Lucifero il Serpente Antico

GESÙ DI NAZARETH

Nuova evangelizzazione

 

 

Tentazione nel deserto di Gesu

 

LUCIFERO, IL DIAVOLO, IL SERPENTE ANTICO, SATAN

S A T A N
Sacrilegio Ateismo Turpitudine Anticarità Negazione
Superbo Avverso Tentatore Avido Nemico
Seduzione Astuzia Traditore Agilità Nequizia
Tenebra

 

SECONDO IL PICCOLO GIOVANNI.

 

 

A cura di Fray Jesus Maria de Cabanaconde S.O.S

Servo dell’Ordine dei Salvatori


S O M M A R I O

ORIGINE NATURA ESISTENZA

1. Lucifero divenne Satana.

Lucifero: portatore della luce.

Il grido di rovina del superbo.

Il nome di Satan viene direttamente da Dio

Le 5 maledette caratteristiche

Il contrario di Dio.

Il Superbo.

2. L’incontro di Lucifero  con Eva e Adamo.

Corruzione dell’innocenza dei progenitori.

Il “delitto” contro lo spirito.

Il crescente parossismo della colpa.

I gradi della caduta.

Il “delitto” consumato.

Conseguenza della malizia.

Conseguenze del “delitto” consumato.

Segni dell’amicizia col serpente.

3. L’incontro di Lucifero  con Gesù.

Nel deserto Gesù si prepara all’evangelizzazione.

Gesù cercato dal Tentatore.

Silenzio con Satana e con sé stesso. E preghiera.

Satana iniziò la sua Tentazione con l’Impurità.

Nelle altre tentazioni, risponde per onorare Dio.

Gesù annichilò Sé stesso apparendo semplice uomo.

Le confidenze del Cristo non giova ai lussuriosi.

Gesù non ha voluto seguire il Male.

“Tutto è puro ai puri”.

Tentati e vincitori per essere “dèi” nel regno di Dio.

La tesi di Gesù avvalorata dagli apostoli.

Il numero dei S. Innocenti.

4.  Regno e manifestazione di Satana.

Il regno di satana e la sua manifestazione.

Il leone ruggente.

Il serpente in agguato.

Assale il pensiero.

Assale le coscienze.

Condizioni per ricevere Dio.

Discernimento e satanismo.

Discernimento del divino.

5. Culto di Satana.

Obbrobriosa idolatria.

E’ delitto negare il Vangelo e la Chiesa.

La messa nera e l’entità infernali.

I sacerdoti di Satana.

Guai a voi astrologhi, indovini e satanisti.

6. Satana è un divoratore insaziabile.

L’arma che prova con le anime pie.

L’aiuto di Gesù.

La forza dello spirito

Spiegazione della scrittrice.

7. Spontaneo naufragio in Satana.

Il regno del Male.

Applicazioni delle profezie al tempo di oggi.

Il regno del Male è già instaurato.

Spontaneo naufragio in Satana.

Obolo di anime.

L’Amore ha sempre vinto

8. Satana respinto nel suo principale elemento.

Apparizione del mostro infernale.

Vinto nella superbia.

I suoi attributi tralucono nei suoi servi.

E’ impotente a nuocere chi rimane in Gesù e Maria.

Visioni consecutive.

L’anima deve compiangere Gesù.

L’anima piange con Maria la morte delle anime.

Il purgatorio della mamma del Portavoce.

IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO

9. Vaglio dell’umanità attuale.

Premessa della scrittrice.

I demoni delle nazioni, uniti sotto  Lucifero.

L’ordine è unico per tutti.

Gli angeli non trovano terreno propizio.

La corruzione è come nel tempo del diluvio.

Una delle prime selezioni dell’umanità.

10. Le forze di Satana sono già in azione.

La Battaglia soprannaturale è già iniziata.

Selezione spontanea.

La seconda scalata di Satana al Cielo.

11. Le due Bestie.

Lo Scimmiottature di Dio.

La prima Bestia: potenza umana.

La seconda Bestia: la scienza umana.

Potere umano e scienza umana.

L’unica scienza necessaria.

Surrogati di luce.

La vera Sapienza.

12. Le sette piaghe.

Corrispondono ai sette tuoni.

Il 1° flagello: l’ulcera.

Il 2° flagello: Inquinamento del mare.

Il 3° flagello: inquinamento dei fiumi e delle  sorgenti.

Il 4° flagello: alterazione della luce solare.

Il 5° flagello: Le tenebre.

Il 6° flagello: sette sataniche e dottrine demoniache.

Gli esseri immondi.

13. 7° flagello: La “gran Babilonia”.

Mistero di Babilonia la grande.

Babilonia è tutta la Terra.

Le sette teste e le dieci corna.

Ebrietà maledetta.

La bestia fu e non è più.

Le acque presso le quali è seduta la prostituta.

Crolleranno le città delle nazioni.

14. Società corrotta da Satana.

Non vi è categoria sociale immune di colpa.

Punizione proporzionata.

Dio farà dell’uomo la punizione dell’uomo.

Dio percuoterà il Potente.

Un Resto tornerà al Dio forte.

I viventi dello spirito.

I Precursori del Cristo nella sua seconda venuta.

15. I Luciferi minori.

Precursori del Male fatto carne.

Conculcatori della libertà e del pensiero.

Conculcatori dello spirito.

Ladri del libero arbitrio.

Scostatevi dalle leggi della Bestia.

A Babilonia succederà Gerusalemme santa.

16. Fornicazione con Satana.

Non c’è pace quando si fornica con Satana.

Non c’è pace quando si  prega in stato di peccato.

Non c’è pace quando la volontà non è buona.

L’Inferno partorirà l’Anticristo.

IL PADRE DEL ANTICRISTO

17. Preparativi all’avvento dell’Anticristo.

Precursori dell’Anticristo.

Mercimonio con Satana.

I Corredentori.

Il Portavoce.

18. Errori e orrori che partoriranno l’Anticristo.

I ministri dell’Anticristo.

I profeti del Messia.

Segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse.

Il Leone: l’uomo ateo.

L’Orso: l’uomo mostro.

Il Leopardo: l’uomo feroce e falso.

19. L’Anticristo.

L’Anticristo: perfezione dell’Orrore.

Il piccolo corno: estremo livore di Satana.

L’Orrore regnante nel mondo.

Il Regno messianico.

20. Nomi e natura e potere dell’Anticristo.

Nomi.

L’Astro caduto dall’alto.

L’aiuto completo di Satana.

L’aiuto dei nemici del Cristo.

21. Periodo dell’Anticristo.

Eventi di quel periodo.

Conversione d’Israele al cristianesimo..

Risurrezione della carne.

Il  tempo di tre anni e sei mesi.

Illuminazione dei sapienti.

L’Abominazione della desolazione.

Eventi dopo l’Anticristo.

6Ultimi eventi e fine del mondo.

22. La morte dell’Anticristo.

Maria vertice di purezza e d’amore.

L’Anticristo conoscerà la morte.

Dimora delle anime scisse dal corpo loro.

L’Anticristo veglierà sul suo delitto

Il Paradiso di Gesù sulla terra.

IL MALEDETO, IL VINTO

23. I vincitori di Lucifero.

Capacità e potenza di Lucifero.

Le due strategie.

La potenza della grazia.

Gli imprendibili.

I vincitori.

Gloria a chi vince!

24. L’uomo può vincere Satana.

In Gesù e in noi le stesse cose.

Gesù non volle peccare per ammaestrarci.

Gesù è morto a Se stesso per vivere e farci vivere.

Gesù è fedele a Dio per insegnarci a rimanere tali.

La via preferita da Satana per corrompere.

Gesù non volle peccare per ammaestrarci.

Gesù è morto a Se stesso per vivere e farci vivere.

Gesù è fedele a Dio per insegnarci a rimanere tali.

La via preferita da Satana per corrompere.

25. Consiglio per il discernimento.

Criteri di discernimento.

Un segno esattissimo nel soggetto stesso.

Nei falsi strumenti, manca l’instancabile metamorfosi

Dio si ritira dai volonterosi del Male.

Attento ai falsi santi.

26. Gli innesti e la lotta con il diavolo.

Gli innesti.

I due tipi di innesti.

Gli innesti spirituali.

La lotta col diavolo.

Le eterne foreste africane.

Le abitudini del leone.

27. Le prede di Satana. Le difese dell’anima

Pausa di beatitudine.

Esperienza dell’Inferno.

Le prede di Satana.

Le difese dell’anima.

28. La potenza della Croce.

La santa e lo stregone.

La Croce vince il demonio.

Proposta di fidanzamento.

La vergine Giustina.

La preghiera della vergine Giustina.

Il rito magico dello stregone Cipriano.

La potenza della Croce.

La vergine e lo stregone.

Martirio di Sta Giustina e San Cipriano.

Cipriano Vescovo.

Il martirio.

Testimonianza in favore della Croce.

Una piccola croce fra le  mani.

La vittoria della Croce.

Fede nella Croce.

Ora di abbracciarsi alla Croce.

La Croce sia la tua forza.

29. “Calpesterete serpenti e scorpioni”.

società idolatra e indemoniata

L’Archeologia serve per i superbi.

30. “Ora e nell’ora della morte”.

Il Male nel senso soprannaturale.

La morte dello spirito.

La Madre che prega per noi.

La vincitrice di Satana.

31. Non si può conciliare lo Spirito Santo con Satana.

Sbagli senza numero.

La seconda Babele.

Malati d’amore satanico.

Invito alla riconciliazione.

Invito al ritorno.

L’ETERNO SUPLIZIATORE NEL SUO REGNO L’ INFERNO

32. Esistenza e natura dell’Inferno.

Ignoranza volontaria.

Esistenza dell’Inferno.

Opinione sacrilega.

Eternità dell’Inferno.

Differenza fra purgatorio e inferno.

Le cause del tormento infernale.

La natura del tormento: l’Odio.

Primo tormento: il fuoco.

Secondo tormento: il gelo.

Terzo tormento: l’oscurità.

La vita incomincia dopo la morte.

 

ORIGINE NATURA ESISTENZA

1. Lucifero divenne Satana [1].

Lucifero: portatore della luce.

Dice Gesù:

1“Il nome primitivo era Lucifero: nella mente di Dio voleva dire “alfiere o portatore della luce” ossia di Dio, perché Dio è Luce. Secondo in bellezza fra tutto quanto è, era specchio puro che rifletteva l’insostenibile Bellezza. Nelle missioni agli uomini egli sarebbe stato l’esecutore del volere di Dio, il messaggero dei decreti di bontà che il Creatore avrebbe trasmesso ai suoi beati figli senza colpa, per portarli sempre più in alto nella sua somiglianza. Il portatore della luce, con i raggi di questa luce divina che portava, avrebbe parlato agli uomini, ed essi, essendo privi di colpe, avrebbero compreso questi balenii di armoniche parole tutte amore e gaudio.

Il grido di rovina del superbo.

2Vedendosi in Dio, vedendosi in sé stesso, vedendosi nei compagni, perché Dio lo avvolgeva della sua luce e si beava nello splendore del suo arcangelo, e perché gli angeli lo veneravano come il più perfetto specchio di Dio, si ammirò. Doveva ammirare Dio solo. Ma nell’essere di tutto quanto è creato sono presenti tutte le forze buone e malvagie, e si agitano finché una delle due parti vince per dare bene o male, come nell’atmosfera sono tutti gli elementi gassosi: perché necessari. Lucifero attrasse a sé la superbia. La coltivò, l’estese. Se ne fece arma e seduzione. Volle più che non avesse. Volle il tutto, lui che era già tanto. Sedusse i meno attenti fra i compagni. Li distrasse dal contemplare Dio come suprema Bellezza. Conoscendo le future meraviglie di Dio, volle essere lui al posto di Dio. Si vide, col pensiero turbato, capo degli uomini futuri, adorato come potenza suprema. Pensò: “Conosco il segreto di Dio. So le parole. Mi è noto il disegno. Posso tutto ciò che Lui vuole. Come ho presieduto le prime operazioni creative posso procedere. Io sono”. La parola che solo Dio può dire fu il grido di rovina del superbo. E fu Satana.

Il nome di Satan viene direttamente da Dio

3Fu “Satan”. In verità ti dico che il nome di Satan non venne messo dall’uomo, che pure, per ordine e volere di Dio, mise un nome a tutto ciò che conobbe essere, e che tuttora battezza con un nome da lui creato le sue scoperte. In verità ti dico che il nome di Satan viene direttamente da Dio, ed è una delle prime rivelazioni che Dio fece allo spirito di un suo povero figlio vagante sulla terra. E come il mio Nome Ss. ha il significato che ti ho detto una volta1, ora ascolta il significato di questo nome orrendo. Scrivi come ti dico:

 

      S        A           T                    A                     N

Sacrilegio   Ateismo Turpitudine    Anticarità         Negazione

Superbo      Avverso   Tentatore       Avido             Nemico

                                      Traditore

Questo è Satan. E questo sono coloro che sono malati di satanismo. E ancora è: seduzione, astuzia, tenebra, agilità, nequizia.

Le 5 maledette caratteristiche

4Le 5 maledette lettere che formano il suo nome, scritte col fuoco sulla sua fronte fulminata. Le 5 maledette caratteristiche del Corruttore contro le quali fiammeggiano le 5 benedette mie Piaghe, che col loro dolore salvano chi vuole essere salvato da ciò che Satana continuamente inocula.

Il nome di “demonio, diavolo, belzebù” può essere di tutti gli spiriti tenebrosi. Ma questo è solo il “suo” nome. E in Cielo non è nominato che con quello, perché là si parla il linguaggio di Dio, in fedeltà d’amore anche per indicare ciò che si vuole, secondo come lo ha pensato Iddio.

Il contrario di Dio.

5Egli è il “Contrario“. Quello che è il contrario a Dio. Quello che è il contrario di Dio. E ogni sua azione è l’antitesi delle azioni di Dio. E ogni suo studio è portare gli uomini ad essere contrari a Dio. Ecco ciò che è Satana. È “il mettersi contro di Me” in azione. Alle mie tre virtù teologali oppone la triplice concupiscenza. Alle quattro cardinali e a tutte le altre che da Me scaturiscono, il vivaio serpentino dei suoi vizi orrendi.

Il Superbo.

6Ma, come si dice che di tutte le virtù la più grande è la carità, così dico che delle sue antivirtù la più grande e a Me repulsiva è la superbia. Perché per essa tutto il male è venuto. Per questo dico che, mentre ancora compatisco alla debolezza della carne che cede al fomite della lussuria, dico che non posso compatire all’orgoglio che vuole, da nuovo Satana, competere con Dio. Ti paio ingiusto? No. Considera che la lussuria in fondo è vizio della parte inferiore che in alcuni ha appetiti tanto voraci, soddisfatti in momenti di abbrutimento che inebetisce. Ma la superbia è vizio della parte superiore, consumato con acuta e lucida intelligenza, premeditato, duraturo. Lede la parte che più somiglia a Dio. Calpesta la gemma data da Dio. Comunica somiglianza con Lucifero. Semina il dolore più della carne. Perché la carne potrà far soffrire una sposa, una donna. Ma la superbia può fare vittime in interi continenti, in ogni classe di persone. Per la superbia è stato rovinato l’uomo e perirà il mondo. Per la superbia langue la fede. La superbia: la più diretta emanazione di Satana.

Ho perdonato ai grandi peccatori del senso perché erano privi di superbia di spirito. Ma non ho potuto redimere Doras, Giocana, Sadoc, Eli e altri pari loro[2], perché erano i “superbi“.”

2. L’incontro di Lucifero
con Eva e Adamo
[3].

Corruzione dell’innocenza dei progenitori.

1Quale altra via prese all’inizio dei giorni dell’uomo per tarare la pianta senza tare dell’Umanità? Come riuscì a corrompere l’inno­cenza dei due Progenitori? Se l’atto di Eva si fosse limitato all’im­prudenza di accostarsi alla pianta proibita e anche di ascoltare il Serpente, ma senza ubbidire né cedere alle sue insinuazioni, sareb­be sorto il Peccato? Sarebbe venuta la Condanna? No. Anzi i Proge­nitori, respingendo gli allettamenti satanici, avrebbero imitato gli angeli buoni invano tentati da Lucifero alla ribellione e avrebbero avuto un aumento di grazia.

Il “delitto” contro lo spirito.

2Ripeto: essere tentato non è colpa. Colpa è aderire alla tentazio­ne. E Eva, e Adamo, non sarebbero stati puniti per l’imprudenza già espiata dalla resistenza alla tentazione. Dio è Padre amoroso e pa­ziente. Ma Eva, ma Adamo, non respinsero la tentazione. La lussu­ria della mente ossia la superbia, del cuore ossia la disubbidienza, accolte nella loro anima sino allora incorrotta, la corruppero sve­gliando febbri impure che Satana acutizzò sino al delirio e al delit­to. Non dico parole errate. Dico “delitto” ed è giusto. Non hanno forse, peccando, fatto violenza al loro spirito ferendolo, piagandolo duramente? Non è un delitto contro lo spirito quello che fa il pecca­tore che uccide con la colpa mortale o ferisce, indebolendolo conti­nuamente, con le colpe veniali, il proprio spirito?

Il crescente parossismo della colpa.

3Osserviamo insieme il crescente parossismo della colpa e i gradi della caduta, e poi paragoniamolo all’episodio della mia tentazione. Se ci sarà occhio limpido e cuore onesto, non potrà mancare la con­clusione che la tentazione, elemento indubbio del Male, non diventa peccato ma merito per coloro che la sanno patire senza cedere ad essa. Patire non vuol dire godere. Si patisce un martirio, non si pati­sce un godimento. La tentazione è patita dai santi, ma la tentazione è godimento pervertito dei non santi che l’accolgono e la ubbidisco­no. ­

I gradi della caduta.

4Primo lieve errore: Dunque: Eva, dotata di una scienza proporzionata al suo stato – notate bene questo perché è aggravante della colpa, e perciò cosciente del valore della prudenza – va all’albero proibito.

Secondo errore: Vi va con leggerezza, non per intenzione buona di rac­cogliersi al centro dell’Eden per isolarsi in orazione. Giunta là, con­trae conversazione con l’Ignoto. Non la fa guardinga il fenomeno di un animale parlante mentre tutti gli altri avevano voce ma non ave­vano parola comprensibile all’uomo.

Terzo: nel suo stupore non invoca Dio perché le spieghi il mistero, non ricorda e non riflette neppure che Dio ha detto ai suoi figli che quello era l’al­bero del bene e del male, e che perciò era da ritenersi imprudente accogliere ogni cosa che da esso venisse senza averne prima chiesto al Signore la vera natura.

Quarto errore: il suo aver fede più forte nel credere all’asserto di un Ignoto che non ai consigli del suo Crea­tore.

Quinto: la cupidigia di conoscere ciò che solo Dio conosceva e di divenire simile a Dio.

Sesto: la golosità dei sensi che vogliono gu­stare guardando, palpando, fiutando, mangiando ciò che l’Ignoto aveva suggerito di cogliere e gustare.

Settimo: da tentata divenire tentatrice. Passare dal servizio di Dio a quello di Satana, dimenti­cando le parole di Dio per ripetere quelle di Satana al suo compa­gno e persuaderlo al furto del diritto di Dio.

Il “delitto” consumato.

5L’arsione era ormai al grado massimo. La salita dell’arco fatale era giunta al punto più alto. Là si consumò completamente il pecca­to con l’adesione di Adamo alle lusinghe della compagna, e fu la ca­duta dei due lungo l’altra parte della curva. Caduta veloce, molto più veloce della salita perché appesantita dalla colpa consumata, e la colpa si aggravò nel suo peso dalle conseguenze della stessa: os­sia fuga da Dio, scuse insufficienti e prive di carità e giustizia, e an­che di sincerità nel confessare il fallo, spirito di latente ribellione che impedisce di chiedere perdono.

Conseguenza della malizia.

6Non si nascondono per il dolore di essere bruttati dalla colpa e di apparire tali agli occhi di Dio, ma perché sono nudi, ossia per la ma­lizia che ormai è entrata in loro e dà nuovi aspetti a tutte le cose, e rende tanto ignoranti da non saper più riflettere che Dio, che li ave­va creati e aveva loro dato tutto il Creato, ben sapeva che essi erano nudi, né si era affaticato a rivestirli, né si era sdegnato di contem­plarli tali, perché non c’era bisogno di coprire l’innocenza né c’era sdegno a contemplare un corpo innocente.

Conseguenze del “delitto” consumato.

7Sentite le risposte dei due colpevoli, indice esatto della tenta­zione non respinta e delle sue conseguenze di colpa: “Ho sentito la tua voce e avendo paura, perché nudo, mi sono nascosto”, “La don­na che mi desti a compagna mi ha offerto il frutto e  io ne ho mangiato”, “Il serpente mi ha sedotta ed io ne ho mangiato[4]“.

Manca fra tante parole l’unica che doveva esserci: “Perdono per­ché ho peccato”. Manca quindi la carità verso Dio. Manca la carità verso il prossimo. Adamo accusa Eva, Eva accusa il serpente. Man­ca infine la sincerità della confessione. Eva confessa ciò che è inne­gabile. Ma crede poter nascondere a Dio i preliminari del peccato, ossia la sua leggerezza, la sua imprudenza, la sua debole volontà, subito ammalatasi dopo aver fatto il primo passo verso la disubbi­dienza al comando santo di non porsi in tentazione di cogliere il frutto proibito.

Segni dell’amicizia col serpente.

8Quel comando doveva esserle di avviso, a lei, intelli­gentissima, per farle capire che essi non erano tanto forti da poter impunemente mettersi nelle condizioni di peccare senza giungere a peccare. Vi sarebbero giunti perfezionando con volontà propria la libertà concessa loro da Dio, giungendo ad usarla unicamente per il Bene. Eva mente dunque a Dio tacendo la ragione per la quale man­giò del frutto: per divenire simile a Dio. Ecco che la concupiscenza triplice è nell’Uomo. Tutti i segni dell’amicizia col serpente sono pa­lesi nella superbia, ribellione, menzogna, lussuria, egoismo, sosti­tuitisi alle virtù esistenti prima.

3. L’incontro di Lucifero
con Gesù
[5].

Nel deserto Gesù si prepara all’evangelizzazione.

1E ora paragoniamo questo incontro di Lucifero con i Progenitori con l’incontro di Lucifero con Me, novello Adamo venuto a restau­rare l’ordine violato dal primo Uomo.

Io pure vado in luogo solitario. Ma perché? Quando? A che fare? Per prepararmi con la penitenza – indispensabile preparazione al­le opere di Dio – alla mia missione che stava per avere inizio. Ces­sata la pace protettiva della casa, della famiglia, della città mia, la quale pace poteva appena essere sfiorata da inevitabili contrasti di pensieri fra Me e i parenti, Io tutto spirito, essi tutta umanità e so­gnanti per Me umane gioie. Ora veniva l’epoca dell’evangelizzazio­ne, i pericoli dell’esaltazione e dell’odio, i contatti coi peccatori e con tutto ciò che forma ciò che si dice comunemente: mondo.

Gesù cercato dal Tentatore.

2Mi preparo con la penitenza e l’orazione. Completo la mia prepa­razione con la vittoria su Satana. Oh! esso ha ben sentito che il Vin­citore era sorto, vedendomi tetragono alla seduzione impura e forte contro la fame, contro la superbia e la cupidigia. Ma Io voglio che voi contempliate Me nella parte che voi giudicate sconveniente, e facciate il paragone del Puro Gesù con la pura Coppia dei Progeni­tori, nei quali poté agire il veleno del Serpente perché lo vollero ac­cogliere e perché non vollero patire lo sforzo di respingerlo, posto che imprudentemente lo avevano avvicinato. Io non ho cercato Sa­tana. Ne sono stato cercato. Trovato che mi ebbe, ne ho patito la vi­cinanza. Era doverosa esperienza per poter essere il vostro pontefi­ce misericordioso, provato come voi, non sdegnoso di voi, esempio voi.

Eccomi, o uomini, ecco il Cristo tentato perché uomo, non vinto perché aveva volontariamente portato la sua umanità ad una perfe­zione “di poco inferiore a quella angelica”. Gli angeli non hanno corpo, perciò non hanno senso, perciò l’impurità non li può ledere né turbare più o diversamente di come mi abbia turbato: con l’orro­re per questo peccato da bruto.

Silenzio con Satana e con sé stesso. E preghiera.

3Ecco il Cristo che non fugge vilmente per essere inseguito, né contratta o baratta o discute col Tentatore su così bassa cosa che non merita di esser discussa. L’uomo, la creatura più nobile della terra, dotata di ragione, di spirito, e conscia del suo fine, non cor­rompa sé stesso con reale o metaforico contatto con la Lussuria. Non contempli. Non discuta. Alzi gli occhi. Miri Dio. Ami, da figlio di Dio, Dio e prossimo. Invochi Dio.

Taccia con Satana e con sé stes­so, nella parte di sé stesso che vorrebbe discutere di cose carnali. Silenzio di labbra e silenzio di pensiero su argomenti che esalano fumi omicidi.

Non sempre è silenzio là dove sono ferme le labbra. Talora, sotto c’è il cuore, il pensiero, il volere che parlano e delira­no impuri anche se le labbra sanno tacere e gli occhi rimanere bassi o stravolgersi in pose ispirate per trarre in inganno gli uomini.

Gli uomini che vedono l’esterno dell’uomo. Non Dio che vede l’interno dell’uomo e che ha in obbrobrio ogni forma di menzogna mentale per farsi credere santi, e di lussuria mentale e di menzogna calcola­ta e calcolante.

Satana iniziò la sua Tentazione con l’Impurità.

4Perché Satana iniziò la sua Tentazione con l’Impurità? Perché questo peccato è il più diffuso. È in ogni luogo e parte del mondo, in tutti i ceti, e purtroppo in tutte le condizioni. Ha molti nomi. Si ammanta talora anche di legittimità, ma sporca i talami legittimi come i letti delle prostitute, e taccio su altre considerazioni. Perché gli servì così bene la prima volta a mettere la malizia nel cuore dell’uomo. Perché pensava che unicamente con quel mezzo avrebbe potuto stroncare per sempre il pensiero redentivo corrompendo l’insostituibile Redentore. Perché, infine, aveva bisogno di sincerar­si se Io ero il Redentore.

Aveva intuito che Io ero ormai nel mondo. Mi cercava. Era dovun­que fosse una santità. Ma in tutte vedeva delle relatività che lo face­vano incerto. Non era riuscito per tanti anni a squarciare il velo che avvolgeva il mistero di mia Madre e il mio. La manifestazione del Giordano lo aveva scosso. Ma il terrore di Me lo faceva titubare an­cora per darsi pace. Voleva e non voleva sapere chi ero. Sapere per illudersi di vincermi. Non sapere per illudersi di non essere vinto dall’Uomo.

Mi tentò con quella. Il mio fermo contegno, così diverso da quello di ogni uomo, che o fugge o si spaventa o cede o irride dicendosi for­te e poi cade più di colui che fugge, gli dissero chi ero. Persuaso sul mio essere, insiste. Nella sua prima tentazione sono già adombrate le altre tre, e specie l’ultima. I miei occhi lo ghiacciano. Il mio silen­zio lo esaspera. La mia tranquillità lo sgomenta. Si sente contro una forza che è vano sperar di piegare. Sente che il Puro non può che aver schifo del frutto disonesto che esso gli porge.

Nelle altre tentazioni, risponde per onorare Dio.

5Allora tenta con una seduzione in apparenza lecita: “Di’ alle pie­tre che divengano pane”. Aver fame di pane è dell’uomo, non è più del bruto come lo è la lussuria, la fame di carne. E allora da uomo, figlio di Dio non perché il Verbo ma perché seme di Adamo come voi, allora Io rispondo. Rispondo per onorare tre volte il Signore. E Satana, convinto che era inutile tentare altre prove, non mi offerse più la lussuria. Gli uomini no. Essi sono più stolti di Satana e mi tentarono per poter dire alle folle: “Egli è peccatore”. Le pagine dell’Opera vi dimostrano come gli uomini non ebbero mai una for­tuna maggiore di Satana. In nulla.

Tentato in tutto e da tutti, sono rimasto senza peccato. Pontefice eterno, mi sono per mia propria volontà serbato innocente, imma­colato, segregato dai peccatori, fatto angelo avendo abolito il senso per servire unicamente lo spirito.

Gesù annichilò Sé stesso apparendo semplice uomo.

6Potete dire ancora che è sconveniente questo episodio? Che è ere­tico? È forse eretico Paolo che nella sua epistola mi dice “tentato in tutto, in tutto provato, essendo uomo fra gli uomini”, con carne, sangue, intelletto, volontà, come voi? Eretico Paolo che scrive ai Fi­lippesi: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di C. G. il quale, esisten­do nella forma di Dio, non considerò questa uguaglianza come una rapina, ma annichilò Se stesso prendendo la forma di servo, e dive­nendo simile agli uomini apparve semplice uomo?[6]”

Non vi pare che in questo “annichilarsi” del Figlio di Dio sia non soltanto l’ob­brobriosa morte di croce ma anche la miseria di essere trattato co­me uomo da Satana e dal mondo, i quali con inesausto assedio mi assalirono e circondarono di tentazioni dandomi patimento?

Non vi pare che in quel non considerare una rapina la mia uguaglianza con Dio, ma volendo essere l’Uomo, l’Uomo riparatore, l’Uomo espiato­re, l’Uomo redentore trattato da uomo, mostratosi Dio per la sua eroicità quotidiana, non stia tanta bellezza e giustizia?

E che c’è in Me che voi non abbiate? E che ho fatto Io che voi non possiate fare? Parlo della santificazione propria per divenire perfetti come il Pa­dre nostro dei Cieli.

Rileggete con cuor puro e pensiero senza preconcetti, dopo que­sta mia lezione, gli episodi che impugnate come sconvenienti, e di­temi se potete ancora dirli tali.

Le confidenze del Cristo non giova ai lussuriosi.

7Voi obbiettate, ostinati, per non dire la parola, seconda in bellez­za fra tutte le parole, che è “perdonami” – come la prima è “ti amo” – voi dite: “Ma Tu a Giuda dicesti che in Te era il Bene e Ma­le. Ciò non è conveniente! E più oltre dici: `La tentazione è morden­te. L’atto soddisfa e talora nausea, mentre la tentazione non cade ma come albero potato getta più robusta fronda’, e ciò fa supporre che Tu ti sia turbato, e sempre più fortemente, per non aver asse­condato la tentazione impura”.

Siete forse anche voi come Giuda che non capiva mai, che non sa­peva capirmi, che non poteva capirmi perché troppo pieno della sua umanità malata, la quale gettava i suoi riflessi su ogni cosa? Se così siete, vi dico di cambiare il vostro pensiero. E vi dico di ricordarvi a chi parlavo. Ad un uomo che, essendo premeditatamente e tenace­mente peccatore e specie lussurioso, non poteva accettare col dovuto rispetto le confidenze di Cristo e crederle verità.

A Giovanni potevo aprire il mio cuore. Il puro fra i discepoli di Cristo sapeva credere e capire i segreti di Cristo Puro. L’altro… era un incorreggibile immondo ed era un demonio. Ho taciuto con lui come con Satana. Così al padre come al figlio, perché in verità Giu­da volle a padre Satana in luogo di Dio. Al discepolo, poi, malato di sensualità, ho parlato come potevo parlare per essere ancora ascol­tato, terminando con l’asserzione: “Io non ho mai ceduto” e riser­bandomi di dimostrargli che si può vivere da angeli sol che si vo­glia. La dimostrazione: l’unica cosa che possa fare, se non buoni, si­lenziosi, non irridenti, i satana.

Gesù non ha voluto seguire il Male.

8Non ho ceduto. Lo dico a voi come l’ho detto a Giuda. Nessuno mi vietava di farlo. Il Padre mi aveva dato il libero arbitrio come ad ogni nato di donna. Avrei potuto perciò accogliere tanto il Male co­me il Bene e seguire ciò che volevo. Ho voluto seguire il Bene. Non ho voluto seguire il Male. No. Il Figlio dell’Uomo non ha voluto pec­care. Satana soffiava a tenere accesi intorno a Me, nel cuore di chi mi circondava con odio o con malsano amore, i suoi fuochi per su­scitarmi reazioni umane. Ho patito tentazioni d’ogni specie. La mia volontà ha dominato sempre, la mia purezza ha spento là dove era libidine accesa a tentarmi.

“Tutto è puro ai puri”.

9La purezza, non la mia soltanto, fa quest’azione intorno a sé, e ve­la, anche, quei particolari che sono crudi e stuzzicanti unicamente a quelli che mentalmente o materialmente si pascono di cose impu­re. Per gli altri no. Ho detto: “Tutto è puro ai puri[7]“. È parola di divina sapienza. Puro il pensiero, puro il cuore, puro l’occhio, pura la carne nei puri, perché essi sono fissi nella visione di Dio.

Tentati e vincitori per esse­re “dèi” nel regno di Dio.

10Più l’uomo cresce in perfezione e più è assalito dalle forze esterne del male che sono Satana, il mondo, gli uomini. Ma nell’uomo ripie­no di Dio, saturo di purezza, fattosi di poco inferiore agli angeli per volontà di perfezione, gli assalti non sono morte ma vita, non avvili­mento ma gloria. Non c’è un santo che non abbia sofferto tentazio­ni. Non un coronato in Cielo la cui corona non sia contesta delle perle e dei rubini del suo pianto e del suo dolore, talora martiriz­zante sino al sangue per le vessazioni di Satana e dei suoi alleati.

I martiri non sono soltanto quelli caduti nelle arene e nei tribuna­li dei persecutori. “La grande tribolazione” della quale parla Giovanni[8] è anche questa, e la stola dei beati si è fatta monda nel sangue dell’Agnello ma anche nel rogo e nella tortura dell’amorosa volontà e dell’odiante tentazione.

Non ho voluto essere diverso da voi, né che voi non poteste venire dove Io sono. Io come voi. Voi come Me. Tentati e vincitori per esse­re “dèi” nel regno di Dio. Vero Dio e vero Uomo, ho manifestato la potenza di Dio e la capacità dell’uomo di divenire “dio” secondo la parola del salmo e di Paolo[9].

La tesi di Gesù avvalorata dagli apostoli.

11Vi ho risposto con le parole dei miei apostoli unite alle mie. Per­ché voi avete difficoltà ad accettare per sante le parole che il pic­colo Giovanni vi trasmette. Queste dei miei apostoli, non potete ave­re difficoltà ad accettarle, non vi possono mettere dubbi sulla loro autorità soprannaturale. Le leggete all’altare, le commentate sui pulpiti, le insegnate dalle cattedre. Dunque le ritenete parole di ve­rità.

Ed esse parole suffragano la mia tesi, non la vostra: che essendo l’Uomo, era naturale che Io fossi tentato; che la tentazione non è sconveniente al Cristo; che Cristo non esce da essa avvilito ma ancor più glorificato, perché il pontefice, che doveva aver compassio­ne dei deboli e dei traviati, essendo stato come essi provato ed es­sendo stato circondato da infermità come essi, ha saputo conser­varsi santo, innocente, immacolato, segregato dai peccatori in quanto è imitarli nel male, ma loro misericordioso fratello per dire a tutti: “Venite a Me, voi che siete addolorati e stanchi, ed Io vi con­solerò”.

E termino con le parole dette 3 anni or sono al piccolo Giovanni: “Non pensate più oltre alla più bassa delle azioni di Satana verso il Cristo, quando avete mille azioni elette del Cristo da meditare e imi­tare nell’Opera”.

Il numero dei S. Innocenti[10].

In merito al numero dei S. Innocenti periti nella strage di Erode, dice Gesù:

«Il loro numero è 320 tra quelli di Betlemme e quelli delle campagne. È specifico ancora di più che di essi 188 furono quelli di Betlemme, mentre 132 quelli delle campagne battute per un vasto raggio dai messi di Erode per sterminare i pargoli. Fra gli uccisi vi furono anche 64 fanciulline, non identificate per tali dai sicari, che uccidevano fra le tenebre, la confusione e la furia di fare presto pri­ma che qualcosa intervenisse a por fine alla strage.»

4.  Regno e manifestazione di Satana[11].

Il regno di satana e la sua manifestazione.

Dice Gesù:

1«Fra le molte cose che il mondo nega, gonfio di orgoglio e di incredulità quale è ora, è la potenza e la presenza del demonio. L’ateismo che nega Dio nega logicamente anche Lucifero, il creato da Dio, il ribelle a Dio, l’avversario di Dio, il Tentatore, l’infido, l’Astuto, l’instancabile, il Simulatore di Dio.

Vi ho già detto[12] che Satana, divenuto tale per peccato di superbia, anche ora che dai regni dell’Altissimo, ai quali osò dare assalto, è precipitato nell’abisso profondo dove è tenebre e orrore, ha voluto instaurare in quel profondo una copia della celeste corte ed avere i suoi ministri ed i suoi angeli, i suoi sudditi ed i suoi figli, e nelle sue manifestazioni si camuffa in spirito di luce, coprendo il suo aspetto ed il suo pensiero di Bassissimo con bugiardi rivestimenti copiati dall’Altissimo per trarvi in errore.

Ma coloro che realmente vivono con lo spirito vivificato dalla Grazia, sentono il suono falso e vedono oltre l’apparenza e conoscono per spirituale intuito il Seduttore dietro alla larva che si mostra. Naturalmente ciò avviene per quelli che le triplici virtù proteggono di santa difesa e che la Grazia vivifica. Gli altri – e non solo gli atei che negano, ma i tiepidi che sonnecchiano, gli indifferenti che non osservano, gli svagati che non riflettono, gli imprudenti che vanno avanti come dei folli – non possono vedere Satana oltre l’innocua apparenza o la ipocrita apparenza e ne divengono zimbello.

Non negate l’esistenza di Satana, figli che perite per negare sempre, per negare tutto. Non è fola di donnicciole e non è superstizione medioevale. È realtà vera.

Il leone ruggente.

2Satana c’è. Ed è instancabile nell’agire. In alto, Dio è instancabile nel bene. In basso, Satana è instancabile nel male. La parola del Salmo non è bella frase di pietà, e non è bella frase di oratore la parola dell’Apostolo[13]. Come leone ruggente Satana è intorno a voi e nelle tenebre agisce per portarvi a sé. Per quanto ormai la vostra incredulità, la vostra indifferenza, il vostro ateismo gli permetterebbero di agire anche nella luce, apertamente, poiché voi gli spalancate le porte dell’anima e coi vostri desideri smodati gli dite: “Entra. Purché io abbia ciò che voglio in quest’ora della terra, ti faccio signore del mio io”. Se così non fosse, non potreste giungere a quella forma di vita che avete raggiunto e che fa orrore a Dio ed ai suoi santi, servi e figli.

 

Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi (1 Pt 5,8-9).

 

Il serpente in agguato.

3Ma ricordate che metaforicamente, artificialmente, o realmente, Satana agisce subdolamente nelle tenebre. Vi circuisce con avvolgimenti e sottigliezze di serpente in agguato nel folto di una macchia. Per quanto vi veda già tanto avulsi da Dio, non osa ancora presentarsi a faccia a faccia e dirvi: “Sono Io. Seguimi”, perché vi sa vili nel male come nel bene. Pochi ancora fra voi sono gli audaci che in questo esplicito incontro oserebbero dirgli: “Vengo”. Siete ipocriti anche nel male e desiderando il suo aiuto non osate confessare questo desiderio.

Ma non c’è bisogno di parole per Satana. Il suo sguardo vi trapassa il cuore come il mio. Io vedo la vostra libidine di satanismo, egli vede la stessa cosa e agisce.

 

Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli (Ap 12,9). La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono (Sap 2,24).

Assale il pensiero.

4Dopo aver tentato di distruggere il Cristo tentandolo[14], la Chiesa dandole epoche oscure, il Cristianesimo con gli scismi, la società civile con le sette, ora, alla vigilia della sua manifestazione preparatoria alla finale, tenta di distruggere le vostre coscienze dopo aver già distrutto il vostro pensiero. Sì. Distrutto. Distrutto non come capacità di pensare da uomini, ma da figli di Dio. Il razionalismo, la scienza separata da Dio hanno distrutto il vostro pensiero da dèi ed ora pensate come il fango può pensare: a livello di terra. Non vedete Dio impresso col suo sigillo sulle cose che il vostro occhio vede. Per voi sono astri, monti, pietre, acque, erbe, animali. Per il credente sono opere di Dio, e senza bisogno di altro egli si immerge nella contemplazione e nella lode del Creatore davanti agli innumeri segni della sua potenza che vi circondano e vi fanno bella la vostra esistenza e vi sono utili al vostro vivere.

 

Perché non potete dare ascolto alle mie parole; voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è  stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44).

 

Assale le coscienze.

5Ora Satana assale le coscienze. Offre l’antico frutto[15]: piacere, avidità di sapere, superba e sacrilega speranza di ottenere, mordendo nella carne e nella scienza, d’essere dèi. E il piacere fa di voi degli animali arsi dalla lussuria, repellenti, malati, condannati in questa e nell’altra vita ai morbi della carne e alla morte dello spirito. E l’avidità di sapere vi dà in mano all’Ingannatore poiché, per illecite seti di conoscere ciò che sono misteri di Dio, tentando di imporre a Dio la vostra volontà di conoscenza, fate sì che Satana possa irretirvi con i suoi errori.

Mi fate pietà. E mi fate orrore. Pietà perché siete dei folli. Orrore perché volete esserlo e vi marcate le carni dell’anima col segno della Bestia ricusando la verità per la Menzogna.

E potete credere che Satana vi serva? No. È molto più facile che Dio vi conceda ciò che chiedete, se è cosa lecita, che non ve la dia Satana. Satana si fa servire. E vi assicuro che per un’ora vi chiede tutta la vita, per un trionfo tutta l’eternità.

E potete credere che dicendo: “Voglio”, Dio voglia? No. Dio vuole ciò che è vostro bene. Non tutto quanto voi volete.

 

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato” (Gn 3,1.13).

 

Condizioni per ricevere Dio.

6E potete illudervi che al vostro comando Dio ed i suoi ministri vengano a voi? No. Solo una vita casta e pia, solo una vita incoronata dalle tre faci della fede, della speranza, della carità, solo una vita difesa dalle altre virtù praticate contro Satana, il mondo e la carne, solo una vita vissuta nella mia Legge, in quella mia dottrina che è nel mio quadruplice Vangelo, e che è quella da venti secoli – e tale sarà finché sarà la terra e l’uomo – solo una vita “cristiana”, ossia vita simile a quella del Cristo, di ossequio, ubbidienza, fedeltà al Padre, di generosità costante, ottengono al vostro spirito quella purificazione, quella sensibilità, che vi possono permettere di ricevere Dio e i suoi ministri in una così sensibile maniera da darvi gioia di visione e gioia di parola semplicemente ispirata o realmente detta.

Discernimento e satanismo.

7Io l’ho detto: “Non si può servire insieme Dio e Satana”[16]. No. Dove è l’uno, l’altro non vi è. Segno di Dio è la vostra vita e segno di Satana è la vostra vita.

Quando siete capaci di riflessione – ammesso che abbiate ancora un lembo di anima libero dal possesso che uccide – esaminatevi voi, le vostre opere, le ispirazioni che ricevete. Se le vedete anche soltanto umanamente oneste, dite: “Qui può essere potere di Dio”. Ma se esse sono contrarie alla morale umana e sono agli antipodi della morale sovrumana, dite pure: “Qui non può essere Dio, ma il suo Nemico”.

E voi, già traviati al punto di aver abbracciato la nefasta religione che Io chiamo “satanismo” – quella parodia della religione che è sacrilegio e che è delitto – ricordate che Io non ho bisogno di tenebre, di solitudine, di magnetismi per venire. Io sono Luce ed i miei santi sono luce. Io non temo il sole e non temo la folla. Io so rapire da mezzo ad una folla e apparire Sole nel sole.

Discernimento del divino.

8I miei discepoli possono dire come sia semplice, dolce, spontaneo e assoluto il mio venire a loro, come li sollevi oltre ciò che li circonda inabissandoli nella luce e nel suono che è Cielo venuto a loro.

Essi possono dire come dopo ogni contatto sentono la loro materia perdere peso e acquistare spiritualità, come dopo ogni fusione la carne muoia un poco di più ed Io viva sempre più forte in loro. Io, il Vincitore della carne, strumento di Satana, e perciò vincitore di Satana.

Essi possono dire come, rinnovellati ogni volta più profondamente, muoiano misticamente ad ogni volta e risorgano sempre più spiritualizzati.

Essi vi possono dire quale pace, quale serenità, quale equilibrio è in loro, quale intelligenza, quale amore, quale purezza. Non umana, più ancora che soprumana. Mia, poiché Io divengo loro e loro divengono Me. La creatura non c’è più. Io ci sono. Essi sono una goccia di sangue nel mio Cuore. Io vivo. Io regno. Io li faccio dèi poiché li assimilo a Me.

Quello che Satana non dà, non può dare: il divenire simili a Dio, Io lo do a questi miei discepoli perché li fondo con Me e li deifico in tale fusione.

5. Culto di Satana[17].

Obbrobriosa idolatria[18].

Dice Gesù: [19]

1«Continuo a parlare a te, uomo[20] e a tutti quelli che come te sono adoratori di idoli bugiardi.

Non c’è bisogno di avere un Olimpo come i pagani dell’antico tempo, per essere idolatri. Non c’è bisogno di avere dei feticci come le tribù selvagge, per essere idolatri. Siete idolatri anche voi, e della più obbrobriosa idolatria, voi che adorate ciò che non è vero, che servite ad un culto che non è che culto di Satana, che adorate il Tenebroso per non volere chinare il capo traviato e il più traviato cuore a ciò che fu guida e luce soprannaturale di milioni e milioni di uomini che pure furono dei grandi della Terra – e della vera grandezza del genio e del cuore – i quali in questa luce e in questa guida soprannaturali trovarono la leva della loro elevazione, il conforto della loro vita e la gioia della loro eternità, ed ai quali il mondo, nonostante la sua evoluzione continua, guarda ammirando e rimpiangendo di non avere più in sé quella fede che fece grandi in Terra e oltre la Terra quei grandi.

E’ delitto negare il Vangelo e la Chiesa[21].

2Voi, poiché le midolla della vostra anima non sono nutrite di Fede vera e della conoscenza di quegli eterni Veri che sono vita dello spirito; voi, che avete commesso verso voi stessi il delitto di negare allo spirito creato da Dio la conoscenza della Legge e della Dottrina data da Dio, e chiamate superstizione la Religione e definite inutili le forme di essa; voi trovate di esser superiori anche a quei grandi che, secondo voi, non vanno assolti dalla colpa di aver immiserito se stessi al livello di una donnicciola ignorante per aver avuto ossequio alla Chiesa e obbedienza alla Religione, che altro non è che somma della mia Legge e della Dottrina del Figlio mio, culto, perciò, vero ad un Dio vero le cui manifestazioni sono innegabili e sicure. Tutte: dal Sinai al Calvario, dal Sepolcro squarciato da forza divina ai mille e mille miracoli che nel corso dei secoli, come parole di fuoco che non si spegne, di oro fuso che non si offusca, hanno scritto nel tempo le glorie di Dio e la verità del suo Essere.

E come folli che gettino in mare degli splendidi gioielli raccogliendo preziosamente dei ciottoli, o rigettino dei cibi sani per empirsi poi la bocca di lordure, per la Religione di Dio che rifiutate non trovandola degna di voi – pseudo-superuomini dalla mente insatanassata, dal cuore corrotto, dallo spirito venduto, idoli a vostra volta dai piedi di creta – per la Religione respinta accogliete poi il demoniaco culto del Nemico di Dio e vi fate ministri o proseliti di esso.

La messa nera e l’entità infernali[22].

 3Eccoli i criticatori del mio culto, eccoli i giudici della mia Chiesa, eccoli gli accusatori dei miei ministri, eccoli i sindacatori dei miei fedeli! Trovano nel culto, nella Chiesa, nei sacerdoti, nei fedeli, oggetto di scherno e mezzo di avvilimento. Poi, loro che dicono che l’uomo non ha bisogno di culto, non ha bisogno di sacerdoti, non ha bisogno di cerimonie per corrispondere con Dio, si fanno un loro culto tenebroso, occulto, carico di tutto un cerimoniale segreto rispetto al quale quello palese, solare del mio culto è nulla. Si fanno dei ministri di esso, uomini corrotti e traviati quanto loro e più di loro, nei quali credono con fede cieca, e prendono per voci e manifestazioni di Dio gli istrionismi di questi posseduti da Satana. Si fanno proseliti – e come osservanti! – di questa parodia oscena di culto, di questa menzogna sacrilega.

Eccoli, eccoli quelli che al posto del Dio santo, del Salvatore eterno, mettono la Entità e le entità infernali, e a quelle curvano fino a terra la loro cervice e la loro schiena, che non reputano degno di un uomo curvare davanti ad un vero altare sul quale la mia Gloria trionfa, e splende la Misericordia del mio Figlio, e fluisce vivificante l’Amore dello Spirito, ed esce Vita e Grazia da un Tabernacolo e da un Confessionale, non perché un uomo, pari a voi come materia ma fatto depositario di un potere divino dal Sacerdozio, vi dà una piccola forma di pane azzimo e vi pronuncia una formula di umane parole, ma perché quel poco pane è il mio Figlio, vivo e vero come è in Cielo alla mia destra col suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità, e quelle parole fanno piovere il suo Sangue, che ha dolore di aver effuso per tanti di voi, sacrileghi spregiatori di Esso, come pioveva dall’alto della sua Croce su cui il mio amore per voi lo aveva inchiodato.

Ma non riflettete, o pseudo-superuomini fatti di putrido fango che nessuna luce nobilita, alla vostra incongruenza? Respingete Dio e adorate gli idoli di un culto osceno e demoniaco. Dite di venerare e credere nel Cristo e poi fuggite dalla sua Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana; mettete una croce là dove chiamate il Nemico della Croce e del Crocifisso santo. È come se su quella Croce sputaste il rigurgito del vostro interno.

I sacerdoti di Satana[23].

4E che ci vedete di grande nei vostri sacerdoti da burla? Nella massa dei miei sono molti sui quali vi è da fare appunti. Ma, e i vostri? Quale dei vostri è “santo”? Lussuriosi, crapuloni, menzogneri, superbi sono i migliori, delinquenti e feroci i peggiori. Ma di meglio fra i vostri non avete. Né potreste avere, perché se fossero onesti, casti, sinceri, mortificati, umili, sarebbero dei “santi”, ossia dei figli di Dio, e non potrebbe Satana possederli per traviarli e per traviarvi attraverso ad essi.

Dopo anni ed anni che si dicono “mezzi” in mano a Dio, hanno migliorato la loro natura? No. Tali erano, tali restano, se pure non peggiorano. Ma non sapete che il contatto di Dio è continua metamorfosi che fa di un uomo un angelo? Quale consiglio buono, risultato poi corrispondente ai fatti, vi hanno mai dato? Nessuno. Ad uno dicono una cosa e ad un altro un’altra sullo stesso argomento, poiché sono zimbello di Satana e poiché Io, Io Potere supremo, confondo le loro idee di tenebre col fulgore insostenibile della mia Luce che essi non possono sopportare. Essa Luce è solo gioia e guida ai figli miei che con essa in cuore spaziano, non per potere proprio ma per potere di essa, nei tempi futuri, e con gli occhi dello spirito vedono, e con le orecchie dello spirito odono ciò che è segreto di Dio, futuro dell’uomo, e dicono in mio nome ciò che lo Spirito pone sulle loro labbra mondate dall’amore e fatte sante dal dolore.

Guai a voi astrologhi, indovini e satanisti[24].

5Indovini, astrologi, sapienti e dottori del satanismo che il mio Figlio condanna e che Io copro di doppia condanna, di tripla condanna – perché la vostra religione satanica, che si camuffa di nomi pomposi ma altro non è che satanismo, è peccato contro Me, Signore del Cielo e della Terra davanti al quale non c’è altro Dio, è offesa al Figlio, Salvatore dell’uomo rovinato da Satana, è offesa allo Spirito Santo con la vostra negazione alla verità conosciuta – sappiate che Io rendo stoltezza la vostra scienza occulta e preparo i rigori di un futuro eterno per voi, che non avete voluto il Cielo ma l’inferno per vostro regno e avete voluto Satana, non Dio, per vostro pontefice, re e padre.»

 

Credevo che parlasse Gesù, invece è l’Eterno Padre. Voglia Dio che la sua parola penetri quel cuore che lei sa.

6. Satana è un divoratore insaziabile.

L’arma che prova con le anime pie[25].

Dice ancora Gesù:

1Certi momenti di stanchezza, di timore, non devono impressionare. Sono collegati alla natura umana intorno alla quale sempre si aggira il Nemico.

Satana è un divoratore insaziabile e la sua fame cresce più la sua preda è vasta. Come la fame, cresce il livore contro il Cristo ed i cristiani. I veri cristiani. Perciò non lascia nulla di intentato. E quando non può assalire di fronte come leone furente, si insinua strisciando. È sempre il Serpente che cerca di avvolgere senza farsi sentire, pronto a stritolare quando ha avvolto. Perciò tenta, non potendo altro, con la stanchezza e il timore.

È l’arma che ha provato anche con Me. Non vi è riuscito, ma sai quante volte l’ha usata? La più sottile e stringente insidia fu nel Getsemani. Mi ha oppresso prospettandomi quello che avevo da soffrire e quanto pochi ne avrebbero fruito.

L’aiuto di Gesù.

2Ho sofferto quel martirio dello spirito pensando alle “vittime” dei secoli avvenire che l’avrebbero provato, per opera di Satana. Ho sofferto pensando a te. Ma non temere. Il mio martirio d’al­lora ha riscattato le debolezze vostre, e se voi non cedete al Nemico, la vostra debolezza, data da timore, da solo timore, non ha conseguenze. Satana può darvi un brivido di timore. Ma nulla di più, perché Io sono presso i miei amici e imitatori. La possessione assoluta è quando l’anima si mette sotto al giogo satanico col peccato. Altrimenti è solo vendetta, e turba la superficie senza agitare il profondo dove Io regno.

È una sofferenza più o meno atroce. La tua di oggi è stato un lieve sibilo e basta. Sei troppo in Me perché possa altro il demonio. Tempo fa, per anni, t’ha tormentata fortemente, e non sempre t’ha trovata forte al punto da farlo tremare. Ma il passato non conta. Io ti dico: persevera, il passato è morto. Anche quella prova era utile. Ora è superata. Resta ora nel solco di Dio dove t’ho messa e non temere.

La forza dello spirito

3Io te lo dico: non temere. E ti dico: supera le stanchezze della carne, le paure della carne insidiata da Satana, con l’ardimento dello spirito. Se soffrissi[26] sola, creatura mortale, non potresti durare. Ma Io sono con te. Ma tu soffri per Me. Credi ciò con fede e ogni ardimento ti sarà facile, perché lo spirito è più forte della materia ed è fortissimo quando è congiunto al suo Dio con nodo di carità.»

Spiegazione della scrittrice[27].

4Spiego io perché lei[28] non creda che c’è stato qualcosa di grave. No. Niente di grave. Soltanto, davanti al gran soffrire, che mi strappa dei gridi involontari, avevo avuto un pensiero – certo suscitato dal Nemico, come dice Gesù ‑ di addolcire un poco le mie mortificazioni. Poche cose in realtà, ma non posso fare di più. Ma ho avuto una pronta risposta, come lei vede. Perciò, finché potrò, andrò avanti. Del resto, se considero il valore che ho messo a quelle quisquilie, e che è ratificato dal buon Dio già in molte cose ‑ e  spero  lo  sarà  anche  per  altre sono tratta a concludere che merita realmente resistere finché potrò. Ossia fino all’estremo.

E poi… Se la carne è stanca di sofferenza e chiede pietà, l’anima è talmente in pace e gioia!… Non posso uscire dalla felicità soprannaturale che mi è rimasta dopo aver avuto la vista mentale della Ss. Trinità[29]. Sono sotto a quel sole… come un fiore. E guardo il mio Sole, che splende al centro dei tre cerchi sublimi, il Sole dell’Unità di Dio, la cui luce di pace infinita e d’infinita Bellezza mi infonde dei sensi nuovi. Per meritare questo, che è il soffrire? È perfetto godere.

7. Spontaneo naufragio in Satana[30].

Il regno del Male.

Applicazioni delle profezie al tempo di oggi.

Dice Gesù[31]:

1«L’anno passato Io ti ho detto[32], ed è stato il primo dettato: “il Padre è stanco, e a far perire la razza umana lascerà che si scatenino i castighi dell’inferno”. Ho detto, era il Venerdì Santo: “Io verrei una seconda volta a morire per salvarli da una morte più atroce ancora… Ma il Padre non lo permette… Sa che sarebbe inutile… Oh! se gli uomini sapessero ancora volgersi a Me che sono la salvezza!”.

Vi rimando a tutti i miei dettati antecedenti a quelli di quest’ultimo tempo. Ho parlato usando le profezie del Libro santo, spiegandovele, applicandole ai tempi d’ora, e se ho taciuto, poi, su questo tono, è perché ho compreso che era inutile ai fini del Bene e pericoloso perché quelle parole divine potevano divenire arma di tortura diabolica contro i miei servi che le udivano, le ripetevano, le diffondevano e le accoglievano. Ma il mio Pensiero, se anche non si esprime con la Parola, è quello e non muta.

Maria, Io ti ho detto, alla fine del maggio passato: “Riguardo al futuro… Cosa vuoi sapere, povera anima?” (dettato del 31-5-43). “Ringrazia la mia Misericordia che, per ora, ti nasconde in buona parte la verità sul futuro”.[33] Povera, povera anima!

Un’altra volta ho detto: “Vorreste che apparissi e mi mostrassi… Ma, se anche mi mostrassi, dove è nei cuori quel tanto residuo di fede e rispetto che li farebbe curvare col volto a terra per chiedermi perdono e pietà?” (dettato del 5-6-43).[34]

Il regno del Male è già instaurato.

2Anche ora chiedete da Me un segno di potenza, il quale, per esser Potenza di un Santo – del Santo dei santi – dovrebbe essere punizione inesorabile, tremenda, di un numero incalcolabile di persone, perché – ripeto ciò che ho detto mille volte – i grandi colpevoli sono perché la massa è tutta più o meno colpevole dello stesso peccare dei grandi.

Ma Io – e te lo dico, povera anima alla quale ho dato di vedermi trionfante[35] per infondere forza al tuo essere accasciato nella carne che muore e nello spirito desolato per la prova che hai patito e per gli orrori che ti circondano – ma Io non posso dare questo segno. Questo segno della Potenza mia. Mi è impossibile farlo. Non perché Dio abbia perduto la sua facoltà di fare. Nulla mi è impossibile come Dio. Ma è l’ora della potestà delle Tenebre. E gli uomini l’hanno spontaneamente voluta. Il regno del Male è già instaurato. Qualunque cosa Io facessi sarebbe resa nulla dalla volontà dell’uomo. Qualunque Bene sarebbe distrutto dal Male.

Spontaneo naufragio in Satana.

3Assisto impotente a questa corsa nella morte spirituale di tutta l’umanità. Non vi è mio dono, non mio beneficio, non mio richiamo, non mio castigo, che valga ad arrestare questo spontaneo naufragio dell’umanità, da Me redenta, in Satana. Come toro infuriato, l’umanità atterra tutto: ragione, morale, fede, e va a dare di cozzo contro ciò che l’uccide. La mano profanatrice dell’uomo si alza a nuovo delitto che non merita perdono. E il Padre non vuole perdonare. Vi lascia perire come avete voluto.

L’unica cosa che posso fare e faccio – e la faccio per pietà dei santi che, rari come fiori in un deserto, pregano ancora, pregano, non fanno protesta di consuetudine e ipocrisia – è di trattenere l’ira del Padre mio il quale, stanco dei delitti di una razza per la quale inutilmente il mio Sangue si è effuso, vuole, vuole, vuole esercitare la Giustizia su voi. E giustizia, poiché siete colpevoli, vorrebbe dire castighi tremendi che la mia Misericordia non vuole dati in aggiunta a quelli che da voi vi date.

Obolo di anime.

4Maria, so che ti ferisco e ti accascio. Ti eri sperata gioia dalla mia Pasqua. Rose dopo le spine. Sorrisi dopo le lacrime. Sei vittima. Restano le spine e le lacrime anche nel tempo pasquale, perché bisogna restare sulla croce per questa umanità perversa.

Ti chiedo di restare sulla croce per Me. Salvare il mondo è stato il mio sogno. Salvare le anime la mia gioia. Il mondo è perduto a Dio, ma le anime si possono salvare ancora: coloro che hanno ancora un’anima, languente ma viva. Ti chiedo la carità per esse. È Gesù, mendicante d’amore nella sua veste di Risuscitato glorioso, che ti chiede quest’obolo di anime perché il suo Regno abbia ancora dei sudditi.

Va’ in pace.»

L’Amore ha sempre vinto

Dice lo Spirito Santo:

5“Io sono il Consolatore. Io consolo coloro che lo sgomento accascia e l’oggi tortura. Io sono Quello che medica e addolcisce l’amarezza della Parola che parla la verità, la quale oggi è bene amara.

In questo giorno che è il trionfo della Carità come il Natale ne è la più alta manifestazione – perché il Natale è l’inizio della Redenzione che è Carità operante, mentre la Pasqua è la Redenzione compiuta, la vittoria della Vita sulla Morte attraverso l’Amore sublimato all’olocausto volontario per darvi la Vita, e l’atto per cui fu possibile a Me di scendere in voi, risantificati dal Sangue di Dio-Figlio, per riunirvi a Dio-Padre con la Carità senza la quale Dio non può essere in voi e voi in Dio – Io vengo a dirti: confida ancora. Se anche tutto sembra perduto, confida. Se anche l’abisso del Male erutta i suoi demoni per straziare la Terra e fecondarla a generare l’Anticristo e l’abisso dei Cieli pare chiudersi per decreto del Padre da cui procediamo, Noi, il Verbo e lo Spirito, siamo ancora operanti e amanti per salvarvi e difendervi. Io-Carità e il Verbo-Carità, Io-Santificazione e il Verbo-Redenzione, non cessiamo l’Uno di effondere i meriti del suo Sangue, l’Altro i carismi del suo potere per il bene di voi.

Confida. L’Amore ha sempre vinto.»

8. Satana respinto nel suo principale elemento[36].

Apparizione del mostro infernale.

1Se non fosse tempo di coprifuoco l’avrei mandato a chiamare[37], tanto sono stata terrorizzata dall’apparizione del demonio. Vero demonio, senza camuffamenti di sorta. Ossia un alto, sottile, fumoso personaggio dalla fronte bassa e stretta, viso puntuto, occhi fondi e di uno sguardo talmente cattivo, ironico, falso, che per poco non mi sono data a gridare al soccorso.

Stavo pregando, al buio della mia stanza, mentre Marta[38] era in cucina, e pregavo proprio il Cuore Immacolato di Maria, quando presso la porta chiusa mi è apparso lui. Scuro nello scuro, eppure ne ho visto tutti i particolari del corpo nudo e brutto non per deformità ma per un che di ferocia e di serpentino che traspariva da ogni suo membro. Non ho visto né corna né coda, né piede biforcuto, né ali come generalmente lo figurano. Ma tutto il suo mostruoso era nell’espressione. Per dire quello che era dovrei dirlo: Falsità, Ironia, Ferocia, Odio, Agguato. Questo era quanto diceva la sua espressione subdola e cattiva. Mi derideva e mi insultava. Ma non osava venire più accosto. Era là, inchiodato presso l’uscio. Vi è stato lo spazio di un buon dieci minuti e poi se ne è andato. Ma io sudavo freddo e caldo insieme.

Vinto nella superbia.

2Mentre sgomenta mi chiedevo perché di quella venuta, ha detto Gesù: “Perché tu lo avevi così duramente respinto nel suo principale elemento.” (Mentre pregavo Maria, mi era tornata insistente la… non so come chiamarla, perché non è voce, non è idea, non è mente eppure è qualcosa che dice: “Se non c’eri tu qui succedeva qualcosa. Per tuo merito non è accaduta. Perché tu sei tanto amata da Dio”. Io, non so se faccio bene o male, ma mi pare di fare bene, quando sento questo dico: “Va’ via, Satana. Non mi tentare. Perché se è Gesù che dice questo lo accetto. Ma nessun altro lo deve dire per stuzzicare in me il compiacimento verso me stessa”).

I suoi attributi tralucono nei suoi servi.

3Dunque Gesù disse: “Perché tu lo avevi così duramente respinto nel suo principale elemento: la superbia. Oh! se ti potesse far cadere in quella!

Lo hai visto bene? Non hai notato come il suo aspetto, direi la sua sovranità o paternità appaia e traspaia da coloro che lo servono anche temporaneamente? Non guardare se in una persona esso ti appariva coll’aspetto ripugnante di un animale di sozzura e libidine, di un mostro enfiato dal fermento, dal lievito della lussuria. Questo perché quella povera creatura è un letamaio di molti vizi e peccati, ma quelli carnali sono in essa i maggiori. Pensa a tutti quelli che in altre maniere ti hanno fatto sussultare e soffrire. Quelli che, magari per un’ora, sono stati strumenti di Satana per tormentare un’anima fedele, darle dolore, portarla a desolazione. Non avevano, nel ferire, la stessa espressione di dispetto crudele che hai visto, perfetta, in lui? Oh! egli traluce nei suoi servi!

E’ impotente a nuocere chi rimane in Gesù e Maria.

4Ma non aver paura. Non ti può far male se tu resti con Me e Maria. Ti odia. Oh! senza misura. Ma è impotente a nuocerti. Se tu la tua anima non la rivuoi per darla a te stessa e la lasci nel riparo del mio Cuore, come vuoi che egli possa far male alla tua anima?

Scrivi questo e scrivi anche le altre minori visioni che hai avute. Il Padre le deve sapere tutte e non è senza scopo saperle. E sappi che viene il tempo della mia primavera. Quella che do ai miei prediletti. Le viole e le primule costellano i prati a primavera. La compartecipazione ai miei dolori costella i giorni di preparazione alla Passione nei miei amici.

Va’ in pace. Ti benedico, per finire di dileguare la rimanente paura, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.”

Visioni consecutive.

L’anima deve compiangere Gesù.

5Le altre cose viste sono otto giorni fa, a questa stessa ora.

Gesù che, carico di un’enorme croce, andava come verso Spezia (tanto per dirle la direzione) ma non per Via Fratti. In diagonale, seguendo una ideale via retta da qui a quel punto. Aveva la veste bianca, corta, di Erode, sulla sua veste rossa, ed andava affranto, sudato e piangente. Sì, piangeva proprio. E a me, angosciata di vederlo piangere, diceva: “Lo vedi? Non basta il dolore dei supplizi… ho anche altri, altri dolori più forti. Compiangimi, anima. Il tuo Gesù è proprio piegato da una somma di sventure troppo forti”.

L’anima piange con Maria la morte delle anime.

6Poi, domenica sera – mi ero quasi addormentata nel dire la corona dei sette dolori di Maria – la Mamma mi scuote piangendo e dicendo: “Non dormire. Piangi con me. Non sai che mi hanno ucciso il Figlio?”. Oh! come piangeva, mentre diceva quelle parole!

Il purgatorio della mamma del Portavoce.

7Martedì sera invece fui presa da tanta tristezza perché ho visto mia madre… l’ho vista anche il primo dell’anno così. Ma ora mi pareva più angosciata. Più viva ma più angosciata. Mi spiego. Il 1° gennaio la vedevo su per giù come il giorno dei Santi. Opaca, sola, trasognata, come una stupita di esser dove è e avvilita nello stesso tempo. Mi guardava. Ma sempre così intontita. Martedì invece pareva meno intontita, ma sempre a quel posto, e sempre così opaca nel colore e nella veste. Però i suoi occhi erano più vivi nell’espressione e pareva volesse dirmi qualcosa e non potesse. Un che di invocazione, di scusa, di richiamo… Se dovessi tradurre quello sguardo dovrei dire che mi diceva: “Perdonami e aiutami. Ho bisogno ancora di te, anche qui, come lo avevo quando ero lì. Aiutami… Sono così sola… Non ho che te”. Io le dicevo: “È questo, mamma, che vuoi dire?” e lei col capo diceva “sì, sì” e sorrideva, ma triste, triste. Ho pianto e sono rimasta triste io pure. Ed è tornata ancora. Le ho detto: “Ma non bastano i suffragi?” e lei sempre diceva col capo “sì, sì”. Ma nello stesso tempo chiedeva qualcosa che non so dire. Le ho detto: “Ti voglio bene. Tu lo sai” e lei assentiva ma aveva sempre quello sguardo. “Non ho nessun rancore, mamma, e ti vorrei ancora qui” e lei sorrideva ma non era lieta. Ho sofferto. Non la sento tranquilla.

Questo quello che dovevo dire e non avevo mai scritto perché mi parevano cose non altro che mie e tanto, troppo tristi…

 


IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO

9. Vaglio dell’umanità attuale[39].

Premessa della scrittrice.

I demoni delle nazioni, uniti sotto  Lucifero.

Dice Gesù:

1«Giorni fa il Padre[40] ha scritto che rimaneva perplesso circa la vera fonte del flagello attuale “perché un regno diviso in se stesso non è più un regno”. Mostrerò al Padre che ciò può essere, essendo la divisione puramente apparente.

Lucifero, nelle sue manifestazioni, ha sempre cercato di imitare Iddio. Così come Dio ha dato ad ogni Nazione il suo angelo tutelare, Lucifero le ha dato il suo demone. Ma come i diversi angeli delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Dio, così i diversi demoni delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Lucifero.

L’ordine è unico per tutti.

2L’ordine dato da Lucifero nella presente vicenda ai diversi demoni non è diverso a seconda degli Stati. È un ordine unico per tutti. Donde si comprende che il regno di Satana non è diviso e perciò dura.

Questo ordine può essere enunciato così: “Seminate orrore, disperazione, errori, perché  i popoli si stacchino, maledicendolo, da Dio”.

I demoni ubbidiscono e seminano orrore e disperazione, spengono la fede, strozzano la speranza, distruggono la carità. Sulle rovine seminano odio, lussuria, ateismo. Seminano l’inferno. E riescono perché trovano già il terreno propizio.

Gli angeli non trovano terreno propizio.

3Anche i miei angeli lottano a difesa del Paese che ho loro assegnato. Ma i miei angeli non trovano terreno propizio. Onde rimangono soccombenti rispetto ai nemici infernali. Per vincere, i miei angeli dovrebbero essere aiutati da animi viventi nel e per il Bene. Viventi in Me. Ne trovano. Ma sono troppo pochi rispetto a quelli che non credono, non amano, non perdonano, non sanno soffrire.

La corruzione è come nel tempo del diluvio.

4È il caso di ripetere: “Satana ha chiesto di vagliarvi”[41]. E, dal vaglio, risulta che la corruzione è come nei tempi del diluvio[42], aggravata dal fatto che voi avete avuto il Cristo e la sua Chiesa, mentre ai tempi di Noè ciò non era.

L’ho già detto[43] e lo ripeto: “Questa è lotta fra Cielo e inferno”. Voi non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano angeli e demoni. Dietro i vostri pretesti è la ragione vera: la lotta di Satana contro Cristo.

Una delle prime selezioni dell’umanità.

5Questa è una delle prime selezioni dell’umanità, che si avvicina alla sua ora ultima, per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi. Ma purtroppo la messe degli eletti è piccola rispetto all’altra.

Quando Cristo verrà per vincere l’eterno antagonista nel suo Profeta troverà pochi segnati, nello spirito, dalla Croce.»

10. Le forze di Satana sono già in azione[44].

La Battaglia soprannaturale è già iniziata[45].

Dice ancora Gesù:

1«Ti ho detto un giorno[46] che in questa odierna tragedia sono già in moto le forze di Satana, il quale ha mandato i suoi angeli neri a muovere i regni della terra l’uno contro l’altro. La Battaglia soprannaturale è già iniziata. Essa è. È dietro alle quinte della piccola battaglia umana.

Piccola non per vastità di mole, ma per motivo. Non è, non è il piccolo motivo umano l’origine di essa. Non è. È un altro il motivo vero che fa dei fratelli tante belve omicide che a vicenda si mordono e uccidono.

Vi battete coi vostri corpi. Ma in realtà sono le anime quelle che si battono. Vi battete per l’ordine di quattro o cinque potenti. Credete sia così. No. Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra, perché voi lo volete,  ma non è di questa terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina in cui sono più le anime che muoiono che non i corpi.

Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi.

Selezione spontanea[47].

2E voi, che non sapete più amare, lo servite a dovere e vi scannate a vicenda, e maledite chi non ha colpa di questo vostro male: Iddio, il quale lotta coi suoi angeli per tutelare quanto è suo: la Fede nel cuore dei cristiani, la Bontà nel cuore dei buoni.

Non sono Io che faccio la selezione, per ora. Siete voi che vi selezionate, spontaneamente. Coloro che nonostante l’orrore sanno capire che Dio è sempre Dio, ossia Bontà e Giustizia, e che la salvezza è nel seguire la Legge di Dio, si separano da coloro che negano queste verità. I primi ascendono incontro alla Luce, gli altri precipitano verso le Tenebre.

La seconda scalata di Satana al Cielo[48].

3Veramente Satana tende, coi suoi demoni, di dare una seconda scalata al Cielo. Ma respinto dal mio arcangelo precipita sulla terra per vincere Dio attraverso il cuore dei suoi figli. Poiché ogni anima che si perde è una sconfitta per Dio. E ci riesce Satana facilmente perché il cuore degli uomini non ha più fiamma di spirito.  Non ha più vita di spirito. È un nodo di peccato in cui prospera la triplice lussuria che uccide lo spirito.

Beati quelli che han vinto in virtù del sangue dell’Agnello e sono rimasti e rimarranno fedeli sempre. Beati quelli che avranno respinto Satana e le sue lusinghe e non si saranno preoccupati dei suoi apparenti trionfi, dei suoi sforzi sferrati in quest’ora, che egli sa esser breve per il suo regno di maledizione, e che rimarranno fedeli al Cristo e alla sua Chiesa, smembrata dalla persecuzione anticristiana, martire invitta come il Gran Martire suo Sposo, il Cristo Crocifisso, ma risorgente più bella, dopo l’apparente morte, per entrare glorificata in Cielo, dove il Pontefice vero l’attende per celebrare le nozze.»

11. Le due Bestie[49].

Lo Scimmiottature di Dio[50].

1Dice Gesù:

1«Ti ho detto un giorno[51] che l’eterno invidioso cerca di copiare Dio in tutte le manifestazioni di Dio.

Dio ha i suoi arcangeli fedeli. Satana ha i suoi. Michele: testimonianza di Dio, ha un emulo infernale; e così l’ha Gabriele: forza di Dio.

La prima Bestia: potenza umana[52].

2La prima bestia, uscente dal mare, che con voce di bestemmia fa proclamare agli illusi: “Chi è simile alla bestia?”, corrisponde a Michele. Vinta e piagata dallo stesso nella battaglia fra le schiere di Dio e di Lucifero, all’inizio del tempo, guarita da Satana, ha odio di morte verso Michele, e amore, se d’amore può parlarsi fra i demoni ‑ ma è meglio dire: soggezione assoluta – per Satana.

Ministro fedele del suo re maledetto, usa della intelligenza per nuocere alla stirpe dell’uomo, creatura di Dio, e per servire il suo padrone.  Forza senza fine e senza misura è usata da essa per persuadere l’uomo a cancellare, da sé stesso, il mio segno che fa orrore agli spiriti delle tenebre. Levato quello, col peccato che leva la grazia, crisma luminoso sul vostro essere, la Bestia può accostarsi ed indurre l’uomo ad adorarla come fosse un Dio ed a servirla nel delitto.

Se l’uomo riflettesse a quale soggezione si dona collo sposare la colpa, non peccherebbe. Ma l’uomo non riflette. Guarda il momento e la gioia del momento, e peggio di Esau baratta la divina genitura per un piatto di lenticchie.

La seconda Bestia: la scienza umana[53].

3Satana, però, non usa soltanto di questo violento seduttore dell’uomo. Per quanto l’uomo poco rifletta, in genere, vi sono ancora troppi uomini che, non per amore, ma per timore del castigo, non vogliono peccare gravemente. Ed ecco allora l’altro ministro satanico, la seconda bestia. Sotto veste d’agnello ha spirito di dragone.

È la seconda manifestazione di Satana e corrisponde a Gabriele, perché annuncia la Bestia ed è la sua forza più forte: quella che smantella senza parere e persuade con finta dolcezza che è giusto seguire le orme della Bestia.

Potere umano e scienza umana.

4È inutile parlare di potenza politica e di terra. No. Se mai potete riferire alla prima il nome di Potenza umana a alla seconda di Scienza umana. E se la Potenza di per sé stessa produce dei ribelli, la Scienza, quando è unicamente umana, corrompe senza produrre ribellione e trae in perdizione un numero infinito di adepti. Quanti si perdono per superbia della mente che fa loro spregiare la Fede e uccidere l’anima con l’orgoglio che separa da Dio! Ché se Io mieterò all’ultimo giorno la messe  della terra, già un mietitore è fra voi. Ed è questo spirito di Male che vi falcia e non fa di voi spighe di eterno grano, ma paglia per le dimore di Satana.

L’unica scienza necessaria.

5Una, una sola scienza è necessaria. Lo ripeterò mille volte: conoscere Dio e servirlo, conoscerlo nelle cose, vederlo negli avvenimenti e sapere distinguere Lui dal suo antagonista per non cadere in perdizione. Invece vi preoccupate di aumentare il sapere umano a detrimento del sapere sovrumano.

Io non condanno la Scienza. Ho anzi piacere che l’uomo approfondisca col sapere le cognizioni che è andato accumulando, per potere sempre più comprendere ed ammirare Me nelle mie opere. Vi ho dato l’intelligenza per questo. Ma dovete usarla per vedere Dio nella legge dell’astro, nella formazione del fiore, nel concepimento dell’essere, e non usare l’intelligenza per violentare la vita o negare il Creatore.

Surrogati di luce.

6Razionalismo, Umanismo, Filosofismo, Teosofismo, Naturismo, Classicismo, Darvinismo, avete scuole e dottrine di tutti i generi e di tutte ve ne preoccupate, per quanto la Verità sia molto snaturata o soppressa in esse. Solo la scuola del Cristianesimo non volete seguire ed approfondire.

Naturale resistenza, del resto. Approfondendo la cultura religiosa sareste obbligati o a seguire la Legge, e non lo volete fare, o a confessare apertamente che volete calpestare la Legge.  E anche questo non lo volete fare. Perciò non volete divenire dotti nella Scienza soprannaturale.

Ma poveri stolti! E che ve ne farete delle vostre scuolette e delle vostre parolette quando dovrete sostenere il mio esame? Avete spento in voi la luce infinita della Scienza vera e avete creduto di illuminare le vostre anime con dei surrogati di luce; così come dei poveri pazzi che pretendessero di spegnere il sole facendo di tanti fanalini un nuovo sole. Ma se anche le nebbie nascondono il sole, il sole c’è sempre nel mio firmamento. Ma se anche con le vostre dottrine create nebbie che velano il Sapere e la Verità, Verità e Sapere ci sono sempre perché vengono da Me che sono eterno.

La vera Sapienza.

7Cercate la vera Sapienza a comprenderete la Scienza come va compresa. Sgombrate le vostre anime da tutte le artificiose soprastrutture e innalzatevi la vera Fede. Come guglie di una cattedrale spirituale fioriranno su di esse Scienza, Sapienza, Intelletto e Fortezza e Umiltà e Continenza, perché il vero sapiente sa non solo lo scibile umano, ma sa la più difficile delle cose: dominare sé stesso nelle passioni della carne e fare della sua parte inferiore il piedestallo per innalzare l’anima sua e lanciare lo spirito verso i Cieli, incontro a Me che vengo e sono in ogni cosa e che amo essere il Maestro vero e santo dei fratelli miei.»

12. Le sette piaghe[54].

Corrispondono ai sette tuoni[55].

1Dice Gesù:

1«Le sette piaghe ultime corrispondono ai sette tuoni non descritti[56]. Come sempre, sono descrizioni figurative nelle quali però non è esclusa totalmente la realtà. Ti spiego quanto reputo opportuno che di esse ti sia spiegato.

Il 1° flagello: l’ulcera[57].

2La prima è l’ulcera.

Sin dai tempi di Mosè punii con malattie schifose le creature che avevano commesso peccati imperdonabili verso di Me. Maria, sorella di Mosè, ebbe il corpo coperto di lebbra per avere parlato male del mio servo Mosè. Come non deve avvenire uguale e più ancora di coloro che parlano male del loro Dio? La lebbra, o l’ulcera che sia, sempre più si estende per avere sempre più voi estesi i vostri peccati contro Dio e contro la mirabile opera di Dio che siete voi.

Quando vi avvoltolate nella lussuria, non credete forse di fare un peccato contro Dio? Ma sì che lo fate, perché profanate il vostro corpo dove lo spirito risiede per accogliere Me, Spirito Supremo. E a che punto sta arrivando la lussuria dell’uomo, compiuta con fredda e conscia volontà? È meglio non approfondire questo abisso di ripugnante degradazione umana. Io ti dico che si chiamavano immondi certi animali, ma che l’uomo li ha già superati e ancor più li supererà e che  se si potesse creare un nuovo animale, ottenuto dall’incrocio delle scimmie coi serpenti e con i porci, sarebbe ancora meno immondo di certi uomini, i quali hanno dell’uomo l’aspetto, ma hanno l’interno più lubrico e repellente del più sozzo animale.

Il 2° flagello: Inquinamento del mare[58].

3Come ti ho detto, l’umanità si scinde sempre più. La parte spirituale, esigua al sommo, ascende. La parte carnale, numerosissima, discende. Discende ad una profondità di vizio spaventosa. Quando sarà venuto il tempo dell’ira, l’umanità avrà raggiunto la perfezione del vizio.

E vuoi che l’interno fetore delle loro anime morte non trasudi all’esterno e corrompa le carni, adorate più di Me e usate per tutte le prostituzioni? E come le ulceri saranno provocate da voi, così voi empirete di sangue il mare e le acque dei fiumi. Li state già empiendo con le vostre carneficine, e gli abitanti delle acque diminuiscono, uccisi da voi, contribuendo alla vostra fame. Avete tanto calpestato i doni che Dio vi ha dato per i vostri bisogni materiali, che terra, cielo e acque vi stanno divenendo nemici e vi negano i frutti della terra e gli abitanti delle acque, dei fiumi, dei boschi, dell’aria.

Il 3° flagello: inquinamento dei fiumi e delle  sorgenti[59].

4Uccidete, uccidete pure, calpestate la legge d’amore e di perdono, spargete il sangue fraterno e specie il sangue dei buoni, che perseguitate appunto perché sono buoni. Badate però che un giorno Iddio non vi obblighi a saziare la vostra fame e la vostra sete con il sangue che avete sparso, in contrasto col mio ordine di pace e  d’amore.

Il 4° flagello: alterazione della luce solare[60].

5Ribelli voi alle leggi che vi ho dato, ribelli verso di voi gli astri e i pianeti che vi hanno finora donato luce e calore quali vi abbisognavano[61], ubbidendo, essi, alle regole che Io ho segnate per bontà verso di voi.

Malattie ripugnanti a marchio del vostro vizio; sangue nelle acque a testimonianza di tutto il sangue che avete voluto spargere, e fra questo vi è il mio; fuoco dal sole per farvi gustare un anticipo delle eterne braci che attendono i maledetti;

Il 5° flagello: Le tenebre[62].

6tenebre per avvertirvi che le tenebre attendono chi odia la Luce; tutto ciò per indurvi a riflettere e a pentirvi.

Il 6° flagello: sette sataniche e dottrine demoniache[63].

7E non gioverà. Continuerete a precipitare. Continuerete a compiere le vostre alleanze col male, preparando la strada ai “re d’Oriente”, ossia agli aiuti del Figlio del Male.

Sembra che siano i miei angeli a portare le piaghe. In realtà siete voi. Voi le volete e voi le avrete.

Gli esseri immondi[64].

8Divenuti dragoni e bestie voi stessi, per avere disposato il Dragone e la Bestia, partorirete dai vostri interni corrotti gli esseri immondi: le dottrine demoniache assolute che compiendo falsi prodigi sedurranno i potenti e li trascineranno a battaglia contro Dio.  Sarete così pervertiti che prenderete per prodigi celesti quanto è creazione infernale.»

13. 7° flagello: La “gran Babilonia”[65].

Mistero di Babilonia la grande[66].

 Prosegue Gesù:

1«Maria, ora ti prendo per mano per condurti nel punto più oscuro del libro di Giovanni. I glossatori del medesimo hanno esaurito le loro capacità in molte deduzioni per spiegare a se stessi e alle folle chi sia la “gran Babilonia”. Con vista umana, alla quale non erano estranee le scosse impresse da avvenimenti desiderati o da avvenimenti accaduti, hanno dato il nome di Babilonia a molte cose.

Babilonia è tutta la Terra[67].

2Ma come non hanno mai pensato che la “gran Babilonia” sia tutta la Terra? Sarei un ben piccolo e limitato Iddio Creatore se non avessi creato che la Terra come mondo abitato! Con un palpito del mio volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla e li ho proiettati, pulviscolo luminoso, nell’immensità del firmamento.

La Terra, di cui siete tanto orgogliosi e tanto feroci, non è che uno dei pulviscoli rotanti nell’infinito, e non il più grande. Certo però è il più corrotto. Vite e vite pullulano nei milioni di mondi che sono la gioia del vostro sguardo nelle notti serene, e la perfezione di Dio vi apparirà  quando potrete vedere, con la vista intellettuale dello spirito ricongiunto a Dio, le meraviglie di quei mondi.

Le sette teste e le dieci corna[68].

3La Terra non è forse la gran meretrice che ha fornicato con tutte le potenze della terra e dell’inferno, e gli abitanti della Terra non hanno prostituito se stessi: corpi ed anime, pur di trionfare nel giorno della terra?

Sì che così è. I delitti della Terra hanno tutti i nomi di bestemmia, come li ha la Bestia con cui la Terra e i suoi abitanti si sono alleati pur di trionfare. I sette peccati stanno come ornamento orrendo sul capo della Bestia che trasporta Terra a terrestri[69] ai pascoli del Male, e i dieci corni, numero metaforico, stanno a dimostrare le infinite nefandezze compite pur di ottenere, a qualunque costo, quanto vuole la sua feroce cupidigia.

Ebrietà maledetta[70].

4Non è forse la Terra inzuppata del sangue dei martiri, resa ebbra da questo liquore santo che bevuto dalla sua bocca sacrilega si è mutato in essa in filtro di ebbrietà maledetta? La Bestia che la porta: compendio e sintesi di tutto il male compiuto da Adamo in poi pur di trionfare nel mondo e nella carne, trae dietro sé coloro che adorandola diverranno re di un’ora e di un regno maledetto. Siete re come figli di Dio, ed è regno eterno. Ma divenite re di un’ora e di un regno maledetto quando adorate Satana, il quale  non può che darvi un effimero trionfo pagato a prezzo di un’eternità d’orrore.

La bestia fu e non è più[71].

5La Bestia ‑ dice Giovanni ‑ fu e non è. Alla fine del mondo così sarà. Fu, perché realmente è stata; non è perché Io, il Cristo, l’avrò vinta e sepolta perché non sarà più necessaria, allora, ai trionfi del mondo[72].

Le acque presso le quali è seduta la prostituta[73].

6Non è la Terra seduta sulle acque dei suoi mari e non s’è servita di questi per nuocere? Di che non s’è servita? Popoli, nazioni, razze, confini, interessi, cibi, espansioni, tutto ha servito a lei per fornicare e compiere sterminati omicidi e iscariotici tradimenti. Gli stessi suoi figli, nutriti da lei con sangue di peccato, compiranno la vendetta di Dio su lei, distruggendola, distruggendosi, portando la somma dei delitti contro Dio e contro l’uomo al numero perfetto che esige il tuonare del mio: “Basta!”

Crolleranno le città delle nazioni[74].

7Ribollirà in quell’ora, fumando con odore grato al mio trono, il sangue dei martiri e dei profeti, e le zolle della terra, che hanno raccolto i gemiti degli uccisi in odio a Me e ne hanno ricevuto gli ultimi sussulti, getteranno un gran grido fatto di tutti quei gemiti santi e tremeranno di convulsione d’angoscia, scrollando le città e le case degli uomini dove si pecca e uccide e empiendo di voce che chiede Giustizia la volta dei Cieli.

14. Società corrotta da Satana[75].

Non vi è categoria sociale immune di colpa[76].

1Dice Gesù:

1«Voi vi fate strumenti di Satana compiendo opere di nequizia.

Grandi od umili, non siete diversi nell’agire. Prepotenti e ladri siete. I grandi con grande prepotenza e ladroneccio. I piccoli con prepotenza e ladroneccio sempre più grande di quanto la loro condizione farebbe pensare che potesse[77] permettere lo fossero, e ancora non si sentono contenti e anelano ad essere qualcosa di più per opprimere e rubare di più.

Non vi è categoria sociale immune da colpa. E quelli fra voi che sono onesti per legge morale o santi per amore di Dio, sono le vostre vittime più grandi perché, capovolgitori come siete della Legge dell’amore, voi date compensa d’odio a chi vi dà amore e bontà, voi siete cattivi coi buoni e torturatori di chi, in nome del suo Dio, non vi rende male per male.

Punizione proporzionata[78].

2Ma se anche non vi sembra, non pensate di restare impuniti. Le folle vedono la punizione del grande e sfugge loro quella del piccolo, perché il grande che cade fa molto rumore e il piccolo invece passa inosservato fra i molti casi del mondo. Ma impuniti non rimanete fin da questa vita. Vi prendo quando e dove meno ve lo pensate. Il resto verrà poi nell’altra vita dove per i duri di cuore non vi sarà pietà.

Ma voi, voi che ora siete grandi, che farete quando, in proporzione al vostro malfare, vi si solleverà contro l’ira di Dio e degli oppressi? Non la sentite incombere già su voi e montare come nube carica di folgori e piena che supera le dighe? E quando la nube si aprirà e l’onda traboccherà, dove andrete voi che avete sparso l’odio, il dolore, l’ingiustizia sul vostro cammino, seminatori folli e demoniaci, usurpatori dell’altrui pane e distruttori dell’altrui bene?

Dio farà dell’uomo la punizione dell’uomo[79].

3A che non avete pensato, mentre avevate il tempo a vostro servizio, a farvi, delle ricchezze ingiuste, un rifugio presso i cuori degli uomini e di Dio?  Quanto bene potevate fare, e vivere benedetti e passare benedetti alla Vita della vera gloria! E come potrete, voi senza fede e senza amore, vivere quando sarete ridotti come avete ridotto?

Voi vi fate strumenti di Satana. Ma Io, più potente di Satana, quando giudico esser l’ora di un nuovo diluvio, vi prendo e vi uso gli uni contro gli altri: nazioni contro nazioni e, nel piccolo: parenti o amici contro parenti e amici, per fare dell’uomo la punizione dell’uomo, punendo le colpe dell’uomo attraverso le colpe dell’uomo suo simile. Voi opprimete? E Io permetto ad altri di opprimervi. Voi rubate una patria? Ed Io permetto ad altri di rubarvi la patria. Bene dice Isaia: “Bastone e verga della collera di Dio”. Questo siete l’uno con l’altro quando passate la misura.

Dio percuoterà il Potente[80].

4Onde bene sarebbe che coloro a cui è propizia la lotta e amica la vittoria non si credessero prediletti in eterno da Dio e tanto meno non si credessero tanto perfetti da meritare da  Dio ogni riuscita umana.

No. Se colui che trionfa fa mal uso del suo trionfo Io lo percuoterò e lo abbatterò nella polvere. Io sono il Re e il Signore e nessuno è più grande di Me. Io sono il Giusto e non conosco parzialità. Il mio sguardo vede tutti con una luce uguale. Uguale è il ceppo da cui venite, uguali i vostri obblighi verso Dio, Creatore vostro, e uguale il suo pensiero per tutti voi. Il più civile fra voi è per Me come il meno civile, come il selvaggio che ignora tutto che non sia il suo bosco vergine. Scrutatore come sono della verità dei vostri pensieri e della innocenza dei vostri sentimenti, guardo tante volte con amore il selvaggio che si prostra adorando la forma che per lui è dio e per essa forma si fa buono, e torco lo sguardo con sdegno dal civile che nega Dio, a lui cognito, con la parola blasfema, il pensiero negatore e le opere maledette.

Un Resto tornerà al Dio forte[81].

5Quando l’ora del castigo è passata, Io dico il mio “Basta” e raccolgo le folle percosse e disperse, do loro pace e pane, poiché sono Padre, non dimenticatevelo, e se non foste ebbri di sangue o intossicati dal desiderio di berlo vi darei sempre pace e pane. Tanto più presto e tanto più abbondante e sicuro di pane e pace quanto più fra le torme di folli sono numerosi i giusti di Dio, travolti nel comune castigo non per loro punizione, ma per vostra redenzione. Perché il Bene per fiorire ha sempre bisogno di lacrime di santi e di olocausti di redentori.

Oh! beati questi cristi che voi ignorate, ma che il mio Cuore raccoglie come gemme in uno scrigno! Oh! beati questi angeli che sanno, fra il coro delle bestemmie e delle oscenità nel quale perite, cantare il “Gloria” e il “Sanctus” al loro Dio! Purificatori di questa terra dai miasmi che le vostre colpe creano, vivono ardendo come turiboli e offrono a Dio il fuoco più sacro: quello dell’amore.  Per questi Io compirò ancora il miracolo del perdono, il miracolo di radunare i resti del mio popolo e di far loro comprendere che soltanto in Dio è salute. Gli altri, coloro che non vogliono essere mio popolo ‑ e ricordate che Io non misuro con la vostra misura ‑ continueranno a seguire l’insegna del loro re.

I viventi dello spirito[82].

6Non deve morire il mondo senza che l’esercito di Cristo sia raccolto sotto il suo comando. Dispersi, percossi, abbattuti, fatti simili ad arena che il vento sparge sui lidi del mare, udrete il comando e verrete a Me, perché un momento verrà in cui Io sarò Re di questi poveri regni senza corona e di questi sudditi senza re. Già vedo gli spiriti di quel tempo volgersi alla chiamata e venire lottando contro tutti gli ostacoli seminati da secoli di errore, venire verso la Luce e verso la Verità. Dico “spiriti”, perché solo i viventi dello spirito potranno conoscere la Voce che li chiama.

I Precursori del Cristo nella sua seconda venuta[83].

7O voi che ora siete già viventi dello spirito, precursori del Cristo nella sua seconda venuta,  antitesi dei precursori dell’Anticristo che operano in suo nome l’opera preparatoria della desolazione, preparatemi le vie col vostro olocausto. I precursori del figlio di Satana hanno veste di dignità umana; i precursori del Figlio di Dio hanno la stessa corona del loro Re, e loro trono e cattedra sono[84] la croce e il dolore.

Ma come sempre, e come specialmente nell’ora in cui il Dolore dovette vincere il Peccato, è sempre il dolore quello che salva, è sempre il sacrificio quello che redime. Ed ora il mondo, per essere redento, ha bisogno non tanto di esser coperto di spighe quanto di anime eroiche, di vittime di carità.»

15. I Luciferi minori[85].

Precursori del Male fatto carne[86].

1Dice Gesù:

1«Il credente si identifica col suo dio e il figlio col suo genitore. Non è errato dunque dire dei precursori di Satana ciò che dice Isaia nel suo 14° cap. e nei versetti 12‑15.

Non hanno forse voluto emulare il loro padrone e padre nel tentativo di proclamarsi dèi e nell’opprimere le folle coloro che Io chiamo i precursori del Male? Non hanno parlato di Dio con una condiscendenza vergognosa, quasi i sperdei fossero loro? Non si sono arrogati il diritto di comandare a ciò che è più sacro, a ciò che anche Dio rispetta nell’uomo? Non solo si sono permessi di dare o di levare il permesso di vivere, ma financo quello di pensare.

Conculcatori della libertà e del pensiero[87].

2IL pensiero che Io ho dato all’uomo e che è libero ‑ poiché tutto ciò che Dio vi ha dato è libero da imposizioni di sorta e più libero sarebbe stato, ché neppure la carne avrebbe messo inciampo a quella libertà, se la carne fosse per prima rimasta libera da schiavitù, di colpa ‑ il pensiero è conculcato da questi sperdei di fango e di orrore. Non esigono essi ubbidienza a sante leggi di amore quali Io ve ne faccio amoroso comando senza obbligarvi a seguirlo. Loro impongono obblighi crudeli che vi asserviscono peggio di buoi dal collo oppresso dal giogo e dalle nari offese dall’anello costrittore. Li impongono a tutto il vostro essere, e non una delle tre forme di voi ‑ la fisica, la morale, la spirituale ‑ sono esenti da questa schiavitù.

Conculcatori dello spirito[88].

3Sì, anche la spirituale. Le piovre del Male imperante penetrano e si stendono anche verso il vostro spirito e a loro piacimento vogliono o non vogliono che esso spirito si volga a Dio o alla sua Legge. Esplode il loro livore di figli di Satana nelle persecuzioni feroci. Ma anche quando, buttando la maschera umana che cela la loro testa di serpi infernali, non giungono alle grandi persecuzioni, sono le  sottili astuzie, gli sgretolamenti dell’edificio della Fede, le forme di vita volte a sostituire paganesimo a religione, quelle con cui avviluppano per strozzarlo il vostro spirito.

Ladri del libero arbitrio[89].

4E non sempre voi possedete la forza di rimanere fedeli, poiché avete spiriti non nutriti di amore e di Vangelo. Vi piegate alle schiavitù umane, voi che riputate esser indegno dell’uomo ubbidire ai comandamenti di Dio. E perdete, per un uomo o per più uomini, il dono più bello di Dio: “il libero arbitrio”. Siete marionette mosse da uno o più uomini. Potevate essere, in questa vita e oltre, esseri liberi del regno di Dio Padre vostro.

Scostatevi dalle leggi della Bestia[90].

5Scostatevi, staccatevi, finché lo potete, dalle leggi della Bestia, allontanatevi da essa. Già il suo destino è segnato. Quando la scure di Dio reciderà le parti dell’orrida Bestia che torturano[91] la Terra e che costituiscono i precursori dell’Unità di Male che sconvolgerà la Terra, fate d’esser molto  lontani da esse che precipitano nel forno d’abisso come membra putride di questa manifestazione di orrore.

A Babilonia succederà Gerusalemme santa[92].

6A Babilonia, che ora sorge e che avrà il suo apogeo di impero, succederà un giorno Gerusalemme santa. Fate che in quel giorno e nel Giorno senza tramonto su voi non sia il marchio dei potenti di Babilonia, dei Luciferi minori, delle filiazioni, delle escrescenze di Satana, ma il segno santo, inconfondibile, glorioso, del Figlio di Dio.»

16. Fornicazione con Satana[93].

Non c’è pace quando si fornica con Satana.

      Dice Gesù:

1«“Che pace? Le fornicazioni di Gezabele tua madre e i suoi numerosi venefici esistono ancora” [94]  

 Lo avevo detto[95] che per ottenere vera pace, e non sosta nella guerra, occorreva levare da voi ciò che è fornicazione con Satana. L’ho detto per bocca dei miei santi e l’ho fatto dire dalla Madre mia. Sono decenni che Io ripeto questo e sono decenni che voi insistete in quello. Ve l’ho detto con pressante parola in questi ultimi tempi. Ma voi non avete mutato. Anzi sempre più avete fatto della fornicazione con Satana la vostra forma di vita.

Non c’è pace quando si  prega in stato di peccato.

2Tutto avete anteposto a Dio. E questo Dio che invocate nell’ora della paura è per voi un Ente così lontano, sconosciuto, che se foste coerenti non dovreste neppur più invocare o bestemmiare, tanto da Lui vi siete allontanati. Già anche le vostre invocazioni sono bestemmie, perché lo chiamate con labbra sporche di sozzura, perché lo invocate mentre siete ancora uni con Satana, perché osate  mescolare il suo Nome santo ai vostri piani di delitto.

Non c’è pace quando la volontà non è buona.

3Pace è stata promessa agli uomini di buona volontà[96].. Cristo è venuto a portare la Pace. Ma se voi cacciate il Cristo e se la vostra volontà non è buona, come potete avere la pace? Avete delle soste. Ma esse altro non saranno che pause fra l’una e l’altra carneficina, per dare tempo ai vostri spiriti venduti a Satana di apprendere da esso nuove dottrine di morte e nuovi strumenti di distruzione.

L’Inferno partorirà l’Anticristo.

4Morte alle anime e morte alle carni. Distruzioni di spiriti e distruzioni di cose. La vostra crescita in Satana è impressionante. Fra poco avrete raggiunto l’età piena in cui nulla esso più avrà da insegnarvi, e allora l’Inferno potrà partorire il suo figlio: l’Anticristo, perché i tempi saranno maturi e gli uomini avranno meritato di conoscere l’orrore che precede la fine.»

 

IL PADRE DEL ANTICRISTO

17. Preparativi all’avvento dell’Anticristo[97].

Precursori dell’Anticristo.

Dice Gesù:

1« La finale della visione[98] potrebbe essere il dettato dato per tutti. Perché ora, come 20 secoli or sono, lo dico a tutti quelle parole. Ma troppi sono i farisei che non vogliono accoglierle.

2. Il mondo va verso la sua pace. Che non è la mia pace. Perché la mia è pace di santità e giustizia. Quella del mondo di sopruso e corruzione. Orrendo, vero? quello che è accaduto e accade.

3. Vi richiamo ai miei primi dettati. Ho sempre detto[99] che questa non era guerra di popoli. Ma di Satana contro Dio. Una delle guerre preparatrici all’avvento dell’Anticristo, di cui ora sono i precursori. Ho sempre detto che Satana muoveva guerra agli spiriti attraverso gli orrori inflitti ai corpi e che molti avrebbero ceduto perché gli spiriti degli uomini, non più nutriti di grazia e fede, sono debolissimi contro il male. Ho detto che i miei angeli, per il sacrificio dei buoni, avrebbero lottato per impedire una falciata generale, da parte dei demoni, nella razza umana.

Ho detto, nel caso particolare degli italiani, che se non avessero saputo usare con rettezza della prima grazia e, dopo aver adorato come dio un men che idolo e averlo servito con un servilismo da bruti, fossero passati ad usare i suoi stessi metodi crudeli, sarebbe scesa la punizione. Perché una grazia merita da parte dell’uomo uno sforzo verso la bontà e non verso la nequizia. E voi avete goduto, maledetto, odiato, siete divenuti dei Giuda del vostro piccolo maestro e dei suoi più intimi. Ieri, solo ieri proni come schiavi, oggi già a pugni tesi e maledicenti e ad unghie rapaci per carpire quello che ieri vi doleva vedere in possesso d’altri. Ho detto che questa punizione sarebbe stata conoscere l’orrore in tutto il paese. Un orrore che a pensarlo fra voi l’avreste creduto incubo di febbre. Lo vedete se era vero? Ma vi correggerete?

Mercimonio con Satana.

2I farisei, gli scribi, i sadducei del mio tempo toccavano con mano il frutto dei loro ripetuti peccati. Israele avvilito, perseguitato, dominato, disperso, parlava con voce di pianto dicendo: ” Ecco la punizione per non esser più veri figli di Dio[100] “. Eppure nessuno dei dirigenti, rarissimo almeno alcuno fra i dirigenti, che si convertisse a Me. Inviti e rampogne, dolcezza e severità, condiscendenza e intransigenza, sorrisi e mestizia, prontezza nel fare miracolo o insensibilità davanti ad un loro desiderio di miracolo, tutto ho usato per scuoterli e persuaderli. Non ho ottenuto che un loro più profondo, un loro completo mercimonio con Satana sino a giungere a calpestare i profeti, negandomi d’essere il Cristo come i fatti dicevano confermando le profezie, ed a uccidere il Cristo, il Verbo di Dio.

6. Ora succede la stessa cosa. Nel grande, nel piccolo, socialmente o individualmente, il 90% vive come i farisei di allora e agisce con gli stessi sistemi. Interesse, superbia, durezza di cuore, lussuria, avarizia, gola, tutti gli egoismi, sono le basi della vostra vita e il codice delle vostre azioni. Non inorridite sulla durezza d’Ismaele[101]. Fate lo stesso voi pure con chi non vi serve più. La Carità e la carità sono morte in voi. Non amate che voi stessi.

I Corredentori.

3Ma ora Io dico: la Carità, che non volete, si riversa proprio su quelli che voi sprezzate, abbandonate, deridete dopo averli, magari, sfruttati. Sono quelli che non vivono che per la Carità e, amando Dio più di loro stessi, amano voi più di se stessi. Vi amano come ama Dio, sovvenendovi nell’anima e nella materia. Voi non sapete nulla, non capite nulla, non vi chiedete nulla. Ma Dio sa, vede, comprende senza chiedere. Sa perché ancora su voi è della superna pietà. Per essi, questi caritatevoli che mi amano e vi amano, e dell’amore fanno lo scopo della loro vita. Non per voi come voi. Ma per fare cosa a Me gradita.

8. Lo sapete voi quante lacrime, quanti dolori, quante penitenze, quanti sacrifici, sono il prezzo dei vostro esistere? Credete d’aver la vita per la madre che vi ha generato e per il padre che vi ha dato il pane. Sì. Se vi calcolate alla misura dei bruti, per essi avete vita. Ma la Vita, la vera Vita, vi dura, per darvi tempo di convertirvi, per opera di questi. E molti di voi non muoiono in eterno perché questi eroi a voi sconosciuti, mettendosi fra voi e Dio, a braccia alzate, stornano i castighi divini e vi trasfondono un poco di quel sangue spirituale, in voi svenati dalle malattie morali, che circola nel gran Corpo mistico e che è sangue di grazia. Ma è attraverso il crivello del loro io sacrificato che filtra questo bene a voi malvagi.

Il Portavoce.

4Un dettato severo. Me ne duole per il mio piccolo Giovanni. Ma lo conforto con una carezza. Questa: Quand’anche tutti ti abbandonassero lo ti resterò. Quand’anche tutti ti dimenticassero lo ti ricorderò. Quand’anche tutti ti odiassero Io ti amerò. Lo vedi come ti sovvengo anche materialmente con forze fisiche quando ne è il momento? Tu sei nelle mie mani, strumento amato e prezioso. Non aver paura.

10. Vivi nella e per la tua missione. Fa’ come quei bambini ai quali è dato un giocattolo che mostra vedute meravigliose se si tengono gli occhi fissi alle lenti, ma che non è più che una scatola nera se si stacca lo sguardo. Tu sta’ con l’occhio fisso in Me e nella tua missione. Il mondo ti è intorno. Intorno deve stare. Ma dentro a te n o. Dentro c’è il mio mondo. Dà al mondo, al povero mondo ignorante e cieco, le lezioni e le luci che ti vengono dal mio mondo. Se tu potessi vedere quanto Cielo è intorno al tuo lavoro!…

Ah! come sarai felice quando ti accorgerai di esser nel mio mondo per sempre, e d’esservi venuta, dai poveri mondo, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realtà, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Così Io farò con te[102].

12. Sii buona, paziente, caritatevole, e non temere. Ti do la mia pace, te la do a fiumi, oggi, Nome di Maria[103] e sia il dono di grazia al piccolo Giovanni.»

18. Errori e orrori che partoriranno l’Anticristo[104].

I ministri dell’Anticristo.

I profeti del Messia.

Dice Gesù:

1«Daniele è colui che ha la medesima nota di Giovanni, e Giovanni è colui che raccoglie e amplifica la nota iniziale di Daniele. Ecco perché, piccolo Giovanni, a te piace tanto.

Come pesce in limpida peschiera, tu sei felice quando ti muovi nell’atmosfera del tuo Cristo, il quale avrà il suo supremo trionfo nell’ora in cui Satana, il suo figlio e i suoi cortigiani, saranno per sempre resi impotenti. E in Daniele vi è quest’atmosfera. Se Isaia è il pre‑evangelista che parla del mio avvento nel mondo per la salute del mondo[105], Daniele è il pre‑apostolo, il pre‑Giovanni che annuncia le glorie del mio eterno trionfo di Re della Gerusalemme imperitura.

Segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse[106].

2Ora vedi come nelle quattro bestie descritte da Daniele[107] siano anticipati i segni dei, ministri diabolici dell’Apocalisse[108]. I commentatori si sono affannati a dare un significato storico‑umano a quei quattro mostri. Ma occorre spingere lo sguardo molto più avanti, e molto più in alto. Sollevatevi, quando meditate i libri santi, dalla terra, staccatevi dal momento presente, spingete lo sguardo nel futuro e nel soprannaturale. Lì è la, chiave del mistero.

4. Le quattro bestie: i quattro errori che precederanno la fine. I quattro errori che saranno quattro orrori per l’umanità e che partoriranno l’Orrore finale.

Il Leone: l’uomo ateo[109].

3L’uomo era un semidio per la Grazia e per la Fede. Come aquila e come leone sapeva affrontare e vincere i pericoli del senso e sollevare se stesso a spaziare nel clima di Dio, là dove l’anima si congiunge in nozze soprannaturali col suo Signore in continui e rapidi congiungimenti di ardori, da cui scende sulla terra ogni volta rinnovellata nella forza, nella gioia, nella carità che effonde sui fratelli e poi slancia nuovamente, ancor più impetuosamente, verso Dio, poiché ogni congiungimento è aumento di perfezione che si compie quando il congiungimento diviene eterno nel mio Paradiso.

L’ateismo strappò all’uomo le sue ali d’aquila e il suo cuore da semidio e lo fece animale camminante sul fango e portante sul fango, verso il fango, il suo pesante cuore tutto carne e sangue. Un pondo pesante più del piombo porta l’uomo nel suo ” io ” privo delle spirituali penne dello spirito, un pondo che lo curva, lo stende, lo sprofonda nel fango.

L’uomo era un semidio per la Carità vivente in lui. Amando Dio e la sua Legge, che è legge di Carità, egli possedeva Dio, e con Dio la Pace, che è un principale attributo di Dio, e con la pace tanto bene universale e singolo.

L’Orso: l’uomo mostro[110].

4L’uomo respinse la Legge di Dio per assumere molte altre dottrine. Ma nessuna era ed è da Dio e perciò in nessuna è Carità vera. Onde l’uomo, che aveva abbracciato. l’ateismo divenendo da aquila e leone semplice uomo, per un sortilegio infernale partorì sé stesso divenuto orso, feroce divoratore dei suoi simili.

Ma orrore chiama orrore. Per scala ascendente. Sempre più grande l’orrore perché nei maledetti connubi con Satana l’uomo, che il Cristo aveva riportato alla sua natura di semidio, genera mostri sempre più mostri. E sono i figli del suo errare che si vende a Satana per averne terrestre aiuto.

Il Leopardo: l’uomo feroce e falso[111].

5Dall’uomo semidio venne l’uomo, dall’uomo l’orso, dall’orso nuovo mostro feroce e falso come il leopardo, dotato da Satana di ali multiple per essere più veloce nel nuocere. Vi ho detto[112] che Satana è lo scimmiottatore di Dio. Anche esso dunque volle dare alla sua creatura, ormai sua creatura, all’umanità senza Fede e senza Dio, dare delle ali. Non di aquila, di vampiro perché fosse incubo dell’umanità stessa e fosse rapido nel suo correre ad abbattersi sulle parti di sé, vittime di sé, per suggerne il sangue.

Io, mistico pellicano, mi sono aperto il cuore per darvi il mio, sangue. Satana fa dell’uomo, al quale Io ho dato il mio sangue, il vampiro che sugge parti di se stesso e si dà morte con tormento.

Non pare una leggenda di incubo? E’ invece la vostra realtà. Non è un mostro mitico. Siete voi che con fame diabolica divorate parte di voi stessi, svenandovi, mutilandovi per poi generare le nuove parti mentre divorate le già formate, con una continuità che ha in sé qualcosa di maniaco, ma di un maniaco diabolico.

13. La potenza voluta, spinta, imposta sino al delitto, è la terza bestia. Dato che è potenza umana, ossia vendutasi a Satana pur di esser sempre più potente, contro ogni legge divina e morale, essa genera  il suo mostro che ha nome Rivoluzione e che, come è della sua natura, porta nelle protuberanze della sua mostruosità tutti i più biechi orrori delle rivoluzioni, naufragio sociale del Bene e della Fede.

Onestà. rispetto, moralità, religione, libertà, bontà, muoiono quando questo mostro alita su una nazione il suo fiato d’inferno, e come pestifera emanazione esso si spande oltre i confini contagiando di sé popoli e popoli, sinché contagerà il mondo intero preparando sui brandelli delle vittime, da lei uccise e sbranate, sulle rovine delle nazioni ridotte a macerie, la culla per il mostro finale: l’Anticristo.

19. L’Anticristo.

L’Anticristo: perfezione dell’Orrore[113].

1Ve l’ho detto[114] che esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal connubio della stessa con la Bestia. Ve l’ho detto. Non muto nel mio dire. Ciò che dico è vero. Lo conosco senza bisogno di leggerlo, lo ricordo senza bisogno di rileggerlo. È scritto nella mia mente di Dio davanti alla quale scorrono incessantemente, e l’uno sopra l’altro, senza che l’uno impedisca la visione dell’altro, tutti gli eventi dell’uomo nel tempo.

Il piccolo corno: estremo livore di Satana[115].

2Esso Anticristo, perfezione dell’Orrore come Io fui perfezione della Perfezione, con le sue infinite armi, simboleggiate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci e infine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà il suo figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio, tormenterà a dismisura coloro che, piccolo gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia[116], armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero.

L’Orrore regnante nel mondo[117].

3Oh! i miei santi dell’ultimo tempo! Se eroico fu il vivere dei primi fra le persecuzioni del paganesimo, tre volte, sette volte, sette volte sette volte eroico sarà il vivere dei miei ultimi santi. Solo i nutriti con la midolla della Fede potranno aver cuor di leone per affrontare quei tormenti e occhi e penne d’aquila per affissare Me‑Sole e volare a Me-Verità, mentre le tenebre li soverchieranno da ogni parte e la Menzogna cercherà persuaderli ad adorarla e credere in essa.

Dopo i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano, simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna ‑ i dieci servi, che si credono re, di Satana, dei quali tre (nota bene) saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto ‑ culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undecimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa del Cristo; crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana, ” di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi ” e per tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo.

Il Regno messianico[118].

4Poi il Padre dirà: “Basta” davanti al gran coro che, per il  “rumore delle grandi parole ” dei santi, si farà in Cielo; e la Bestia malvagia sarà uccisa e gettata nel pozzo d’abisso e con essa tutte le bestie minori per rimanervi con Satana, loro generatore, per l’eternità.

Io sarò chiamato allora dal Padre per ” giudicare i vivi ed i morti ” secondo quanto è detto nel Simbolo. della Fede. E i ” vivi “, coloro che hanno serbato vita in loro per aver serbato viva la Grazia e la Fede, erediteranno ” il regno, la potenza e la magnificenza di Dio “. I morti dello spirito avranno la Morte eterna secondo che la loro volontà ha scelto di avere.

E non vi sarà più Terra e più uomo carnale. Ma solo vi saranno ” figli di Dio “, creature affrancate da ogni dolore, e non vi sarà più peccato, e non vi saranno più tenebre, e non vi sarà più timore. Ma solo gioia, gioia, gioia immensa, eterna, inconcepibile agli uomini. Gioia di vedere Dio, di possederlo, di comprenderne il pensiero e l’amore.

Venite, o uomini, alla Fonte della vita. Io ve ne apro la sorgente. Attingetene, fortificatevi in lei per essere intrepidi nelle prove e per giungere ad immergervi completamente in essa, in Me, sorgente di beatitudine, nel bel Paradiso che il Padre mio ha creato per voi e nel quale il triplice Amore del Dio Uno e la Purezza della Madre ” nostra ” vi attendono, e con essi coloro che per esser stati fedeli hanno già conseguito la Vita. »

20. Nomi e natura e potere dell’Anticristo[119].

Nomi. 

1Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: “Negazione”, “Male fatto carne”, “Orrore”, “Sacrilegio”, “Figlio di Satana”, “Vendetta”, “Distruzione”, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non vi è ancora.

L’Astro caduto dall’alto[120].

2Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.

13. Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’Oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.

L’aiuto completo di Satana[121].

3A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido dì orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra[122]. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io.

L’aiuto dei nemici del Cristo[123].

4Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto[124].

21. Periodo dell’Anticristo[125].

Eventi di quel periodo.

Conversione d’Israele al cristianesimo.[126].

Dice Gesù:

1«L’arcangelo che ha vinto Lucifero, e che sta a guardia del mio Regno e dei figli di esso, sarà quello che sorgerà come segno celeste nell’ultimo tempo. Sarà questo il tempo in cui Israele sarà ricongiunto alla Roma di Cristo e non ci saranno più i due rami del popolo di Dio: il benedetto e il maledetto per il suo deicidio, ma un unico» tronco detto di Cristo, perché vivente in Me.

Risurrezione della carne[127].

2Allora, poiché il numero dei salvati sarà completo, verrà la risurrezione della carne e, come moltitudine che dorme e che una tromba risveglia per chiamarla ad una adunata, i morti, stesi negli infiniti cimiteri, nei deserti, nei mari, ovunque giace un che fu uomo, sorgeranno per venire a Me, Giudice supremo.

Oh! Luce che sei attributo mio e che farai rifulgenti come stelle coloro che conobbero la Sapienza e insegnarono la Giustizia e la vissero, come ti effonderai gioiosa quel giorno sui miei beati!

Il  tempo di tre anni e sei mesi[128].

3L’ultimo tempo di tre anni e sei mesi, tremendo come mai l’uomo conobbe, sarà quello in cui Satana, attraverso il suo figlio, arso da supremo livore ‑ perché anche la scissione fra i due rami del popolo di Dio sarà finita, e con essa la causa di tanti mali materiali, morali e spirituali ‑ userà le sue perfette ed ultime astuzie per nuocere, rovinare, uccidere il Cristo nei cuori e i cuori al Cristo.

Illuminazione dei sapienti[129].

4I sapienti comprenderanno il tranello di Satana, gli innumerevoli tranelli di Satana, perché chi possiede la Sapienza vera è illuminato, e per la loro fedeltà alla Grazia diverranno candidi e provati come il fuoco, degni d’essere eletti al Cielo. Gli empi seguiranno il Male e faranno il male non potendo comprendere il Bene, perché di loro spontanea volontà avranno colmato il loro cuore di Male.

L’Abominazione della desolazione[130].

5Allora verrà il tempo in cui, conculcata sino ad un punto mai raggiunto, la Chiesa non sarà più libera di celebrare il Sacrificio perpetuo, e l’abominazione della desolazione sarà innalzata sul Luogo Santo e sui luoghi santi, così come è detto dai profeti e ripetuto da Me che non erro.

Eventi dopo l’Anticristo.

6Ultimi eventi e fine del mondo[131].

Daniele dice: ” Vi saranno 1290 giorni (di questo conculcamento). Beato chi aspetta e giunge a 1335″.

8. Ciò vuol dire che nei tre anni e sei mesi che precederanno la fine, un piccolo tempo sarà serbato in fine ai fedeli per riunirsi ad ascoltare l’ultima Parola, risuonante nei loro spiriti, come invito al Cielo, mentre Michele coi suoi angeli vincerà Satana ed i suoi demoni. ” Beato chi aspetta a giunge a 1335 giorni ” vuol dire: ” Beato chi avrà perseverato sino alla fine ” poiché sarà salvo[132].

E a te dico: “Va’ fino al termine stabilito (del tuo tempo di vivente sulla terra) ed avrai requie, e starai nella tua sorte sino alla fine dei giorni[133]“. »

22. La morte dell’Anticristo[134].

Maria vertice di purezza e d’amore.

Dice Gesù:

1« Si legge nel Libro: “Egli (l’empio) sarà condotto al sepolcro e veglierà tra la turba dei morti: gradito alla ghiaia di Cocito trascinerà dietro a sé tutti gli uomini e davanti a sé una turba innumerevole”[135].

L’umanità è tutta peccatrice. Una sola creatura non ha gustato, non dico l’amaro sapore, ma dico anche: l’amaro odore, del peccato. E fu Maria, la mia dolcissima Madre, Colei che non mi fece rimpiangere il Paradiso lasciato per divenire Carne fra voi e redimere la carne vostra, perché in Maria Io trovavo gli eterni candori e gli splendenti amori che sono in Cielo. In Lei il Padre che la vezzeggiava come la Perfetta fra le creature, in Lei lo Spirito Santo che del suo Fuoco la penetrò per fare della Vergine la Madre, intorno a Lei le angeliche coorti adoranti la Trinità in una creatura.

Il seno di Maria! Il cuore di Maria! No. La mente più rapita in Dio non può scendere fin nel profondo, o innalzarsi sino al vertice di queste due perfezioni di purezza e d’amore. Io ve le illumino, le illumino ai più cari fra i cari. Ma solo quando sarete dove è la Scienza perfetta, allora capirete Maria.

L’Anticristo conoscerà la morte.

2L’umanità è tutta peccatrice. Ma vi è il peccatore unicamente peccatore, e vi è l’empio, ossia colui che porta il peccato ad una perfezione demoniaca. Poiché, nel Male, il Demonio sa raggiungere la perfezione, e i suoi discepoli più fidi non sono da meno del loro maestro.

5. Te l’ho già detto: “Lucifero si sforza ad imitare Iddio, nel male naturalmente. Assume le forme, dirò così, di vita e di corte che ha avuto il Figlio di Dio. Si atteggia a Cristo il demonio, e come Cristo ha apostoli e discepoli. Fra di essi sceglierà il perfetto per farne l’Anticristo. Per ora siamo al periodo preparatorio dei precursori del medesimo”. Questo ho già detto[136].

L’empio sarà condotto al sepolcro. E’ naturale. Tutti gli aiuti può dare Lucifero ai suoi prediletti, ai suoi fedeli, ai suoi schiavi, ma non l’immunità dalla Morte, perché solo Io sono Vita e ho vinto Io solo la Morte. Perciò quando la somma del male commesso dall’empio è compiuta, Io do ordine alla Morte di prendere possesso di quella carne. Essa carne conosce perciò l’orrore del sepolcro. E per l’empio sarà vero sepolcro.

Dimora delle anime scisse dal corpo loro.

3Per i buoni, per i redenti, per i perdonati non è tale, poiché credono e sanno in base alla fede. Esso è luogo dove il vestito mortale torna alla sua natura di polvere, sprigionando lo spirito in attesa dell’ora in cui ciò che fu creato si riformerà per entrare nella gloria o nella dannazione con la perfezione di creazione che Dio creò per l’uomo: ossia con l’unione di uno spirito a una carne. Spirito immortale come Dio suo Creatore e Padre, carne mortale come formata da un animale terreno, re della terra, erede del Cielo, ma che troppo sovente preferisce la terra al Cielo ed è animale non perché dotato di “anima” ma perché vive non meno, e talora più, da bruto degli animali veri e propri.

Le anime, scisse dai corpi, hanno tre dimore. E le avranno sinché non ne rimarranno che due, dopo il Giudizio che non errerà. I beati gioiscono immediatamente dell’eterno riposo. I penanti attivamente compiono la loro espiazione pensando all’ora della liberazione in Dio. I dannati si agitano nel rovello del bene perduto. No, che tanto meno trovano riposo nella loro terribile tortura, quanto più empi sono stati.

L’Anticristo veglierà sul suo delitto

4Ma l’Empio, colui che con la sua empietà ha trascinato altri all’empietà e sospinto altri al peccato, (ecco gli uomini e le turbe di cui parla il Libro), sarà come una torre insonne in un mare di tempesta. Davanti a sé la folla degli uccisi (nell’anima) da lui, davanti a sé il ricordo vivo dei tanti omicidi d’anime da lui commessi, e il rimorso, che non dà pace a chi uccide, dal giorno che Caino sparse il sangue del fratello[137], lo flagellerà ben più atrocemente dei flagelli infernali.

Veglierà sul suo Delitto, che si avventò contro Dio nelle creature di Dio e che come belva infuriata portò strage nelle anime. Tremendo avere davanti a sé la prova del malfatto! Castigo aggiunto ai castighi! Orrore senza numero come senza numero sono le colpe dell’Empio fra i peccatori.

Il Paradiso di Gesù sulla terra.

5Ma ora, Maria, a consolazione del tuo cuore che si accascia davanti a squarci di un altro mondo dove non regna l’Amore ma il Rigore di Dio, solleva lo spirito ascoltando questa parola tutta per te e per le anime come te.

Sai cosa rappresentano per Me i cuori dati all’Amore? Il mio Paradiso sulla terra. Siete voi che portate un pezzettino di cielo su questo povero mondo, e su quel pezzettino posa i piedi il Figlio di Dio per venire a trovare le sue delizie fra i figli del Padre.

Apri il cuore al tuo Gesù. E dammi il tuo cuore. Dalo del tutto a Me. Lo voglio. Come Medico e Amico di spirito e di carne, come Sposo e Dio che ti ha scelta per la tua fede e il tuo audace sentimento di amore».

IL MALEDETO, IL VINTO

23. I vincitori di Lucifero[138].

Capacità e potenza di Lucifero.

Dice Gesù:

1«Lucifero è intelligentissimo oltre che astuto. Usa dell’astuzia per insidiare, ma dell’intelligenza per pensare se e quando e come può darmi pena e rovinare una creatura. Credi pure che non spreca mai inutilmente il suo tempo.

Perciò, dato che, per quanto sia onnipresente sulla terra, ha tanto da fare presso i tanti uomini che abitano il globo, e per quanto la poca attenzione dell’uomo e la sua scarsa volontà di bene facciano, della potenza di Lucifero, veramente grande, una quasi onnipotenza sulle creature, perciò, dico, deve calcolare bene il suo tempo e non perderne un attimo per lavorare con utile. Col suo nefando utile che è quello di impinguare i suoi forzieri infernali di tesori rubati a Dio: le anime.

E’ veramente un instancabile lavoratore, in alto, l’Instancabile opera il bene per voi. In basso, l’instancabile opera il male per voi. E in verità ti dico che egli ha più fortuna di Dio. Le sue conquiste sono più numerose delle mie. Ma, lo puoi ben capire dalla premessa, essendo astuto, intelligente, indaffarato, non può concedersi il lusso di occuparsi di tutti in ugual misura. E non se lo concede.

Oh! nel suo male è un asceta dell’idea che persegue, tutto votato ad essa, e non si distrae, non viene a transazioni, non a stanchezze, non a rimandi! Foste voi, uomini, verso il bene quello che è Satana verso il male! Ma non lo siete.

Le due strategie.

2Lucifero, man mano che una creatura nasce all’intelligenza, prima se ne cura ben poco, si limita a guardarla e guatarla come probabile futuro capro del suo infernale gregge; man mano che una creatura nasce al saper volere, al saper pensare, ossia oltre i sette anni, aumenta la sua attenzione e inizia il suo insegnamento.

Il ministero angelico istruisce e conduce gli spiriti con parole di luce. Il ministero satanico istruisce e istiga gli spiriti con parole di tenebre. E’ una lotta che non ha mai fine. Vinto o vincitore l’uno, vinto o vincitore l’altro, l’angelo di luce e l’angelo di tenebre battagliano intorno ad uno spirito sino all’ultima ora mortale, per strappare l’uno all’altro la preda, riconsegnandola l’uno al suo Signore, nella luce, dopo averla avuta in tutela tutto il giorno terreno, trascinandosela seco nelle tenebre l’altro se vittoria ultima fu sua.

La potenza della grazia.

3Però fra i due che battagliano vi è un terzo, ed è, in fondo, il più importante personaggio. Vi è l’uomo per cui i due battagliano. L’uomo libero di seguire la sua volontà e dotato di intelligenza e ragione, munito della forza incalcolabile della Grazia che il Battesimo gli ha reso e che i Sacramenti gli mantengono e aumentano.

La Grazia, tu lo sai[139], è l’unione dell’anima con Dio. Perciò dovrebbe darvi tanta forza da rendervi imprendibili e incorruttibili alle insidie e corruzioni sataniche, perché l’unione con Dio dovrebbe farvi semidei. Ma per rimanere tali occorre volerlo. Occorre dire a Satana e dirsi: ” Io sono di Dio e voglio esser solo di Dio “. Perciò ubbidienza a precetti e consigli, perciò sforzo continuo per seguire e perseguire e conquistare il bene e un sempre maggior bene, perciò fedeltà assoluta e vigilanza costante, perciò eroismo per vincere se stessi e l’esterno nelle seduzioni della concupiscenza trina e nelle sue multiple facce.

Pochi, molto pochi, troppo pochi sanno fare queste cose. E allora? E allora a questi, così facili a prendersi quando lo si voglia, così inerti a sfuggire quando sono stati presi, Satana dà poca cura. Fa come il gatto col topo. Li prende, li strozza un pochino, li stordisce e poi li lascia, limitandosi a dar loro un’altra unghiata e un’altra zannata se dànno segno di tentare una timida fuga. Non più. Sa che sono ” suoi ” e non perde molto tempo per loro, né molta intelligenza.

Gli imprendibili.

    4 Ma coi ” miei! ” Oh! coi miei è un’altra cosa! Sono la preda che più solletica la sua livida fame. Sono gli ” imprendibili “. E Satana, cacciatore esperto, sa che vi è merito a catturare le difficili selvaggine. Sono le ” gioie” di Dio. E Satana fa gran festa quando può dar dolore a Dio e offesa e delusione. Vive d’odio. Come Dio vive d’amore. E’ l’Odio. Come Dio è l’Amore. L’Odio è il suo sangue. Come l’Amore è il mio. Eccolo allora moltiplicare cure e sorveglianze intorno ad un ” mio “.

Entrare in una fortezza smantellata è giuoco di bimbi. Non lo vuole il re crudele dell’Inferno. Vuole le fortezze di Dio, le rocche monde e lisce, limpide come cristallo, resistenti come acciaio, che da ogni parte mostrano scolpito, fin nelle latebre più fonde ‑ anzi è dalle latebre che trapela come fluido che si emana da ‘ un interno ‘ all’esterno ‑ il Nome più santo: Dio. Il Nome che essi amano, servono, pronunciano, con lo spirito adorante, ad ogni battito del loro cuore. Prenderli, prendervi, strapparvi a Me, cancellare dal vostro essere trino di spirito, carne e ragione, quel Nome, fare di voi, fiori del mio giardino, immondezza per il suo inferno, e ridere, gettando il suo riso bestemmiatore contro il trono divino, ridere per la sua vittoria sull’uomo e su Dio. Ecco la gioia di Satana.

I vincitori.

5Più siete ” miei ” e più egli si accanisce a farvi suoi. E siccome è in voi una vigilanza e una volontà assidue, egli, l’Astuto, non vi segue e persegue col metodo usato per gli altri. Ma vi assale proditoriamente, a distanze sempre più lunghe, nei momenti più imprevedibili e coi motivi più impensabili. Approfitta del dolore, del bisogno, dell’abbandono, delle delusioni, e balza come pantera sulla vostra stupita, accorata debolezza dei momenti, sperando di vincervi allora per rifarsi di tutte le volte che l’avete vinto.

I mezzi? Infiniti. Il metodo? Uno solo. Quello di una benevola, bugiarda dolcezza, di una ragionata e pacata parola, di un aspetto di amicizia che aiuta, che vuole aiutare.

Gloria a chi vince!

6Ne hai avuti di assalti? E ne avrai ancora, e molti, e sempre più astuti. Oh! che livore per Me e per te! Sempre più ne avrai; e di così sottili da trarre in inganno anche il più furbo. Furbo umanamente parlando. Perché ‑ sorridi, anima che amo ‑ perché la semplicità compenetrata di Dio, e che si conserva tale, è impenetrabile ad ogni sottigliezza.

Ti ferirà l’esterno. Ma è onore di soldato la cicatrice che segna la carne e dice: ” Questo segno è prova di battaglia virile “. E più un soldato ha le carni rigate da questi segni e più il mondo al valoroso si inchina. Nelle battaglie spirituali succede lo stesso. E le vostre ferite, che non ledono lo spirito ma illividiscono solo ciò che è involucro allo spirito‑re, sono il vostro onore. E per esse sarete onorati in Cielo.

In verità ti dico che voi chiamate ” martire ” solo coloro che perirono per opera di tiranni. Ma tutti i miei santi sono martiri. Perché per esser santi dovettero subire persecuzione di Satana e rimanere fedeli. Gloria a chi vince! Le palme celesti sono per voi. »

24. L’uomo può vincere Satana[140].

In Gesù e in noi le stesse cose.

1Dunque è stato giusto che il Padre mio non mi concedesse natura diversa dall’uomo, pur potendolo fare. Giusto. Nessuno potrà così dirmi, quando propongo il mio codice e vi dico: “Seguitelo se volete essere dove Io sono”, “Tu vi puoi essere perché diverso da me, nel quale pugna ferocemente la carne. Tu vittorioso su Satana perché in Te non è la carne alleata di Satana”. Non può alcuno rimprove­rarmi di facile vittoria né sconfortarsi per diversità di creazione. In Me e in voi le stesse cose: la carne, l’intelletto e lo spirito per poter vivere, comprendere e vincere. Seme di Adamo, Io. Seme di Adamo, voi.

Gesù non volle peccare per ammaestrarci.

2Oh! vi sento mormorare: “Tu eri senza la Colpa. Noi…”. Anche Adamo era senza la Colpa, eppure peccò perché volle peccare. Io non volli peccare. E non peccai. Io, l’Uomo, non peccai. Il Padre mio mi ha fatto dello stesso seme vostro per dimostrarvi che esser uo­mini non vuol dire essere peccatori. Come voi Io nella natura uma­na. Sappiate essere voi come Io nella vittoria. Il Padre mi ha fatto Uomo, avente in comune con voi carne e sangue coi quali vincere, morendo, Satana, esigendo che l’autore della salvezza vostra dive­nisse perfetto come Uomo per volontà propria e per via di sofferen­za, e conseguisse la gloria a motivo della morte patita.

Gesù è morto a Se stesso per vivere e farci vivere.

3Oh! non è morte anche il saper morire a tutto ciò che è seduzio­ne? Non è morte continua a tutto ciò che è concupiscenza per vivere in eterno in Cielo? Io ho cominciato a consumare il mio Sacrificio per vincere Satana, il mondo, la carne, trionfatori da troppo tempo, dal primo atto di volontà contro le voci della carne e del mondo e del suo re tenebroso. Sono morto a Me stesso per vivere. Sono mor­to a Me stesso per farvi vivere col mio esempio. Sono morto sulla Croce per darvi la Vita.

Gesù è fe­dele a Dio per insegnarci a rimanere tali.

4Destinato a divenire Pontefice vostro misericordioso, dovevo ben conoscere le lotte dell’uomo per conoscenza d’uomo, e rimanere fe­dele davanti a Dio per insegnarvi a rimanere tali. Pontefice miseri­cordioso perché, avendo sofferto ed essendo stato provato, non avessi il superbo ribrezzo e il glaciale isolamento di quelli che dico- no, guardando i loro fratelli peccatori o deboli: “Io sono superiore ad essi e me ne scosto non volendo contaminare la mia perfezione” e non sanno di essere dell’eterna razza dei farisei. Pontefice esperto e misericordioso perché fossi compassionevole e pronto a tendere la mano, Io, il Vincitore del Male, ai deboli che non sanno sempre calpestarlo come Io feci.

Ditemi voi, ai quali è scandalo il leggere che Io patii quella tenta­zione, forse che Io ho leso la mia Perfezione divina e umana perché sono stato avvicinato dal Tentatore? Che si è alterato in Me? Che si è corrotto? Nulla. Neanche il più fuggevole pensiero.

La via preferita da Satana per corrompere.

5Quella tentazione non è forse la più comune e la più secondata dagli uomini? Non è forse la più usata da Satana appunto perché la sa la più facile ad ottenere assenso? Non è per quella porta, per l’im­purità, per la lussuria, che Satana entra molte volte nei cuori? Non è forse questa la sua via preferita e la sua arma preferita per ottene­re di entrare e di corrompere In Gesù e in noi le stesse cose.

63. Dunque è stato giusto che il Padre mio non mi concedesse natura diversa dall’uomo, pur potendolo fare. Giusto. Nessuno potrà così dirmi, quando propongo il mio codice e vi dico: “Seguitelo se volete essere dove Io sono”, “Tu vi puoi essere perché diverso da me, nel quale pugna ferocemente la carne. Tu vittorioso su Satana perché in Te non è la carne alleata di Satana”. Non può alcuno rimprove­rarmi di facile vittoria né sconfortarsi per diversità di creazione. In Me e in voi le stesse cose: la carne, l’intelletto e lo spirito per poter vivere, comprendere e vincere. Seme di Adamo, Io. Seme di Adamo, voi.

Gesù non volle peccare per ammaestrarci.

6Oh! vi sento mormorare: “Tu eri senza la Colpa. Noi…”. Anche Adamo era senza la Colpa, eppure peccò perché volle peccare. Io non volli peccare. E non peccai. Io, l’Uomo, non peccai. Il Padre mio mi ha fatto dello stesso seme vostro per dimostrarvi che esser uo­mini non vuol dire essere peccatori. Come voi Io nella natura uma­na. Sappiate essere voi come Io nella vittoria. Il Padre mi ha fatto Uomo, avente in comune con voi carne e sangue coi quali vincere, morendo, Satana, esigendo che l’autore della salvezza vostra dive­nisse perfetto come Uomo per volontà propria e per via di sofferen­za, e conseguisse la gloria a motivo della morte patita.

Gesù è morto a Se stesso per vivere e farci vivere.

7Oh! non è morte anche il saper morire a tutto ciò che è seduzio­ne? Non è morte continua a tutto ciò che è concupiscenza per vivere in eterno in Cielo? Io ho cominciato a consumare il mio Sacrificio per vincere Satana, il mondo, la carne, trionfatori da troppo tempo, dal primo atto di volontà contro le voci della carne e del mondo e del suo re tenebroso. Sono morto a Me stesso per vivere. Sono mor­to a Me stesso per farvi vivere col mio esempio. Sono morto sulla Croce per darvi la Vita.

Gesù è fe­dele a Dio per insegnarci a rimanere tali.

8Destinato a divenire Pontefice vostro misericordioso, dovevo ben conoscere le lotte dell’uomo per conoscenza d’uomo, e rimanere fe­dele davanti a Dio per insegnarvi a rimanere tali. Pontefice miseri­cordioso perché, avendo sofferto ed essendo stato provato, non avessi il superbo ribrezzo e il glaciale isolamento di quelli che dico- no, guardando i loro fratelli peccatori o deboli: “Io sono superiore ad essi e me ne scosto non volendo contaminare la mia perfezione” e non sanno di essere dell’eterna razza dei farisei. Pontefice esperto e misericordioso perché fossi compassionevole e pronto a tendere la mano, Io, il Vincitore del Male, ai deboli che non sanno sempre calpestarlo come Io feci.

Ditemi voi, ai quali è scandalo il leggere che Io patii quella tenta­zione, forse che Io ho leso la mia Perfezione divina e umana perché sono stato avvicinato dal Tentatore? Che si è alterato in Me? Che si è corrotto? Nulla. Neanche il più fuggevole pensiero.

La via preferita da Satana per corrompere.

9Quella tentazione non è forse la più comune e la più secondata dagli uomini? Non è forse la più usata da Satana appunto perché la sa la più facile ad ottenere assenso? Non è per quella porta, per l’im­purità, per la lussuria, che Satana entra molte volte nei cuori? Non è forse questa la sua via preferita e la sua arma preferita per ottene­re di entrare e di corrompere?

25. Consiglio per il discernimento[141].

Criteri di discernimento.

1Tu non devi misurare il soprannaturale tutto ad un modo. Il soprannaturale è tutto ciò che esula dal mondo naturale. Non è vero? Ma nel soprannaturale, nell’extranaturale sono due correnti, due fiumi: quello che viene da Dio, quello che viene dal Nemico di Dio.

I fenomeni, presi esteriormente e superficialmente, sono quasi identici, perché Satana sa simulare, con la perfezione del male, Dio. Ma un segno dei miei è la pace profonda, l’ordine che sono nei fenomeni e che si comunica a chi è presente; altro segno è l’accrescersi delle facoltà naturali di intelligenza e di memoria, perché il soprannaturale paradisiaco è sempre Grazia, e la Grazia aumenta anche le facoltà naturali dell’uomo per essere ricordata con esattezza nelle sue manifestazioni. Nei fenomeni non miei, invece, è sempre effusione di un che, che turba, o che sminuisce l’abituale serietà soprannaturale dando curiosità, dando quel senso di ilare e vuoto interessamento che avete quando andate ad uno spettacolo in un teatro, uno spettacolo di giocolieri e simili. Nei fenomeni non miei vi è sempre disordine, vi è, dopo lo scoppiettio dei razzi che abbacinano, fumo e nebbia che levano la purezza alla luce preesistente, per cui avete visto e udito ma poi non ricordate niente con perfetta esattezza e cadete in contraddizioni anche senza volere. Satana, con la sua mano unghiuta, arruffa, arruffa per deridere e spossare.

Un segno esattissimo nel soggetto stesso.

2Infine, un segno esattissimo si ha nel soggetto stesso. Alla mia azione in un essere corrisponde sempre l’azione dell’essere. Mi spiego. Quando Io ammaestro, tutto si metamorfosa nell’ammaestrato. Viene in lui una volonterosa fretta di fare ciò che dico, e non con fasi lente di elevazione come si vedono nelle comuni volontà di santificarsi, ma con rapidi, e però duraturi, trapassi l’anima si eleva e si muta da ciò che era a ciò che Io voglio che sia. Sono le anime prese dalla ” buona volontà “. Essa ne macina e distrugge tutto ciò che era passato, tutto ciò che era l’io antecedente, e le ricompone nella nuova forma a mio modello. Sono le instancabili artefici del loro immortale sé stesso. Vedono che si mutano in bene. Ma non sono mai contente del grado di bene raggiunto, e lavorano per giungere a perfezione più grande. Non per orgoglio proprio, ma per amore di Me.

Nei falsi strumenti, manca l’instancabile metamorfosi

3Nelle anime che, all’opposto, sono di falsi contemplativi, di falsi strumenti, questa instancabile metamorfosi manca. Essi, in tal caso allievi di Satana, si pascono e si beano di ciò che hanno. E talora, all’inizio, hanno avuto realmente dono da Me. Si fanno una cuna nell’orgoglio di essere ” qualcosa “. E questo ” qualcosa ” cresce come animale sopra nutrito giorno per giorno. Infatti si super nutrisce di orgoglio che Satana rovescia silenziosamente e abbondantemente intorno a loro. Questo ” qualcosa ” diviene grosso, grosso, mostruoso. Sì. Mostruoso. E’ un mostro perché perde l’aspetto primitivo, il mio, e prende l’aspetto satanico. Si mettono un’aureola di false luci. Sfruttano la celebrità più o meno relativa per incoronarsi. E si contemplano. Dicono: ” Io sono a posto. Già arrivato sono! “. E si accecano così, al punto da non saper vedere ciò che sono. E si assordiscono così, al punto da non saper sentire la differenza delle voci parlanti in loro. Così diversa la mia da quella di Satana! Ma non la sentono più. E mentre Io mi ritiro, Satana dà, loro ciò che essi vogliono: delle vanità. Ed essi di esse si ornano…

Dio si ritira dai volonterosi del Male.

4Che può fare Dio a questi volonterosi del Male che preferiscono la veste iridescente, la luminaria, i battimani, alla croce, alla nudità, alle spine, al nascondimento, all’assiduo operare in se stessi e intorno a se stessi nel Bene e per il bene di sé e degli altri? Che deve fare Dio presso questi istrioni della santità, tutti fole e menzogne? Dio si ritira. Li abbandona al padre della Menzogna e delle Tenebre. Ed essi si crogiolano nei doni che Satana dà loro in premio del loro agire. Essi si professano “santi” perché vedono che riescono a cose extranaturali. Non sanno che esse sono il parto del loro orgoglio che Satana alimenta. E non migliorano, sai? Non migliorano. Anche se, in apparenza, non regrediscono, è visibile anche ai più superficiali che non migliorano.

Attento ai falsi santi.

5Romualdo, attento allo sfaccettìo multicolore che si dissolve in nebbia! Io lascio sempre luce e cose concrete, ordinate, chiare. Attento ai falsi santi che sono più perniciosi al mio trionfo di tutti gli aperti peccatori. Il soprannaturale santo c’è. Io lo suscito. Va accettato e creduto. Ma non sia accettato a prima vista ogni vasetto su cui è scritto: ” Olio di soprannaturale sapienza “, oppure ogni libro chiuso su cui è scritto: ” Qui è Dio “. Che non escano dal primo fetori di inferno e dal secondo formule ereticali. Osservate ciò che è anche l’esterno del vaso e del libro, dove e come ama stare. Osservate, per lasciare il linguaggio figurato, se è umile all’accesso, se è santamente operoso all’eccesso. Se vedete che la sua evoluzione al Bene è lenta, o manca affatto, aprite gli occhi. Apriteli due volte se vedete in quest’anima piacere ad essere notata. Apriteli tre, dieci, settanta volte, se la trovate superba e in menzogna.

La pace a te, Romualdo Maria. La pace a te, Maria. »

26. Gli innesti e la lotta con il diavolo[142].

Gli innesti.

I due tipi di innesti.

Dice Gesù:

1«Vieni. Esci per un poco dalla tua carcere. Metti la tua mano nella mia mano. Io ti voglio condurre con Me. Il calore della mia ferita scalderà il gelo della tua mano e più ti scalderà il cuore.

Sai come si fanno gli innesti? In due modi. L’uno, radicale, è quando di una pianta selvatica si vuole fare una pianta buona. Allora si amputa totalmente la chioma e sui poveri monconi che restano, aperti e – se le piante avessero voce – gementi di dolore, si incastrano, negli spacchi, i polloni d’innesto. Poi si lega e si attende. La linfa dell’albero buono si mescola a quella della pianta selvatica, e se in essa vi è capacità di fusione e di attrazione la linfa benefica prende dominio e vince. L’albero diviene buono e fruttifero.

Vi è poi la perfezione ottenuta dagli esperti per fare di due piante buone una super qualità nuova e buonissima. Allora non si amputa brutalmente la pianta. Non ve ne è più bisogno poiché è già buona. Si avvicinano soltanto le due piante buone, si scortica uno o più rami di quella che si vuol fecondare con questo connubio vegetale, e contro alla scorticatura – ferita che duole e brucia ma che darà gloria all’albero – si accostano, ben stretti, altri rami, quelli della pianta fecondatrice, e si legano di modo che le gemme della seconda si saldino sulla ferita della prima e ne vengano rami che alle virtù originarie uniscano le virtù innestate.

Gli innesti spirituali.

2Maria, il Battesimo, e i Sacramenti in genere, sono l’innesto totale che sulla mala pianta dell’uomo, macchiato dalla colpa d’origine, innestano la Grazia e ve la mantengono per successivi innesti, poiché la pianta-uomo è di sua natura respingente gli effetti della Grazia, del divino innesto.

Non sempre, anzi raramente, il mio Sangue, la mia Carne, il mio Martirio e il Fuoco Paraclito possono di voi, selvatici, fare delle piante di celeste frutto. Manca in voi volontà di divenirlo. Ma in coloro che hanno tale volontà – ed essa è la nota predominante del loro canto d’amore – l’Amore pratica un altro innesto. Ed è quello della fusione con Me. Io allora prendo per mano e la cicatrice, non mai completamente guarita, della mia mano versa i suoi ardori e i suoi germi nel vostro essere e vi marca a fuoco indelebile.

Non occorre esser capitozzati come per il primo innesto. La Grazia è già in voi. Ma occorre esser lacerati dal Dolore, mio Araldo; per potere ricevere, con immediata vitalità, il benefico mio contatto. E quanto più grande è la ferita che vi lede e tanto più posto vi è perché Io vi appoggi le mie Ferite. Se siete tutti una ferita, se da capo a piedi non siete che lacerazione e dolore, ecco che allora Io vi stringo a Me, ad ogni Ferita mia corrisponde una vostra e come per una spirituale trasfusione il Sangue passa da Me, ferito, a voi, feriti. La sofferenza è atroce. Lo so. Ma la reazione è sublime.

Io sono adagiato su te, Maria. Tu non te ne accorgi. Non te ne puoi accorgere perché sei morente di dolore. Io, dall’ora sesta all’ora di nona, non vedevo neppur più la Madre mia… Il dolore mi rendeva capace solo di sentire il dolore. Cielo, sole, folla, e urla e gemiti e fischi di vento, tutto annullato nel dolore atroce della finale agonia, della Redenzione. Sapevo che mia Madre era ai piedi della croce. Ma più che le tenebre sempre più fitte me la nascondeva il dolore. Dolore di suppliziato e dolore di abbandonato da Dio. E Io soltanto so quanto avrei voluto vederla per trovare un conforto in tale desolazione!…

Ma Io ora ti prendo per mano e ti dico: “Scendi dalla tua croce e vieni con Me, fuori delle tenebre, per un poco d’ora. Ti voglio parlare di un punto che uno, a Me e a te caro, ha desiderato, e sul cui argomento non ho parlato prima perché lo serbavo ad ora”.

La lotta col diavolo.

Le eterne foreste africane[143].

3Dice il mio Pietro: “… Il diavolo, vostro avversario, come leone ruggente vi gira intorno cercando chi divorare; resistetegli forti nella fede, sapendo che i vostri fratelli dispersi nel mondo soffrono gli stessi vostri patimenti”.[144]

Nelle contrade africane dove abita il leone sanno, uomini e bestie, come regolarsi con esso. Una volta ti ho portato meco in oriente presso una fonte ricca d’acque… e ti ho detto: “Sii come questa”.[145] Oggi ti porto con Me nelle eterne foreste i cui giganti arborei sono i pronipoti di quelli emersi dal nulla per volere del Padre e che mirarono gli occhi attoniti dei primi padri. Così vedrai qualcosa di diverso da quanto ti immelanconisce.

Guarda. Alte contro al cielo, di un azzurro più scuro dei miei stessi occhi, stanno le cime di questi millenari giganti verdi. E si intrecciano le une alle altre per parlare lassù, ai venti e alle stelle, delle sottostanti vicende che esse non vedono poiché il tetto verde le cela.

Sotto è il sottobosco, folto come un labirinto, intricato di liane e di radiche che paiono serpenti, e ornato dei traditori monili che sono le serpi in agguato. Più basso ancora, la felpa dell’erba folta, nata in un vergine terreno ricco di mille succhi e nella quale è dolce trovare pascolo e riposo per antilopi e gazzelle e cibo ai milioni di uccelli di ogni canto e colore. Fiori, felci, collane di corolle, antri verdi, grotte muscose e freschi corsi d’acqua e una luce verde, riposante in mezzo al sole che abbacina là dove penetra, nelle strade aperte a fatica dall’uomo o lungo uno specchio d’acqua tanto vasto da obbligare la volta vegetale ad aprirsi in pozzo verde.

Le abitudini del leone.

4In queste foreste è re il leone. Nessun altro gli tiene fronte fra ciò che corre o balza, o striscia o arrampica, o vola o cammina. L’uomo che passa coi suoi armenti ai margini della foresta, migrante verso zone di pascolo o di mercato, costruisce, per sé e per i suoi simili, recinti pontuti per chiudervi la mandra nelle notti fredde e serene. Gli animali si rintanano nel folto o si rannicchiano in alto delle piante come cala la sera per sfuggire al suo assalto. Perché il leone non assale finché il sole è nel cielo. Attende la notte, l’ombra ingannevole della luna, o la tenebra fonda, per la sua preda. Esce e rugge, come viene la sera. Rugge intorno alle chiusure dell’uomo e intorno agli antri delle bestie. Non penetra, attende. Attende l’imprudente che esce dal suo rifugio.

Quante imprudenze sempre! Desiderio di sollievo, curiosità di vedere, fretta di giungere. Il leone è là. Attende, pregustando il sapore della preda, battendosi i fianchi per l’impazienza e per l’ira della lunga attesa, e gira cercando il punto da cui uscirà l’imprudente, e quando lo trova si mette alla posta, oppure studia i

27. Le prede di Satana. Le difese dell’anima[146]

Pausa di beatitudine[147].

Dice Gesù:

1«Lazzaro, vieni fuori! Ti do l’antico comando.[148] Lo do a te, non morta ma addormentata. Addormentata per mostrare agli uomini che senza di Me tu, di tuo, sei un povero niente ignorante, debole, in balia della tua umanità.

Questo non è sonno di morte. Morto è chi vive fuori di Me. Tu in Me sei confitta più di ostrica perlifera a scoglio. Tu in Me sei abbarbicata più di vischio che nasce nel seno di due rami e mette le radici fin nella polpa dell’albero che lo porta. Tu in Me sei più unita, più unita, dico, che non creatura in seno alla madre. Perché questa, passato il suo tempo, la espelle. Tu, più il tempo passa, e più in Me ti compenetri e, quando per te il tempo non sarà più, allora non distinguerai più te da Me, né alcuno potrà distinguere dove cessa Maria e principia Gesù, perché tu sarai assorbita in eterno dal tuo Dio.

Esperienza dell’Inferno.

2O Paradiso! Come lo gusterai, allora, il tuo paradiso, tu che ora attraversi l’inferno per un motivo d’amore e non ne sei distrutta perché l’ardore dell’amore è più forte di quello dell’inferno, ma ne sei terrorizzata. Perché se l’amore ti protegge non ti vieta di vedere. E vedere il regno di Satana è tale orrore da far canuto un giovane, anche perché là non brilla ricordo di Dio. Ricordo. Solo a ricordarlo non sarebbe più inferno l’inferno. E per chi vive adorando il Volto di Dio è già supplizio non vederlo, questo Volto santissimo. Non poterlo poi neppure ricordare è tortura rispetto alla quale tutte le torture e le sevizie umane sono giuoco di bambini. È l’inferno, insomma.

Io ti dico: “Vieni fuori!”. Se non ti chiamassi così, per delle pause di beatitudine brevi come canto d’uccello ma dolci come attimo di Cielo, tu morresti. Non puoi resistere. Avevi ragione. È troppo forte per te. Bisogna mitigare il decreto.[149] Maria, mia Madre “ha parlato per te” secondo che ti aveva promesso.[150]

“Vieni fuori dal tuo sepolcro. Respira. Guarda. Odi”. Il tuo Re te lo comanda.

Ieri non eri più in grado di seguirmi, povera Maria. Riprendo l’argomento non finito.

Le prede di Satana.

3Il leone, ho detto, conosce le abitudini, le studia per conoscerle, di quelli che vuole sbranare. È intelligentissimo. Comprende subito. Anche Satana è intelligentissimo e comprende subito. È sempre un angelo. Decaduto ma rimasto tale nella mente che usa ora per il male mentre glie l’avevo data potente per operare il bene. Il leone sa che le sue prede vanno a dissetarsi a sera alle vene d’acque che rigano le terre arse di sole. Sa a quali pascoli vanno per brucare l’erba folta. Sa quando l’uomo torna dal lavoro alle sue dimore. Non ha che scaglionarsi lungo queste tappe.

Desiderio di sollievo fisico o imprudenza umana portano uomo e animali verso le sue zanne inesorabili. Ecco le miti gazzelle e le svelte antilopi, così caute e timorose nel giorno, farsi ardite a sera. La sete, la fame le spingono. E vanno incontro alla morte. Ecco l’uomo, troppo avido di guadagno, attardarsi ancora per lavorare oltre il tramonto. E la morte lo ferma per sempre al ritorno. Ecco l’appetito carnale spingere due fuori del riparo dell’abitato per trovare ricovero ai loro illeciti amori. E la belva scioglie in eterno ciò che la loro lussuria aveva allacciato. Ma in terre africane o nelle regioni dei ghiacci è sempre lo stesso pungolo, fatto di tre punte, quello che spinge gli uomini verso l’unghiata di Satana. È sempre concupiscenza di carne, di denaro, di potere, quello che vi mette alla portata di colui che “come leone ruggente vi gira intorno”[151] instancabile.

Le difese dell’anima.

4Ricordatevi che anche Io fui tentato nella carne con la fame delle viscere e con l’offerta del cibo carnale ai miei sensi, nella mente con l’avidità di potere, nello spirito con l’inculcarmi di tentare Iddio.[152] L’imprudenza è tentazione verso Dio.

Sappiate imitarmi. Fate fuggire Satana imitando Gesù, Maestro vostro. “Non di solo pane vive l’uomo, ma della parola di Dio”. ” Non tenterai il Signore Iddio tuo”. “Adorerai il Signore Dio tuo a Lui solo servirai”.

Fasciate la carne e lo spirito con le bende intrise di aromi della Legge di Dio. Chi vive avvolto di esse preserva la sua carne e il suo spirito dai germi che portano putrefazione di morbi e di morte.

Basta, Maria. Ti lascio andare. Torna al tuo posto di dolore. Già molto ti usa la Misericordia a darti questi sollievi in quest’ora di espiazione. Vacci: con pace.»

28. La potenza della Croce[153].

La santa e lo stregone.

La Croce vince il demonio.

Dice Gesù: 

1Scrivi: “Contro il potere del Demonio ogni potere ha la Croce”, e poi descrivi quanto vedrai.

È la settimana di Passione: la preparatoria al trionfo della Croce. La croce è velata sugli altari, ma il Crocifisso è più che mai operante sul suo glorioso patibolo, dietro il suo velo, per chi lo ama e invoca. Descrivi.»

Proposta di fidanzamento.

2Vedo una giovane, poco più di giovinetta. È alle prese con un giovane sulla trentina. La giovane è bellissima. Alta, bruna, ben formata. Anche il giovane è bello. Ma quanto la giovane ha l’aspetto dolce pur nella sua severità, altrettanto questo uomo sotto il suo imposto sorriso ha un che poco simpatico. Sembra che sotto una patina di benevolenza abbia animo torbido e bieco.

Fa delle grandi proteste di affetto alla giovane, dichiarandosi pronto a fare di lei una sposa felice, regina del suo cuore e della sua casa. Ma la giovane, che sento chiamare “Giustina”, respinge queste profferte d’amore con serena costanza.

“Ma tu potresti fare di me un santo del tuo Dio, Giustina. Poiché tu sei cristiana, lo so. Ma io non sono nemico dei cristiani. Non sono incredulo sulle verità d’oltre tomba. Credo all’altra vita e all’esistenza dello spirito. Credo che esseri spirituali vegliano su noi e si manifestano e ci aiutano. Io pure ne ho aiuto. Come vedi, credo quanto tu credi, né potrò mai accusarti perché dovrei accusare me pure del tuo stesso peccato. Non credo come tanti che i cristiani siano uomini che esercitano magia malvagia. E sono convinto che noi due insieme uniti faremo grandi cose”.

La vergine Giustina.

 3“Cipriano, non insistere. Io non discuto le tue credenze. Voglio anche credere che uniti faremo grandi cose. Non nego neppure d’esser cristiana e voglio ammettere che tu ami i cristiani. Pregherò che tu li abbia ad amare al punto da divenire un campione fra essi. Allora, se Dio vorrà, noi saremo congiunti in una sorte. In una sorte tutta spirituale, però. Perché d’altre unioni io sono schiva, volendo serbare tutta me stessa al mio Signore per conseguire quella Vita nella quale dici di credere tu pure, e giungere a possedere l’amicizia con quegli spiriti che anche tu ammetti siano veglianti su noi e operanti, in nome del Signore, opere di bene”.

“Bada, Giustina! Il mio spirito protettore è potente. Ti piegherà a cedermi”.

“Oh! no. Se egli è spirito di Cielo non potrà che volere ciò che Dio vuole. E Dio per me vuole verginità, e spero martirio. Non potrà perciò il tuo spirito indurmi a cosa contraria al volere di Dio. Ché se poi fosse spirito non di Cielo, allora nulla potrà su me, su cui è a difesa alzato il segno vincitore. Nella mente, nel cuore, nello spirito, sulla carne, è vivo quel segno, e carne, mente, cuore, spirito, saranno vittoriosi su qualunque voce che non sia quella del mio Signore. Va’ in pace, fratello, e Dio ti illumini a conoscere il vero. Io pregherò per la luce dell’anima tua”.

Cipriano lascia la casa brontolando minacce che non comprendo bene. E Giustina lo guarda partire con lacrime di pietà. Poi si ritira in preghiera dopo aver rassicurato due vecchiotti, certo i genitori, accorsi appena partito il giovane. “Non temete. Dio ci proteggerà e farà nostro Cipriano. Pregate voi pure e abbiate fede”.

La visione ha due parti, come se il luogo si bipartisse. In una vedo la camera di Giustina e nell’altra una stanza nella dimora di Cipriano.

La preghiera della vergine Giustina.

4La prima prega prostrata davanti ad una croce nuda, graffita fra due finestre come fosse un ornato e sormontata dalla figura dell’Agnello, fiancheggiata da una parte dal pesce e dall’altra da una fonte che pare attingere il suo liquido dalle gocce di sangue sgorganti dalla gola squarciata dell’Agnello mistico. Comprendo sono figure del simbolismo cristiano in auge in quei tempi crudeli. A mezz’aria sopra Giustina, prostrata in preghiera, è sospesa una luminosità dolce che, sebbene incorporea, ha parvenza di essere angelico.

Il rito magico dello stregone Cipriano.

5Nella stanza di Cipriano, invece, in mezzo a strumenti cabalistici e segni cabalistici e magici, è lo stesso Cipriano intento a trafficare intorno ad un tripode su cui getta sostanze resinose, direi, che fanno dense volute di fumo, e a tracciare su esse dei segni, mormorando parole di qualche oscuro rito. Nell’ambiente, che si satura di una nebbia azzurrognola che vela i contorni delle cose e fa apparire il corpo di Cipriano come dietro a lontananze d’acque tremule, si forma un punto fosforescente che ingrandisce piano piano sino a raggiungere un volume simile a quello di un corpo umano. Odo delle parole ma non ne capisco il significato. Vedo però che Cipriano si inginocchia e dà segni di venerazione come pregasse un potente. La nebbia dispare lentamente e Cipriano è di nuovo solo.

La potenza della Croce.

6Nella stanza di Giustina avviene invece un mutamento. Un punto fosforico e danzante come fuoco fatuo stringe cerchi sempre più stretti intorno alla giovane orante. Il mio interno ammonitore mi avverte che è l’ora della tentazione per Giustina e che quella luce cela un maligno il quale, con suscitare sensazioni e visioni mentali, cerca persuadere al senso la vergine di Dio.

Io non vedo ciò che ella vede. Vedo solo che ella soffre e che, quando sta per essere sopraffatta, supera la potenza occulta col segno della croce tracciato su se stessa con la mano e nell’aria con una crocetta che si è levata dal seno. Quando, alla terza volta, la tentazione deve essere violenta, Giustina si addossa alla croce graffita sul muro e alza a due mani davanti a sé l’altra piccola crocetta. Sembra un combattente isolato che si difenda al tergo stando addossato ad un incrollabile riparo e davanti con uno scudo invincibile. La luce fosforica non resiste a quel duplice segno e dilegua. Giustina resta in preghiera.

La vergine e lo stregone.

7Qui vi è una lacuna, perché la visione appare troncata. Ma la ritrovo poi negli stessi personaggi. Ancora è la vergine e Cipriano, in un serrato colloquio al quale assistono molti individui, che si uniscono a Cipriano nel pregare la fanciulla a cedere ed a sposarsi per liberare la città da una pestilenza.

“Non io” risponde Giustina “devo cambiare pensiero, ma Cipriano vostro. Si liberi egli dalla schiavitù col suo spirito malvagio e la città sarà salva. Io, ora più che mai, resto fedele al Dio in cui credo e a Lui tutto sacrifico per il bene di voi tutti. Ed or si vedrà se il potere del mio Dio è superiore a quello dei vostri dèi e del Malvagio che costui adora”.

La folla tumultua, parte contro Cipriano e parte contro la giovane…

Martirio di Sta Giustina e San Cipriano.

Cipriano Vescovo.

8…che io ritrovo poi unita al giovane, ormai molto più adulto e con i segni talari addosso: palio e tonsura in tondo, non più coi capelli ornati e piuttosto lunghi che aveva prima.

Sono nella prigione di Antiochia in attesa del supplizio, e Cipriano ricorda alla compagna un antico discorso.

“Or dunque si compie ciò che in diversa maniera profetammo aversi a compire. La tua croce ha vinto, Giustina. Tu sei stata la mia maestra, non la mia sposa. Tu mi hai liberato dal male e condotto alla Vita. Quando lo spirito tenebroso che adoravo mi confessò la sua impotenza a vincerti, ho compreso. ‘Essa vince per la Croce’ mi ha detto. ‘il mio potere è nullo su di lei. Il suo Dio Crocifisso è più potente di tutto l’inferno riunito. Egli mi ha già vinto infinite volte e sempre mi vincerà. Chi crede in Lui e nel suo Segno è salvo da ogni insidia. Solo chi in Lui non crede e spregia la sua Croce, cade in nostro potere e perisce nel nostro fuoco’. Non ho voluto andare a quel fuoco. Ma conoscere il Fuoco di Dio che ti faceva così bella e pura, così potente e santa. Tu sei la madre dell’anima mia e posto che mi sei madre, in questa ora, te ne prego, nutri la mia debolezza della tua forza, perché insieme si salga a Dio”.

“Tu ora sei il mio vescovo, fratello mio. Nel nome del Cristo Signore nostro assolvimi da ogni colpa perché più pura del giglio io ti preceda nella gloria”.

“Io ti benedico, non ti assolvo, ché colpa non è in te. E tu perdona al tuo fratello di tutte le insidie che ti ha teso. Prega per me che tanto errore ho fatto”.

“Il tuo sangue e il tuo amore presente lavano ogni traccia d’errore. Ma preghiamo insieme: Pater noster…”.

Il martirio.

9Entrano dei carcerieri a turbare l’augusta preghiera.

“Non vi bastano ancora i tormenti? Resistete ancora? Non sacrificate agli dèi?”.

“A Dio facciamo il sacrificio di noi. Al Dio vero, unico, eterno, santo. Dateci la Vita. Quella vogliamo. Per Gesù Cristo Signore del mondo e di Roma, per il Re potente davanti al quale Cesare è polvere meschina, per il Dio davanti al quale si piegano gli angeli e tremano i demoni, a noi la morte”.

I carnefici li rovesciano inferociti al suolo, li trascinano senza poterli disgiungere, ché le mani dei due eroi di Cristo sono saldate l’una all’altra.

Così vanno al luogo del martirio che pare una delle solite aule dei Questori. E due fendenti, calati da due nerboruti giustizieri, spiccano i due capi eroici e dànno alle anime ali per il Cielo.

La visione finisce così.

Testimonianza in favore della Croce[154].

Una piccola croce fra le  mani.

Dice Gesù:

10«La vicenda di Giustina di Antiochia e di Cipriano è una delle più belle in favore della mia Croce. Essa, il patibolo irrorato dal mio Sangue, ha nel corso dei secoli operato infiniti miracoli. E ancora ne opererebbe se voi in essa aveste fede. Ma il miracolo della conversione di Cipriano, anima in potere di Satana che diventa un martire di Gesù, è uno dei più potenti e belli.

Cosa vedete, o uomini? Una fanciulla sola con una piccola croce fra le mani e una leggera croce scalfita nel muro. Una fanciulla, con un cuore veramente convinto del potere della Croce, che in quella si rifugia per vincere.

Di fronte a lei un uomo che il mercimonio con Satana fa ricco di tutti i vizi capitali. In lui lussuria, ira, menzogna, cecità spirituale e errore. In lui sacrilegio e connubio con le forze d’inferno. E in suo aiuto il signore dell’inferno con tutte le sue seduzioni.

La vittoria della Croce.

11Ebbene: vince la fanciulla. Non solo. Ma stretto da una forza invincibile, Satana deve confessare la verità e perdere il suo seguace. Non solo vince per sé la vergine fedele. Ma vince per la sua città, liberando Antiochia dal malefizio che si sparge come pestilenza uccidendo i cittadini. E vince per Cipriano facendo di lui, servo di Satana, un servo di Cristo. Il demonio, la malattia, l’uomo, vinti da una mano di fanciulla sorreggente la croce.

Voi poco la conoscete questa mia martire. Ma dovreste raffigurarla ritta sulla pietra che chiude l’inferno, sotto la quale ringhia Satana, vinto e prigioniero, con la piccola mano armata della croce. E ricordarvela così, ed imitarla così. Poiché Satana ora più che mai scorre sulla terra e scatena le sue forze di male per farvi perire. E non c’è che la Croce che lo possa vincere. Ricordate che esso stesso ha confessato: “il Dio Crocifisso è più potente di tutto l’inferno. Sempre mi vincerà. Chi crede in Lui è salvo da ogni insidia”.

Fede nella Croce.

12Fede, fede, figli miei. È questione vitale per voi. O credete e avrete bene, o non credete e sempre più conoscerete il male.

O voi che credete, usate di questo segno con venerazione. O voi che siete dubbiosi e che col dubbio l’avete cancellato dal vostro spirito come sotto dei succhi corrosivi – e il dubbio è infatti corrosivo quanto un acido – tornate a scolpire nel vostro pensiero e nel vostro cuore questo segno che vi fa sicuri di protezione divina.

Se ora la croce è velata a simbolo della mia morte,[155] non sia mai velata nel vostro cuore. Come su un altare, essa in esso splenda. E vi sia luce che vi guida al porto. Vi sia il vessillo su cui affisserete lo sguardo beato nell’ultimo giorno, quando per quel segno Io separerò le pecore dai becchi e spingerò costoro nelle Tenebre eterne portando meco nella Luce i miei benedetti.»

Ora di abbracciarsi alla Croce.

Dice poi Gesù a me:

13«Tu la potenza della Croce l’hai provata. Tu non hai dubbi sulla veridicità della visione, perché tu pure hai visto fuggire Satana sotto alla tua mano alzante la mia croce.[156] Ma quanto pochi sono quelli che credono così! E non credendo non ricorrono neppure a questo segno benedetto.

Anche questa visione è da includersi nei vangeli della Fede.[157] Non è Vangelo. Ma è Fede. Ed è ancora Vangelo perché Io ho detto: “A chi crederà in Me darò il potere di calcare serpi e scorpioni e la potenza del Nemico e nulla gli farà male”.[158]

La tua fede aumenti ad ogni palpito del tuo cuore. E se questo, stanco, rallenta i suoi palpiti, non rallenti il tuo credere.

Più l’ora della riunione con Dio è prossima e più occorre aumentare la fede. Perché nell’ora della morte, Satana, che mai non si è stancato di turbarvi coi suoi raggiri – e astuto, feroce, lusingatore con sorrisi, con canti, con ruggiti, con sibili, con carezze e unghiate, ha cercato di piegarvi – aumenta le sue operazioni per strapparvi al Cielo. È proprio questa l’ora di abbracciarsi alla Croce, perché le onde dell’ultima satanica bufera non vi abbiano a sommergere. Dopo viene la Pace eterna.

La Croce sia la tua forza.

14Animo, Maria. La Croce sia la tua forza ora e nell’ora della morte.

La croce della morte, ultima croce dell’uomo, abbia due braccia. Una sia la mia Croce, l’altra il nome di Maria. Allora la morte avviene nella pace dei liberati anche della vicinanza di Satana. Perché esso, il Maledetto, non sopporta la Croce e il Nome della Madre mia.

Si faccia sapere questo a molti. Poiché tutti avete a morire e tutti abbisognate di questo insegnamento per uscire vittoriosi dall’estrema insidia di chi vi odia infinitamente.»

29. “Calpesterete serpenti e scorpioni”.[159]

società idolatra e indemoniata

Poi Gesù dice:

1“Vieni, Maria, che ti consolo con una luce tutta per te. Ti commento un nuovo lato della frase evangelica: “Calpesterete serpenti e scorpioni e non ne avrete danno“[160] 1.

Chi è pieno di Me può calpestare tutte le dottrine umane e vivere fra chi è pieno del loro veleno senza averne danno. Va inteso anche così. Perché, se realmente un tempo i miei benedetti sono stati immuni da morsi di fiere finché Io lo volli, da veleni e altri pericoli, i miei benedetti di ora, che vivono nell’atmosfera corrotta di una società idolatra e indemoniata, sono ugualmente preservati da ogni male per mio volere. Sono in Me, Io in loro. Non c’è posto per altro. E nessun veleno attacca dove il mio amore, il nostro amore – di Gesù e del prediletto di Gesù – neutralizza ogni veleno.

Sta’ in pace, piccola prediletta. Io raccolgo sofferenze, lacrime e preghiere tue, per tutti.

L’Archeologia serve per i superbi.

2Ti sei commossa perché è stata trovata una pietra presso Betlemme, con degli accenni alla mia crocifissione. È una pietra. Serve per i superbi. Non di più. Molto, molto, moltissimo di più è l’alta rievocazione della mia Passione che Io ho dato agli uomini di fede attraverso la tua fatica. Ma l’uomo, che crederà all’arida e insicura pietra, sarà arido e incerto davanti a quel documento del mio dolore che ti ho dato per lui.

Tu lascia andare le pietre e nutriti del pianto della mia Passione che ben conosci. La Passione mia sia il conforto tuo. Sta’ in pace.”

30. “Ora e nell’ora della morte”[161].

Il Male nel senso soprannaturale.

          Dice Gesù:

1«“Ora e nell’ora della morte”. È l’invocazione che fa riscontro al “Liberaci dal male”. Voi non vi riflettete, ma è così. Vi ho dato una Madre oltre che un Padre e, se chiedete al Padre d’essere liberati dal Male, non direte alla Madre di tenere lontana da voi la morte che è male?

Ma pensate con mente elevata in Dio e chiedete con intelligenza di figli di Dio. Non vi dovete tanto preoccupare del male e della morte nel senso umano della parola, quanto del Male e della Morte nel senso soprannaturale, il più vero, perché la vostra attuale è veste che si posa, la vostra attuale è dimora che si lascia, ma oltre questo giorno vi attende un futuro in cui diverrete possessori di ciò che è vera vostra parte.

La morte dello spirito.

2E guai a voi se per vostra volontà perversa  scegliete per voi la parte maledetta. La morte dello spirito non viene una volta sola al cospetto della vostra anima. Essa vi si aggira intorno per tutta la vostra giornata terrena, perché il datore della Morte non lascia un minuto di insidiare la sua preda. Non sempre è in voi quella vigilanza e quella fortezza che rende inutili le astuzie del Nemico. La vostra debolezza vi porta a torpori, i vostri appetiti carnali a desideri di cibo, nei quali trovate la morte.

La Madre che prega per noi.

3Ma avete una Madre in cielo, una Madre che vede su voi il Sangue del suo Figlio e che per quel Sangue vi ama come suoi stessi figli. Una Madre che è potente presso Dio per la sua triplice condizione di Figlia, Sposa e Madre di Dio.

“Ora”: preghi Maria per il vostro presente di uomini, insidiato da tanti pericoli. “E nell’ora della morte”: preghi per voi  nell’attimo decisivo della vita. “E nell’ora della Morte”: ossia quando il vostro spirito colpito dal Male può perire.

La vincitrice di Satana.

4Maria è la Vincitrice di Satana. La Morte vera, quella dello spirito, non verrà in coloro che sanno pregare la Madre per l’ora della vita, per l’ora della terra, per l’ora della tentazione e per l’ora della Morte.

Come bambini sotto il velo della mamma, la preghiera di Maria vi fa scudo contro l’ardore del senso e del demonio, vi fa crescere in Cristo ed entrare nel suo Regno. E se Cristo può far risorgere i morti alla Grazia, Maria, realmente amata, impedisce che la Morte vi separi dal suo Figlio.»

31. Non si può conciliare lo Spirito Santo con Satana[162].

Sbagli senza numero.

      Dice Gesù:

1«Non potete conciliare il Regno di Dio col regno di Satana. Non potete accontentare contemporaneamente la carne e lo spirito. Dovete scegliere.

Vi ho dato l’intelligenza perché possiate scegliere. Vi ho dato la luce perché possiate vedere. Vi ho dato l’amore perché vi possiate guidare. E vi ho dato la libertà perché altrimenti non avrebbe avuto merito la vostra esistenza. Avete sbagliato dieci, cento, mille volte.

Vi ho dato i Comandamenti per aiutarvi, vi ho dato i Profeti per gridarvi la mia Volontà. Avete sbagliato cento, mille, diecimila volte.

Vi ho dato Me stesso, lasciando il seno del Padre per parlare a voi. Vi ho dato Me stesso, umiliando Me, Dio, a morire come un malfattore per lavarvi il cuore e renderlo capace di accogliere Dio. 4Vi ho dato lo Spirito perché vi fosse Maestro nella cognizione della mia dottrina di carità, purezza, bontà, umiltà. Avete sbagliato diecimila, un milione di volte.

La seconda Babele.

2Non si può più contare il numero dei vostri errori. Li accumulate come una piramide gli uni sugli altri. Fate una seconda Torre di Babele per montarvi sopra e dirvi: “Ecco che siamo simili a Dio e scaliamo i cieli”. Satana vi aiuta e ride. Sa che la torre delle vostre colpe vi crollerà addosso quando crederete di toccare i cieli e vi sprofonderà nell’inferno. Sta già crollando e travolgendovi. E non vi fermate!

Malati d’amore satanico.

3Oh! fermatevi, fermatevi, figli! Fermatevi, miei tesori! Sentite la voce del Padre, del Fratello, del Dio vostro che vi chiama, che vi chiama tesori anche ora perché siete ingemmati del suo Sangue. Non scrollate da voi quel Sangue con ira, bestemmiandolo. 7Alzate la fronte malata verso il Cielo, ché la rugiada divina vi lavi. Perché siete malati, poveri figli miei, e non lo sapete. Vi siete lasciati baciare da Satana e la sua lebbra è su voi e in voi. Ma il mio amore, soltanto il mio amore, vi può guarire.

Invito alla riconciliazione.

4Venite, non respingete la mia mano che cerca di attirarvi a Me. Credete che Io non vi possa perdonare? Oh! Avrei perdonato anche a Giuda se in luogo di fuggire fosse venuto sotto la Croce dove morivo e m’avesse detto: “Perdono!”. Sarebbe stato il mio primo redento perché era il più grande colpevole, e su di lui avrei fatto piovere il Sangue del mio Cuore, trafitto non tanto dalla lancia quanto dal suo e dai vostri tradimenti.

Venite. Le mie braccia sono aperte. Sulla croce mi doleva di averle inchiodate soltanto perché non avrei potuto stringerle intorno a voi e benedirvi. Ma ora sono libere di attirarvi al mio Cuore. La mia bocca ha baci di perdono, il mio cuore ha tesori di amore.

Invito al ritorno.

5Lasciate le ricchezze ingiuste e venite a Me, Ricchezza vera. Lasciate le gioie indegne e venite a Me, Gioia vera. Lasciate i falsi dèi e venite a Me, Dio vero. Come vi sentireste lieti di una spirituale letizia se vi affidaste a Me!

Io sono il Dio della Pace. Da Me sgorgano tutte le grazie. Ogni dolore in Me si placa. Ogni peso diviene leggero. Ogni vostro atto, compiuto in mio Nome, si riveste della mia Bellezza. Io vi posso dare tutto se venite al mio Cuore, e non in maniera umana, ma sovrumana, eterna, ineffabilmente dolce. Non vi dico che non conoscerete più il dolore. L’ho conosciuto Io che sono Dio. Ma vi dico: il dolore diverrà soave se sofferto sul mio Cuore.

Venite. Lasciate quello che muore, quello che vi fa male, Quello che vi vuole male. Venite a Chi vi ama, a Chi vi sa dare le cose che non nuocciono e non muoiono. Aiutatemi, con la vostra volontà. La voglio per agire. Non perché mi occorra, ma perché occorre a voi per meritare il Regno.

Venite. Aiutatemi a respingere l’Inferno nell’inferno e ad aprirvi il Cielo.


L’ETERNO SUPLIZIATORE NEL SUO REGNO L’ INFERNO

32. Esistenza e natura dell’Inferno[163].

Ignoranza volontaria.

Dice Gesù:

1«Una volta ti ho fatto vedere il Mostro d’abisso.[164] Oggi ti parlerò del suo regno. Non ti posso sempre tenere in paradiso. Ricordati che tu hai la missione di richiamare delle verità ai fratelli che troppo le hanno dimenticate. E da queste dimenticanze, che sono in realtà sprezzi per delle verità eterne, provengono tanti mali agli uomini.

Scrivi dunque questa pagina dolorosa. Dopo sarai confortata. È la notte del venerdì. Scrivi guardando al tuo Gesù che è morto sulla croce fra tormenti tali che sono paragonabili a quelli dell’inferno, e che l’ha voluta, tale morte, per salvare gli uomini dalla Morte.

 

Esistenza dell’Inferno[165].

2Gli uomini di questo tempo non credono più all’esistenza dell’inferno. Si sono congegnati un al di là a loro gusto e tale da essere meno terrorizzante alla loro coscienza meritevole di molto castigo. Discepoli più o meno fedeli dello Spirito del Male, sanno che la loro coscienza arretrerebbe da certi misfatti, se realmente credesse all’inferno così come la Fede insegna che sia; sanno che la loro coscienza, a misfatto compiuto, avrebbe dei ritorni in se stessa e nel rimorso troverebbe il pentimento, nella paura troverebbe il pentimento e col pentimento la via per tornare a Me.

Opinione sacrilega.

3La loro malizia, istruita da Satana, al quale sono servi o schiavi (a seconda della loro aderenza ai voleri e alle suggestioni del Maligno) non vuole questi arretramenti e questi ritorni. Annulla perciò la fede nell’inferno quale realmente è e ne fabbrica un altro, se pure se lo fabbrica, il quale non è altro che una sosta per prendere lo slancio ad altre, future elevazioni.

Spinge questa sua opinione sino a credere sacrilegamente che il più grande di tutti i peccatori dell’umanità, il figlio diletto di Satana, colui che era ladro come è detto nel Vangelo[166] , che era concupiscente e ansioso di gloria umana come dico Io, l’iscariota, che per fame della triplice concupiscenza si è fatto mercante del Figlio di Dio e per trenta monete e col segno di un bacio – un valore monetario irrisorio e un valore affettivo infinito – mi ha messo nelle mani dei carnefici[167], possa redimersi e giungere a Me passando per fasi successive.

No. Se egli fu il sacrilego per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu l’ingiusto per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu colui che sparse con sprezzo il mio Sangue, Io non lo sono. E perdonare a Giuda sarebbe sacrilegio alla mia Divinità da lui tradita, sarebbe ingiustizia verso tutti gli altri uomini, sempre meno colpevoli di lui e che pure sono puniti per i loro peccati, sarebbe sprezzo al mio Sangue, sarebbe infine venire meno alle mie leggi.

Eternità dell’Inferno[168].

4Ho detto[169], Io Dio Uno e Trino, che ciò che è destinato all’inferno dura in esso per l’eternità, perché da quella morte non si esce a nuova resurrezione. Ho detto che quel fuoco è eterno e che in esso saranno accolti tutti gli operatori di scandali e di iniquità. Né crediate che ciò sia sino al momento della fine del mondo. No, ché anzi, dopo la tremenda rassegna, più spietata si farà quella dimora di pianto e tormento, poiché ciò che ancora è concesso ai suoi ospiti di avere per loro infernale sollazzo – il poter nuocere ai viventi e il veder nuovi dannati precipitare nell’abisso – più non sarà, e la porta del regno nefando di Satana sarà ribattuta, inchiavardata dai miei angeli, per sempre, per sempre, per sempre, un sempre il cui numero di anni non ha numero e rispetto al quale, se anni divenissero i granelli di rena di tutti gli oceani della terra, sarebbero meno di un giorno di questa mia eternità immisurabile, fatta di luce e di gloria nell’alto per i benedetti, fatta di tenebre e orrore per i maledetti nel profondo.

Ti ho detto che il Purgatorio è fuoco di amore. L’Inferno è fuoco di rigore.

 Differenza fra purgatorio e inferno[170].

      5Il Purgatorio è luogo in cui, pensando a Dio, la cui Essenza vi è brillata nell’attimo del particolare giudizio e vi ha riempito di desiderio di possederla, voi espiate le mancanze di amore per il Signore Dio vostro. Attraverso l’amore conquistate l’Amore, e per gradi di carità sempre più accesa lavate la vostra veste sino a renderla candida e lucente per entrare nel regno della Luce i cui fulgori ti ho mostrato giorni sono[171].

L’inferno è luogo in cui il pensiero di Dio, il ricordo del Dio intravveduto nel particolare giudizio non è, come per i purganti, santo desiderio, nostalgia accorata ma piena di speranza, speranza piena di tranquilla attesa, di sicura pace che raggiungerà la perfezione quando diverrà conquista di Dio, ma che già dà allo spirito purgante un’ilare attività purgativa perché ogni pena, ogni attimo di pena, li avvicina a Dio, loro amore; ma è rimorso, è rovello, è dannazione, è odio. Odio verso Satana, odio verso gli uomini, odio verso se stessi.

Le cause del tormento infernale[172].

6Dopo averlo adorato, Satana, nella vita, al posto mio, ora che lo posseggono e ne vedono il vero aspetto, non più celato sotto il maliardo sorriso della carne, sotto il lucente brillio dell’oro, sotto il potente segno della supremazia, lo odiano perché causa del loro tormento.

Dopo avere, dimenticando la loro dignità di figli di Dio, adorato gli uomini sino a farsi degli assassini, dei ladri, dei barattieri, dei mercanti di immondezze per loro, adesso che ritrovano i loro padroni per i quali hanno ucciso, rubato, truffato, venduto il proprio onore e l’onore di tante creature infelici, deboli, indifese, facendone strumento al vizio che le bestie non conoscono – alla lussuria, attributo dell’uomo avvelenato da Satana – adesso li odiano perché causa del loro tormento.

Dopo avere adorato sé stessi dando alla carne, al sangue, ai sette appetiti della loro carne e del loro sangue tutte le soddisfazioni, calpestando la Legge di Dio e la legge della moralità, ora si odiano perché si vedono causa del loro tormento.

La natura del tormento: l’Odio[173].

7La parola “Odio” tappezza quel regno smisurato; rugge in quelle fiamme; urla nei cachinni dei demoni; singhiozza e latra nei lamenti dei dannati; suona, suona, suona come una eterna campana a martello; squilla come una eterna buccina di morte; empie di sé i recessi di quella carcere; è, di suo, tormento, perché rinnovella ad ogni suo suono il ricordo dell’Amore per sempre perduto, il rimorso di averlo voluto perdere, il rovello di non poterlo mai più rivedere.

L’anima morta, fra quelle fiamme, come quei corpi gettati nei roghi o in un forno crematorio, si contorce e stride come animata di nuovo da un movimento vitale e si risveglia per comprendere il suo errore, e muore e rinasce ad ogni momento con sofferenze atroci, perché il rimorso la uccide in una bestemmia e l’uccisione la riporta al rivivere per un nuovo tormento. Tutto il delitto di aver tradito Dio nel tempo sta di fronte all’anima nell’eternità; tutto l’errore di aver ricusato Dio nel tempo sta per suo tormento presente ad essa per l’eternità.

Primo tormento: il fuoco[174].

8Nel fuoco le fiamme simulano le larve di ciò che adorarono in vita, le passioni si dipingono in roventi pennellate coi più appetitosi aspetti, e stridono, stridono il loro memento[175]: “Hai voluto il fuoco delle passioni. Ora abbiti il fuoco acceso da Dio il cui santo Fuoco hai deriso”.

Fuoco risponde a fuoco. In Paradiso è fuoco di amore perfetto. In Purgatorio è fuoco di amore purificatore. In Inferno è fuoco di amore offeso. Poiché gli eletti amarono alla perfezione, l’Amore a loro si dona nella sua Perfezione. Poiché i purganti amarono tiepidamente, l’Amore si fa fiamma per portarli alla Perfezione. Poiché i maledetti arsero di tutti i fuochi, men che del Fuoco di Dio, il Fuoco dell’ira di Dio li arde in eterno. E nel fuoco è gelo.

Secondo tormento: il gelo[176].

9Oh! che sia l’Inferno non potete immaginare. Prendete tutto quanto è tormento dell’uomo sulla terra: fuoco, fiamma, gelo, acque che sommergono, fame, sonno, sete, ferite, malattie, piaghe, morte, e fatene una unica somma e moltiplicatela milioni di volte. Non avrete che una larva di quella tremenda verità.

Nell’ardore insostenibile sarà commisto il gelo siderale. I dannati arsero di tutti i fuochi umani avendo unicamente gelo spirituale per il Signore Iddio loro. E gelo li attende per congelarli dopo che il fuoco li avrà salati come pesci messi ad arrostire su una fiamma. Tormento nel tormento questo passare dall’ardore che scioglie al gelo che condensa.

Oh! non è un linguaggio metaforico, poiché Dio può fare che le anime, pesanti delle colpe commesse, abbiano sensibilità uguali a quelle di una carne, anche prima che quella carne rivestano. Voi non sapete e non credete. Ma in verità vi dico che vi converrebbe di più subire tutti i tormenti dei miei martiri anziché un’ora di quelle torture infernali.

Terzo tormento: l’oscurità[177].

10L’oscurità sarà il terzo tormento. Oscurità materiale e oscurità spirituale. Esser per sempre nelle tenebre dopo aver visto la luce del paradiso ed esser nell’abbraccio della Tenebra dopo aver visto la Luce che è Dio! Dibattersi in quell’orrore tenebroso in cui si illumina solo, al riverbero dello spirito arso, il nome del peccato per cui sono in esso orrore confitti! Non trovare appiglio, in quel rimestio di spiriti che si odiano e nuocciono a vicenda, altro che nella disperazione che li rende folli e sempre più maledetti. Nutrirsi di essa, appoggiarsi ad essa, uccidersi con essa. La morte nutrirà la morte, è detto.[178] La disperazione è morte e nutrirà questi morti per l’eternità.

Io ve lo dico, Io che pur l’ho creato quel luogo: quando sono sceso in esso per trarre dal Limbo coloro che attendevano la mia venuta, ho avuto orrore, Io, Dio, di quell’orrore; e, se cosa fatta da Dio non fosse immutabile perché perfetta, avrei voluto renderlo meno atroce, perché sono l’Amore e di quell’orrore ho avuto dolore.

E voi ci volete andare.

La vita incomincia dopo la morte.

11Meditate, o figli, questa mia parola. Ai malati viene data amara medicina, agli affetti da cancri viene cauterizzato e reciso il male. Questa è per voi, malati e cancerosi, medicina e cauterio di chirurgo. Non rifiutatela. Usatela per guarirvi. La vita non dura per questi pochi giorni della terra. La vita incomincia quando vi pare finisca, e non ha più termine.

Fate che per voi scorra là dove la luce e la gioia di Dio fanno bella l’eternità e non dove Satana è l’eterno Suppliziatore.»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


[1] Scritto il 29 dicembre 1945. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945 al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[2] Personaggi di episodi dell’opera sul Vangelo.

[3] Scritto il 18 febbraio 1947. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[4] Genesi 3, 9-13.

[5] Scritto il 18 febbraio 1947. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[6] Fl 2, 5-8; Ebrei 4, 15.

[7] Tt 1, 15 (Mt 15, 11 e 18-20, Rm 14, 14 e 20).

[8] Ap 7,14.

[9] Sl 82, 6. Paolo potrebbe essere scritto per errore invece di Giovanni (Gv 10, 34).

[10] Scritto il 28 febbraio 1947, MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[11] Scritto l’8 gennaio 1944, MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[12] Il 19 giugno e il 22 agosto 1943, ne «i quaderni del 1943».

[13] Salmo 109,6; 1 Pietro 5, 8.

[14] Matteo 4, 1-11; Marco 1, 12-13; Luca 4, 1-13.

[15] Gn 3,1‑5.

[16] Matteo 6, 24; Luca 16, 13.

[17] Scritto il 9 gennaio 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[18] Vanità, nullità, vacuità; I fabbricatori di idoli sono tutti vanità e le loro opere preziose non giovano a nulla; ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto e perciò saranno coperti di vergogna (Is 44,9).

[19] Invece è l’Eterno Padre, come è scritto al termine del dettato.

[20] Come nel dettato del 7 gennaio, pag. 26.

[21] Negare Dio e farsi un dio è delitto: Chi fabbrica un dio e fonde un idolo senza cercarne un vantaggio? Ecco, tutti i suoi seguaci saranno svergognati; gli stessi artefici non sono che uomini. Si radunino pure e si presentino tutti; saranno spaventati e confusi insieme. Il fabbro lavora il ferro di una scura, lo elabora sulle braci e gli dà forma con martelli, lo rifinisce con braccio vigoroso; soffre persino la fame, la forza gli viene meno; non beve acqua ed è spossato. Si fa un dio (Is 44,10-12).

[22] Orige sataniche: Il falegname stende il regolo, disegna l’immagine con il gesso; la lavora con scalpelli, misura con il compasso, riproduce do una forma umana, una bella figura d’uomo da mettere in un tempio. Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere robusta nella selva; pianta un frassino che la pioggia farà crescere. Tutto ciò diventa per l’uomo legna da bruciare; ne prende una parte e si riscalda o anche accende il forno per cuocervi il pane (i satanisti cuociono i bambini) o ne fa persino un idolo e lo adora (ora adorano Satana), ne forma una statua e la venera. Una metà la brucia al fuoco, sulla brace arrostisce la carne, poi mangia l’arrosto e si sazia (orige sataniche dove i mostri mangiano la vittima). Ugualmente si scalda e dice: “Mi riscaldo; mi godo il fuoco”. Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega: “Salvami, perché sei il mio dio!” (Is 44,12-17).

[23] I ministri dell’occulto: Non sanno né comprendono; una patina impedisce agli occhi loro di vedere e al loro cuore di capire. Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire:” Ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto perfino il pane arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi ad un pezzo di legno?”. (il sacerdote di Satana) Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire: “Ciò che tengo in mano non è forse falso?” (Is 44,18-20).

[24] Inaridiranno le idolatrie, le scienze e il satanismo: Io svento i presagi degli indovini, dimostro folli i maghi, costringo i sapienti a ritrattarsi e trasformo in follia la loro scienza. Io dico all’oceano: Prosciugati! Faccio inaridire i tuoi fiumi (Is 44,25.27).

[25] Scritto lo stesso 4 luglio 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[26] soffrissi è nostra correzione da soffristi

[27] La scrittrice spiega il movente dei due dettati che precedono, e conclude considerando il godimento dell’anima meritato dalla sofferenza del corpo.

[28] Padre Migliorini.

[29] Nello scritto del 1° luglio, pag. 76.

[30] Scritto il 9 aprile 1944, Sera di Pasqua. Sommario: Con dolore e pena, Gesù ricorda che il Padre è stanco delle defezioni degli uomini. Ricordando i dettati sull’argomento, Egli torna a spiegare di non poter dare un segno della sua potenza, che sarebbe reso vano dalla volontà dell’uomo. L’unica cosa che Egli possa fare è trattenere la Giustizia del Padre. È richiesta alla scrittrice la carità del sacrificio.

[31] “E me lo dice così dolorosamente, ed è soggetto così penoso, che lo scrivo a parte”. Infatti il dettato è scritto su un foglietto di quattro facciate, inserito e cucito con filo di cotone a questo punto del quaderno.

[32] Il 23 aprile 1943, ne «i quaderni del 1943»

[33] Ne «i quaderni del 1943»

[34] Ne «i quaderni del 1943»

[35] Il 10 gennaio

[36] Scritto il 26 gennaio 1945. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[37] La scrittrice si rivolge spesso al suo direttore spirituale, il padre Romualdo M. Migliorini, i cui cenni biografici sono ne I quaderni del 1943, pag. 13 nota 3.

[38] Marta, quando non viene precisato diversamente, sarà sempre Marta Diciotti, i cui cenni biografici sono né I quaderni del 1943, pag. 60 nota 6.

[39] Scritto il 19 giugno 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[40] Padre Migliorini.

[41] Luca 22,31.

[42] Genesi da 6,5 a 9,17.

[43] Nel dettato del 4 giugno, pag. 12-13.

[44] Scritto lo stesso 21 agosto 1943. La Chiesa i battezzati e il Drago: Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per mille duecentosessanta giorni (Ap 12,1-6). 

[45] Satana conduce la carneficina sulla terra: Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: “… è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire … guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12,7-12).

[46] Nei dettati del 4 giugno (pag. 12-23) e del 19 giugno (pag. 121).

[47] Le due ali: Vangelo del Regno di Dio e Catechismo del Regno dei Cieli: Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca (Ap 12,13-16).

[48] Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù (Il Vangelo del Regno di Dio). E si fermò sulla spiaggia del mare (Ap 12,17-18).

[49] Scritto il 22 agosto 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[50] Le scimmiottature di Dio: Satana, emulo di Dio, ha ministri che si contrappongono agli arcangeli. La prima bestia corrisponde a Michele e rappresenta la forza demoniaca, incarnata nel potere temporale, che allontana da Dio. La seconda bestia corrisponde a Gabriele e rappresenta la scienza ribelle che smantella la fede. La vera scienza è quella che ha per oggetto Dio, e attraverso di essa sono comprensibili tutte le scienze.

[51] Nel dettato del 19 giugno, pag. 121.

[52] La bestia che sale dal mare: Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”.

     Il delitto della bestia: Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato. Colui che deve andare in prigionia, andrà in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada, di spada sia ucciso.  In questo sta la costanza e la fede dei santi (Ap 13,1-10).

[53] La bestia che sale dalla terra: Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un anello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei (Ap 13,11-18).

[54] Scritto lo stesso 22 agosto 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[55] I sette flagelli: Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi si deve compiere l’ira di Dio… Dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro colme dell’ira di Dio. Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza: nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli (Ap 15,1.6-8). Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: “Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio” (Ap 16,1).

[56] Nel dettato del 20 agosto, pag. 99.

[57] 1° flagello: Partì il primo angelo e versò la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua (Ap 16,2).

[58] 2° flagello: Il secondo versò la sua coppa nel mare che diventò sangue come quello di un morto e perì ogni essere vivente che si trovava nel mare (Ap 16,3).

[59] 3° flagello: Il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue. Allora udii l’angelo delle acque che diceva: “Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, poiché così hai giudicato. Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti, tu hai dato loro sangue da bere: ne sono ben degni!” (Ap 16,4-6).

[60] 4° flagello: Il quarto versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potete tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio (Ap 16,8-9).

[61] quali vi abbisognavano è nostra correzione da quale vi abbisognava

[62] 5° flagello: Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni (Ap 16,10-11)                                                                                          

[63] 6° flagello: Il sesto versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufrate e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell’Oriente (Ap 16,12). 

[64] Gli esseri immondi: Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demoni che operano prodigi e vive vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente (Ap 16,13-14).

[65] Scritto lo stesso 22 agosto 1943. 7° flagello: Il settimo versò la sua coppa nell’aria e uscì dal tempio, dalla parte del trono, una voce potente che diceva: “È fatto!”. Ne seguirono folgori, clamori e tuoni, accompagnati da un grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra. La grande città si squarciò in tre pareti crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Ogni isola scomparve, i monti si dileguarono. E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello (Ap 16,17-21)

[66] Babilonia la grande:  “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione”. Vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra” (Ap 17,1-5).

[67] E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l’angelo mi disse: “Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna (Ap 17,6-7).

[68] Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un’ora soltanto insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli” (Ap 17,9-14).

[69] terrestri è nostra correzione da terreni

[70] Ap 17,6-7

[71] La bestia era e non è più: La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall’Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà. Qui ci vuole una mente che abbia saggezza (Ap 17,8-9).

[72] Su una copia dattiloscritta, la scrittrice annota in calce, a matita: Dopo la sconfitta dell’Anticristo e la distruzione di Babilonia.

[73] Le acque sono i popoli: Poi l’angelo mi disse: “Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio. La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra” (Ap 17,15-18).

[74] La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Vedi nota 134, 7° flagello.

[75] Scritto il 17 novembre 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri. Isaia cap. 10°.

[76] Guai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive, per negare la giustizia ai miseri e per frodare del diritto i poveri del mio popolo, per fare delle vedove la loro preda e per spogliare gli orfani (Is 10,1-2).

[77] che potesse è nostra correzione da potessero. Il seguente permettere lo fossero è correzione della scrittrice da un esserlo, davanti al quale stava bene quel potessero

[78] Ma che farete nel giorno del castigo, quando da lontano sopraggiungerà la rovina? A chi ricorrerete per protezione? Dove lascerete la vostra ricchezza? Non vi resterà che piegarvi tra i prigionieri o cadere tra i morti. Con tutto ciò non si calma la sua ira e ancora la sua mano rimane stesa (Is 10,3-4).

[79] Bastone e verga della collera di Dio: Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno. Contro una nazione empia io la mando e la comando contro un popolo con cui sono in collera perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. (Is 10,5-6).

[80] Alterigia del Tiranno: Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Anzi dice: “Forse i miei capi non sono altrettanti re? Quando il Signore avrà terminato tutta l’opera sua sul monte Sion e a Gerusalemme, punirà l’operato orgoglioso della mente del re di Assiria e ciò di cui si gloria l’alterigia dei suoi occhi. l’operato orgoglioso: Poiché ha detto: “Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un gigante coloro che sedevano sul trono. La mia mano, come in un nido, ha scovato la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra; non vi fu battito d’ala, nessuno apriva il becco o pigolava”. Ogni tiranno è solo uno strumento: Può forse vantarsi la scure con chi taglia per suo mezzo o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia? Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna e una verga sollevare ciò che non è di legno! Sarà colpito a morte: Perciò il Signore, Dio degli eserciti, manderà una peste contro le sue più valide milizie; sotto ciò che è sua gloria arderà un bruciore come bruciore di fuoco; esso consumerà anima e corpo e sarà come un malato che sta spegnendosi (Is 10,7-16).

[81] Futuro glorioso: La luce di Israele diventerà un fuoco, il suo santuario una fiamma; essa divorerà e consumerà rovi e pruni in un giorno, la magnificenza della sua selva e del suo giardino; il resto degli alberi nella selva si conterà facilmente, persino un ragazzo potrebbe farne il conto. Il piccolo Resto: In quel giorno il resto di Israele e i superstiti della casa di Giacobbe non si appoggeranno più su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo di Israele, con lealtà. Tornerà il resto, il resto di Giacobbe, al Dio forte. Decreto di sterminio: Poiché anche se il tuo popolo, o Israele, fosse come la sabbia del mare, solo un suo resto ritornerà; è decretato uno sterminio che farà traboccare la giustizia, poiché un decreto di rovina eseguirà il Signore, Dio degli eserciti, su tutta la regione. (Is 10,17-23).

[82] Il Signore alzerà lo scettro sull’Anticristo: Pertanto così dice il Signore, Dio degli eserciti: “Popolo mio, che abiti in Sion, non temere l’Assiria che ti percuote con la verga e alza il bastone contro di te come già l’Egitto. Perché ancora un poco, ben poco, e il mio sdegno avrà fine; la mia ira li annienterà”. Contro di essa il Signore degli eserciti agiterà il flagello, come quando colpì Madian sulla rupe dell’Oreb; alzerà la sua verga sul mare come fece con l’Egitto. In quel giorno sarà tolto il suo fardello dalla tua spalla e il suo giogo cesserà di pesare sul tuo collo (Is 10,24-27).

[83] Opera di anime eroiche e di vittime di carità: Ecco il Signore, Dio degli eserciti, che strappa i rami con fracasso; le punte più alte sono troncate, le cime sono abbattute. È reciso con il ferro il folto della selva e il Libano cade con la sua magnificenza (Is 10,33-34).

[84] sono è nostra correzione dà è

[85] Scritto il 19 novembre 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[86] Il padre e padrone degli anticristi: Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso! (Is 14,12-15).

[87] Il Carceriere snaturato dei carcerieri spietati: Quanti ti vedono ti guardano fisso, ti osservano attentamente. È questo l’individuo che sconvolgeva la terra, che faceva tremare i regni, che riduceva il mondo a un deserto, che ne distruggeva le città, che non apriva ai suoi prigionieri la prigione? (Is 14,16-17).

[88] La fine di ogni conculcatore dello spirito: Tutti i re dei popoli, tutti riposano con onore, ognuno nella sua tomba. Tu, invece, sei stato gettato fuori del tuo sepolcro, come un virgulto spregevole; sei circondato da uccisi trafitti da spada, come una carogna calpestata (Is 14,18-19).

[89] Guai al rapitore degli innocenti: A coloro che sono scesi in una tomba di pietre tu non sarai unito nella sepoltura, perché hai rovinato il tuo paese, hai assassinato il tuo popolo; non sarà più nominata la discendenza dell’iniquo (Is 14,19-20).

[90] Come ha fatto il Tiranno, sarà fatto a lui: Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine (Is 14,21).

[91] torturano è nostra correzione da tortura

[92] La Giustizia appartiene al Signore: Io insorgerò contro di loro, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione. La sua mano è stesa, chi gliela farà ritirare? Il Signore ha fondato Sion e in essa si rifugiano gli oppressi del suo popolo (Is 14,22-23.27.32).

[93] Scritto il 9 novembre 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[94] In realtà nessuno si è mai venduto a fare il male agli occhi del Signore come il re Acab, istigato dalla propria moglie Gezabele, commise molti abomini, seguendo gli idoli (1 Re 11,25). Finché visse Gezabele e i suoi figli fornicò Israele seguendo gli idoli. Finché rimane il peccato e i vizi che lo alimentano non ci sarà pace (2 Re 9,22).

[95] Anche nel dettato del 15 agosto.

[96] Lc 2,14.

[97] Scritto il 12 settembre 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri.

[98] Quella da noi indicata al termine del dettato che precede.

[99] Soprattutto il 16 maggio, pag. 353. Ma possiamo anche riferirci ai dettati del 1943, da ritrovare sotto la voce « Segno dei tempi “, nell’indice per materia de « I quaderni dei 1943 », pag. 787.

[100] Come in: Lm 5.

[101] Protagonista dell’episcidio che precede e che abbiamo indicato a pag. 630.

[102] Parole che acquistano un toccante valore profetico se si ricorda che Maria Valtorta è morta (il 12 ottobre 1961) dopo alcuni anni di graduale e crescente isolamento psichico, che l’ha portata ad estraniarsi irrimediabilmente dal mondo esterno come se fosse tutta assorbita dalla vita interiore, così passando, con la morte, da una visione contemplata ad una realtà che avrebbe vissuto per sempre.                             .

[103] Di cui ricorreva la festa liturgica essendo il 12 settembre.

[104] Scritto il 25 gennaio 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[105] Is 2,1‑5; 7,10‑17; 9,1‑6; 11,1‑9.

[106] Daniele: Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo e quattro grandi bestie, differenti l’una dell’altra, salivano dal mare (Dn 7,2-3). Giovanni: “Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo: La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita (Ap 13,1-3).

[107] Dn 7,1‑8 e 11‑12 e 15‑25.

[108] Ap 13;17; da 19,19 a 20,10.

[109] Leone: La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo (Dn 7,4). La bestia che io vidi aveva la bocca come quella di un leone (Ap 13,2).

[110] Orso: Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: “Su, divora molta carne”. La bestia che io vidi aveva le zampe come quelle di un orso (Ap 13,2).

[111] Leopardo: Mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio (Dan 7,6). La bestia che io vidi era simile a una pantera (Ap 13,2).

[112] L’8 gennaio, pag. 28.

[113] Anticristo: Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna (Dn 7,7). Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?” (Ap 13,1.3-4).

[114] Nel dettato del 23 luglio 1943, ne «I quaderni del 1943», pag. 261.

[115] Il piccolo corno: Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quali di un uomo e una bocca che parlava con alterigia (Dn 7,8).

[116] Lc 2,40.

[117] Il potere dell’Anticristo: Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo.  Le fu permesso di far guerra contro i santi e di venderli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato. Chi ha orecchi, ascolti: Colui che deve andare in prigionia, andrà in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada di spada sia ucciso. In questo sta la costanza e la fede dei santi (Ap 13,5-10).

[118] I redenti della Terra: Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoqurantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoqurantaquattromila, i redenti della terra. Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia (Ap 14

[119] Scritto il 20 agosto 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[120] L’Anticristo: “Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra (Ap 9,1).

[121] Il potere che l’Anticristo riceverà da Satana: Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e salì dal pozzo un uomo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l’atmosfera. Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà (Ap 9,2-6)

[122] Lo apre/ Ap 9,1-12.

[123] L’aiuto che l’Anticristo riceverà degli uomini: “Queste cavallette avevano l’aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli, come capelli di donna, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. Avevano code come gli scorpioni, e aculei. Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi. Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore (Ap 9,7-11).

[124] Su una copia dattiloscritta, la scrittrice annota a matita: Sconfitta dell’Anticristo, ma non Giudizio universale. “Il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri 2Ts 2,8-9

[125] Scritto il 23 ‑ 1 – 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[126] Israele si convertirà: Or quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo chienque si troverà scritto nel libro (Dn 12,1). Mt 25,31‑46.

[127] I morti risorgeranno: Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna. Dn 12,2

[128] Un tempo, tempi e la metà di un tempo: Io, Daniele, stavo guardando ed ecco altri due che stavano in piedi, uno di qua sulla sponda del fiume, l’altro di là sull’altra sponda. Uno disse all’uomo vestito di lino, che era sule acque del fiume: “Quando si compiranno queste cose meravigliose?”. Udii l’uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo (Dn 12,5-7).

[129] I saggi risplenderanno, seguiranno il bene: I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre. Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta. Io udii bene, ma non compresi, e dissi: Mio Signore, quale sarà la fine di queste cose?”. Egli mi rispose: “Va’, Daniele, queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine. Molti saranno purificati, resi candidi, integri, ma gli empi agiranno empiamente: nessuno degli empi intenderà queste cose, ma i saggi le intenderanno. (Dn 12,3-4.8-10).

[130] Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio mille duecentonovanta giorni (Dn 12,11). Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue messi (Ap 13,5). Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per mille duecentosessanta giorni (Ap 11,3)

[131] Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecento- trentacinque giorni. Tu, va’ pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla fine dei gironi (Dn 12,12).

[132] Mt 10,22.

[133] Dn 12,13.

[134] Scritto il 7 agosto 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[135] Riportiamo un testo approssimativo: Is 14,19: “Tu, invece, sei stato gettato fuori del tuo sepolcro, come un virgulto spregevole; sei circondato da uccisi trafitti da spada, come una carogna calpestata”; Ger 22,19: “Sarà sepolto come si seppellisce un asino, lo trascineranno e lo getteranno al di là delle porte di Gerusalemme”.

[136] Nel dettato del 19 giugno, pag. 182.

[137] Del fratello/ Genesi 4,8.

[138] Scritto il 19 settembre 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[139] Per averlo scritto nei dettati del 7 giugno 1943, ne «1 quaderni del 1943», pag. 31.

[140] Scritto il 18 febbraio 1947. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[141] Scritto il 21 gennaio 1946. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[142] Scritto l’11 maggio 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri. La scrittrice fa precedere, aggiungendola a matita, la seguente citazione biblica: S. Pietro, I epistola, c. 5 v. 8.

[143] Resistetegli saldi nella fede: Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi (1 Pt 6-10).

[144] 1 Pietro 5, 8-9

[145] Il 2l giugno 1943, ne «i quaderni del 1943»

[146] Scritto il 12 maggio 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[147] Subito dopo la Comunione di stamane, venerdì.

[148] Che si legge in Giovanni 11, 43

[149] L’espressione viene spiegata nel dettato successivo

[150] Il 4 maggio,

[151] 1 Pietro 5, 8.

[152] Matteo 4, 1-11; Marco 1, 12-13; Luca 4, 1-13

[153] Scritto il 29 marzo 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[154] A commento della visione che precede, viene riaffermata la potenza della Croce, che vince Satana con tutte le sue seduzioni. Imitare Giustina e armarci della croce, con fede, fino all’ultimo giorno della nostra vita.

[155] Così si usava fare nelle chiese durante la settimana di Passione,

[156] Probabile allusione all’episodio riportato nell’ «Autobiografia», pag. 264 e 269-274.

[157] Introdotti con il breve dettato del 28 febbraio

[158] Luca 10, 19.

[159] Scritto l’8 ottobre 1945. MARIA VALTORTA, I Quaderni dal 1945, al 1950 Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri

[160] Già a pag. 125 nota 4.

      [161] Scritto l’8 novembre 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[162] Scritto lo stesso 8 giugno 1943. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1943, C. E. V. Isola del Liri

[163] Scritto 1l 15 gennaio 1944. MARIA VALTORTA, I Quaderni del 1944, C. E. V. Isola del Liri

[164] Il 20 (ma fin dalla sera del 18) luglio 1943, ne «i quaderni del 1943»

[165] L’inferno è quello stato in cui sono tormentate, subito dopo la morte, le anime di coloro che lasciano la terra in peccato mortale. È verità di fede definita: “Le anime, poi, di quelli che muoiono col peccato mortale o solo con quello originale crediamo che vadano subito all’inferno, dove saranno però tormentate con pene diverse” (Concilio II di Lione; Con. di Firenze). Mosè, in occasione della rivolta contro Dio, disse al popolo: “se il Signore farà qualche cosa di nuovo, che cioè la terra aprendo la sua bocca l’ingoi con tutte le loro cose, sicché scendano vivi nell’inferno, voi conoscerete che essi hanno bestemmiato il Signore. Appena ebbe finito di parlare, la terra si squarciò sotto i loro piedi, e spalancata la sua bocca li inghiottì con le loro tende e con tutte le loro cose, e discesero vivi nell’inferno, coperti dalla terra, e scomparvero di mezzo al popolo” (Num 16,30-33).

[166] Giovanni 12, 4-6.

[167] Matteo 26, 14-16 e 47-50; Marco 14, 10-11 e 43-46; Luca 22, 3-6 e 47-48; Giovanni 18, 1-3.

[168] “Cristo in uno stesso luogo e in una stessa frase ha detto, comprendendo tutte e due le cose: questi andranno al supplizio eterno e i giusti alla vita eterna (Mt 25,46). Dire poi nello stesso unico e identico senso: la vita eterna è senza fine, la pena eterna avrà fine, è cosa molto assurda” (S. Agostino). “Per i miseri avviene una morte senza morte, una fine senza fine, un venir meno senza mai mancare, perché la morte vive e la fine incomincia sempre e il venire meno non viene mai meno” (S. “Temo il verme che divora e la morte duratura. Temo di cadere nelle mani della morte che vive e della vita che muore. Questa seconda morte che non colpisce mai e fa sempre morire” (S. Bernardo).

[169] Il 7 gennaio, pag. 27.

[170] Il Purgatorio è lo stato ultraterreno, che durerà fino al giorno del giudizio, ove le anime di coloro che sono morti in grazia ma con imperfezioni e pene temporali da scontare per i peccati gravi perdonati, espiano e si purificano prima di salire in Paradiso.

[171] Il 10 gennaio 1944, pag. 41.

[172] Gli adoratori di Satana: “Se alcuno adorerà la bestia e la sua immagine, e riceverà l’impronta sulla sua fronte o sulla sua mano, anch’egli berrà del vino dell’ira di Dio, versato schietto nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo al cospetto dei Santi angeli, davanti all’Agnello; e il fumo dei loro tormenti si alzerà nei secoli dei secoli: e non avranno riposo né giorno né notte”  (Ap 14,9-10).Gli adoratori dell’uomo: “Non sapete voi che gli ingiusti non possederanno il regno di Dio? Badate a non errare: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né quelli che peccano contro natura, né i ladri, né gli avari, né i dediti all’ubriachezza, né i maledicenti, né i rapaci, avranno l’eredità del regno di Dio” (1 Cor 6,9-10). Gli adoratori di sé stessi: “Se la tua mano ti scandalizza, troncala; è meglio per te entrare monco nella vita, che, avendo due mani, andare all’inferno in un fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne” (Mc 9,42-43).

[173] “Come si raccoglie la zizzania e si brucia, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi Angeli e toglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti coloro che esercitano l’iniquità, e li getteranno nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto e stridore di denti” (Mt 13,40-42). “Allora dirà anche a color che saranno alla sinistra: Via da me, maledetti, al fuoco eterno, che fu preparato per il diavolo e per i suoi angeli… E andranno questi all’eterno supplizio” (Mt 25,41. 46).

[174] Il tormento del fuoco: “Avete concepito fieno, partorirete paglia; il mio soffio vi divorerà come fuoco. I popoli saranno fornaci per calce, spini tagliati da bruciare nel fuoco. Sentiranno i lontani quanto ho fatto, sapranno i vicini qual è la mia forza”. Hanno paura in Sion i peccatori, lo spavento si è impadronito degli empi. “Chi di voi potrà stare col fuoco divoratore? Chi di voi potrà stare nelle fiamme eterne?” (Is 33,11-14). “Usciranno e vedranno i cadaveri dei vivi che hanno prevaricato contro di me; il loro verme non morrà, il loro fuoco non si estinguerà” (Is 66,24). “Ricordati dell’ira divina, poiché non sarà lenta a venire. Umilia profondamente il tuo spirito, perché il fuoco e il verme saranno il castigo della carne dell’empio” (Sir 7,18-19).

[175] memento è parola latina, ripresa dalla liturgia, a sta per ricordo

[176] Il tomento del gelo: Getta come briciole la grandine, di fronte al suo gelo chi resiste? (Sal 147,17); Arma le mani di folgori e le scaglia contro il bersaglio. Lo annunzia il suo fragore, riserva d’ira contro l’iniquità. Per questo mi batte forte il cuore e mi balza fuori dal petto.  Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo, perché tutti riconoscano la sua opera. Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e la distesa dell’acqua si congela (Giobbe 36,32-33; 37,1.7.10). Noi non abbiamo dato ascolto alla tua voce, perciò tu hai eseguito la minaccia, fatta per mezzo dei tuoi servi i profeti, che le ossa dei nostri re e dei nostri padri sarebbero rimosse dalla loro tomba. Ed eccole abbandonate al calore del giorno e al gelo della notte, per la malvagità della casa d’Israele e di Giuda (Baruc 2,24-25)

[177]Il tormento delle tenebre: Lasciami, sì ch’io possa respirare un poco prima che me ne vada, senza ritornare, verso la terra delle tenebre e dell’ombra di morte, terra di caligine e di disordine, dove la luce è come le tenebre (Giobbe 10,20-22). “Ma questi, come animali irragionevoli, da natura fatti per essere catturati e perire, bestemmiando ciò che ignorano, periranno nella propria corruzione, ricevendo la mercede dell’iniquità, essi che stimano come grande soddisfazione i piaceri effimeri. Questi sono fontane senz’acqua e nebbie sbattute dai turbini, ad essi è riservata la caligine tenebrosa” (2 Pt 2,12-17). I figli, che non saranno degni del regno, saranno gettati nelle tenebre esteriori; ivi sarà pianto e stridore di denti (Mt 8,12). “Guai a loro! Perché sono la sozzura dei vostri banchetti sedendo insieme a mensa senza ritegno, pascendo sé stessi, nuvole senza acqua portate qua e là dai venti, alberi di fine stagione senza frutto, due volte morti, sradicati, onde infuriate del mare, che schiumano le proprie turpitudini, stelle erranti, ai quali è riservata una tenebrosa tempesta per l’eternità” (Giuda 12-13).

[178] Non preso alla lettera, tale concetto si trova spesso nella Bibbia, soprattutto in Apocalisse.

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