi alla vostra anima di luce, a quell’anima che Io vi ho data e che vi ho redenta e che mi è cara come fosse una parte di Me stesso, e, misticamente, lo è poiché voi siete le membra del mio mistico Corpo e il più piccolo di voi, sulla terra, è ai miei occhi uguale e anche superiore al più grande, perché Io non guardo alle fangose glorie della terra ma al vero valore vostro che è dato da quello che siete rispetto alle leggi eterne.
La vostra ingiusta rampogna sale al mio trono e, se il peccato m’offende come lordura lanciata alla mia Sublimità, il vostro rimprovero immeritato e irrispettoso è come un fumo che m’infastidia e mi forza a sempre più allontanarmi da voi per sfuggirlo.
I figli di Lucifero[16].
15Un popolo, dice Isaia, sarà colpito dalla spada di Giustizia. Ma saranno molti di più, poiché il mondo ha fornicato col demonio in molte sue parti. Ed altre ancora sono in procinto di peccare, nonostante tutto quanto Io ho operato per tenerle nella via della Vita. Pregare, pregare, pregare molto per impedire nuove condanne, originate da nuove fornicazioni.
I demoni… oh! i demoni sono già là dove Io punirò. Sono i demoni, insediati da padroni nei cuori, quelli che portano a morte le nazioni. E vi sono popoli in cui pochi cuori non siano dimora dei demoni: legioni e legioni demoniache muovono, come fantocci, intere nazioni. E come posso Io regnare là dove i cuori si sono fatti dimora dei figli di Lucifero?
Altre applicazioni ha la parola profetica, ma Io ho voluto fartela vedere con riferimenti all’ora che vivete. Né dirti di più per non accasciarti di più.
Satanismo cattolico[17].
16Se il mondo fosse misericordioso!… Il mondo possederebbe Iddio, e ciò che vi tortura cadrebbe come foglia morta. Ma il mondo, e nel mondo specie i cristiani, hanno sostituito l’Amore con l’Odio, la Verità con l’ipocrisia, la Luce con le Tenebre, Dio con Satana.
E Satana, là dove Io seminai Misericordia e la crebbi col mio Sangue, sparge i suoi triboli e li fa prosperare col suo soffio d’inferno. Verrà la sua ora di sconfitta. Ma per ora viene Lui perché voi lo aiutate.
Beati però coloro che sanno rimanere nella Verità e lavorare per la Verità. La loro misericordia avrà il premio in Cielo.»
6. Fratelli vescovi convertitevi e credete al Vangelo di Gesù
Un Vescovo che sradica il grano buono.
1Quando ero studente di teologia, feci uno studio biblico sulla tematica: spiritualità biblica. Un testo molto voluminoso, un sommario della morale spirituale biblica.
Appena ordinato sacerdote e nominato Vicario parrocchiale, alla luce di questa spiritualità biblica fondai con 10 vocazioni femminili una Famiglia spirituale: “Missionarie del Verbo divino”. Accolti da un vescovo lungi mirante iniziamo la formazione alla nuova evangelizzazione, adottando le stille itinerante di Gesù di Nazareth: Preghiera da prima dell’alba, quattro ore di spiritualità biblica al mattino, pomeriggio e sera evangelizzazione itinerante. Le missionarie del Verbo si presentavano no da maestre ma da serve, non da catechiste ma da schiave, non andavano per parlare ma per fare, presto diventarono le serve delle famiglie bisognose perché come Gesù andavano a servire, diventarono salvezza delle famiglie oppresse da mille problemi perché come Gesù andavano a salvare.
Le sorelle furono accolte dal paese come mandate da Dio e piacque molto al vescovo, e volle premiare offrendo loro ogni sabato sera un’agape familiare.
Passavano i sabati e con essi passava l’entusiasmo spirituale delle sorelle. In un incontro di revisione di vita le sorelle informarono che l’agape consisteva in un aggiornamento teologico preceduto dal vescovo con la presenza dei giovani preti della diocesi. Una cena lauta. Un momento di ricreazione che finiva in musica, canti e ballo. Ma il ballo non era affatto una danza spirituale, ma era un ballo mondano. Mia sorella commentò: “Non ballando, Cristo ha redento il mondo, né ballando noi salveremo qualcuno, non sono venuta a divertirmi ma a dare la mia vita per la salvezza delle anime, non ci sto, mi dissocio dell’agape sabatico”. Tutte appoggiarono la decisione di mia sorella. Informai il Vescovo. Non fu d’accordo e mi mando lo stesso giorno in missione urgente, ritornai il giorno dopo, entrai nella stazza per prendere il testo di spiritualità biblica, il testo sparì letteralmente dalla mia stanza. Mi cascò il mondo addosso, solo il vescovo ne era a conoscenza di questa opera, mi sentì tradito, sette anni di lavoro spariti nel nulla, e non avevo una fotto coppia. Non mi scoraggiai, con la Bibbia in mano proseguiamo la nostra scuola biblica e la nostra evangelizzazione.
Nella stessa settimana i miei superiori mi fecero tornare in comunità per farmi sentire il rapporto del vescovo. Ne rimasi con la faccia a terra. Per le accuse del vescovo contro il fondatore e le sorelle a suo giudizio le sorelle erano “Malate d’amore”. I superiori mi proposero la scelta o lasciare la fondazione in mano alla diocesi o lasciare l’Ordine religioso.
Ero troppo giovane, e lasciare l’Ordine lo consideravo un tradimento alla mia vocazione, invece lasciare la congregazione in mano al vescovo era meglio, lui stesso l’avrebbe affidato a sacerdoti più intelligenti e con più esperienza. Tornai da loro solamente per congedarmi, trovai cuori distrutti, si sentivano ingannate, tradite, abbandonate e lasciate in balia al nemico. “Non vi permetto di chiamare il vescovo nemico delle vocazioni” dissi. Allora raccontarono per filo e per segno gli scandali subiti nelle agapi del sabato. E perché ci credevano nell’Opera iniziata rimassero nella diocesi. Ma quando, dopo poco tempo, seppi che le sorelle erano state rimandate tutte a casa loro e quando seppi che mia sorella, per il dolore del mal comportamento della nostra chiesa, si aveva fatto Avventisti portando con se tutta la mia famiglia a quella congregazione, mi si agghiacciò il sangue nelle vene, mi sentì morir e piansi come donna ciò che non seppi difendere come uomo di Dio.
Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere. (Mt 7,15-20).
Un Vescovo tropo vescovo
2A un vescovo presentai uno statuto elaborato sulle linee basi del Con. Vat. II e i consigli evangelici per guidare il movimento giovanile della nostra parrocchia, sua eccellenza mi tenne in attesa della risposta sei mesi con l’aggravante di dover andar in curia ogni lunedì per la risposta che puntualmente era: “Sto portando avanti la tua causa, abbi pazienza”. Dopo tanto tempo, un lunedì, persi le staffe, con rispetto parlando, mandai da Giobbe la pazienza, e andai personalmente, prima dell’udienza, nella sua camera e senza bussare apri la porta e trovai sua eccellenza comodamente seduto sulla sua poltrona coi piedi poggiati sopra il tavolino, sfogliando i giornali del giorno, senza ne anche salutarlo dissi: “Per le notizie del mondo hai tempo e…” Alzandosi di scatto, chiamò i buttafuori e nel mentre, urlando forte, mi rifilò una litania di improperi che per poco rimango sordo, presso da ambedue i bracci e portato via dai buttafuori, quasi in peso, fui scaraventato sulla strada e per volontà del vescovo, senza più ritorno.
Giobbe mi restituì la pazienza e mi invase uno spirito di mitezza, e ragionando trame e me diedi ragione a sua eccellenza, e tra pensieri di umile pentimento arrivai in parrocchia, dove mi aspettava un inferno che avrebbe fatto rabbrividire allo stesso lucifero. Il mio Superiore era fuori di sé, se non mi malmenò a fatti, mi distrusse a parole dicendomi che violando la privacy di sua eccellenza lo avevo insultato, e che minacciandolo personalmente pretendevo l’approvazione di uno statuto contrario al Con. Vat. II e al Vangelo, che elementi come me devono essere espulsi dall’Ordine immediatamente e dopo un’altra litania di improperi, mi ordinò di prepararmi subito per essere trasferito. Senza aprire bocca ne battere ciglio andai a prepararmi, nel congedarmi, dissi al mio superiore che era il confessore del vescovo: “O tu sei cattivo confessore o lui è cattivo penitente, perché la calunnia, la menzogna, la disonestà non si addice a un Vescovo, la mia lettera non è stata mai aperta ne presentata al consiglio presbiterale di cui Vicario generale è mio zio, quindi lui ha calunniato, ha mentito spudoratamente, ed è stato un servo infingardo, disonesto e malvagio, leggi e informati” e le lasciai una fotocopia dello statuto.
Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato”. (Mt 12,34-37).
Un Nunzio diplomatico ma non evangelico.
3Arrivato alla mia nuova sede, i superiori mi affidarono la gioventù della nostra parrocchia, incominciai a lavorare alla luce dello statuto, senza neanche presentarlo ai superiori, perché c’era Con. Vat. II, era l’applicazione del Decreto: Apostolato dei laici e Vangelo di Gesù Cristo e quindi era voluto dalla Chiesa e dal Signore.
Immediatamente senza tanti corsi di formazione, iniziammo ad aggruppare giovani per la promozione degli emarginati nelle periferie della città. Con i gruppi organizzati per turni, giornalmente andavamo in periferia nelle zone della miseria, della fame, del bisogno, del degrado sommo.
Cinque minuti di lettura, del documento del Concilio, Apostolato dei laici, Cinque minuti di lettura del Vangelo, cinque minuti di preghiera in gruppo e dopo a due ad aiutare le famiglie bisognose e prendere nota delle necessità più urgente come medicinali, indumenti, alimenti in modo che il gruppo di turno il giorno dopo faceva arrivare a destinazione mentre un terzo gruppo girava negozi, supermercati, farmacie per ottenere qualcosa per la gente che moriva nella miseria. Le ragazze aiutavano al bucato, alla pulizia, alla cucina mentre un gruppo de preghiera una volta alla settimana pregava nella casa dei malati gravi e queste guarivano. L’attività del movimento cominciò a dare nell’occhio alla gente perciò con permesso del mio superiore, dopo un previo appuntamento, andai alla udienza privata col Nunzio apostolico per farmi approvare lo Statuto.
Il Nunzio riceveva in uno spazioso quadrato, isolato da vetro blindato, in mezzo a un grande salone, per cui non si sentiva nulla ma si vedeva tutto. Restai molto edificato degli atteggiamenti del Nunzio coll’interlocutore. Il mio turno era alle ore 12.00 ed erano già 12.30. Finalmente il Nunzio si alza prende in mano bastone e cappello e accompagna il suo interlocutore fino alla macchina, con tanto d’inchini, consegna bastone e cappello e molto garbatamente lo congeda, era niente popò di meno che un signore ambasciatore. Nel suo rientro saluta cortesemente la elegantissima signore, arrivata dopo di me, e la invita ad entrare con lui, dopo 40 minuti di affabile e garbato colloquio la prende per braccio e l’accompagna fino alla macchina e con gentilissimo inchino la congeda, era, niente popò di meno, la moglie di un signore Console, al suo rientro passando diritto, davanti a me, e senza neppure guardarmi diceva, a voce alta: “e tu chi sei e cosa vuoi qua?” Entrando dietro a lui, senza essere stato invitato, rispondevo: “avevo appuntamento per consigliarmi con voi su uno statuto che porto in mano per un movimento giovanile”. Mi disse: “Posalo sul tavolo”, stando seduto apriva e chiudeva i cassetti indaffarato a mettere ordine nelle sue cose. Dopo un lungo silenzio mi disse: “Scendi dalla luna, metti i piedi per terra, cercati un direttore spirituale ed smetti di sognare”. Risposi: “Eminenza, voi mi consigliate, senza nemmeno interrogarmi sul motivo della mia visita, il direttore spirituale lo tengo, ho i piedi per terra e questo statuto, non è un sogno, è volontà del Concilio e del Vangelo, quindi è una realtà, tutto sta scritto, almeno lo legga, ve lo lascio”. Mi disse, urlando: “Non ho bisogno di leggere niente, prendi il tuo scarabocchio e vai via”. Risposi: “Signore Nunzio, se io fossi stato l’ambasciatore o fosse stato la moglie del Console, avrei ricevuto un trattamento diverso …” mi interruppe dicendo: “Basta oltre che sognatore sei mal educato, vai via, via, ho detto”. Uscì dicendo forte: “Pensavo che eri discepolo di Cristo servo del suo Vangelo, or sono convinto che sei solo un diplomatico servo del Cesare, schiavo del mondo, povera Chiesa di Cristo in che mani stai!”.
Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire al Vangelo parola di Dio e a la diplomazia figlia di mammona. (Cfr. Mt 6,24)
Un eccellentissimo Vescovo, ma non Fratello.
4In un paese lontano, vidi troppi giovani pascolare fra le infide praterie dei più variati tossici, erbe e pastiche, erano letteralmente pecore senza pastore, figli senza genitori, cittadini senza patria, sembravano zombi, ominidi, spettri, ibridi che superavano i limiti della stupidità, gioventù annullata, bruciata, distrutta, morta innanzi tempo. A questa massa di apprendisti della morte, perché molti si dimenavano per la crisi di astinenza, altri toccavano le frontiere della morte per overdose, a questo mucchio di morti viventi, molluschi smidollati offrì non un senso della vita ma la Vita-Gesù, era come buttare le perle ai porci, cominciarono a fischiare, sbraitare, mugghiare, mugugnare, ululare perché lo sballo porta alle soglie dell’animalità, e chi sballa sotto l’effetto degli acidi scimmiotta i versi delle bestie, questo è l’uomo animale che non percepisce più le cose spirituali, quindi è normale la sua reazione in difesa, del suo dominio, della sua proprietà, del suo regno. Consapevole del rischio che correvo insistei: “Scommetto che in mezzo a voi c’è uno il minimo uno che attende un Salvatore che lo faccia uscire dal tunnel della morte, allora permettetegli ascoltare il nome del suo Salvatore e se lo ascolta lo seguirà e vivrà, e tornerà a voi vittorioso ad insegnare ai rimanenti le vie della vittoria. Il nome del Salvatore è Gesù, Gesù vuol dire: Dio salva, in nessun nome c’è salvezza, chiunque invocherà il suo nome sarà salvato. Salvò ieri, salva oggi e salverà sempre perché è il Dio che salva, e salva chi ha volontà di essere salvato; salva insegnando a volere il bene ad ogni costo; ti senti perduto? Lui è Colui che ricerca i perduti; ti senti vicina la morte? Lui è Colui che dà Vita; ti senti peccatore? Lui è la Pietà che si piega sul peccatore. Vuoi che si pieghi su di te? Lascia questo posto, ti porterò da Lui e tu sarai salvato …” Un giovane alto piuttosto bruno e di bel aspetto viene avanti, dicendo: “Io lo voglio conoscere questo Salvatore, e vengo con te, ma se non è vero ciò che dici ti ammazzo a botti”. Un altro venne vicino dicendo: “Dì, venditore di fumo scaduto, siamo stanchi, ma se ciò che dici è vero, avrai salva la vita”. Così inizio la nostra marcia verso il Salvatore.
Arrivati a destinazione, prima di collazione, di pranzo e cena, lettura di un capitolo del “Vangelo Eterno”, allora conosciuto come “Poema del ‘Uomo-Dio”[18]. Venuti ad essere guariti da Gesù dovevamo stare con lui, infatti dopo tre giorni i giovani ebbero il miracolo di non sentire più la scimmia della dipendenza. Per i giovani il vero miracolo fu sentire un amore nuovo mai esperimentato per Gesù e diceva uno: “Ecco il Gesù che io sognavo”. L’altro: “Quando pensavo a Gesù me lo immaginavo così, come lo sento in queste letture. Ora non lo lascio più”. Dopo due settimane partirono, e tornarono con altri due ragazzi che fecero la stessa esperienza, in poco tempo arrivammo in 11, per il dodicesimo non cera letteralmente posto, in più per il sostentamento gratuito non bastava l’aiuto dei pochi amici. Mi consigliarono di rivolgermi al vescovo, e così in compagnia di un diacono andammo a trovarlo.
L’errore più grosso che commisi in vita mia fu averlo chiamato fratello a questo vescovo. “Buon girono fratello Vescovo”. Dopo che mi presentai, si congratulò assai con me esternando a noi due la sua contentezza per ciò che stavamo operando nella sua diocesi e concluse: “Presentatevi pure ai miei parroci a nome mio, mentre io chiederò loro che una volta al mese offrano a voi una raccolta di viveri”. Mi congedai, dicendo: “Tate grazie e arrivederci fratello Vescovo”. Uscendo saltammo di allegria e ci abbracciamo di gioia, ora potevamo accogliere una legione. Alcuni giorni dopo andai a la prima parrocchia da un parroco amico mio. Prima che ancora lo salutassi, mi disse: “So già a che sei venuto, da amico te lo dico, sei diffidato dal Vescovo, tu sei uno straniero senza cittadinanza e senza soggiorno, un mal educato che ti sei permesso andare a offenderlo nel suo palazzo episcopale, perciò non solo i parroci siamo tenuti a chiuderti le parte ma ad avvertirti de lasciare la diocesi”. Dissi io: “No basta dire mi ha offeso, vi avrà detto anche in che modo lo offeso” Rispose: “Ha detto: ‘Chi è quello che si permette dire a sua Eccellenza, fratello Vescovo? Diffidate di lui…”. E così fini una storia che stava a fatica iniziando.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbi”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato (Mt 23,8-12).
7. Il Vangelo di Gesù rifiutato dalla sua Gerarchia.
Il mio incontro col Vangelo di Gesù.
1Ero all’ultimo anno di Teologia, quando mi fu presentato un libro: Il Poema dell’Uomo-Dio, da quando iniziai a leggere, percepì che era un libro di memorie, memorie reale, vere, originali della vita di Gesù, che visse due mila anni fa, quindi era il Vangelo che Gesù predicò due mila anni fa e che ora lo dona a noi per mezzo della sua rivelazione a Maria Valtorta, chiamata da Gesù: Piccolo Giovanni.
Il mio Ordine rifiuta il Vangelo di Gesù.
2Da quel momento, sparì dai tempi ricreativi della comunità, per divorare letteralmente tutta l’Opera rivelata; ordinato Sacerdote, mi fu vietato, dai miei superiori, parlare di questa rivelazione, per il semplice motivo che la Chiesa non si era ancora pronunciata, pensando che fosse un capriccio dell’Ordine, chiesi al Superiore tempo per trovare un Vescovo benevolo, che m’incardinasse, nella sua Diocesi, con la facoltà di annunziare ai fedeli il Vangelo di Gesù secondo il piccolo Giovanni
La gerarchia rifiuta il Vangelo di Gesù.
3Cominciò la mia odissea, guidando una golf nuova, regalo di amici svizzeri, visitai, una per una, tutte le diocesi della Spagna, nessun vescovo accetto l’annunzio del Vangelo di Gesù secondo il piccolo Giovanni; arrivai in Italia, visitando il Canton Ticino della Svizzera, dopo la visita delle diocesi del norte mi fermai ad Assisi, dove il vescovo di Assisi, dopo aver messo alla prova la mia capacità apostolica, volle incaricarmi la parrocchia di S. Rufino a condizione che lasciasse la rivelazione della Valtorta. Risposi: Rinuncio alla sua parrocchia, per il Vangelo di Gesù e me ne andai. Fu sufficiente questa sperienza per capire che nessun vescovo vuole il Vangelo di Gesù e quindi, nessun vescovo, nella sua diocesi, mi autorizza a predicare, in qualità di sacerdote, questo vangelo; ma se il mio sacerdozio, non favorisce, ma ostacola l’annunzio del Vangelo di Gesù, lascio il sacerdozio per annunziar il Vangelo di Gesù, senza ostacoli.
Andai a Roma e chiesi la riduzione allo stato laicale. Il motivo? Il motivo è l’incompatibilità di ministeri, non mi è concesso nel mio ministero sacerdotale annunziare il Vangelo di Gesù, secondo il Piccolo Giovanni, cioè non mi è evangelizzare. Quindi lo voglio annunziare da laico, senza nessun altro ostacolo.
I gruppi, di preghiera rifiutano il Vangelo di Gesù
4Ricevuta la riduzione allo stato laicale, non mi son mai considerato laico, ma con lo spirito sacerdotale ho annunziato il Vangelo di Gesù con vivo ardore, ma con la scusa che la Chiesa non si era ancora pronunciata a favore, nessun gruppo volle saperne del Vangelo di Gesù. Io col Vangelo di Gesù in mano caddi dalla padella alle braccia.
E’ più facile che i ciechi vedano, che i laici dei quattro vangelo, credano nel Vangelo di Gesù; è più facile che le pietre parlino, che i laici dei quattro vangeli aprano il loro cuore al Vangelo di Gesù; è più facile che un roveto arda, che i laici dei quattro vangeli si convertano al Vangelo di Gesù e questo, non fa onore alla loro fede nei quattro vangeli, né alla loro obbedienza alla Gerarchia, ma denuncia la ignoranza di ambedue le parti a riguardo dei segni dei tempi, i segni dicono che Gesù è già venuto per rivelazione (Mt 24,37-40; Lc 17,26-30),
La visione che attesta un termine e parla di una scadenza
Il Signore parla ad Abacuc
5“Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente.
E’ una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mente; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.
Ecco soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede” (Ab 2,2-4).
Tra le visioni che Maria Valtorta ha inciso fra le sue tavolette, c’è una che attesta un termine e parla di una scadenza.
La visione che attesta un termine
5Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che t’importa? Tu seguimi». (Gv. 21,20-23).
Pietro è stato costituito capo degli Apostoli e al capo importa ogni suddito e si interessa d’ognuno di loro e questa visione attesta il termine dell’interesse di Pietro su Giovanni, nel senso che quando venga Gesù Pietro seguirà Gesù senza più importarsi di Giovanni ci penserà Gesù a Giovanni.
La visione che parla di una scadenza
6Questa stessa visione parla di una scadenza, quando dice Gesù: «Se voglio che egli rimanga finché io venga»
Infatti è il tempo della scadenza del Vangelo di Giovanni, tempo segnato dalla profezia di Gesù, quando rispondendo a Pietro disse: “Se Io voglio che Giovanni rimanga fino a quando Io venga, a te cosa t’importa?” e la storia dimostra che, solo Giovanni insieme a Matteo, Marco e Luca, sono rimasti a parlarci di Gesù, fino ai nostri giorni. Gesù, per rivelazione, è venuto e per rivelazione, ci ha lasciato il suo Vangelo; quindi il Vangelo di Giovanni cede il posto al Vangelo di Gesù. Il tempo di Giovanni è scaduto, ora è tempo di leggere il Vangelo eterno, il Vangelo di Gesù secondo il Piccolo Giovanni
Il Vangelo di Gesù è venuto per rivelazione di Gesù.
7Tutti sappiamo che, in questo tempo, Gesù è venuto a noi per rivelazione, secondo la profezia che, Gesù stesso, aveva annunziato:
“La venuta del Figlio dell’Uomo sarà come nel tempo di Noè e di Lot. Cosi sarà il tempo in cui il Figlio dell’Uomo si rivelerà” (Mt 24,37-40; Lc 17,26-30). La malvagità del nostro tempo ha superato la malizia di quei tempi. Gesù, Fedelmente, ha compiuto la sua promessa, venendo a noi per rivelazione in questo tempo e ci ha lasciato il suo Vangelo, facendolo scrivere al piccolo Giovani (M.V) e attualmente pubblicato, dal CEV, con il titolo: “Il Vangelo come mi è stato rivelato”. Siccome, noi sappiamo che Gesù disse: “Se Io voglio che Giovanni rimanga fino a quando Io venga”. Per fil di logica Giovanni deve cedere il posto a Gesù, questo significa che, il Vangelo secondo Giovane cede il posto al Vangelo di Gesù secondo il piccolo Giovani.
Io concludo la mia ricerca con il doloroso lamento di Dio per voca del profeta Isai:
“Udite, cieli; ascolta, terra, perché il Signore dice: “Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende” (Is 1,2-3)
Un Vescovo benevolo incardina l’ex prete.
Incontro con il Vescovo.
8In una delle mie esperienze di evangelizzatore laico, invitato da un Vescovo al suo palazzo episcopale, volle informarsi da me perché evangelizzasse da laico, quando da sacerdote lo avrei potevo far meglio, risposi: perché i Vescovi, nelle loro diocesi mi proibiscono annunziare il Vangelo di Gesù, secondo il piccolo Giovani. Domandò: Chi è questo piccolo Giovanni? Risposi: E’ Maria Valtorta a la quale Gesù rivelò il suo Vangelo e Lui la chiamava, piccolo Giovani. Commentò pensieroso, ora ricordo, tu parli della rivelazione di Gesù a Maria Valtorta, ma figliolo, la Chiesa non ha argomenti sufficienti, per dimostrare l’origine soprannaturale di questa rivelazione. Risposi: Non vuole averlo, perché vasta fare uno studio comparato con i 4 Vangeli canonici per avere le pro…Interruppe il Vescovo: Tu vorresti restituito il sacerdozio, nel caso che io t’incardinassi nella mia diocesi con il compito di far questo studio a favore della rivelazione di Gesù a Maria Valtorta? Risposi: Questa è la volontà di Dio e questo io voglio. Confermò il Vescovo: E’ fatto, preparati, domani sarai nel centro addetto a questa finalità
Mandato al riformatorio di ex preti.
9Il padre del figlio prodigo, abbracciò e baciò il figlio, al suo ritorno; il Vescovo, al ritorno dell’ex prete, lo consegnò, senza né baci né abbraci, al fratello maggiore che lo portò a un riformatorio di malviventi, penso che il delinquenti, in carcere, ha un trattamento più cristiano.
Il Padre fece ammazzare il vitello grasso per far festa al figlio ritornato; il fratello maggiore ammazzò le gioie dell’ex prete ritornato obbligandolo a vivere schiavo del regolamento di un riformatorio di malviventi che devono imparare a vivere bene, per tornar a essere uomini.
Il padre fece rimettere nel dito del figlio l’anello dei diritti del figlio; il fratello maggiore, all’ex prete ritornato, fece spogliare dei suoi diritti di uomo comune, quando accompagnavo al risponsabile a gli incontri spirituali, dopo aver messo a posto gli altresì del culto, dovevo scomparire, mettendomi in silenzio, senza intervenire in nessun momento del culto, nessuno doveva sapere che, in quel culto, c’era un ex prete.
Il padre fece mettere sandali nuovi al figlio per reintegrarlo nel diritto a tutte le attività della famiglia; il fratello maggiore fece spogliare, all’ex prete ritornato, dei diritti a far parte alle attività familiari, sociali, religiose; unico lavoro da schiavo, tener pulito e in ordine tutta la struttura, incluso cortili e orti, e luoghi adiacenti, inoltre ogni inverno servire al Superiore nel suo Jovi di sciatore consumato. Quando meno me lo aspettavo, comandava: “Prepara lo sci, metti in machina, andiamo a sciare”; arrivati al posto: “Mettimi lo sci, aspetta qui, vado a sciare”; tornato da sciare: “Toglimi lo sci, metti tutto a posto, torniamo a casa”. Mai una domanda gentili: Sei stanco d’aspettare? Hai fame? Hai freddo? Hai sete?
Questo stile di vita vuota e ipocrita da uomo invalidato dove da ex prete dovevo prepararmi ad amare la bellezza del sacerdozio, in cinque anni, finì per esasperarmi, se non fosse stato, per la determinata volontà di riavere l’amato sacerdozio, sarebbe sparito per sempre da quel antro che si merita in pieno l’invettiva di Gesù.
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi” (Mt 23,14-15)
Sacerdote annunziatore del Vangelo di Gesù, secondo il Piccolo Giovanni.
Cenacoli d’ascolto del Vangelo di Gesù
10Riavuto il Sacerdozio, fui nominato vicario, in una parrocchia vastissima, dove il Parroco, con autorizzazione del Vescovo, mi concesse di fondare i cenacoli d’ascolto del Vangelo di Gesù.
Si parla di Gesù e della sua dottrina, fino alla noia, eppure sta scritto: “Mio popolo perirà per mancanza di conoscenza”, per evitare questa moria di cristiani, Gesù è venuto in questo tempo, per evangelizzare e catechizzare, Lui personalmente, il suo popolo scristianizzato e riconoscendo questo suo diritto, ho creato per Lui il cenacolo di ascolto di Gesù e di Maria, con due incontri a settimana, uno per la sua evangelizzazione, l’altro per la sua catechesi
Coroncina dei cinque misteri del giorno
Canti spirituali
Ascolto del Vangelo di Gesù
Liberazione delle anime penanti
Battesimo dei bambini non nati
Preghiera di ringraziamento
Trionfo evidente ma breve di Gesù.
11In poco tempo sorsero sette cenacoli in sette centri diversi della parrocchia, notizie di guarigioni in diversi cenacoli, palese miglioramento dei fedeli, aumento nel numero degli operatori parrocchia, crescita nel numero della prattica ai sacramenti e ciò che, a me gratificava di più, era l’apparizione privata di Gesù, a quei fedeli del cenacolo che, per conto loro, giornalmente leggevano il suo Vangelo. Nel bollettino parrocchiale i comenti superavano ogni immaginazione possibile, i fedeli erano convinti che nei cenacoli operava Gesù.
Gesù fermato dalla sua Gerarchia.
12Con il trasferimento del nostro Vescovo accadde l’inaspettato; il nuovo Vescovo nominò responsabile dei cenacoli al parroco, io fui trasferito di parrocchia, mi fu ritirato il permesso di assistere i cenacoli da me fondati e mi fu definitivamente proibito creare gruppi parrocchiali di qualunque corrente spirituale fossero. Quando, ancora, mi presentai a perorare in favore della rivelazione di Gesù a Maria Valtorta, mi cadde il mondo addosso, sarebbe stato meglio morire in quel momento, anziché sopravvivere al delitto più grande del clero cattolico contro l’umanità e cioè negare l’origine divino della rivelazione a Maria Valtorta, sentendomi dire dal mio Vescovo: “La rivelazione a Maria Valtorta, non è Parola di Dio”. Al fatto che presentai le prove bibliche e teologiche, invitando a leggerle, mi fu risposto: “Non lo voglio leggere”. Allora, dissi: “Senta Eccellenza, il termine che la rivelazione a Maria Valtorta non è Parola di Dio, in voca a un Vescovo, fa schifo al credente, da che parte state?
8. Eccellentissimi ed eminentissimi asini
Roba da asini.
1Mi fa rabbrividire la scellerataggine di quella parte di gerarchia che ha osato contestare Dio nella sua divina Opera annunziata da tempi lontani, profetizzata dallo stesso suo Figlio Gesù Cristo, quando disse: “Le mie parole non passeranno”, “Quando però verrà lo Spirito di verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà”[19]. “Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto“ [20], non vedere il compimento pieno di queste profezie nella magna Opera rivelata nei nostri giorni, donata alla Chiesa, rifiutata da essa negando l’approvazione allo stesso autore Gesù Cristo è roba da asini, da scellerati, da figli corrotti, superbi, ingiusti, titoli che usano i profeti ai negatori di quest’Opera, tutti i negatori sono paglia destinata a bruciare nel giorno della sua manifestazione.
L’asino conosce la greppia del padrone
2Udite, cieli; ascolta, terra, perché il Signore dice: “Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende” (Is 1,2-3)
Eccellentissimi Vescovi ed Eminentissimi cardinali, vi state giocando non solo la dignità umana, ma la stessa identità apostolica, non riconoscendo la rivelazione del Signore nel tempo giusto e nel momento esatto della sua manifestazione. Se l’asino conosce la greppia del padrone, come mai voi non conoscete la rivelazione del vostro Signore? Or bene siccome il Santo di Israele è il Signore Gesù che, in questa sua rivelazione, viene a voi per primi e a noi per conseguenza, rifiutando la sua rivelazione, rifiutate Dio stesso e quindi, vi giocate in pieno la vostra dignità apostolica facendovi meritevoli della sua invettiva: “Guai, gente peccatrice, popolo carico di iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo di Israele, si sono voltati indietro (Is 1,4).
Il Libro di memorie che fu scritto davanti a Lui.
3Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve. Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve (Ml 3,16-18).
Come non vedere nel Vangelo rivelato a Maria Valtorta il compimento pieno di questa profezia? L’unico libro di memorie scritto davanti al Signore mentre predicava nei villaggi o nel tempio di Gerusalemme o quando dialogava con greci o romani o mentre ammaestrava apostoli o discepoli, non c’è pagina in questo libro che non sia stato scritto davanti al Signore, perciò è il Libro annunziato dal profeta Malachia.
Rifiutare questa rivelazione è superbia ed ingiustizia di gente scellerata e corrotta, paglia che attende il giorno rovente:
“Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà – dice il Signore degli eserciti – in modo da non lasciar loro né radice né germoglio” (Ml 3,17).
Accogliere questa rivelazione è generosa docilità dei cultori del nome del Signore, per loro sorgerà il Sole di giustizia con raggi benefici, lo Spirito Santo con i suoi doni, frutti e carismi:
“Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla. Calpesterete gli empi ridotti in cenere sotto le piante dei vostri piedi nel giorno che io preparo, dice il Signore degli eserciti. (Ml 3,20-21)
Il Vangelo di Gesù è Dio che viene a salvarci.
4Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi“. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti d’acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie (Is 35,4-7).
In questo Vangelo rivelato si compie pienamente la profezia, perché Gesù stesso, dice in quest’Opera: “Questo Libro sono Io”. Lui è vero Dio, quindi, Isaia ha ragione, quando dice: “Ecco il vostro Dio”. Giunge la vendetta, perché chiunque lo contesta in quest’Opera, conoscerà la sua ira.
Quelli che accolgono questo Vangelo, stanno già ricevendo la ricompensa divina, perché Gesù, gli stessi miracoli che fece lungo la Palestina, ora li sta compiendo nello spirito, attraverso la lettura di questo Vangelo, esattamente come profetizzò Isaia di questo Libro: “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto”.
Il Vangelo di Gesù è la Via santa per ritornare al Signore
5Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa; nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà, vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto (Is 35,8-10).
Che quest’Opera sia la Via santa annunziata dal profeta si dimostra dal fatto che nessun impuro che non voglia lasciare le sue brutte abitudini persevera nella lettura di quest’Opera. Gli stolti che odiano la sapienza non vi si aggirano proprio. Il Leone: l’uomo superbo, orgoglioso prepotente non ci sta, né le bestie feroce: uomini iracondi, vendicativi, violenti, stupratori, usurai e ladri la vogliono, perché non hanno l’intenzione di cambiare. I negatori di quest’Opera appartengano a questa razza di figli corrotti.
La prova inconfutabile che il Vangelo di Gesù è la Via santa profetizzata da Isaia, lo dimostra il fatto che la profezia è dedicata al ritorno dei Redenti, dei Riscattati dal Signore e vuol dire che per questo Vangelo devono ritornare all’unico Dio, i cristiani dirottati dal mondo, ingannati dal diavolo, corrotti dalla carne, uccisi dal Peccato.
Il Libro che restituirà l’udito ai sordi e la vista ai ciechi è il Vangelo di Gesù.
6Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo di Israele. Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla (Is 29,18-21).
Lavoro delle mani del Signore è il Vangelo di Gesù.
7Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore che riscattò Abramo: “D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio di Israele. Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza e i brontoloni impareranno la lezione” (Is 29,22-24).
9. Dono d’infinita misericordia calpestato[21]
Apparizione di Gesù Re dei re.
(ricopio per ordine avuto il 12-6-53. Solo oggi [19-6-53] ritrovo il foglio in questione e trascrivo).
1Mi appare Gesù nella gloria del Cielo. Il Gesù glorioso, imponente, vero Re dei re e Signore dei signori, come fu dopo la sua Risurrezione e Ascensione. Scosta con le Mani bellissime il manto regale, fermato al sommo del Petto da un aureo cesello e ricadente molto oltre i piedi, formando un ampio strascico oltre la veste, lunghissima tanto da coprire totalmente i suoi piedi.
Lo ammiro, notando a quale perfettissima, anche in potenza di forme, armonia fisica e potenza regale e divina Egli è giunto dopo aver tutto compiuto sulla Terra.
Dal manto scostato appare il suo Ss. cuore, vero Cuore, ma anche vera fiamma o fuoco di un fulgore insostenibile. Da esso scende un fulgidissimo raggio a cono, che sempre più si allarga più s’avvicina alla Terra. Anche dalle Mani trafitte scendono raggi uguali, e così, da sotto la veste, certo dai Piedi trafitti. Cinque lame di fuochi ardentissimi, di una luce sfolgorante, che scendono sulla Terra.
L’aspetto di Gesù, che volta le spalle ad oriente e guarda verso occidente, è severo ma non irato. Anzi quando si volge a parlarmi è dolce, poi, man mano che parla, diviene il terribile Rex tremendae majestatis, il Gesù punitore dei mercanti e strozzini del Tempio, degli ingiusti Farisei e Scribi.
Dono dato in tempo per salvare l’umanità.
Mi dice:
2«Ecco, la Carità infinita, che è il mio Attributo, aveva, da questo Cuore Misericordioso, tratto un nuovo dono d’infinita Misericordia, di divina Misericordia per gli uomini: l’Opera. Essa doveva servire a fortificare negli spiriti le tre Virtù Teologali e le quattro Virtù Cardinali, a dare il mio Amore, l’esatta misura dell’estensione di esso a coloro che stanno per essere travolti dall’odio di Satana, dall’Anticristo e dai suoi servi.
E l’avevo dato in tempo, prima della scadenza tremenda, perché fosse diffuso, manna e medicina alle moltitudini perché non muoiano, fatti senza fede dagli eventi, maledicendo Dio o negandone l’Essere, perché, diranno, se ci fosse non permetterebbe queste cose, Lui, che ci dissero che tutto può. L’avevo data in tempo, chiedendo ai miei Servi primi, i Sacerdoti, che sono pastori d’anime, la ben piccola, facile, giusta, meritoria fatica di concederne la pubblicazione, fatica minuscola rispetto al mio grandissimo Dono e alla tua grandissima fatica, compiuta nelle tue condizioni fisiche e morali. L’avevo data in tempo, Io che sono la Sapienza e tutto so, che sono Carità e tutto faccio per amore, che sono Onniveggenza e so l’ora giusta per ogni evento o manifestazione. Ho parlato in tutti i modi, con le preghiere, con le profezie già compiute, con rimproveri anche, ai Pastori non pastori che, stoltamente sicuri del loro benessere, non hanno visceri di Pastori per i loro agnelli.
Dono irriso, deriso, calpestato,
3Hanno irriso, deriso, calpestato il mio Volere d’amore. Hanno afflitto, condannato ad una lunga passione i miei servi. Hanno agito secondo il loro volere, per partito preso, non suffragato dalla benché minima ragione di agire come agiscono, privando le anime del mio dono.
Che aspettano? Che una rovina mondiale permetta loro di dire, per giustificarsi della loro mala azione: “Data l’ora particolare che sconvolge il mondo, siamo impossibilitati a concedere, come gli altri lo sarebbero, a stampare”? No. Quella ragione non è valida. Perché sono tre anni che Io ho terminato e ho chiesto che facessero sì che molti potessero tornare a Me per quelle Parole di Vita. E sono tre anni che loro si oppongono a ciò.
Si oppongono agendo come agiscono, privando le anime dall’aver conforto nelle ore che incombono. Se in un molto prossimo domani l’Umanità venisse travolta in un nuovo turbine di ferocia, rispetto al quale l’ultimo del 40-45 sarebbe stato un nulla, nel vostro perire fra angosce d’inferno non avreste, poveri figli miei, e per colpa di coloro che hanno contravvenuto al mio Volere, impedendo la pubblicazione e diffusione dell’Opera, non avreste il conforto di quelle parole, atte a non farvi morire disperati. Ed Io, dai Cieli, maledirò costoro che si arrogarono il diritto di privarvi di quel dono che Io avevo dato per suprema luce e conforto nell’ora tremenda.
Maledizione del Re dei re
4Io maledico! Perché mi si impedisce, e proprio da parte di uomini miei servi, di essere il Re dei re e il Signore dei signori anche in Terra come lo sono in Cielo, il Re Universale ed Eterno, padrone di beneficare i suoi sudditi, il Pastore dei pastori fra il mio gregge assalito da tanti nemici materiali, morali e spirituali, ai quali ogni libertà è concessa, anche quella di usare i mezzi di natura per farne armi micidiali di distruzione, non solo della Creazione di Dio, ma anche della fede nell’Onnipotenza e Bontà di Dio. Armi contro le quali, con le stesse bugiarde scuse addotte dai miei nemici di Palestina per giustificare, per tentare di giustificare le loro azioni verso di Me – le armi usate dai farisei, scribi, sadducei, erodiani, tutti falsi servi di Dio, bugiardi credenti perché non unirono gli atti giusti alle parole, simoniaci che, davanti all’oro e al potere, e per essi, calpestarono la giustizia – fra l’utile umano e sovrumano scelgono il primo per averne il bene umano. E ne hanno male, invece, e ne avranno, in Terra e in Cielo. Perché essi non alzano la loro voce di uomini liberi, di uomini di verace, buona volontà, per dire, costasse anche il capo, “Non licet” contro il più grande delitto verso l’Umanità, così come il mio eroico Precursore osò urlare al suo re terreno?
Io maledico! Tutti questi maledico e maledirò se non si pentono, se non riparano al loro atto ingiusto. Questi cocciuti di dura cervice, di collo duro che non si piega sotto il giogo santo del mio Volere di Dio. Questi duri di cuore che non hanno pietà di te, né delle turbe bisognose del Pane della mia Parola. Questi che non sanno dire ai potenti d’ogni razza e nazione: “Basta di odio e di stragi, e di ingiuste azioni! Perché Dio, quel Dio che voi dite d’amare, ma, in verità, o non lo fate o lo fate molto imperfettamente, predica l’amore e non l’odio. Perché Dio, quel Dio che negate nelle sue opere di misericordia, sapienza, carità, e che perseguitate, perseguitando coloro che, da Me scelti per miei strumenti, opprimete opprimendoli anche nella libertà di spirito, già scaglia su di voi”, [sic]
Che cosa è la maledizione del Re dei re.
5Vedi, o Maria, queste spade fiammeggianti che escono dalle ferite che l’amore per gli uomini aprì in Me, Uomo-Dio, Salvatore e Redentore? Sono Misericordia. Ma solo per i buoni. Per te. Per quelli che, come te, sono veri figli del Padre Dio.
Ma sono anche spada a due tagli, come quella di cui parla il mio diletto apostolo Giovanni, l’Aquila, l’Amore nel complesso apostolico, nella sua Apocalisse[22]. Sono spade che tagliano, fulmini che colpiscono chi ha suscitato il mio divino corruccio. E Io, costoro, li maledico e respingo da Me.
E la mia maledizione è sferza che percuote, e quel segno mai più si cancella, i mercanti e barattieri, i falsi dottori del Tempio nuovo, falsi perché hanno i segni esteriori, quelli soli, dell’essere miei servi, ma non hanno il segno spirituale di essere i miei servi; quel segno che è luce che illumina a vedere il vero, sapienza a distinguere con vera giustizia, carità che è dare ciò che è bene alle anime, giustizia senza la quale la santità cade.
È sferza spirituale, ma non meno giusta e vera, pari a quella con cui percossi, una e una volta, i mercanti e barattieri del Tempio antico, e sferza di parole con cui colpii e abbattei i falsi sacerdoti del Tempio sul Moria, poi caduto come essi per castigo divino.
Perché lo zelo per la Casa del Padre mio – ed è Casa del Padre l’assemblea di tutti i fedeli cristiani, figli adottivi di Dio, rinati, per il mio sacrificio, a questo grado di adozione e alla Grazia, figli sbigottiti, oppressi, che voi, come ben previdi, e come predicai ai miei primi Sacerdoti di non fare, non confortate, non nutrite, non guidate con quanto vi ho dato a questo scopo e, peggio ancora, impedite a Me di farlo con quelle pagine di Vita vera – lo zelo, dicevo, per la Casa del Padre, dei suoi figli d’adozione e fratelli miei per il sangue umano, che voi cooperate a trarre in sconforto e dubbio sulla veridicità del dono e sulla misericordia mia, mi infiamma di sdegno e consuma la mia Pazienza.
Invito alla conversione
6Guai a voi, servi ribelli! Pace a voi, miei fidi agnelli! Ecco quel Cuore che attende il vostro ravvedersi per perdonarvi! Ma che più ancora versa i suoi fiumi di pace su coloro che voi fate schiavi del vostro ingiusto prepotere, povero, transitorio prepotere che in un attimo può divenire cenere, polvere, nulla!
Sappiate che essi, i vostri oppressi, sono in Me più di voi con le vostre potenze e grandezze di labile durata, e patiscono con Me, come Io sono in loro e patisco in loro. Essi meritano perciò, al termine della loro esistenza fedele, tutto il gaudio del Cielo, e lo avranno, per mitigare quanto faceste loro soffrire in Terra e dimenticare, in una beatitudine senza fine e senza limite, tutto il dolore che ebbero per averli, voi, moralmente e spiritualmente tenuti prigionieri per tanto tempo, sempre timorosi di altre più azioni vostre, crudeli e ingiuste, su loro che meritavano ogni onore».
Gesù richiude, dopo qualche minuto dalla cessazione del suo parlare, il suo manto e scompare. Ma per altri dieci giorni, ossia sino allo scoppio della guerra in Corea, mi si mostra così, senza parlare ma afflittissimo, pur nella sua sfolgorante bellezza.
Dichiarazione
Dopo approfondita e responsabile valutazione di uno studio comparato del Vangelo rivelato a Maria Valtorta[23] e ora pubblicato col titolo voluto dal suo autore: “La Buona Novella ai piccoli del gregge di Gesù”[24], opera pubblicata nel sito contiene integralmente i quattro Vangeli[25] e dimostra che il Vangelo rivelato a Maria Valtorta è compimento della promessa di Gesù (Gv 14,26), è il Libro del Signore (Is 34,16), è il Libro di memorie scritto davanti al Signore (Ml 3,16-20), è la strada appianata chiamata Via santa (Is 35,8-10), è il libro delle parole miracolose (Is 29,18-24), è il Vangelo eterno (Ap 14,6-7), è Opera di Gesù suo autore divino. Quindi senza la fede in questo Vangelo non c’è salvezza, come dice Gesù: “Andate in tutto il mondo proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà dannato” (Mc 16,15-16)
Con questa rivelazione Gesù comincia la sua seconda Evangelizzazione, senza far sentire più la sua voce nelle piazze, ma nel cuore di chi lo ascolta per audio o lo legge nel libro (Is 42,2-4), per guidarlo alla conoscenza completa della sua persona e della sua dottrina mediante la luce dello Spirito Santo (Gv 14,26; 16,13) e prepararlo all’Evento della sua seconda venuta per l’Avvento del suo Regno (Mt 21,43).
Questa Buona Novella è il Vangelo eterno che dobbiamo annunciare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e paese. (Ap. 14,6-7), senza più aspettare permesso di nessuna gerarchia, perché la maledizione di Dio colpirà la cristianità globale, cosi come tutto l’Israele fu colpito per il peccato della sua gerarchia. Imitiamo Pietro che seppe rispondere, con franchezza e coraggio, alla gerarchia che gli vietava evangelizzare: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 4, 18-20); seguiamo l’esempio del nostro Maestro e Signore Gesù che rispondeva alla gerarchia che gli proibiva evangelizzare, dicendo: “Devo fare la volontà del Padre che mi ha mandato” (Gv 6,35).
Avvertimento
LA RIVELAZIONE DI GESÙ A MARIA VALTORTA È PAROLA DI DIO
CHI LA RESPINGE COMETE PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO
La maledizione del Re dei re, emessa da Gesù il 16 giugno di 1950, pende sulla gerarchia cattolico colpevole dal delitto più grande verso l’umanità.
[1] Costituzione dogmatico “Dei Verbum” n. 18
[2] CROMAZIO di AQUILEA, Commento al Vangelo diedi Matteo, ed. Città Nuova, Roma 1984
[3] MARIA VALTORTA, Quaderni del 1943, Ed. Emilio Pisani, Isola del Liri FR, 1976. Scritto il 24‑8‑1943.
[4] MARIA VALTORTA, Quaderni del 1943, Ed. Emilio Pisani, Isola del Liri FR, 1976. Scritto il 29-novembre 1943
[5] Quaderni del 43 Op.cit. Scritto il 29 dicembre 1943
[6] Gn 6,17.
[7] Gn 19,23-25.
[8] Pietro novello, Cristo in terra: Al Papa viene ripetuto l’invito a vigilare e a pregare, non essendo questo il momento di morire per il Cristo, bensì di difendere e di istruire. La piaga già rode e molte luci sacerdotali sono spente o languono. Il Papa supplisca a tutte le deficienze, faccia risentire la dottrina del Cristo e riporti la pace alla terra.
[9] Allusioni a: Gv 21,15-17.
[10] Quaderni 1943 Op. Cit. Scritto il 27 settembre 1943
[11] Gv 8,31-32.
[12] Il Figlio‑Verbo è lettura incerta. Potrebbe leggersi anche il Figlio, il Verbo.
[13] È detto meglio nel dettato del 1° ottobre 1943, pag. 366‑367.
[14] Gv 1,4-9; 8,12; 9,5; 12,46.
[15] Scritto i 1° ottobre 1943. La ricerca dell’ebbro: “Mi ricercano ogni giorno. Bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio” (Is 58,2)
[16] Scritto il 30 luglio 1943.
[17] Scritto il 14 luglio 1943.
[18] Ora conosciuto come “l’Evangelo come mi è stato rivelato”, ma il vero nome voluto dal cielo è “La Buona Novella per i piccoli del gregge di Gesù”, non è altro che la Buona Novella del Regno che Gesù predicava nel suo tempo.
[19] Gv 16,13-14
[20] Gv 14,26
[21] 16-6-50. Festa del S. Cuore. 50.4, pag. 200
[22] Ap 2, 12
[23] MARIA VALTORTA, L’Evangelo come mi è stato rivelato, Ed. CEV, Isola del Lire
[24] Titolo voluto da Gesù, MARIA VALTORTA, Quadernetti N° 48,1).
[25] Matteo, Marco, Luca, Giovanni.
